Territorio
IL PRIMO EVENTO DEDICATO A BIODIVERSITÀ ED APICOLTURA A PERETO RISCUOTE UN GRANDE SUCCESSO!
Redazione- Complice un bel sole primaverile ad illuminare la piazza Salvo D’Acquisto di Pereto, si è svolta la prima edizione di “Ronzio di festa: bee happy!”. L’evento, unico nel suo genere nel territorio marsicano, ha regalato due giorni di festa in piazza, tra mercatini di prodotti locali di agricoltura ed apicoltura, artigianato, laboratori per bambini, osservazioni delle api in arnie didattiche e ben due conferenze. La conferenza di sabato, coordinata dal Dott. Giovanni Meuti, ha visto la partecipazione di Mario Petrella, apicoltore che ha coinvolto i presenti trattando il tema “Uomo, api e biodiversità”; è intervenuto a seguire Vittorio Di Girolamo, presidente ARAL e consigliere del Gruppo paritetico VOLAPE che rappresenta le regioni Abruzzo, Molise e Campania, illustrando le “Politiche di tutela del settore apistico”. Domenica invece, circondati dal clima vivace dei festeggiamenti in onore di San Giorgio Martire, patrono di Pereto e guidati dalla Prof.ssa Licia Ippoliti, ci si è immersi nell’apicoltura trattando il tema de “Il superorganismo alveare”. Curiosità e grande interesse per quanto illustrato dall’apicoltore Mario Petrella che ha svelato i segreti della vita nell’alveare e a cui sono seguiti gli interventi di Corrado Martinelli, dell’associazione Arnia Onlus, “L’alveare come modello di rete per le associazioni” e di Vincenzo Panettieri, Responsabile scientifico della Rete “Comuni amici delle api” a cui Pereto ha aderito dallo scorso settembre 2025 e Presidente APIMED, sul tema “Come la rete Comuni amici delle api può tutelare e sostenere apicoltura e ambiente”.
Ad entrambe le conferenze hanno partecipato i Carabinieri forestali di Pereto e il Nucleo Tutela Biodiversità di Magliano dei Marsi portando testimonianza dell’attività che svolgono e del Museo dell’uomo e della Natura – MUN – nel Centro Visita di Magliano dei Marsi ai piedi del Velino.
Non solo cultura e formazione per i più grandi, ma anche laboratori per i più piccoli che hanno potuto scoprire il mondo delle api attraverso l’osservazione delle api nelle arnie didattiche, divertendosi a riconoscere l’ape regina, i fuchi e le api operaie; nel laboratorio di sabato “Bambini ed api amici per la Terra” i piccoli si sono cimentati nella realizzazione di candele utilizzando i fogli cerei, mentre domenica con “Mani in terra con I Semi Magici” hanno portato a casa delle “bombe” di terra e semi di piante particolarmente gradite alle api.
Due giorni in cui l’analogia tra l’organizzazione dell’evento e l’alveare viene spontanea! Un grazie all’amministrazione comunale, alle associazioni di Pereto, ai commercianti, alle singole persone e a tutti coloro che con le loro azioni, piccole o grandi, la partecipazione, il sostegno, hanno reso possibile la riuscita dell’evento, un po’ quello che succede nell’alveare, dove il singolo contribuisce al benessere collettivo. Concludiamo quindi con una frase che speriamo rimanga un promemoria per tutti: “L’alveare ci insegna che il vero successo è il prodotto di un impegno collettivo”.
Territorio
SAN BERARDO E SANTA ROSALIA PARENTI DI FAMIGLIA E DI FEDE
- Parentela: Le fonti storiche e la tradizione evidenziano un “filo parentale” che unisce San Berardo, Santa Rosalia e anche Santa Filippa Mareri (patrona del Cicolano).
- Origini di Santa Rosalia: Rosalia de’ Sinibaldi (1130-1170) è descritta come figlia di Sinibaldo, signore della Quisquina e delle Rose, un nobile normanno. Si diceva fosse imparentata con la corte di re Ruggero II.
- San Berardo dei Marsi: Berardo (morto nel 1130) fu un cardinale e vescovo dei Marsi, noto per la sua opera di riforma del clero.
- Contesto familiare: Entrambi i santi provenivano da importanti stirpi feudali normanne che hanno avuto un ruolo significativo nell’Italia meridionale del XII secolo
Inoltre, ricerche genealogiche evidenziano come le famiglie nobili dell’epoca, come i Sinibaldi e i Berardi, fossero intrecciate, sottolineando il forte legame religioso e familiare che unisce queste figure di santità, spesso collegate anche ad altri beati e santi dell’Italia centrale e meridionale, come evidenziato in pubblicazioni sulla storia dei Mareri e della Marsica.
Territorio
GRANDI FESTEGGIAMENTI PER SAN BERARDO VESCOVO DEI MARSI
Redazione- Domani 1° Maggio si festeggia SAN BERARDO, vescovo dei Marsi, e santo protettore della Marsica. Due comunità unite nella fede, grazie al loro Santo, Colli di Monte Bove, luogo di nascita, e Pescina, dove sono custodite le spoglie. Le celebrazioni eucaristiche, in presenza di Mons Massaro vescovo dei Marsi, si svolgeranno secondo il seguente calendario ufficiale. Venerdì 1° Maggio alle ore 10:30 il Vescovo presiederà la Santa Messa a Colli di Monte Bove (frazione di Carsoli), paese natale del Santo. Sabato 2 Maggio alle ore 10:30 è prevista la Solenne Celebrazione Eucaristica nella Basilica Concattedrale di Pescina, dove riposano le spoglie del Santo Patrono.
Nato a Colli di Monte Bove nel 1079 da Berardo Berardi, conte dei Marsi, e da sua moglie Teodosia, venne avviato sin dall’infanzia alla carriera ecclesiastica ed all’età di sette anni fu affidato ai canonici della cattedrale di Santa Sabina che ne curarono l’educazione. Dal vescovo dei Marsi Pandolfo ricevette gli ordini minori fino all’accolitato[1].
Completò la sua formazione presso l’abbazia di Montecassino, dove soggiornò tra il 1095 circa e il 1102. Il papa Pasquale II lo ordinò suddiacono e lo scelse quale governatore della provincia pontificia di Campagna . A causa di contrasti con l’aristocrazia locale, e particolarmente con Pietro Colonna, signore di Cave, Preneste e Zagarolo ed acerrimo nemico del papato, che giunse addirittura ad imprigionarlo, poco tempo dopo il pontefice lo richiamò a Roma e nel 1099 lo innalzò alla dignità cardinalizia, assegnandolo prima alla diaconia di Sant’Angelo in Pescheria e circa un anno dopo, promossolo all’ordine dei cardinali presbiteri, al titolo di San Crisogono.
Nel 1109 venne eletto vescovo dei Marsi e tornò nella sua terra: il suo episcopato fu segnato dall’impegno nella moralizzazione del clero (lottò contro la pratica della simonia e del nicolaismo concubinato dei chierici) e dalla sollecitudine verso i poveri. Nel 1115 grazie a papa Pasquale II riunì i confini della diocesi dei Marsi mettendo fine ai tentativi di divisione del clero locale.
Resse la diocesi fino alla morte, che lo colse il 3 novembre 1130: venne sepolto nel chiostro della chiesa di Santa Sabina della Civitas Marsorum (la contemporanea San Benedetto dei Marsi) e, in data incerta, la salma fu traslata dentro le mura del vescovado. Poi nel 1361 la salma del santo fu trasferita presso la chiesa di Santa Maria del Popolo, a Pescina, ribattezzata da questo momento chiesa di San Berardo . Infine nel 1631 fu trasferita definitivamente presso la basilica di Santa Maria delle Grazie.
La venerazione popolare del vescovo Berardo cominciò subito dopo la sua morte: il suo culto fu approvato e confermato da papa Pio VII il 20 maggio 1802.
Territorio
PRIMO MAGGIO, DOMANI UIL ABRUZZO ALLA MANIFESTAZIONE DI GIULIANOVA (TE)
Redazione- Il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo interverrà domani 1 maggio alla manifestazione che si terrà in via Matteotti a Giulianova (Te). L’iniziativa si inserisce nel calendario degli appuntamenti nazionali dei sindacati confederali. La tutela del lavoro dignitoso insieme ad una contrattazione che rispetti i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e al cambiamento che l’intelligenza artificiale porterà nel comparto sono i temi della manifestazione di domani. Il segretario Lombardo sul palco di Giulianova non mancherà di ribadire le criticità che riguardano l’Abruzzo in questo particolare momento storico.
“La nostra regione si trova oggi a un bivio decisivo – spiega – continuare a subire un lento declino oppure costruire con coraggio una nuova stagione di sviluppo equo e sostenibile. Le criticità sono evidenti, a partire da una sanità pubblica in affanno, segnata da carenze di risorse, personale e organizzazione, fino al crescente divario tra costa e aree interne, sempre più esposte a spopolamento e marginalità. Serve una visione unitaria e scelte nette: una governance sanitaria più efficiente, investimenti mirati nei servizi di prossimità e un piano straordinario per rafforzare il capitale umano. Allo stesso tempo, è indispensabile rilanciare le aree interne con infrastrutture moderne e opportunità economiche concrete”. “L’industria e il lavoro – aggiunge Lombardo- restano pilastri fondamentali, ma vanno accompagnati nella transizione tecnologica, contrastando precarietà e bassi salari”. “L’Abruzzo – conclude – può e deve diventare una vera cerniera strategica tra territori e mercati, valorizzando le proprie risorse. Ma per farlo occorre costruire un progetto regionale fondato su responsabilità condivise e interesse collettivo”.
-
Cronaca1 giorno faDONNA SBRANATA A TRIVIGNO. IPOTESI DI ATTACCO DA PARTE DI UN’ORSA. SU UNA GAMBA I SEGNI DI UNA POSSIBILE ZAMPATA
-
Cronaca19 ore faBYPASS ABUSIVO PER NON PAGARE LE BOLLETTE DELL’ACQUA: IDRAULICO 33ENNE ARRESTATO
-
Cronaca2 giorni faSUBIACO – OGGI I FUNERALI DEL GIOVANE FILIPPO CHECCHI, UN ANGELO CON IL SORRISO
-
Cronaca2 giorni faPARCO NAZIONALE D’ABRUZZO – ARRIVANO I RIS, SI CERCANO TRACCE DI DNA SUI SACCHETTI DELLE ESCE LASCIATI SUL SUOLO
-
Cronaca4 giorni faSTRAGE DI LUPI: LE IMPRONTE, IL SOSPETTO E LA STRETTA SUI CONTROLLI
-
Cronaca5 giorni faLUPI VITTIME DI VIOLENZA: LA RETE “IO NON HO PAURA DEL LUPO” CHIEDE AL PRESIDENTE MATTARELLA UN INTERVENTO DECISO
-
Cronaca3 giorni faTAGLIACOZZO, PRECIPITA DALLA FINESTRA DELLA SUA ABITAZIONE: DONNA IN CODICE ROSSO, INTERVIENE L’ELISOCCORSO
-
Attualità6 giorni faBENVENUTI NEL NUOVO CAVALIERENEWS! PIÙ VELOCE, PIÙ MODERNO E CON TUTTO IL NOSTRO STORICO A PORTATA DI CLIC

