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Sport

Ludovic Pommeret vince l’Hardrock 100 miglia per la 3^ volta consecutiva

Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Il vincitore è stato Ludovic Pommeret (FRA), a 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).

Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.

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Ludovic Pommeret

Redazione-  Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Il vincitore è stato Ludovic Pommeret (FRA), a 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).

Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Ludovic attraverso risposte ad alcune ime domande.

Complimenti per la vittoria, cosa significa per te?

La continuità, il piacere di fare ancora meglio due anni dopo, una vittoria in famiglia.

Cosa cambia ora?

Niente, a parte che ho un pettorale per 2027.

 

Ludovic ha stabilito il record della gara, il precedente record era il suo 21h33’06” nel 2024, la seconda miglior prestazione è di Kilian Jornet Burgada (ESP) 21h36’24” nel 2022 e la terza miglior prestazione è di Francois D’Haene (FRA) 21h45’50” nel 2021.

Per Ludovic è la terza vittoria consecutiva all’Hardrock.

Quando hai capito che potevi vincere?

All’ultimo punto di controllo, perché i miei assistenti mi hanno detto che il secondo era lontano e che Tom Evans aveva abbandonato. Gli avevo chiesto prima della gara di non darmi indicazioni sugli avversari fino a quell’ultimo punto.

Temevi qualche atleta?

Tom Evans era quello che si supponeva potesse vincere, poi c’era anche Jimmy Elam che era ben preparato.

 

Ludovic ha preceduto il secondo, Jimmy Elam, di 2 ore e mezza.

Jimmy Elam è un fortissimo ultramaratoneta, nel 2026 ha vinto l’Old Pueblo 50 Mile Endurance Run (USA) e la Miwok 100k Trail Race (USA); nel 2025 ha vinto la Cascade Crest Classic 100 Mile (USA) e la Mammoth 200 (USA) 200mi.

Anche Tom Evans è un fortissimo atleta, nel 2025 ha vinto l’Arc of Attrition by UTMB – Arc 50 (GBR) 50mi, la Tenerife Bluetrail By UTMB – 110km (ESP) e l’Ultra Trail Tour du Mont Blanc (UTMB) (FRA) 174km.

Chissà che succederà l’anno prossimo se riuscirà ancora a vincerla, se ritroverà gli avversari di quest’anno più motivati e in forma, vedremo.

A chi la dedichi?

Ai miei pacer e assistenti, è stata una gara famiglia.

Ci sono stati momenti critici? Alcuni momenti più difficili, in particolare la salita dopo Ouray perché sono andato troppo forte sulla discesa poco prima.

La parte più difficile?

La salita dopo Ouray e l’ultima salita.

 

Hardrock Hundred Mile Endurance Run è una gara di 160 km (100 miglia) con un dislivello positivo di 10.000 m D+. Il percorso si sviluppa a un’altitudine media di 3.350 m. Il punto più alto è Handies Peak, 4.282 m. La partenza e l’arrivo avvengono nel villaggio di Silverton. Il percorso è un anello che collega Silverton, Lake City, Ouray e Telluride. Il suo senso cambia ogni anno. Un’edizione corre in senso orario e la successiva in senso contrario. Si attraversano 13 passi oltre i 3.700 m. Ci sono solo 146 pettorali distribuiti ogni anno tramite un sorteggio selettivo. All’arrivo, il rituale è quello di andare a baciare “The Rock”, famoso blocco di pietra con una testa di ariete dipinta.

https://www.finishers.com/it/evento/hardrock-100

L’ultima salita della Hardrock 100 miglia 2026, era il Little Giant. Dislivello: circa 820 metri. Distanza: circa 4 chilometri. Pendenza: molto ripida, con punte che sfiorano il 30%. Altitudine: si parte dal ristoro di Cunningham circa 3.160m per arrivare a 3.960m.

Gli allenamenti più importanti? Quelli in altitudine necessari per l’acclimatazione e due soft rock, il percorso della Hardrock, una in backpacking con mia moglie e quella in corsa con Tom tutt’e due di 4 giorni.

Un consiglio per vincere l’Hardrock 100 miglia?

Essere pronto per l’altitudine.

 

In effetti, per eccellere in una gara, bisognerebbe conoscere benissimo il percorso di gara e conoscere le condizioni sia del percorso che climatiche, quindi ottimo passare dei giorni per abituarsi e acclimatarsi all’elevata all’altitudine e possibilmente qualche allenamento su tratti di percorso o ancora meglio fare l’intero percorso senza spingere e senza stress.

Un consiglio per avvicinare ragazzi al trail e ultratrail?

Godere la natura correndo, essere paziente e andare progressivamente sulle distanze.

 

Stare in ambienti naturali è molto piacevole, se si ha voglia di correre in ambienti naturali ancora meglio, si può sperimentare un maggior senso di libertà. Se piace e si è motivati si può sempre fare qualcosa in più, si possono aumentare i chilometri, si possono percorrere dei tratti più difficili abituandosi e adattandosi alle difficoltà e all’altitudine.

Come ti ha cambiato l’ultratrail?

Ho imparato la perseveranza e mi ha fatto vivere delle emozioni mai sentite tranne negli eventi familiari.

 

L’ultratrail è una disciplina sportiva di endurance che mette a dura prova, bisogna essere pazienti, perseveranti, fiduciosi e resilienti in modo da non mollare in caso di difficoltà e continuare a portare avanti obiettivi, mete, propositi, sogni, provando e riprovando.

Cosa e chi ti aiuta?

La mia famiglia che è sempre presente e i miei partner.

 

Trattasi di una disciplina sportiva molto faticosa che richiede tante ore in allenamento e in gara, abbigliamento adeguato e rifornimenti per reintegrare tante energie spese ed è importante il supporto di familiari e amici.

Prossimi obiettivi a breve, medio, lungo termine?

Breve: ‘Échappée Belle’ e ‘Festival des Templiers’. Lungo: magari gare più lunghe come il Tor.

 

La partenza della prossima edizione dell’Échappée Belle avrà luogo giovedì 20 agosto 2026 e prevede le seguenti distanze: 21 km / 42 km / 63 km / 96 km / 145 km / 152 km.

La partenza della prossima edizione del Festival des Templiers avrà luogo venerdì 16 ottobre 2026 e prevede le seguenti distanze: 4,2 km / 8,4 km / 11,8 km / 17,2 km / 23 km / 30,1 km / 33,3 km / 33,6 km / 47,3 km / 48,2 km / 62,1 km / 80,7 km / 99,5 km.

Il Tor des Géants in Valle d’Aosta si svolge su un tracciato di circa 330 km per un totale di 24.000 metri di dislivello e percorre i sentieri delle Alte vie della regione con partenza e arrivo a Courmayeur. La prova si svolge in una sola tappa in un tempo limite di 150 ore, in regime di semi-autosufficienza e l’atleta può rifornirsi unicamente presso dei punti di assistenza prestabiliti.

Sogni realizzati, da realizzare, rimasti incompiuti?

Realizzati: vincere tre delle gare ‘maggiori’ del mondo, Da realizzare: viaggiare e scoprire altre gare nel mondo.

Tra le tantissime gare internazionali vinte da Ludovic Pommeret, le più prestigiose sono:

Ultra-Trail du Mont-Blanc (UTMB) 170km nel 2016;

Le Grand Raid de la Réunion, nota anche come “La diagonale des fous” o più semplicemente “Grand Raid”, circa 164 km per un dislivello positivo di circa 9.917 metri, nel 2021 arrivando insieme a con Daniel Jung;

Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia, nel 2024, 2025 e 2026.

Cosa c’è oltre lo sport?

Approfittare della famiglia, sto per diventare padre di due gemelle.

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Sport

L’Italia di Velasco all’appuntamento con la Storia Assoluta: oggi la Finalissima degli Europei nella bolgia turca. In palio c’è Los Angeles 2028

L’Italia di Velasco a caccia di un leggendario “Triplete” d’oro! Oggi la supersfida alle padrone di casa della Turchia per il Titolo Europeo e per staccare il biglietto per le Olimpiadi di Los Angeles 2028! Tutti davanti alla tv! 🏐 🥇 Tenetevi liberi stasera alle 18:00, perché le nostre ragazze meravigliose scendono in campo per scrivere una pagina immortale della Storia dello Sport Italiano! L’Italvolley femminile, guidata dal leggendario Mister Julio Velasco, affronterà la potentissima TURCHIA nella Finalissima dei Campionati Europei 2026. E lo farà proprio in casa delle avversarie, nella spaventosa “bolgia” di Istanbul! Le nostre ragazze (che sono già le clamorose Campionesse OLIMPICHE di Parigi 2024 e le Campionesse MONDIALI del 2025) andranno a caccia del quarto titolo Europeo della nostra storia, sfidando le turche (che sono le detentrici del titolo) in una rivalità pazzesca che dura da tre anni! In palio, oltre al lussuoso trofeo, c’è anche il pass matematico e diretto per le prossime OLIMPIADI di Los Angeles (LA28)! L’Italia arriva a questa finale dopo un cammino perfetto, distruggendo le avversarie a suon di schiacciate e difese spettacolari, ma stasera servirà il cuore di un’intera Nazione per espugnare Istanbul. Il match sarà visibile per tutti, in DIRETTA IN CHIARO SU RAI 1 (dalle 18:00) e sui canali di Sky Sport! Leggi tutto il cammino trionfale delle Azzurre nel nostro articolo completo! 👇 🇮🇹 E voi sarete incollati davanti al televisore stasera per tifare le nostre formidabili ragazze d’oro? Pensate che riusciranno nell’impresa sovrumana e titanica di battere le fortissime turche in casa loro? Diteci la vostra, lasciate un Cuore Tricolore nei commenti per sostenere la Nazionale e condividete questo post per ricordare a tutti l’orario della partita su Rai 1! FORZA AZZURRE!

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Nazionale italiana del Volley femminile

Istanbul – Ci sono partite che non si giocano soltanto su un campo di pallavolo largo nove metri per diciotto, ma si disputano direttamente nel grande libro della storia sportiva. E quella che andrà in scena oggi, domenica 6 settembre (alle ore 18:00 italiane), non è una semplice partita. È l’epilogo epico, maestoso e tesissimo dei Campionati Europei di pallavolo femminile 2026.
Ancora una volta, in un incrocio del destino che ha il sapore amaro e dolcissimo delle grandissime rivalità sportive, sarà Italia contro Türkiye (Turchia). Le formidabili e amatissime azzurre, guidate dal leggendario condottiero Julio Velasco, si preparano a scendere in campo per la sesta finale continentale della nostra storia, alla disperata e affamata ricerca del quarto storico trionfo europeo. Ma battere la Turchia non sarà affatto una passeggiata, perché l’ostacolo più grande sarà l’ambiente.

Il sogno del “Triplete” e il pass per le Olimpiadi

La posta in gioco questa sera è così alta da far tremare i polsi a chiunque, ma non a questo gruppo di ragazze meravigliose. L’Italia femminile della pallavolo sta infatti cavalcando un’epoca d’oro assolutamente irripetibile: le azzurre arrivano a questa finalissima con addosso la pesantissima ma gloriosa etichetta di Campionesse Olimpiche (Parigi 2024) e di Campionesse del Mondo in carica (2025).
Vincere oggi significherebbe chiudere un mostruoso e leggendario “Triplete” di ori, un’impresa titanica che proietterebbe queste ragazze nell’Olimpo assoluto dello sport mondiale. Ma non c’è in palio soltanto il luccicante trofeo continentale: la squadra che solleverà la coppa al cielo di Istanbul staccherà automaticamente e ufficialmente il pass di qualificazione diretta per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 (LA28), blindando il proprio futuro a cinque cerchi con netto anticipo.

Una rivalità infinita nella bolgia di Istanbul

Il destino ha voluto che l’ultimo atto di questi Europei andasse in scena proprio in casa delle avversarie. L’Italia sfiderà infatti le padrone di casa nelle final four continentali di Istanbul, davanti a un pubblico caldissimo, rumoroso e infernale. Le turche sono le detentrici del titolo europeo (il primo e unico della loro storia) e scenderanno in campo con il coltello tra i denti per centrare uno storico “bis” consecutivo.
Quello tra Italia e Turchia è ormai il “Clasico” della pallavolo femminile contemporanea. Le due nazionali si sono scontrate in tutte le fasi più cruciali e drammatiche di quest’ultimo clamoroso triennio, incrociando i guantoni in una indimenticabile semifinale Olimpica e in una violentissima Finale Mondiale. L’Italia è diventata il vero incubo sportivo della Turchia, e le padrone di casa cercheranno una vendetta feroce.

Il cammino trionfale delle Azzurre di Velasco

L’Italvolley arriva a questo appuntamento dopo un cammino netto e trionfale. Nella fase a gironi, le ragazze di Velasco hanno spazzato via senza pietà la Croazia, il Montenegro, la Svezia e la Slovacchia (tutte regolate con dei secchi 3-0), concedendo un solo e ininfluente set alla Francia (3-1).
Nella spietata fase a eliminazione diretta, l’Italia ha annientato la Bulgaria agli ottavi (3-0), ha sofferto superando nuovamente l’ostica Svezia ai quarti (3-1) e ha chiuso la pratica in semifinale contro l’agguerrita Polonia (3-1). Trascinate dalle bordate di un vero e proprio “jolly” come Kate Antropova e da un collettivo granitico, le azzurre sono pronte a scrivere l’ultimo capitolo. Dove vedere la partita? Tutta l’Italia potrà fermarsi davanti alla TV: il match sarà trasmesso in chiaro per tutti, in diretta su Rai 1 e su RaiPlay, oltre che sui canali a pagamento Sky Sport, NOW, DAZN ed Eurovolley TV. Forza ragazze, fateci sognare ancora!

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Sport

Miriana Dirutigliano, ciclista: Quando c’è la passione tutto si semplifica

Per praticare qualsiasi sport sperimentando sia benessere che performance ci vuole una forte passione che spinge a trovare spazi e tempi per allenamenti ed eventuali gare.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Miriana Dirutigliano (ASD MTB Club Bitritto) attraverso risposte ad alcune mie domande

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Miriana Dirutigliano

Redazione-  Per praticare qualsiasi sport sperimentando sia benessere che performance ci vuole una forte passione che spinge a trovare spazi e tempi per allenamenti ed eventuali gare.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Miriana Dirutigliano (ASD MTB Club Bitritto) attraverso risposte ad alcune mie domande-.

Qual è stato il tuo percorso nello sport?

Sono sempre stata una bambina e ragazza sportiva, sin dalla tenera età di 4 anni ho iniziato a praticare danza. Dopo 16 anni, ho lasciato e, dopo qualche anno, mi sono avvicinata al ciclismo, in particolare alla mountain bike. Sono 10 anni che pratico questo magnifico sport.

 

Si è sempre in tempo per prendere un treno dello sport non esiste un’età minima o massima, ci vuole solo buona volontà, motivazione, passione per allenarsi da soli o con amici ed eventualmente partecipare a gare per mettersi in gioco. Testarsi, cercare podi o vittorie.

L’esperienza sportiva dove hai sperimentato le emozioni più belle?

Entrambi gli sport mi hanno dato delle emozioni indescrivibili, in due epoche di età differenti.

Cosa sperimenti prima, durante, dopo un evento sportivo?

Sono una ragazza molto emotiva; prima di una gara sono in uno stato di ansia, divento silenziosa e mi concentro sulla gara che sto per affrontare. Durante la gara svuoto la mente e pedalo fino a quando sono al limite. Dopo la gara sono più rilassata e mi godo il dopo gara con gli amici.

 

La gara risulta essere un test, una grande prova, un’esperienza unica e intesa e l’atleta ha bisogno di focalizzarsi e reclutare ogni energia disponibile per affrontare, gestire ogni momento di gara per far bene, per migliorarsi, per ambire a un podio o vittoria.

Hai sperimentato il limite nelle tue gare?

Certo, quasi a ogni gara.

La tua esperienza sportiva più estrema o più difficile?

Ho affrontato delle gare belle impegnative con chilometri e dislivelli abbastanza elevati. Ho avuto delle crisi, delle volte ho pensato anche a ritirarmi, ma non ho mollato. Ho continuato e, grazie a queste esperienze/gare, oggi sono migliorata notevolmente.

 

La pratica di uno sport insegna a gestire e superare situazioni molto difficili e l’esperienza aiuta a essere più fiduciosi e ad aver coraggio nell’0andare avanti e non mollare, sviluppando sempre più resilienza.

Ritieni utile lo psicologo nello sport?

Sì, soprattutto sui giovani atleti può aiutarli.

Sogni realizzati, da realizzare e rimasti incompiuti?

Sogni realizzati, tanti: ho vinto molte gare nel corso degli anni, ho creato una scuola di ciclismo per ragazzi, ho trasmesso loro la passione per questo sport meraviglioso. Sogni da realizzare ancora tanti.

 

Interessante la scuola di ciclismo, i ragazzi hanno bisogno di persone esperte in pratiche sportive che diventano loro insegnati, educatore e trasmettono i valori della pratica sportiva.

Chi ti supporta?

Mio marito, mi segue a ogni gara, è sempre presente, i ragazzi della scuola e i loro genitori.

Cosa dicono di te familiari, amici, colleghi di lavoro, fan?

Molti mi chiedono come faccio a conciliare lavoro, allenamento, casa, famiglia. Delle volte mi prendono per pazza, ma quando c’è la passione tutto si semplifica. In tanti mi seguono e mi supportano in quello che faccio, senza questo supporto sarebbe difficile.

 

L’atleta ha bisogno di essere compreso, sostenuto, tifato, incoraggiato per continuare a trovare spazi e tempi per allenarsi tra altri impegni lavorativi, familiari.

Cosa dà e cosa toglie lo sport?

Secondo me, lo sport dà solo, non toglie nulla.

Gli allenamenti più importanti?

Non seguo allenamenti specifici, mi diverto pedalando con gli amici.

 

Insieme è molto meglio nelle esperienze sportive di allenamenti condividendo fatica e gioie.

Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa?

Ce l’hai fatta.

 

È importante ogni tanto fare il punto della situazione, comprendere da dove si è partiti e come si è partiti, il percorso fatto finora, dove si è arrivati e come si vuol procedere, cosa ancora si vuol fare in meglio.

Una parola o frase che ti aiuta nei momenti difficili?

Non mollare, ce la fai“.

Bisogna sempre crederci fino alla fine, con pazienza, un passo alla volta, apprendendo da ogni esperienza.

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Calcio

Miracolo all’Olimpico! La Roma ribalta l’Atalanta nel recupero: Soulé fa esplodere i 67mila. Gasp vola in vetta e si vendica di Sarri

Succede tutto nel recupero e lo Stadio Olimpico esplode di gioia! La Roma di Gasperini va sotto con l’Atalanta, ma la ribalta clamorosamente al 90′ e al 93′ minuto restando da sola in vetta alla classifica! Delirio Giallorosso! 💛 ❤️ Mettetevi le cinture di sicurezza, perché le partite della Roma non sono adatte ai deboli di cuore! Ieri sera, davanti ai 67mila tifosi indiavolati dello Stadio Olimpico, è andata in scena una sfida epica e pazzesca! Sulla panchina giallorossa sedeva proprio l’ex Gasperini, mentre su quella dell’ATALANTA c’era Maurizio Sarri. Nel primo tempo la “Magica” ha letteralmente dominato il campo (18 tiri contro 1 solo dei bergamaschi), ma si è andata a schiantare contro i “miracoli” del portiere Carnesecchi, che ha parato di tutto a Mancini e Cristante. Nel secondo tempo succede l’impensabile: al secondo minuto l’Atalanta passa in vantaggio con Ederson! È una doccia fredda pesantissima, ma la Roma non molla un centimetro. Dopo aver preso due legni clamorosi (un palo e una traversa con lo scatenato Castro), il Muro nerazzurro crolla nei minuti di recupero! Al 90′ minuto il difensore Hermoso svetta di testa per il pareggio, e al 93′ minuto (all’ultimo respiro disponibile) l’argentino SOULÈ estrae dal cilindro un sinistro magico che fa esplodere lo stadio firmando la rimonta per 2-1! La Roma di Gasperini vola in classifica a punteggio pieno, lasciando a bocca asciutta Sarri. Leggi le pagelle e il racconto dell’Olimpico nel nostro articolo completo! 👇 🏟️ E voi eravate allo Stadio o avete sofferto guardando la partita in Tv? Che sensazione avete provato quando il pallone calciato da Soulé al 93′ è entrato in rete ribaltando il match? Ditecelo nei commenti, gridate FORZA ROMA e condividete questa gioia pazzesca con tutti i vostri amici romanisti!

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Roma-Atalanta

Roma – Il calcio non è una scienza esatta, ma è l’unico spettacolo al mondo capace di fermare il battito cardiaco di un’intera città per novanta minuti, per poi farlo letteralmente esplodere in un grido di gioia liberatoria nei secondi di recupero. Sotto la spinta incessante, assordante e spaventosa dei 67mila tifosi innamorati dello Stadio Olimpico, la Roma si è resa protagonista di un’impresa titanica e indimenticabile, piegando un’agguerrita Atalanta per 2-1 al termine di un match giocato sul filo del rasoio.
Ma il vero romanzo di questa partita sedeva in panchina: Mister Gian Piero Gasperini (l’uomo che ha fatto la storia della Dea) si ritrova alla guida dei giallorossi, mentre a guidare i bergamaschi c’è l’ex laziale Maurizio Sarri. Una sfida scacchistica ed emotiva che ha mantenuto tutte le promesse, chiudendosi con un epilogo da brividi che proietta la Roma, a punteggio pieno, in solitaria in vetta alla classifica.

Il dominio giallorosso e il muro invalicabile di Carnesecchi

Fin dal primo fischio dell’arbitro, il copione del match è stato a senso unico. Il tridente pesante schierato da Gasp (Dybala a supporto di Mora e Malen) ha schiacciato l’Atalanta nella propria area di rigore. Il primo tempo è stato un clamoroso monologo della Magica, certificato da statistiche spaventose: ben 18 tiri verso la porta bergamasca contro uno solo degli ospiti.
Ma a tenere a galla il castello di Sarri è stato un monumentale Carnesecchi. Il portiere nerazzurro si è superato compiendo miracoli a ripetizione: prima al 14′ sventando un clamoroso colpo di testa a botta sicura del difensore-goleador Mancini (su assist col contagiri di Mora), e poi al 21′ respingendo in volo plastico un’altra violentissima incornata di Cristante. L’Atalanta (che teneva Elmas bloccato in copertura) ha faticato terribilmente a ripartire, affacciandosi timidamente dalle parti di Svilar solo alla mezz’ora con un rasoterra di Scamacca.

La doccia fredda di Ederson e la sfortuna di Castro

Il calcio, però, sa essere spietato con chi spreca. Al rientro dagli spogliatoi, Sarri toglie Scamacca per inserire Krstovic, e l’Atalanta rigenerata trova immediatamente il gol del vantaggio. Al 47′ (2′ del secondo tempo), dopo un’azione tambureggiante avviata da De Ketelaere e un duro contrasto in area tra Mancini e Samardzic, la palla finisce sul destro chirurgico di Ederson, che insacca gelando il sangue all’Olimpico.
La Roma, trafitta nel momento migliore, non si è disunita. Spinta dal calore della sua Curva, ha reagito con una veemenza impressionante, assaltando il fortino nerazzurro. Ma la sfortuna sembrava essersi accanita sui giallorossi: prima Carnesecchi si supera ancora su Koné, poi il neo-entrato Castro colpisce clamorosamente il palo esterno al 20′ e, poco dopo, va a scheggiare addirittura la traversa con un siluro micidiale su sponda di Molina (entrato al posto di Lulli).

Minuto 90 e 93: il Miracolo si tinge di Giallorosso

Quando il cronometro stava inesorabilmente esaurendo i suoi granelli di sabbia e la sconfitta sembrava scritta, il cuore pulsante della Roma ha fatto il miracolo, facendo crollare il muro costruito da Sarri. Allo scoccare esatto del 90′ minuto, il difensore spagnolo Hermoso si erge imperioso nell’area di rigore avversaria, incornando di testa un cross perfetto di Wesley e battendo l’incolpevole Carnesecchi. È l’1-1. L’Olimpico diventa una bolgia, ma il pareggio non basta.
Al 93′ minuto, all’ultimo respiro prima dei titoli di coda, ecco il capolavoro assoluto: l’argentino Matias Soulé riceve palla in area, fissa il bersaglio e lascia partire un sinistro al veleno che si infila in rete, scatenando il panico di gioia sugli spalti e il delirio dei giocatori giallorossi in campo. Roma batte Atalanta 2-1 (nel parapiglia finale espulso Gaetano per proteste). Gasperini vince il durissimo derby personale col suo passato, Sarri esce con le ossa rotte e l’Olimpico sogna ad occhi aperti il tricolore.

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