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Attualità

PRIMO MAGGIO DI LOTTA E DI RESISTENZA

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Redazione-  “Una grande manifestazione – è deciso – sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i Paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare a effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi”. 20 luglio 1889 Il Congresso della Seconda Internazionale  riunito  a Parigi  auspica  una Festa internazionale dei lavoratori che sarà fissata per il primo maggio di ogni anno.

Ma quando si parla di  festa dei lavoratori tornano alla mente anche i tragici avvenimenti  del 1886 negli Stati Uniti d’America.  Per il primo maggio di quell’anno  fu organizzato uno sciopero generale che i sindacati chiamarono significativamente “La Grande Rivolta”, con manifestazioni che seguirono anche nei giorni successivi fino al 3 maggio per chiedere la riduzione a otto ore della giornata lavorativa.

Durante le manifestazioni ci furono scontri con la polizia  contro la quale fu lanciata una bomba che causò la morte di un poliziotto. Al lancio della bomba fu risposto con una sparatoria  che uccise tre manifestanti . Sebbene non sia mai stato trovato il responsabile della morte della morte del poliziotto  , otto anarchici furono accusati di cospirazione e omicidio.Successivamente tutti condannati a morte.  Due delle condanne furono poi commutate in carcere a vita mentre a uno degli otto imputati fu condannato a 15 anni di prigione. Un altro ancora si suicidò in carcere in circostanze mai chiarite. Gli altri quattro furono impiccati l’11 novembre 1887.

La lotta per la riduzione a otto ore  della giornata lavorativa fu una lotta dura e lunga. “Oggi il proletariato d’Europa e d’America passa in rivista le sue forze mobilitate per la prima volta come un solo esercito – scrive  da Londra Friedrich Engels – sotto una sola bandiera, per un solo fine prossimo, la giornata lavorativa normale di otto ore, proclamata già nel congresso di Ginevra dell’Internazionale del 1866 e di nuovo nel Congresso operaio di Parigi nel 1889 da introdursi per legge. Oggi i proletari di tutti i Paesi si sono effettivamente uniti. Fosse Marx accanto a me a vederlo coi suoi occhi!”.

La giornata del primo 1 maggio come festa del lavoro fu adottata in molti paesi compreso il nostro ma  durante il ventennio  fascista la festa venne soppressa, in favore della “Festa del lavoro italiano” il 21 aprile, Natale di Roma.  “Il regime – scrive Giuseppe Sircana – non riesce però a fare breccia nella coscienza delle masse operaie. Il Primo Maggio, soppresso, mantiene e anzi rafforza la sua carica ‘sovversiva’, divenendo occasione per esprimere in forme diverse – dal garofano rosso all’occhiello alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alle bevute in osteria – la fedeltà a un’idea”.

Con le “Disposizioni in materia di ricorrenze festive” del 1946, la Festa del Lavoro viene riconosciuta  di nuovo festività nazionale, e ricollocata nella data del primo  maggio.   La prima Festa del lavoro del dopoguerra, nel 1947 in Italia si ricorda il modo particolare per la Strage di Portella della Ginestra dove  su un corteo di contadini  che protestavano contro le condizioni di lavoro  nelle campagne siciliane  la banda di Giuliano  aprì il fuoco  facendo undici morti e decine di feriti. Una vicenda in cui non si è riuscìti ancora ad  individuare i mandanti .

“Il Primo Maggio – affermava qualche anno prima Giuseppe Di Vittorio – i lavoratori del mondo intero, celebrando la potenza invincibile del lavoro, rivendicando il loro diritto alla conquista di migliori condizioni di vita riaffermano la loro volontà collettiva di accelerare la marcia verso l’emancipazione del lavoro, che libererà tutta l’umanità dal timore delle crisi, dalla paura della fame, dall’incubo della guerra, e aprirà a essa la via radiosa del benessere crescente e d’un più alto livello di civiltà. Il lavoro è creatore di beni; il lavoro eleva gli uomini, li rende migliori e li affratella; il lavoro è pace”.

Primo maggio : festa dei lavoratori . Una storia  tra diritti e futuro. Ecco appunto una festa  da far vivere non solo  attraverso la memoria  e quindi attraverso la Storia. In un momento in cui nel nostro paese  si riscrive la Storia ad “ usum delphini “come per esempio  in questi giorni è avvenuto a proposito della ricorrenza del giorno della Liberazione , il 25 aprile    .Primo maggio, una festa che come il 25 aprile  richiama l’attenzione su una “ liberazione”  dal timore delle crisi geopolitiche,  della paura della recessione, della guerra, delle disuguaglianze, della povertà non solo materiale ma anche culturale. Attrraverso il lavoro ,non solo come mezzo di sostentamento ma soprattutto  come strumento di emancipazione, dignità e piena realizzazione della persona, essenziale per rimuovere gli ostacoli che generano disuguaglianze ,la lunga battaglia  per  l’affermazione dei diritti della persona  è giunta fino ad oggi con un monito preciso : la libertà è fragile e bisogan fare di tutto per difenderla, rafforzarla, farla crescere.

Mai però come in questo anno , nel nostro paese la festa del lavoro  si lega indissolubilmente ai valori della democrazia  e della libertà attuando in pieno l’art. 21  della Costituzione  che  afferma che tutti hanno” diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero “, quindi di  esercitare concretamente  la democrazia  non solo con lo scritto  e con opgni mezzo di diffusione ma anche con la parola. Le parole dunque : lavoro , democrazia  che vanno impoverendosi .Che non devono essere” proclamate “ , né affidate alla “ speranza” ma  per le quali bisogna “ fare” ,  concretamente . Perchè il lavoro  , come la democrazia è costantemente minacciato  a causa, per esempio  dell’insicurezza . E a ricordarcelo qualche rempo fa è stato lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella : “Quella delle morti del lavoro è una piaga che non accenna ad arrestarsi e che, nel nostro Paese ha già mietuto, in questi primi mesi, centinaia di vite, con altrettante famiglie consegnate alla disperazione”. Oltre a quello che definiamo il lavoro povero. in crescita in Italia ed Europa. Riguarda lavoratori che, pur occupati, vivono in povertà assoluta a causa di stipendi troppo bassi, contratti precari o orari ridotti. Coinvolge circa l’11-13% degli occupati in Italia, con impatti maggiori su giovani, donne e nel settore dei servizi.

Che esista  però un rapporto semplicemente imprescindibile tra lavoro e democrazia è proprio la Costituzione a dircelo, in numerosissimi riferimenti, a partire  dall’art 1 : “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” . Sono i padri costituenti che guardano al futuro, guardano ad un altro tempo e possono permettersi di affermare che la nascente repubblica è una repubblica fondata sul lavoro perchè  cemtoquaranta  mila morti  della guerra partigiana  hanno un peso non indifferente in una questione vitale. Restituire liberamente ad un paese, ad un popolo una carta costituzionale che non venga redatta sotto dettatura ma rappresenti il meglio che una generazione di uomini e donne che hanno sofferto e pagato di persona durante il ventennio fascista sono state in grado di dare . Qyegli uomini e quelle donne che scrissero la costituzione guardavano al futuro. Noi  a distanza di ottanta anni non ne siamo capaci. Stando alle notizie di cronaca di questi giorni che  ci fanno volgere ancora una volta in senso negativo lo sguardo all’indietro. A dimostrano del fatto che quegli avvenimenti oggetti oggi delle cronache hanno profondamente permeato questo paese che ha bisogno di liberarsene per affermare un risoluto cammino vero un futuro diverso .

Primo maggio dunque per la dignità del lavoro  diritto fondamentale, sancito dalla Costituzione italiana (artt. 1, 3, 36) e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, per  garantisce condizioni lavorative rispettose, sicurezza, retribuzione equa e un ambiente libero da discriminazioni e violenze. Essa include la tutela professionale, la salute, la libertà di opinione e il diritto a un salario che permetta un’esistenza dignitosa .

Primo maggio di lotta e di resistenza . Perchè si riverbera su questo giorno di festa , di impegno , di lotta,  di resistenza  la luce di un altro giorno , quello del 25 aprile che ricorda il giorno della “liberazione” dall’occupazione nazifascista. Tanto che lo stesso  Presidente Sergio Mattarella, celebrando l’80° anniversario della Liberazione a Genova il 25 aprile  di quest’annoi , ha dichiarato che “è sempre tempo di Resistenza“. La Resistenza non solo come evento storico, ma come un impegno continuo per difendere i valori di libertà, democrazia, pace e giustizia, attuali e fondanti per la Costituzione italiana.  Senza accontentarsi dei risultati  acquisiti .

Una lotta continua per la giustizia , per esempio, per il salario.  Da tempo si discute  nel nostro paese del salario minimo e proprio a ridosso della giornata del primo maggio  il Governo  vara un decreto cosidetto “Primo maggio “   sul lavoro in cui il salario viene definito “ giusto” .Un  trattamento economico complessivo riconosciuto dai contratti collettivi più rappresentativi. Chi non lo applica non potrà accedere ai bonus per le assunzioni.

Rispetto alla norma per il salario minimo però, nel caso del decreto appena varato dal Governo, la politica  non fissa  un’asticella  e non c’è una spinta ai contratti collettivi perché si avvicinino a quell’asticella. Una norma  che quindi ignora la proposta  per il salario minimo, che Giorgia Meloni in conferenza stampa ha criticato,  che  stabiliva una soglia  di pagamento orario a 9 euro lordi l’ora, sotto la quale i contratti non potessero essere considerati validi. L’introduzione sarebbe stata graduale, nel giro di qualche anno.

I risultati di questo decreto lavoro si vedranno. Ora in attesa restano in evidenza i problemi del mondo del lavoro : sicurezza, occupazione donne e giovani, retribuzione adeguata, lotta alla disoccupazione . Sono crticità strutturali sulle quali prima o poi bisognerà  intervenire  forse con più decisione  .Soprattutto in tema di sicurezza del lavoro . Nel 2025 le denunce di infortuni sono aumentate dell’1,4% (oltre 597.000) e le malattie professionali sono cresciute dell’11,3%.  A gennaio 2026 si è registrato un calo delle vittime in occasione di lavoro rispetto a gennaio 2025, ma il fenomeno resta strutturale, con circa 72 decessi in occasione di lavoro nel primo bimestre 2026. È stata introdotta la legge PMI 2026, attiva da aprile, che mira a semplificare gli adempimenti per le piccole imprese e rafforzare le tutele. Il tasso di occupazione femminile, seppur cresciuto al 53-54% all’inizio del 2026, resta il più basso tra i 27 paesi dell’UE, quasi 18 punti inferiore a quello maschile. L’occupazione è spesso precaria (part-time involontario) e c’è un forte scarto tra madri e non madri. Malgrado il  decreto Lavoro del 28 aprile 2026 abbia  introdotto nuovi “Bonus Donne 2.0” e “Bonus Giovani 2.0”, con sgravi contributivi del 100% (fino a 500-650 euro mensili) per 24 mesi.

Primo maggio festa dei lavoratori. Il Primo Maggio 2026 tornerà dunque  a riempire piazze e territori in tutta Italia con le iniziative promosse da CGIL, CISL, UIL. Temi della mobilitazione sono il lavoro dignitoso, la qualità dell’occupazione, i diritti e la necessità di nuove politiche industriali e sociali.

Una giornata che unisce grandi appuntamenti nazionali e centinaia di iniziative locali per rimettere al centro il lavoro come fondamento della democrazia.Il cuore delle celebrazioni nazionali è a Marghera, un simbolo della storia industriale del Paese, dove si tiene la manifestazione unitaria. Dal palco previsti gli interventi dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Maurizio Landini, Daniela Fumarola e PierPaolo Bombardieri.

Ritorna anche  il Concertone in Piazza San Giovanni in Laterano a Roma, per la 37° edizione.. Conducono l’evento Big Mama, Arisa e l’attore Pierpaolo Spollon. L’evento, promosso da CGIL, CISL e UIL, vedrà la partecipazione di oltre 45 artisti, tra grandi nomi della scena nazionale, ma anche nuove proposte che stanno conquistando rilevanza negli ultimi anni. La 37° edizione dell’evento avrà come titolo dell’edizione “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”, con il focus artistico “Il domani è ancora nostro”. IL concerto  potrà essere seguito sulla  Rai. in diretta su Rai 3, Rai Radio 2 e in streaming su Rainews.it e RaiPlay dalle ore 15 fino al termine dell’evento, intorno alla mezzanotte. Rai garantirà anche la visione per coloro che risiedono all’estero sul canale Rai Italia.

Politica

SVOLTA SULLA SS17 SAN GREGORIO-SAN PIO: RIPARTE L’ITER, MA MANNETTI AVVERTE: “TRASPARENZA E CONFRONTO, BASTA ZONE D’OMBRA”

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Redazione-  Dopo anni di attese, rinvii e silenzi, il progetto per l’adeguamento della Strada Statale 17, nel tratto strategico che collega San Gregorio a San Pio delle Camere, torna finalmente a muoversi. La notizia dell’avvio, da parte di Anas, delle procedure di esproprio per un tracciato di circa 13 chilometri segna un punto di svolta per la viabilità della provincia aquilana. Tuttavia, quella che potrebbe essere accolta come una semplice “buona notizia” viene accompagnata da un monito chiaro e istituzionale: la ripresa dei lavori non può prescindere dalla massima trasparenza verso il territorio.

A farsi portavoce di questa esigenza di chiarezza è Carla Mannetti, consigliere regionale e Responsabile del Dipartimento Infrastrutture della Lega Abruzzo. Pur accogliendo con favore lo sblocco dell’iter, l’esponente leghista sottolinea come un’opera di tale portata non possa essere calata dall’alto senza un confronto reale con chi quel territorio lo vive e lo amministra.

Un’arteria vitale per l’Abruzzo interno

L’intervento sulla SS17 non è un semplice restyling stradale. Parliamo di un’infrastruttura che punta a rivoluzionare il collegamento tra la zona est e la zona ovest dell’Aquila, agendo come cerniera fondamentale tra il capoluogo, la Piana di Navelli e il corridoio che unisce Amatrice e il versante adriatico.

“Prendiamo atto della ripresa dell’iter,” dichiara Mannetti, “ma si tratta di un intervento di rilevante impatto infrastrutturale e territoriale. È necessario che istituzioni, amministratori locali, cittadini e portatori di interesse siano messi nelle condizioni di conoscere in modo chiaro e completo i contenuti del progetto”.

Il nodo dei dettagli tecnici: ponti, gallerie e impatto economico

L’opera interessa direttamente diversi comuni oltre a L’Aquila: Barisciano, Poggio Picenze e San Pio delle Camere. Cittadine che attendono una viabilità più fluida e sicura, ma che temono anche le ricadute di un cantiere così imponente. Il progetto prevede infatti soluzioni ingegneristiche complesse: dalle intersezioni a raso alla costruzione di un ponte, fino alla realizzazione di una galleria artificiale.

Per Mannetti, la conoscenza superficiale dell’avvio degli espropri non basta. “Dobbiamo comprendere bene i termini dell’intervento,” insiste il consigliere regionale. “Quali saranno le ricadute sulla viabilità locale? Cosa succederà alle attività commerciali che sorgono lungo la statale? Quali sono i tempi certi di realizzazione e quali misure di mitigazione ambientale e paesaggistica sono state previste?”

La preoccupazione è che un’opera “subita” e non “condivisa” possa creare disagi superiori ai benefici, specialmente se non si tiene conto del tessuto produttivo locale che sulla SS17 ha costruito la propria economia.

La richiesta formale ad Anas: un tavolo tecnico-politico

Passando dalle parole ai fatti, Carla Mannetti ha annunciato l’invio di una richiesta formale di incontro ai vertici di Anas, coinvolgendo sia la Direzione Generale di Roma che la Direzione Abruzzo. L’obiettivo è l’istituzione di un tavolo tecnico-politico dove il progetto venga “vivisezionato” e spiegato punto per punto.

“Chiederò ad Anas un quadro completo,” conclude Mannetti. “Le infrastrutture sono il motore dello sviluppo per L’Aquila e per le nostre aree interne, ma per essere davvero efficaci devono essere accompagnate da un’informazione corretta, dall’ascolto e dalla condivisione con le comunità. Non chiediamo solo una strada nuova, chiediamo un’opera che rispetti la dignità e le esigenze di questo territorio”.

Verso una nuova mobilità

La sfida per la SS17 è appena iniziata. Se da un lato l’adeguamento promette di rendere i viaggi più sicuri e di accorciare le distanze in un’area montana spesso penalizzata, dall’altro la politica locale reclama il suo ruolo di sentinella. La partita tra sviluppo infrastrutturale e tutela del territorio si giocherà tutta nei prossimi mesi, tra i tavoli tecnici di Roma e i cantieri che, si spera, cambieranno in meglio il volto dell’Abruzzo interno.

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Esteri

TOM STEYER E IL PARADOSSO DELLA CALIFORNIA: IL MILIARDARIO “BENEDETTO” DA SANDERS

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Redazione-  “È un miliardario che sfiderà i miliardari”. Con queste parole Lorena Gonzalez, la presidente della California Labor Federation, un importante sindacato, ha spiegato il suo sostegno alla candidatura di Tom Steyer a governatore del Golden State. Persino Bernie Sanders che ha spesso dichiarato la sua antipatia per i super-ricchi ha avuto parole dolci, asserendo che Steyer è un “amico”. E l’organizzazione “Our Revolution”, fondata da Sanders per lottare contro i poteri corporativi e i miliardari ed eleggere progressisti ha offerto il proprio endorsement a Steyer.

La piattaforma del miliardario californiano ci fa capire perché Sanders si è schierato a suo favore. Steyer ha promesso di mettere in atto una riforma sanitaria universale che coprirebbe tutti i californiani usando un sistema di “single payer”, ossia eliminando le assicurazioni private, portando il Golden State a un sistema simile a quelli del Canada e dei Paesi europei. Steyer si è anche dichiarato paladino dell’ambiente affrontando il riscaldamento globale, promettendo anche alloggi temporanei per i senzatetto. Ha anche promesso scuola gratuita dall’asilo fino all’università. Ha inoltre promesso di abolire l’Ice, Immigration and Customs Enforcement, che non sarebbe attuabile perché consiste di un’agenzia federale e non statale.

Nonostante una piattaforma che riflette decisamente i programmi dell’ala sinistra del Partito Democratico l’idea di un miliardario come paladino crea alcuni dubbi. Steyer ha spiegato di non aver ereditato i suoi soldi, ricalcando il suo background di classe media. La madre era insegnante e il padre avvocato e lui ha guadagnato la sua fortuna da solo. Lo ha fatto con investimenti in una hedge fund che in passato ha concentrato i suoi investimenti sui carburanti fossili e sui centri di detenzione per migranti. Nonostante tutto Steyer afferma di aver “visto” la luce e adesso rinnega quel passato, chiarendo che lui e la moglie stanno poco a poco donando il loro patrimonio in beneficenza. Non morirà miliardario, ha asserito Steyer.

Piazzandosi nell’ala sinistra del Partito Democratico, Steyer sembra essere riuscito a mettere da parte Katie Porter, ex parlamentare, che ha ricevuto l’endorsement di Elizabeth Warren, rivale di Sanders per l’ala progressista del Partito Democratico nelle primarie del 2020, vinte alla fine da Joe Biden.

Il sistema elettorale per l’elezione del governatore in California è anomalo perché esiste una sola primaria aperta a candidati di tutti i partiti. I due candidati che ricevono più voti si sfideranno poi nell’elezione di novembre. Si tratta dunque di una sorta di ballottaggio. Il sistema della primaria aperta è in uso in California dal 2010 e da allora i candidati all’elezione sono sempre stati un repubblicano e un democratico. I candidati democratici hanno sempre prevalso (Jerry Brown 2014, e Gavin Newsom 2018 e 2022) poiché le registrazioni ai partiti ci dicono che i democratici hanno quasi il doppio dei repubblicani (44% vs. 25%). Fino ad alcune settimane fa si ipotizzava che ci potesse essere una situazione in cui Steve Hilton e Chad Bianco, ambedue repubblicani, sarebbero arrivati primo e secondo, il che avrebbe garantito un governatore repubblicano all’elezione di novembre. Dopo l’uscita di scena di Eric Swalwell, il numero uno dei candidati democratici, accusato di improprietà sessuali da cinque donne, le cose sono però cambiate.

Il cambiamento più significativo è l’ascesa di Xavier Becerra, ex Procuratore Generale della California e Segretario alla Sanità e Servizi Umani durante l’amministrazione di Joe Biden. La piattaforma di Becerra non differisce molto da quella di Steyer ma nei dibattiti ha dato chiare indicazioni che non lotterebbe con la veemenza di Steyer per realizzarli. Becerra è visto come il candidato all’establishment democratico considerando anche il suo percorso politico tradizionale.

Il più recente sondaggio condotto dall’Emerson College ci dice che Becerra sarebbe al primo posto (19%), seguito da Hilton e Steyer (ambedue 17%), Bianco (11%), e Porter (10%). Lo stesso sondaggio ci dice che gli indecisi favorirebbero Becerra (20%) Steyer (19%) e Hilton (18%). La situazione si sarebbe dunque ribaltata e non sarebbe impensabile che i primi due alla fine sarebbero entrambi democratici. Più probabile però è che come in elezioni precedenti si tratterà di una sfida tra candidati dei due partiti con un esito finale a novembre che favorirebbe il candidato democratico. La data dell’elezione è il 2 giugno ma i californiani hanno già ricevuto le schede elettorali e possono già votare.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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Esteri

GRECIA – CHIUSE OLTRE SESSANTA MOSCHEE NON REGOLARI E RIMPATRIATI IMAM SENZA DOCUMENTI

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Redazione-  Il governo greco ha annunciato controlli e chiusura di circa 60 luoghi di culto islamici non autorizzati, specialmente nell’area di Atene, che operano senza licenze o in spazi non destinati al culto. Non si tratta della chiusura di moschee ufficiali, ma di un’operazione per regolarizzare luoghi di preghiera informali. I controlli mirano a chiudere spazi che operano al di fuori del quadro legale, spesso situati in scantinati o sedi associative non a norma.Rimpatriati anche alcuni Imam irregolari.   Nella regione della capitale, si stima la presenza di oltre 100 moschee non ufficiali. Le autorità greche intervengono per verificare se i luoghi di preghiera rispettano le norme edilizie e amministrative, sigillando quelli non a norma.
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