Spettacolo
SULMONA – NUOVO LAVORO PER IL COMPOSITORE ABRUZZESE PAOLO CAVALLONE. ESCE “MIROIRS D’ESQUISSES”
ESCE “MIROIRS D’ESQUISSES”: L’INCONTRO TRA L’INNOVATIVA VISIONE COMPOSITIVA DEL COMPOSITORE ABRUZZESE CAVALLONE E IL FLAUTO LEGGENDARIO DI FABBRICIANI
Redazione- Un evento discografico di eccezionale rilievo segna la scena della musica contemporanea: la pubblicazione del CD “Miroirs d’esquisses” (Da Vinci Classics), dedicato alle opere per flauto composte dal compositore abruzzese Paolo Cavallone tra il 2010 e il 2024, per l’acclamato flautista, Roberto Fabbriciani. L’opera sarà disponibile da venerdì 27 marzo 2026 anche su tutte le piattaforme digitali.
Questo progetto rappresenta molto più di una semplice raccolta: è la testimonianza viva di una collaborazione artistica rara, capace di coniugare la ricerca compositiva più avanzata con una prassi esecutiva di assoluta eccellenza. L’incontro tra Cavallone e Fabbriciani si configura come un dialogo profondo tra pensiero e suono, tra scrittura e gesto, tra visione e interpretazione.
Il CD include brani per flauto solo – tra cui “Miroirs d’esquisses” e “Polimorfie” – accanto a lavori cameristici per flauto, pianoforte e chitarra. Il percorso culmina con due opere di ampio respiro: il concerto per flauto ed ensemble “Hóros” e il doppio concerto per flauto, violoncello e orchestra “Metamorfosi d’amore”. Un arco creativo che attraversa oltre un decennio di ricerca, restituendo una visione coerente e profondamente originale.
“Penso che questa apertura rappresenti il suo marchio di novità ed abbia influenzato il modo di scrivere musica nell’ultimo decennio”, afferma Roberto Fabbriciani, “Paolo Cavallone ha composto per me cinque brani che testimoniano la pura arte di questo straordinario compositore: Metamorfosi d’amore, Hóros, Polimorfie, Miroirs d’esquisses e Esquisses d’automne”. A impreziosire ulteriormente il progetto, il contributo critico di Renzo Cresti, che definisce quella di Cavallone “una musica significante, che comunica sapienza e pienezza di vita”. Una musica capace di aprire nuovi spazi percettivi, fondata su una continua metamorfosi del materiale sonoro e su una tensione costante verso l’esplorazione del possibile. “Queste composizioni”, spiega Paolo Cavallone, “rappresentano un atto di continuo divenire, un’esplorazione delle possibilità sonore e interiori che si intrecciano nel confronto con la contingenza storica che ci accoglie, e scaturiscono dall’incontro con Roberto Fabbriciani, con il quale c’è stata una compenetrazione di intenzioni che ha profondamente modificato il mio essere interiore e musicale”.
In “Miroirs d’esquisses”, il suono diventa materia viva, attraversata da rifrazioni, richiami e trasformazioni. Il pensiero compositivo di Cavallone si sviluppa in una dimensione ciclica e archetipica, dove memoria e innovazione si intrecciano, mentre l’interpretazione di Fabbriciani restituisce con straordinaria intensità ogni sfumatura, ogni gesto, ogni respiro. Questo album rappresenta dunque un punto di riferimento imprescindibile per la musica contemporanea: un’opera che unisce profondità intellettuale, forza espressiva e altissima qualità esecutiva. Un incontro artistico che non solo celebra due protagonisti assoluti, ma apre nuove prospettive sull’evoluzione del linguaggio musicale del nostro tempo.
Nel disco “Miroirs d’esquisses” partecipano illustri interpreti, quali Nicholas Isherwood (voce recitante), Magnus Andersson (chitarra), Angelo Ottaviani (chitarra acustica), Silvia D’Augello (pianoforte), Antonio D’Augello (chitarra), Donato Angelosante (voce recitante), Antonio Merici (violoncello), lo Stroma ensemble e la Mitteleuropa Orchestra dirette, rispettivamente, da Hamish McKeich e da Marco Guidarini.
Paolo Cavallone (Sulmona) è considerato uno dei maggiori compositori di oggi, un pioniere nell’ideazione di nuovi concetti compositivi, soprattutto in relazione all’ideazione del concetto di possibilità applicato alla creazione musicale, divenuto canone estetico di riferimento. Le sue collaborazioni includono enti, orchestre, solisti ed ensemble di fama internazionale come Siemens Foundation, Orchestre National de Bretagne, Ensemble Orchestral Contemporain, Andrea Lo Vecchio, Pascal Gallois, Magnus Andersson e tanti altri. Nel 2024 è uscita la sua raccolta di poesie “Suoni ulteriori”. È docente di Composizione al Conservatorio di Venezia.
Roberto Fabbriciani (Arezzo) è un flautista e compositore, considerato tra i maggiori interpreti internazionali dello strumento. Ha rivoluzionato la tecnica flautistica, ampliando le possibilità sonore del flauto attraverso una costante ricerca personale. Ha collaborato con importanti compositori del Novecento come Luigi Nono, Luciano Berio e Pierre Boulez, che gli hanno dedicato opere eseguite in prima assoluta. Si è esibito come solista con direttori di fama mondiale, tra cui Claudio Abbado e Riccardo Muti. Ha suonato con prestigiose orchestre come l’Orchestra del Teatro alla Scala e i Berliner Philharmoniker. I suoi concerti lo hanno portato nei più importanti teatri del mondo, tra cui la Carnegie Hall e la Royal Festival Hall.
Spettacolo
Trebisacce – torna il grande evento di arte e moda ” La Notte della Fenice ” alla sua 18esima edizione
Quando la luce bagna la terra, nasce l’emisfero della creazione, e li dove le ceneri sembrano solo polvere, la Fenice rinascerà. Ed è proprio così, anche questa estate a Trebisacce, in provincia di Cosenza, rinascerà, in uno spettacolo d’arte e moda eccellente. LA NOTTE DELLA FENICE, alla sua 18esima edizione, s’illuminerà , il 13 Agosto dalle 21 presso Piazza della Repubblica. Sotto la direzione artistica del maestro GIANNI MARINO, autentico artista di moda, e della resp. del Coordinamento dell’evento CRSITINA MONTALTO, che hanno dato vita a questa straordinaria esistenza. Anche quest’anno tanto ospiti, artisti, sorprese, arte e Moda.
Spettacolo
Nuova musica dal mar adriatico: la band croata “Trio Gušt” conquista le radio con il brano in italiano “Tempi Passati”
🎵 La band croata Trio Gušt conquista le radio con il brano in italiano “Tempi passati”, un inno nostalgico alla vita mediterranea che sta scalando le classifiche estere. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Musica #Croazia #Mediterraneo #Radio
Roma – Il panorama sonoro del mar Adriatico si arricchisce di un ponte culturale inatteso che unisce la penisola italiana alla vicina sponda balcanica. Una ventata di allegria dal sapore nostalgico sta scalando le classifiche radiofoniche non solo nei Balcani, ma anche oltreoceano. La tarantella moderna e le sonorità che richiamano la tradizione del Bel Paese sono sbarcate con prepotenza nelle stazioni radio della Croazia, conquistando il pubblico e gli addetti ai lavori. Tuttavia, la particolarità che rende questa notizia di grande interesse mediatico risiede nella provenienza degli artisti: a firmare il successo non è un gruppo italiano, bensì la celebre band croata Trio Gušt, che ha scelto di incidere un singolo interamente nella nostra lingua per celebrare le radici comuni che legano le due nazioni bagnate dalle stesse acque.
La nascita del progetto tra sponde adriatiche e tradizioni condivise
Il brano che sta facendo ballare e riflettere gli ascoltatori si intitola Tempi passati e rappresenta un omaggio dichiarato a un’epoca in cui la vita scorreva più lentamente, scandita dai ritmi della natura e dei rapporti di vicinato. La vicinanza geografica tra Italia e Croazia ha giocato un ruolo fondamentale nella genesi di questo progetto artistico. La sponda orientale e quella occidentale dell’Adriatico condividono da secoli non solo rotte commerciali, ma anche una sensibilità artistica e un comune patrimonio culturale.
A spiegare le motivazioni che hanno spinto la formazione a cimentarsi con la lingua italiana è il frontman del gruppo. Zelimir Dundić, cantante e volto noto della formazione Trio Gušt, ha voluto sottolineare il legame profondo che unisce i due popoli. “L’Italia ci è vicina, proprio dall’altra parte del mare, quindi siamo molto vicini anche per quanto riguarda i gusti musicali. È tutta una questione di Mediterraneo”, ha dichiarato l’artista, evidenziando come la musica resti il veicolo più potente per abbattere ogni barriera territoriale. L’obiettivo dichiarato era ricreare le atmosfere tipiche delle estati passate, dei piccoli porti di marittimi e dei borghi costieri dove la comunità si raccoglieva nelle piazze al calar del sole.
Dalle frequenze croate agli Stati Uniti: il successo globale di tempi passati
La risposta del pubblico e dei programmatori radiofonici non si è fatta attendere. Il brano Tempi passati è entrato stabilmente nella rotazione delle principali emittenti radiofoniche della Croazia, riscuotendo consensi trasversali. La freschezza dell’arrangiamento, unita alla sincerità del messaggio, ha varcato rapidamente i confini nazionali. Nelle ultime ore, la canzone ha ottenuto una vetrina internazionale di prestigio, entrando a far parte della programmazione della nota radio online statunitense Rocco’s Musica Musica.
Zelimir Dundic non nasconde l’orgoglio per questo traguardo inaspettato. “Volevamo ricordare il vero stile di vita del Mediterraneo com’era una volta. È già stata trasmessa dalle radio in Croazia e, da ieri, è entrata anche nella programmazione della radio online americana. Che si diffonda la storia di uno stile di vita mediterraneo sano e gioioso”, ha aggiunto il cantante, auspicando che il messaggio di armonia possa raggiungere un pubblico sempre più vasto. La melodia trasporta l’ascoltatore in una dimensione senza tempo, ricordando i profumi della macchia mediterranea e il suono delle onde che si infrangono sugli scogli.
Collaborazioni internazionali e firme d’autore dietro al successo
Dietro a questo progetto transnazionale si cela una fitta rete di collaborazioni artistiche consolidate nel corso degli anni. Il testo di Tempi passati porta la firma del noto giornalista Ivo Scepanovic, una figura di spicco nel panorama culturale balcanico che vanta già una solida storia di cooperazione con la scena musicale italiana. Scepanovic ha infatti collaborato in passato con numerosi cantautori e strumentisti della penisola, tra cui Tiziano Cannas Aghedu, Ermanno Fabbri, Daniele Di Marco e Francesco Digilio.
Tra i frutti più noti di queste sinergie creative spicca il brano Mi manca il calcio, pubblicato durante il periodo pandemico e capace di raccogliere ampi consensi di pubblico. La componente musicale di Tempi passati è stata invece curata da Toni Lasan, il quale in passato aveva già lavorato con artisti italiani grazie alla mediazione dello stesso Scepanovic, firmando il brano Parachute, cantato in inglese dalla celebre mandolinista europea Sanya Vrancic. Questa fitta trama di relazioni dimostra come l’arte non conosca confini e come la collaborazione tra professionisti di nazionalità diverse possa generare prodotti culturali di altissimo profilo, capaci di unire geografie lontane attraverso le note di una chitarra e la poesia di un testo in lingua italiana.
Spettacolo
La taranta lucana valica i confini nazionali, I Tarantolati di Tricarico lanciano il singolo “Baila Carmen”
🚨 DALLA BASILICATA AL MONDO: I TARANTOLATI DI TRICARICO LANCIANO “BAILA CARMEN” IN LINGUA SPAGNOLA CON SATURNINO ED ELIO BIFFI! 🪘🇪🇸 L’energia travolgente della taranta lucana abbatte ogni confine linguistico. Disponibile da oggi sulle piattaforme di streaming il nuovo singolo “Baila Carmen”, straordinaria versione internazionale del tormentone “Balla Carmè” firmata dai Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino. Un brano ricco di ritmo h24 che vede la partecipazione straordinaria di Elio Biffi (Pinguini Tattici Nucleari) e del mitico bassista Saturnino. Scritto con il cuore e con l’anima, il pezzo racconta la dolce dedica di un nonno alla nipotina per custodire la memoria della famiglia. Il videoclip ufficiale include le immagini storiche del Jova Beach Party e gli scorci magici di Sant’Angelo Le Fratte. Il servizio completo 👇#tarantolatiditricarico | #bailacarmen | #saturninobass | #eliobiffi | #pinguinitatticinucleari #lelloanalfino | #tarantalucana | #musicabasilicata | #pagineutili
La collaborazione con Elio Biffi e Saturnino Celani nella versione in lingua spagnola
Tricarico – Ci sono ritmi ancestrali capaci di conservare intatta la propria forza identitaria anche quando scelgono di indossare un abito linguistico inedito, trasformando il battito dei tamburi a cornice in un ponte culturale sospeso tra il cuore del Mediterraneo e le bacheche della world music internazionale. Lo storico movimento della taranta lucana registra un’importante evoluzione transnazionale grazie al lancio ufficiale di Baila Carmen, il nuovo singolo pubblicato dalla storica formazione dei Tarantolati di Tricarico insieme a Lello Analfino. Il brano, distribuito sul mercato discografico da Artist First, si configura come la trasposizione in lingua spagnola del fortunato successo intitolato Balla Carmè. La traccia si impreziosisce grazie allo schieramento di due ospiti d’eccezione del panorama pop nazionale: il tastierista Elio Biffi, membro dei Pinguini Tattici Nucleari, ed il celebre bassista Saturnino Celani, da trent’anni storico braccio destro di Lorenzo Jovanotti nei grandi tour negli stadi.
La pubblicazione segna un nuovo capitolo nel percorso di un gruppo che da mezzo secolo esporta la cultura rurale, i cui flussi audio e le cui clip promozionali scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili sempre connessi alla rete.
L’amore di un nonno per la nipotina ed il videoclip girato tra Sant’Angelo Le Fratte
L’ordito lirico si sviluppa come una dolce e commovente dedica affettiva che un nonno rivolge direttamente alla propria nipotina, interpretando la figura della piccola Carmen come il simbolo della speranza e della continuità delle tradizioni contadine tramandate in famiglia, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per mantenere l’onestà della cronaca. Il sound della traccia fonde le metriche della cupa cupa, della chitarra battente e del mandolino a sonorità elettroniche d’avanguardia, catturando l’attenzione delle nuove generazioni. Il lancio promozionale è accompagnato da un videoclip dinamico diretto dai registi Angelo Capalbo e Alessandro Romaniello, girato tra gli scorci storici di Sant’Angelo Le Fratte e della Città dell’Utopia. Le sequenze alternano le coreografie dei ballerini locali alle immagini d’archivio delle esibizioni della band sul proscenio del Jova Beach Party al fianco di Lorenzo Jovanotti.
La valorizzazione dei borghi lucani attraverso le immagini della danza unisce la memoria al presente multimediale, proiettando i fotogrammi del videoclip ufficiale direttamente sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio.
I cinquant’anni di carriera dei pionieri lucani dal sodalizio con il premio Nobel Dario Fo
La biografia dei Tarantolati di Tricarico, formazione nata nel millenovecentosettantacinque grazie al percorso di un nucleo di giovani ricercatori, descrive la parabola dei veri pionieri della musica etnica meridionale. Nel corso di mezzo secolo di attività, il gruppo ha collezionato prestigiose collaborazioni sul palco e in studio con giganti della cultura e del cantautorato italiano come Francesco De Gregori, Roberto Benigni, Renato Carosone, Francesco Guccini ed il premio Nobel Dario Fo. La band ha saputo custodire intatto il fascino dei vecchi canti orali lucani, inserendo nella propria storia discografica pietre miliari indimenticabili come Cara Ninella, Ravatan e Quaranta di Taranta. Con il lancio internazionale di Baila Carmen, il gruppo dimostra come le radici popolari sappiano ancora dialogare con il futuro, trasformando la memoria storica in un linguaggio universale capace di emozionare il pubblico e di unire generazioni diverse.
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