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Cronaca

Incendio sul Monte degli Elci, Salaria in tilt e nove famiglie evacuate: 350 ettari distrutti tra Fara Sabina, Nerola e Poggio Nativo

πŸ”₯ Nove famiglie evacuate, 350 ettari bruciati e la Salaria chiusa per ore: l’incendio sul Monte degli Elci ha messo in ginocchio la Sabina tra Fara, Nerola e Poggio Nativo. Decisivo l’intervento di Canadair, elicotteri e soccorritori. Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡

#Incendio #Salaria #FaraSabina #Nerola

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Canadair

Redazione-Β  Una giornata segnata dal fuoco, dalla paura e dal caos sulla viabilitΓ  in uno dei quadranti piΓΉ delicati della Sabina. L’incendio divampato da martedΓ¬ sul Monte degli Elci, tra i territori di Fara Sabina, Nerola e Poggio Nativo, ha lasciato dietro di sΓ© un bilancio pesantissimo: nove famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni, circa 350 ettari di territorio bruciati e la strada statale Salaria chiusa per gran parte della giornata nel tratto compreso tra Borgo Quinzio e Osteria Nuova. Solo in serata la situazione Γ¨ tornata gradualmente sotto controllo, consentendo la riapertura della statale poco dopo le 18.

Per ore il fronte del fuoco, alimentato dalle alte temperature e dal vento, ha messo sotto pressione l’intero sistema di emergenza, costringendo a un dispiegamento massiccio di uomini e mezzi. In azione sono entrati circa 50 operatori, sostenuti dall’alto da due Canadair e due elicotteri, impegnati a contenere le fiamme e a difendere le aree piΓΉ esposte, comprese quelle abitate.

Evacuazioni e territorio devastato dal rogo

L’aspetto piΓΉ drammatico dell’emergenza ha riguardato la sicurezza delle persone. Nove nuclei familiari hanno dovuto abbandonare le proprie case mentre il fuoco avanzava sul versante del monte, in un’area dove la vegetazione si avvicina alle abitazioni e ogni cambiamento del vento puΓ² trasformare un incendio boschivo in una minaccia diretta per i residenti.

Il rogo ha divorato una superficie vastissima, stimata in circa 350 ettari, lasciando un segno profondo sul paesaggio e sugli equilibri ambientali della zona. Il Monte degli Elci rappresenta uno dei rilievi piΓΉ riconoscibili dell’area sabina, affacciato dall’alto sul corridoio della Salaria e su una rete di centri abitati, strade secondarie e zone verdi che in queste ore si sono rivelate particolarmente vulnerabili.

Salaria chiusa e traffico paralizzato per ore

Oltre all’emergenza ambientale e abitativa, l’incendio ha avuto conseguenze molto pesanti anche sul piano della mobilitΓ . La Salaria Γ¨ rimasta chiusa dalla notte precedente e per gran parte della giornata successiva tra Borgo Quinzio e Osteria Nuova, interrompendo uno dei principali collegamenti tra Rieti, la Sabina e Roma. Una misura inevitabile per consentire il lavoro dei soccorritori e ridurre i rischi legati a fumo, calore e presenza di mezzi operativi lungo l’arteria.

Le ripercussioni sulla circolazione sono state gravissime. Il traffico Γ¨ stato deviato sulla Vecchia Salaria, giΓ  resa piΓΉ fragile da un tratto regolato a senso unico alternato a causa di una frana all’altezza di Poggio Corese. Il risultato Γ¨ stato un imbuto viario che ha rallentato in modo pesante gli spostamenti e reso ancora piΓΉ difficile la gestione dell’emergenza in un territorio giΓ  sotto pressione.

Il lavoro di vigili del fuoco, protezione civile e mezzi aerei

Per fronteggiare il rogo Γ¨ stato messo in campo un dispositivo imponente. Una cinquantina di uomini tra vigili del fuoco, volontari della protezione civile e altri operatori specializzati hanno lavorato per ore senza sosta sul terreno, mentre i Canadair e gli elicotteri effettuavano lanci continui dall’alto sulle zone piΓΉ difficili da raggiungere. L’intervento aereo si Γ¨ rivelato decisivo soprattutto nelle fasi piΓΉ critiche, quando il vento e la conformazione del versante rischiavano di favorire nuove ripartenze del fuoco.

La lenta normalizzazione arrivata in serata non cancella perΓ² la complessitΓ  dell’evento. Incendi di queste dimensioni non si esauriscono infatti con lo spegnimento apparente delle fiamme: restano da monitorare i focolai residui, le possibili riprese favorite dal vento e le condizioni del terreno dopo il passaggio del fuoco.

Una ferita aperta nel cuore della Sabina

L’incendio del Monte degli Elci lascia una ferita profonda in un territorio che negli ultimi anni si Γ¨ trovato sempre piΓΉ spesso a fare i conti con emergenze ambientali legate al caldo estremo, alla siccitΓ  e alla fragilitΓ  del paesaggio collinare e boschivo. In pochi giorni, una combinazione di alte temperature, raffiche di vento e vegetazione secca Γ¨ bastata a trasformare un versante verde in un fronte di fuoco visibile a chilometri di distanza.

Il ritorno graduale alla normalitΓ , con la riapertura della Salaria e il contenimento dell’incendio, rappresenta un passaggio importante, ma il bilancio resta pesante: case evacuate, mobilitΓ  in crisi, centinaia di ettari andati in fumo e un intero quadrante della Sabina messo in ginocchio per ore. Adesso si apre la fase delle verifiche, della messa in sicurezza e della conta dei danni, mentre resta alta l’attenzione su un’estate che si annuncia lunga e ad altissimo rischio.

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Cronaca

Caldo estremo a Pescara: un turista muore in spiaggia a causa di un malore improvviso

β˜€οΈ Dramma sul litorale abruzzese: un turista di 83 anni muore per un malore in spiaggia a Montesilvano a causa del caldo estremo. Pescara resta da giorni tra le cittΓ  italiane da bollino rosso. Scatta il “codice calore” della Asl negli ospedali per fronteggiare l’emergenza climatica. Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡#cronacalocale #pescara #montesilvano #emergenzacaldo #abruzzometeo

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Caldo estramo

Tragedia sul litorale di Montesilvano durante una passeggiata

Redazione – La forte ondata di calore che sta flagellando l’intera penisola italiana ha fatto registrare la sua prima vittima ufficiale sul litorale abruzzese. Il dramma si Γ¨ consumato nel corso del pomeriggio lungo la frequentata spiaggia di Montesilvano, un comune costiero situato alle porte del capoluogo adriatico. A perdere la vita Γ¨ stato un uomo anziano di 83 anni, originario di Bari, che si trovava in Abruzzo per trascorrere un periodo di vacanza insieme a un gruppo organizzato. L’anziano alloggiava in una delle grandi strutture alberghiere che caratterizzano la rinomata zona ricettiva della costa pescarese.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autoritΓ , l’uomo stava effettuando una tranquilla passeggiata sul bagnasciuga, proprio nella zona dei grandi alberghi, quando Γ¨ stato colto da un malore fulmineo, verosimilmente accentuato dalle altissime temperature e dai tassi di umiditΓ  che stanno interessando la zona. Ad accorgersi immediatamente della gravitΓ  della situazione Γ¨ stato l’assistente bagnanti in servizio nella torretta di salvataggio dello stabilimento. Il bagnino ha notato il corpo dell’anziano riverso a faccia in giΓΉ nell’acqua bassa, a pochissimi metri dalla riva.

Il soccorritore Γ¨ intervenuto tempestivamente, portando l’uomo sulla spiaggia e avviando subito le manovre cardio-polmonari salvavita nel disperato tentativo di rianimarlo. Nel frattempo Γ¨ stato lanciato l’allarme al servizio sanitario d’emergenza. Sul posto Γ¨ giunta in pochi minuti un’ambulanza con i sanitari del 118, che hanno proseguito a lungo i tentativi di rianimazione. Per l’ottantatreenne, tuttavia, non c’Γ¨ stato nulla da fare e il medico legale ha dovuto constatare il decesso. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Locale di Montesilvano per effettuare gli accertamenti del caso. Il magistrato di turno, informato della dinamica lineare dell’evento, ha disposto l’immediata restituzione della salma ai familiari. Poco dopo, un secondo malore legato alle temperature record ha colpito una donna che viaggiava in bicicletta in centro cittΓ , rendendo necessario il ricovero d’urgenza al pronto soccorso.

Allerta bollino rosso del Ministero della Salute e afa record

La cittΓ  di Pescara continua a rimanere stabilmente inserita nell’elenco ufficiale delle localitΓ  italiane contrassegnate dal bollino rosso del Ministero della Salute. Questo indicatore rappresenta il livello massimo di allerta nazionale per le ondate di calore estive. I bollettini indicano che la morsa del caldo non Γ¨ destinata a mollare la presa e che le temperature subiranno un ulteriore aumento progressivo. Sono quindici i capoluoghi italiani inseriti in questa fascia di rischio estremo per la salute pubblica.

I tecnici ministeriali spiegano che le condizioni per il bollino rosso si verificano quando i picchi di temperatura molto elevati persistono per piΓΉ giornate consecutive senza sosta. Questa prolungata stasi meteorologica si associa quasi sempre a tassi di umiditΓ  eccezionali, un forte irraggiamento solare durante le ore centrali e una totale assenza di ventilazione. Questa specifica combinazione climatica rappresenta un pericolo serio per l’incolumitΓ  fisica delle fasce di popolazione piΓΉ fragili, tra cui figurano i bambini piccoli, gli anziani e i soggetti affetti da patologie croniche o respiratorie.

Le previsioni degli esperti e il piano straordinario della Asl

A confermare lo scenario di emergenza climatica per la regione Abruzzo Γ¨ intervenuto Giovanni De Palma, noto climatologo di Abruzzo Meteo. L’esperto ha evidenziato come il caldo, oltre a risultare persistente, aumenterΓ  ulteriormente di intensitΓ  nelle prossime ore. Le proiezioni meteo indicano che l’allerta non cesserΓ  rapidamente e che Pescara manterrΓ  il bollino rosso per l’intera settimana. Questa dinamica Γ¨ causata dallo stazionamento prolungato di un’area di alta pressione di matrice subtropicale africana, che trasporta masse d’aria calda che aumentano l’afa percepita. Secondo Giovanni De Palma, il vero problema attuale non Γ¨ rappresentato solo dai picchi massimi toccati dal termometro, quanto dalla durata temporale complessiva di questa ondata di calore.

I dati statistici degli ultimi giorni mostrano che le localitΓ  regionali abruzzesi piΓΉ roventi sono state L’Aquila, Giulianova e la zona industriale di Chieti Scalo, dove il termometro ha oscillato stabilmente tra i 35 e i 36 gradi. Esiste tuttavia una netta differenza climatica tra i territori dell’entroterra e la fascia costiera adriatica. Nelle aree interne della regione prevale infatti un caldo piΓΉ secco, mentre lungo la costa l’elevato tasso di umiditΓ  marina rende la percezione fisica dell’afa molto piΓΉ pesante e difficile da tollerare per l’organismo. Per far fronte a questa ondata straordinaria di accessi ospedalieri, la Asl di Pescara ha attivato ufficialmente nei presidi ospedalieri il protocollo d’emergenza denominato “codice calore”, una corsia preferenziale nei pronto soccorso per curare tempestivamente i pazienti colpiti da colpi di calore e disidratazione.

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Cronaca

Incendio sul Monte Elci, oltre 350 ettari in fiamme tra Nerola e Fara Sabina: evacuate abitazioni e chiusa la Salaria

πŸ”₯ Un vasto incendio ha devastato il Monte Elci tra Nerola e Fara Sabina: oltre 350 ettari bruciati, case evacuate e Salaria chiusa in entrambe le direzioni. Canadair ed elicotteri ancora in azione per fermare il rogo. Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡

#Incendio #Nerola #FaraSabina #Salaria

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Canadair

Redazione-Β  Un vasto incendio ha colpito le alture del Monte Elci, tra i territori di Nerola e Fara Sabina, trasformando il pomeriggio di ieri in una lunga emergenza tra colonne di fumo, evacuazioni e interventi aerei per fermare il fronte del fuoco. Le fiamme, ben visibili anche dalla strada statale Salaria, hanno divorato una porzione molto ampia di vegetazione, spingendo sul posto vigili del fuoco, protezione civile, volontari e forze dell’ordine, mentre un Canadair e un elicottero dei vigili del fuoco sono entrati in azione per contenere il rogo.

Secondo le prime stime, l’incendio avrebbe giΓ  interessato oltre 350 ettari di terreno, un dato che restituisce la portata di un evento particolarmente pesante per un’area collinare e boschiva che domina dall’alto uno dei principali collegamenti tra la Sabina e Roma. Il fumo, alzatosi rapidamente nel corso delle ore piΓΉ calde, Γ¨ stato notato da numerosi automobilisti in transito sulla Salaria, rendendo subito evidente la gravitΓ  della situazione.

L’ipotesi del fulmine e il lavoro dei mezzi aerei

Tra le ipotesi al vaglio c’Γ¨ quella che a innescare il rogo possa essere stato un fulmine caduto durante il temporale che avrebbe interessato il versante. Saranno gli accertamenti delle prossime ore a chiarire con precisione l’origine dell’incendio, ma intanto l’attenzione resta concentrata sul contenimento delle fiamme e sulla messa in sicurezza dell’area.

GiΓ  da ieri pomeriggio i mezzi aerei sono stati fondamentali per tentare di arginare l’avanzata del fuoco. Il Canadair e l’elicottero dei vigili del fuoco hanno effettuato lanci ripetuti sulle zone piΓΉ difficili da raggiungere via terra, mentre le squadre operative hanno lavorato lungo il fronte dell’incendio per evitare ulteriori propagazioni verso le abitazioni e le aree piΓΉ esposte. Anche questa mattina i Canadair sono tornati in azione, segno che il rogo non Γ¨ ancora del tutto sotto controllo e che il lavoro di spegnimento richiederΓ  ancora tempo.

Evacuate alcune case, circa trenta persone allontanate per precauzione

La situazione piΓΉ delicata si Γ¨ registrata nella tarda serata di ieri, quando per ragioni di sicurezza Γ¨ stata disposta l’evacuazione di alcune abitazioni. Secondo le prime informazioni, il provvedimento avrebbe riguardato circa 30 persone, costrette a lasciare temporaneamente le loro case mentre il fuoco avanzava sul versante del monte.

Si tratta di una misura che conferma quanto l’incendio abbia minacciato non solo il patrimonio ambientale dell’area, ma anche la sicurezza diretta dei residenti. In contesti collinari e rurali come quello di Monte Elci, dove la vegetazione si avvicina alle abitazioni e le vie di accesso possono essere limitate, la rapiditΓ  delle decisioni operative diventa decisiva per prevenire conseguenze piΓΉ gravi.

Salaria chiusa in entrambe le direzioni per garantire i soccorsi

Dalle prime ore di questa mattina Γ¨ stata inoltre disposta la chiusura temporanea della statale Salaria in entrambe le direzioni, per consentire ai soccorritori di operare in condizioni di maggiore sicurezza e per ridurre i rischi legati alla presenza di fumo e mezzi di emergenza lungo il tratto stradale. Il blocco interessa il tratto compreso tra Osteria Nuova, per i veicoli provenienti da Rieti, e Passo Corese, per chi arriva da Roma.

La decisione ha avuto inevitabili ripercussioni sul traffico, considerato che la Salaria rappresenta una delle arterie piΓΉ importanti per i collegamenti tra la provincia reatina e la Capitale. La visibilitΓ  ridotta dal fumo e la necessitΓ  di lasciare piena operativitΓ  ai mezzi antincendio hanno reso inevitabile la chiusura, almeno fino a quando il quadro non sarΓ  considerato piΓΉ stabile.

Un territorio fragile davanti a un’estate ad alto rischio

L’incendio di Monte Elci riporta al centro il tema della vulnerabilitΓ  dei territori collinari e boschivi della Sabina, soprattutto nei periodi in cui alte temperature, vegetazione secca e fenomeni atmosferici improvvisi possono favorire roghi di grandi dimensioni. Se l’ipotesi del fulmine venisse confermata, il caso mostrerebbe ancora una volta come anche eventi naturali possano trasformarsi rapidamente in emergenze complesse quando colpiscono aree difficili da presidiare e vicine a infrastrutture strategiche.

Per tutta la giornata proseguono gli interventi di vigili del fuoco, protezione civile, volontari e forze dell’ordine, impegnati senza sosta nel tentativo di contenere il fronte e proteggere le zone circostanti. Il bilancio, per ora, parla di centinaia di ettari bruciati, case evacuate e una delle principali arterie del centro Italia temporaneamente interrotta. Un quadro pesante che tiene ancora in allerta l’intero territorio.

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Cronaca

Lupo abbattuto in Tirolo dai cacciatori, l’animale aveva un radio-collare di un progetto di ricerca italiano

🐺 Un lupo dotato di radio-collare scientifico italiano Γ¨ stato abbattuto in Tirolo dopo ripetuti avvistamenti vicino alle abitazioni. Il caso riaccende il confronto tra ricerca, tutela della fauna e gestione della sicurezza nei territori alpini. Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡

#Lupo #Tirolo #FaunaSelvatica #Cronaca

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Lupo

Redazione-Β  Un lupo monitorato nell’ambito di un progetto scientifico italiano Γ¨ stato abbattuto in Tirolo, in Austria, dopo essere stato ritenuto a rischio dalle autoritΓ  locali per la sua presenza ripetuta nei pressi delle abitazioni. A comunicarlo Γ¨ stato il Land Tirol, che ha confermato l’uccisione dell’animale nel distretto di Schwaz e ha precisato che l’esemplare era dotato di un collare satellitare scientifico appartenente a un programma di ricerca italiano.

L’abbattimento Γ¨ avvenuto il 21 giugno sulla base di un’ordinanza firmata il 2 giugno 2026, che autorizzava l’intervento nei confronti del lupo dopo diversi avvistamenti ravvicinati nel territorio comunale di Schlitters, nella valle della Zillertal. La vicenda riapre il confronto sul delicato equilibrio tra tutela della fauna selvatica, sicurezza dei territori montani e uso dei dati scientifici per il monitoraggio dei grandi predatori.

Il collare satellitare e il progetto di ricerca italiano

Secondo quanto riferito dalle autoritΓ  tirolesi, l’ente di ricerca competente Γ¨ stato informato immediatamente dopo l’abbattimento. Il collare montato sull’animale non consentiva, perΓ², un monitoraggio in tempo reale: si trattava di un dispositivo utilizzato per finalitΓ  scientifiche, capace di trasmettere i dati di localizzazione con un certo ritardo, cosΓ¬ da permettere l’analisi degli spostamenti e dell’utilizzo dell’habitat da parte dei lupi.

Questo elemento Γ¨ centrale perchΓ© chiarisce un punto spesso frainteso nel dibattito pubblico. La presenza del radio-collare non equivale alla possibilitΓ  di seguire l’animale istante per istante o di intervenire immediatamente per modificarne il comportamento. I sistemi di questo tipo servono soprattutto a raccogliere informazioni nel medio periodo, fondamentali per capire rotte, adattamenti e dinamiche territoriali di una specie in espansione.

L’ipotesi su Mirko e il passaggio tra Bellunese, Alto Adige e Tirolo

L’esemplare abbattuto potrebbe essere uno dei tre lupi seguiti da un progetto di studio che coinvolge il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Dipartimento di Medicina veterinaria dell’UniversitΓ  di Sassari e l’Amministrazione provinciale di Belluno. Tra questi animali ce n’era uno soprannominato Mirko, che nelle settimane scorse si era spostato temporaneamente anche in Alto Adige, passando nelle zone di San Candido e Lappago, prima di dirigersi proprio verso la Zillertal, nell’area del distretto di Schwaz.

Nella prima settimana di giugno, la Provincia autonoma di Bolzano aveva infatti segnalato lo spostamento verso quella zona di un lupo dotato di collare GPS. È per questo che l’ipotesi di un collegamento tra quell’esemplare e l’animale abbattuto in Tirolo viene ora considerata particolarmente concreta, anche se l’identificazione definitiva richiederΓ  verifiche tecniche ulteriori.

PerchΓ© il lupo era considerato “a rischio”

Alla base dell’ordinanza di abbattimento ci sarebbero i ripetuti avvistamenti del lupo in prossimitΓ  delle case nel comune di Schlitters. Le autoritΓ  austriache lo avrebbero classificato come un animale problematico, sulla base di una presenza considerata troppo ravvicinata rispetto alle aree abitate. In questi casi, in diversi territori alpini il quadro normativo consente interventi straordinari nei confronti dei grandi carnivori ritenuti pericolosi o difficili da allontanare.

Il tema resta molto sensibile in tutto l’arco alpino. Da una parte c’Γ¨ la crescita delle popolazioni di lupo in molte aree montane italiane ed europee, favorita dalla maggiore protezione della specie e dal recupero di alcuni habitat naturali. Dall’altra, aumentano le tensioni con allevatori, amministratori locali e comunitΓ  residenti, soprattutto quando gli animali si avvicinano ai centri abitati o provocano predazioni.

Il nodo tra ricerca, tutela e gestione del territorio

L’abbattimento di un esemplare inserito in un progetto scientifico italiano aggiunge un elemento ulteriore alla discussione. I collari satellitari rappresentano infatti uno degli strumenti piΓΉ importanti per studiare il comportamento dei lupi e pianificare strategie di gestione piΓΉ efficaci. Ogni perdita di un animale monitorato sottrae dati preziosi alla ricerca, ma allo stesso tempo mostra quanto sia complesso gestire concretamente la convivenza tra grandi predatori e presenza umana in territori densamente abitati o intensamente frequentati.

La vicenda del lupo ucciso in Tirolo mette quindi in evidenza due piani che oggi si intrecciano sempre piΓΉ spesso: quello della conservazione scientifica della specie e quello della risposta immediata alle preoccupazioni locali. Ed Γ¨ proprio in questo spazio di tensione che si giocheranno molte delle decisioni future sulla presenza del lupo nelle Alpi.

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