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Attualità

Piombino, slitta l’accordo per l’ex Lucchini. L’UGL fa scudo agli operai: “Le aziende discutano, ma salviamo gli stipendi e le famiglie”

L’UGL fa scudo agli operai dell’ex Lucchini di Piombino! Slitta la firma sull’accordo al Ministero per problemi tra le multinazionali, ma il sindacato lancia un monito durissimo: “La priorità assoluta è salvare le buste paga e la dignità dei lavoratori in cassa integrazione. Nessuno resterà indietro”. 🏭 ✊ 👷‍♂️

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Incontro al Mimit

Roma / Piombino – Ci sono luoghi in Italia in cui il rumore sordo delle acciaierie in funzione e l’odore acre e inconfondibile del metallo fuso non sono mai stati un semplice e freddo elemento del paesaggio industriale, ma rappresentano letteralmente il respiro, la vita e la storia di intere generazioni. La città toscana di Piombino è, senza dubbio, uno di questi luoghi magici e sofferti. L’immenso ex polo siderurgico Lucchini non è mai stato valutato soltanto come un gigantesco ammasso di altiforni, ciminiere e capannoni industriali, ma come il cuore pulsante attorno al quale migliaia di operai con le mani sporche di fuliggine hanno costruito la propria onesta esistenza, sognando un futuro stabile per le proprie famiglie. Oggi, però, quel grande cuore operaio fatica enormemente a battere, sospeso in un logorante e infinito limbo di incerte transizioni industriali, promesse politiche spesso disattese e attese snervanti. Nelle scorse ore, gli occhi gonfi di speranza di un’intera città erano puntati su Roma, sui tavoli istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Si attendeva la tanto agognata fumata bianca, la firma politica decisiva dell’Accordo Quadro per il rilancio definitivo dell’acciaieria. Eppure, in modo del tutto inaspettato, quell’attesissima firma è slittata, lasciando centinaia di operai col fiato sospeso e costringendo il sindacato UGL a innalzare un vero e proprio e durissimo muro a difesa della dignità dei lavoratori.

La fumata grigia al Ministero: i veri motivi per cui è slittata la firma sul futuro dell’ex Lucchini

La riunione d’urgenza convocata al MIMIT aveva un ordine del giorno apparentemente chiaro, semplice e vitale: siglare finalmente l’Accordo Quadro strategico, il documento base necessario per avviare concretamente la programmazione del miliardario rilancio industriale del polo di Piombino. Al tavolo romano, seduti di fronte al dottor Castano in rappresentanza del Governo italiano, c’erano i delegati dei due colossi del settore (JSW Jindal e Metinvest Adria), oltre all’agguerrita delegazione sindacale dell’UGL Metalmeccanici Nazionale (guidata dal Vice Segretario Nazionale Daniele Francescangeli) e UGLM Territoriale (rappresentata dal Segretario Claudio Lucchesi). Ma quando la politica e i grandi capitali privati si incontrano, i meccanismi non sono mai così fluidi come sembrano. Nel corso del lungo e serrato confronto sono emerse, infatti, evidenti e complesse criticità tecniche legate al disallineamento dei cosiddetti “cronoprogrammi”. In parole estremamente povere: i delicati tempi di intervento strutturale e di investimento economico previsti dagli indiani di JSW Jindal non combaciavano ancora perfettamente con quelli della newco ucraina Metinvest Adria. Questa pericolosa frizione burocratica e organizzativa ha reso materialmente impossibile, da parte del sindacato e del Governo, apporre la firma ufficiale sul testo nella sua generica formulazione originaria. Le parti si sono quindi dovute saggiamente fermare, convenendo di rivedere, limare e riscrivere l’Accordo per armonizzare alla perfezione le esigenze e i tempi dei due grandi player industriali.

Cassa integrazione e dignità umana: lo scudo di ferro del sindacato per proteggere le famiglie

Ma mentre le grandi aziende siderurgiche multinazionali discutono comodamente di cronoprogrammi, di complessi bilanci e di strategie a lungo termine, c’è un’emergenza umana spaventosa che non conosce ferie e non ammette pause: la vita reale di chi, in quegli enormi stabilimenti, ci suda per guadagnarsi il pane. La reazione della delegazione UGL al tavolo ministeriale romano è stata assolutamente perentoria e non ha lasciato spazio ad alcun tipo di compromesso al ribasso. Il sindacato ha ribadito con estrema fermezza che, durante questa infinita e psicologicamente logorante transizione burocratica, la priorità assoluta e ineludibile deve essere la totale protezione economica degli esseri umani coinvolti. Agli operai, che si trovano attualmente parcheggiati in uno stato di grave incertezza in cassa integrazione, deve essere assicurata la totale e incondizionata copertura degli ammortizzatori sociali. L’UGL ha preteso garanzie politiche blindate affinché i lavoratori in attesa non subiscano nemmeno un singolo euro di ricaduta economica negativa sulla propria già fragile busta paga in questa fase di stallo burocratico. Questa blindatura economica dovrà reggere almeno fino a quando non sarà definito nero su bianco un piano industriale blindato, pienamente condiviso e, soprattutto, concretamente cantierabile sul territorio.

Le parole chiare di Francescangeli: “Nessuna battuta d’arresto, ma un grande atto di responsabilità civile”

Il rischio palese che la fredda notizia giornalistica del rinvio istituzionale potesse scatenare il puro panico e la depressione tra le provate famiglie degli operai toscani era ed è ancora altissimo. Proprio per questo motivo, il Vice Segretario Nazionale UGLM, Daniele Francescangeli, ha voluto immediatamente gettare acqua sul fuoco, spiegando con grande umanità la delicatezza della complessa situazione in atto. “Questo momentaneo rinvio della firma non rappresenta in alcun modo una reale battuta d’arresto o, peggio, un fallimento dell’intero percorso di rilancio”, ha dichiarato con profonda convinzione Francescangeli. “Si tratta, al contrario, di un delicato ma fondamentale passaggio di profonda responsabilità sindacale, un atto necessario e volto esclusivamente a definire un accordo che sia realmente condiviso da tutte le parti, che sia sostenibile a livello produttivo e soprattutto che risulti coerente con i tempi effettivi di realizzazione pratica dei diversi e complessi interventi previsti sull’area”. Insomma, il messaggio è chiaro: molto meglio aspettare responsabilmente qualche giorno in più per ottenere un documento inattaccabile, piuttosto che firmare frettolosamente in favore di telecamere un accordo debole, lacunoso, che rischierebbe tragicamente di sgretolarsi alla prima seria difficoltà, lasciando di nuovo gli operai disperati col cerino in mano.

Piombino non può più aspettare: l’Italia ha una disperata necessità di un rilancio credibile e solido

Il tempo della politica, tuttavia, sta inesorabilmente scadendo. L’Italia industriale, da Nord a Sud, ha un disperato bisogno vitale dell’acciaio di qualità prodotto a Piombino, esattamente così come l’orgogliosa città di Piombino ha un disperato bisogno di tornare a produrre a pieno regime, a faticare nei reparti e a generare vera ricchezza sociale. Il provvidenziale rinvio di oggi impone a tutte le parti attive in causa — a partire dal Governo italiano per arrivare alle potentissime multinazionali estere — di accelerare drasticamente i lavori tecnici per trovare un punto d’incontro che sia saldo e reale. I vecchi slogan politici e le promesse scritte sull’acqua, sulla pelle della povera gente, non servono più a nulla. Serve un piano industriale serio e ambizioso che parli chiaramente di tonnellate prodotte, di massicci investimenti sull’ammodernamento dei forni, di ineludibili bonifiche ambientali del territorio e, ovviamente, di nuove assunzioni. L’Accordo Quadro in via di riscrittura non dovrà essere mai più solo un ennesimo pezzo di carta utilizzato per prendere tempo prezioso, ma dovrà rappresentare il biglietto di sola andata per far risorgere definitivamente dalle proprie ceneri uno dei poli siderurgici più grandi e strategici d’Europa.

Il presidio sindacale costante e instancabile: l’UGL promette di non lasciare mai solo nessun lavoratore

La complessa battaglia sindacale è ancora lunghissima e l’esito finale non è assolutamente scontato o privo di insidie, ma l’UGL oggi a Roma ha tracciato, col pennarello rosso, una linea invalicabile. La Segreteria Nazionale, in stretta e totale sinergia con quella Territoriale di Piombino, continuerà a presidiare il Ministero a oltranza e a seguire le trattative col fiato perennemente sul collo delle aziende coinvolte. L’impegno solenne e inscalfibile preso con l’intera città toscana è uno solo: l’evoluzione serrata del confronto ministeriale sarà seguita con la massima, quasi ossessiva attenzione giorno e notte, affinché il tanto declamato e desiderato rilancio del colossale polo siderurgico si traduca finalmente in investimenti tangibili, in ferree certezze industriali a lungo respiro e, primissima cosa in assoluto, nella piena e incondizionata salvaguardia di ogni singolo livello occupazionale. In questa delicata fase di trasformazione storica, nessuna famiglia piombinese verrà mai lasciata sola ad affrontare al buio l’incertezza e la paura del domani.

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Attualità

Allerta Aifa sui contraccettivi: il legame con il rischio di tumore al cervello. Ecco i 7 sintomi da non ignorare

L’allerta dell’Aifa spaventa le donne italiane: alcune specifiche pillole anticoncezionali e impianti aumentano il rischio di tumore (benigno) al cervello. Niente panico: ecco quali sono i principi attivi coinvolti, chi è davvero a rischio e i 7 sintomi (dalla vista all’udito) che non dovete MAI sottovalutare. Parlatene con il medico! 💊 🧠 ⚠️

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anticoncezionali

Roma – Ci sono notizie cliniche che, lette di sfuggita sullo schermo di uno smartphone, hanno il tremendo potere di far gelare istantaneamente il sangue nelle vene a milioni di donne. Soprattutto quando toccano farmaci di uso comunissimo e quotidiano, pillole che vengono assunte per anni con la massima fiducia per pianificare serenamente la propria vita familiare o per curare fastidiosi squilibri ormonali. Nelle ultime ore, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha diramato una Nota Informativa Importante di Sicurezza che sta rimbalzando freneticamente su tutti i social network, seminando una comprensibile ondata di ansia e preoccupazione. L’allerta ufficiale è chiara e diretta: alcuni specifici e diffusi contraccettivi ormonali, se assunti per lunghi periodi di tempo, aumenterebbero il rischio di sviluppare un meningioma, ovvero un tumore che colpisce le membrane del cervello e del midollo spinale. La parola “tumore” è uno spauracchio che spaventa a morte. Ma in questi casi delicatissimi, farsi prendere dal panico cieco è l’errore più grave che si possa commettere. È doveroso, invece, fermarsi un attimo, respirare e analizzare a fondo la situazione con grande lucidità, per capire esattamente quali farmaci sono coinvolti, chi rischia davvero e quali sono i sintomi fisici a cui prestare la massima attenzione.

Pillole, anelli e impianti: quali sono esattamente i farmaci nel mirino dell’Aifa

Il primo, fondamentale passo per non cadere inutilmente nell’isteria collettiva è circoscrivere con precisione il campo medico. L’allerta diramata a livello europeo non riguarda affatto tutte le pillole anticoncezionali presenti in farmacia, ma punta severamente il dito in modo esclusivo contro i medicinali che contengono due specifici principi attivi: il desogestrel e l’etonogestrel. Si tratta di progestinici di sintesi ampiamente utilizzati non solo nelle classiche e diffuse pillole anticoncezionali, ma anche in molti anelli vaginali e nei comodissimi impianti sottocutanei che rilasciano ormoni gradualmente nel sangue. Milioni di donne, in Italia e nel mondo intero, si affidano quotidianamente a queste soluzioni mediche. Sapere improvvisamente che la propria routine contraccettiva è finita sotto la rigida lente d’ingrandimento delle autorità sanitarie è indubbiamente uno shock emotivo, ma è proprio grazie a questi continui, incessanti e severi monitoraggi su vasta scala che la nostra salute collettiva viene tutelata e difesa giorno dopo giorno.

Il rischio meningioma: di cosa parliamo veramente e chi deve fare maggiore attenzione

Ma cos’è esattamente, a livello clinico, un meningioma? Si tratta di un tumore che interessa le meningi (le sottilissime membrane che avvolgono e proteggono il cervello e il midollo spinale). La buona notizia, che deve assolutamente tranquillizzare gli animi, è che nella stragrande maggioranza dei casi parliamo di una neoformazione benigna, che cresce molto lentamente nel tempo. Secondo i rigorosi dati diffusi dall’Aifa, l’aumento del rischio non scatta per incanto con una pillola occasionale, ma riguarda quasi esclusivamente le donne che assumono questi specifici contraccettivi ininterrottamente da almeno un anno. La probabilità, inoltre, cresce man mano che si allunga il tempo di trattamento e risulta statisticamente più alta per chi, in passato, ha già fatto uso di altri progestinici noti per essere associati a questo rischio (come il ciproterone, il nomegestrolo o il clormadinone). Attenzione però a leggere correttamente i numeri, perché sono fondamentali per non generare un panico ingiustificato: le autorità sanitarie ribadiscono a gran voce che stiamo parlando di un evento avverso estremamente raro. Le stime ufficiali indicano circa un singolo caso aggiuntivo di meningioma ogni ben 67.300 donne trattate. Un rischio clinico reale e scientificamente provato, certamente, ma statisticamente molto, molto basso.

Lo studio epidemiologico francese: il lato rassicurante che non devi ignorare

A far scattare questa importantissima allerta a livello europeo è stato un mastodontico studio epidemiologico condotto recentemente in Francia, analizzando a fondo gli enormi database del rigorosissimo Sistema sanitario nazionale d’Oltralpe. I ricercatori transalpini hanno esaminato minuziosamente le cartelle cliniche di oltre 8.300 donne operate chirurgicamente per meningioma, mettendole scientificamente a confronto con un campione di controllo di quasi 84.000 soggetti del tutto sani. Ed è esattamente qui che è emerso, dati alla mano, il lieve ma sensibile incremento del rischio per chi usava il desogestrel da oltre dodici mesi (con un picco evidente per chi lo assumeva da 7 anni o più). Ma lo stesso poderoso studio porta con sé una notizia incredibilmente rassicurante e liberatoria dal punto di vista psicologico: il rischio non è affatto permanente o irreversibile. Entro un solo anno dalla totale sospensione del trattamento ormonale, le probabilità di sviluppare il tumore tornano precipitosamente e magicamente ai livelli normali di base di qualsiasi altra donna che non ha mai preso la pillola. Il corpo umano, se ascoltato e rispettato, sa perfettamente come ripararsi da solo.

I sette sintomi campanello d’allarme: ascolta attentamente i segnali del tuo corpo

La prevenzione quotidiana è, e resterà sempre, la nostra arma più potente ed efficace. L’Aifa ha opportunamente stilato un elenco chiaro, semplice e preciso di sintomi sospetti che nessuna donna, in cura prolungata con questi specifici farmaci, dovrebbe mai sottovalutare o liquidare frettolosamente con un semplice “sarà lo stress”. Il meningioma, crescendo lentamente all’interno della ristretta scatola cranica, comprime inevitabilmente i delicati tessuti nervosi. Ecco i campanelli d’allarme fisici a cui prestare la massima e immediata attenzione: 1) improvvise e immotivate alterazioni della vista; 2) inspiegabile e progressiva perdita dell’udito o comparsa di forti acufeni (fischi costanti nelle orecchie); 3) perdita improvvisa del senso dell’olfatto; 4) mal di testa progressivamente più forti, costanti e ingravescenti, che non passano in alcun modo con i normali analgesici; 5) vuoti di memoria anomali e continui; 6) improvvise crisi epilettiche o svenimenti; 7) un senso di forte pesantezza e profonda debolezza muscolare localizzata stranamente agli arti. Se notate in voi stesse uno o più di questi insistenti segnali, non ignorateli per pigrizia o per paura.

Le nuove, ferree regole: niente panico e parlate subito con il vostro ginecologo

Cosa succederà ora a livello pratico? Nei prossimi giorni, i famosi foglietti illustrativi (i cosiddetti bugiardini) di tutti i farmaci contenenti desogestrel ed etonogestrel verranno tempestivamente e obbligatoriamente aggiornati in tutta Europa per includere formalmente il meningioma tra gli “effetti indesiderati rari” a frequenza non nota. I medici, dal canto loro, non potranno più prescrivere in alcun caso questi contraccettivi alle pazienti che hanno già un meningioma in corso o che ne hanno avuto fortunatamente uno in passato. E per le migliaia di donne che li stanno assumendo tranquillamente proprio adesso? La regola d’oro, sacrosanta, inviolabile e categorica, è una sola: non sospendete mai e poi mai l’assunzione del farmaco di vostra sponte in preda a un attacco di ansia. Alzate semplicemente il telefono, prendete un appuntamento con il vostro ginecologo di fiducia o con il medico curante e valutate insieme a lui, con la massima serenità e con i vostri esami del sangue alla mano, se è il caso clinico di continuare o se è preferibile passare a un contraccettivo diverso. La medicina moderna ci offre oggi decine di alternative sicure, efficaci e prive di questo rischio specifico. La salute è e resterà sempre il nostro bene umano più prezioso: proteggiamola scrupolosamente con l’informazione corretta, leggendo le fonti ufficiali, ma senza mai cedere terreno alla paura irrazionale.

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Esteri

Tre sorelle adolescenti afghane scomparse in Polonia; la famiglia è in attesa, la polizia è alla ricerca

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Sana (18 anni), Lima (16 anni) e Marwa (14 anni)

Redazione- Tre sorelle afghane — Sana (18 anni), Lima (16 anni) e Marwa (14 anni) — sono scomparse alcuni giorni fa nella città di Varsavia, in Polonia, suscitando forte preoccupazione tra i familiari e la comunità afghana.

Secondo un comunicato della Polizia del Quinto Distretto di Varsavia, le tre ragazze hanno lasciato la loro abitazione intorno alle 18:00 del 10 agosto. L’ultima volta sono state viste alle 20:50 presso una fermata del tram, dopo aver effettuato alcuni acquisti in un negozio.

Da quel momento non si hanno più notizie di loro. Non sono rientrate a casa e non hanno contattato i familiari. La polizia ha inoltre reso noto che, al momento della scomparsa, non avevano con sé né telefoni cellulari né documenti d’identità, un elemento che accresce ulteriormente la preoccupazione.

Le autorità polacche hanno invitato chiunque disponga di informazioni utili sul luogo in cui si trovano Sana, Lima e Marwa a contattare immediatamente la polizia. Anche il più piccolo dettaglio potrebbe essere decisivo per riportare le tre sorelle sane e salve dalla loro famiglia.

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Attualità

Il sogno che mette le ali alla Ciociaria: Aeroporto e TAV a Frosinone, la battaglia politica per il riscatto del territorio

Basta essere la “sorella povera” del Lazio! Gianluca Quadrini suona la carica: la stazione TAV e il nuovo Aeroporto a Frosinone sono la grande occasione per far esplodere l’economia della Ciociaria. Un’infrastruttura titanica per dare lavoro ai giovani e sconfiggere il cinismo. ✈️ 🚄 💼

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Quadrini

Frosinone- – Per troppi, insopportabili decenni, la fiera e bellissima terra di Ciociaria è stata tristemente considerata e trattata dalla politica centrale come la “sorella povera” del Lazio. Una laboriosa provincia di passaggio, schiacciata e messa in ombra dall’ingombrante vicinanza della Capitale, e troppo spesso dimenticata quando c’era da decidere sulle grandi strategie di investimento nazionale. Ma oggi, all’orizzonte, si profila un’opportunità di quelle che cambiano i libri di storia. Un vero e proprio treno (o meglio, un aereo) che passa una volta sola nella vita di una comunità e che ha l’enorme potere di stravolgere, in positivo, il destino economico e sociale di un’intera popolazione. Parliamo del mastodontico e ambizioso progetto che mira a unire la futura stazione dell’Alta Velocità ferroviaria (TAV) con la nascita di un nuovo, strategico polo aeroportuale proprio a Frosinone. Non si tratta più di sogni irrealizzabili o di vuote promesse elettorali da bar, ma di una rotta ben precisa tracciata ai vertici. A suonare la carica per il territorio, mettendoci la faccia, il cuore e il peso istituzionale, è Gianluca Quadrini, Vicesegretario Nazionale Vicario di Evoluzione e Libertà, Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di Anci Lazio.

Il terzo scalo laziale a Frosinone: l’unica via possibile per far respirare Roma e arricchire il Sud

La scottante questione logistica è ormai sotto gli occhi terrorizzati di tutti gli addetti ai lavori: i grandi hub aeroportuali romani (Fiumicino e Ciampino) sono pericolosamente vicini al punto di totale saturazione. Il traffico aereo passeggeri e merci è in costante e inarrestabile aumento, e l’intero sistema rischia il collasso infrastrutturale se non si trovano valvole di sfogo rapide e intelligenti. In questo delicato e decisivo scacchiere nazionale, Frosinone si candida non come semplice “ruota di scorta”, ma come la soluzione strutturale perfetta. “L’integrazione tra l’Alta Velocità ferroviaria e il nuovo polo aeroportuale a Frosinone non è soltanto una tiepida speranza per pochi sognatori, ma l’unica, vera e concreta scelta strategica per il futuro dello sviluppo infrastrutturale della Ciociaria e dell’intero Lazio”, ha dichiarato con incrollabile fermezza Gianluca Quadrini. Le recentissime linee guida contenute nel Piano Nazionale Aeroporti (redatto congiuntamente dai tecnici dell’Enac e dal Ministero dei Trasporti) parlano chiaro: i nuovi scali devono obbligatoriamente sorgere dove c’è la reale possibilità di uno scambio intermodale. E Frosinone, con la sua futura stazione TAV e l’immediata vicinanza alla trafficatissima arteria autostradale, ha calato un asso pigliatutto per vincere questa partita vitale.

Non solo asfalto e cemento: una battaglia campale per ridare un futuro lavorativo ai giovani

Quando si parla di infrastrutture così colossali, il rischio perenne è quello di annoiare la gente, perdendosi tra freddi numeri economici, cubature di cemento e incomprensibili planimetrie. Ma per Quadrini, questa è soprattutto e prima di tutto una battaglia di immensa civiltà e di riscatto sociale, condotta fieramente sotto le bandiere del partito Evoluzione e Libertà. “Crediamo fermamente in questa iniziativa e nella disperata necessità di dotare i nostri amati territori, finora dimenticati dai governi, di infrastrutture finalmente moderne, sostenibili ed efficienti. È una visione di sviluppo totale che sostengo personalmente con assoluta convinzione, sudore e coerenza fin dal primissimo momento”. L’obiettivo ultimo e profondo, infatti, non è semplicemente far atterrare qualche velivolo passeggeri, ma innescare un potentissimo volano di crescita economica ed occupazionale senza alcun precedente per tutto il Basso Lazio. Significa, in parole povere, trattenere i nostri giovani a casa, offrire loro veri posti di lavoro qualificati, attrarre grandi aziende internazionali, far nascere poli logistici e rivitalizzare il turismo. Significa smettere di costringere a emigrare i cervelli e le braccia ciociare, ridando dignità, ricchezza e pane a migliaia di famiglie.

L’onore delle armi a chi ci ha sempre creduto contro lo scetticismo: il grande plauso ad APARF

In un’Italia troppo spesso paralizzata dal cinismo, dall’invidia sociale e dalla stagnante politica del “non si può fare nulla”, c’è per fortuna chi invece ha speso anni di sudore per tenere in vita questo sogno faraonico, lottando contro i lentissimi mulini a vento della burocrazia romana e le risatine dei più miopi scettici. Quadrini, da navigato uomo delle istituzioni, non dimentica affatto chi ha seminato per primo e con fatica questo arido terreno: “Desidero rivolgere un sentito, profondo e doveroso ringraziamento pubblico a Tiziano Schiappa, vulcanico presidente dell’associazione APARF (Associazione Progetto Aeroporto di Roma Frosinone). Fin dal primissimo momento, quando tutti forse ridevano, si è prodigato con una tenacia encomiabile e una determinazione feroce per questo grandissimo progetto. Parliamo di una sfida indubbiamente ambiziosa, titanica, ma assolutamente realizzabile e a beneficio non solo della nostra amata Ciociaria, ma di tutti i cittadini della Regione Lazio”. Riconoscere i meriti di chi lotta sul campo, per il territorio, è il primo e fondamentale passo per costruire una vera e inarrestabile squadra vincente.

La parola magica “Intermodalità”: scendere dal treno e salire sull’aereo per conquistare i mercati

Il segreto tecnologico e organizzativo del successo inarrestabile di questo progetto risiede tutto in una singola parola, apparentemente tecnica, ma dal sapore letteralmente rivoluzionario: intermodalità. Significa, spiegato in modo semplice, creare un sistema perfetto e oliato in cui un cittadino, un fortunato turista o un importante manager d’azienda possa scendere da un treno ad Alta Velocità ed essere direttamente nel terminal dell’aeroporto, o viceversa, in pochissimi minuti. È questo l’unico, vero modello vincente del futuro, che annulla magicamente le distanze geografiche e abbatte drasticamente il pesantissimo impatto ambientale legato agli spostamenti su gomma. Secondo il Vicesegretario Nazionale Vicario di Evoluzione e Libertà e Dirigente Anci Lazio, questa perfetta, quasi poetica sinergia tra la rotaia e il volo “consentirà di connettere finalmente e rapidamente il nostro isolato e bistrattato territorio con i principali, ricchissimi snodi del Paese e del mondo intero, funzionando come un magnete gigantesco per attrarre enormi capitali e investimenti”.

Un patto d’acciaio per il futuro: nessuno osi tirarsi indietro di fronte al riscatto della Ciociaria

L’appello finale lanciato da Quadrini è una vera e propria, accorata chiamata alle armi per tutte le forze politiche, sindacali e sociali del territorio. “L’intermodalità ferroviaria e aerea farà da formidabile e inarrestabile traino al riscatto definitivo delle nostre amate comunità. Insieme ad Evoluzione e Libertà, continuerò a farmi instancabile portavoce in ogni singola sede istituzionale di questo progetto vitale, lavorando fianco a fianco di APARF e di tutti gli attori economici del territorio, gettando via ogni sterile distinzione di bandiera”. Ora la palla passa, pesantissima, nei palazzi di Roma. La Ciociaria ha ampiamente dimostrato di avere le idee chiarissime, i progetti pronti nel cassetto e la fame giusta per voler finalmente decollare. Nessuno, d’ora in poi, osi più tarpare le ali al futuro di questa terra meravigliosa.

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