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Il Cinema d’Autore torna a illuminare il Castello Aragonese: al via la ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival

đŸŽ„ Il grande cinema torna a casa tra le mura storiche del Castello Aragonese: scopri i premiati e il programma della 24ÂȘ edizione dell’Ischia Film Festival.

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#IschiaFilmFestival #Cinema #Ischia #EventiCampania

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Barbora Bobulova_Ph. Azzurra Primavera

 Redazione-  Il borgo di Ischia si prepara a vivere una delle sue settimane piĂč ferventi dal punto di vista culturale. Da sabato 27 giugno a venerdĂŹ 4 luglio, il suggestivo scenario del Castello Aragonese, che domina il panorama ischitano con le sue mura cariche di storia, diventa la culla della ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival. L’evento, che negli anni ha saputo costruire un ponte tra il cinema internazionale e il territorio, trasformerĂ  ancora una volta la rocca in un centro pulsante di proiezioni, dibattiti e confronti con volti noti del grande schermo, consolidando il proprio ruolo di punto di riferimento per il settore audiovisivo in Campania.

Un programma internazionale tra le mura del Castello

La struttura storica del maniero, edificato originariamente da Alfonso V d’Aragona nel XV secolo, accoglierĂ  il pubblico in tre location d’eccezione allestite per le proiezioni serali: la Cattedrale dell’Assunta, la classica Piazza d’Armi e l’area della Casa del Sole. La programmazione del 2026 si presenta con numeri importanti: sono state selezionate 66 opere provenienti da 33 diversi Paesi, scelte da una commissione che ha vagliato oltre 500 candidature giunte da ogni parte del mondo.

Il concorso ufficiale si articola attraverso 32 lavori, di cui ben 27 rappresentano anteprime assolute. Particolare attenzione viene riservata alla categoria “Location Negata”, una sezione che nel tempo Ăš diventata il cuore pulsante del festival, concentrandosi sulla tutela dei diritti umani e sulla narrazione di quei territori che vivono condizioni di ferita, conflitto o rimozione storica. Parallelamente alle proiezioni fisiche, gli organizzatori hanno predisposto la piattaforma digitale “Ischia Film Festival online”, dove la sezione Confini permetterĂ  di visionare altre 26 opere fuori concorso, garantendo un’accessibilitĂ  globale alla manifestazione.

Ospiti di prestigio e omaggi alla carriera

La serata conclusiva, fissata per il 4 luglio, vedrĂ  protagonista Barbora Bobulova. L’attrice, icona del cinema italiano contemporaneo, ritirerĂ  l’Ischia Film Award come riconoscimento di una carriera costruita tra rigore artistico e versatilitĂ . Il suo percorso, che ha visto collaborazioni d’eccellenza con registi del calibro di Marco Bellocchio, tocca in questa occasione un momento di grande visibilitĂ  grazie al film “Separazioni” di Stefano Chiantini, che sarĂ  al centro dell’attenzione mediatica durante la kermesse.

Oltre alla Bobulova, il calendario ischitano prevede la presenza di figure che hanno segnato la storia della cinematografia e dello spettacolo italiano. Il Premio alla Carriera 2026 verrĂ  conferito a Silvio Soldini, cineasta capace di raccontare con estrema sensibilitĂ  le trasformazioni sociali. A ricevere l’Ischia Film Award sarĂ  anche Lello Arena, figura poliedrica e colonna portante della comicitĂ  partenopea. Il parterre degli ospiti si arricchisce inoltre con la partecipazione di Isabella Ragonese, Vincenzo Marra, Maurizio Casagrande, Giovanni Esposito e Lucia Calamaro. Questi artisti si alterneranno sul palco per discutere di come i diversi linguaggi del cinema possano ancora dialogare con un pubblico variegato.

Il legame con il territorio e la visione del futuro

Michelangelo Messina, direttore artistico della rassegna, ha sottolineato come la missione del festival rimanga quella di interrogare il presente attraverso la lente della settima arte. Il Castello Aragonese, situato nel Comune di Ischia, diventa cosĂŹ una piazza virtuale aperta sul mondo, dove il cinema serve a mettere in discussione le distanze geografiche e culturali. La direzione artistica ha lavorato per valorizzare l’identitĂ  isolana, inserendo la manifestazione in un contesto di promozione territoriale che vede il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio e il sostegno di istituzioni come il Ministero della Cultura e la Film Commission Regione Campania.

In un periodo in cui il cinema cerca nuove strade per dialogare con i territori, il festival non intende solo proiettare film, ma creare connessioni umane. Le storie raccontate nei lungometraggi e nei corti non sono semplici astrattismi, ma specchi in cui la comunitĂ  locale e i visitatori che affollano il borgo ischitano in questa calda fine di giugno possono ritrovarsi. L’evento si conferma dunque come una realtĂ  in grado di coniugare l’alto valore artistico con l’attrattiva turistica, proiettando Ischia verso il traguardo del venticinquesimo anno di attivitĂ , previsto per la prossima edizione.

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La “santiaghite” e la nostalgia del ritorno, Valentino Pisegna svela il “mal di Cammino”

🚹 FOCUS CULTURA: COS’È LA “SANTIAGHITE” E PERCHÉ COLPISCE I PELLEGRINI? Un’analisi profonda sul mal di Cammino che spinge a ritornare sui sentieri. Valentino Pisegna, divulgatore e delegato abruzzese della Confraternita di San Jacopo di Compostella, ci accompagna nel core della nostalgia che affligge chi rientra da Santiago de Compostela. Tra ricerca della lentezza e incontri internazionali, il rischio da evitare Ăš la rincorsa ai chilometri o la fuga dalla realtĂ : il vero Cammino inizia quando si torna a casa nella quotidianitĂ . Tutti i dettagli del servizio 👇#camminodisantiago #santiaghite #valentinopisegna #pellegrini #confraternitasanjacopo #abruzzocultura #turismosostenibile #pagineutili

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foto cattedrale Santiago

I segreti del pellegrinaggio di Santiago nell’analisi del delegato della Confraternita di San Jacopo

Redazione – La propensione a ripartire e la ricerca di quel ritmo esistenziale scandito unicamente dai propri passi rappresentano un passaggio comune a molti camminatori, ma occorre vigilare affinchĂ© il viaggio non si trasformi in una mera prestazione sportiva o in una rincorsa ossessiva al conteggio dei chilometri percorsis. A fare chiarezza su questa particolare condizione dello spirito Ăš Valentino Pisegna, noto divulgatore abruzzese e delegato per la regione Abruzzo della prestigiosa Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia. Attraverso una lucida disamina dell’experience del pellegrinaggio, l’esperto invita a decodificare questa sensazione emotiva, distinguendo la genuina ricerca interiore da derive che rischiano di snaturare lo spirito originario di una tradizione millenaria nata sui sentieri della fede. Il rischio contemporaneo Ăš infatti quello di focalizzarsi eccessivamente sull’accumulo di timbri sulla credenziale cartacea, riducendo un percorso di cura dell’anima ad una sorta di collezionismo di mete, un atteggiamento competitivo che allontana il viandante dal senso profondo della gratuitĂ  e dell’incontro con l’ignoto per deliziare i lettori del giornale.

Il pellegrinaggio non puĂČ e non deve essere interpretato come una competizione in cui la qualitĂ  dell’esperienza si misura sulla distanza coperta, proiettando i dati in tempo reale a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili della nazione.

La fuga dalla routine quotidiana ed il rischio della dipendenza psicologica dal sentiero

Un altro aspetto delicato analizzato dai dossier associativi riguarda la tentazione di utilizzare le lunghe camminate come una forma di isolamento o di evasione permanente dalle responsabilitĂ  personali e professionali della vita civile. La dipendenza psicologica dal sentiero rischia di manifestarsi quando l’itinerario viene vissuto come un rifugio ideale in cui nascondersi, anzichĂ© come uno strumento terapeutico e formativo utile a fortificare il carattere per affrontare i problemi quotidiani con rinnovata fermezza e maggiore consapevolezza. Secondo l’analisi del divulgatore aquilano, la vera sfida dell’uomo contemporaneo comincia proprio nel momento in cui si varca nuovamente la soglia di casa, quando si dimostra la capacitĂ  di tradurre gli insegnamenti appresi lungo la via in uno stile di vita quotidiano improntato all’essenzialitĂ , alla tolleranza ed alla solidarietĂ , escludendo le logiche dell’egoismo a tutela dei consumatori.

Il distacco dalle banchine della routine permette di riscoprire l’importance dell’ascolto e dell’empatia, portando alla luce una versione di se stessi piĂč autentica, spogliata dalle sovrastrutture e dalle ansie della societĂ  moderna della provincia.

La condivisione internazionale nei rifugi e la riscoperta del tempo lento montano

L’autentico valore del Cammino risiede nella predisposizione a lasciarsi trasformare dagli imprevisti del percorso, imparando a valorizzare la dimensione del tempo lento e la bellezza della condivisione con perfetti sconosciuti provenienti da ogni angolo del pianeta. La mancanza che i pellegrini avvertono non Ăš legata semplicemente alla magnificenza dei paesaggi naturalistici o alla solennitĂ  delle architetture sacre, ma riflette la nostalgia per quella straordinaria rete di relazioni umane, priva di barriere sociali, che si edifica spontaneamente tra le banchine dei rifugi e l’itinerario rurale. Spesso, la malinconia del ritorno non Ăš diretta verso una specifica meta geografica, come la monumentale cattedrale di Santiago de Compostela, bensĂŹ verso l’individuo che si era diventati durante il cammino, capace di gioire per le cose piĂč semplici e di tollerare la fatica fisica in vista di un obiettivo condiviso, una cooperazione paritetica che rassicura le famiglie.

L’orizzonte del viaggio non si esaurisce con l’ottenimento della pergamena ufficiale, ma prosegue all’interno della coscienza di ciascun individuo, riflettendosi nelle scelte di ogni giorno e nello sguardo nuovo con cui si guardano il mondo ed il proprio prossimo.

I registri storici dei pellegrinaggi europei ed i collegamenti con le istituzioni abruzzesi

Il cammino, in definitiva, si configura come un ciclo continuo di crescita personale e civile, un patrimonio immateriale che acquista il suo significato piĂč alto quando riesce a generare cittadini piĂč consapevoli, attenti al bene comune ed in grado di camminare con fiducia sulle strade della propria vita, garantendo la legalitĂ  delle riforme. I cittadini, gli escursionisti e tutti i professionisti del settore forense o turistico interessati a verificare i tracciati delle vie storiche abruzzesi, consultare i calendari dei successivi incontri informativi o esaminare le brochure della provincia aquilana, possono collegarsi direttamente alla piattaforma informatica del Consiglio Regionale dell’Abruzzo per prendere visione dei documenti istituzionali dello Stato pubblici.

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Ostia – ” Connessioni in Movimento ” con il maestro Internazionale Andre’ De La Roche

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Locandina evento

Ostia-  Il Move presenta ” CONNESSIONI IN MOVIMENTO ” , il 9 Settembre dalle 14 alle 20, stage presso la Danza Progetto Formazione Danzatori, in via Isole Samoa 39 ad Ostia, con il maestro Raffaele Paganini, per la danza classica, la maestra Milena Zullo, per la danza contemporanea, ed il maestro internazionale ANDRE’ DE LA ROCHE.

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Estate dell’Aratro 2026 a Pianella, all’Anfiteatro di Paglia arriva “Coppia aperta, quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame

🚹 GRANDE TEATRO D’AUTORE A PIANELLA: NELL’ANFITEATRO DI PAGLIA ARRIVANO DARIO FO E FRANCA RAME! 🎭 Straordinario appuntamento culturale nelle Terre di Arotron. Sabato 25 luglio alle ore 21:00, la rassegna “Estate dell’Aratro 2026”, diretta da Franco Mannella, ospita uno dei capolavori piĂč taglienti e ironici del teatro italiano contemporaneo: “Coppia aperta, quasi spalancata”, scritto dai Premi Nobel Dario Fo e Franca Rame. Lo spettacolo, prodotto dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari, vedrĂ  sul palco Silvia Napoleone e Antonio Ramacciato. La serata inizia h24 alle 19:30 con un aperitivo rurale a base di prodotti tipici locali immersi nella natura. Posti limitati, prenotazione obbligatoria. Tutti i dettagli del dossier 👇#estatedellaratro | #anfiteatrodipaglia | #terrediarotron | #francomannella | #dariofo #francarame | #teatroabruzzo | #pianellaeventi | #pagineutili

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Coppia aperta, quasi spalancata

Pianella, incastonata nel cuore della provincia di Pescara, si prepara a vivere un nuovo momento di altissimo profilo culturale. La rassegna denominata Estate dell’Aratro 2026, che vede la direzione artistica di Franco Mannella, continua a richiamare un pubblico numeroso presso l’Anfiteatro di Paglia, situato all’interno della suggestiva area delle Terre di Arotron. Questo spazio, costruito interamente con materiali ecologici e perfettamente integrato con il contesto rurale abruzzese, offre una prospettiva inedita sulla fruizione artistica, lontano dai teatri convenzionali e piĂč vicino alla terra.

Il capolavoro di Dario Fo e Franca Rame in scena nel pescarese

Il calendario della stagione propone per sabato 25 luglio, a partire dalle ore 21, la rappresentazione di uno dei testi piĂč iconici e rappresentativi del drammaturgo Dario Fo e dell’attrice Franca Rame: “Coppia aperta, quasi spalancata”. L’opera, pietra miliare del teatro comico e satirico italiano, torna a vivere grazie alla messa in scena curata dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari.

Il testo, che ha attraversato generazioni senza perdere smalto, affronta con estrema luciditĂ  il tema del matrimonio e della crisi dei rapporti sentimentali. Al centro della narrazione si trova una coppia alle prese con l’ipocrisia di una presunta emancipazione sessuale concessa dal marito alla moglie come paracadute per le proprie infedeltĂ . Attraverso un crescendo di situazioni paradossali, il pubblico viene messo di fronte alle nevrosi moderne, riflettendo su come la cosiddetta libertĂ  unilaterale possa trasformarsi rapidamente in una trappola esistenziale.

La regia di Massari mantiene una cifra stilistica dinamica, valorizzando i ritmi serrati tipici della commedia dell’arte rivisitata in chiave contemporanea. Sul palcoscenico naturale di Pianella saranno Silvia Napoleone e lo stesso Mario Massari a dare corpo ai protagonisti, con il contributo amichevole di Antonio Ramacciato. La dimensione tecnica dello spettacolo Ăš affidata a Carlo MenĂ©, che cura l’impianto luci e l’ausilio alla regia, elementi fondamentali per dare profonditĂ  alla scena sotto il cielo aperto della campagna vestina.

Un’esperienza conviviale tra arte e prodotti del territorio

La serata proposta dalle Terre di Arotron non si esaurisce con lo spettacolo. Gli organizzatori hanno previsto un momento di aggregazione preliminare per accogliere gli spettatori prima del sipario. Dalle ore 19.30, infatti, sarĂ  operativa un’area ristoro appositamente allestita per offrire un aperitivo basato sulle eccellenze enogastronomiche dell’Abruzzo.

L’iniziativa punta a valorizzare non solo la prosa di alta qualitĂ , ma anche la filiera agroalimentare locale, permettendo ai presenti di degustare i sapori tipici della zona di Pianella prima di immergersi nella performance. L’Anfiteatro di Paglia, grazie a questa formula, si conferma un polo di aggregazione sociale fondamentale per l’intero territorio. Le strutture rurali che circondano il sito regalano una quiete che contrasta con la frenetica quotidianitĂ , trasformando ogni evento in un’occasione di distensione.

Per garantire un’adeguata gestione degli spazi e dell’accoglienza, la prenotazione Ăš obbligatoria. Gli interessati possono riservare il proprio posto chiamando il numero 345.5411135. Ulteriori aggiornamenti sull’andamento della stagione Estate dell’Aratro 2026 e sulle prossime date in programmazione sono consultabili attraverso i canali social ufficiali, in particolare la pagina @formazioneteatralearotron, che funge da portale informativo per tutte le attivitĂ  della compagnia. Si consiglia ai partecipanti di arrivare con congruo anticipo per godere appieno dell’atmosfera rurale e assicurarsi i posti migliori nell’anfiteatro, progettato per garantire un’ottima visibilitĂ  da ogni angolazione. La serata del 25 luglio rappresenta una tappa fondamentale per la cultura teatrale pescarese, unendo impegno sociale e intrattenimento in una cornice che rende omaggio alla tradizione contadina locale.

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