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FEDERICO GUGLIELMI AL MEI DI FAENZA: 50 ANNI DI GIORNALISMO MUSICALE INDIPENDENTE CELEBRATI ALL’11° FORUM

L’11° Forum del Giornalismo Musicale al MEI di Faenza celebra Federico Guglielmi, icona di 50 anni di critica indipendente. Un appuntamento imperdibile per il futuro dell’informazione musicale e i nuovi talenti digitali! #GiornalismoMusicale #MEIFaenza #FedericoGuglielmi #MusicaIndipendente

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Redazione- Faenza si prepara ad accogliere, il 3 e 4 ottobre, l’undicesima edizione del “Forum del giornalismo musicale”, un appuntamento ormai consolidato e di riferimento per l’intero settore. In programma come sempre nell’ambito del prestigioso MEI – Meeting Etichette Indipendenti (che animerà la città romagnola dal 2 al 4 ottobre), l’evento, diretto da Enrico Deregibus, promette quest’anno un momento di particolare significato, celebrando una figura storica che ha plasmato per decenni il panorama dell’informazione musicale italiana: Federico Guglielmi.

Il cuore pulsante di questa edizione sarà la cerimonia di consegna del Premio Michele Manzotti, un riconoscimento toccante e meritato creato in memoria del giornalista de La Nazione, prematuramente scomparso nel 2022, che aveva partecipato al Forum sin dalla sua prima edizione. A ricevere quest’anno questo importante tributo sarà Federico Guglielmi, una vera e propria icona del giornalismo musicale indipendente, pronto a festeggiare i suoi quasi cinquant’anni di instancabile presenza nel settore.

La carriera di Guglielmi è un viaggio straordinario attraverso la storia della musica e della sua comunicazione in Italia. Dall’8 gennaio 1977, quando la sua voce risuonava dalle frequenze di una piccola emittente privata, al suo primo articolo scritto tra i banchi occupati del liceo, fino alla lunga e fruttuosa collaborazione iniziata nel 1979 con la storica rivista “Il Mucchio Selvaggio”, Guglielmi ha attraversato e narrato le evoluzioni sonore con una passione e una lucidità impareggiabili. Il suo percorso è costellato da cifre impressionanti: circa ventimila articoli pubblicati su riviste a diffusione nazionale, oltre mille ore ai microfoni di RadioRai, la firma su più di 30 libri che hanno lasciato il segno, produzioni discografiche, e l’ideazione e direzione di riviste o intere sezioni di esse.

Federico Guglielmi ha avuto un ruolo cruciale nella diffusione in Italia di generi allora emergenti e rivoluzionari come il punk, la new wave e il rock neo-Sixties, fungendo da ponte tra le sottoculture internazionali e il pubblico italiano. Dal gennaio 2013, continua la sua attività di analisi e divulgazione attraverso il blog personale “L’ultima Thule”, dimostrando una capacità unica di adattarsi ai nuovi mezzi mantenendo inalterata la profondità del suo sguardo.

La motivazione del Premio Michele Manzotti celebra perfettamente questa dedizione: “per aver trasformato la passione per la musica in una missione culturale, dedicandosi con instancabile impegno alla divulgazione e all’analisi della musica rock (ma non solo), diventando un punto di riferimento per generazioni di lettori. E per aver interpretato il giornalismo musicale come un atto di indipendenza e onestà intellettuale, nel rispetto degli artisti e del pubblico”. Un riconoscimento che sottolinea non solo l’estensione della sua opera, ma anche l’integrità e il rigore etico che hanno sempre contraddistinto il suo operato. Negli anni passati, il prestigioso riconoscimento è andato a figure di spicco come Federico Savini, Marcella Sullo, Giuseppe Catani ed Ezio Guaitamacchi.

Ma il Forum non sarà solo celebrazione. La giornata di sabato vedrà anche l’assegnazione della “Targa Mei Musicletter”, il premio nazionale per l’informazione musicale sul web, ideato e curato da Luca D’Ambrosio. Due i riconoscimenti consueti – quello per il miglior sito collettivo e quello per il miglior blog personale – a cui si aggiunge ogni anno un premio speciale. In questa edizione 2026, esso sarà dedicato al “Miglior progetto musicale per la libertà e la pace”, un segnale forte e attuale sull’impegno sociale della musica e del giornalismo. I nomi dei vincitori di questa competizione digitale verranno comunicati nel mese di settembre, aumentando l’attesa per l’evento.

Negli ultimi dieci anni, il Forum del giornalismo musicale si è affermato come un punto di incontro e crescita fondamentale per la categoria. Con tavoli di lavoro, assemblee, lezioni magistrali, presentazioni, corsi di aggiornamento e incontri con figure professionali di spicco, ha coinvolto finora circa 400 giornalisti, dalle grandi testate alle webzine, passando per radio e televisioni. Un vero laboratorio di idee e confronto, che anche quest’anno rimane aperto a proposte e suggerimenti da parte di tutti gli interessati, che possono inviare una mail agli organizzatori.

L’appuntamento a Faenza è dunque imperdibile per tutti coloro che vivono di musica e di parole, una preziosa occasione per celebrare il passato, analizzare il presente e immaginare il futuro del racconto musicale in Italia, sotto l’egida di un’indipendenza di pensiero che resta il valore più prezioso.

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Festa europea della musica: un concerto evento con i Virtuosi italiani e Federico Mondelci

🎶 La grande musica torna protagonista nell’ex Chiesa di Santa Croce: domenica 21 giugno, l’incontro tra I Virtuosi Italiani e il maestro Federico Mondelci celebra la Festa Europea della Musica con un programma imperdibile.

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#musica #eventitreviso #concerto #federicomondelci

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Redazione-  Treviso si prepara a celebrare la Festa Europea della Musica con un evento di altissimo profilo che vedrà protagonisti due eccellenze del panorama concertistico internazionale. Domenica 21 giugno, alle ore 20.30, l’auditorium dell’ex Chiesa di Santa Croce aprirà le sue porte al pubblico per un appuntamento che promette di unire generi e atmosfere differenti, spaziando dal grande jazz americano alle colonne sonore d’autore, fino al calore viscerale del tango argentino. A calcare il palco saranno I Virtuosi Italiani, accompagnati dal poliedrico ed esperto Federico Mondelci, in un dialogo sonoro che celebra la diversità e la ricchezza culturale dell’Europa attraverso le note.

un programma tra contaminazioni e grandi classici

La proposta artistica selezionata per questa occasione speciale riflette l’eclettismo dei protagonisti. Il cartellone punta a coinvolgere spettatori di diverse generazioni, alternando brani di autori che hanno segnato la storia della musica del Novecento e contemporanea. Tra i nomi presenti compaiono Duke Ellington, figura centrale dello swing e del jazz orchestrale, e George Gershwin, icona indiscussa che ha saputo fondere il linguaggio colto con le radici popolari americane.

Il viaggio prosegue nel tempo e nello spazio con Leonard Bernstein e Michael Nyman, per poi approdare al mondo del grande cinema. Saranno infatti eseguiti temi composti da giganti come Ennio Morricone e Nicola Piovani, musicisti capaci di regalare al pubblico italiano prestigio in tutto il mondo. A chiudere il cerchio della serata sarà la passionalità di Astor Piazzolla, il cui tango nuevo costituisce un pilastro fondamentale nel repertorio di Federico Mondelci, solista e direttore la cui cifra stilistica è da sempre legata proprio alla capacità di elevare il sassofono a strumento di rara espressività melodica e tecnica. Si ricorda che l’ingresso all’auditorium sarà libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa al numero 0422-513150.

i protagonisti di un percorso artistico internazionale

L’ensemble de I Virtuosi Italiani vanta una storia consolidata fin dal 1989. In oltre trent’anni di attività, il complesso si è imposto come una delle realtà più dinamiche e richieste nei cartelloni dei teatri di tutto il globo, tra cui la Royal Albert Hall di Londra, la Carnegie Hall di New York e le prestigiose sale di Seoul e San Pietroburgo. La loro fama non è legata soltanto ai concerti dal vivo, ma anche a una discografia imponente: con oltre cento dischi incisi e mezzo milione di copie vendute, il gruppo ha ottenuto riconoscimenti di prestigio mondiale. Solo pochi anni fa, nel 2019, hanno ricevuto la nomination per gli Opus Classic Awards, mentre nel 2021 hanno conquistato il Diapason d’Or de l’Année con il progetto “Amici & Rivali”, dedicato a Gioachino Rossini, a ulteriore testimonianza di una versatilità che li porta a dominare tanto il repertorio barocco quanto quello più moderno.

Al loro fianco, Federico Mondelci incarna la figura dell’artista totale. Solista, docente e direttore d’orchestra, Mondelci ha dedicato oltre tre decenni a ridefinire il ruolo del sassofono nell’ambito della musica classica. La sua collaborazione con orchestre del calibro della Filarmonica della Scala o della BBC Philharmonic lo ha portato a esibirsi nei contesti più severi e prestigiosi, dimostrando sempre una profonda dedizione alla musica contemporanea. Fondatore dell’Italian Saxophone Quartet e dell’Italian Saxophone Orchestra, Mondelci ha saputo costruire ponti tra il rigore della scrittura accademica e la forza comunicativa degli interpreti di primo piano. Il suo impegno costante, testimoniato anche dal prestigioso Diapason d’Or ricevuto per il lavoro monografico su Giacinto Scelsi, garantisce un livello esecutivo che eleva l’evento di giugno ad appuntamento imperdibile per gli appassionati di musica colta e non solo. La città di Treviso rinnova così, ancora una volta, la sua vocazione di centro culturale aperto al mondo, offrendo ai cittadini la possibilità di ascoltare dal vivo alcuni dei migliori interpreti del nostro tempo in una location di spiccato pregio architettonico.

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Border Bodies: il nuovo progetto internazionale tra Italia e Polonia di Mandala Dance Company e Zawirowania Dance Festival

🌍 La danza abbatte le frontiere: il progetto ‘Border Bodies’ unisce Italia e Polonia in una ricerca artistica sul superamento del limite. Le coreografe Paola Sorressa ed Elwira Piorun presentano in anteprima mondiale a Varsavia un’opera che indaga le dinamiche tra i corpi e lo spazio.

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#danza #contemporanea #teatro #internazionale

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Redazione- Ladispoli è il punto di partenza di un ambizioso percorso artistico che unisce le scene coreutiche italiana e polacca. Il progetto “Border Bodies”, nato dal sodalizio tra la Mandala Dance Company, guidata da Paola Sorressa, e lo Zawirowania Dance Festival di Varsavia, sotto la direzione artistica di Elwira Piorun, segna una nuova tappa nella collaborazione tra le due realtà. Si tratta di un’opera che affonda le radici nella ricerca multidisciplinare, dove il confine fisico e metaforico diventa il centro focale della narrazione coreografica.

La genesi dell’opera si è concretizzata attraverso una doppia residenza internazionale. La fase iniziale ha visto protagonista la città laziale dal 1° giugno, dove sei danzatori hanno lavorato intensamente a stretto contatto con le due coreografe. L’apertura di residenza, tenutasi il 7 giugno presso lo Spazio Agorà di Ladispoli, ha permesso al pubblico di osservare il metodo di lavoro, trasformando il processo creativo in un momento di condivisione pubblica. Questa pratica di apertura è una scelta precisa delle autrici, che intendono mostrare l’opera non come un oggetto finito, ma come una creatura viva che evolve nel tempo.

il concetto di confine nella danza contemporanea

Il tema centrale di “Border Bodies” non si limita a una riflessione geo-politica, ma si traduce in una precisa grammatica del movimento. In scena, i sei interpreti – Giulia Avola, Gabriele Crosta, Davide Galuppi, Aleksandra Jarzabek, Martyna Sobiech e Martyna Dmitroca – agiscono su una linea invisibile. Il confine, nelle intenzioni delle coreografe, non è una barriera statica, ma una soglia dinamica da testare, respingere e infine attraversare.

La ricerca fisica condotta da Sorressa e Piorun si concentra sulla relazione tra i corpi, in una continua negoziazione tra vicinanza e distanza. Il corpo diventa lo strumento per interrogare il limite: cosa succede quando l’altro smette di essere uno straniero e diventa parte di una geografia comune? Le coreografie rispondono a queste domande attraverso l’attrito e l’ascolto, cercando di restituire allo spettatore il senso di un’identità che si ridefinisce proprio nell’incontro con l’alterità. Non si tratta di una narrazione didascalica, ma di una dinamica basata sulla tensione, dove la vicinanza estrema può diventare ostacolo e la distanza può trasformarsi in uno spazio di connessione profonda.

l’asse Italia-Polonia: una coproduzione internazionale

La collaborazione tra la Mandala Dance Company e lo Zawirowania Dance Festival non rappresenta solo una partnership produttiva, ma riflette l’essenza stessa del progetto. Mettere insieme danzatori provenienti da differenti retroscena formativi e culturali permette di arricchire il vocabolario coreografico dell’opera. Il lavoro, iniziato in Italia, si sposterà ora a Varsavia tra il 13 e il 18 giugno, dove la compagnia perfezionerà il materiale coreografico maturato durante la fase italiana.

Il culmine di questo percorso è fissato per il 19 giugno, data del debutto mondiale presso lo Zawirowania Dance Festival nella capitale polacca. Questa presentazione ufficiale rappresenterà la sintesi di un percorso fatto di scambi, residenze e contaminazioni artistiche. Per le due coreografe, portare “Border Bodies” su un palcoscenico internazionale significa testimoniare l’importanza della mobilità degli artisti nel panorama contemporaneo, dove la condivisione di metodologie e saperi è necessaria per mantenere la danza un linguaggio vivo e attuale. La produzione, dunque, si configura come un ponte capace di unire le specificità della danza contemporanea italiana con la vitalità del festival polacco, consolidando una rete di scambi che guarda al futuro del teatro europeo.

Gli interpreti, durante le prove, si confrontano quotidianamente con le partiture fisiche elaborate dalle direttrici, in un processo che richiede un alto grado di consapevolezza corporea. Il pubblico che ha assistito al primo studio di Ladispoli ha potuto percepire proprio questa urgenza comunicativa: la danza non è solo estetica, ma una profonda analisi del rapporto tra sé e l’ambiente circostante. Con “Border Bodies”, la Mandala Dance Company conferma la propria propensione verso una danza che interroga la contemporaneità, scegliendo di non rispondere con la staticità, ma con un movimento che trasforma la materia umana.

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La guerra è un assurdo: il riconoscimento letterario per Beniamino Cardines al premio Luigi Lucignano

🕊️ Lo scrittore pescarese Beniamino Cardines porta l’Abruzzo sul podio del Premio Nazionale di Poesia Luigi Lucignano con un’opera che condanna l’assurdità della guerra. Un riconoscimento importante per la qualità letteraria italiana.

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#BeniaminoCardines #Poesia #PremioLucignano #CulturaItaliana

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Redazione-  La cultura abruzzese ottiene un prestigioso riconoscimento nazionale grazie alla sensibilità poetica di Beniamino Cardines. Lo scrittore pescarese, già noto al panorama letterario per la sua candidatura ad Autore del decennio 2016-2026, ha ricevuto una Menzione di Merito durante la prima edizione del Premio Nazionale di Poesia Luigi Lucignano. L’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 150 sillogi poetiche provenienti da ogni angolo della penisola, si è distinto per l’elevato rigore critico della giuria, presieduta da Lino Vairetti, storico frontman della band Osanna.

Il riconoscimento è stato assegnato a Cardines per una composizione che affronta il tema drammatico e sempre attuale dei conflitti armati. Attraverso una poetica asciutta e diretta, l’autore ha saputo trasmettere il senso di smarrimento collettivo di fronte alla violenza bellica, definendo il conflitto come una contraddizione insostenibile dell’esistenza umana.

la responsabilità della parola nell’epoca contemporanea

Per Beniamino Cardines, il lavoro di scrittura non rappresenta soltanto una forma di espressione estetica, ma un esercizio costante di osservazione critica verso le dinamiche sociali contemporanee. In un periodo storico segnato da incertezze, il ruolo dell’intellettuale si trasforma in un impegno etico. “Scrivere diventa sempre più una responsabilità, uno sguardo critico sulla società, e allo stesso tempo un gesto creativo orientato verso la ricerca di verità”, ha dichiarato lo scrittore in merito al riconoscimento ottenuto.

La sua poetica mira a scardinare l’indifferenza, cercando un impatto empatico e immediato sul lettore. Cardines lavora sui contrasti: dal dramma al registro comico, fino al racconto dell’assurdo che governa le relazioni tra individui e nazioni. Le sue parole, dense di significato, chiedono di essere lette con urgenza, portando chi le accoglie a riflettere su come l’assurdità della guerra sia diventata, nelle cronache moderne, una costante che ferisce il tessuto sociale.

il prestigio del premio e la cerimonia a Caivano

La serata conclusiva della prima edizione del Premio si è svolta domenica 7 giugno presso il Teatro Burlesque di Caivano, in provincia di Napoli. La scelta della location non è casuale: Caivano è la sede storica della LFA Publisher, casa editrice che si distingue nel panorama nazionale per la sua politica rigorosa NoEap, ovvero la totale assenza di editoria a pagamento, a tutela della libertà creativa degli scrittori.

L’evento ha celebrato il decennale di attività della casa editrice, trasformandosi in una manifestazione di rilievo culturale per tutto il territorio campano. Durante il gala, presentato da Daniela Merola con il contributo musicale del Maestro Vincenzo Tagliaferri e la regia di Fede Lucignano, sono stati consegnati premi speciali a illustri esponenti del giornalismo e della cultura, tra cui lo scrittore Maurizio de Giovanni, il giornalista della TGR Rai Claudio Ciccarone, il musicista Lino Vairetti e le autorità locali, come l’ex sindaco Enzo Falco e l’attuale primo cittadino Antonio Angelino.

Il concorso poetico ha visto il podio occupato da Franco Epico, primo classificato con la silloge “Dimmi si è cosa”, seguito da Veronica Scano e Vincenzo Tagliaferri, confermando l’alta qualità dei partecipanti. Il premio per l’Autore dei primi 10 anni della LFA Publisher è andato invece ad Antonio Foti, autore vercellese. La partecipazione di Cardines ha aggiunto un tassello importante alla rappresentanza letteraria abruzzese in contesti che promuovono la qualità letteraria autentica.

Questo successo testimonia come, nonostante la frammentazione del mercato editoriale, esistano spazi vitali dove la voce degli autori riesce a farsi sentire, portando alla luce riflessioni che superano i confini regionali. La menzione ricevuta da Cardines non premia solo il talento individuale, ma riconosce la necessità di una letteratura che ponga al centro la riflessione profonda sui grandi dilemmi del presente, rifiutando la retorica e abbracciando la complessità della condizione umana. La poetica del pescarese, dunque, continua il suo percorso di affermazione, segnando un punto fermo nel dibattito culturale che vede la scrittura come baluardo contro l’indifferenza.

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