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Il viaggio di Diorama festival tra musica e arte contemporanea fa tappa a Città Sant’Angelo
🎶 Il viaggio di Diorama festival arriva nel cuore di Città Sant’Angelo per una serata tra musica elettronica, arte contemporanea e sapori del territorio. Un’esperienza immersiva tra il Chiostro di San Francesco e Piazza del Teatro.
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Redazione- Città Sant’Angelo si prepara ad accogliere una serata dedicata alla cultura e alla bellezza architettonica. Il centro storico del borgo pescarese, incastonato tra le colline dell’entroterra adriatico e il mare, diventa venerdì 10 luglio la scenografia naturale di una nuova tappa di Diorama Festival. L’evento, che gode dei patrocini del Ministero della Cultura, della Regione Abruzzo e del Comune amministrato dal sindaco Matteo Perazzetti, conferma la volontà degli organizzatori di valorizzare le gemme del territorio abruzzese attraverso un linguaggio contemporaneo.
A partire dalle ore 18.00, il fulcro delle attività sarà concentrato presso il Chiostro dell’ex Convento di San Francesco e la vicina Piazza del Teatro. Questi spazi, che solitamente custodiscono il silenzio secolare delle pietre antiche, apriranno le porte a una selezione musicale ricercata e a installazioni visive curate appositamente per dialogare con la memoria dei luoghi. La scelta dei siti non è casuale: l’approccio curatoriale di Diorama si basa infatti sul rispetto profondo dell’architettura originale, che non viene alterata da allestimenti invasivi, ma potenziata attraverso il binomio tra storia e innovazione.
L’incontro tra musica strumentale e sperimentazione elettronica
La programmazione artistica si apre con l’esibizione dei Pinakotek, quartetto proveniente da Rimini che si è imposto all’attenzione nazionale per la capacità di declinare la musica strumentale verso confini inaspettati. Il loro sound è un amalgama di elettronica pura, funk psichedelico e library music italiana, il tutto condito da improvvisazioni che richiamano atmosfere cinematografiche. Sarà un momento di grande impatto, in cui il dialogo tra i sintetizzatori e le chitarre troverà nel chiostro del convento un’acustica naturale di grande pregio.
Ad affiancare la performance principale ci saranno i dj resident del festival, Mat Chiavaroli e Trama. Per Chiavaroli, producer abruzzese di fama internazionale, la serata giunge in un momento di particolare fermento artistico, fresco della pubblicazione di “Ammaro EP” per l’etichetta tedesca Quintessentials. La sua proposta musicale, che fonde le radici della deep house con sottili influenze UK Garage e tessiture mediterranee, si sposa perfettamente con l’atmosfera che Diorama intende costruire lungo le strade del centro storico angolano, un luogo che riesce a coniugare la quiete del borgo con la vivacità della cultura giovanile.
Il legame con l’accademia e il valore del territorio
Uno dei pilastri della sesta edizione del festival è la collaborazione sinergica con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila (ABAQ). A Città Sant’Angelo, questo sodalizio artistico si concretizza nel progetto performativo intitolato “Cugine delle lucertole, parenti dell’argilla”. Le artiste Francesca Perniola, Alice Tonelli e Patrizia Cianforlini, sotto la guida del curatore Maurizio Coccia e la direzione artistica di Gioia Di Girolamo, presenteranno una video-installazione site-specific. L’opera è pensata per instaurare un legame profondo con le pareti e la struttura del Chiostro di San Francesco, trasformando ogni arcata in un elemento narrativo.
Parallelamente, prosegue la residenza artistica itinerante che vede protagonista Stefano Ventilii, il cui lavoro di ricerca sonora e visiva accompagnerà le tappe del festival, culminando in un’esposizione finale che racconterà l’intero percorso compiuto tra i borghi abruzzesi. L’obiettivo di Paolo Cicalini, direttore artistico della rassegna, è chiaro: evitare che lo spettacolo sia un corpo estraneo. “Città Sant’Angelo possiede un equilibrio raro – spiega Cicalini – e il nostro compito è quello di saper ascoltare lo spazio prima di intervenirvi”.
Oltre alla componente artistica, la serata offrirà una panoramica sulle eccellenze enogastronomiche locali. Saranno infatti presenti postazioni dedicate allo street food di qualità, accompagnate da una selezione di vini e birre artigianali del territorio. Un’occasione, insomma, per riscoprire il centro storico non solo come luogo di consumo culturale, ma come punto di aggregazione sociale dove il sapore dell’enologia abruzzese si unisce alla musica di ricerca. L’ingresso all’evento è gratuito, garantendo a ogni cittadino e visitatore l’accesso a questa esperienza unica nella cornice medievale del paese.
Spettacolo
Lago d’Iseo, al via il festival Onde musicali: a Lovere debutta l’International Piano Campus
🚨 GRANDE MUSICA SUL LAGO D’ISEO! Torna il prestigioso festival “Onde Musicali” con gli imperdibili appuntamenti di luglio tra Bergamo e Brescia. Dall’International Piano Campus all’Accademia Tadini di Lovere con i migliori talenti mondiali, fino al violoncello elettrico pop di Alberto Casadei a Pisogne e il tango a Predore. Scopri il programma completo 👇#lagodiseo #ondemusicali #accademiatadini #lovere #albertocasadei #pianofriends #visitlakeiseo #concerti #pagineutili
La nona edizione della manifestazione promossa dall’accademia Tadini e da Visit Lake Iseo
I concerti di Davide Ranaldi e Daniel Garrido nel salone dell’accademia di Lovere
La storia del tango argentino a Predore e il cinema all’eremo di San Defendente
Spettacolo
“Libera” è il nuovo singolo di Kilian in arrivo nelle radio italiane
🎶 Kilian torna con “Libera”, un inno all’autenticità che mescola elettronica vibrante e suoni organici. Un viaggio sonoro che sfida gli schemi del sistema moderno.
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Redazione- Milano diventa ancora una volta il crocevia creativo per la musica contemporanea con l’annuncio del nuovo capitolo discografico di Kilian. L’artista, già noto nel panorama produttivo italiano per il suo lavoro di direzione artistica e per il recente EP “Pioggia ultra”, pubblica il nuovo singolo intitolato “Libera”. Il brano sarà disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming a partire dal 2 luglio, per poi entrare ufficialmente nella rotazione radiofonica nazionale dal 10 luglio 2026 sotto l’etichetta Pluma Dischi.
La genesi sonora tra sintetizzatori e ispirazioni analogiche
La creazione di “Libera” ha seguito un percorso creativo lontano dagli studi di registrazione convenzionali, privilegiando l’intimità di una sessione casalinga. Kilian ha collaborato fianco a fianco con Ormə, pseudonimo di Omar Remi Salis, con il preciso intento di costruire un sound organico che riuscisse a coniugare l’anima vibrante dell’elettronica con una ritmica immediata. Il cuore pulsante dell’intera architettura sonora è rappresentato dal leggendario sintetizzatore Juno. È stata la ricerca di un timbro specifico, capace di offrire una spinta bounce, a dettare la struttura portante del brano fin dai primi minuti di composizione.
Il processo creativo non si è fermato al synth, ma ha cercato una fusione tra digitale e materico. Per dare forma alla sezione percussiva, la produzione ha integrato sample drum con elementi registrati dal vivo, come il suono di tubi, la kalimba e linee di basso dalle frequenze profonde. Questa stratificazione sonora è stata arricchita da una scelta di sound design particolare: l’inserimento di un field recording registrato in un parco pubblico, dove si distinguono le voci naturali di alcuni bambini. Questo tocco conferisce al brano una sensazione di freschezza, trasformando la registrazione in un gioco dinamico tra il rigore elettronico e la casualità del mondo reale.
Un messaggio di autenticità contro le pressioni del sistema
Se la parte musicale è stata definita da un approccio sperimentale, il testo di “Libera” è emerso con una naturalezza quasi impulsiva. Kilian descrive la scrittura come un flusso ininterrotto, nato dalla necessità di cristallizzare in musica il rapporto con una persona che ha avuto un impatto determinante sulla sua visione della quotidianità. Il brano si configura come una dedica alla libertà individuale, un richiamo solenne a mantenere intatta la propria identità nonostante le spinte omologatrici del contesto sociale contemporaneo.
“Questo pezzo è una dedica ad una persona importante che mi ispira spesso a fare scelte più allineate al mio sentire anche se si scontrano con un senso comune”, ha dichiarato l’artista. Kilian muove una critica sottile ma ferma verso una società che tende costantemente a incasellare le persone in categorie predefinite, svalutando spesso il valore dei traguardi raggiunti se non rientrano in standard prestabiliti. Proprio questo conflitto tra l’esigenza di autenticità personale e le richieste del sistema è il nucleo attorno al quale si sviluppa l’intero immaginario del brano.
L’evoluzione artistica di un produttore eclettico
L’ascesa di Kilian, che ha scelto la metropoli lombarda come base operativa dopo un percorso di ricerca iniziato in età giovanile, si inserisce perfettamente nel solco del nuovo cantautorato elettronico italiano. Le sue radici musicali, forgiate attraverso esperienze in svariati generi durante l’adolescenza, si sono fuse con una solida competenza tecnica maturata nel ruolo di produttore e direttore artistico. Dopo la pubblicazione di “Pioggia ultra” e la successiva versione remix nel 2024, Kilian continua a consolidare una cifra stilistica che evita formule preconfezionate.
Il suo approccio si basa sull’ascolto delle intuizioni sonore, che vengono poi manipolate in base alle necessità emotive di ogni singolo testo. Le influenze britanniche, che lasciano trasparire un’elettronica moderna e incalzante, si sposano con una scrittura che deve molto alla tradizione cantautorale italiana. Il risultato complessivo è un mosaico sonoro ibrido, pensato per trasmettere vitalità attraverso una dinamica mai statica, confermando Kilian come uno degli interpreti più interessanti della scena indipendente che opera tra le zone del capoluogo meneghino e il resto della penisola. Con “Libera”, l’artista compie un ulteriore passo nel definire un cosmo espressivo che non teme il confronto tra il passato analogico e il futuro digitale.
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