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Spettacolo

Dario Distasi torna sulla scena musicale con il nuovo singolo City Girl

🎶 Dario Distasi torna con “City girl”, un nuovo singolo pop che esplora la complessità delle relazioni umane tra attrazioni inaspettate e scelte difficili. Scopri il nuovo sound dell’artista.

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Redazione-  Roma rappresenta da tempo il fulcro creativo di Dario Distasi, cantautore e musicista italiano che ha saputo costruire una carriera solista dal respiro internazionale. A partire dal 19 giugno 2026, il suo percorso artistico si arricchisce di un nuovo capitolo con l’uscita del singolo “City girl”, brano distribuito da ADA Music Italy e curato da Red&Blue Music Relations. La pubblicazione segna un momento di evoluzione per l’artista, che torna a confrontarsi con le dinamiche relazionali attraverso una lente sonora inedita, asciutta e minimalista.

Tra errori e attrazione: il cuore narrativo di city girl

Il brano si propone come una riflessione istintiva sulle contraddizioni dell’animo umano. Attraverso una narrazione che intreccia errori e attrazioni, “City girl” fotografa la vita moderna fatta di occasioni mancate, treni persi e spiragli che si aprono nei momenti meno opportuni, rendendo il tutto inevitabile. Distasi ha scelto di spogliare la canzone da eccessivi ornamenti, preferendo un approccio che valorizza la chitarra acustica come elemento cromatico principale, incastonato in una struttura pop dalle marcate venature elettroniche.

L’artista stesso definisce il lavoro come un esperimento di libertà stilistica. “City girl è un brano che definirei istintivo e privo di freni”, racconta Distasi, sottolineando come la genesi del pezzo sia nata giocando con ritmi e sonorità diverse. Questa leggerezza non va intesa come superficialità, ma come una sfida creativa che ha portato il musicista a una consapevolezza sonora nuova, capace di sorprendere anche chi segue il suo percorso da oltre un decennio.

L’estetica del videoclip tra tentazione e complessità

Ad accompagnare l’uscita del brano, il videoclip ufficiale diretto da Diego Mercadante trasforma le suggestioni del testo in immagini. La trama si sviluppa all’interno di una festa, scenario classico in cui le convenzioni sociali e i desideri personali si scontrano. Protagonisti sono due invitati che scoprono un’attrazione reciproca che sfida le circostanze, in particolare la presenza di una fede nuziale al dito di lui. Le immagini non si limitano a illustrare il brano, ma ne approfondiscono la tensione psicologica: la lotta interiore di chi cerca di mantenere ordine nella propria quotidianità mentre avverte la spinta irresistibile verso una situazione che minaccia di stravolgere i propri equilibri.

Una formazione internazionale per un pop senza tempo

Il bagaglio tecnico di Dario Distasi è il risultato di una formazione rigorosa e stratificata. Dopo i primi passi come chitarrista sotto la guida di maestri di eccellenza, ha ottenuto il diploma presso il Modern Musician Institute. Tuttavia, la vera svolta arriva durante gli anni universitari a Roma, presso il Saint Louis College of Music. È in questo periodo che matura la convinzione di dover affiancare alla chitarra una voce autoriale definita, orientandosi fin da subito verso la lingua inglese.

La sua crescita professionale è segnata in modo indelebile dai cinque anni trascorsi a Manchester. Vivere nel cuore del Britpop ha influenzato la sua scrittura, permettendogli di entrare in contatto diretto con la scena live britannica e di partecipare a competizioni come Open Mic UK. Proprio in quel periodo avviene la semplificazione del cognome in “Distasi”, una scelta strategica per rendere il suo nome d’arte più immediato per il mercato anglosassone. La sua ricerca lo ha spinto successivamente fino a Nashville per registrare un EP, un’esperienza che ha consolidato un sound capace di integrare le radici alternative e grunge americane con la sensibilità cantautorale europea.

La versatilità dell’artista non si ferma alla discografia solista, che conta oltre 100.000 ascolti tra Spotify e le altre piattaforme digitali. Distasi ha infatti dimostrato una spiccata capacità di dialogare con linguaggi differenti, componendo le musiche per il docufilm “Varchi Attivi”, che ha visto la partecipazione di Michele Placido. Oggi, il suo lavoro si concentra sulla produzione in studio e sulla promozione, con la chiara ambizione di inserire le proprie creazioni all’interno di contesti televisivi e cinematografici di rilievo, continuando a proporre una musica che, pur evolvendosi, non perde mai il contatto con l’emotività dell’ascoltatore. Con “City girl”, Distasi conferma di essere un autore capace di evolvere costantemente la propria cifra stilistica, mantenendo l’onestà intellettuale come bussola principale.

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Spettacolo

Avezzano si prepara a una notte di jazz e sapori con Antonio Onorato all’Osteria Mammarossa

🎶 Musica e alta cucina si uniscono ad Avezzano: Antonio Onorato porta il suo Neapolitan Avantgarde Quartet all’Osteria Mammarossa. Un appuntamento imperdibile per scoprire la magia della “breath guitar”.

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Redazione- Avezzano si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi dell’estate musicale abruzzese. Venerdì 19 giugno, a partire dalle ore 19.30, l’Osteria Mammarossa diventerà il palcoscenico per un incontro inedito tra la ricerca sonora di Antonio Onorato e l’eccellenza enogastronomica del territorio. Il noto chitarrista e compositore partenopeo presenterà il suo “Neapolitan Avantgarde Quartet”, un progetto che mira a superare i confini tradizionali del jazz per abbracciare sonorità multiformi e cosmopolite.

La scelta del locale non è casuale: l’Osteria Mammarossa, punto di riferimento per la cucina d’autore ad Avezzano, si presta perfettamente a ospitare una performance che fa della fusione tra linguaggi diversi il suo punto di forza. Non si tratterà di un semplice concerto, ma di una serata pensata per stimolare tutti i sensi, dove la complessità armonica delle composizioni di Onorato dialogherà con la proposta culinaria della casa, creando una continuità tra il piacere dell’ascolto e quello del gusto.

Il linguaggio universale di Antonio Onorato

Antonio Onorato non è una figura comune nel panorama musicale contemporaneo. Il chitarrista napoletano ha saputo costruire nel corso della sua lunga carriera un vocabolario artistico personalissimo, allontanandosi dai canoni di genere per approdare a un eclettismo che fonde la melodia mediterranea con il jazz afroamericano. La sua è una musica che viaggia, che attraversa i continenti e che riporta le tracce di influenze mediorientali, brasiliane e africane, pur mantenendo un legame indissolubile con le radici della sua terra d’origine.

Non è un caso che Onorato abbia calcato palcoscenici di calibro internazionale, arrivando a esibirsi in contesti leggendari come il Blue Note di New York. La sua formazione è stata arricchita da collaborazioni con alcuni dei nomi più influenti del secolo scorso e dell’attualità artistica: da Pino Daniele, che ne ha riconosciuto precocemente il talento, a Enrico Rava, fino a maestri come Franco Cerri, Toninho Horta e Gerald Cannon. Ognuna di queste collaborazioni ha lasciato un segno nella sua concezione del suono, permettendogli di definire una cifra stilistica che oggi appare, nel panorama italiano, come tra le più riconoscibili e coraggiose.

La tecnologia al servizio dell’emozione: la breath guitar

L’elemento di maggiore curiosità della serata sarà, senza dubbio, la presenza della “breath guitar”. Si tratta di uno strumento unico al mondo, brevettato proprio da Onorato, che fonde la chitarra elettrica con un sintetizzatore a fiato. Questa invenzione permette all’artista di modulare il suono della sei corde attraverso il respiro, rendendo il timbro dello strumento simile a quello di un sassofono o di una voce umana. L’integrazione tra la tecnica chitarristica e il soffio del musicista amplia lo spettro espressivo, permettendo improvvisazioni che sfidano la consuetudine e creano atmosfere oniriche.

Ad accompagnare Onorato in questa serata avezzanese ci sarà una formazione di alto profilo. Al sassofono troveremo Gianni D’Argenzio, musicista capace di dialogare con la chitarra creando intrecci armonici di grande respiro; al basso Angelo Farias, che garantirà una sezione ritmica solida e al contempo flessibile; e alla batteria Mario De Paola, che completerà il quartetto con la sua capacità di gestire le dinamiche improvvisative del gruppo. Insieme, questi musicisti promettono di offrire una performance che punta sulla libertà esecutiva, lasciando spazio alla creatività spontanea che caratterizza il jazz di matrice colta.

Gli appassionati di musica e i cultori della buona tavola potranno godere della serata prenotando il proprio posto direttamente presso l’Osteria Mammarossa, chiamando il numero 0863 33250. Data la particolarità dell’evento e la limitata disponibilità di spazio che garantisce la giusta intimità tra palco e pubblico, è consigliata una prenotazione tempestiva per assicurarsi un posto in prima fila davanti a questa performance che promette di unire l’anima vibrante di Napoli al cuore pulsante dell’Abruzzo in un’unica, armonica narrazione.

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Spettacolo

Una Voce per l’Europa e il Gran Galà dei Festival tornano a Ferrara nel 2026

🎤 Ferrara si prepara a trasformarsi nella capitale europea della musica con le semifinali di “Una Voce per L’Europa” e il “Gran Galà dei Festival”. Un evento imperdibile che unisce giovani talenti, prestigio storico e un ponte internazionale con il Canada.

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Redazione-  Ferrara si prepara ad accogliere nuovamente l’eccellenza musicale e la danza internazionale, confermandosi punto di riferimento per i giovani talenti. Dopo il successo dell’inaugurazione primaverile dedicata al giornalismo musicale, il Festival delle Manifestazioni entra ora nella sua fase operativa più intensa. Dal 19 al 21 giugno 2026, la storica Sala Estense, gioiello architettonico incastonato nel cuore della città, ospiterà le fasi di selezione e le semifinali di due competizioni di prestigio: la 58ª edizione di “Una Voce per L’Europa – Italia” e la 15ª edizione del “Gran Galà dei Festival”.

L’intera macchina organizzativa è gestita da Nove Eventi S.r.l., in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale di Ferrara, un sodalizio che mira a valorizzare il territorio attraverso la promozione culturale e artistica di alto profilo. Questo appuntamento non rappresenta solo una vetrina per i nuovi volti del panorama musicale, ma un momento di incontro tra diverse espressioni artistiche che trovano nella città estense il palcoscenico ideale per mettersi alla prova.

Il programma delle selezioni e delle semifinali

Le attività si svilupperanno secondo un calendario serrato, pensato per garantire una valutazione accurata di ogni partecipante. Nelle giornate del 19 e 20 giugno, la Sala Estense aprirà le porte per le audizioni a porte chiuse. Dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, i candidati si presenteranno dinanzi a una commissione tecnica composta da professionisti del settore discografico, docenti di musica e coreografi. Le esibizioni avverranno sia in presenza che in modalità online, permettendo così a talenti provenienti da diverse aree geografiche di sottoporre il proprio lavoro a un giudizio esperto.

Il culmine di questa tre giorni è fissato per la serata del 21 giugno, quando si terranno le semifinali. In questo contesto, i concorrenti che avranno superato la selezione iniziale si esibiranno in uno spettacolo dal vivo, affiancati da ospiti d’eccezione, pronti a contendersi l’accesso all’atto conclusivo dell’intero tour. I vincitori di questa tappa guadagneranno il diritto di calcare, il 5 settembre 2026, il maestoso palco allestito nel Cortile del Castello di Ferrara, uno scenario di rara bellezza storica che ogni anno accoglie artisti di fama mondiale.

Il legame con il Canada e il progetto Sing for Italy

Una delle componenti più rilevanti di questa edizione 2026 è il rafforzamento della partnership internazionale tra Nove Eventi e l’organizzazione canadese C.H.I.A. – Celebrating Heritage In the Arts. Tale collaborazione si concretizza nel progetto “Sing for Italy – A Cultural Heritage Experience”, un ponte culturale capace di unire l’Italia e il Canada sotto il segno della musica.

La finalità di questo accordo è duplice: da una parte, offrire ai giovani artisti emergenti italiani una visibilità internazionale immediata; dall’altra, creare uno scambio costante tra le due nazioni. I migliori talenti selezionati nelle tappe di Ferrara saranno infatti invitati a Toronto, dove avranno l’onore di esibirsi come ospiti speciali durante l’evento dell’estate 2026. A fare da apripista a questa iniziativa è Enrico de Marco, il vincitore dell’edizione 2025 di “Una Voce per L’Europa”, che rappresenterà l’eccellenza italiana a Toronto proprio in concomitanza con le fasi ferraresi.

La reciprocità è garantita da un meccanismo di selezione speculare: durante il festival canadese, verrà individuato un artista residente in Nord America, avente almeno il 25% di origini italiane, che sarà invitato come ospite d’onore nell’edizione successiva del concorso in Italia. Questa dinamica permette ai vincitori di esibirsi in contesti di grande richiamo, come Piazza Castello a Ferrara o addirittura sul palco dell’Ariston di Sanremo. “Una Voce per L’Europa”, nato nel 1968, si conferma così una rampa di lancio longeva e dinamica, capace di adattarsi ai tempi moderni senza perdere la propria identità originaria di esploratore di talenti, che siano essi cantanti solisti, band o interpreti che scelgono di confrontarsi con il proprio strumento o con la danza. La manifestazione continua a rappresentare un tassello importante per la visibilità dei giovani artisti, offrendo loro non solo una competizione, ma una vera e propria occasione di crescita professionale in un mercato, quello musicale, sempre più interconnesso e pronto a premiare la qualità tecnica e la capacità comunicativa.

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Samuele Cyma torna con prima pioggia: un manifesto di resistenza tra jazz e rock-grunge

🌧️ Samuele CYMA torna sulle scene il 19 giugno con il singolo “Prima pioggia”, una riflessione potente tra jazz e grunge che denuncia le violenze dei confini. Scopri il manifesto di resistenza sonora dell’artista romano.

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Redazione-  Roma segna una tappa significativa nel percorso artistico di Samuele CYMA, che il 19 giugno 2026 pubblica il nuovo singolo intitolato “Prima pioggia”. Prodotto sotto l’egida dell’etichetta PLUMA Dischi, il brano si inserisce in un calendario di uscite serrato, che ha visto l’artista romano protagonista già nei mesi scorsi con i lavori legati a “Dissolvimi”. La nuova proposta musicale rappresenta una sintesi matura delle diverse anime del musicista, unendo la precisione tecnica del jazz alla ruvidità tipica del post-rock e del grunge, in un equilibrio che punta a una narrazione sonora tanto complessa quanto diretta.

La costruzione sonora tra acustica e sperimentazione

La struttura di “Prima pioggia” si discosta dalle produzioni pop convenzionali per privilegiare un approccio materico. La scelta stilistica di Samuele CYMA è chiara fin dai primi secondi di ascolto: la voce viene presentata in una veste nuda, priva di interventi di correzione o effetti che possano filtrarne il timbro. Questa decisione tecnica mira a restituire all’ascoltatore un senso di urgenza e autenticità. Al centro di questo impianto si inserisce il sassofono baritono di Federico D’Angelo. Il suo assolo non è solo un elemento decorativo, ma un dialogo costante con i riff di chitarra, creando una tessitura polifonica che richiama le atmosfere tipiche del jazz contemporaneo, pur mantenendo una ritmica serrata.

Il contributo di Giovanni Iacovella alla batteria aggiunge un ulteriore strato dinamico, caratterizzato da ritmi spezzati che rompono la linearità del brano. A completare l’arrangiamento interviene un sintetizzatore avvolgente, capace di legare i momenti più rarefatti con il finale del brano, che esplode in sonorità rock-grunge. Questa progressione musicale rispecchia la volontà dell’autore di non limitarsi a un unico genere, ma di cercare una fluidità espressiva che caratterizza l’intero catalogo di CYMA, formatosi artisticamente tra le aule del Conservatorio Saint Louis di Roma.

Un testo politico tra metafora e denuncia

Oltre alla componente sonora, “Prima pioggia” si distingue per un impegno civile che l’autore non nasconde. Il brano nasce come una forma di resistenza, utilizzando la metafora della pioggia che cade sul deserto per parlare di una resilienza che supera ogni barriera fisica e geografica. Il testo punta il dito contro i confini geopolitici, descritti come linee arbitrarie e dolorose. Un passaggio emblematico, “compasso sulla sabbia non ha diritto ma solo sangue”, sintetizza la critica di CYMA alle decisioni prese a tavolino che ignorano le vite umane, con un riferimento esplicito al conflitto in corso e al genocidio del popolo palestinese.

L’artista definisce il brano come un manifesto di liberazione. Secondo la visione di Samuele CYMA, la musica deve farsi voce per chi subisce soprusi, rendendo il legame umano l’unica forza capace di contrastare l’oppressione. In questo senso, la pioggia diventa simbolo di purificazione e speranza, capace di fecondare anche i territori più aridi e segnati dal conflitto. La poetica del brano si allontana dalla protesta urlata per approdare a un linguaggio che unisce l’introspezione alla denuncia sociale, un tratto distintivo della produzione di questo songwriter capitolino.

L’evoluzione di un sound artist nel panorama attuale

Diplomato in chitarra jazz, Samuele CYMA si è imposto all’attenzione critica per la sua capacità di mescolare mondi distanti: dall’elettronica astratta alla musica corale, passando per il sound design di matrice novecentesca. Il suo lavoro non si limita al songwriting tradizionale, ma si espande in una ricerca sonora che vede la musica come uno spazio in continua trasformazione. Dopo il percorso compiuto con i singoli pubblicati a marzo e maggio 2026, “Prima pioggia” si conferma come il tassello più audace del suo attuale ciclo produttivo.

Con questa uscita, l’artista ribadisce la propria indipendenza stilistica rispetto alle mode del momento, scegliendo di percorrere sentieri dove la cura del suono e la profondità dei contenuti non vengono mai sacrificate per logiche commerciali. L’attesa per il 19 giugno cresce, confermando come Samuele CYMA sia uno dei nomi più interessanti da seguire per comprendere come la nuova musica italiana possa coniugare sperimentazione colta e impegno civile senza smarrire l’accessibilità necessaria per arrivare a un pubblico vasto.

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