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Territorio

Il tempo si ferma per la Classe 1965 di Collelongo: canti, balli e un’energia travolgente per la grande “reunion” estiva ad Avezzano

Il tempo si ferma per la classe 1965 di Collelongo: una reunion spettacolare tra karaoke, balli scatenati e ricordi indimenticabili! 🎶 💃 L’età è solo un numero sulla carta d’identità, e questi splendidi “diversamente giovani” lo hanno dimostrato venerdì sera ad Avezzano! Il nutrito gruppo di sessantunenni originari di Collelongo si è dato appuntamento per la cena estiva al ristorante “Lo Zodiaco”, letteralmente travolto dalla loro contagiosa allegria. Tra canzoni cantate a squarciagola al karaoke e balli in mezzo alla sala, hanno vissuto una serata carica di forte emozione e nostalgia. Un ringraziamento speciale alle infaticabili organizzatrici Domenica Negri e Maria “Marietta” Abruzzo, che hanno reso possibile tutto questo. Tutti i nomi dei partecipanti e le foto della fantastica serata nel nostro nuovo articolo! 👇 🍷 E voi, ricordate ancora i vostri vecchi compagni? Condividete!

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la classe 1965 di Collelongo

Collelongo – «La gioventù si vive una volta sola, ma potete rimanere con il cuore giovane per tutta la vita. Io ne ho viste tantissime di persone anziane che sanno vivere con una densità emotiva di grande impegno». È racchiusa tutta in questa profonda e bellissima riflessione la vera essenza di ciò che è andato in scena venerdì scorso ad Avezzano. Un incontro che ha dimostrato al mondo intero come l’età anagrafica sia, in fin dei conti, soltanto un freddo numero stampato su un documento di identità, del tutto incapace di misurare la vera energia dell’anima umana. Protagonista assoluta di questa magica serata è stata la mitica Classe 1965 di Collelongo, che si è riunita per celebrare un’amicizia che sfida lo scorrere inesorabile degli anni.

Un venerdì d’estate all’insegna dei ricordi incancellabili

Venerdì 21 agosto, un nutrito, allegro e rumoroso gruppo di sessantunenni originari di Collelongo ha deciso di fermare per una notte le lancette dell’orologio, dandosi appuntamento per la consueta cena estiva presso il rinomato ristorante e pizzeria “Lo Zodiaco” di Avezzano. Quella che doveva essere una semplice rimpatriata tra vecchi conoscenti si è trasformata, fin dai primissimi istanti, in una serata semplicemente bellissima e ricca di travolgente emozione. Rivedersi dopo tempo, riabbracciarsi con sincerità, guardarsi negli occhi e ricordare i vecchi tempi della spensieratezza è stato, per tutti i presenti, il regalo più grande e inestimabile. In un’epoca dominata dai contatti virtuali, il calore di un abbraccio tra compagni di vita non ha prezzo.

Karaoke, balli e risate: “Lo Zodiaco” letteralmente travolto dall’allegria

Se qualcuno pensava di assistere a una tranquilla e silenziosa cena tra “over 60”, si sbagliava di grosso! I “diversamente giovani” della Classe ’65 hanno sprigionato un’energia pazzesca, dimostrando uno spirito e un cuore che farebbero invidia a tanti ventenni di oggi. Il ristorante “Lo Zodiaco” è stato letteralmente travolto dalla loro ondata di allegria pura e contagiosa. La cena di classe si è rivelata un successo strepitoso: tra un brano nostalgico al karaoke cantato a squarciagola, balli scatenati in mezzo alla sala e tantissime risate, i partecipanti si sono divertiti esattamente come una volta. Hanno ballato e cantato senza risparmiarsi, ricordando a tutti che il tempo vola, sfugge via veloce, ma la complicità autentica tra veri amici resta per sempre ancorata all’anima, immutabile e solida.

Il ringraziamento alle organizzatrici: un lavoro di “Cuore e Anima”

La perfetta riuscita di un evento così memorabile non accade mai per caso, ma è sempre il frutto dell’impegno e della passione di chi ci mette il cuore. E in questo caso, il merito principale va a due donne straordinarie. Un grazie immenso e doveroso è stato rivolto all’unisono a Domenica Negri e Maria Abruzzo (conosciuta da tutti gli amici affettuosamente come ‘Marietta’). Sono state loro il vero motore dell’evento, le organizzatrici instancabili di questa stupenda serata. Ma i ringraziamenti si sono ovviamente estesi a tutti coloro che, con la propria presenza, hanno reso speciale la cena, portando in dote energia positiva, sorrisi luminosi e una splendida compagnia.

L’elenco dei fantastici partecipanti e la promessa per il futuro

A fare festa fino a tarda notte, oltre alle due già citate e infaticabili organizzatrici, erano presenti tantissimi volti noti, rigorosamente in ordine alfabetico per non fare torto a nessuno: Nando Cianciusi, Pierpaolo Cianfarani, Vinzi Di Sciullo, Mario Guglielmi, Francesca Mancini, Mario Negri, Caterina Sansone, Patrizia Sucapane, Sandro Valletta, Giovanni Venettacci. Un gruppo formidabile, unito e affiatato.

Vedendoli all’opera, si può affermare con certezza assoluta che la cena della classe ’65 di Collelongo entrerà di diritto negli annali dei ricordi più belli. E come ogni serata indimenticabile che si rispetti, si è conclusa non con un addio, ma con una splendida promessa. Alla fine, prima dei saluti, tutti i partecipanti hanno dichiarato all’unisono: «Non perdiamoci di vista e iniziamo già a pensare alla prossima reunion!». Perché la vera gioventù, a Collelongo, non finisce mai.

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Piana del Cavaliere

I segreti delle erbe spontanee tra scienza, magia e antiche guaritrici: l’affascinante viaggio a Rocca di Botte con Monika Simeckova

Pensiamo di conoscere i nostri boschi, ma ignoriamo i segreti curativi, magici e nutrizionali delle piante che calpestiamo ogni giorno! 🌱 🧙‍♀️ Domenica 23 agosto, alle ore 17:00 presso la Sala Consiliare di Rocca di Botte, si terrà un evento imperdibile per tutti gli amanti della natura, delle tradizioni contadine e del mistero. Guidati dall’esperta Monika Simeckova, impareremo a riconoscere le erbe spontanee del nostro territorio (evitando i pericolosissimi “falsi amici” velenosi), ma soprattutto faremo un vero salto indietro nel tempo! Si parlerà del legame ancestrale tra la raccolta delle erbe e le fasi lunari, dell’antica cucina povera dei nostri nonni nei tempi di guerra, e del lato più misterioso della botanica: le credenze medievali, le superstizioni, e la storia delle leggendarie “guaritrici” di paese. E per finire in bellezza, un laboratorio pratico per tutti i partecipanti per realizzare profumatissimi sacchetti di lavanda artigianali! Un appuntamento aperto a tutte le famiglie e ai curiosi. Leggi il programma completo e tutte le curiosità sulle erbe spontanee nel nostro nuovo articolo dedicato all’evento. Vi aspettiamo numerosi! 👇 🌿

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Locandina evento Rocca di Botte

Rocca di Botte – Viviamo freneticamente immersi nella natura, calpestiamo i prati, passeggiamo tra i boschi e respiriamo i profumi della montagna, eppure siamo diventati del tutto “ciechi” davanti al miracolo verde che ci circonda. A Rocca di Botte, come in moltissimi altri splendidi borghi del nostro entroterra, basta letteralmente fare due passi fuori dal centro abitato o incamminarsi lungo un piccolo sentiero per incontrare decine di specie spontanee meravigliose. Le vediamo in continuazione, le fotografiamo, ma la triste realtà è che spesso non sappiamo minimamente riconoscerle, distinguerle o, cosa ancor più grave, ignoriamo totalmente il gigantesco patrimonio di tradizioni contadine, leggende e segreti curativi che portano con sé. Per rimediare a questa lacuna e riscoprire le nostre vere radici, l’appuntamento è per Domenica 23 agosto alle ore 17:00, presso la Sala Consiliare di Rocca di Botte.

Il viaggio botanico guidato da Monika Simeckova

L’evento, aperto a tutta la cittadinanza e patrocinato dalle istituzioni locali, vedrà come relatrice ed esperta d’eccezione Monika Simeckova, che prenderà per mano i presenti guidandoli in un vero e proprio viaggio sensoriale e culturale tra natura, storia antica e saperi popolari quasi dimenticati.

L’incontro partirà dalle basi più pratiche: si parlerà in modo divulgativo delle erbe maggiormente presenti e conosciute nel nostro ricchissimo territorio montano e collinare. I partecipanti impareranno a riconoscere correttamente una pianta osservando i minimi dettagli delle foglie e dei fusti, ma soprattutto verranno messi in guardia dai pericolosissimi “falsi amici”, ovvero quelle specie apparentemente simili e innocue, ma che in realtà si nascondono nei prati e che è fondamentale saper distinguere per evitare gravi intossicazioni. Si scopriranno i metodi corretti di raccolta, l’antica arte dell’essiccazione e i segreti della conservazione naturale.

Il legame invisibile: Fasi Lunari e Magia Popolare

Ma il vero cuore pulsante e affascinante dell’evento non sarà solo legato alla rigida botanica scientifica. Monika Simeckova porterà il pubblico in una dimensione temporale parallela, spiegando perché, per i nostri nonni, la scelta del luogo e dell’orario esatto della raccolta aveva un’importanza vitale. Ci sarà infatti ampio spazio per un aspetto particolarmente misterioso e affascinante del mondo rurale: il rapporto esoterico e ancestrale tra le erbe, le antiche credenze contadine, i cicli immutabili della natura e la fortissima influenza delle fasi lunari sulle proprietà delle piante.

Si farà un vero e proprio salto indietro nel tempo, rievocando un’epoca in cui conoscere le piante non era un hobby domenicale, ma significava avere a disposizione una vera e propria “dispensa naturale” e una farmacia gratuita a cielo aperto. Verranno raccontati gli utilizzi delle erbe spontanee nella vita quotidiana, nella cucina povera dei nostri antenati, la loro importanza vitale nei drammatici periodi di carestia e di guerra, e il loro impiego nella cura della casa attraverso preparazioni tramandate rigorosamente per via orale da madre in figlia, di generazione in generazione.

Tra scienza, superstizione e antiche guaritrici

L’incontro entrerà poi a gamba tesa nel lato più oscuro e misterioso della storia locale. Si parlerà di piante considerate sacre e benefiche per la famiglia, e di altre essenze guardate con estremo sospetto e timore reverenziale. Verranno sviscerate le oscure credenze medievali, si parlerà della leggendaria e discussa figura delle “guaritrici” (donne depositarie di un sapere antico e spesso perseguitate), esplorando quel confine un tempo sottilissimo e impercettibile tra medicina tradizionale d’emergenza, superstizione popolare e pura leggenda.

Il laboratorio pratico: i sacchetti di Lavanda

Alcune delle protagoniste indiscusse dell’incontro saranno piante che molti di noi hanno probabilmente già calpestato o incrociato durante un’escursione senza sapere cosa nascondessero. Oltre all’affascinante parte teorica e divulgativa, l’evento prevede anche un rilassante momento pratico e manuale interamente dedicato alla lavanda: tutti i partecipanti saranno coinvolti nella realizzazione guidata di meravigliosi sacchetti profumati da portare a casa.

L’incontro (Domenica 23 agosto, ore 17:00, Sala Consiliare di Rocca di Botte) è rivolto a famiglie, appassionati di natura e semplici curiosi. Non occorre assolutamente avere alcuna conoscenza pregressa di botanica: basta portare con sé la voglia di scoprire qualcosa in più sul territorio che ci circonda. Perché, alla fine dei conti, un prato non è mai soltanto un banale prato verde, quando si impara a riconoscere e a rispettare la vita e la storia che vi cresce all’interno.

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Territorio

Migliaia di fedeli in lacrime per la Madonna di Canneto. Quadrini: “Una devozione pura che scalda l’anima dell’intera Valle”

Migliaia di pellegrini in lacrime e a piedi nudi tra le montagne per abbracciare la Vergine Nera: Settefrati capitale della Fede! 🙏 ⛰️ La Valle di Comino si è fermata questa mattina, sabato 22 agosto, per onorare la sua Patrona. Una folla oceanica e commossa ha letteralmente invaso gli enormi spazi della Basilica-Santuario di Maria Santissima di Canneto per assistere alla toccante Messa Pontificale, celebrata dal Cardinale Augusto Paolo Lojudice insieme al Vescovo diocesano Mons. Gerardo Antonazzo. A rappresentare le istituzioni della provincia in questo momento spiritualmente altissimo era presente il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini, invitato ufficialmente dal Sindaco di Settefrati Angelica Apruzzese. “Vedere migliaia di persone pregare all’unisono è stato un colpo d’occhio straordinario che scalda l’anima – ha commentato emozionato Quadrini -. Il culto di Canneto è scolpito nel DNA della nostra gente, e noi istituzioni abbiamo il dovere morale di proteggere la sacralità e i valori puri di questa comunità”. Alle ore 19:00 le celebrazioni proseguiranno con la solenne e luminosa processione per le antiche vie del centro storico di Settefrati. Leggi tutte le dichiarazioni istituzionali e l’atmosfera della giornata nel nostro nuovo articolo dedicato. 👇 ⛪

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Solenne Messa Pontificale di Canneto

Settefrati – Ci sono luoghi, incastonati tra le aspre montagne del nostro territorio, dove la fede smette di essere un semplice precetto domenicale e si trasforma in un vero e proprio respiro collettivo, in una forza viscerale capace di muovere intere popolazioni. La Basilica-Santuario Regionale di Maria Santissima di Canneto, adagiata nel meraviglioso contesto naturalistico del comune di Settefrati (Frosinone), è senza ombra di dubbio uno di questi santuari dell’anima. Nella mattinata di oggi, sabato 22 agosto 2026, questa antichissima e amatissima chiesa ha ospitato il momento spiritualmente più alto e culminante di tutte le celebrazioni agostane in onore della gloriosa Patrona della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo: la Solenne Messa Pontificale.

La solennità del rito: altissime cariche ecclesiali a Canneto

L’importanza storica e pastorale dell’evento ha richiamato in Ciociaria i vertici della gerarchia cattolica. La solenne liturgia eucaristica è stata infatti magistralmente e intensamente officiata da Sua Eminenza il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, che ha concelebrato il rito sacro unendo la sua voce a quella del Vescovo diocesano e pastore della chiesa locale, Sua Eccellenza Monsignor Gerardo Antonazzo. Le parole pronunciate dal pulpito sono risuonate forti e chiare, come un inno alla speranza e alla coesione, di fronte a una folla letteralmente oceanica e visibilmente commossa.

Settefrati cuore pulsante: una marea umana in pellegrinaggio

Migliaia di pellegrini, moltissimi dei quali giunti a piedi nudi sfidando il caldo, i chilometri di montagna e la stanchezza fisica secondo un antico rito di penitenza e devozione, hanno gremito ogni singolo ordine di posto della maestosa Basilica e degli enormi piazzali esterni. Uomini e donne, anziani aggrappati ai loro rosari, ma anche tantissimi giovani e intere famiglie, tutti uniti dallo stesso indescrivibile attaccamento filiale alla Vergine. Un’emozione pura e silenziosa che traspariva chiaramente dagli occhi lucidi dei presenti.

La vicinanza delle Istituzioni: le parole di Gianluca Quadrini

A un appuntamento di tale e irrinunciabile rilevanza comunitaria non poteva assolutamente mancare il forte e convinto supporto delle istituzioni territoriali. Accogliendo con grande entusiasmo il formale invito dell’Amministrazione Comunale di Settefrati, ha presenziato in veste ufficiale ai primi banchi della Basilica il Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente dell’ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, da sempre molto attento e vicino alle dinamiche culturali e religiose della Valle di Comino e dell’intera provincia.

«Desidero rivolgere un mio primissimo e sentito ringraziamento al Sindaco di Settefrati, la Dott.ssa Angelica Apruzzese, e a tutta la sua laboriosa macchina amministrativa comunale per il gradito invito e per l’assoluta ed eccellente organizzazione logistica di un evento di così grande e complesso respiro», ha tenuto a precisare a caldo il Consigliere Provinciale, ben consapevole delle difficoltà nel gestire un simile flusso umano in alta quota.

L’impegno per le tradizioni: “Proteggere la nostra sacralità”

Uscendo sul sagrato del Santuario, Quadrini non ha nascosto la sua profonda emozione umana e politica: «Vedere la storica Basilica di Canneto gremita in ogni ordine di posto da migliaia di devoti pellegrini giunti fin quassù con immensa fede, è stato un colpo d’occhio straordinario e profondamente commovente. La fede sincera della nostra gente, la preghiera corale intonata da mille voci all’unisono e l’emozione dipinta, quasi scolpita, sui volti stanchi dei tantissimi fedeli presenti, testimoniano quanto il culto plurisecolare della Vergine di Canneto sia ancora vivo, profondo e indissolubilmente radicato nell’anima e nel DNA del nostro popolo».

«Partecipare attivamente a una celebrazione di così altissimo e puro valore spirituale – ha concluso il Consigliere Quadrini – ci ricorda imperativamente l’importanza civile di riscoprire e proteggere i valori autentici che tengono unita la nostra comunità. Come istituzioni, sia provinciali che regionali, continueremo senza sosta a garantire la nostra massima e concreta vicinanza, oltre al pieno supporto pratico, a tutti coloro che lavorano e si sacrificano con dedizione per valorizzare le nostre tradizioni più sacre e mantenere intatta la coesione dei nostri splendidi territori».

L’attesa per la grande processione serale

I festeggiamenti e la presenza delle istituzioni territoriali, civile e religiose, non si sono esauriti con la Messa Pontificale del mattino. L’appuntamento per la comunità si rinnoverà e vivrà il suo momento più folcloristico e intimo nel tardo pomeriggio di oggi, alle ore 19:00. Il venerato simulacro scenderà tra la sua gente per l’attesissima e solenne processione che attraverserà in un fiume di luci e preghiere la suggestiva Piazza Municipio, abbracciando e benedicendo idealmente tutto l’antico e pittoresco centro storico di Settefrati.

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Territorio

Tra le aspre pietre d’Abruzzo e i treni per Parigi: a Spoltore sbarca “L’oro di Annarella”, il grande romanzo sull’amore e sull’emigrazione

Emigrazione in Francia, fame e un amore capace di sconfiggere il tempo (dal 1950 ai giorni nostri!). Arriva l’emozionante romanzo di Egisto Rossetti! 📖 🚂 Un appuntamento imperdibile per gli amanti della lettura e della storia abruzzese: giovedì 27 agosto 2026 alle ore 19:00, la splendida Piazza Marino Di Resta a Santa Teresa di Spoltore (Pescara) ospiterà la presentazione ufficiale de “L’oro di Annarella”, edito da Tabula Fati. Il romanzo ci riporta indietro nel tempo, nel crudo e affamato Abruzzo del 1950, raccontandoci la struggente promessa d’amore tra Annarella e Antonio. Una vita spezzata a metà: da un lato il borgo di pietra in Abruzzo, dall’altro la necessità di emigrare tra i treni e il vapore di Nanterre, a Parigi. Un amore incredibile che sfiderà i chilometri, i silenzi e l’avanzare inesorabile dell’età, riprendendo il suo “filo mai interrotto” con un salto temporale clamoroso fino al 2025! L’evento, promosso dall’Assessorato alla Cultura, vedrà l’autore dialogare con l’architetto Alessio Di Tommaso, con l’introduzione dell’editore Marco Solfanelli. Siete pronti a tuffarvi nelle nostre radici? Leggi tutti i dettagli nel nostro ultimo articolo! 👇 🖋️

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Locandina evento Spoltore

Spoltore / Pescara – La grande letteratura, quando è scritta col cuore, ha il potere magico di fermare il tempo, di accorciare le distanze geografiche e di restituirci intatta la memoria e la fatica dei nostri nonni. L’Abruzzo del secondo dopoguerra, una terra bellissima, orgogliosa ma ferita e “affamata”, è stato il palcoscenico di migliaia di storie di dolorosa emigrazione e di amori spezzati. È proprio su questo struggente sfondo storico che prende vita il nuovo, bellissimo romanzo di Egisto Rossetti, significativamente intitolato “L’oro di Annarella”. Quest’opera intensa e profonda (edita con grande cura dalla casa editrice Tabula Fati) verrà presentata ufficialmente al pubblico giovedì 27 agosto 2026 alle ore 19:00. La prestigiosa cornice scelta per l’evento sarà Piazza Marino Di Resta, che farà da sfondo culturale all’interno della tradizionale e sentita Festa patronale di Santa Teresa di Spoltore (in provincia di Pescara).

La trama del romanzo: fame, promesse e lontananza

Nelle pagine scritte con sapiente maestria da Egisto Rossetti si respira a pieni polmoni l’aria cruda e verace del 1950. È l’anno in cui prende forma la toccante ed epica storia dei due protagonisti, Annarella e Antonio. La loro è molto più di una semplice relazione sentimentale: è un amore viscerale che deve fare continuamente i conti con la dura necessità di sopravvivere, un sentimento messo duramente alla prova dai chilometri, dalla miseria del tempo e dai destini separati.

I due giovani innamorati si ritrovano letteralmente e metaforicamente divisi a metà: da una parte le loro radici profonde, intrappolate e custodite tra le case di un silenzioso borgo di pietra incastonato tra i monti d’Abruzzo; dall’altra la modernità spietata, la necessità di guadagnare per vivere, ovvero la vita frenetica che scorre tra i treni fumanti e il vapore delle fabbriche di Nanterre, alla periferia di Parigi.

Il filo rosso della memoria: un balzo nel 2025

“L’oro di Annarella” non è solo il classico romanzo sull’emigrazione italiana in Francia. È, soprattutto, un’indagine intima e psicologica su come i sentimenti veri riescano a sopravvivere all’erosione impietosa dei decenni. Il libro naviga dolcemente tra “silenzi densi e gli echi di un passato lontano”.

La grande e affascinante particolarità dell’opera narrativa di Rossetti risiede infatti nel suo potente arco temporale. La storia non si esaurisce negli anni ’50, ma compie un lunghissimo viaggio fino ad arrivare clamorosamente ai giorni nostri, al 2025. È un ritorno emotivo necessario per “riprendere il filo di un discorso mai interrotto”. L’autore ci porta per mano ad esplorare in maniera poetica la straordinaria resistenza del sentimento vero, capace di lottare come un leone contro l’inesorabile avanzare dell’età e del tempo.

I protagonisti della serata in Piazza Di Resta

L’evento di giovedì sera a Spoltore non sarà una semplice presentazione, ma un vero e proprio salotto culturale a cielo aperto, fortemente promosso e sostenuto dall’Assessorato alla Cultura della Città di Spoltore, a testimonianza dell’altissimo valore letterario dell’opera.

La serata si aprirà con i sentiti saluti istituzionali portati personalmente dall’assessore Nada Di Giandomenico, che darà il benvenuto ai cittadini e agli appassionati di lettura accorsi in piazza. Successivamente, la vera e propria introduzione critica al testo sarà sapientemente affidata a Marco Solfanelli, storico e appassionato direttore della casa editrice Tabula Fati, che da sempre scopre e valorizza i talenti del nostro territorio. Il cuore dell’incontro sarà però il dialogo intimo e aperto tra l’autore Egisto Rossetti e l’architetto Alessio Di Tommaso: un botta e risposta che svelerà i retroscena, le ispirazioni e i segreti nascosti dietro la stesura di questo magnifico romanzo.

Info e contatti utili per partecipare

In un periodo estivo spesso dominato unicamente dall’intrattenimento leggero, l’appuntamento di giovedì 27 agosto a Spoltore rappresenta una magnifica boccata di ossigeno per la mente e per il cuore. Per qualsiasi ulteriore informazione sull’appuntamento o per riservare una copia del romanzo da far autografare all’autore, l’organizzazione fa sapere che è possibile contattare direttamente il numero telefonico 333-2394666 oppure inviare un messaggio di posta elettronica scrivendo all’indirizzo email edizionitabulafati@yahoo.it. Un romanzo sulle nostre radici che nessun abruzzese dovrebbe perdersi.

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