Rimani in contatto con noi
#

Cronaca

Sorelle rintracciate a Formia: nessun carcere per la madre, il compagno e il nonno delle minori

βš–οΈ Caso delle sorelle scomparse da Civitella Alfedena e ritrovate a Formia: il gip di Sulmona convalida il fermo per la madre, il compagno e il nonno, ma esclude il carcere disponendo l’obbligo di dimora. Resta l’accusa di sequestro di persona aggravato. Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡#cronacagiudiziaria #sulmona #formia #civitellaalfedena #sequestrodipersona

Pubblicato

a

Tribunale di Sulmona

Il giudice per le indagini preliminari dispone l’obbligo di dimora e la firma

RedazioneΒ  – Arriva una svolta giudiziaria di rilievo per quanto riguarda il caso delle due sorelle di sedici e dodici anni, rintracciate nei giorni scorsi all’interno di un’abitazione nel comune di Formia. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona ha infatti preso la prima decisione ufficiale in merito alla complessa posizione giuridica della madre delle ragazze, del suo attuale compagno e del padre della donna. Per nessuno dei tre indagati principali scatterΓ  la custodia cautelare in carcere. Il magistrato ha convalidato il fermo eseguito dalle forze dell’ordine e ha contestualmente disposto l’applicazione di una misura cautelare meno afflittiva, identificata nell’obbligo di dimora all’interno del territorio della provincia di Latina, accogliendo integralmente la richiesta specifica avanzata dalla Procura della Repubblica.
In termini pratici, i tre indagati non potranno in alcun modo allontanarsi dal perimetro geografico stabilito dal tribunale e avranno il preciso dovere giuridico di presentarsi due volte al giorno presso la stazione locale dei carabinieri competente per territorio per apporre la firma di presenza sul registro. La decisione del gip giunge dopo il felice ritrovamento delle due sorelle, che erano state rintracciate nella giornata di domenica scorsa al termine di circa due settimane di intense ricerche condotte in modo serrato dagli investigatori. Gli inquirenti erano stati impegnati a lungo nel ricostruire gli spostamenti logistici, i contatti telefonici e i legami familiari dei soggetti coinvolti.
Secondo la valutazione espressa dalla Procura abruzzese, non sussistevano gli estremi di necessitΓ  per applicare una misura di massima restrizione custodiale all’interno di una struttura carceraria. Si tratta di una linea condivisa dal gip, il quale ha ritenuto che la misura dell’obbligo di dimora combinata con la firma quotidiana sia sufficiente a neutralizzare il rischio concreto che il reato contestato possa essere reiterato nel tempo. Gli indagati sono stati ricondotti temporaneamente nei rispettivi penitenziari di provenienza, nello specifico il carcere di Teramo per la madre delle minori e la struttura di Sulmona per il nonno e il compagno, unicamente per espletare le necessarie procedure burocratiche di scarcerazione prima di poter fare definitivo rientro presso i propri domicili.

Le pesanti accuse della procura e la tesi sostenuta dalla difesa

Sui tre familiari pende la pesante accusa formale di sequestro di persona aggravato in concorso. Le due ragazze si erano allontanate volontariamente dalla comunitΓ  di accoglienza e casa famiglia situata a Civitella Alfedena lo scorso 7 giugno, facendo perdere le proprie tracce per diversi giorni. Le minori sono state infine individuate all’interno della residenza di una lontana parente. Il procuratore capo del Tribunale di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha spiegato ai rappresentanti degli organi di stampa che restano ancora da verificare ulteriori circostanze investigative per accertare in modo definitivo l’eventuale coinvolgimento o la complicitΓ  di altre persone che potrebbero aver agevolato la fuga o fornito supporto logistico.
Anche la donna ottantenne, presso la cui abitazione a Formia sono state materialmente ritrovate le due minori, Γ¨ stata ufficialmente iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in sequestro di persona. Il procuratore Luciano D’Angelo ha aggiunto che l’indagata principale, Valentina D’Acunto, ha fornito alcune spiegazioni spontanee agli inquirenti nel corso dell’interrogatorio, precisando tuttavia che si tratta di sue forti convinzioni personali.
Il chiaro obiettivo della donna era quello di tornare ad avere con sΓ© le proprie figlie, aggirando i provvedimenti formali dell’autoritΓ  giudiziaria minorile. Il collegio difensivo dei tre indagati ha sostenuto con forza davanti al giudice che la contestazione giuridica corretta da applicare al caso di specie fosse quella meno grave di sottrazione di minorenni, escludendo il reato di sequestro di persona. Si tratta di una tesi tecnica che il giudice per le indagini preliminari non ha voluto accogliere, confermando la gravitΓ  del titolo di reato originario.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarΓ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Vipera sul montante della finestra: paura in una villetta residenziale alle porte di Roma

🐍 Paura a Formello: una vipera tenta di intrufolarsi in una villetta nella zona residenziale delle Rughe, restando bloccata sul montante di una finestra. Provvidenziale l’intervento dell’etologo Andrea Lunerti e dei Carabinieri Forestali di Monterotondo che hanno catturato il rettile velenoso. Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡#cronacalocale #formello #lerughe #andrealunerti #carabinieriforestali

Pubblicato

a

Vipera

L’allarme scattato in un’abitazione nella frazione residenziale delle rughe

Formello – Quella che era iniziata come una tranquilla giornata estiva ha rischiato di trasformarsi in un serio pericolo per i residenti di una villetta situata nell’hinterland a nord della Capitale. Poteva sembrare un innocuo e comune serpente biacco, come accade d’altronde nella stragrande maggioranza delle segnalazioni che giungono quotidianamente ai numeri di emergenza della zona. Invece quel rettile, che stava attivamente cercando di introdursi all’interno di una casa indipendente vicino a Roma, era davvero una vipera velenosa. Nello specifico si Γ¨ trattato di un giovane esemplare maschio di Vipera Aspis Francisciredi, individuato dai proprietari mentre tentava di strisciare e trovare un varco utile per accedere ai locali interni dell’abitazione.
Il forte allarme nel quartiere residenziale Γ¨ scattato nel corso del pomeriggio di mercoledΓ¬ 24 giugno, a seguito della chiamata immediata e preoccupata da parte del proprietario dell’immobile, situato nella nota localitΓ  residenziale denominata Le Rughe. La frazione si trova a circa due chilometri di distanza dal centro urbano del comune di Formello. La richiesta di aiuto Γ¨ giunta direttamente alla centrale operativa della compagnia dei carabinieri di Roma-Cassia, che ha attivato i protocolli di sicurezza previsti in caso di avvistamento di fauna selvatica pericolosa o rettili velenosi in contesti antropizzati. Il proprietario ha descritto la situazione specificando che il serpente si stava muovendo rapidamente verso le porte di ingresso.
A occuparsi del delicato intervento di recupero Γ¨ stato il noto etologo Andrea Lunerti, esperto nella cattura e nella gestione di animali selvatici, che ha provveduto al recupero dell’ofide. L’esperto ha ricordato agli organi di stampa che in simili circostanze non bisogna mai dare nulla per scontato e mantenere la massima cautela, poichΓ© molto spesso le segnalazioni si rivelano poi riguardare specie autoctone totalmente innocue e prive di veleno. Tuttavia, l’analisi immediata delle fotografie digitali che gli sono state inviate sul cellulare dai proprietari della villetta ha tolto ogni dubbio all’etologo, confermando visivamente che si trattava proprio di una vipera.

I consigli dell’etologo per la sicurezza dei residenti e l’arrivo dei soccorritori

In attesa dell’arrivo fisico dei soccorritori sul posto, Andrea Lunerti ha fornito telefonicamente le prime indispensabili indicazioni di sicurezza per salvaguardare l’incolumitΓ  della famiglia. L’etologo ha raccomandato tassativamente di tenere lontani dall’area i bambini e le persone anziane, vietando a chiunque di tentare un approccio ravvicinato con l’animale. L’esperto ha evidenziato come in queste situazioni di forte stress non si debbano mai utilizzare scope, bastoni, rastrelli o altri oggetti di fortuna nel tentativo autonomo di allontanare o colpire i serpenti, poichΓ© tali azioni possono infastidire il rettile e indurlo a sferrare un attacco improvviso per difesa personale.
Presso la villetta di Formello sono intervenuti tempestivamente i carabinieri appartenenti al comando stazione del nucleo forestale di Monterotondo. I militari dell’Arma hanno provveduto immediatamente a isolare e mettere in sicurezza l’intera area esterna dell’edificio, avviando un monitoraggio costante del rettile per evitare che potesse nascondersi e far perdere le proprie tracce nel giardino della casa. Il giovane esemplare si era nel frattempo infilato e incastrato all’interno del montante metallico di una finestra esterna, posizionandosi a pochissima distanza dalla rete protettiva della zanzariera.
Si Γ¨ trattato di una posizione che avrebbe potuto favorire l’ingresso diretto dell’animale nell’appartamento alla prima apertura dell’infisso. L’etologo Andrea Lunerti ha spiegato che i proprietari di casa sono stati molto fortunati, poichΓ© l’animale si trovava giΓ  a ridosso delle stanze da letto e avrebbe potuto individuare facilmente una fessura nell’alluminio per entrare. Una volta raggiunta la villetta delle Rughe, l’esperto ha proceduto alla cattura in sicurezza dell’esemplare utilizzando apposite pinze erpetologiche, provvedendo al successivo trasferimento del rettile in un’area naturale protetta e boschiva, a debita distanza dal centro abitato.

Continua a Leggere

Cronaca

Incendio sul Monte degli Elci, Salaria in tilt e nove famiglie evacuate: 350 ettari distrutti tra Fara Sabina, Nerola e Poggio Nativo

πŸ”₯ Nove famiglie evacuate, 350 ettari bruciati e la Salaria chiusa per ore: l’incendio sul Monte degli Elci ha messo in ginocchio la Sabina tra Fara, Nerola e Poggio Nativo. Decisivo l’intervento di Canadair, elicotteri e soccorritori. Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡

#Incendio #Salaria #FaraSabina #Nerola

Pubblicato

a

Canadair

Redazione-Β  Una giornata segnata dal fuoco, dalla paura e dal caos sulla viabilitΓ  in uno dei quadranti piΓΉ delicati della Sabina. L’incendio divampato da martedΓ¬ sul Monte degli Elci, tra i territori di Fara Sabina, Nerola e Poggio Nativo, ha lasciato dietro di sΓ© un bilancio pesantissimo: nove famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni, circa 350 ettari di territorio bruciati e la strada statale Salaria chiusa per gran parte della giornata nel tratto compreso tra Borgo Quinzio e Osteria Nuova. Solo in serata la situazione Γ¨ tornata gradualmente sotto controllo, consentendo la riapertura della statale poco dopo le 18.

Per ore il fronte del fuoco, alimentato dalle alte temperature e dal vento, ha messo sotto pressione l’intero sistema di emergenza, costringendo a un dispiegamento massiccio di uomini e mezzi. In azione sono entrati circa 50 operatori, sostenuti dall’alto da due Canadair e due elicotteri, impegnati a contenere le fiamme e a difendere le aree piΓΉ esposte, comprese quelle abitate.

Evacuazioni e territorio devastato dal rogo

L’aspetto piΓΉ drammatico dell’emergenza ha riguardato la sicurezza delle persone. Nove nuclei familiari hanno dovuto abbandonare le proprie case mentre il fuoco avanzava sul versante del monte, in un’area dove la vegetazione si avvicina alle abitazioni e ogni cambiamento del vento puΓ² trasformare un incendio boschivo in una minaccia diretta per i residenti.

Il rogo ha divorato una superficie vastissima, stimata in circa 350 ettari, lasciando un segno profondo sul paesaggio e sugli equilibri ambientali della zona. Il Monte degli Elci rappresenta uno dei rilievi piΓΉ riconoscibili dell’area sabina, affacciato dall’alto sul corridoio della Salaria e su una rete di centri abitati, strade secondarie e zone verdi che in queste ore si sono rivelate particolarmente vulnerabili.

Salaria chiusa e traffico paralizzato per ore

Oltre all’emergenza ambientale e abitativa, l’incendio ha avuto conseguenze molto pesanti anche sul piano della mobilitΓ . La Salaria Γ¨ rimasta chiusa dalla notte precedente e per gran parte della giornata successiva tra Borgo Quinzio e Osteria Nuova, interrompendo uno dei principali collegamenti tra Rieti, la Sabina e Roma. Una misura inevitabile per consentire il lavoro dei soccorritori e ridurre i rischi legati a fumo, calore e presenza di mezzi operativi lungo l’arteria.

Le ripercussioni sulla circolazione sono state gravissime. Il traffico Γ¨ stato deviato sulla Vecchia Salaria, giΓ  resa piΓΉ fragile da un tratto regolato a senso unico alternato a causa di una frana all’altezza di Poggio Corese. Il risultato Γ¨ stato un imbuto viario che ha rallentato in modo pesante gli spostamenti e reso ancora piΓΉ difficile la gestione dell’emergenza in un territorio giΓ  sotto pressione.

Il lavoro di vigili del fuoco, protezione civile e mezzi aerei

Per fronteggiare il rogo Γ¨ stato messo in campo un dispositivo imponente. Una cinquantina di uomini tra vigili del fuoco, volontari della protezione civile e altri operatori specializzati hanno lavorato per ore senza sosta sul terreno, mentre i Canadair e gli elicotteri effettuavano lanci continui dall’alto sulle zone piΓΉ difficili da raggiungere. L’intervento aereo si Γ¨ rivelato decisivo soprattutto nelle fasi piΓΉ critiche, quando il vento e la conformazione del versante rischiavano di favorire nuove ripartenze del fuoco.

La lenta normalizzazione arrivata in serata non cancella perΓ² la complessitΓ  dell’evento. Incendi di queste dimensioni non si esauriscono infatti con lo spegnimento apparente delle fiamme: restano da monitorare i focolai residui, le possibili riprese favorite dal vento e le condizioni del terreno dopo il passaggio del fuoco.

Una ferita aperta nel cuore della Sabina

L’incendio del Monte degli Elci lascia una ferita profonda in un territorio che negli ultimi anni si Γ¨ trovato sempre piΓΉ spesso a fare i conti con emergenze ambientali legate al caldo estremo, alla siccitΓ  e alla fragilitΓ  del paesaggio collinare e boschivo. In pochi giorni, una combinazione di alte temperature, raffiche di vento e vegetazione secca Γ¨ bastata a trasformare un versante verde in un fronte di fuoco visibile a chilometri di distanza.

Il ritorno graduale alla normalitΓ , con la riapertura della Salaria e il contenimento dell’incendio, rappresenta un passaggio importante, ma il bilancio resta pesante: case evacuate, mobilitΓ  in crisi, centinaia di ettari andati in fumo e un intero quadrante della Sabina messo in ginocchio per ore. Adesso si apre la fase delle verifiche, della messa in sicurezza e della conta dei danni, mentre resta alta l’attenzione su un’estate che si annuncia lunga e ad altissimo rischio.

Continua a Leggere

Cronaca

Caldo estremo a Pescara: un turista muore in spiaggia a causa di un malore improvviso

β˜€οΈ Dramma sul litorale abruzzese: un turista di 83 anni muore per un malore in spiaggia a Montesilvano a causa del caldo estremo. Pescara resta da giorni tra le cittΓ  italiane da bollino rosso. Scatta il “codice calore” della Asl negli ospedali per fronteggiare l’emergenza climatica. Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡#cronacalocale #pescara #montesilvano #emergenzacaldo #abruzzometeo

Pubblicato

a

Caldo estramo

Tragedia sul litorale di Montesilvano durante una passeggiata

Redazione – La forte ondata di calore che sta flagellando l’intera penisola italiana ha fatto registrare la sua prima vittima ufficiale sul litorale abruzzese. Il dramma si Γ¨ consumato nel corso del pomeriggio lungo la frequentata spiaggia di Montesilvano, un comune costiero situato alle porte del capoluogo adriatico. A perdere la vita Γ¨ stato un uomo anziano di 83 anni, originario di Bari, che si trovava in Abruzzo per trascorrere un periodo di vacanza insieme a un gruppo organizzato. L’anziano alloggiava in una delle grandi strutture alberghiere che caratterizzano la rinomata zona ricettiva della costa pescarese.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autoritΓ , l’uomo stava effettuando una tranquilla passeggiata sul bagnasciuga, proprio nella zona dei grandi alberghi, quando Γ¨ stato colto da un malore fulmineo, verosimilmente accentuato dalle altissime temperature e dai tassi di umiditΓ  che stanno interessando la zona. Ad accorgersi immediatamente della gravitΓ  della situazione Γ¨ stato l’assistente bagnanti in servizio nella torretta di salvataggio dello stabilimento. Il bagnino ha notato il corpo dell’anziano riverso a faccia in giΓΉ nell’acqua bassa, a pochissimi metri dalla riva.

Il soccorritore Γ¨ intervenuto tempestivamente, portando l’uomo sulla spiaggia e avviando subito le manovre cardio-polmonari salvavita nel disperato tentativo di rianimarlo. Nel frattempo Γ¨ stato lanciato l’allarme al servizio sanitario d’emergenza. Sul posto Γ¨ giunta in pochi minuti un’ambulanza con i sanitari del 118, che hanno proseguito a lungo i tentativi di rianimazione. Per l’ottantatreenne, tuttavia, non c’Γ¨ stato nulla da fare e il medico legale ha dovuto constatare il decesso. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Locale di Montesilvano per effettuare gli accertamenti del caso. Il magistrato di turno, informato della dinamica lineare dell’evento, ha disposto l’immediata restituzione della salma ai familiari. Poco dopo, un secondo malore legato alle temperature record ha colpito una donna che viaggiava in bicicletta in centro cittΓ , rendendo necessario il ricovero d’urgenza al pronto soccorso.

Allerta bollino rosso del Ministero della Salute e afa record

La cittΓ  di Pescara continua a rimanere stabilmente inserita nell’elenco ufficiale delle localitΓ  italiane contrassegnate dal bollino rosso del Ministero della Salute. Questo indicatore rappresenta il livello massimo di allerta nazionale per le ondate di calore estive. I bollettini indicano che la morsa del caldo non Γ¨ destinata a mollare la presa e che le temperature subiranno un ulteriore aumento progressivo. Sono quindici i capoluoghi italiani inseriti in questa fascia di rischio estremo per la salute pubblica.

I tecnici ministeriali spiegano che le condizioni per il bollino rosso si verificano quando i picchi di temperatura molto elevati persistono per piΓΉ giornate consecutive senza sosta. Questa prolungata stasi meteorologica si associa quasi sempre a tassi di umiditΓ  eccezionali, un forte irraggiamento solare durante le ore centrali e una totale assenza di ventilazione. Questa specifica combinazione climatica rappresenta un pericolo serio per l’incolumitΓ  fisica delle fasce di popolazione piΓΉ fragili, tra cui figurano i bambini piccoli, gli anziani e i soggetti affetti da patologie croniche o respiratorie.

Le previsioni degli esperti e il piano straordinario della Asl

A confermare lo scenario di emergenza climatica per la regione Abruzzo Γ¨ intervenuto Giovanni De Palma, noto climatologo di Abruzzo Meteo. L’esperto ha evidenziato come il caldo, oltre a risultare persistente, aumenterΓ  ulteriormente di intensitΓ  nelle prossime ore. Le proiezioni meteo indicano che l’allerta non cesserΓ  rapidamente e che Pescara manterrΓ  il bollino rosso per l’intera settimana. Questa dinamica Γ¨ causata dallo stazionamento prolungato di un’area di alta pressione di matrice subtropicale africana, che trasporta masse d’aria calda che aumentano l’afa percepita. Secondo Giovanni De Palma, il vero problema attuale non Γ¨ rappresentato solo dai picchi massimi toccati dal termometro, quanto dalla durata temporale complessiva di questa ondata di calore.

I dati statistici degli ultimi giorni mostrano che le localitΓ  regionali abruzzesi piΓΉ roventi sono state L’Aquila, Giulianova e la zona industriale di Chieti Scalo, dove il termometro ha oscillato stabilmente tra i 35 e i 36 gradi. Esiste tuttavia una netta differenza climatica tra i territori dell’entroterra e la fascia costiera adriatica. Nelle aree interne della regione prevale infatti un caldo piΓΉ secco, mentre lungo la costa l’elevato tasso di umiditΓ  marina rende la percezione fisica dell’afa molto piΓΉ pesante e difficile da tollerare per l’organismo. Per far fronte a questa ondata straordinaria di accessi ospedalieri, la Asl di Pescara ha attivato ufficialmente nei presidi ospedalieri il protocollo d’emergenza denominato “codice calore”, una corsia preferenziale nei pronto soccorso per curare tempestivamente i pazienti colpiti da colpi di calore e disidratazione.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza