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PRIMO MAGGIO DI LOTTA E DI RESISTENZA

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PRIMO MAGGIO DI LOTTA E DI RESISTENZA

Redazione-  “Una grande manifestazione – è deciso – sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i Paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare a effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi”. 20 luglio 1889 Il Congresso della Seconda Internazionale  riunito  a Parigi  auspica  una Festa internazionale dei lavoratori che sarà fissata per il primo maggio di ogni anno.

Ma quando si parla di  festa dei lavoratori tornano alla mente anche i tragici avvenimenti  del 1886 negli Stati Uniti d’America.  Per il primo maggio di quell’anno  fu organizzato uno sciopero generale che i sindacati chiamarono significativamente “La Grande Rivolta”, con manifestazioni che seguirono anche nei giorni successivi fino al 3 maggio per chiedere la riduzione a otto ore della giornata lavorativa.

Durante le manifestazioni ci furono scontri con la polizia  contro la quale fu lanciata una bomba che causò la morte di un poliziotto. Al lancio della bomba fu risposto con una sparatoria  che uccise tre manifestanti . Sebbene non sia mai stato trovato il responsabile della morte della morte del poliziotto  , otto anarchici furono accusati di cospirazione e omicidio.Successivamente tutti condannati a morte.  Due delle condanne furono poi commutate in carcere a vita mentre a uno degli otto imputati fu condannato a 15 anni di prigione. Un altro ancora si suicidò in carcere in circostanze mai chiarite. Gli altri quattro furono impiccati l’11 novembre 1887.

La lotta per la riduzione a otto ore  della giornata lavorativa fu una lotta dura e lunga. “Oggi il proletariato d’Europa e d’America passa in rivista le sue forze mobilitate per la prima volta come un solo esercito – scrive  da Londra Friedrich Engels – sotto una sola bandiera, per un solo fine prossimo, la giornata lavorativa normale di otto ore, proclamata già nel congresso di Ginevra dell’Internazionale del 1866 e di nuovo nel Congresso operaio di Parigi nel 1889 da introdursi per legge. Oggi i proletari di tutti i Paesi si sono effettivamente uniti. Fosse Marx accanto a me a vederlo coi suoi occhi!”.

La giornata del primo 1 maggio come festa del lavoro fu adottata in molti paesi compreso il nostro ma  durante il ventennio  fascista la festa venne soppressa, in favore della “Festa del lavoro italiano” il 21 aprile, Natale di Roma.  “Il regime – scrive Giuseppe Sircana – non riesce però a fare breccia nella coscienza delle masse operaie. Il Primo Maggio, soppresso, mantiene e anzi rafforza la sua carica ‘sovversiva’, divenendo occasione per esprimere in forme diverse – dal garofano rosso all’occhiello alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alle bevute in osteria – la fedeltà a un’idea”.

Con le “Disposizioni in materia di ricorrenze festive” del 1946, la Festa del Lavoro viene riconosciuta  di nuovo festività nazionale, e ricollocata nella data del primo  maggio.   La prima Festa del lavoro del dopoguerra, nel 1947 in Italia si ricorda il modo particolare per la Strage di Portella della Ginestra dove  su un corteo di contadini  che protestavano contro le condizioni di lavoro  nelle campagne siciliane  la banda di Giuliano  aprì il fuoco  facendo undici morti e decine di feriti. Una vicenda in cui non si è riuscìti ancora ad  individuare i mandanti .

“Il Primo Maggio – affermava qualche anno prima Giuseppe Di Vittorio – i lavoratori del mondo intero, celebrando la potenza invincibile del lavoro, rivendicando il loro diritto alla conquista di migliori condizioni di vita riaffermano la loro volontà collettiva di accelerare la marcia verso l’emancipazione del lavoro, che libererà tutta l’umanità dal timore delle crisi, dalla paura della fame, dall’incubo della guerra, e aprirà a essa la via radiosa del benessere crescente e d’un più alto livello di civiltà. Il lavoro è creatore di beni; il lavoro eleva gli uomini, li rende migliori e li affratella; il lavoro è pace”.

Primo maggio : festa dei lavoratori . Una storia  tra diritti e futuro. Ecco appunto una festa  da far vivere non solo  attraverso la memoria  e quindi attraverso la Storia. In un momento in cui nel nostro paese  si riscrive la Storia ad “ usum delphini “come per esempio  in questi giorni è avvenuto a proposito della ricorrenza del giorno della Liberazione , il 25 aprile    .Primo maggio, una festa che come il 25 aprile  richiama l’attenzione su una “ liberazione”  dal timore delle crisi geopolitiche,  della paura della recessione, della guerra, delle disuguaglianze, della povertà non solo materiale ma anche culturale. Attrraverso il lavoro ,non solo come mezzo di sostentamento ma soprattutto  come strumento di emancipazione, dignità e piena realizzazione della persona, essenziale per rimuovere gli ostacoli che generano disuguaglianze ,la lunga battaglia  per  l’affermazione dei diritti della persona  è giunta fino ad oggi con un monito preciso : la libertà è fragile e bisogan fare di tutto per difenderla, rafforzarla, farla crescere.

Mai però come in questo anno , nel nostro paese la festa del lavoro  si lega indissolubilmente ai valori della democrazia  e della libertà attuando in pieno l’art. 21  della Costituzione  che  afferma che tutti hanno” diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero “, quindi di  esercitare concretamente  la democrazia  non solo con lo scritto  e con opgni mezzo di diffusione ma anche con la parola. Le parole dunque : lavoro , democrazia  che vanno impoverendosi .Che non devono essere” proclamate “ , né affidate alla “ speranza” ma  per le quali bisogna “ fare” ,  concretamente . Perchè il lavoro  , come la democrazia è costantemente minacciato  a causa, per esempio  dell’insicurezza . E a ricordarcelo qualche rempo fa è stato lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella : “Quella delle morti del lavoro è una piaga che non accenna ad arrestarsi e che, nel nostro Paese ha già mietuto, in questi primi mesi, centinaia di vite, con altrettante famiglie consegnate alla disperazione”. Oltre a quello che definiamo il lavoro povero. in crescita in Italia ed Europa. Riguarda lavoratori che, pur occupati, vivono in povertà assoluta a causa di stipendi troppo bassi, contratti precari o orari ridotti. Coinvolge circa l’11-13% degli occupati in Italia, con impatti maggiori su giovani, donne e nel settore dei servizi.

Che esista  però un rapporto semplicemente imprescindibile tra lavoro e democrazia è proprio la Costituzione a dircelo, in numerosissimi riferimenti, a partire  dall’art 1 : “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” . Sono i padri costituenti che guardano al futuro, guardano ad un altro tempo e possono permettersi di affermare che la nascente repubblica è una repubblica fondata sul lavoro perchè  cemtoquaranta  mila morti  della guerra partigiana  hanno un peso non indifferente in una questione vitale. Restituire liberamente ad un paese, ad un popolo una carta costituzionale che non venga redatta sotto dettatura ma rappresenti il meglio che una generazione di uomini e donne che hanno sofferto e pagato di persona durante il ventennio fascista sono state in grado di dare . Qyegli uomini e quelle donne che scrissero la costituzione guardavano al futuro. Noi  a distanza di ottanta anni non ne siamo capaci. Stando alle notizie di cronaca di questi giorni che  ci fanno volgere ancora una volta in senso negativo lo sguardo all’indietro. A dimostrano del fatto che quegli avvenimenti oggetti oggi delle cronache hanno profondamente permeato questo paese che ha bisogno di liberarsene per affermare un risoluto cammino vero un futuro diverso .

Primo maggio dunque per la dignità del lavoro  diritto fondamentale, sancito dalla Costituzione italiana (artt. 1, 3, 36) e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, per  garantisce condizioni lavorative rispettose, sicurezza, retribuzione equa e un ambiente libero da discriminazioni e violenze. Essa include la tutela professionale, la salute, la libertà di opinione e il diritto a un salario che permetta un’esistenza dignitosa .

Primo maggio di lotta e di resistenza . Perchè si riverbera su questo giorno di festa , di impegno , di lotta,  di resistenza  la luce di un altro giorno , quello del 25 aprile che ricorda il giorno della “liberazione” dall’occupazione nazifascista. Tanto che lo stesso  Presidente Sergio Mattarella, celebrando l’80° anniversario della Liberazione a Genova il 25 aprile  di quest’annoi , ha dichiarato che “è sempre tempo di Resistenza“. La Resistenza non solo come evento storico, ma come un impegno continuo per difendere i valori di libertà, democrazia, pace e giustizia, attuali e fondanti per la Costituzione italiana.  Senza accontentarsi dei risultati  acquisiti .

Una lotta continua per la giustizia , per esempio, per il salario.  Da tempo si discute  nel nostro paese del salario minimo e proprio a ridosso della giornata del primo maggio  il Governo  vara un decreto cosidetto “Primo maggio “   sul lavoro in cui il salario viene definito “ giusto” .Un  trattamento economico complessivo riconosciuto dai contratti collettivi più rappresentativi. Chi non lo applica non potrà accedere ai bonus per le assunzioni.

Rispetto alla norma per il salario minimo però, nel caso del decreto appena varato dal Governo, la politica  non fissa  un’asticella  e non c’è una spinta ai contratti collettivi perché si avvicinino a quell’asticella. Una norma  che quindi ignora la proposta  per il salario minimo, che Giorgia Meloni in conferenza stampa ha criticato,  che  stabiliva una soglia  di pagamento orario a 9 euro lordi l’ora, sotto la quale i contratti non potessero essere considerati validi. L’introduzione sarebbe stata graduale, nel giro di qualche anno.

I risultati di questo decreto lavoro si vedranno. Ora in attesa restano in evidenza i problemi del mondo del lavoro : sicurezza, occupazione donne e giovani, retribuzione adeguata, lotta alla disoccupazione . Sono crticità strutturali sulle quali prima o poi bisognerà  intervenire  forse con più decisione  .Soprattutto in tema di sicurezza del lavoro . Nel 2025 le denunce di infortuni sono aumentate dell’1,4% (oltre 597.000) e le malattie professionali sono cresciute dell’11,3%.  A gennaio 2026 si è registrato un calo delle vittime in occasione di lavoro rispetto a gennaio 2025, ma il fenomeno resta strutturale, con circa 72 decessi in occasione di lavoro nel primo bimestre 2026. È stata introdotta la legge PMI 2026, attiva da aprile, che mira a semplificare gli adempimenti per le piccole imprese e rafforzare le tutele. Il tasso di occupazione femminile, seppur cresciuto al 53-54% all’inizio del 2026, resta il più basso tra i 27 paesi dell’UE, quasi 18 punti inferiore a quello maschile. L’occupazione è spesso precaria (part-time involontario) e c’è un forte scarto tra madri e non madri. Malgrado il  decreto Lavoro del 28 aprile 2026 abbia  introdotto nuovi “Bonus Donne 2.0” e “Bonus Giovani 2.0”, con sgravi contributivi del 100% (fino a 500-650 euro mensili) per 24 mesi.

Primo maggio festa dei lavoratori. Il Primo Maggio 2026 tornerà dunque  a riempire piazze e territori in tutta Italia con le iniziative promosse da CGIL, CISL, UIL. Temi della mobilitazione sono il lavoro dignitoso, la qualità dell’occupazione, i diritti e la necessità di nuove politiche industriali e sociali.

Una giornata che unisce grandi appuntamenti nazionali e centinaia di iniziative locali per rimettere al centro il lavoro come fondamento della democrazia.Il cuore delle celebrazioni nazionali è a Marghera, un simbolo della storia industriale del Paese, dove si tiene la manifestazione unitaria. Dal palco previsti gli interventi dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Maurizio Landini, Daniela Fumarola e PierPaolo Bombardieri.

Ritorna anche  il Concertone in Piazza San Giovanni in Laterano a Roma, per la 37° edizione.. Conducono l’evento Big Mama, Arisa e l’attore Pierpaolo Spollon. L’evento, promosso da CGIL, CISL e UIL, vedrà la partecipazione di oltre 45 artisti, tra grandi nomi della scena nazionale, ma anche nuove proposte che stanno conquistando rilevanza negli ultimi anni. La 37° edizione dell’evento avrà come titolo dell’edizione “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”, con il focus artistico “Il domani è ancora nostro”. IL concerto  potrà essere seguito sulla  Rai. in diretta su Rai 3, Rai Radio 2 e in streaming su Rainews.it e RaiPlay dalle ore 15 fino al termine dell’evento, intorno alla mezzanotte. Rai garantirà anche la visione per coloro che risiedono all’estero sul canale Rai Italia.

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Attualità

Filorosso su Rai 3, puntata di fuoco: scontro Bertolaso-Cartabellotta sulla sanità, i grandi gialli e il caso OnlyFans

Martedì 13 ottobre alle 21:15 su Rai 3 torna Filorosso con Antonino Monteleone: attesissimo faccia a faccia sulla sanità pubblica tra Guido Bertolaso e Nino Cartabellotta (GIMBE), seguito dal duello sull’immigrazione tra Karima Moual e Filippo Facci. Nel corso della serata riflettori accesi sui gialli di Yara Gambirasio e Garlasco, fino al dibattito sul caso dell’insegnante su OnlyFans con Francesca Pascale, Malena e Paolo Brosio. Tutti i dettagli e le anticipazioni: 👇

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Grossi, Monteleone

Roma – Dalla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale alle tensioni sociali legate ai flussi migratori e alla scuola multietnica, fino ai grandi misteri giudiziari della cronaca nera italiana e ai confini della moralità digitale. Torna con una puntata densa di inchieste e confronti serrati Filorosso, il programma di approfondimento giornalistico in prima serata su Rai 3 e in diretta streaming su RaiPlay condotto da Antonino Monteleone, in onda martedì 13 ottobre 2026 alle ore 21:15.

Il format investigativo della terza rete Rai mette a fuoco le contraddizioni e le fratture che attraversano il Paese, chiamando a confronto esponenti istituzionali, magistrati, analisti ed esperti forensi su dossier ad altissimo tasso di dibattito pubblico.

Sanità pubblica al bivio: il duello tra Guido Bertolaso e Nino Cartabellotta

Ad aprire la serata sarà un’ampia e dettagliata inchiesta dedicata allo stato di salute della sanità pubblica italiana, partendo da un viaggio senza sconti tra le corsie e i pronto soccorso della Calabria. Tra liste d’attesa interminabili, fuga dei medici verso il privato, carenza drammatica di infermieri e disparità territoriali tra Nord e Sud, la trasmissione porrà una domanda cruciale: il Servizio Sanitario Nazionale è ancora universale e accessibile a tutti o rischia il definitivo tracollo finanziario?

In studio si consumerà un atteso faccia a faccia tra due visioni autorevoli e contrapposte della gestione sanitaria: da un lato Guido Bertolaso, medico chirurgo e assessore al Welfare della Regione Lombardia, fautore di modelli integrati pubblico-privato e riforme organizzative mirate; dall’altro Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, da anni in prima linea nella denuncia del sottofinanziamento cronico del fondo sanitario e dei rischi legati all’autonomia differenziata.

Audio Cinema e Talk Show: La Soundbar Dolby Atmos di Riferimento

Per seguire i grandi dibattiti televisivi, le inchieste giornalistiche e i film con dialoghi cristallini e bassi profondi grazie ai canali vocali dedicati con intelligenza artificiale per l’enfatizzazione della voce, il sistema audio home cinema più premiato al mondo è la soundbar Samsung Serie Q (HW-Q990D) con subwoofer e satelliti wireless (o l’iconica Sonos Arc):

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Configurazione a 11.1.4 canali con Dolby Atmos wireless, calibrazione ambientale automatica SpaceFit Sound Pro e connettività HDMI eARC.

Immigrazione e integrazione scolastica: il modello Monfalcone

I riflettori si sposteranno poi su un altro tema divisivo dell’agenda politica: l’integrazione e la gestione dei flussi migratori. Al centro del dibattito ci sarà il cosiddetto “caso Monfalcone” e la realtà delle aule scolastiche sul territorio nazionale composte a maggioranza da alunni con background migratorio.

La sfida educativa, l’apprendimento della lingua italiana, il rischio di ghettizzazione e la salvaguardia dell’identità culturale saranno gli assi portanti del vivace confronto in studio tra la giornalista e scrittrice Karima Moual e la penna sferzante del giornalista Filippo Facci, pronti a delineare due letture radicalmente opposte dell’impatto dell’immigrazione sul tessuto civile italiano.

I grandi misteri della cronaca: da Yara Gambirasio al delitto di Garlasco

La parte centrale di Filorosso scaverà a fondo nei capitoli più complessi e discussi della cronaca giudiziaria italiana. Ampio spazio sarà riservato al caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, ripercorrendo le anomalie genetiche, i percorsi investigativi e i dubbi procedurali che continuano a polarizzare l’opinione pubblica anche a distanza di anni dalle sentenze definitive.

A seguire, un doloroso approfondimento sul femminicidio Guidi e sull’emergenza della violenza contro le donne, analizzata sotto il profilo legislativo, psicologico e processuale con gli interventi dell’avvocata penalista Solange Marchignoli, del magistrato Valerio De Gioia e della criminologa forense Flaminia Bolzan. Non mancherà infine una finestra sul delitto di Chiara Poggi e sul caso di Garlasco, vicenda che continua ad alimentare tesi alternative e perizie difensive.

Moralità, cattedre e OnlyFans: il caso Elena Maraga con Pascale e Brosio

A chiudere la puntata sarà una riflessione tagliente sul costume contemporaneo e sui nuovi confini della vita privata nell’era dei social network. Protagonista del blocco finale è Elena Maraga, l’insegnante finita al centro del clamore mediatico e delle polemiche scolastiche per la sua attività parallela di creator sulla piattaforma per adulti OnlyFans.

Il tema della libertà individuale contrapposto al decoro professionale dell’insegnamento pubblico sarà sviscerato in un insolito e scoppiettante confronto che vedrà intervenire in studio l’attivista Francesca Pascale, l’attrice e opinionista Malena e il giornalista Paolo Brosio, promettendo un epilogo di puntata imprevedibile e ricco di scintille.

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Economia

Poste Italiane lancia i nuovi webinar nazionali di educazione finanziaria: come gestire i conti di casa, investimenti e credito con esperti online

Tornano su scala nazionale i webinar gratuiti di educazione finanziaria promossi da Poste Italiane per tutti i cittadini: martedì 13 e giovedì 15 ottobre sessioni online su conti di casa, gestione del credito, protezione della famiglia e investimenti (con interprete LIS per non udenti). Consigli pratici per difendere il bilancio familiare e la nuova serie podcast “Generazione EF”. E per imparare a gestire le entrate e tagliare le spese quotidiane, scoprite il metodo Kakebo e i manuali di finanza personale in offerta su Amazon. Leggete la guida completa con il link di registrazione sul nostro giornale 👇

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Webinar finanziario poste

Roma – In una congiuntura economica complessa, contrassegnata dalle oscillazioni dei mercati e dalla necessità di difendere il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, la consapevolezza nella gestione del denaro si conferma il primo e più efficace strumento di tutela per le famiglie italiane. Poste Italiane rinnova e potenzia il proprio impegno capillare su scala nazionale a favore della cittadinanza, promuovendo un nuovo ciclo di webinar interattivi gratuiti dedicati all’Educazione Finanziaria, Assicurativa e Previdenziale. Una serie di appuntamenti digitali aperti a tutti i risparmiatori da Nord a Sud del Paese, fruibili comodamente da computer, tablet o smartphone, ideati per fornire nozioni pratiche e strumenti operativi per pianificare con serenità il bilancio domestico e gli investimenti futuri.

Il calendario degli incontri: quattro appuntamenti per le famiglie

Il nuovo programma formativo si articola in due giornate strategiche, con una formula snella e accessibile che prevede sessioni mattutine e pomeridiane guidate da docenti ed esperti di pianificazione economica di Poste Italiane.

Si parte martedì 13 ottobre 2026 con una doppia sessione:

  • Ore 10:00 – «I conti di casa»: un modulo fondamentale per imparare a monitorare entrate e uscite, tagliare gli sprechi invisibili e costruire un fondo di riserva per le spese impreviste. La sessione mattutina sarà pienamente accessibile e inclusiva, arricchita dalla presenza di sottotitoli in tempo reale e dal servizio di traduzione con interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana).
  • Ore 16:00 – «La gestione del credito»: un focus dedicato a come valutare con giudizio l’accensione di prestiti personali, finanziamenti e mutui per l’acquisto della casa, evitando i rischi del sovraindebitamento e individuando le soluzioni più sostenibili per i propri progetti di vita.

Il secondo ciclo di webinar si terrà giovedì 15 ottobre 2026:

  • Ore 10:00 – «La protezione»: sessione incentrata sul valore delle coperture assicurative per tutelare la salute, l’abitazione e il futuro dei propri cari dagli eventi avversi o accidentali della vita (anch’essa provvista di sottotitoli e interprete LIS).
  • Ore 16:00 – «Il risparmio e gli investimenti»: l’appuntamento pomeridiano offrirà una panoramica chiara sulle differenze tra risparmio liquido e investimento a medio-lungo termine, guidando i partecipanti alla scoperta degli strumenti per far fruttare il capitale nel rispetto del proprio profilo di rischio.

Gestione del denaro e risparmio quotidiano

Per mettere in pratica subito i consigli degli esperti e tenere sotto controllo le spese di casa senza stress, scoprite il celebre Kakebo (Il libro dei conti di casa giapponese per imparare a risparmiare) e i manuali bestseller di Finanza Personale e Pianificazione del Patrimonio in promozione su Amazon.

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Come partecipare gratuitamente e le nuove risorse multimediali

Partecipare agli incontri online è estremamente semplice e non comporta alcun costo né vincolo contrattuale. Per registrarsi è sufficiente collegarsi al portale ufficiale di Poste Italiane nella sezione dedicata: www.posteitaliane.it/educazione-finanziaria/eventi, selezionare la tematica di proprio interesse e compilare il modulo di iscrizione per ricevere via email il link di accesso diretto alla stanza virtuale.

All’interno della medesima sezione web i cittadini possono accedere a una vasta libreria di materiali didattici, guide scaricabili, glossari sui termini bancari e contenuti multimediali sempre fruibili. Tra le novità più apprezzate figura la serie podcast «Generazione EF – Una vita di benessere»: attraverso le vicende quotidiane di quattro protagonisti di età diverse, il podcast racconta come affrontare con lucidità le scelte finanziarie che contraddistinguono le tappe dell’esistenza, dal primo impiego all’acquisto della prima casa, dalla nascita dei figli fino alla previdenza integrativa per la terza età.

La responsabilità sociale d’impresa e i criteri ESG

Il programma nazionale di educazione finanziaria risponde alla storica missione sociale di Poste Italiane, radicata da oltre centosessanta anni al servizio del tessuto produttivo e delle famiglie del Paese. L’iniziativa si inserisce coerentemente negli obiettivi di sostenibilità e di inclusione economica definiti dai criteri internazionali ESG (Environmental, Social and Governance) promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, confermando il ruolo dell’azienda come pilastro fondamentale per la coesione e l’emancipazione civica ed economica della comunità nazionale.

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Attualità

Maurizio Ferrini a Rai 3, confessione a cuore aperto: «Unito civilmente a Sara per proteggere suo figlio Jacopo, l’autismo è amore puro»

Emozionante confessione di Maurizio Ferrini a “Il Cacciatore di Sogni” su Rai 3: l’attore rivela l’unione civile con la manager Sara Guglielmi, non per motivi sentimentali ma per garantire tutela legale ed economica al figlio Jacopo, ragazzo nello spettro autistico. Il racconto del legame speciale e l’appello per superare ogni pregiudizio: «La disabilità è una diversa abilità, impari dal diverso». E per comprendere e sostenere la neurodiversità, scoprite i migliori libri e saggi sull’autismo in offerta su Amazon. Leggete l’articolo completo sul nostro giornale 👇

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Buttafuoco Ferrini

Roma – Dietro la maschera esilarante della Signora Coriandoli e la verve comica che ha fatto la storia della televisione italiana da Quelli della notte fino alle serate di Che tempo che fa, batte il cuore generoso di un uomo che ha saputo trasformare l’amicizia e la solidarietà in un atto supremo di responsabilità civile e d’amore. Maurizio Ferrini si racconta a cuore aperto nella toccante puntata de «Il Cacciatore di Sogni», il format condotto da Stefano Buttafuoco su Rai 3 e disponibile su RaiPlay, realizzato da Rai Approfondimento in stretta sinergia con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità. Ai microfoni della terza rete della Tv di Stato, l’attore e comico romagnolo ha rivelato la scelta profonda che lo ha portato a unirsi civilmente con Sara Guglielmi, sua storica manager e madre di due figli, per fare da scudo legale ed economico a Jacopo, ragazzo nello spettro autistico.

Un’unione civile nata per proteggere il “Dopo di Noi”

«Io e Sara non siamo una coppia sentimentale. La nostra unione è nata per tutelare i diritti di Jacopo e garantirgli anche una sicurezza economica», ha confessato Ferrini con disarmante limpidezza. Un gesto che l’artista definisce senza esitazioni «una scelta d’amore, di legalità e di tutela». In un Paese in cui il tema del “Dopo di Noi” angoscia quotidianamente migliaia di famiglie con figli con disabilità o neurodivergenze, la decisione di Ferrini si configura come una lezione concreta di cittadinanza e altruismo.

L’attore ha spiegato come la scelta di formalizzare l’unione civile non sia scaturita da un’attrazione romantica, ma dalla precisa volontà di affiancare concretamente Sara nella tutela genitoriale e patrimoniale del ragazzo: «Soprattutto per garantirgli una sicurezza economica», ha ribadito Ferrini, sottolineando come l’istituto giuridico dell’unione civile rappresenti lo strumento più efficace per assicurare a Jacopo serenità, assistenza e protezione negli anni a venire, scongiurando qualsiasi vuoto di tutela futura.

Il legame speciale con Jacopo: «Sbrodola amore da ogni poro»

Nel corso della lunga e commovente intervista, Maurizio Ferrini ha aperto una finestra intima sul rapporto quotidiano che lo lega a Jacopo, fatto di intese silenziose, gesti spontanei, musica e sguardi che vanno ben oltre le parole convenzionali. «Quando vede me sbrodola amore da ogni poro. Mi guarda, mi fissa e mi abbraccia ogni volta che ci rivediamo», ha raccontato l’attore con gli occhi lucidi di commozione.

Un’alchimia autentica, costruita giorno dopo giorno con rispetto e infinita tenerezza. «Ultimamente cammino più piano — ha confidato Ferrini — e Sara mi ha fatto notare un dettaglio bellissimo: anche Jacopo rallenta il passo, mi aspetta e cerca con dolcezza di prendere il mio ritmo. È una sintonia speciale che ti riempie la vita e ti fa comprendere quali siano le cose che contano davvero».

Comprensione, empatia e inclusione della disabilità

Per abbattere i pregiudizi e comprendere la ricchezza dello spettro autistico e della neurodivergenza attraverso storie toccanti e saggi scientifici, scoprite i migliori Libri sull’Autismo e sulla Genitorialità Consapevole e i grandi romanzi di sensibilizzazione più letti su Amazon.

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La disabilità come ricchezza: «È una diversa abilità, impari dal diverso»

Dalla vicenda personale, Ferrini ha allargato lo sguardo a una riflessione etica e sociale sull’inclusione che interroga l’intera collettività. «La gente deve finalmente accettare che la disabilità è una diversa abilità», ha ammonito con fermezza. «Si pensa sempre, con un atteggiamento paternalistico, che una persona con disabilità debba unicamente essere aiutata. Va aiutata, certo, ma molto spesso ne sa più di te su tantissime cose della vita».

Per il comico romagnolo, la vera sfida culturale dell’Italia contemporanea risiede nel superamento radicale di etichette, pietismi e barriere invisibili. «Più diversità ci sono, più ti piacerebbe includerle, perché la diversità ti insegna. Nel momento in cui vuoi bene agli altri trovi da solo la strada. Impari dal diverso: ogni fragilità racchiude un talento unico che merita di essere scoperto, accolto e valorizzato».

Il valore dell’esempio pubblico

La testimonianza di Maurizio Ferrini a Il Cacciatore di Sogni va ben oltre la cronaca televisiva o il gossip patinato. Racconta la generosità disinteressata di un artista che, lontano dalle luci della ribalta, sceglie di mettere la propria vita e il proprio patrimonio al servizio di un ragazzo speciale. Un messaggio potente di civiltà, che dimostra come l’amore non abbia bisogno di schemi tradizionali per farsi protezione, famiglia e futuro.

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