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Palermo celebra Rosa Balistreri in via dei Cipressi: inaugurata la prima galleria permanente di ceramica contemporanea all’aperto

🎨 Via dei Cipressi a Palermo diventa la prima galleria permanente di ceramica contemporanea all’aperto della città, con 13 opere dedicate a Rosa Balistreri. Un progetto che unisce arte, memoria e riqualificazione urbana nel cuore del quartiere. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Inaugurazione galleria permanente,Palermo

Palermo Via dei Cipressi cambia volto e diventa un nuovo presidio culturale della città. Dopo la recente pedonalizzazione, la strada palermitana è stata inaugurata come prima galleria permanente en plein air di ceramica palermitana contemporanea, con un progetto dedicato a Rosa Balistreri, voce simbolo della Sicilia popolare, delle donne, degli ultimi e delle ferite sociali dell’isola. Il titolo scelto per l’esposizione, “Rosa canta e cunta”, richiama una delle canzoni più rappresentative dell’artista licatese, di cui il prossimo anno ricorrerà il centenario della nascita.

L’iniziativa ha trasformato un vicolo urbano in un percorso artistico stabile, composto da 13 opere in ceramica realizzate da artisti palermitani contemporanei chiamati a offrire una lettura personale della figura e del simbolo poetico di Rosa. Ogni installazione è accompagnata da una targa con il nome dell’opera e dell’autore, rendendo la passeggiata lungo via dei Cipressi un’esperienza di scoperta, memoria e identità.

Un’inaugurazione partecipata tra artisti, musica e street art

L’esposizione è stata inaugurata mercoledì 24 giugno e presentata direttamente dagli stessi autori al pubblico intervenuto. Il risultato è stato quello di una festa di quartiere capace però di parlare a tutta la città, unendo arte contemporanea, musica, partecipazione popolare e riqualificazione urbana.

Molto apprezzato l’intervento dello street artist Giulio Rosk, già noto a Palermo per il murale dedicato a Falcone e Borsellino alla Cala. Rosk realizzerà a breve, per la Fondazione Made in Sicily, un nuovo murale dedicato proprio a Rosa Balistreri in via D’Ossuna, rafforzando ulteriormente il percorso artistico costruito attorno alla figura della cantante.

Durante la serata si sono alternate anche performance artistiche e musicali con i giovani del Centro Tau, che ha sede proprio in via dei Cipressi. Uno dei momenti più significativi è stata la riproduzione originale di “Li du siperpenti”, brano inedito di Rosa Balistreri conservato nel Fondo Liotti, raccolta di materiali audio e documentali donata di recente alla Fondazione Made in Sicily. A dare una lettura ancora più contemporanea del repertorio di Rosa è arrivata poi una versione rap ispirata a “Cu ti lu dissi”, proposta da giovani musicisti provenienti dallo Zen, segno concreto di come la sua voce continui a parlare alle periferie e alle nuove generazioni.

Due giorni di eventi per raccontare una nuova idea di città

La manifestazione è proseguita anche nella giornata di giovedì 25 giugno, con degustazioni di prodotti tipici locali inserite nella rassegna “Palermo ’90 – Identità produttiva e rigenerazione urbana”, sostenuta dall’Assessorato alle Attività produttive della Regione Siciliana nell’ambito del programma “Sicilia che Piace”. All’imbrunire, via dei Cipressi si è accesa grazie alle luminarie installate in collaborazione con l’Istituto Opera Santa Lucia, storica realtà cittadina attiva dal 1571, che ha scelto di sostenere il progetto di riqualificazione nato dal basso.

Il valore di questa iniziativa sta proprio nella sua natura condivisa. L’evento e la mostra sono infatti un progetto della Fondazione Made in Sicily in collaborazione con la Fondazione Rosa Balistreri, promosso dalla V Circoscrizione della città e costruito insieme ai residenti del quartiere. Una dimensione partecipata che fa di via dei Cipressi non soltanto una sede espositiva, ma un esempio concreto di come la rigenerazione urbana possa partire da una richiesta popolare e tradursi in un nuovo spazio pubblico vissuto, curato e riconosciuto.

Tredici ceramisti per una Palermo che riscopre la propria tradizione

La nuova galleria all’aperto si inserisce in un momento importante per la ceramica cittadina. Palermo vanta infatti una storia antichissima in questo campo e ha ottenuto il riconoscimento ufficiale di “Città di Affermata Tradizione Ceramica”. L’esposizione di via dei Cipressi mette insieme alcuni dei protagonisti più rappresentativi della scena locale, confermando come questa tradizione non sia soltanto un’eredità da custodire, ma una pratica viva e capace di dialogare con l’arte contemporanea e con il tessuto urbano.

Tra i ceramisti coinvolti figurano Francesco Consiglio di Ceramiche Artistiche Pacon, Nino Parrucca, Susanna De Simone e Vito De Simone di La Fabbrica della Ceramica, Antonio Josè Pantuso, Veronica Mancuso, Salvatore Scherma, Francesco Raffa, Elisabetta Castagnetta, Lavinia Sposito, Vincenzo Bonfante, Giuseppe Joe Manganello e Domenico Boscia. Le opere sono state posizionate con il supporto dell’Ance Palermo, già attiva in altri progetti di riqualificazione nel capoluogo.

Rosa Balistreri come simbolo di memoria e cambiamento

“Rosa canta e cunta” non è soltanto una mostra, ma un tassello di un percorso più ampio. L’installazione rappresenta infatti la quinta tappa dell’Itinerario delle Radici promosso dalla Fondazione Made in Sicily, un progetto che lega arte pubblica, identità e memoria attraverso diversi luoghi simbolici del territorio. Allo stesso tempo, il parco d’arte di via dei Cipressi entra nelle attività di “Cent’anni”, il programma con cui la Fondazione Made in Sicily e la Fondazione Rosa Balistreri stanno preparando il centenario dell’artista.

Il risultato finale è un messaggio urbano e culturale molto chiaro: anche da una strada considerata marginale può partire un processo di trasformazione profonda. E Palermo, attraverso la figura di Rosa Balistreri, prova ancora una volta a raccontarsi non solo per quello che è stata, ma per quello che può ancora diventare.

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Il Cinema d’Autore torna a illuminare il Castello Aragonese: al via la ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival

🎥 Il grande cinema torna a casa tra le mura storiche del Castello Aragonese: scopri i premiati e il programma della 24ª edizione dell’Ischia Film Festival.

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#IschiaFilmFestival #Cinema #Ischia #EventiCampania

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Barbora Bobulova_Ph. Azzurra Primavera

 Redazione-  Il borgo di Ischia si prepara a vivere una delle sue settimane più ferventi dal punto di vista culturale. Da sabato 27 giugno a venerdì 4 luglio, il suggestivo scenario del Castello Aragonese, che domina il panorama ischitano con le sue mura cariche di storia, diventa la culla della ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival. L’evento, che negli anni ha saputo costruire un ponte tra il cinema internazionale e il territorio, trasformerà ancora una volta la rocca in un centro pulsante di proiezioni, dibattiti e confronti con volti noti del grande schermo, consolidando il proprio ruolo di punto di riferimento per il settore audiovisivo in Campania.

Un programma internazionale tra le mura del Castello

La struttura storica del maniero, edificato originariamente da Alfonso V d’Aragona nel XV secolo, accoglierà il pubblico in tre location d’eccezione allestite per le proiezioni serali: la Cattedrale dell’Assunta, la classica Piazza d’Armi e l’area della Casa del Sole. La programmazione del 2026 si presenta con numeri importanti: sono state selezionate 66 opere provenienti da 33 diversi Paesi, scelte da una commissione che ha vagliato oltre 500 candidature giunte da ogni parte del mondo.

Il concorso ufficiale si articola attraverso 32 lavori, di cui ben 27 rappresentano anteprime assolute. Particolare attenzione viene riservata alla categoria “Location Negata”, una sezione che nel tempo è diventata il cuore pulsante del festival, concentrandosi sulla tutela dei diritti umani e sulla narrazione di quei territori che vivono condizioni di ferita, conflitto o rimozione storica. Parallelamente alle proiezioni fisiche, gli organizzatori hanno predisposto la piattaforma digitale “Ischia Film Festival online”, dove la sezione Confini permetterà di visionare altre 26 opere fuori concorso, garantendo un’accessibilità globale alla manifestazione.

Ospiti di prestigio e omaggi alla carriera

La serata conclusiva, fissata per il 4 luglio, vedrà protagonista Barbora Bobulova. L’attrice, icona del cinema italiano contemporaneo, ritirerà l’Ischia Film Award come riconoscimento di una carriera costruita tra rigore artistico e versatilità. Il suo percorso, che ha visto collaborazioni d’eccellenza con registi del calibro di Marco Bellocchio, tocca in questa occasione un momento di grande visibilità grazie al film “Separazioni” di Stefano Chiantini, che sarà al centro dell’attenzione mediatica durante la kermesse.

Oltre alla Bobulova, il calendario ischitano prevede la presenza di figure che hanno segnato la storia della cinematografia e dello spettacolo italiano. Il Premio alla Carriera 2026 verrà conferito a Silvio Soldini, cineasta capace di raccontare con estrema sensibilità le trasformazioni sociali. A ricevere l’Ischia Film Award sarà anche Lello Arena, figura poliedrica e colonna portante della comicità partenopea. Il parterre degli ospiti si arricchisce inoltre con la partecipazione di Isabella Ragonese, Vincenzo Marra, Maurizio Casagrande, Giovanni Esposito e Lucia Calamaro. Questi artisti si alterneranno sul palco per discutere di come i diversi linguaggi del cinema possano ancora dialogare con un pubblico variegato.

Il legame con il territorio e la visione del futuro

Michelangelo Messina, direttore artistico della rassegna, ha sottolineato come la missione del festival rimanga quella di interrogare il presente attraverso la lente della settima arte. Il Castello Aragonese, situato nel Comune di Ischia, diventa così una piazza virtuale aperta sul mondo, dove il cinema serve a mettere in discussione le distanze geografiche e culturali. La direzione artistica ha lavorato per valorizzare l’identità isolana, inserendo la manifestazione in un contesto di promozione territoriale che vede il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio e il sostegno di istituzioni come il Ministero della Cultura e la Film Commission Regione Campania.

In un periodo in cui il cinema cerca nuove strade per dialogare con i territori, il festival non intende solo proiettare film, ma creare connessioni umane. Le storie raccontate nei lungometraggi e nei corti non sono semplici astrattismi, ma specchi in cui la comunità locale e i visitatori che affollano il borgo ischitano in questa calda fine di giugno possono ritrovarsi. L’evento si conferma dunque come una realtà in grado di coniugare l’alto valore artistico con l’attrattiva turistica, proiettando Ischia verso il traguardo del venticinquesimo anno di attività, previsto per la prossima edizione.

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La Ut Factory di Unaltroteatro porta in scena Fuori posto al teatro Zambra di Ortona

🎭 Il palcoscenico del cinema Auditorium Zambra si accende per “Fuori Posto”, lo spettacolo che indaga l’identità e l’inadeguatezza attraverso il lavoro degli allievi della Ut Factory di Unaltroteatro. Un appuntamento imperdibile lunedì 29 giugno a Ortona.

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#Unaltroteatro #Ortona #TeatroAbruzzo #FuoriPosto

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Ut Factory di Unaltroteatro

Redazione-  Ortona, nel cuore vibrante della provincia di Chieti, si prepara ad accogliere un evento di rilievo per il panorama culturale locale. Lunedì 29 giugno, alle ore 20:45, il palco del Cinema Auditorium Zambra ospiterà “Fuori Posto”, la nuova produzione teatrale nata dal lavoro della Ut Factory. Questo appuntamento rappresenta il punto di arrivo di un intenso percorso formativo che ha coinvolto gli allievi del corso targato Unaltroteatro e il gruppo del laboratorio “Trame interiori” dedicato agli adulti, offrendo alla comunità una restituzione artistica di alto profilo.

Il senso di inadeguatezza raccontato sul palco

Lo spettacolo, firmato nella scrittura e nella regia da Lorenza Sorino, nasce per scavare nel vissuto quotidiano di chiunque si sia sentito, almeno una volta, estraneo al contesto circostante. Il copione indaga quel sottile e persistente disagio che attanaglia l’essere umano moderno, stretto tra la pressante necessità di adeguarsi a modelli sociali prestabiliti e la spinta interiore verso una forma di autenticità spesso incompresa. Il titolo stesso, “Fuori Posto”, richiama quella sensazione di distonia temporale e spaziale che segna le vite di chi non riesce – o non vuole – incastrarsi perfettamente negli ingranaggi della normalità.

Nei pressi di Piazza San Tommaso e lungo le vie storiche della città, la notizia dell’evento sta attirando l’attenzione non solo degli appassionati di recitazione, ma anche di un pubblico attento alla crescita culturale del territorio abruzzese. La narrazione si dipana attraverso una sequenza di quadri scenici in cui i protagonisti si muovono come pezzi di un incastro mai definitivo. La regia di Sorino sceglie una via dinamica, dove l’ironia si fonde con la poetica, trasformando la fatica della ricerca identitaria in uno spettacolo capace di coinvolgere lo spettatore su più livelli emotivi.

Un cast corale tra prosa e movimento

Il successo di questa produzione poggia le basi sulla sinergia di un gruppo folto e coeso. Sul palco dello Zambra si alterneranno attori che hanno saputo tradurre in movimento ed espressione le competenze acquisite durante i mesi di studio. Il cast vede protagonisti Luigi Di Fabio, Federico Faraone, Francesco Piccinino Camboni e Michele Sulkja, affiancati dal talento di Daniela Basti, Ludovica Iannucci, Mariapia Nervegna, Lorenzo Aquilano, Fabiola Di Sipio e Mauro Serra. Ognuno di loro porta sulla scena una tessera di quel mosaico umano che rappresenta il fulcro dell’intera pièce.

L’impatto visivo dello spettacolo è supportato da uno staff tecnico di primo livello. Il disegno luci, fondamentale per definire le atmosfere oniriche e introspettive dell’opera, è opera di Arturo Scognamiglio. La cura dei dettagli è affidata a Fabiola Di Sipio, che ha lavorato anche all’aiuto regia, e a Lorenzo Aquilano, curatore dei contributi video che arricchiscono la narrazione. Elisa Totaro ha completato il team tecnico, fornendo l’assistenza necessaria per rendere lo spettacolo un prodotto rifinito in ogni sfumatura.

Un progetto inclusivo per il territorio di Ortona

Un elemento distintivo di questa edizione è il forte impegno verso l’accessibilità sociale. La collaborazione con la Pastorale Sordi Lanciano Ortona e con la Cooperativa Segni d’Integrazione sottolinea la volontà di Unaltroteatro di rendere la cultura un terreno inclusivo, dove le barriere comunicative vengono abbattute in favore di una fruizione universale. L’auditorium di via Gaetano Bernardi si conferma così un centro di aggregazione fondamentale, capace di ospitare stimoli creativi che parlano a diverse generazioni.

Per chi desidera assistere a questa performance, è possibile richiedere informazioni e prenotare il proprio posto contattando il numero 085 8135184 o scrivendo via WhatsApp al 375 5678433. La segreteria organizzativa è inoltre raggiungibile tramite l’indirizzo email segreteria@cinemaauditoriumzambra.com. Partecipare a una serata di questo tipo significa sostenere il vivaio creativo locale e dare valore al lavoro di chi, con impegno costante, arricchisce la proposta culturale della costa abruzzese.

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Formazione e Public Affairs: Unicam e Sirip siglano un protocollo per i futuri rappresentanti di interessi

🎓 Unicam e Sirip firmano un accordo triennale per rivoluzionare la formazione dei futuri rappresentanti di interessi. Un nuovo ponte tra accademia e istituzioni per promuovere trasparenza e professionalità.

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#UniversitàDiCamerino #Sirip #Formazione #AffariIstituzionali

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Giuseppe Miceli (SIRIP), Francesco Casale ()Unicam), Achille Ducoli (SIRIP) e Serena Ranieri (SIRIP)

Redazione-   L’Università degli Studi di Camerino, storico presidio culturale incastonato tra le montagne dell’Appennino marchigiano, segna un passo determinante per il futuro delle professioni legate alla rappresentanza istituzionale. L’ateneo, celebre per la sua lunga tradizione di eccellenza accademica e per il legame profondo con il tessuto sociale e produttivo della provincia di Macerata, ha ufficializzato un protocollo d’intesa triennale con il Sindacato Rappresentanti di Interessi Parlamentari (Sirip). L’accordo, sottoscritto dal Rettore Graziano Leoni e dal Presidente di Sirip Achille Ducoli, mira a creare una connessione diretta tra il rigore della ricerca scientifica e le dinamiche operative che regolano il dialogo tra società civile e istituzioni nazionali.

La scelta della sede accademica non è casuale: l’istituzione universitaria, che affonda le sue radici storiche nel XIV secolo, continua a mostrare una spiccata propensione all’innovazione nei percorsi formativi, cercando costantemente di adeguare le competenze dei propri studenti alle richieste di un mercato del lavoro che evolve rapidamente, specialmente negli ambiti degli affari pubblici e della comunicazione istituzionale.

Obiettivi strategici dell’accordo tra università e sindacato

Il protocollo si propone di definire un perimetro chiaro per la professione del lobbista o, più correttamente, del rappresentante di interessi. In un contesto politico ed economico dove la trasparenza è diventata la precondizione per la legittimazione di ogni processo decisionale, l’intesa vuole fornire ai giovani accademici gli strumenti tecnici necessari per operare nel rispetto di standard etici elevati. Lo scopo di fondo è promuovere una cultura della rappresentanza che sia ordinata, basata su dati concreti e guidata da competenze specifiche, allontanando le ombre che spesso circondano le attività di pressione in ambito parlamentare.

L’accordo si articola in quattro aree funzionali, studiate per coprire l’intero spettro dell’attività professionale. In primo luogo, la didattica, che vedrà l’integrazione di moduli accademici focalizzati sui processi legislativi, sui meccanismi di formazione dei decreti e sull’iter delle leggi. Segue la ricerca, intesa come studio metodologico delle prassi di interlocuzione democratica. Il terzo asse riguarda l’orientamento professionale, con l’attivazione di tirocini curriculari che proietteranno gli studenti all’interno di realtà operative legate direttamente all’attività parlamentare. Infine, la collaborazione si estenderà alla partecipazione congiunta in progetti di ricerca, anche in ambito europeo, per attrarre risorse finalizzate all’approfondimento della materia.

Verso un nuovo profilo professionale per il futuro

Il coordinamento operativo di questo progetto, che avverrà senza oneri finanziari diretti per le parti, è stato assegnato al professor Francesco Casale, in rappresentanza dell’ateneo marchigiano, e al dottor Giuseppe Miceli, per conto del sindacato. Questo duo di esperti avrà l’onere di tradurre gli intenti programmatici in atti attuativi che possano concretamente migliorare l’offerta formativa di chi ambisce a lavorare vicino alle aule di Montecitorio o di Palazzo Madama.

Secondo il Presidente Achille Ducoli, l’intesa rappresenta una tappa fondamentale per la codificazione delle metodologie di supporto alla funzione legislativa. L’obiettivo non è solo fornire competenze teoriche, ma infondere una mentalità che riconosca nell’intermediazione tra istanze private e decisione pubblica un valore aggiunto per la collettività. Giuseppe Miceli, nel commentare l’avvio della collaborazione, ha sottolineato come la forza di una democrazia dipenda dalla capacità delle istituzioni di ascoltare la società in modo ordinato. Una rappresentanza di interessi, se correttamente professionalizzata, diventa dunque uno strumento di partecipazione attiva, capace di elevare la qualità delle politiche pubbliche e di rendere le decisioni più rispondenti alle reali esigenze del Paese.

La sinergia tra l’Università di Camerino e la Sirip si inserisce in un dibattito nazionale che da tempo cerca di trovare un equilibrio normativo sulla regolamentazione del lobbying in Italia. Attraverso questo protocollo, entrambi gli enti confermano la volontà di investire sulle nuove generazioni, garantendo che i futuri professionisti arrivino preparati, eticamente formati e pronti a confrontarsi con una realtà complessa, dove la conoscenza delle procedure parlamentari si sposa con la capacità di mediare in

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