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Eventi

Danza, mistero e rinascita nella Tenda Yurta: a Pianella va in scena “Since You Are Gone”, l’evento magico dell’Estate dell’Aratro

Quando la danza incontra la magia di una notte sotto le stelle d’Abruzzo! ✨ 🎭 Domenica 23 agosto (ore 20.00) le Terre di Arotron a Pianella (Pescara) aprono le porte della suggestiva Tenda Yurta per “Since You Are Gone – Un dialogo con l’inafferrabile”, lo straordinario spettacolo di danza contemporanea di e con Fabiana Carchesio e Domenico Tucci (direzione artistica di Franco Mannella). Un viaggio emozionante attraverso il corpo, il dolore, la perdita e la rinascita, dove “le parole non bastano”. Dalle ore 19.00 vi aspetta un magico aperitivo al tramonto con prodotti tipici locali in mezzo alla natura! I posti sono limitati e la prenotazione telefonica è obbligatoria. Trovate tutti i dettagli, i contatti e i link per i biglietti nel nostro articolo! 👇 🍷🌿

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Since you are gone

Pianella – C’è un luogo in Abruzzo dove l’arte non si limita a essere osservata da lontano, ma si respira, si tocca e si vive attraverso una connessione profonda e ancestrale con la terra, la natura e il cielo. Questo spazio magico sono le Terre di Arotron a Pianella (in provincia di Pescara), che continuano a confermarsi come uno dei poli culturali e teatrali più originali, autentici e vibranti dell’intera regione. All’interno del cartellone estivo “L’Estate dell’Aratro 2026”, rassegna d’eccellenza ideata e diretta con sensibilità magistrale dal Direttore artistico Franco Mannella, arriva un appuntamento di straordinaria intensità emotiva, fissato per la serata di domenica 23 agosto 2026 alle ore 20.00.

“Since You Are Gone”: la danza che dà voce all’inafferrabile

Il cuore pulsante della serata sarà lo spettacolo di danza contemporanea intitolato “Since You Are Gone – Un dialogo con l’inafferrabile”, un’opera ideata, coreografata e interpretata con passione viscerale dal talentuoso duo composto da Fabiana Carchesio e Domenico Tucci, arricchita dalla raffinata cura visiva di Kristi Rama Design. La performance si propone come un viaggio intimo e potente all’interno di quelle dimensioni dell’esistenza che sfuggono alla logica ordinaria e alla comprensione razionale.

Attraverso il linguaggio puro e universale del corpo in movimento, i due danzatori esplorano il legame indissolubile con ciò che risulta inspiegabile: quelle forze invisibili e inafferrabili che irrompono improvvisamente nel quotidiano, sconvolgendo i piani prestabiliti e trasformando radicalmente le vite umane. Lo spettacolo scava senza timore nelle pieghe più complesse dell’animo, toccando i temi universali del dolore, dell’assenza, del distacco e della successiva, faticosa ma luminosa rinascita. Perché, come suggeriscono le note di regia, «a volte le parole sono troppo e non abbastanza», ed è solo nel silenzio del gesto e nella verità del movimento che l’indicibile trova finalmente la propria voce.

L’incanto della Tenda Yurta: un rifugio millenario di condivisione

A rendere l’esperienza ancor più immersiva e indimenticabile è la scelta dello spazio scenico: lo spettacolo andrà infatti in scena all’interno della suggestiva Tenda Yurta. Si tratta della celebre abitazione circolare tipica dei popoli nomadi dell’Asia centrale, una struttura architettonica dalla storia millenaria concepita per offrire riparo, calore, protezione e comunione fraterna. La sua forma rotonda, priva di spigoli e gerarchie visive, consente al pubblico di disporsi in cerchio attorno a un centro ideale, annullando la tradizionale distanza tra spettatore e interprete.

Entrare nella Yurta di Arotron significa varcare la soglia di una dimensione sospesa nel tempo, un autentico rifugio di bellezza, raccoglimento e spiritualità dove rifugiarsi per fuggire dalla frenesia e dal rumore assordante del mondo moderno, riscoprendo il valore dell’ascolto e della vicinanza umana.

Tramonto in collina, aperitivo tipico e informazioni utili

L’esperienza alle Terre di Arotron comincerà prima ancora dell’inizio dello spettacolo. A partire dalle ore 19.00 sarà infatti accessibile l’area ristoro, offrendo agli ospiti l’opportunità di ammirare lo spettacolo mozzafiato del tramonto sulla campagna pescarese, sorseggiando un aperitivo a base di eccellenze e prodotti tipici del territorio locale.

Per partecipare all’evento è necessaria la prenotazione telefonica preventiva, effettuabile contattando direttamente il numero 345.5411135. I biglietti per la rappresentazione possono essere acquistati direttamente in loco la sera dell’evento oppure in comoda prevendita online attraverso il circuito ufficiale CiaoTickets (www.ciaotickets.com). L’organizzazione mette inoltre a disposizione un comodo e ampio parcheggio gratuito per tutti i partecipanti. Per restare costantemente aggiornati sulle attività e sulle prossime date della rassegna, è possibile seguire i canali social ufficiali cercando il tag @formazioneteatralearotron.

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Eventi

Diego Rivera e Frida Kahlo conquistano Roma: 17mila visitatori ai Musei Capitolini e visite guidate in partenza dal 12 settembre

Roma è il cuore del Messico d’autunno! 🇲🇽 🎨 La mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” ai Musei Capitolini è un successo clamoroso: già 17.000 visitatori in soli due mesi! E ora arriva la novità che tutti aspettavano: dal 12 settembre partono le VISITE GUIDATE nel weekend (prevendite già aperte!). Un percorso di 75 minuti per immergersi nei colori e nei misteri dell’arte messicana, tra i capolavori di Diego Rivera, la magnetica Frida Kahlo, l’irruente Siqueiros e molti altri maestri del Novecento. La mostra resta aperta fino al 13 dicembre 2026: siete ancora in tempo per prenotare e regalare a voi stessi (e ai vostri figli) un’esperienza culturale indimenticabile! Trovate tutti i dettagli, gli orari e i prezzi nel nostro articolo completo! 👇 🖼️

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Diego Rivera_Capitolini_ph. Wps

Roma – C’è un angolo di Messico nel cuore pulsante di Roma che sta facendo perdere la testa ai turisti e agli appassionati d’arte di tutta Europa. I colori accesi, la forza espressiva dirompente e la profondità politica e sociale dell’arte muralista messicana hanno letteralmente invaso e conquistato le sale di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini, trasformandoli nel palcoscenico di uno degli eventi culturali più straordinari e apprezzati dell’intera stagione espositiva romana. I numeri parlano da soli e sono già eloquentissimi: nelle sole prime due settimane dall’apertura (avvenuta lo scorso 9 giugno), la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” ha superato il traguardo ragguardevole di 17.000 visitatori, suscitando consensi unanimi di pubblico e critica.

Un viaggio emozionante nell’anima dell’arte messicana

Cosa rende questa mostra così irresistibile e capace di attrarre migliaia di persone nel cuore dell’estate? La risposta è semplice quanto potente: la straordinaria capacità del percorso espositivo di non limitarsi a mettere in cornice il grande Diego Rivera (il più celebre e geniale pittore e muralista del Messico del Novecento), ma di collocarlo al centro di una trama visiva e concettuale ricchissima, sullo sfondo di un intero universo culturale che ha saputo fondere in modo unico e irripetibile tradizione popolare e avanguardia internazionale, accademia classica e rivoluzione estetica.

Il percorso espositivo permette così di ripercorrere con occhi meravigliati le genealogie profonde della modernità messicana, in una danza visiva in cui la formazione accademica di Rivera dialoga con la sperimentazione formale e con una commovente attenzione alla realtà sociale del suo popolo. Ma il vero colpo al cuore dei visitatori è quello di poter ammirare, nello stesso spazio, i capolavori di artisti straordinari come la leggendaria Frida Kahlo (moglie e musa tormentata di Rivera), il monumentale José Clemente Orozco e il potente David Alfaro Siqueiros. E ancora: le atmosfere oniriche di María Izquierdo, i paesaggi visionari di José María Velasco e i contributi di maestri come Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr. Atl e Saturnino Herrán. Un gruppo di geni che ha saputo intrecciare con rara maestria tradizione, avanguardia e pluralità di linguaggi estetici, lasciando un segno indelebile nella storia dell’arte mondiale.

Dal 12 settembre partono le visite guidate nel weekend: prevendite già aperte

Per i tantissimi visitatori che desiderano non solo vedere, ma anche capire e sentire in profondità il contesto storico, artistico e umano che ha generato questi capolavori, arriva una notizia fondamentale da segnare in agenda. A partire dal sabato 12 settembre e fino al 1° novembre 2026, nei fine settimana sarà disponibile un esclusivo servizio di visite guidate in lingua italiana, acquistabili individualmente. Le prevendite sono già ufficialmente aperte a partire da oggi, 17 agosto 2026.

Gli incontri guidati, della durata di 75 minuti ciascuno, saranno condotti da esperti d’arte per gruppi di massimo 25 persone, garantendo un’esperienza intima, approfondita e di qualità. Gli appuntamenti si terranno ogni sabato alle ore 17:30 e ogni domenica alle ore 11:30. Il costo aggiuntivo della visita guidata è di soli 7,00 euro per i partecipanti dai 6 anni in su, previo acquisto del regolare biglietto d’ingresso alla mostra.

Informazioni pratiche per visitare la mostra

La mostra, promossa da Roma Capitale e curata con grande rigore scientifico da Miguel Fernández Félix (direttore del Museo Kaluz di Città del Messico) e Alberto González Torres (direttore del Museo Robert Brady), rimarrà aperta al pubblico fino al 13 dicembre 2026. Per tutti i dettagli, la prenotazione delle visite guidate e l’acquisto dei biglietti, il riferimento è il sito ufficiale www.museicapitolini.org oppure il numero 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00).

  • Sede: Musei Capitolini – Villa Caffarelli | Via di Villa Caffarelli, 00186 Roma
  • Orari: Tutti i giorni, ore 9:30 – 19:30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
  • Chiusura mostra: 13 dicembre 2026
  • Visite guidate weekend: Sabato ore 17:30 / Domenica ore 11:30 (dal 12 settembre al 1° novembre)
  • Costo visita guidata: € 7,00 (dai 6 anni) + biglietto d’ingresso
  • Info e prenotazioni: 060608 | www.museicapitolini.org

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“Il perdono che guarisce la terra e libera i giovani”: all’Aquila il grande summit con Cacciari e Fusaro per ritrovare la speranza del futuro

Il perdono può davvero cambiare il futuro dei nostri giovani? 🕊️✨ Sabato 29 agosto all’Aquila non perdere la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo” al Teatro San Filippo. Grandi menti della cultura italiana come Massimo Cacciari, Diego Fusaro e Francesco Giorgino si interrogheranno sulla libertà di scegliere in una società individualista. 🧠💬 Un evento straordinario e gratuito nel cuore della Perdonanza Celestiniana per ritrovare la speranza. Leggi qui per scoprire tutti i dettagli, i relatori e come partecipare a questa giornata indimenticabile! 👇

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Summit Perdono 2026

L’Aquila – Ci sono città che custodiscono nel proprio DNA un messaggio universale, una vocazione millenaria capace di parlare al cuore dell’umanità intera e di trasformare il dolore in una straordinaria occasione di rinascita spirituale e sociale. L’Aquila, ferita dalla storia ma fiera della sua immensa eredità spirituale, si prepara a diventare ancora una volta il centro nevralgico di una riflessione profonda che interroga le nostre coscienze. Sabato 29 agosto, a partire dalle ore 16:30, la suggestiva cornice del Teatro San Filippo ospiterà la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”. L’evento, inserito nel prestigioso cartellone della 732ª Perdonanza Celestiniana e nel nuovo Festival delle Risonanze, quest’anno lancia una sfida cruciale per il nostro tempo: “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”.

In un’epoca complessa e frammentata come quella attuale, ricca di opportunità tecnologiche ma profondamente attraversata da pressioni sociali, incertezze economiche e solitudini esistenziali, il Summit vuole indagare il legame invisibile ma indissolubile tra la memoria, la responsabilità personale e la vera libertà. Non si parlerà del perdono come di un concetto astratto o puramente religioso, ma come di un atto rivoluzionario e concreto, uno strumento indispensabile per permettere alle nuove generazioni di sganciarsi dai pesi del passato e di scegliere il proprio domani senza condizionamenti. È una chiamata a raccolta che unisce giovani, adulti, istituzioni e comunità, richiamando ognuno alla propria responsabilità educativa.

I giganti del pensiero contemporaneo a confronto sul senso della scelta

Il programma dell’evento si svilupperà attraverso tre direttrici concettuali fondamentali: Comprendere, Perdonare, Scegliere. Tre tappe di un vero e proprio viaggio interiore che verranno affrontate da sensibilità, generazioni ed esperienze differenti. Sul palcoscenico del Teatro San Filippo si alterneranno le voci di intellettuali, sociologi e comunicatori di spicco del panorama nazionale. Tra i relatori in presenza ci saranno Michelangelo Tagliaferri, il filosofo Diego Fusaro, Davide Simone Cavallo insieme ad Alessio Ciocca, Carmina Gallucci, Valeria Pompili e Dario Bolis. A dare un ulteriore e altissimo spessore al dibattito saranno il filosofo Massimo Cacciari, attraverso un intenso contributo video, il celebre giornalista e professore della Luiss Francesco Giorgino e il noto ricercatore sociale Remo Lucchi, entrambi collegati in diretta.

I loro interventi analizzeranno senza ipocrisie i mali del presente: dall’utilitarismo sfrenato alla deriva individualistica della nostra società, dal rapporto intimo tra la memoria storica e l’atto del perdonare, fino alla reale possibilità di una trasformazione antropologica della comunità. L’incontro, introdotto dalle parole del giornalista e scrittore Angelo De Nicola, sarà condotto da Francesca Pompa, mente creativa e art director del Summit per One Group. Una tavola rotonda che vuole squarciare il velo del conformismo per consegnare ai ragazzi una bussola sicura con cui orientarsi nel mare magnum delle scelte di vita quotidiana.

L’Aquila si conferma capitale mondiale della pace e della riconciliazione

L’apertura dei lavori sarà nobilitata dai saluti istituzionali del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del prefetto Giancarlo Di Vincenzo, del presidente del Comitato Perdonanza Raffaele Daniele e del presidente di L’Aquila Made In, Goffredo Palmerini. Questo Summit, nato nel 2023 da un’intuizione di One Group e subito abbracciato dal tessuto culturale cittadino, ha un obiettivo storico preciso: tradurre il valore universale del messaggio di Papa Celestino V in una pratica quotidiana, consolidando definitivamente il ruolo dell’Aquila quale Capitale del Perdono. Una vocazione d’amore e di accoglienza totale, riaffermata solennemente nel 2022 da Papa Francesco durante la sua storica visita pastorale, quando definì la città abruzzese “Capitale del Perdono, della Pace e della Riconciliazione”.

La manifestazione, promossa con passione da L’Aquila Made In e One Group, gode del prestigioso patrocinio della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila, e si avvale del fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, con la partecipazione attiva de La Lumera ODV. L’ingresso al Teatro San Filippo sarà completamente gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Partecipare a questo summit significa decidere di non rimanere indifferenti davanti al futuro dei nostri figli, significa credere che un mondo basato sulla comprensione reciproca e sulla libertà di scelta sia ancora possibile, partendo proprio dal cuore di un borgo che ha fatto della rinascita la sua bandiera più bella.

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A Roma torna il “NeRoma”, una delle maggiori manifestazioni sul crime letterario. ci saranno anche segnalazioni letterarie

C’è una Roma che si racconta con i monumenti, un’altra che vive nelle istituzioni, un’altra ancora che attraversa cinema, teatro e musica. E poi ce n’è una più appartata, inquieta, letteraria, che trova nel crime una delle sue forme narrative più efficaci.

È questa la Roma che torna a essere protagonista del NeRoma, manifestazione dedicata proprio alla narrativa crime (e dunque noir, gialla e thriller, per citarne le varianti principali), dove il mistero diventa spesso soltanto il punto di partenza per interrogarsi sulle contraddizioni del presente.

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Locandina evento NeRoma

Dopo la partecipazione alla precedente edizione, Alberto Raffaelli e la sua community ‘Segnalazioni Letterarie’ saranno nuovamente protagonisti alla nona edizione del NeRoma. Un ritorno che testimonia ulteriormente dell’evoluzione del rapporto tra libri, lettori e comunicazione culturale

Roma — C’è una Roma che si racconta con i monumenti, un’altra che vive nelle istituzioni, un’altra ancora che attraversa cinema, teatro e musica. E poi ce n’è una più appartata, inquieta, letteraria, che trova nel crime una delle sue forme narrative più efficaci.

È questa la Roma che torna a essere protagonista del NeRoma, manifestazione dedicata proprio alla narrativa crime (e dunque noir, gialla e thriller, per citarne le varianti principali), dove il mistero diventa spesso soltanto il punto di partenza per interrogarsi sulle contraddizioni del presente. L’evento si terrà il 16, 17 e 18 ottobre prossimi tra piazza del Campidoglio e l’ormai tradizionale sede della libreria Libraccio di via Nazionale, organizzato da Chiara De Magistris, Fabio Mundadori e Simona Teodori in collaborazione con realtà importanti quali Il Giallo Mondadori, Tarotluna.it e il settimanale “Giallo” (dettagli sul programma e sui premi ad esso collegati a https://www.neroma.it/neroma/).

Tra le presenze che tornano ad animare l’appuntamento c’è quella di Alberto Raffaelli, ideatore e promotore di Segnalazioni Letterarie (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks), una realtà che negli anni ha costruito una community social ampia (quasi 48.000 i membri) e partecipata intorno al mondo del libro.

Il ritorno non ha soltanto il significato della continuità. Racconta, piuttosto, come sia cambiato il modo di vivere la letteratura. Mentre un tempo il lettore aspettava il libro, oggi sempre più spesso cerca anche il racconto che lo accompagna: vuole conoscere l’autore, ascoltarne la voce, confrontarsi con altri lettori, entrare nella storia prima ancora di iniziare a sfogliare.

È dentro questo spazio, a metà tra comunicazione e cultura, che si colloca l’esperienza di Raffaelli.

NeRoma, premio racconti inediti

 

IL LIBRO COME PIAZZA PUBBLICA

Segnalazioni Letterarie ha costruito nel tempo una realtà nella quale il libro non viene considerato soltanto come prodotto editoriale, ma come occasione di incontro. La differenza è sostanziale: in un mercato nel quale ogni anno vengono pubblicate decine di migliaia di titoli, il problema non è soltanto scrivere. È riuscire a essere ascoltati.

E il lavoro di chi comunica la letteratura diventa allora una forma di mediazione: selezionare, raccontare, mettere in relazione. Raffaelli ha fatto di questo porsi come tramite il centro della propria attività, trasformando una community dedicata ai libri in un luogo nel quale autori e lettori possono incontrarsi.

Un processo che il digitale ha reso più immediato, ma che conserva una caratteristica antica: la necessità di qualcuno che racconti una storia affinché essa possa raggiungere qualcun altro, e anche il più lontano possibile.

IL RITORNO AL NEROMA

La presenza di Raffaelli al NeRoma non nasce dunque dal caso. Alla precedente edizione aveva già partecipato attivamente agli incontri, contribuendo al confronto con gli autori e assumendo anche il ruolo di moderatore (dialogando con Daniele Biacchessi, François Morlupi e Giuseppe Petrarca).

Quest’anno il ritorno consolida quel rapporto. Il Festival rappresenta infatti uno degli spazi nei quali la letteratura di genere trova una dimensione pubblica particolarmente forte. Il crime vive come poche altre tipologie testuali del rapporto diretto con il lettore: lo coinvolge, lo sfida, lo costringe a formulare ipotesi e a mettere in discussione le proprie certezze.

Ma dietro l’enigma, dietro l’indagine, dietro il delitto, c’è spesso qualcosa di più: c’è la società, con le sue paure, le sue disuguaglianze, i rapporti di potere, la solitudine delle persone, la fragilità delle relazioni, i cambiamenti incessanti e le incognite su un futuro che è giù qui.

Il crime contemporaneo – nelle sue varie declinazioni – ha smesso da tempo di essere soltanto letteratura di evasione. È diventato, in molti casi, una delle forme attraverso cui osservare le crepe della contemporaneità, ed ha acquistato centralità nel canone critico come pure negli scaffali delle librerie fisiche e virtuali.

NeRoma, evento

NON SOLO CRIMINI, MA PERSONE

Il vero protagonista del crime odierno, del resto, non è necessariamente il colpevole: è l’uomo. L’uomo davanti alle proprie responsabilità, ai propri errori, alle proprie ossessioni. L’uomo che cerca una verità e, talvolta, scopre che quella verità è molto più scomoda di quanto immaginasse. È tale profondità a spiegare la fortuna del genere, assieme alla scomparsa ormai di ogni suddivisione netta tra bene e male, che albergano dappertutto e, seppur in porzioni diverse, coesistono in indagatori e colpevoli.

Con questi presupposti, il lettore non vuole più soltanto sapere “chi è stato”. Esige di capire come e, soprattutto, perché. Ed è in questo “perché” che si apre lo spazio della letteratura.

LA COMUNICAZIONE CHE CAMBIA

La presenza di Segnalazioni Letterarie al NeRoma dice qualcosa anche sulla comunicazione culturale contemporanea, territorio nel quale convivono ormai informazione, socialità, critica e promozione, con confini non sempre facili da distinguere.

Proprio per questo acquistano valore le esperienze capaci di mantenere al centro il contenuto, la qualità della scrittura e il rapporto con il lettore. La community costruita da Raffaelli si muove in una simile direzione: creare intorno alle opere attenzione, ma anche conversazioni.

Perché un libro che non genera una domanda rischia di esaurirsi nell’atto stesso della lettura. Un libro che apre una discussione, invece, continua a vivere.

 

LA FORZA DI UNA COMMUNITY

È forse questo il dato più interessante dell’esperienza di Segnalazioni Letterarie. Non la semplice quantità, ma la capacità di aggregare. In anni nei quali si è parlato molto della crisi della lettura, le realtà letterarie web dimostrano invece che il pubblico non è scomparso. È cambiato.

Il lettore contemporaneo vuole partecipare: commenta, consiglia, critica, scopre nuovi autori attraverso altri lettori. La dimensione collettiva dell’esperienza letteraria è tornata ad avere un peso. E proprio il crime, genere fondato sul dubbio e sul confronto delle ipotesi, sembra prestarsi naturalmente a questa nuova forma di partecipazione.

UNA ROMA CHE LEGGE E SI RACCONTA

Il NeRoma si inserisce così in un panorama nel quale Roma torna a essere non soltanto scenario, ma laboratorio culturale. La città del resto possiede, per sua stessa natura, una straordinaria vocazione narrativa: le sue strade, le sue periferie, i suoi palazzi, le sue contraddizioni hanno alimentato generazioni di scrittori e continuano a offrire materia inesauribile alla narrativa.

In questo contesto il crime trova una casa naturale, essendo la forma prediletta di un’attitudine letteraria urbana, spesso inquieta, che tra le sue articolazioni è capace di trasformare una città in personaggio.

E quando gli autori incontrano i lettori, la città diventa a sua volta una grande sala di lettura.

IL VALORE DI TORNARE

Per Alberto Raffaelli, tornare al NeRoma significa dunque proseguire un percorso.

Non soltanto essere presenti a un appuntamento culturale, ma confermare una precisa idea di letteratura: quella che non rimane chiusa nelle pagine, ma cerca il confronto e attraversa le piattaforme digitali senza rinunciare all’incontro reale.

È una sfida importante. Perché la tecnologia può moltiplicare la possibilità di comunicare, ma non può sostituire la relazione. Un autore ha ancora bisogno di essere ascoltato. Un lettore ha ancora bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Un libro ha ancora bisogno di qualcuno che lo faccia incontrare con chi potrebbe amarlo.

È qui che il lavoro di una community come Segnalazioni Letterarie acquista il suo significato più profondo: ne abbiamo parlato con Alberto Raffaelli.

Alberto Raffaelli

Lei e Segnalazioni Letterarie tornate al NeRoma. Che significato ha per Lei questa nuova partecipazione?

Tornare al NeRoma significa innanzitutto dare continuità a un percorso. Ma credo che la parola più importante sia “incontro”. Un festival letterario vive quando riesce a mettere realmente in relazione chi scrive, chi legge e chi racconta i libri. Segnalazioni Letterarie è nata proprio con questo spirito: creare connessioni e dare spazio alle storie e agli autori. Il NeRoma, con la sua particolare attenzione al crime, rappresenta un contesto nel quale il confronto è particolarmente intenso. Il crime non offre soltanto enigmi da risolvere: pone domande sulla società, sulle persone, sulle loro fragilità. Essere nuovamente qui significa quindi condividere una visione della letteratura come esperienza collettiva.

Oggi escono moltissimi libri e conquistare l’attenzione del lettore è sempre più difficile. Che ruolo può avere una realtà come Segnalazioni Letterarie?

Credo che oggi il compito più importante sia orientare senza imporre. Un lettore non ha bisogno soltanto di essere indirizzato su cosa comprare, ma che gli si permetta di scoprire una storia e di formarsi una propria opinione. La nostra community cerca di fare esattamente questo: mettere in circolo i libri, creare discussione, favorire il dialogo tra autori e pubblico. La comunicazione può amplificare una voce, ma non può sostituire la qualità di ciò che quella voce ha da dire. Per questo considero Segnalazioni Letterarie soprattutto un luogo di incontro. In un mondo nel quale siamo continuamente connessi, paradossalmente abbiamo sempre più bisogno di comunità autentiche.

Qual è, secondo lei, la ragione per cui il crime continua ad avere un rapporto così forte con i lettori?

Perché parla delle nostre inquietudini. Dietro un delitto, un’indagine o un mistero c’è quasi sempre una domanda più profonda: chi siamo quando siamo messi davanti alle nostre responsabilità? Il crime ci porta nelle zone d’ombra dell’essere umano, e proprio per questo può aiutarci a comprendere meglio la realtà. Credo che il lettore contemporaneo cerchi esattamente questo: non soltanto evasione, ma storie capaci di lasciargli qualcosa. Un buon crime ti accompagna anche dopo aver chiuso il libro. Se continua a farti pensare, significa che ha fatto il suo lavoro. E, forse, anche il lettore ha fatto il proprio.

 

Il senso più autentico della letteratura, oggi, è probabilmente quello di far attraversare il buio senza aver paura delle domande che nasconde. Perché ogni storia, anche la più inquieta, può diventare una luce quando ci insegna a guardare dentro noi stessi. E tra una pagina e l’altra, mentre cerchiamo la verità di un racconto, finiamo spesso per incontrare la nostra.

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