Economia
POSTE ITALIANE: RISULTATI FINANZIARI DEL PRIMO TRIMESTRE 2026
Roma, 7 maggio 2026
Dichiarazioni previsionali e altre informazioni importanti
Questo documento contiene alcune dichiarazioni previsionali, che riflettono le attuali opinioni del management di Poste Italiane in merito ad eventi futuri e alle prestazioni finanziarie e operative della Società e del Gruppo.
Tali dichiarazioni previsionali sono rese alla data del presente documento e si basano su aspettative attuali, ipotesi ragionevoli e proiezioni su eventi futuri e sono, pertanto, soggette a rischi e incertezze. I futuri ed effettivi risultati e prestazioni potrebbero infatti materialmente differire da quanto espresso o implicito in questa presentazione, a causa di diversi fattori, molti dei quali al di fuori della capacità di Poste Italiane di prevedere, controllare o stimare con precisione, ivi inclusi, senza pretesa di completezza, cambiamenti del quadro legislativo e regolamentare, sviluppi del mercato, fluttuazioni dei prezzi e altri rischi e incertezze, quali, a titolo esemplificativo, rischi derivanti dagli effetti diretti e indiretti risultati dai conflitti internazionali in corso.
Le dichiarazioni previsionali contenute nel presente documento non costituiscono una garanzia sulle prestazioni future e, pertanto, si avverte di non fare indebito affidamento su di esse.
Questo documento non costituisce una raccomandazione relativa ai titoli della Società, non contiene un’offerta di vendita o nessuna sollecitazione all’offerta di acquisto di titoli emessi da Poste Italiane o da una qualsiasi delle sue società del Gruppo o altre forme di attività, prodotti o servizi finanziari.
Fatto salvo quanto richiesto dalla normativa vigente, Poste Italiane nega qualsiasi intenzione o obbligo di aggiornare o rivedere le dichiarazioni previsionali contenute nel presente documento per riflettere eventi o circostanze successive alla data del medesimo.
Questo documento include informazioni finanziarie di sintesi e non deve essere considerato un sostituto del bilancio completo di Poste Italiane.
Addizioni di numeri nel documento potrebbero non tornare a causa di arrotondamenti.
[1] I ricavi sono esposti al netto dei costi connessi all’acquisto delle materie prime, degli oneri di sistema e del trasporto di energia elettrica e gas. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.
[2] Il Risultato Operativo (EBIT) Adjusted è rettificato escludendo gli oneri per il contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita e costi e proventi di natura straordinaria. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.
[3] Esclude la valutazione a equity della partecipazione in TIM S.p.A. inclusiva degli effetti rinvenienti dalla Purchase Price Allocation (PPA). Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.
[4] Escludendo l’effetto del principio contabile IFRS 17.
[5] Include costi per beni e servizi e ammortamenti e svalutazioni. I numeri sono esposti al netto del costo delle materie prime e degli oneri di sistema e di trasporto di energia elettrica e gas del business dell’energia. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.
[6] Include ricavi rinvenienti da altri settori, legati all’utilizzo della rete di distribuzione, i servizi corporate e il rimborso dei costi relativi ai CAPEX.
[7] Compresi i ricavi da bollettini di pagamento, servizi accessori conti correnti, incassi e pagamenti INPS e trasferimento fondi.
[8] Compresi i ricavi da Deposito titoli, carte di credito, altri ricavi derivanti dalla distribuzione di prodotti di terzi.
[9] Comprende Fondi Comuni di Investimento e Investimenti Vita e Previdenza.
[10] Il Risultato Operativo (EBIT) Adjusted è rettificato escludendo gli oneri per il contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita e costi e proventi di natura straordinaria. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.
[11] Esclude il run-off del portafoglio di Cronos.
[12] Il tasso di riscatto (“lapse rate”) è calcolato come il rapporto annualizzato tra i riscatti e le riserve tecniche civilistiche medie ed esclude il run-off del portafoglio Cronos.
[13] Dati di fine periodo.
[14] Il Risultato Operativo (EBIT) Adjusted è rettificato escludendo gli oneri per il contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita e costi e proventi di natura straordinaria. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.
[15] Fonte: OECD Economic Outlook, Interim Report March 2026.
[16] Fonte: Banca d’Italia – Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana – 3 aprile 2026.
[17] Il Risultato Operativo (EBIT) Adjusted è rettificato escludendo gli oneri per il contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita e costi e proventi di natura straordinaria. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.
[18] Esclude la valutazione a equity della partecipazione in TIM S.p.A., inclusiva degli effetti rinvenienti dalla Purchase Price Allocation (PPA). Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.
Economia
Poste italiane promuove la cultura finanziaria con nuovi incontri digitali
📢 Poste Italiane torna con l’educazione finanziaria: una serie di webinar gratuiti per imparare a gestire risparmi, investimenti e pianificazione familiare nel segno della consapevolezza. Non perdere l’occasione di formarti al meglio.
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Redazione- Roma e l’intero territorio nazionale si preparano a una nuova serie di appuntamenti dedicati alla consapevolezza economica, organizzati da Poste Italiane per supportare i cittadini nelle scelte quotidiane e di lungo periodo. L’iniziativa, che si articolerà durante la prossima settimana, nasce per colmare quel divario di conoscenze tecniche necessario a navigare nel complesso mondo dei mercati finanziari, assicurativi e previdenziali. Attraverso una modalità di fruizione agile come quella del webinar, l’azienda intende raggiungere una platea quanto più ampia possibile, superando le barriere geografiche e offrendo strumenti pratici per una gestione oculata delle risorse personali e familiari.
Il calendario degli appuntamenti formativi
La programmazione prende il via martedì 16 giugno con un focus specifico su risparmi e dinamiche di investimento. Sono previste due sessioni, una al mattino alle ore 10.00 e una nel pomeriggio alle ore 16.00, durante le quali gli esperti illustreranno le strategie per ottimizzare il bilancio personale in un contesto economico globale spesso volatile. L’obiettivo dichiarato è fornire ai partecipanti le basi per approcciare il mondo finanziario non come un ostacolo, ma come un mezzo per costruire il proprio benessere futuro.
Le attività proseguiranno giovedì 18 giugno, giornata suddivisa in due macro-temi di grande attualità. Alle ore 10.00 l’incontro sarà incentrato sul passaggio generazionale, una questione spesso trascurata dai risparmiatori italiani ma determinante per la tutela del patrimonio e della serenità familiare nel tempo. Alle ore 16.00, invece, il focus si sposterà su “Il corso della vita”, un seminario progettato per guidare gli utenti nell’analisi dei propri bisogni reali, aiutandoli a pianificare obiettivi concreti in base alle varie tappe esistenziali. La capacità di guardare avanti, prevedendo le necessità che emergono con l’avanzare dell’età o al cambiare della composizione familiare, rappresenta una competenza fondamentale per la stabilità economica del nucleo.
Accessibilità e impegno verso l’inclusione sociale
Uno degli elementi di maggiore rilievo di questa edizione è l’attenzione dedicata all’accessibilità. Poste Italiane ha previsto che i webinar programmati per martedì alle 16.00 e giovedì alle 16.00 siano dotati di sottotitoli e della presenza di un interprete della Lingua Italiana dei Segni (LIS). Tale scelta mira a garantire la massima partecipazione possibile, eliminando le barriere comunicative e rendendo il diritto alla conoscenza finanziaria universale, in linea con gli standard di inclusione digitale promossi a livello europeo.
Questa attività si inserisce all’interno di un quadro più vasto di responsabilità sociale d’impresa, coerente con i criteri ESG (Environmental, Social and Governance) definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Per l’azienda, la diffusione del sapere economico non è una semplice attività collaterale, quanto una missione storica che si rinnova nell’era digitale. Partecipare è semplice: è sufficiente accedere alla sezione dedicata all’educazione finanziaria sul portale istituzionale di Poste Italiane, selezionare l’evento di proprio interesse e completare la registrazione gratuita. Gli strumenti messi a disposizione non si limitano ai webinar in diretta; sul portale web sono disponibili diverse risorse multimediali, tra cui la serie di podcast “Generazione EF – Al femminile”, studiata per offrire consigli pratici alle donne, aiutandole a bilanciare le sfide quotidiane con le ambizioni di natura economica. Attraverso il racconto di storie d’ispirazione, il progetto si propone come una guida pratica per una gestione finanziaria autonoma e consapevole, capace di adattarsi alle esigenze specifiche di ogni utente.
L’iniziativa conferma la volontà di Poste Italiane di porsi come punto di riferimento per il cittadino, non solo per l’erogazione di servizi postali o finanziari, ma anche come motore di crescita culturale per il Paese. In un’epoca in cui la gestione del denaro richiede competenze sempre più raffinate, il confronto costante tra istituzioni e risparmiatori diventa lo strumento principale per proteggere il risparmio privato e promuovere una crescita economica più solida e informata per tutte le fasce della popolazione.
Economia
Il settore Fintech in Italia ha finalmente una cornice normativa dedicata: nasce il primo CCNL per l’innovazione finanziaria
🚀 Il settore Fintech italiano si evolve: nasce il primo CCNL dedicato. Confimprenditori e APSP introducono uno strumento moderno per garantire tutele ai lavoratori e certezza operativa alle imprese in un mercato in continua trasformazione.
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#Fintech #Lavoro #Innovazione #Confimprenditori
Redazione- Roma è la cornice istituzionale in cui si è concretizzata una svolta storica per il mercato del lavoro italiano. La presentazione ufficiale del primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) interamente dedicato al settore Fintech segna un momento di rottura rispetto al passato, definendo le regole del gioco per un comparto che, finora, ha operato in una sorta di limbo normativo. L’iniziativa, promossa da Confimprenditori in collaborazione con l’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento (APSP), risponde alla necessità di inquadrare correttamente figure professionali che, fino a ieri, venivano inserite in schemi contrattuali obsoleti e distanti dalla realtà operativa delle imprese tecnologiche.
una risposta concreta alle nuove figure professionali
Il contesto economico attuale è caratterizzato dalla digitalizzazione dei servizi finanziari, dall’ascesa delle piattaforme di pagamento e dalla gestione massiva dei dati. Queste attività richiedono competenze specifiche che raramente trovano corrispondenza nei vecchi contratti collettivi pensati per il comparto metalmeccanico o per il terziario tradizionale. Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori, ha definito questo nuovo strumento come un “vestito su misura”, sottolineando come la natura stessa delle imprese fintech richieda agilità e flessibilità, senza però rinunciare a una solida base di tutele per i lavoratori.
Il settore in questione non si limita alla semplice finanza, ma abbraccia lo sviluppo software, l’intelligenza artificiale applicata ai mercati e l’infrastruttura tecnologica dei pagamenti digitali. L’assenza di un riferimento contrattuale specifico ha creato, per anni, incertezza sia per gli imprenditori, costretti a districarsi tra inquadramenti inadeguati, sia per i dipendenti, privi di percorsi di crescita coerenti con la loro reale attività quotidiana. Il nuovo CCNL punta a risolvere questa criticità, offrendo una classificazione moderna che riconosce il valore delle competenze tecniche elevate e le peculiarità dei cicli produttivi digitali.
vantaggi strategici per le aziende e per i lavoratori
L’introduzione di questo contratto non rappresenta solo un atto burocratico, ma una leva strategica per lo sviluppo del sistema Paese. Il comparto Fintech è uno dei motori principali della trasformazione digitale europea. Dotarsi di un quadro normativo dedicato permette alle start-up e alle aziende consolidate del settore di competere ad armi pari nel mercato globale, attirando talenti e garantendo stabilità operativa. La tutela del lavoratore passa attraverso la definizione di percorsi formativi chiari e una gestione degli orari e delle modalità di lavoro che rispecchia lo smart working e il lavoro agile, ormai pilastri del settore.
Dal punto di vista giuridico, le imprese possono finalmente contare su norme che riconoscono la complessità della gestione delle piattaforme digitali. Si esce dalla logica dei contratti “di comodo” per entrare in quella di un contratto “di settore” che protegge l’innovazione. La finalità è duplice: da un lato, offrire garanzie robuste a chi investe nel capitale umano; dall’altro, favorire una crescita programmata di un comparto che, nei prossimi anni, sarà chiamato a gestire flussi economici sempre più rilevanti.
il futuro del lavoro digitale dopo il ccnl fintech
Il percorso che porta alla firma di questo CCNL è, secondo Confimprenditori, solo la prima fase di un cammino più ampio. L’obiettivo è quello di accompagnare l’evoluzione tecnologica con una protezione sociale altrettanto avanzata. Non si tratta di cristallizzare la professione, ma di permettere ai giovani che entrano nel mondo fintech di costruire una carriera solida, partendo da basi contrattuali certe.
La collaborazione con il dottor Pimpinella e l’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento è stata la chiave per tradurre le esigenze tecniche in norme contrattuali applicabili. In un ecosistema dove il cambiamento è l’unica costante, avere regole chiare permette di pianificare investimenti e di formare specialisti pronti a raccogliere le sfide del domani. L’economia italiana, spesso accusata di lentezza nell’adeguarsi ai trend digitali, dimostra con questo atto di voler colmare il divario, offrendo agli operatori del Fintech una casa comune in cui far crescere le proprie attività.
Economia
Crisi e debiti, l’appello di Confederazione Imprese Italia per sbloccare il credito delle piccole aziende
📢 La crisi dei crediti deteriorati richiede un nuovo approccio per salvare le piccole e medie imprese italiane. Confederazione Imprese Italia chiede riforme immediate in Senato per evitare il blocco del sistema produttivo nazionale.
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#economia #imprese #debiti #politicaeconomica
Redazione- Roma è il cuore pulsante delle decisioni che riguardano il futuro economico del Paese, ed è proprio dalla capitale che giunge un monito che non ammette repliche. La Confederazione Imprese Italia, sotto la guida del suo Presidente Biagio Cefalo, ha recentemente depositato una memoria istituzionale di grande rilievo indirizzata al Senatore Salvatore Sallemi. Il focus del documento è il Disegno di Legge S.414, un atto normativo che si propone di affrontare il nodo gordiano dei crediti deteriorati, trasformando quella che oggi è vista come una mera questione contabile in una vera leva di riscatto per il tessuto produttivo nazionale.
Il sistema delle micro, piccole e medie imprese, vero baluardo occupazionale tra artigianato, commercio, turismo e servizi, si trova di fronte a una sfida che rischia di paralizzare l’intera economia. La tesi sostenuta dalla Confederazione è chiara: i 270 miliardi di euro di crediti deteriorati, i cosiddetti NPL, non possono essere considerati solo come una massa passiva da gestire attraverso procedure di recupero aggressive. Al contrario, devono essere gestiti con logiche di “seconda opportunità”, un principio già ampiamente promosso in ambito europeo e che ora deve trovare piena cittadinanza anche nel quadro giuridico italiano.
la proposta di una riforma strutturale per le piccole imprese
Il contesto in cui operano le aziende italiane ha subito scosse di intensità inaudita negli ultimi quindici anni. Prima la crisi finanziaria globale, poi gli effetti prolungati della pandemia, la crisi energetica e l’impennata dell’inflazione hanno eroso la capacità di tenuta dei piccoli imprenditori. Molte realtà, che fino a un decennio fa erano pilastri della propria economia locale, si sono ritrovate intrappolate in spirali debitorie generate da eventi esterni totalmente indipendenti dalla loro capacità gestionale.
La Confederazione Imprese Italia, attraverso il deposito del documento ufficiale, avanza proposte concrete volte a mitigare questa sofferenza. Tra le integrazioni strategiche suggerite al legislatore figura il diritto di prelazione in favore del debitore ceduto. Questa misura permetterebbe a chi ha generato il debito di riacquistare il proprio credito a un prezzo coerente con il valore di mercato, invece di vederlo svenduto a soggetti terzi o fondi speculativi che raramente perseguono logiche di continuità aziendale.
Inoltre, l’organizzazione insiste sulla necessità di introdurre una procedura obbligatoria di composizione preventiva. Prima che qualsiasi azione esecutiva o pignoramento venga avviato, il sistema dovrebbe garantire una fase di mediazione in cui le parti siano chiamate a trovare un accordo sostenibile. Questo approccio non solo ridurrebbe l’intasamento dei tribunali, ma permetterebbe anche la sopravvivenza di aziende che, con una dilazione o una ristrutturazione corretta, tornerebbero immediatamente a generare valore.
il ruolo dell’osservatorio nazionale e la richiesta di semplificazione
Un altro punto qualificante della visione di Biagio Cefalo risiede nell’invocazione di iter burocratici semplificati. Per un professionista o una microimpresa con pochi dipendenti, confrontarsi con le attuali procedure concorsuali significa spesso affrontare costi legali e tempi tecnici che portano inesorabilmente alla chiusura. La proposta prevede un percorso dedicato, pensato specificamente per le imprese di piccole dimensioni, meno costoso e più rapido, rendendo giustizia alla peculiarità del sistema italiano.
Infine, l’organizzazione avanza la richiesta di istituire un Osservatorio nazionale presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tale organismo dovrebbe vigilare sull’andamento dei crediti deteriorati e monitorare l’efficacia delle riforme, garantendo un dialogo costante tra le istanze del mondo del lavoro e le decisioni del dicastero. Il Presidente Cefalo ha dichiarato la propria totale disponibilità a offrire il contributo tecnico della Confederazione in audizioni parlamentari e tavoli tecnici. L’obiettivo è chiaro: trasformare il DDL S.414 in uno strumento che non sia solo una norma tecnica, ma una diga capace di arginare il rischio di una paralisi economica generale. La sopravvivenza delle piccole imprese è, in ultima istanza, la sopravvivenza della ricchezza diffusa dell’Italia.
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