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Economia

POSTE ITALIANE: RISULTATI FINANZIARI DEL PRIMO TRIMESTRE 2026

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Matteo Del Fante

 

AUTORIZZAZIONE ALL’ACQUISTO E ALLA DISPOSIZIONE DI AZIONI PROPRIE

Tra gli altri argomenti, il Consiglio di Amministrazione ha ravvisato l’opportunità di sottoporre all’Assemblea ordinaria degli azionisti, all’uopo convocata il 18 giugno 2026, una nuova proposta di autorizzazione all’acquisto e alla eventuale successiva disposizione di azioni proprie per un massimo di n. 5 milioni di azioni ordinarie della Società, rappresentative dello 0,383% circa del capitale sociale, per un esborso complessivo fino a 125 milioni di euro.

Tale proposta prevede, altresì, la contestuale revoca della precedente autorizzazione – accordata al Consiglio di Amministrazione dall’Assemblea ordinaria degli Azionisti del 30 maggio 2025, per l’acquisto di un numero massimo di 2,6 milioni di azioni proprie della Società, per un controvalore massimo di euro 50 milioni, entro diciotto mesi a decorrere da tale assembleare – per la parte non ancora eseguita e fatti salvi gli effetti di quest’ultima in relazione agli atti compiuti in attuazione della stessa.

In proposito, si ricorda che, nel periodo compreso tra il 31 marzo 2026 e il 2 aprile 2026, in attuazione della predetta autorizzazione, la Società ha acquistato n. 1.773.263 azioni proprie, equivalenti a circa lo 0,13% del capitale sociale di Poste Italiane, a servizio di Piani di incentivazione basati su strumenti finanziari destinati ad Amministratori e dipendenti del Gruppo Poste Italiane, approvati dalla medesima Assemblea del 30 maggio 2025 ai sensi dell’art. 114-bis del Testo Unico della Finanza.

Considerate le 1.773.263 azioni proprie acquistate in attuazione della suddetta autorizzazione assembleare del 30 maggio 2025 – nonché le azioni proprie in portafoglio destinate a coprire il fabbisogno derivante dai piani di incentivazione precedentemente assegnati – la Società, alla data odierna, detiene n. 13.767.373 azioni proprie (al lordo delle azioni in consegna), pari allo 1,054% circa del capitale sociale.

La proposta da sottoporre all’Assemblea ordinaria del 18 giugno 2026 prevede di autorizzare il Consiglio di Amministrazione ad eseguire operazioni di acquisto e disposizione di azioni proprie finalizzate:

  • ad adempiere agli obblighi di pagamento della remunerazione variabile, da corrispondersi in azioni di Poste Italiane, destinata ad Amministratori e dipendenti del Gruppo Poste Italiane o di società controllate o collegate;
  • ad effettuare operazioni di copertura a fronte dell’esposizione derivante dai movimenti dell’azione Poste Italiane con riguardo agli obblighi di pagamento derivanti dal piano di remunerazione variabile a lungo termine ILT Phantom Stock Option (2026-2028).

L’acquisto di azioni proprie sarà consentito per diciotto mesi a decorrere dalla data della delibera assembleare di autorizzazione; non è invece previsto alcun limite temporale per la disposizione delle azioni proprie acquistate.

Gli acquisti di azioni proprie potranno essere effettuati ad un prezzo che sarà individuato, di volta in volta, tenendo conto della modalità prescelta per l’effettuazione dell’operazione, della normativa pro-tempore vigente e in particolare delle condizioni relative alle negoziazioni stabilite nell’art. 3 del Regolamento Delegato (UE) n. 2016/1052 (il “Regolamento 1052”) attuativo del Regolamento (UE) n. 596/2014, ove applicabili. In particolare, ai sensi dell’articolo 3 del Regolamento 1052, gli acquisiti potranno essere effettuati ad un corrispettivo che non sia superiore al prezzo più elevato tra il prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta indipendente più elevata corrente nelle sedi di negoziazione dove viene effettuato l’acquisto. Inoltre, ad ulteriore cautela, tale prezzo non dovrà discostarsi in diminuzione o in aumento di oltre il 10% rispetto al prezzo di riferimento rilevato sul Mercato Telematico Azionario denominato “Euronext Milan”, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., il giorno precedente ogni singola operazione. La vendita o gli altri atti dispositivi di azioni proprie, invece, avverranno secondo i termini e le condizioni di volta in volta stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, nel rispetto della normativa pro-tempore vigente.

Gli acquisti di azioni proprie dovranno, in ogni caso, essere effettuati in modo da assicurare la parità di trattamento tra gli Azionisti, secondo le modalità stabilite dalla Consob nell’ambito dell’art. 144-bis, comma 1, del Regolamento Emittenti. Nell’effettuazione delle operazioni di acquisto dovranno, inoltre, essere osservate le modalità stabilite dalla normativa pro-tempore vigente e le condizioni indicate nell’art. 5 del Regolamento (UE) n.596/2014.

L’avviso di convocazione e la documentazione relativa all’unico argomento all’ordine del giorno dell’Assemblea ordinaria degli Azionisti del 18 giugno 2026, prevista dalla normativa vigente, sarà messa a disposizione del pubblico nei termini di legge.

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Economia

L’Umanesimo Integrale contro gli algoritmi: due giorni di dibattito sull’Economia Civile (con la Lectio del Card. Bagnasco)

Il profitto può e deve andare d’accordo con l’essere umano: due giorni di dibattito sull’Umanesimo Integrale e l’Economia Civile! 🤖 🌍 L’Intelligenza Artificiale, gli algoritmi e la finanza mondiale stanno cambiando per sempre il mondo del lavoro. Ma in questa corsa frenetica verso il futuro, l’uomo che fine farà? Una domanda essenziale a cui cercheranno di dare risposta imprenditori, professori ed esponenti dell’associazionismo in due attesissime giornate dedicate all’Economia Civile. Un evento impreziosito dalla “Lectio Magistralis” del Cardinale Angelo Bagnasco (Consulente UCID), per ricordare a tutti che l’economia non è una formula matematica astratta, ma tocca la vita quotidiana delle nostre famiglie! “Il profitto non deve mai calpestare il bene comune. Rimettere l’essere umano, con la sua dignità e i suoi sentimenti, al centro dell’economia non è un ritorno al passato, ma la mossa più moderna che possiamo fare!”, spiegano gli organizzatori. Leggi le profonde riflessioni emerse dal dibattito nel nostro articolo di approfondimento. 👇 🤝 Secondo voi l’intelligenza artificiale rischia di farci perdere la nostra “umanità” sul posto di lavoro?

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Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti

Redazione – In un mondo che corre sempre più veloce, ipnotizzato dalle straordinarie (e a tratti inquietanti) potenzialità della tecnologia e schiacciato dalla dittatura silenziosa dei numeri, sorge spontanea una domanda fondamentale: quale posto vogliamo che la persona umana occupi nel modello economico e sociale che stiamo costruendo per il domani? È esattamente da questo interrogativo vitale che prendono le mosse due attesissime giornate di riflessione e dibattito interamente dedicate all’Umanesimo Integrale e all’Economia Civile. Un evento di altissima caratura intellettuale e morale, che vede protagonisti autorevoli esponenti del mondo dell’impresa, dell’economia globale, dell’università e del vasto panorama dell’associazionismo italiano.

La persona al centro: oltre gli algoritmi e la tecnologia

Nelle toccanti parole della moderatrice dell’evento si racchiude il senso profondo di questa importante iniziativa culturale: «Moderare queste due giornate significa, per me, confrontarsi con una domanda profondamente attuale sul ruolo dell’uomo. Viviamo una fase storica di grandi, repentine e inarrestabili trasformazioni, in cui la tecnologia avanzata, l’intelligenza artificiale e i nuovissimi modelli produttivi digitali stanno cambiando rapidamente il mondo del lavoro e le relazioni umane».
Il rischio concreto, avvertono gli esperti, è quello di perdere la bussola morale. Proprio per questo motivo, oggi più che mai, è strettamente necessario non perdere di vista tutto ciò che non può e non deve essere ridotto a un freddo algoritmo matematico o a un mero indicatore finanziario di Borsa: valori assoluti come la dignità del lavoratore, la responsabilità d’impresa, la cura per il prossimo, la fiducia reciproca e l’innata capacità umana di costruire una vera “comunità”.

“L’economia non è separata dalla vita”: il valore del bene comune

Spesso, ascoltando i telegiornali o leggendo i quotidiani finanziari, commettiamo l’errore di pensare all’economia come a una scienza astratta, lontana anni luce dalla nostra quotidianità. Ma la realtà è ben diversa. L’economia non è affatto qualcosa di entità separata dalla nostra vita reale; ogni singola scelta economica, politica o aziendale produce delle conseguenze dirette e tangibili sulle singole persone, sui bilanci delle famiglie, sulle piccole imprese locali e sull’intero tessuto sociale del Paese.
Ecco perché parlare apertamente di “Economia Civile” significa in realtà parlare di una precisa idea di futuro: «Un futuro nel quale il profitto (giusto e necessario per fare impresa) non venga mai contrapposto al bene comune, ma possa finalmente diventare parte integrante di un processo molto più ampio di creazione di vero valore umano e sociale», come sottolineato in sede di presentazione dell’evento.

La Lectio Magistralis del Cardinale Bagnasco e la sfida dell’UCID

Il momento culminante e più atteso di questo prezioso confronto a più voci sarà, senza alcun dubbio, la Lectio Magistralis tenuta da Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco, nella sua veste di autorevole Consulente Ecclesiastico Nazionale dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti).
La sua profonda saggezza pastorale e la sua lucida visione etica illumineranno il dibattito, ricordando ai leader del mondo economico che l’impresa deve essere sempre al servizio dell’uomo, e non l’uomo schiavo dell’impresa. «Sono particolarmente felice di moderare questo confronto e di poter ascoltare la lectio magistralis del Cardinale», ha ribadito la conduttrice delle due giornate. «Credo fermamente che proprio dal dialogo sincero tra esperienze professionali e sensibilità umane così diverse possano nascere delle risposte concrete, attuabili fin da subito nella società».

La scelta più moderna per il futuro

Le conclusioni programmatiche di questo vertice sull’Umanesimo Integrale sono un potentissimo inno alla speranza. La vera sfida che attende i manager, gli accademici e i politici di oggi, infatti, non è soltanto quella di capire e prevedere quale tipo di economia avremo domani, ma decidere (qui e ora) quale società vogliamo attivamente costruire per noi e per i nostri figli.
«Rimettere la persona al centro dell’universo economico non è un passo indietro o un nostalgico ritorno al passato», conclude magistralmente la moderatrice, «ma rappresenta in assoluto la scelta più moderna, rivoluzionaria e lungimirante che possiamo fare oggi per salvare il nostro futuro».

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Economia

Poste Italiane batte la fuga delle banche: 431 nuovi Postamat per salvare i piccoli borghi dall’isolamento finanziario

Poste Italiane salva i piccoli borghi d’Italia dalla fuga delle banche! 🏦❌ Nel primo semestre del 2026 arrivano ben 431 nuovi sportelli automatici Postamat, portando la rete a un record di 9.668 presidi attivi 24 ore su 24. 📉🌿 In ben 5 regioni, tra cui Abruzzo e Calabria, Poste supera l’intero sistema bancario, garantendo prelievi sicuri anti-clonazione e servizi digitali sotto casa contro lo spopolamento. Una svolta straordinaria che difende i cittadini e i pensionati. Leggi qui per scoprire i dati ufficiali, le funzioni smart dei nuovi ATM e i comuni coinvolti dal piano Polis! 👇

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Postamat

Roma – Ci sono territori in cui la chiusura di uno sportello automatico non è semplicemente un piccolo disagio logistico, ma rappresenta una ferita profonda, un segnale tangibile di abbandono che spinge i piccoli borghi verso lo spopolamento e l’isolamento economico. In un’Italia che assiste impotente alla progressiva e preoccupante desertificazione bancaria, con gli istituti di credito che tagliano filiali e riducono i servizi nelle aree interne, si leva un argine solido a difesa dei cittadini e dei pensionati. Nei primi sei mesi del 2026, Poste Italiane ha impresso un’accelerazione straordinaria alla propria rete infrastrutturale, installando ben 431 nuovi sportelli automatici ATM Postamat. Sotto la guida dell’Amministratore Delegato Matteo Del Fante e del Direttore Generale Giuseppe Lasco, il Gruppo ha portato il totale nazionale a quota 9.668 presidi attivi, consolidando il proprio ruolo di pilastro insostituibile di prossimità sociale e umana.

I dati emersi dalle ultime rilevazioni della Banca d’Italia sul Sistema dei pagamenti fotografano una realtà spietata: dal 2018 ad oggi, gli sportelli automatici degli istituti di credito sono crollati da oltre 40 mila a poco più di 36 mila unità, accompagnati dalla chiusura di quasi un quarto delle filiali fisiche sul territorio nazionale. In questo scenario di ritirata, la strategia di Poste Italiane è andata in netta controtendenza, mantenendo la stabilità della propria rete e aumentando il numero dei Postamat del 33% dal 2018 ad oggi, con un incremento netto di 2.386 dispositivi. Una scelta di civiltà che ha portato a un sorpasso storico: sono ormai ben cinque le regioni italiane in cui gli sportelli automatici di Poste superano numericamente quelli dell’intero sistema bancario unito, ovvero Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Valle d’Aosta.

Molto più di un prelievo: una porta d’accesso digitale aperta 24 ore su 24

I moderni ATM Postamat installati sul territorio hanno smesso da tempo di essere semplici distributori di banconote per trasformarsi in veri e propri sportelli intelligenti della Pubblica Amministrazione e dell’azienda, operativi e protetti 24 ore su 24. Attraverso questi monitor touch screen di ultima generazione, i cittadini possono sbrigare in totale autonomia una miriade di pratiche quotidiane: dalla consultazione rapida del saldo e dei movimenti del conto BancoPosta alle ricariche telefoniche dei principali operatori, fino alla ricarica delle carte Postepay e al pagamento dei bollettini premarcati. Inoltre, grazie alla tecnologia integrata con l’App di Poste Italiane, è possibile effettuare il prelievo di denaro contante in modalità “cardless”, ovvero senza avere con sé la tessera fisica, azzerando i tempi di attesa.

La sicurezza degli utenti e la tutela del risparmio restano al centro di questa imponente estensione infrastrutturale. Tutti i nuovi dispositivi installati nel primo semestre del 2026 sono stati equipaggiati con avanzati sistemi tecnologici anti-skimming, barriere elettroniche nate per impedire la clonazione fraudolenta delle carte di credito e dei codici pin. Sul fronte della prevenzione dei reati predatori e degli assalti fisici alle filiali, i Postamat dispongono di modernissimi meccanismi di macchiatura istantanea delle banconote: in caso di esplosione o tentativo di scasso forzato, i contanti vengono resi completamente inutilizzabili dall’inchiostro speciale, scoraggiando sul nascere le azioni dei malviventi e proteggendo i locali di prossimità.

Il Progetto Polis e la rinascita dei piccoli Comuni sotto i 15mila abitanti

Questa precisa e strategica volontà di mantenere intatta e viva la presenza fisica sul territorio trova il suo naturale compimento nel grandioso Progetto Polis. L’iniziativa, che sta rivoluzionando il volto di quasi 7.000 uffici postali situati nei comuni italiani con meno di 15mila abitanti, punta a trasformare le vecchie sedi periferiche in avamposti digitali dello Stato. Un piano monumentale finanziato per 800 milioni di euro con le risorse provenienti dal piano complementare al PNRR e per oltre 400 milioni di euro con fondi diretti stanziati da Poste Italiane, teso a favorire l’inclusione sociale e a combattere lo spopolamento delle aree montane e collinari attraverso l’erogazione di servizi integrati.

Poter richiedere il passaporto sotto casa, ottenere un certificato anagrafico o consultare i dati INPS senza dover affrontare lunghi e faticosi viaggi verso i capoluoghi di provincia significa restituire dignità e uguaglianza a milioni di cittadini che pagano le tasse e che hanno il diritto sacrosanto di non essere lasciati indietro. Poste Italiane dimostra così che la transizione digitale non deve necessariamente coincidere con la cancellazione del contatto umano e dei presidi fisici. L’espansione della rete Postamat è il manifesto di un’azienda che non dimentica le proprie radici popolari e che mette la tecnologia più avanzata al servizio del benessere collettivo, ricordando al Paese che la coesione sociale resta l’investimento più importante per il nostro futuro comune.

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Economia

Il “miracolo” in Abruzzo contro il caro-vita: il Comune si compra il distributore e vende la benzina e diesel a 20 centesimi in meno!

Benzina a 1,75 e Gasolio a 1,89? In Abruzzo esiste un comune che ha sconfitto il caro-carburanti! ⛽ 🤩 Mentre nel resto d’Italia si sfiorano i 2,20 euro al litro, a Valle Castellana (Teramo) sta succedendo un vero e proprio miracolo! Qualche anno fa, per evitare che l’ultimo benzinaio del paese chiudesse, il Sindaco ha deciso di far comprare il distributore direttamente al Comune. Il risultato? L’amministrazione oggi vende i carburanti praticamente al prezzo di costo, facendo risparmiare fino a 20 centesimi al litro agli automobilisti! È stata ribattezzata la “benzina del sindaco” ed è diventata un punto di riferimento per pendolari e turisti, facendo peraltro incassare al Comune ben 500.000 euro da reinvestire in servizi! Un esempio pazzesco e virtuoso che dovrebbe essere copiato in tutta Italia. Leggi la storia completa nel nostro articolo e tagga il sindaco della tua città nei commenti! 👇 👏

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Benzina e Diesel

Redazione – Mentre in tutta Italia gli automobilisti stringono i denti e mettono mano al portafogli, svenati da distributori autostradali che espongono prezzi da capogiro (con il gasolio che ha ormai sfondato la drammatica soglia dei 2,20 euro al litro), c’è un piccolo e virtuoso angolo d’Italia dove si respira un’aria completamente diversa. Stiamo parlando di Valle Castellana, un affascinante comune incastonato nella provincia di Teramo, nel cuore verde dell’Abruzzo. Qui è in corso un esperimento amministrativo senza precedenti che sta letteralmente “facendo scuola” in tutto il Paese, dimostrando che combattere il caro-carburanti non solo è possibile, ma può persino arricchire le casse cittadine.

L’idea geniale: quando il Comune diventa “benzinaio”

Per capire questo piccolo miracolo economico bisogna fare un salto indietro nel tempo. Qualche anno fa, l’unica e ultima stazione di servizio presente sul vasto territorio comunale di Valle Castellana rischiava la chiusura definitiva. Una prospettiva drammatica per un comune montano che rischiava l’isolamento. Ma invece di alzare le braccia in segno di resa, l’amministrazione comunale, guidata dal tenace e lungimirante sindaco Camillo D’Angelo, ha preso una decisione tanto coraggiosa quanto rivoluzionaria: rilevare la stazione di servizio e puntare sulla gestione pubblica.

Quella che all’inizio sembrava soltanto una disperata operazione di salvataggio “in extremis” per non perdere un servizio essenziale, oggi, in tempi di speculazioni e prezzi alle stelle, si è trasformata in un’autentica miniera d’oro e in un modello di welfare cittadino. Il Comune, infatti, ha deciso di vendere benzina e gasolio sostanzialmente al prezzo di costo, rinunciando a fare creste e speculazioni, e permettendo agli automobilisti di risparmiare cifre enormi, dai 10 ai 20 centesimi al litro rispetto a un qualsiasi e normale self-service gestito da privati.

I prezzi del “miracolo” e il boom di entrate pubbliche

In un periodo in cui fare il pieno sembra diventato un lusso riservato a pochi, i prezzi esposti sui tabelloni del distributore di Valle Castellana sembrano provenire da un’altra epoca. Qui, la benzina viene venduta a 1,75 euro al litro, mentre il gasolio si ferma a 1,89 euro al litro. Si tratta di oro puro per i consumatori, se paragonati alle medie nazionali che gravitano stabilmente sopra i due euro.

Ma attenzione, non si tratta di un’operazione in perdita per il Comune, anzi! La mossa si è rivelata economicamente dirompente: grazie ai prezzi imbattibili e al passaparola, nel 2025 le entrate generate dal distributore comunale sono schizzate dalla modesta cifra di 75mila euro dell’anno precedente a un clamoroso incasso di 500mila euro. Soldi freschi che il Comune può reinvestire in servizi per i cittadini.

Tutti in fila per fare il pieno con la “benzina del Sindaco”

Come era facilmente prevedibile, il successo è stato travolgente. A beneficiare di questa oasi del risparmio non sono soltanto i circa 800 abitanti sparsi nelle quasi 40 frazioni che compongono il comune di Valle Castellana. Il distributore si è trasformato in una tappa obbligata e in un vero e proprio punto di riferimento per l’intero territorio. Alle pompe si mettono regolarmente in fila pendolari che attraversano la provincia per lavoro, mezzi commerciali, e soprattutto tantissimi turisti diretti verso le bellezze paesaggistiche del vicino Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Un modello da esportare per sconfiggere i rincari

Ormai da tutti, in zona, è stata affettuosamente ribattezzata “la benzina del sindaco”. Quello di Valle Castellana non è più solo un semplice distributore di paese, ma il simbolo vivente che le istituzioni locali, se gestite con intelligenza e coraggio, possono davvero tutelare i propri cittadini dalle speculazioni globali. Un esempio virtuoso e illuminante che dovrebbe fare scuola: chissà che altri sindaci, da Nord a Sud, non decidano presto di seguire le orme dell’Abruzzo per dare un taglio netto al caro-vita.

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