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Politica

L’Aquila Tricolore spicca il volo: la storica Unione Patriottica guarda con speranza al progetto del Generale Vannacci

L’Aquila Tricolore spicca il volo! La storica Unione Patriottica appoggia il Generale Roberto Vannacci: “Guardiamo con simpatia e speranza al suo nuovo progetto!” 🦅 🇮🇹 Un messaggio chiaro, forte e inequivocabile che scuote le fondamenta del centrodestra italiano! L’Unione Patriottica, il glorioso e storico circolo culturale la cui fondazione risale all’Unità d’Italia nel 1861, ha deciso di scendere in campo per indicare la rotta ai conservatori. Il circolo è rigorosamente apartitico e trasversale (con ottimi rapporti di amicizia in Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia), ma oggi confessa apertamente che moltissimi suoi iscritti stanno guardando con “grandissima simpatia e speranza al nuovo e dirompente progetto del Generale Roberto Vannacci”! Una figura, quella del Generale, che intercetta perfettamente i valori patriottici e la lotta al politicamente corretto. L’Unione Patriottica, che si definisce “al di sopra delle classiche logiche partitiche”, ha lanciato anche un forte appello per creare un centrodestra rinnovato e allargato: porte spalancate al movimento “Futuro Nazionale” e, in particolar modo su Milano e sulla Lombardia, ai vertici di “Patto con il Nord”! Una ricetta vincente per unire anime storiche e nuove forze propulsive. “Noi voliamo alto, esattamente come l’aquila tricolore che ci rappresenta”, dichiarano i vertici del circolo! Leggi l’analisi politica completa nel nostro articolo! 👇 🗳️ Siete d’accordo con l’Unione Patriottica? Il progetto del Generale Vannacci è la vera novità che può dare nuova linfa e orgoglio al centrodestra italiano?

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Avvocato MAX FRANCIOLI, presidente circolo culturale Unione Patriottica 186, nella foto con l'onorevole Carlo Fidanza (capo delegazione di FDI al Parlamento Europeo)

Redazione – Ci sono realtà, all’interno del panorama politico e culturale italiano, che non hanno alcun bisogno di rincorrere l’ultima moda elettorale o di sventolare tessere di partito per rivendicare il proprio peso specifico. Realtà le cui radici affondano così profondamente nel tessuto connettivo della nostra Nazione da renderle punti di riferimento ineludibili per chiunque voglia comprendere le vere dinamiche dell’elettorato conservatore. Una di queste realtà è, senza ombra di dubbio, l’Unione Patriottica, il glorioso e storico circolo culturale la cui fondazione risale addirittura al 1861, l’anno sacro e fondativo dell’Unità d’Italia.
Oggi, in una fase storica caratterizzata da enormi fibrillazioni e riassestamenti all’interno del centrodestra italiano, l’Unione Patriottica ha deciso di far sentire la propria autorevole voce, tracciando una rotta chiara e inequivocabile per il futuro dell’area conservatrice e sovranista, guardando con fortissimo interesse a un nome che sta letteralmente dominando il dibattito pubblico: quello del Generale Roberto Vannacci.

Dal 1861 a oggi: un circolo trasversale, fiero e apartitico

La forza diroscente dell’Unione Patriottica risiede, paradossalmente, proprio nella sua totale e fiera indipendenza dalle classiche segreterie di partito. «Ci occupiamo attivamente e costantemente di politica, questo è ovvio, ma siamo profondamente autonomi, fieramente indipendenti e rigorosamente apartitici», spiegano con orgoglio i vertici dello storico circolo.
Il loro posizionamento è nettamente e indiscutibilmente radicato nel campo del centrodestra, ma con una trasversalità che permette loro di dialogare serenamente con tutte le anime della coalizione. Non è un segreto, infatti, che l’Unione vanti storici e solidissimi rapporti di sincera amicizia in particolar modo all’interno di Fratelli d’Italia (il partito del premier Giorgia Meloni), ma anche nei ranghi della Lega, tra le fila di Forza Italia e nel mondo variegato dei movimenti centristi e delle liste civiche territoriali.

L’effetto Vannacci: simpatia e grande speranza per il futuro

Ma la vera e dirompente novità politica dell’ultima ora riguarda il posizionamento del circolo nei confronti del fenomeno politico dell’anno. Come ammettono apertamente e senza alcun giro di parole i dirigenti dell’Unione, «Molti di noi, oggi, guardano con profonda simpatia e con grande, grandissima speranza al nuovo, entusiasmante progetto politico e culturale incarnato dal Generale Roberto Vannacci».
La figura del Generale, diventata ormai un vero e proprio magnete elettorale per chi invoca il ritorno ai valori tradizionali, al buonsenso, alla difesa della sovranità nazionale e alla libertà di pensiero contro la dittatura del “politicamente corretto”, ha fatto clamorosamente breccia nei cuori degli iscritti al circolo, rappresentando per molti l’ideale continuazione di quella fiamma patriottica accesa nel lontano 1861.

Un centrodestra da allargare: l’alleanza con i movimenti locali

L’apprezzamento per il Generale, tuttavia, non si tradurrà in un appiattimento acritico. «L’Unione Patriottica rimane saldamente al di sopra delle logiche di tesseramento e delle beghe partitiche», ribadiscono dal circolo. L’obiettivo, molto più alto e nobile, è quello di favorire la nascita di un centrodestra profondamente rinnovato, identitario e capace di allargare i propri orizzonti per vincere le prossime sfide elettorali.
Per questo motivo, l’Unione auspica pubblicamente e caldamente l’inclusione, all’interno del perimetro della coalizione, di realtà emergenti ed estremamente dinamiche come Futuro Nazionale. Non solo: guardando con attenzione strategica alle fondamentali dinamiche territoriali (in particolar modo alla strategica piazza di Milano e alla locomotiva della Lombardia), il circolo lancia un ponte d’oro anche nei confronti del movimento Patto con il Nord, ritenuto fondamentale per intercettare l’elettorato produttivo settentrionale.

Il volo dell’Aquila: un simbolo di nobiltà e libertà

Un centrodestra unito, fiero della propria identità, allargato ai movimenti civici e rinvigorito dalla dirompente forza valoriale del Generale Vannacci: è questa la ricetta perfetta proposta dalla storica Unione Patriottica per guidare l’Italia nei prossimi decenni.
«Noi voliamo alto, esattamente come l’aquila tricolore che ci rappresenta graficamente e spiritualmente in modo perfetto», concludono dal circolo. E quell’aquila, fiera e instancabile dal 1861, sembra oggi aver individuato, nel vento portato dal Generale Vannacci, le correnti ascensionali perfette per continuare a sorvolare da protagonista i cieli della politica italiana.

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Politica

“Basta fare gli sciuscià degli USA, l’Italia non è una loro colonia!”: l’attacco frontale e patriottico di Roberto Jonghi Lavarini

“Basta fare gli sciuscià e i servi degli USA! L’Italia non è una colonia americana!”. L’attacco durissimo e patriottico di Roberto Jonghi Lavarini scuote la Destra! 🇮🇹 🦅 Una dichiarazione destinata a far esplodere un dibattito accesissimo all’interno del centrodestra italiano! Roberto Jonghi Lavarini, figura storica della destra identitaria, ha diffuso una nota infuocata in cui attacca frontalmente il mito degli Stati Uniti e del capitalismo occidentale! “Io del Fascismo ho un’opinione storica largamente positiva, come un terzo degli italiani, ma non sono un nostalgico, bensì un patriota futurista!”, si legge nel comunicato ufficiale. Jonghi Lavarini non usa mezzi termini e demolisce il modello americano: “È la sedicente democrazia liberal-capitalista angloamericana ad essere vecchia, superata e totalmente estranea alla nostra civiltà europea, greca, latina e cristiana!”. Per l’esponente politico, i veri valori della Destra odierna (come la sovranità nazionale e la giustizia sociale portati avanti da Futuro Nazionale) non hanno nulla a che vedere con il liberalismo americano. E poi, il durissimo attacco finale contro la politica estera: “Basta con questa tragicomica sudditanza psicologica verso gli USA, che ci trattano ancora come una loro colonia! Vogliamo un nostro modello di sviluppo italiano ed europeo: vogliamo essere amici di tutti, ma non SERVI E SCIUSCIÀ DI NESSUNO!”. Una presa di posizione fortissima in difesa dell’indipendenza nazionale dell’Italia! Leggi tutte le sue dichiarazioni integrali nel nostro articolo! 👇 🏛️ Voi cosa ne pensate delle parole di Jonghi Lavarini? È ora che l’Italia smetta di prendere ordini dall’estero per tornare a essere padrona a casa propria?

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Roberto Jonghi Lavarini

Redazione – Nel grande calderone del centrodestra italiano e della galassia conservatrice, il dibattito sull’identità, sulle radici storiche e, soprattutto, sul posizionamento geopolitico internazionale della nostra Nazione sta raggiungendo temperature letteralmente incandescenti. A gettare una pesantissima tanica di benzina sul fuoco delle discussioni politiche di questa fine estate è Roberto Jonghi Lavarini, figura storica e sempre divisiva della destra radicale e identitaria milanese, che attraverso una dura e inequivocabile nota ufficiale ha lanciato un attacco frontale contro quella che lui definisce senza mezzi termini una inaccettabile “sudditanza psicologica nei confronti degli Stati Uniti d’America”.

“Non sono un nostalgico, ma un vero patriota futurista”

La dichiarazione di Jonghi Lavarini parte da una premessa storica estremamente netta e polemica, destinata a far saltare sulle sedie i benpensanti del politicamente corretto. Nel testo diffuso alla stampa, l’esponente politico rivendica apertamente e orgogliosamente la sua visione del passato: «Io, che del Fascismo ho sempre avuto una opinione storica largamente positiva, esattamente come accade per almeno un terzo degli italiani, non sono affatto da considerarsi un nostalgico, ma un vero e proprio patriota futurista».
Una distinzione, quella tra “nostalgia” (che guarda passivamente al passato) e “futurismo” (che usa le radici per slanciarsi verso il domani), che rappresenta il vero cuore pulsante del manifesto politico di Jonghi Lavarini, il quale ribalta clamorosamente le accuse rivoltegli dai detrattori.

L’attacco alla democrazia liberal-capitalista angloamericana

Il bersaglio grosso dell’invettiva non è la sinistra italiana, bensì il modello occidentale a trazione atlantista, spesso osannato anche da ampie fette del centrodestra moderato. Secondo le parole inequivocabili di Roberto Jonghi Lavarini, il vero problema della nostra epoca è il modello d’Oltreoceano: «Al contrario di ciò che ci vogliono far credere, è proprio la sedicente democrazia liberal-capitalista di matrice angloamericana ad essere ormai vecchia, superata ed estranea in tutto e per tutto alla nostra millenaria civiltà europea (che è greca, latina, germanica) e cristiana».
Un rifiuto netto e categorico dell’americanizzazione della società, del consumismo sfrenato e di quel capitalismo finanziario che sradica i popoli dalle loro tradizioni religiose e culturali più profonde.

“Sovranità e giustizia sociale hanno radici europee”

Jonghi Lavarini entra poi nel merito dei concetti politici che oggi guidano i movimenti identitari, rivendicandone la precisa paternità ideologica a dispetto della narrazione dominante. «Ed i concetti basici e fondamentali delle “destre contemporanee” e del movimento Futuro Nazionale, ovvero la sovranità nazionale e la giustizia sociale, sono di chiara e innegabile origine “fascista” europea, non derivano certo dal pensiero liberale americano».
Una rivendicazione fortissima, che mira a ricollocare l’asse politico della Destra italiana nel cuore del Vecchio Continente, rifiutando l’etichetta di “conservatori all’americana” e riabbracciando invece la dottrina sociale europea.

“Non siamo colonie degli Usa: basta fare gli sciuscià”

Ma la conclusione della nota ufficiale è un vero e proprio boato geopolitico, un grido di indipendenza che scuote i palazzi della diplomazia atlantica. Jonghi Lavarini tuona contro l’atteggiamento passivo dei nostri governi nei confronti di Washington: «Basta con questa tragicomica sudditanza psicologica nei confronti degli USA, che ancora oggi ci considerano e ci trattano sfacciatamente come se fossimo una loro colonia! Noi vogliamo un nostro specifico modello di sviluppo, che sia squisitamente italiano ed europeo. Vogliamo essere liberamente noi stessi: amici di tutti, ma non servi e “sciuscià” di nessuno».
Parole durissime, firmate in calce da Roberto Jonghi Lavarini, che aprono ufficialmente un fronte di scontro ideologico accesissimo: da una parte chi, a destra, guarda a Elon Musk, agli USA e al liberismo come faro del futuro; dall’altra chi, rivendicando l’anima sociale ed europea, pretende un’Italia fiera, sovrana e finalmente slegata dalle catene atlantiche.

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Politica

Il Sindacato Militare denuncia Futuro Nazionale e Vannacci : violazione della legge Scelba, motti Fascisti

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Vannacci

Redazione-  Il Sindacato dei militari ha presentato un esposto-denuncia contro Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci dopo l’addio alla Lega. Secondo l’associazione, la forza politica – che gli ultimi sondaggi accreditano intorno al 7-8% dei consensi – riprodurrebbe «il nucleo dottrinale antidemocratico e il metodo di lotta» del fascismo. Una tesi, scrive Repubblica, sottoscritta da Luca Marco Comellini, segretario del Sindacato dei militari, e da Massimiliano Strampelli, docente di Diritto militare all’Università degli studi Link.Il riferimento normativo dell’esposto è la legge Scelba, che vieta la ricostituzione del partito fascista. Secondo i denuncianti, non sarebbe necessario dimostrare che Futuro Nazionale sia una replica del Partito nazionale fascista. Citando la giurisprudenza della Cassazione, Comellini e Strampelli sostengono che la norma possa riguardare anche la riproposizione del nucleo ideologico e del metodo politico propri del fascismo. Ed è proprio su questa base che nell’esposto vengono passati in rassegna il programma del partito, le dichiarazioni dei suoi esponenti e i contenuti pubblicati online.Tra gli elementi contestati ci sono anzitutto quelli definiti dal movimento come «valori non negoziabili»: la famiglia naturale, l’identità cristiana e la tutela della vita dal concepimento fino alla morte naturale. Secondo i denuncianti, la trasformazione di questi principi in valori sottratti alla mediazione e al confronto politico finirebbe per comprimere gli spazi del pluralismo democratico. L’esposto prende poi in esame alcune immagini generate con l’intelligenza artificiale, nelle quali avversari politici vengono raffigurati come schiavi dell’antica Roma, destinati a essere dati in pasto alle fiere, mentre Vannacci compare nelle vesti di un alto ufficiale dell’Impero romano.

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Malore Di Battista, la solidarietà supera i colori politici. Rampelli (FdI) commuove: “Torna presto in Italia, tosto e gagliardo come sempre!”

Il bellissimo messaggio di Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) per Di Battista ricoverato a Cuba: “Torna presto in Italia, tosto e gagliardo come sempre!” 🙏 🇮🇹 Quando la vita è in pericolo, la politica si ferma e le vecchie divisioni spariscono! La notizia del gravissimo malore che ha colpito Alessandro Di Battista a Cuba sta tenendo tutta l’Italia col fiato sospeso. E in queste ore di enorme angoscia, a dare una vera e propria “lezione di stile” e di grande umanità è arrivato un messaggio bellissimo firmato da un suo storico e fiero avversario politico: Fabio Rampelli (Vicepresidente della Camera in quota Fratelli d’Italia). L’esponente del partito della Meloni ha deposto le armi ideologiche per stringersi attorno alla famiglia del “Dibba”: “Esprimo la mia più profonda preoccupazione”, ha dichiarato Rampelli, “Mi auguro che Alessandro possa tornare quanto prima in Italia per ricevere le migliori cure mediche e riabbracciare i suoi cari”. La chiusura del messaggio di Rampelli strappa un sorriso e dimostra grande stima per l’uomo: “Voglio rivederlo presto in forma: tosto, battagliero e gagliardo come lo abbiamo conosciuto e apprezzato in questi anni, seppur partendo da idee politiche completamente diverse! Forza Alessandro!”. Un bellissimo momento di “fair play” istituzionale che ci fa capire come, dietro ai litigi in TV, batta sempre un cuore umano. Leggi il comunicato integrale nel nostro articolo! 👇 ❤️ Vi fa piacere vedere che anche i politici avversari tifino per la guarigione di Di Battista? Tutta l’Italia prega per lui!

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Alessandro Di Battista

Roma– Ci sono momenti, fortunatamente, in cui il perenne e spesso rabbioso teatrino della politica italiana si ferma, depone momentaneamente le armi della propaganda e si ricorda di essere fatto prima di tutto di esseri umani. La drammatica notizia del gravissimo malore che ha improvvisamente colpito l’ex leader del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista (attualmente ricoverato in terapia a Cuba mentre stava girando un coraggioso documentario d’inchiesta), sta fungendo da incredibile collante emotivo per l’intero Paese.
L’angosciante attesa per i bollettini medici provenienti dall’isola caraibica sta letteralmente abbattendo, ora dopo ora, le granitiche barricate ideologiche che dividono il nostro Parlamento. A dimostrarlo, in maniera plastica ed estremamente nobile, è arrivata una dichiarazione ufficiale di altissimo profilo istituzionale, firmata da uno degli esponenti di spicco dello schieramento storicamente (e ferocemente) avverso alle battaglie pentastellate: Fabio Rampelli, esponente di punta di Fratelli d’Italia e attuale Vicepresidente della Camera dei Deputati.

Le parole di Fabio Rampelli: una lezione di fair play istituzionale

Il messaggio diffuso nelle scorse ore dall’onorevole Rampelli è una boccata d’ossigeno in un clima politico spesso avvelenato dagli insulti personali. Non c’è traccia di retorica di circostanza, ma emerge un genuino e profondo affetto umano nei confronti di un avversario politico leale e battagliero.
“Esprimo la mia più profonda e sincera preoccupazione per le attuali condizioni di salute di Alessandro Di Battista”, ha esordito il Vicepresidente della Camera in quota Fratelli d’Italia, interpretando il sentimento di sgomento che ha colpito l’intera classe dirigente nazionale, colta di sorpresa da una notizia tanto grave quanto inaspettata per un uomo giovane, sportivo e nel pieno delle proprie energie vitali.

Il disperato bisogno del rientro in Italia per le cure

Il cuore del messaggio dell’esponente meloniano tocca poi un punto logistico e sanitario che sta tenendo col fiato sospeso i familiari e i tantissimi sostenitori del “Dibba” nazionale: la permanenza in un Paese straniero, gravato da enormi e storiche carenze strutturali e mediche.
“Mi auguro con tutto il cuore che Alessandro possa fare ritorno quanto prima, nel più breve tempo possibile, qui in Italia”, ha incalzato Rampelli, evidenziando la necessità primaria di garantire all’ex deputato un’assistenza sanitaria d’eccellenza. “È fondamentale che possa rientrare per ricevere tutte le cure mediche necessarie, all’avanguardia, e soprattutto per poter finalmente stare accanto e riabbracciare la sua famiglia naturale e la sua grande famiglia politica, che in questo momento vive ore di enorme trepidazione”.

Il rispetto per l’avversario: “Tosto e gagliardo come sempre”

Ma il passaggio sicuramente più bello, umano e toccante della nota stampa di Fabio Rampelli è quello finale. Un omaggio, sincero e senza filtri, al temperamento “sanguigno” e vulcanico che ha sempre contraddistinto l’azione politica e giornalistica di Di Battista.
“Mi auguro davvero di poterlo rivedere prestissimo in forma”, conclude sorridendo il Vicepresidente della Camera, “tosto, battagliero e gagliardo, esattamente come lo abbiamo conosciuto in questi anni e come lo abbiamo sempre apprezzato per la sua indiscutibile coerenza, seppur militando da posizioni politiche e ideologiche totalmente diverse e spesso distanti. Forza Alessandro, non mollare!”.
Un “Forza Alessandro” che, in queste ore buie e incerte, non ha più il colore giallo del Movimento 5 Stelle, né il tricolore della Destra, ma rappresenta l’abbraccio corale di un’intera Nazione che prega per rivedere al più presto il suo reporter in piedi, con la telecamera in spalla, pronto a denunciare le ingiustizie del mondo.

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