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Attualità

“Filorosso” accende il lunedì sera di Rai 3: dal caso Lavitola-Ranucci al dramma della Sicilia assetata. Tutti gli ospiti di Monteleone

L’informazione d’inchiesta non va mai in vacanza! 📺 💥 Questa sera (lunedì 17 agosto, ore 21.15) torna in prima serata su Rai 3 “FILOROSSO”, il programma condotto dal fuoriclasse Antonino Monteleone! Sarà una puntata assolutamente da brividi. Si parlerà dell’immenso scandalo sollevato dall’arresto di Valter Lavitola (che ha confessato di essere il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci) insieme a Peter Gomez, Daniele Capezzone, Francesca Pascale e Luigi De Magistris. Poi un focus struggente sul dramma della siccità in Sicilia, con le telecamere puntate sull’inferno di Ravanusa (i cittadini sono rimasti SENZ’ACQUA per ben 20 giorni!). Spazio anche ai misteri infiniti della cronaca nera con gli ultimissimi sviluppi del Delitto di Garlasco, analizzati dal Generale Garofano e dai massimi esperti del settore. Chiuderà la puntata l’eterna e caotica battaglia per le spiagge libere in Italia. Stasera restate sintonizzati su Rai 3, l’attualità scotta! 👇 📰

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Monteleone Grossi 2026

Redazione-  L’estate televisiva non è fatta solo di repliche polverose e programmi di puro intrattenimento vacanziero. Quando l’attualità brucia e la cronaca impone risposte immediate, l’informazione del servizio pubblico scende in campo con i pesi massimi. L’appuntamento imperdibile per gli appassionati di politica, cronaca nera e inchieste d’assalto è fissato per questa sera, lunedì 17 agosto 2026, alle ore 21.15 in prima serata su Rai 3 (e in contemporanea streaming sulla piattaforma RaiPlay) con una nuova, scoppiettante puntata di “Filorosso”. Il padrone di casa Antonino Monteleone, affiancato dalla giornalista Adele Grossi, condurrà i telespettatori in un viaggio serrato e senza sconti attraverso i principali fatti che hanno segnato quest’ultima, caldissima settimana italiana, avvalendosi di un parterre di ospiti in studio di assoluta eccezione.

Il terremoto Lavitola-Ranucci: le rivelazioni sull’attentato

Il piatto forte della serata, destinato a generare un fortissimo dibattito politico e mediatico nei prossimi giorni, sarà senza dubbio lo spazio dedicato al clamoroso e recente arresto di Valter Lavitola. L’ex faccendiere e direttore de L’Avanti! ha rilasciato dichiarazioni scioccanti, ammettendo ufficialmente di essere stato il mandante dell’attentato orchestrato ai danni del noto giornalista investigativo Sigfrido Ranucci (conduttore di Report). Un terremoto istituzionale e giudiziario che verrà sviscerato in ogni sua angolazione oscura grazie a un parterre di analisti formidabile: ne discuteranno lo scrittore Fulvio Abbate, il direttore editoriale del quotidiano Il Tempo Daniele Capezzone, l’ex sindaco di Napoli ed ex magistrato Luigi De Magistris, la celebre attivista Francesca Pascale e la penna pungente del direttore de IlFattoQuotidiano.it, Peter Gomez.

Il giallo senza fine di Garlasco: la verità è ancora lontana?

Ma “Filorosso” è anche grande cronaca nera. La trasmissione tornerà infatti ad accendere i riflettori su uno dei misteri criminali più fitti e mediatici della storia italiana: l’omicidio di Chiara Poggi e gli ultimi, clamorosi sviluppi investigativi sul caso Garlasco. A cercare di districare le maglie di un processo mediatico che non smette di dividere il Paese (tra innocentisti e colpevolisti) ci sarà un team di esperti formidabile. Interverranno nello studio di Monteleone l’avvocato Antonio De Rensis, la direttrice dell’autorevole settimanale criminologico “Giallo” Albina Perri, la nota criminologa Flaminia Bolzan, il generale ex-RIS Luciano Garofano, l’avvocato Massimo Lovati, il biologo forense Ugo Ricci e la content creator Francesca Bugamelli.

L’incubo della Sicilia assetata: Ravanusa a secco da 20 giorni

Dalle aule di tribunale si passerà poi alla drammatica realtà quotidiana di milioni di cittadini italiani, affrontando un’emergenza sociale, economica e sanitaria che sta mettendo in ginocchio un’intera regione. Le telecamere di “Filorosso” accenderanno i riflettori sul dramma della siccità estrema in Sicilia. L’attenzione si concentrerà in modo particolare sul caso limite e disperato di Ravanusa (in provincia di Agrigento), un comune dove la popolazione civile e gli agricoltori sono stati costretti a resistere senza una singola goccia d’acqua per ben 20 giorni consecutivi. Una situazione insostenibile da Terzo Mondo, di cui Monteleone chiederà conto direttamente alla politica. In studio interverranno il vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgio Mulè, e il consigliere regionale siciliano Ismaele La Vardera. In collegamento diretto dal fronte dell’emergenza ci sarà anche il sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola, per lanciare il grido di dolore della sua comunità.

Il caos delle concessioni balneari: le spiagge sono ancora di tutti?

A chiudere questo ricchissimo menù d’informazione sarà un’altra inchiesta rovente, perfetta per il periodo di metà agosto: la gestione e il business delle spiagge italiane. Il programma analizzerà le crescenti difficoltà burocratiche ed economiche riscontrate da migliaia di cittadini e famiglie per poter accedere liberamente ai sempre più rari fazzoletti di spiagge libere. A confrontarsi aspramente sul tema delle concessioni balneari e sui ritardi del Governo italiano rispetto alle direttive europee ci saranno il presidente di +Europa e dei Radicali Italiani, Matteo Hallisey, e l’opinionista e giornalista di Libero, Fabio Dragoni. L’appuntamento, imperdibile, è per stasera su Rai 3 e sui profili social ufficiali del programma (@filorosso_rai su Instagram).

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Attualità

“Salute sacrificata per lo show business”: l’Avvocato Iacobbi rompe il silenzio sulla drammatica battaglia di Evelina Sgarbi per il padre Vittorio

“La vita e la salute di un uomo sacrificate senza pietà per il cinico profitto dello Show Business!” 😡 🎥 Sono dichiarazioni esplosive e pesantissime quelle rilasciate in un video esclusivo dall’Avvocato Lorenzo Iacobbi, il legale che sta affiancando la coraggiosa Evelina Sgarbi nella sua battaglia solitaria per tutelare il padre Vittorio. L’avvocato svela retroscena inquietanti: dopo un anno di attacchi personali vergognosi e “mille resistenze” burocratiche, Evelina è riuscita finalmente a ottenere le cartelle cliniche del padre, scoprendo amare verità sulle sue reali condizioni di salute. Ora scatta la crociata contro un “sistema di potere radicato” che, secondo le accuse del legale, preferisce tutelare il personaggio televisivo a discapito dell’uomo. “È una lotta impari, ma noi andremo fino in fondo sfidando tutto e tutti. A buon intenditor…”, avverte l’avvocato. Leggete tutte le sue parole e i retroscena choc nel nostro articolo esclusivo! 👇 ⚖️

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Avvocato Lorenzo Iacobbi

Redazione  – Ci sono battaglie che si combattono nel silenzio assordante delle aule di tribunale, e altre che devono necessariamente essere urlate al mondo intero, affinché la verità non venga schiacciata sotto il peso del potere e del cinismo mediatico. È questo il senso profondo e drammatico dell’esclusivo videomessaggio diffuso nelle scorse ore dall’Avvocato Lorenzo Iacobbi, legale che sta affiancando Evelina Sgarbi (figlia del noto critico d’arte Vittorio) in quella che è stata definita una vera e propria “battaglia di civiltà”. Le parole dell’avvocato squarciano il velo di omertà su una vicenda dai contorni inquietanti, che mescola i drammi privati di una famiglia con le spietate logiche di profitto del mondo dello spettacolo.

“Una battaglia solitaria lunga un anno”: il coraggio di Evelina

L’intervento dell’Avvocato Iacobbi si apre con una presa di posizione netta e inequivocabile a favore della sua assistita, condividendone in toto il recente e accorato grido d’allarme pubblico. «Sulla vicenda Sgarbi, condivido pienamente le recenti e accorate dichiarazioni pubbliche rese dalla figlia Evelina», esordisce il legale nel video. «Le sue parole descrivono una realtà drammatica e sollevano dubbi pesantissimi sul modo in cui si sta attualmente gestendo il grave stato di salute in cui versa suo padre Vittorio».

Il ritratto che emerge dalle parole di Iacobbi è quello di una giovane donna lasciata drammaticamente sola contro un sistema più grande di lei, ma dotata di una forza di volontà incrollabile. «Questa ragazza», sottolinea l’avvocato, «da oltre un anno sta conducendo con enorme coraggio una battaglia solitaria, nel corso della quale ha dovuto subire attacchi personali a dir poco vergognosi».

Il muro di gomma crolla: la verità nascosta nelle cartelle cliniche

Ma il tempo è galantuomo, e la tenacia di Evelina sta portando alla luce verità scomode che qualcuno, evidentemente, avrebbe preferito tenere nascoste. «I fatti, però, le stanno dando ragione», rivela l’Avvocato Iacobbi con tono grave. «Dopo aver finalmente ottenuto, dopo ben mille resistenze e ostacoli, l’accesso alle cartelle cliniche di suo padre, Evelina ha avuto quelle risposte che cercava da tempo, e che purtroppo temeva». Parole che pesano come macigni e che lasciano presagire contorni clinici molto delicati, celati dietro una facciata mediatica costruita ad arte.

L’accusa choc: “La salute di un uomo piegata alle logiche dello show business”

Ma è nella seconda parte del video che le dichiarazioni dell’avvocato diventano una vera e propria requisitoria contro il sistema mediatico che ruota attorno alla figura del celebre critico d’arte. L’accusa mossa è di una gravità inaudita: anteporre il denaro e le apparizioni pubbliche alla salute fisica di un essere umano. «Da ora in avanti, quindi, continuerà a lottare avendo sempre me al suo fianco», promette Iacobbi. «Lo faremo per garantire a suo padre le cure più adeguate, preservandolo e proteggendolo da tutti coloro che antepongono alla sua salute le ciniche logiche dello show business».

Il legale non usa mezzi termini per descrivere l’avversario di questa crociata legale e morale: «Siamo perfettamente consapevoli che continueremo a scontrarci contro un sistema di potere profondamente radicato, un sistema che, per un proprio esclusivo interesse, è pronto a tutelare il ‘personaggio’ televisivo sacrificando senza remore la vita dell’uomo».

“Andremo fino in fondo contro tutto e tutti. A buon intenditor…”

La conclusione del videomessaggio è un misto tra una promessa solenne fatta a una figlia disperata e un avvertimento lanciato a chi tira le fila di questo meccanismo mediatico. «È una lotta impari, ne siamo coscienti, ma noi la affronteremo a testa alta», conclude l’Avvocato Iacobbi. «Agiremo senza alcuna paura e con la forza dirompente di chi sa di essere nel giusto. Questa è una battaglia di civiltà, perché la vita di un uomo non può mai essere immolata sull’altare del profitto economico a tutti i costi. Io ed Evelina andremo fino in fondo, sfidando tutto e tutti. A buon intenditor…». Un avvertimento che, ne siamo certi, farà tremare i polsi a molti salotti televisivi.

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Politica

“Non trasloco dalla mia legge morale”: Sforzini (Rinascimento Nazionale) gela le indiscrezioni e chiude la porta agli estremismi

“La mia unica bussola è la Legge Morale: non mi muovo da qui!”. 🏰 🇮🇹 Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale) rompe il silenzio e spazza via in modo perentorio le indiscrezioni pubblicate da ‘La Repubblica’, che lo davano “in procinto di traslocare in Forza Italia”. Ma il leader del Castello Sforzini non si limita a smentire il pettegolezzo politico: coglie l’occasione per lanciare un durissimo manifesto contro gli estremismi. “Razzismo, antisemitismo e nostalgie naziste o totalitarie sono incompatibili con la mia cultura”, tuona Sforzini, rilanciando invece il grandioso progetto di una grande Destra plurale, moderna e orgogliosamente Atlantista. Una Destra “dove la parola Nazione non debba essere urlata e la Libertà non debba essere sussurrata”. Trovate le sue dichiarazioni integrali nel nostro ultimo e acceso articolo politico! 👇 📰

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Luca Sforzini

Redazione – Nel torrido panorama politico estivo, spesso infiammato più dai pettegolezzi di palazzo che dai veri contenuti programmatici, le parole pesano come macigni. Soprattutto quando a pronunciarle è una voce autorevole e fuori dal coro. Nelle scorse ore, il quotidiano nazionale La Repubblica aveva lanciato un’indiscrezione giornalistica che aveva fatto subito rumore nei corridoi della politica: secondo il retroscena, Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale) sarebbe stato «pronto a traslocare in Forza Italia, ormai stufo degli estremismi». Una ricostruzione suggestiva, che però ha trovato l’immediata, ferma e perentoria smentita del diretto interessato, che ha colto l’occasione per ribadire i pilastri etici e politici della sua creatura culturale.

“Non trasloco dal Castello”: il primato della legge morale

La replica di Luca Sforzini non si è fatta attendere ed è arrivata dritta al punto, spazzando via ogni dubbio o speculazione strategica. «La Repubblica oggi scrive che sarei pronto a traslocare in Forza Italia», esordisce il Presidente nella sua nota ufficiale. «Voglio essere estremamente chiaro: non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo fisico e simbolico, ovvero il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Tutto il resto sono pure speculazioni e libere interpretazioni giornalistiche». Sforzini rivendica dunque con orgoglio la sua indipendenza di pensiero e la sacralità della sua “casa” identitaria, respingendo le etichette tipiche del calciomercato politico estivo.

La barriera contro l’estremismo: “Nessuna nostalgia totalitaria”

Se sulle scelte di “casacca” Sforzini derubrica il tutto a semplici speculazioni, il tono si fa durissimo e inamovibile quando si tocca il delicato e attualissimo tema delle derive estremistiche all’interno dello schieramento conservatore. Su questo fronte, il leader di Rinascimento Nazionale traccia un solco netto e invalicabile. «Sugli estremismi, invece, non c’è assolutamente nulla da interpretare», tuona Sforzini. «L’antisemitismo, il razzismo, le inaccettabili nostalgie naziste e le inquietanti suggestioni totalitarie sono concetti radicalmente incompatibili con la mia personale cultura politica e, di riflesso, con quella fondante del Centro Studi Rinascimento Nazionale. E questo vale da qualunque parte tali derive provengano». Una dichiarazione d’intenti cristallina, che chiude definitivamente la porta a chiunque cerchi di inquinare il dibattito culturale a Destra con rigurgiti del passato.

La visione: costruire una Destra plurale, polifonica e atlantista

Ma qual è, allora, la reale collocazione e il progetto politico-culturale di Luca Sforzini? La risposta è un manifesto di altissimo spessore ideologico. «Il nostro Centro Studi», spiega il Presidente, «lavora quotidianamente per costruire un modello di destra plurale e polifonica. Uno spazio vasto nel quale possano finalmente riconoscersi, dialogare e confrontarsi sensibilità diverse: liberali, liberiste, libertarie, conservatrici, risorgimentali, sovraniste, federaliste, identitarie, nazionaliste, tradizionaliste, ma anche quelle d’estrazione cattolica e sociale». Un laboratorio di idee, dunque, e non un recinto chiuso.

Una Destra che, nella visione di Sforzini, deve essere inevitabilmente moderna, orgogliosamente occidentale e fermamente atlantista in politica estera. Un contenitore culturale maturo e sicuro di sé, «nella quale la parola Nazione non abbia bisogno di essere urlata per farsi sentire, e in cui la parola Libertà non debba mai essere sussurrata o sminuita». Un equilibrio perfetto tra l’orgoglio patrio e la garanzia dei diritti individuali.

Oltre il chiacchiericcio delle chat c’è la vera politica

L’intervento di Luca Sforzini si chiude con una stoccata amara ma lucidissima alla deriva pettegola che spesso infesta le aule parlamentari e i social network: «Tutto il resto sono solo chat. La politica, quella vera con la P maiuscola, fortunatamente è un’altra cosa». Un richiamo forte a tornare a parlare di contenuti, di etica e di visioni per il futuro del Paese, lasciando i pettegolezzi e i finti traslochi fuori dal portone del Castello.

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Attualità

“Uno, nessuno, centomila… poi si spengono le luci”. Da Pirandello a Foscolo, il nuovo potentissimo Mattutino dal Castello Sforzini

“Uno, Nessuno e Centomila”. Quante maschere siamo costretti a indossare ogni giorno per compiacere gli altri? 🎭 ✨ Il nuovo, potentissimo “Mattutino” trasmesso oggi dal Castello Sforzini ci regala una profonda e amarissima riflessione sulla condizione umana, viaggiando tra il genio di Luigi Pirandello e la malinconia romantica di Ugo Foscolo. Nel palcoscenico della vita, recitiamo costantemente una farsa per essere accettati. Ma cosa succede quando, inesorabilmente, “si spengono le luci e si contano le sedie vuote”? In quell’istante di buio e di solitudine assoluta, cadono le maschere e ci ritroviamo soli a fare i conti con noi stessi, trovando pace solo in quella “fatal quiete” della sera cantata da Foscolo. Un meraviglioso pugno allo stomaco filosofico che vi invitiamo a leggere e ad approfondire nel nostro nuovo editoriale. Toglietevi la maschera e tuffatevi nella lettura! 👇 🌌

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Il Mattutino del 17 agosto 2026

Redazione – Ci sono giorni in cui le parole non servono per raccontare i fatti di cronaca, ma per compiere un viaggio affascinante e vertiginoso all’interno dell’anima umana. È questo il dono prezioso che, puntualmente, ci viene offerto dal Mattutino, la storica e raffinata rubrica curata dal Centro Studi Rinascimento Nazionale, trasmessa dalla suggestiva e antica cornice del Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Il dispaccio filosofico di questo lunedì 17 agosto 2026 è un concentrato di poesia, letteratura e introspezione psicologica che fonde magistralmente, in pochissime ma pesantissime righe, l’amara frammentazione dell’identità di Luigi Pirandello con la malinconia monumentale della poesia di Ugo Foscolo.

Tra le maschere di Pirandello: “Uno. Nessuno. Centomila.”

Il Mattutino di oggi si apre con una delle citazioni più celebri e dirompenti della letteratura del Novecento: “Uno. Nessuno. Centomila”. Sono le parole che racchiudono il dramma dell’uomo moderno, costantemente costretto a indossare una maschera diversa per ogni situazione e per ogni persona che incontra sul suo cammino. Nella società odierna (ancor di più nell’era dei social network e dell’apparire a tutti i costi), crediamo di essere “Uno”, unici e definiti; ma agli occhi degli altri diventiamo “Centomila” versioni differenti, sfilacciandoci in innumerevoli proiezioni e aspettative altrui. E alla fine, tragicamente, ci rendiamo conto di essere “Nessuno”. Un’illusione collettiva, un vuoto interiore che fa rumore mentre continuiamo a recitare la nostra farsa quotidiana sul grande palcoscenico della vita.

Quando cala il sipario: il momento della verità nuda

Ma cosa accade quando la recita giunge al termine? Il Mattutino risponde con una frase originale, tagliente e di una potenza visiva disarmante: “Poi si spengono le luci. E si contano le sedie”. È la metafora assoluta della fine dello spettacolo. Che si tratti della fine di una lunga giornata di lavoro, del tramonto di una relazione, o del crepuscolo stesso dell’esistenza umana, arriva inevitabilmente il momento in cui i riflettori artificiali dell’attenzione pubblica si spengono. Il clamore cessa, il pubblico immaginario che ci giudicava o ci applaudiva se ne va, e noi rimaniamo drammaticamente soli nel teatro vuoto della nostra coscienza. In quell’istante di buio e silenzio, cadono tutte le maschere pirandelliane. Si contano le sedie vuote: si fa il bilancio chirurgico di chi è rimasto davvero al nostro fianco, di ciò che abbiamo realmente costruito e delle assenze che pesano come macigni.

La “fatal quïete”: la sera come immagine del riposo eterno

Ed è proprio in questo silenzio assoluto del teatro vuoto che irrompe il genio romantico di Ugo Foscolo, magistralmente evocato nel finale del dispaccio odierno: “Forse perché della fatal quïete / tu sei l’imago”. L’incipit del celeberrimo sonetto “Alla Sera” chiude il cerchio della riflessione. La sera (e per estensione l’oscurità che segue lo spegnimento delle luci teatrali) è tanto cara al poeta, e all’animo umano in generale, proprio perché rappresenta l’immagine fedele della “fatal quïete”, ovvero della morte, del riposo eterno, della pace definitiva. Non una morte vista come un mostro terrificante, ma come un sollievo dolcissimo che spegne per sempre i tormenti, le ansie e la stancante necessità di indossare le “centomila” maschere quotidiane. La sera porta con sé la liberazione dalle catene del giorno.

Il testo integrale del Mattutino

Vi lasciamo, come di consueto, con la lettura integrale delle vibranti parole giunte oggi dal Castello Sforzini. Un invito a toglierci la maschera, almeno per qualche minuto, e a fare i conti con la nostra verità più profonda prima che si spengano le luci.


IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Lunedì 17 agosto 2026

Uno. Nessuno. Centomila.

Poi si spengono le luci. E si contano le sedie.

Forse perché della fatal quïete tu sei l’imago.

Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
“Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio.”

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