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La palestina diventa specchio del mondo: l’iniziativa nazionale per Francesca Albanese

📢 Oltre 140 piazze in Italia si uniscono per ascoltare Francesca Albanese: un appuntamento per non dimenticare Gaza e riflettere sul valore universale della libertà.

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#Palestina #FrancescaAlbanese #DirittiUmani #SolidarietĂ 

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Redazione-  Pescara, Chieti, Teramo e decine di altre cittĂ  italiane si preparano a un appuntamento che supera i confini territoriali per trasformarsi in un momento di riflessione collettiva sulla situazione in Medio Oriente. Venerdì 19 giugno, alle ore 20.30, oltre 140 piazze e presidi in tutta Italia saranno collegati in una diretta streaming simultanea con Francesca Albanese, giurista e relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. L’evento, promosso a livello nazionale, mira a mantenere alta l’attenzione pubblica sul conflitto attraverso la presentazione del nuovo libro della studiosa: “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertĂ ”.

Il libro come strumento di resistenza

Il volume scritto da Francesca Albanese non è un semplice saggio accademico, ma si propone come una narrazione profonda delle dinamiche che legano la questione palestinese al resto del globo. Durante la serata, l’autrice dialogherĂ  con il giornalista ed analista geopolitico Matteo Meloni, offrendo una chiave di lettura originale: la Palestina non come un caso isolato, ma come uno specchio in cui il mondo intero può riflettersi e riconoscere le proprie fragilitĂ , le proprie ingiustizie e i propri desideri di emancipazione.

L’autrice stessa, nelle pagine del manifesto, sottolinea come l’opera rappresenti un punto di incontro per migliaia di storie individuali e collettive. Si tratta di un accorato appello affinchĂ© le voci di chi sogna la libertĂ , in qualsiasi angolo del pianeta, trovino una sintesi nella difesa dei diritti inalienabili. La discussione verterĂ  non soltanto sulle cause storiche del conflitto, ma anche sull’urgenza di comprendere il presente, caratterizzato da una drammatica sequenza di distruzioni che interessano Gaza, la Cisgiordania e il Libano. Il format della serata prevede un momento interattivo in cui Albanese risponderĂ  direttamente alle domande poste dagli attivisti presenti nei vari luoghi collegati, creando un ponte comunicativo tra la conoscenza esperta della giurista e la sensibilitĂ  dei territori.

Una rete solidale diffusa sul territorio abruzzese

La mobilitazione che coinvolge l’Abruzzo è particolarmente significativa, con una rete di presidi che copre le province di Chieti, Pescara e Teramo. La partecipazione capillare è il frutto dell’organizzazione di diverse realtĂ  locali, comitati, associazioni e case del popolo che si sono coordinate per garantire che il messaggio arrivi in modo omogeneo.

Per chi desidera seguire l’incontro in presenza, sono stati allestiti numerosi punti di ritrovo. A Chieti l’evento si terrĂ  presso la sala dell’Associazione Chieti Bene Comune in Via de Lollis. A Pescara, il confronto sarĂ  ospitato nella Sala dei Gesuiti in Via del Santuario, mentre a Spoltore l’appuntamento è fissato al Palazzetto comunale della Cultura. Anche il Teramano partecipa attivamente con la presenza alla Sala Ennio Flaiano di Colonnella e con l’incontro previsto a Giulianova Alta, presso la Sala B. Buozzi. Completano la mappa dell’impegno regionale il presidio nell’Isola di Amantani a Francavilla al Mare e quello presso la Casa del Popolo La Conviviale a Vasto.

Le modalitĂ  di partecipazione

L’organizzazione tecnica della serata è stata studiata per permettere una sincronizzazione perfetta tra le diverse sedi. Alle 20.30 è previsto l’arrivo dei cittadini nei luoghi di ascolto, mentre alle 20.45 il presidio stabile di Cagliari per la Palestina aprirĂ  la serata con un’introduzione che contestualizzerĂ  l’impegno civile della rete nazionale. La diretta con Francesca Albanese inizierĂ  ufficialmente alle 21.00. L’ingresso è libero in tutte le sedi fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Questa iniziativa rappresenta la volontĂ  di una parte significativa della societĂ  civile di non cedere all’indifferenza. In un tempo in cui le notizie dal Medio Oriente arrivano spesso frammentate o filtrate da narrazioni distanti, il collegamento con una figura di primo piano come Francesca Albanese offre l’opportunitĂ  di approfondire le tematiche legate al diritto internazionale, al principio di autodeterminazione dei popoli e ai meccanismi di protezione delle popolazioni civili in contesti bellici. La capacitĂ  di mobilitare oltre 140 piazze dimostra come la solidarietĂ , quando organizzata su basi culturali e informative, riesca a coagulare una partecipazione trasversale, unendo persone di diverse generazioni nel comune intento di promuovere una consapevolezza critica sulle dinamiche della geopolitica contemporanea.

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Summer Reggia opera Festival: il programma della tredicesima edizione a Colorno

🎶 La Reggia di Colorno si prepara a vivere una nuova estate all’insegna del grande teatro e della musica. Tra lirica, danza e concerti d’ensemble, il Summer Reggia Opera Festival celebra la sua tredicesima edizione con un programma d’eccezione.

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#Colorno #ReggiaDiColorno #Opera #MusicaClassica

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Redazione-  Colorno, in provincia di Parma, si prepara ad accogliere una delle manifestazioni musicali più attese del panorama nazionale. La Reggia di Colorno, monumento simbolo del territorio e riconosciuta residenza reale europea, tornerà a essere il palcoscenico naturale per la tredicesima edizione del “Summer Reggia Opera Festival”. L’evento, programmato dal 25 giugno al 19 luglio 2026, si conferma un polo culturale di primordine, capace di coniugare la maestosità dell’architettura settecentesca con la vitalità delle arti performative. La manifestazione non rappresenta solo un richiamo per gli appassionati di opera lirica del territorio emiliano, ma esercita una forza attrattiva costante anche per il pubblico proveniente da diverse regioni italiane e dall’estero.

Un cartellone tra tradizione e innovazione

La direzione artistica, affidata a Eddy Lovaglio, ha curato una programmazione che ambisce a soddisfare un pubblico eterogeneo, bilanciando titoli immortali del repertorio operistico con incursioni nella danza e nella musica contemporanea. Il traguardo della tredicesima edizione viene celebrato con una scelta strategica mirata al coinvolgimento delle nuove generazioni: l’introduzione di un biglietto simbolico al costo di tre euro per gli spettatori under 18. Una decisione che mira a rendere la cultura accessibile e a favorire il ricambio generazionale tra gli spettatori delle opere liriche.

L’inaugurazione avverrà il 25 giugno con “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni. L’opera, ispirata alla novella di Giovanni Verga, è celebre per il suo intermezzo sinfonico che ha segnato la storia del cinema, diventando iconico in produzioni internazionali come “Il Padrino – Parte III”. La regia sarà curata da Gian Paolo Martelli, con un cast che vede la presenza di Alessia Nadin nel ruolo di Santuzza e Lorenzo Papasodero nelle vesti di Turiddu. La parte musicale sarà affidata all’orchestra “Cantieri d’arte”, sotto la direzione del maestro Lorenzo Bizzarri.

Il 2 luglio sarà la volta di uno dei titoli più significativi del Novecento operistico: “Turandot” di Giacomo Puccini. A cento anni esatti dalla prima rappresentazione scaligera del 1926, il festival propone l’opera completa includendo il finale scritto da Franco Alfano dopo la scomparsa del compositore. La scelta di riproporre questo capolavoro avviene in una cornice storica, quella della Reggia di Colorno, che ben si presta a sottolineare la solennità della vicenda della principessa di gelo. La regia è firmata dalla stessa Lovaglio.

Danza, musica strumentale e le suggestioni sacre

Il festival non si limita esclusivamente alla lirica. L’8 luglio il cortile della Reggia ospiterà il Sofia City Ballet, compagnia bulgara di fama internazionale che porterà in scena un gala dedicato ai classici del balletto. Il pubblico potrà assistere a estratti tratti da capolavori come “Il lago dei cigni”, “Giselle” e “Romeo e Giulietta”, in un percorso che mette in luce la tecnica e la grazia coreutica contemporanea.

La curiositĂ  del pubblico si sposterĂ  poi verso nuovi linguaggi il 15 luglio, con l’esibizione della “Toscanini Academy Ensemble di Sax”. Sotto la guida del maestro Massimo Ferraguti, quindici sassofonisti esploreranno un repertorio eclettico, capace di navigare con naturalezza tra le atmosfere di Rossini e Verdi, per poi approdare ai ritmi jazzati di Ĺ ostakĂłviÄŤ e all’energia compositiva di Henghel Gualdi. Questa sezione del festival mette in evidenza la centralitĂ  dei giovani musicisti all’interno delle attivitĂ  promosse dalla Fondazione Arturo Toscanini.

La chiusura, prevista per il 19 luglio, coincide con la ricorrenza del patrono di Colorno, Santa Margherita. Per questa serata finale è stato scelto un contesto di austera bellezza: la Cappella di San Liborio, situata all’interno del complesso monumentale. Qui verrĂ  eseguito lo “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi. La direzione sarĂ  affidata al maestro Roberto Barrali, con la partecipazione del soprano Angela Gandolfo e del controtenore Lorenzo Bizzarri, accompagnati dall’Orchestra della Cappella Musicale Arcivescovile S. Maria dei Servi di Bologna.

L’intero festival si sostiene grazie a una solida rete di collaborazioni che coinvolge enti locali, tra cui la Provincia di Parma e l’amministrazione comunale di Colorno, oltre al supporto della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cariparma. Il connubio tra le istituzioni e il mondo del privato, con il contributo di numerose aziende del territorio, garantisce la tenuta di una rassegna che, anno dopo anno, trasforma il complesso della Reggia in un laboratorio artistico a cielo aperto.

Per informazioni:info@parmaoperart.com– Tel. 0521 1401113, Cell. 347 5066262

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Milano punta sulla mobilitĂ  urbana a zero emissioni: le cargo e-bike di Poste Italiane arrivano sui Navigli

🚲 Poste Italiane avvia a Milano la sperimentazione delle cargo e-bike: mezzi elettrici a zero emissioni pronti a rivoluzionare il lavoro dei portalettere tra i Navigli, grazie a pannelli fotovoltaici e frenata rigenerativa.

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#PosteItaliane #MobilitaSostenibile #Milano #LogisticaGreen

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Redazione-  Milano si conferma laboratorio a cielo aperto per le nuove soluzioni di logistica urbana, accogliendo tra i vicoli storici dei Navigli la fase operativa della sperimentazione delle nuove cargo e-bike di Poste Italiane. Il progetto, che mira a rivoluzionare il recapito della corrispondenza e dei pacchi nei centri densamente popolati, rappresenta un passaggio concreto verso la decarbonizzazione del settore postale. L’iniziativa non è isolata, ma costituisce un tassello fondamentale di una strategia nazionale piĂą ampia, mirata a rendere il servizio universale di distribuzione sempre piĂą compatibile con le esigenze di tutela ambientale delle aree metropolitane italiane.

La tecnologia al servizio della logistica urbana

Il mezzo scelto per questa sperimentazione non è una semplice bicicletta elettrica. Si tratta di un triciclo a pedalata assistita progettato specificamente per le esigenze operative dei postini che ogni giorno percorrono chilometri tra traffico e aree pedonali. La cargo e-bike si distingue per un design compatto ma estremamente funzionale, capace di coniugare una notevole capacità di carico con una maneggevolezza superiore rispetto ai tradizionali furgoni.

Tra le caratteristiche tecniche piĂą rilevanti spicca l’autonomia, che raggiunge i 100 chilometri anche quando il mezzo è a pieno carico. Un dato che permette ai portalettere di coprire intere zone di consegna senza la necessitĂ  di soste intermedie per la ricarica. Particolarmente avanzato è il sistema di frenata rigenerativa, una tecnologia che recupera energia durante le decelerazioni e i rallentamenti, reimmettendola nel pacco batterie per ottimizzare i consumi. A completare la dotazione tecnologica è presente un pannello fotovoltaico integrato, che fornisce un supporto costante all’efficienza energetica del veicolo, riducendo ulteriormente la dipendenza dalla rete elettrica esterna e sottolineando la vocazione ecologica del progetto.

Un percorso di innovazione nazionale

Il percorso che ha portato queste cargo bike nel cuore di Milano ha radici in un piano d’azione condiviso con il Centro Nazionale per la MobilitĂ  Sostenibile (MoST), organismo che vede la partecipazione attiva di universitĂ , centri di ricerca e aziende leader. Il progetto è sostenuto dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, a testimonianza di quanto la logistica dell’ultimo miglio sia considerata una leva strategica per la transizione verde del Paese.

Prima di approdare nel capoluogo lombardo, la fase di test ha interessato diverse realtĂ  italiane, ognuna con le proprie peculiaritĂ  morfologiche. I primi prototipi sono stati valutati sul territorio pugliese, per poi passare all’esperienza di Viareggio. Ciascuna di queste tappe ha fornito dati preziosi agli ingegneri responsabili dello sviluppo: le sollecitazioni strutturali sui pavĂ© milanesi, la gestione dell’umiditĂ  nelle zone costiere e la resistenza elettrica in contesti urbani complessi sono stati monitorati costantemente. La scelta dei Navigli come sede milanese non è casuale: si tratta di un’area che presenta sfide uniche, dove la compresenza di zone a traffico limitato, zone pedonali e una viabilitĂ  stretta richiede mezzi agili, silenziosi e, soprattutto, privi di emissioni inquinanti.

L’impegno per una flotta sostenibile

L’introduzione delle cargo e-bike si inserisce nel piĂą vasto progetto di rinnovo della flotta di Poste Italiane. L’azienda ha intrapreso da anni un percorso di transizione ecologica massiccio, che oggi conta oltre 30mila veicoli a basse emissioni circolanti su tutto il territorio nazionale. Di questi, piĂą di 6.200 sono veicoli elettrici, una flotta che posiziona il gruppo tra i leader europei per numero di mezzi a trazione alternativa impiegati nei servizi logistici.

L’obiettivo dichiarato resta la riduzione dell’impronta di carbonio, ma i benefici attesi riguardano anche il miglioramento della qualitĂ  della vita urbana. L’utilizzo di mezzi leggeri e silenziosi contribuisce infatti a ridurre l’inquinamento acustico, un aspetto spesso sottovalutato ma determinante per il benessere dei residenti delle grandi cittĂ . Il successo della sperimentazione milanese potrebbe aprire la strada a un ulteriore ampliamento del parco mezzi in altre metropoli italiane, consolidando una visione dove il servizio di recapito non è piĂą un elemento di disturbo visivo o sonoro, ma un servizio integrato e rispettoso del tessuto urbano storico.

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Civita d’Antino celebra cent’anni di arte e paesaggio con il progetto inquadrando paesaggi

🎨 Civita d’Antino si prepara a diventare la capitale dell’arte tra il 14 e il 18 luglio 2026! Non perdere la rassegna che celebra il legame unico tra il borgo e la grande pittura scandinava di Kristian Zahrtmann.

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#CivitaDAntino #Arte #Zahrtmann #ValleRoveto #CulturaAbruzzo

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 Redazione-  Il prestigio del Campidoglio ha fatto da cornice, nella giornata di ieri, alla presentazione ufficiale di “InQuadrando Paesaggi. Percorsi d’arte lunghi un secolo”, l’evento culturale che trasformerĂ  Civita d’Antino, in provincia de L’Aquila, nel centro nevralgico della creativitĂ  europea dal 14 al 18 luglio 2026. La rassegna, giunta a un traguardo significativo, si propone di celebrare il legame viscerale tra il borgo abruzzese e la storica pittura nordica, un sodalizio artistico nato sul finire del XIX secolo grazie all’intuizione e alla sensibilitĂ  del maestro danese Kristian Zahrtmann.

L’incontro di presentazione ha visto la partecipazione di figure istituzionali di primo piano, tra cui Dario Nanni, Presidente della Commissione Speciale Giubileo Roma Capitale, che ha sottolineato l’importanza di promuovere il patrimonio culturale dei piccoli centri. Presenti anche la sindaca di Civita d’Antino Sara Cicchinelli, il Senatore Michele Fina e Marco Villani, Vicesegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a testimoniare la rilevanza nazionale di un progetto capace di mantenere viva la memoria storica in un’ottica contemporanea.

Il borgo come centro della rivoluzione pittorica scandinava

La storia che Civita d’Antino si prepara a rievocare è di quelle che hanno cambiato il corso delle arti visive tra fine Ottocento e inizio Novecento. Il borgo, arroccato sulla Valle Roveto, divenne il quartier generale di una vasta comunitĂ  di pittori danesi guidati da Zahrtmann, attratti dalla luce radiosa, dai colori intensi del paesaggio appenninico e dalla semplicitĂ  della vita contadina. La cosiddetta “Scuola di Civita d’Antino” non fu solo un gruppo di artisti in viaggio, ma un laboratorio di sperimentazione pittorica che ha influenzato profondamente l’estetica scandinava.

Come evidenziato dal direttore artistico Marco Nocca, il borgo non può essere considerato un luogo secondario rispetto alle grandi capitali europee della cultura. Al contrario, Civita d’Antino è stata il fulcro di un fenomeno artistico che ha varcato i confini nazionali, trasformando il paesaggio in uno strumento di indagine profonda. La rassegna del 2026 mira proprio a restituire questo valore, ponendo l’accento su come il borgo abbia agito da catalizzatore per generazioni di creativi che hanno cercato nella natura abruzzese una forma di espressione pura.

Un nuovo capitolo con palazzo ferrante e la residenza artistica

Uno degli elementi di maggiore interesse per l’edizione di quest’anno è l’inaugurazione della mostra permanente all’interno dello storico Palazzo Ferrante. L’acquisizione della struttura, resa possibile grazie all’impegno dell’Associazione Palazzo Ferrante, rappresenta un punto di svolta fondamentale per la conservazione della collezione privata legata alla tradizione pittorica del borgo. Questo spazio diventerĂ  un punto di riferimento per studiosi e turisti, garantendo che l’ereditĂ  di Zahrtmann e dei suoi seguaci rimanga accessibile e valorizzata.

Il legame tra passato e presente sarĂ  ulteriormente consolidato dalla Residenza Artistica Internazionale “Paesaggi Contemporanei”. Sotto la supervisione dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila (ABAQ), studenti e artisti lavoreranno in stretta sinergia, confrontandosi con tecniche che spaziano dalla fotografia alla pittura, fino alle moderne narrazioni visive e al fumetto. Marco Brandizzi e Barbara Drudi, docenti dell’Accademia, hanno ribadito durante la conferenza che l’obiettivo non è quello di imitare il passato, ma di utilizzare il territorio come terreno di prova per sviluppare nuove metodologie espressive. La rassegna offrirĂ  quindi ai giovani talenti l’opportunitĂ  di misurarsi con la storia, portando il proprio contributo in una narrazione che continua a evolversi.

Verso l’estemporanea di pittura tra arte e territorio

L’edizione 2026 vedrĂ  anche il conferimento del Premio ACCDA – Arte Contemporanea a Civita d’Antino, che quest’anno andrĂ  all’artista Carmine De Amicis, il quale presenterĂ  l’installazione ANCTIA. La manifestazione si chiuderĂ  idealmente con l’Estemporanea di Pittura intitolata a Kristian Zahrtmann, prevista per il 18 luglio. Le iscrizioni sono giĂ  aperte, invitando pittori da ogni parte d’Italia a misurarsi con la stessa luce che incantò i maestri danesi oltre un secolo fa.

Il Senatore Michele Fina ha ricordato come tutto questo si inserisca nel solco dell’articolo 9 della Costituzione italiana, che impegna la Repubblica a tutelare il paesaggio e il patrimonio storico. In quest’ottica, la cultura non è vista come un reperto museale, ma come un volano di sviluppo per le aree interne, capace di generare coesione sociale e stimolare il turismo consapevole. Civita d’Antino si conferma così come un modello virtuoso, in grado di trasformare la propria identitĂ  storica in un progetto che guarda con ambizione al futuro, invitando il pubblico a partecipare a cinque giornate di riflessione, scoperta e celebrazione artistica.

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