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NOTE DI FUTURO A TREVISO: L’ECHO QUARTET PROTAGONISTA DEL TERZO APPUNTAMENTO DI #GENERAZIONIFUTURE

Non perdere l’appuntamento con l’Echo Quartet a Treviso! Mercoledì 29 maggio, alle 18:00, un concerto gratuito di giovani talenti all’Auditorium ex Chiesa di Santa Croce per #GenerazioniFuture. Un viaggio musicale emozionante ti aspetta, sostenuto da Fondazione Cassamarca!
#GenerazioniFuture #MusicaClassica #TrevisoEventi #GiovaniTalenti

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NOTE DI FUTURO A TREVISO: L'ECHO QUARTET PROTAGONISTA DEL TERZO APPUNTAMENTO DI #GENERAZIONIFUTURE

Redazione-  La scena musicale trevigiana si prepara ad accogliere un’altra emozionante tappa del progetto #Generazionifuture, l’iniziativa di Fondazione Cassamarca volta a celebrare e valorizzare il talento emergente del nostro territorio. Mercoledì 29 maggio, alle ore 18:00, l’Auditorium ex Chiesa di Santa Croce sarà il palcoscenico d’eccezione per l’Echo Quartet, un promettente quartetto di fiati che promette di incantare il pubblico con un repertorio ricco e variegato.

L’appuntamento del 29 maggio rappresenta il terzo dei concerti primaverili di questa rassegna, che sta riscuotendo grande successo di pubblico e critica. Protagonisti saranno quattro giovani musicisti, tutti classe 2004, che compongono l’Echo Quartet: Asia Osorio al flauto, Elena Statua all’oboe, Mariastella Favero al fagotto e Davide Cadonà al clarinetto. La loro esibizione è un’occasione imperdibile per assistere alla freschezza e alla maestria di una nuova generazione di interpreti.

L’Ascesa dell’Echo Quartet: Talento e Passione di Recente Formazione

Nato nel 2024 all’interno del prestigioso Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto, sotto la guida esperta di Giuseppe Falco, l’Echo Quartet ha dimostrato una crescita fulminea e una dedizione straordinaria. Nonostante la loro recente formazione, i quattro musicisti si sono distinti non solo per l’abilità nell’esecuzione d’insieme, ma anche per la capacità di valorizzare le peculiarità e la voce unica di ogni strumento e interprete.

La loro giovane carriera vanta già significative esperienze concertistiche che attestano il loro precoce successo. Hanno calcato palchi importanti, esibendosi per le Matinée Musicali di Belluno, in un concerto organizzato dall’Arma dei Carabinieri di Treviso per la riqualificazione di Palazzo Zuccareda, e in prestigiose location come Villa Marini Rubelli e Villa Albrizzi Marini a San Zenone degli Ezzelini. Non da ultimo, hanno riscosso apprezzamento in un concerto per gli “Amici della Musica” di Treviso. La loro versatilità si è manifestata anche in collaborazioni artistiche, come quella con l’Atelier Elisabetta Garilli per un evento di musica e poesia in occasione della Giornata internazionale della donna, e in progetti educativi interattivi ideati dal quartetto stesso per bambini dai 3 ai 12 anni. Attualmente, i componenti del quartetto proseguono i loro studi con docenti di spicco quali Nicola Campitelli (flauto), Marco Gironi (oboe), Roberto Scalabrin (clarinetto) e Lucio Caucchiolo (fagotto).

Un Viaggio Musicale Tra Grandi Compositori

Il programma del concerto del 29 maggio promette un viaggio affascinante attraverso epoche e stili diversi, mettendo in luce la versatilità e la profondità interpretativa dell’Echo Quartet. Le musiche spazieranno dalle composizioni di Jean Françaix (1912-1997), noto per il suo stile neoclassico e la sua brillantezza, all’intensità e alle radici folkloristiche di Béla Bartók (1881-1945). Non mancheranno le suggestive atmosfere impressioniste di Claude Debussy (1862-1918), per poi concludere con le sonorità più contemporanee e innovative di Andrey Rubtsov (1982). Un’occasione unica per il pubblico di apprezzare un repertorio eterogeneo eseguito con maestria e passione.

#GenerazioniFuture: Un Faro per il Talento Emergente del Veneto

Il progetto #Generazionifuture, ideato e promosso da Fondazione Cassamarca, si conferma un pilastro fondamentale nel panorama culturale veneto, offrendo ogni anno un palcoscenico d’eccellenza ai migliori giovani talenti provenienti dai Conservatori della regione. Questa iniziativa non solo offre ai musicisti l’opportunità di esibirsi in un concerto intero, ma consente anche al pubblico di apprezzare l’alto livello di formazione artistica offerto dalle nostre Istituzioni di Alta Formazione.

Dopo aver coinvolto i Conservatori di Padova, Venezia e Vicenza, questa edizione di #Generazionifuture dedica la sua attenzione alle eccellenze del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto. L’Auditorium ex Chiesa di Santa Croce, nel cuore pulsante del Quartiere Latino di Treviso, si rivela la cornice ideale. La sua architettura e le sue proporzioni offrono un’acustica eccellente, perfetta per esaltare ogni sfumatura di qualsiasi repertorio.

La rassegna primaverile, che ha visto concerti il 15 e 22 maggio e culminerà con l’esibizione dell’Echo Quartet, sarà seguita in autunno da altri tre eventi altrettanto promettenti. Si delinea così un ciclo completo di concerti che, oltre a mettere in luce il talento cristallino di questi studenti, arricchiranno il panorama culturale della città, offrendo al pubblico un’esperienza musicale intensa e completa.

L’ingresso a tutti i concerti di #Generazionifuture è libero e gratuito, un invito aperto alla cittadinanza e agli appassionati di musica per sostenere e celebrare le promesse del futuro musicale.

L’appuntamento è per mercoledì 29 maggio, alle ore 18:00, presso l’Auditorium ex Chiesa di Santa Croce (Quartiere Latino, Treviso).

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L’urlo dei filosofi del garage che sfida l’omologazione sociale: i tuttotace pubblicano “Periferie 1”, l’EP-manifesto che scava sotto la nostra coscienza

La filosofia sposa il rock e la verità dei sentimenti si prende il presente! 🎸🎓 Da venerdì 11 settembre è fuori su tutte le piattaforme digitali “Periferie 1”, lo straordinario ed eterogeneo EP di debutto dei tuttotace (distribuito da ADA Music Italy). Cinque tracce viscerali nate in un garage tra libri di filosofia, chitarre shoegaze e ritmi progressive per raccontare una presa di coscienza contro l’omologazione della società moderna. Una scelta controcorrente e coraggiosa che vi colpirà dritto allo stomaco. Scoprite la tracklist completa e la bellissima storia della band nell’articolo! 👇❤️✨

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tuttotace

Roma – Ci sono dischi che non nascono per inseguire le tendenze passeggere dettate dagli algoritmi delle piattaforme digitali o per riempire di vuota retorica i palinsesti radiofonici, ma che erompono nella scena musicale come un vero e proprio atto di ribellione intellettuale, un taccuino di appunti intimi necessari per comprendere chi siamo. La musica, quando torna a riappropriarsi della sua funzione filosofica e terapeutica, diventa l’unico specchio trasparente capace di mostrarci le nostre nevrosi e i condizionamenti invisibili che guidano le scelte di ogni giorno. Da venerdì 11 settembre 2026, questo affascinante viaggio antropologico si trasforma in realtà acustica. Debutta infatti su tutte le piattaforme di streaming “Periferie 1”, il primo e attesissimo EP dei tuttotace, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy. Un’opera densa, stratificata e ricca di contrasti, concepita per chiunque senta il bisogno di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire.

I tuttotace sono un collettivo unico nel panorama indipendente italiano, un quartetto nato nel 2019 dall’incontro fortuito tra Massimo Rusi (voce e chitarra) e Riccardo Quell de Riso Paparo (batteria), all’epoca studenti di filosofia all’Università di Roma. L’ingresso successivo di Federico Bentivoglio (basso e cori) e Andrea El Khaloufi (chitarra e cori), conosciuti tra le aule della facoltà, ha trasformato definitivamente il garage in cui si “giocava” con gli strumenti in una vera e propria officina di composizione e improvvisazione. Nel corso di cinque anni di prove ininterrotte, lottando con il tempo sottratto al lavoro quotidiano, la band ha edificato un’identità solida e totalizzante, registrando nell’estate 2025 l’album d’esordio “un’altra grande città” e stringendo un sodalizio artistico fraterno che oggi si espone senza filtri protettivi.

Dall’emo d’oltreoceano al post-rock: la materia sonora di quattro polistrumentisti

La vera e straordinaria unicità di “Periferie 1” risiede nella sua architettura sonora, un ordito perfetto in cui convergono le influenze — apparentemente incompatibili — dei quattro membri, tutti eclettici polistrumentisti. Massimo suona la chitarra fingerpicking con la purezza del country folk alla Bill Monroe, fondendolo all’emo intimista dei Pinegrove, agli intrecci dei Genesis e alla profondità cantautorale di De André e De Gregori. Riccardo risponde con una batteria tecnica, geometrica ma profondamente emotiva, ispirata alle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, tanto da spingere i fan a ribattezzare ironicamente il gruppo “Ricky e i tuttotace”. Federico, il “signore dell’armonia”, tesse le trame melodiche guardando ai Beatles, agli Arctic Monkeys e ai Verdena, mentre Andrea spezza la linearità del pop iniettando nel sound la furia metal di Metallica e Tool, sfumata nelle atmosfere dilatate dello shoegaze alla Alcest e del post-rock dei Mogwai.

Il risultato di questa splendida contaminazione è un sound coerente, riconoscibile e viscerale, dove le prime quattro tracce mescolano folk e progressive per dare forma a emozioni intense, vissute come luoghi fisici da abitare e non da fuggire. L’ultima traccia rompe l’equilibrio preesistente, portando alla luce qualcosa che era presente sottotraccia fin dal primo accordo, regalando all’ascoltatore l’impressione di essere giunto a destinazione dopo aver attraversato sentieri periferici e impliciti. I testi e la musica si equivalgono e si confondono, trasformando ogni canzone in una quinta persona virtuale capace di lanciare un urlo liberatorio, come in preda alla gioia o alla sorpresa di essere al mondo.

La scelta controcorrente del gruppo: «Pubblichiamo in ordine cronologico come atto di rispetto»

I brani che compongono la tracklist — a partire dal celebre singolo d’apertura “Signori”, passando per l’intensità di “A cena”, “Forse noi”, “S2/Linea” fino al gran finale di “Questo suono” — sono stati composti tra il 2020 e il 2022. Una scelta di pubblicazione che rappresenta una vera e propria lezione di onestà intellettuale e rigore etico nel mercato discografico contemporaneo. «“Periferie 1” è la prima metà di un lavoro che condensa i nostri primi due anni di vita insieme», spiega calorosamente la band, svelando i retroscena del progetto. «Da allora abbiamo composto altri due album, ma abbiamo fatto la scelta di pubblicare le canzoni in ordine cronologico, senza farci prendere dall’entusiasmo per le novità. È stato un atto di rispetto verso ciò che siamo stati, la testimonianza trasparente di una crescita».

Le canzoni si configurano come una risorsa terapeutica per sconfiggere l’isolamento e il torpore della società moderna, affrontando la consapevolezza più destabilizzante raggiunta dal gruppo durante gli studi. «Le lune teste sono piene di parole già dette, discorsi già fatti e ambizioni altrui», confessano i tuttotace, invitando il pubblico ad abbandonare per un attimo gli schermi digitali degli smartphone per lasciarsi cullare dalle cuffie. «L’unica cosa che ci resta da fare, allora, è partire da questa consapevolezza non per provare a creare un percorso nuovo, ma per interpretare a nostro modo quelli che abbiamo ereditato». Il viaggio dei filosofi del garage è appena cominciato: le prime cinque tracce sono fuori, i videoclip curati dal regista Riccardo Baiocco (della rivista Sentieri Selvaggi) sono pronti a bucare lo schermo, e la seconda tappa del cammino è già cerchiata sul calendario per gennaio 2027 con l’uscita di “Periferie 2”. La spensieratezza e la verità hanno trovato una nuova, intramontabile via d’accesso.

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Il coraggio e l’ansia di essere noi stessi: i Tidal Waves ci graffiano l’anima col nuovo singolo “Caro Vecchio Neon”, ispirato a David Foster Wallace

Il Coraggio di essere Noi Stessi in un mondo di Apparenze! I TIDAL WAVES ci “graffiano” dritti all’anima col loro potentissimo Nuovo Singolo: “Caro Vecchio Neon”! 🎸 🎶 Ci sono canzonette scritte solo per farci ballare spensierati e ci sono canzoni che sono dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scuoterci fin nel profondo e tirar fuori le nostre paure più nascoste! Questo venerdì 11 Settembre 2026 invaderà letteralmente le nostre radio un brano spaventoso ed emozionante, capace di unire la magia del grande Rock Alternativo alla genialità della Letteratura Americana! Stiamo parlando di “Caro Vecchio Neon”, il clamoroso singolo che fa da apripista al nuovo Album dei grandissimi TIDAL WAVES, celebre e ruvido trio alternative-rock nato a Napoli! Questa canzone (ispirata a un famoso racconto dello scrittore David Foster Wallace) vi farà venire letteralmente i brividi. Sostenuta da una batteria ossessiva e da chitarre cupe e taglienti, il testo parla dell’Ansia feroce della vita moderna, del perenne senso di sentirsi sempre “sbagliati e fuori posto” e dell’ipocrisia dei social. Fino all’urlo potentissimo del ritornello: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Il messaggio della band è un urlo di ribellione: in un mondo dominato da finta perfezione, dove tutti vogliono avere successo e fama a ogni costo, noi dobbiamo trovare invece il grande Coraggio di rinunciare al “Tutto” e avere la forza di essere semplicemente Noi Stessi! La band partenopea, influenzata dalle orme sacre di gruppi leggendari come Verdena, Afterhours e Nirvana, ha deciso di svoltare radicalmente cantando totalmente in Lingua Italiana, per comunicare in maniera “Carnale e Diretta” col cuore dei propri fan, lasciando intatte nelle canzoni le “imperfezioni” della registrazione in studio! Alzate il volume al massimo della vostra auto! Leggi i dettagli del disco in uscita e la fantastica Biografia della band nel nostro articolo completo! 👇 🎤 Siete anche voi stanchi di ascoltare in radio le solite canzonette commerciali di plastica? Apprezzate ancora il Vero “Rock Alternativo” suonato col cuore, che parla dei nostri veri disagi giovanili? Diteci la vostra opinione musicale nei commenti e CONDIVIDETE per appoggiare la grandissima Musica d’Autore indipendente italiana!

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Tidal Waves

Napoli – Ci sono canzoni nate per farci ballare spensieratamente in spiaggia, e poi ci sono canzoni scritte come se fossero dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scavarci dentro per risvegliare le nostre ansie più nascoste e i nostri dubbi esistenziali.
La grandissima Musica d’Autore, quella vera e ruvida, non è morta affatto. Da venerdì 11 settembre 2026, l’aria delle nostre radio e delle piattaforme di streaming digitale (sotto etichetta Overdub Recordings) verrà letteralmente squarciata e monopolizzata dal graffiante ed emozionante suono di “Caro Vecchio Neon”, l’atteso e nuovissimo singolo dei Tidal Waves. Un brano meraviglioso, che farà da formidabile apripista all’omonimo e attesissimo album della band partenopea di prossima uscita.

Il coraggio di resistere all’idea di “meritare tutto”

L’ispirazione dietro a questo brano rasenta la genialità letteraria. Il titolo, infatti, è un chiarissimo e commosso omaggio al celebre omonimo racconto di David Foster Wallace (tratto dalla magnifica raccolta “Oblio”). Esattamente come il monologo interiore dello scrittore americano, la canzone dei Tidal Waves ci sbatte in faccia in maniera brutale e sincera il senso di “inautenticità” che domina le nostre vite, schiave delle apparenze dei social network.
Il brano viaggia e si arrampica costantemente su un ritmo di batteria ossessivo, teso e sincopato, sorretto da chitarre e sintetizzatori saturi, che crescono e si accumulano in pancia senza mai esplodere del tutto. E quando la tensione sale, arriva l’urlo del ritornello che recita: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Un interrogativo potente, la cui unica risposta è quella di fuggire dalla dittatura dell’egoismo (quella che ci fa credere che “tutto ciò che conta è solo ciò che è mio”), per rinunciare alla pretesa di essere “onnipotenti” e trovare, finalmente, la nuda e cruda forza di essere semplicemente noi stessi.

Le parole della Band: “Le imperfezioni che ci rendono unici”

Dietro questo piccolo grande capolavoro c’è la fatica fisica ed emotiva della sala d’incisione. «Questo brano rappresenta perfettamente il nucleo del nostro nuovo disco», spiegano con orgoglio i ragazzi della band. «Dentro c’è tutto il nostro modo di scrivere la vita: doppie voci, chitarre sature, tensione ritmica e atmosfere sospese. In studio abbiamo volutamente evitato di rendere il pezzo “troppo ordinato” o piatto. Grazie all’aiuto magistrale di Joey Santoro e Andrea Caccese, abbiamo mantenuto intatte tutte quelle asperità e imperfezioni che per noi erano vitali».
Il mondo sonoro e tematico di “Caro Vecchio Neon” parla a tutti noi senza usare alcun filtro o censura: parla in maniera cruda del peso insopportabile del nostro passato, della perenne e amara sensazione di sentirsi eternamente “fuori posto”, e della fatica di distinguere quello che siamo davvero da quello che la società ci impone di essere.

Dall’Inglese all’Italiano: il nuovo cuore dei Tidal Waves

L’evoluzione dei Tidal Waves (trio Alternative Rock nato a Napoli nel lontano 2016 e formato da Antonio Ricciardi alla voce e chitarra, Francesco Izzo al basso e voce, e Nunzio Garofalo alla batteria dal 2021) è un viaggio emotivo mozzafiato. Il cambio della guardia alla batteria ha segnato per la band l’inizio di una svolta epocale e coraggiosissima: l’abbandono della comoda lingua inglese (utilizzata ai tempi del primo disco “Avalanches”) in favore di una dolorosa e dolcissima scrittura in Lingua Italiana.
Cantare e urlare nella propria lingua madre ha permesso ai tre artisti di abbattere i muri invisibili della traduzione, instaurando un rapporto carnale, intimo e diretto con chi ascolta i loro testi. Influenzati dall’eredità mastodontica di mostri sacri del calibro di Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, Nirvana, Interpol ed Elliott Smith, i Tidal Waves fondono abilmente psichedelia, new wave e atmosfere elettriche. Preparatevi ad abbassare i finestrini della vostra auto e ad alzare il volume radio al massimo: il vero rock alternativo in Italia è tornato per restare, e questa volta parla direttamente alla nostra anima.

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Il treno per Formia e la geografia dei sentimenti: Titta lancia “A metà strada”, l’inno pop-cantautorale che insegna ad amarsi senza perdersi

Due città diverse, un treno regionale e un tavolino da bar a Formia dove nasce la magia. 🚆❤️ Da venerdì 11 settembre arriva in radio “A metà strada”, lo splendido e intimo nuovo singolo della cantautrice e attrice Titta, distribuito da ADA Music Italy. Un inno pop-cantautorale iper-emotivo dedicato alle relazioni a distanza e ai legami adulti, nato per ricordarci che amare significa andarsi incontro senza mai annullare il proprio mondo. Un brivido di pura verità acustica che vi colpirà dritto al cuore. Scoprite tutta l’incredibile storia e il progetto “Fuori Asse” nell’articolo! 👇✨🎶

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Titta lancia "A metà strada"

Roma – Ci sono canzoni che non nascono tra le mura acustiche e ovattate di uno studio di registrazione, ma che esplodono all’improvviso sui sedili di un treno regionale, tra il rumore dei binari e lo scorrere dei finestrini, nel punto esatto in cui due vite separate cercano un compromesso per potersi abbracciare. Le relazioni in età adulta sono una geografia complessa, fatta di incastri millimetrici, agende sature, chilometri da percorrere e stanchezze quotidiane da arginare. Da venerdì 11 settembre 2026, questo straordinario e delicatissimo spaccato esistenziale si trasforma in una colonna sonora avvolgente. Entra infatti in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali di streaming “A metà strada”, il travolgente e intimo nuovo singolo della cantautrice e attrice romana Titta, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy.

Il brano si presenta come il perfetto e attesissimo seguito ideale di “Right Here Right Now”, aprendo ufficialmente la stagione invernale con un sound pop cantautorale, contemporaneo e iper-emotivo. Titta fotografa senza filtri o idealizzazioni romantiche il dramma e la poesia dei legami a distanza, concentrandosi su quella condizione sospesa in cui due persone continuano a scegliersi consapevolmente pur abitando mondi e città differenti. La “metà strada” del titolo diventa così il manifesto filosofico ed etico di un amore o di un’amicizia matura: quel perimetro condiviso in cui nessuno dei due è costretto ad annullare o sacrificare interamente la propria indipendenza per raggiungere l’altro, ma dove entrambi accettano di camminare l’uno verso l’orizzonte dell’altro.

Dalla stazione di Formia alla poesia del quotidiano: la genesi acustica del brano

La storia che ha portato alla nascita di questa traccia possiede la freschezza e la verità delle cose vissute sulla pelle, un aneddoto puro che l’artista condivide con spavalda sincerità. «A metà strada è nata, letteralmente, a metà strada», rivela Titta, svelando i retroscena di un lunedì pomeriggio che ha cambiato la sua rotta creativa. «Io vivo a Roma e la mia amica Laura vive e lavora a Napoli: due vite adulte, piene di impegni, ritmi diversi. Un giorno abbiamo deciso di cercare un punto intermedio tra noi e, seguendo le fermate del treno regionale, siamo finite a Formia. È lì, al tavolino di un bar, che è nata la canzone. Laura mi ha guardato e ha detto: ‘Dovresti scriverci un pezzo’. Ci siamo rese conto che quel luogo raccontava qualcosa di molto più grande di noi».

Nelle amicizie e negli amori adulti, ricorda la cantautrice, non può esserci sempre un solo individuo a percorrere l’intera distanza, investendo tempo, costi ed energie emotive mentre l’altro resta immobile ad attendere. Il brano si trasforma così in una risorsa terapeutica per l’anima del pubblico, un promemoria essenziale che insegna l’arte dell’andare incontro ai bisogni altrui senza smarrire se stessi. Una danza simmetrica e trasparente, dove non serve necessariamente incontrarsi sempre al centro esatto della terraferma, ma continuare a muoversi con empatia e rispetto reciproco per edificare un equilibrio che faccia sentire protetti entrambi.

Dalla Camera dei Deputati allo psycho-punk: il profilo di un’artista totale

L’assoluta solidità strutturale e narrativa di Titta affonda le radici in un percorso multidisciplinare straordinario, che la vede muoversi con disarmante naturalezza tra la recitazione teatrale, il songwriting e l’alta formazione. Oltre a calcare i palchi, l’artista ha approfondito con rigore gli studi nelle artiterapie espressive, portando la propria competenza scientifica fino alla Camera dei Deputati, dove ha partecipato più volte in veste di relatrice ufficiale con speech applauditissimi dedicati proprio al potere medico e curativo dell’arte sulla salute mentale. Una cura per le fragilità umane che oggi Titta continua ad affinare studiando per il conseguimento del Diploma in Canto Moderno, unendo l’istinto alla tecnica più pura.

Il suo sound originale, ricco di contrasti e venato di ironia, rabbia e introspezione, risente di influenze eterogenee che spaziano dal teatro-canzone di stampo classico alle suggestioni del musical anglo-americano, come già dimostrato nelle fortunate tracce precedenti “Ostaggi”, “Mimma” e “Perfetta”. Questo nuovo singolo si inserisce nel più ampio e monumentale progetto artistico battezzato “FUORI ASSE – carta celeste per stelle inclinate”, inaugurato a giugno 2026 con lo straziante brano “Cronika” — accompagnato da un videoclip elegante e disturbante con l’estetica psycho-punk firmata da Armando Di Lillo e la coreografia contemporanea di Anna Bucci. Con “A metà strada”, Titta dimostra che la vulnerabilità non è una debolezza da nascondere dietro uno schermo digitale, ma l’unica vera forza capace di rimetterci al mondo, una fermata del treno alla volta.

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