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La Pizzeria “Incontro ” a Poggio Moiano lancia la “Pizza Fantasia”: un tagliere gigante di sapori e felicità tutto da condividere

Attenzione: queste immagini potrebbero causarvi un’immediata acquolina in bocca! 🤤 🍕 Siete pronti a scoprire il nuovo capolavoro della Sabina? Alla storica Pizzeria “Incontro” di Poggio Moiano (Rieti), accolti dal calore del titolare Piero Angeloni e dal sorriso di sua figlia Ester, vi aspetta una novità clamorosa! Grazie al talento purissimo della pizzaiola Eleonora Simonetti è nata la “Pizza Fantasia”: non una semplice pizza, ma un mosaico gigante di sapori servito su un maestoso tagliere di legno al centro del tavolo! Pomodoro verace, prosciutto morbido, funghi e mozzarella filante su una base romana sottile e super croccante. Un inno alla condivisione, perfetto per una serata di risate con la famiglia o con gli amici. Vi sveliamo tutti i segreti della famiglia Angeloni nella nostra recensione esclusiva! L’avete già assaggiata? 👇 🍺

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Pizza "Fantasia", pizzeria Incontro Poggio Moiano

Poggio Moiano – In un’epoca dominata dai fast food, dai pasti frettolosi consumati davanti allo schermo di uno smartphone e dalle mode culinarie passeggere, c’è ancora chi difende con orgoglio e maestria il valore sacro della tradizione italiana: sedersi a tavola, guardarsi negli occhi e condividere qualcosa di autentico, genuino e preparato con il cuore. Questo miracolo quotidiano di convivialità va in scena ogni sera a Poggio Moiano, incantevole borgo nel cuore della Sabina reatina, dove la storica e amatissima Pizzeria “Incontro” ha appena lanciato una novità destinata a conquistare il palato di residenti e turisti: la spettacolare “Pizza Fantasia”.

Dietro al successo: la visione di Piero Angeloni e il sorriso di Ester

Prima ancora di assaporare il cibo, a L’Incontro si assapora l’atmosfera. E il merito di questo clima familiare e caloroso è tutto del titolare, Piero Angeloni, un vero e proprio pilastro dell’ospitalità locale. Piero non è solo il proprietario, ma l’anima pulsante del locale: con la sua dedizione instancabile e la sua profonda conoscenza del territorio, ha trasformato questa pizzeria in una seconda casa per intere generazioni di clienti. Ad affiancarlo in sala, raccogliendo il prezioso testimone della tradizione familiare, c’è la figlia Ester. Con il suo sorriso luminoso, la professionalità e l’attenzione instancabile verso ogni singolo tavolo, Ester fa in modo che ogni cliente si senta coccolato, trasformando una semplice cena fuori in un momento di autentica gioia condivisa.

Nasce la “Pizza Fantasia”: non una semplice pizza, ma un viaggio sensoriale

Dimenticatevi la classica pizza rotonda servita nel piatto singolo, dove ognuno consuma la propria porzione in solitaria. La nuova “Pizza Fantasia” creata per i tavoli de L’Incontro è un vero e proprio inno all’abbondanza e alla pluralità dei sapori. Si presenta in tavola in modo trionfale, adagiata su un grande, rustico e profumato tagliere di legno circolare. Le sue dimensioni generose sono pensate per una sola cosa: la condivisione.

Ma la vera magia di questa creazione risiede, come suggerisce il nome stesso, nella composizione dei condimenti. La Pizza Fantasia non si limita a un unico gusto, ma è un mosaico perfetto di sapori che accontenta tutti i commensali in un colpo solo. Osservandola, si viene rapiti da una palette di colori e profumi straordinaria: c’è lo spicchio rosso fiammante, dove il pomodoro verace si sposa per chi ama i gusti decisi; c’è la sezione bianca e delicata, arricchita da morbide fette di prosciutto cotto di altissima qualità adagiate su un letto di mozzarella filante; e non manca lo spicchio rustico, dove i funghi freschi sprigionano tutto il sapore inconfondibile della terra e dei boschi sabini.

Il talento di Eleonora Simonetti: la regina dell’impasto croccante

Dietro ogni grande capolavoro gastronomico c’è sempre un grande artista. E dietro la magia della “Pizza Fantasia” c’è il talento purissimo della pizzaiola Eleonora Simonetti. Le sue mani esperte lavorano la farina con una passione che si trasmette in ogni singolo morso. Il vero segreto, infatti, risiede da sempre nel suo impasto, steso rigorosamente secondo i crismi della più nobile tradizione romana: bassa, fragrante e incredibilmente croccante (la famosa consistenza “scrocchiarella” che fa impazzire gli intenditori).

Sotto la sapiente regia di Eleonora, la lunga lievitazione naturale e l’idratazione perfetta della farina garantiscono non solo un sapore rustico eccezionale, ma soprattutto un’altissima digeribilità. Il cornicione, leggermente bruciacchiato nei punti giusti dal calore violento del forno, racchiude l’essenza stessa della panificazione artigianale: croccante fuori e scioglievole dentro, capace di esaltare i condimenti senza mai sovrastarli.

Il rito della condivisione: la Pizzeria “Incontro” non delude mai

La scelta del team di Piero, Ester ed Eleonora di servire la Pizza Fantasia su un grande tagliere di legno non è affatto un vezzo estetico, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti culturale. Portare il tagliere al centro del tavolo significa far incrociare le mani, far scambiare i tranci, stimolare le risate e i brindisi. È l’essenza stessa dell’ospitalità italiana: il cibo come collante sociale, come scusa perfetta per trascorrere una serata indimenticabile in compagnia della famiglia o degli amici di sempre.

La “Pizza Fantasia” non è solo una cena spettacolare, è un’esperienza che nutre il corpo e riscalda l’anima. Un consiglio spassionato per tutti i lettori? Andate a Poggio Moiano, fatevi accogliere dal calore di Piero ed Ester, e lasciatevi conquistare dal genio culinario di Eleonora. Vi assicuriamo che, fin dal primo morso croccante, vi sentirete esattamente dove dovreste essere: in famiglia.

Tel:0765201845

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Il Lago del Turano si ritira e svela il suo tesoro sommerso: riaffiora la necropoli romana di Fontanelle dopo duemila anni

Il lago si ritira per il caldo e restituisce un tesoro sommerso di 2000 anni fa! 🌊 🏛️ Straordinaria scoperta archeologica sulle sponde del Lago del Turano (Rieti): con il calo delle acque è riaffiorata dal fango l’antica necropoli romana di Fontanelle, rivelando tombe monumentali “alla cappuccina” rimaste sepolte e intatte per due millenni! Gli archeologi sono al lavoro senza sosta: “Le sponde hanno iniziato a raccontare la storia”. Un viaggio incredibile nel cuore dell’antica Roma e della Sabina che sta lasciando tutti a bocca aperta. Scoprite i dettagli, le foto e i segreti di questo ritrovamento nel nostro articolo esclusivo! 👇 🏺✨

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Necropoli di Fontanelle, Lago del Turano

Castel di Tora – Ci sono momenti in cui la natura, persino attraverso i suoi fenomeni più severi come la siccità estiva, decide di fare un regalo inestimabile all’umanità, sollevando il velo del tempo e restituendoci pagine dimenticate della nostra storia millenaria. È quanto sta accadendo in questi giorni sulle sponde del suggestivo Lago del Turano, nel cuore verde e montano della provincia di Rieti. Mentre la calura estiva ha progressivamente abbassato il livello idrico del bacino artificiale, il fango e la terra bagnata hanno iniziato a sussurrare segreti rimasti custoditi nell’ombra per millenni: dalle acque in ritirata è infatti riemersa la straordinaria necropoli romana di Fontanelle, riportando alla luce preziose e intatte tombe “alla cappuccina” rimaste celate agli occhi del mondo per quasi 2000 anni.

“Le sponde hanno iniziato a raccontare”: il risveglio dell’antica Roma

«Dalla terra smossa e lambita dall’acqua, le sponde del lago hanno letteralmente cominciato a raccontare la loro storia», spiegano con tangibile emozione gli archeologi e i ricercatori della Soprintendenza accorsi tempestivamente sulle rive dello specchio d’acqua reatino. Il fenomeno del ritiro del lago, causato dalle prolungate settimane di temperature elevate, ha trasformato un potenziale problema idrico in una formidabile risorsa per il patrimonio culturale nazionale.

La vista che si è presentata agli studiosi lungo la linea di battigia ha dell’incredibile. Con il progressivo arretramento dell’acqua, i contorni geometrici delle antiche sepolture di epoca imperiale sono riaffiorati dal limo, delineando una vasta area cimiteriale che testimonia la fitta antropizzazione e la vitalità economica e sociale che caratterizzavano la Valle del Turano e la Sabina durante i fasti dell’Impero Romano.

Il fascino delle tombe “alla cappuccina”: l’architettura dell’eternità

Il cuore della scoperta è rappresentato dalle caratteristiche sepolture “alla cappuccina”, una delle tipologie funerarie più diffuse e rappresentative del mondo romano tra l’età repubblicana e la tarda antichità. Questa particolare forma di inumazione deve il suo curioso nome moderno alla somiglianza con il cappuccio triangolare dei frati cappuccini: la struttura veniva infatti realizzata disponendo grandi tegole o mattoni fittili (i cosiddetti embrici o sesquipedali) inclinati a doppio spiovente sopra il corpo del defunto, a formare una sorta di tetto protettivo a capanna.

Le tegole venivano poi accuratamente saldate al colmo con mattoni orizzontali e sigillate con malta, creando una camera protetta che preservava i resti del caro estinto e il suo eventuale corredo funerario dagli agenti atmosferici e dal peso della terra. Ritrovare queste strutture perfettamente conservate sotto metri di sedimento lacustre rappresenta un evento di eccezionale rilievo scientifico, capace di fornire dettagli preziosi sulla classe sociale, sulle abitudini e sui riti di passaggio dei popoli che abitavano queste valli duemila anni fa.

Una corsa contro il tempo per gli archeologi sulle rive del lago

Per la squadra di archeologi, restauratori e tecnici al lavoro sulle rive di Fontanelle è iniziata una vera e propria corsa contro il tempo. Gli esperti stanno conducendo minuziosi rilievi fotogrammetrici tridimensionali, mappature topografiche con droni e scavi stratigrafici d’urgenza per documentare e mettere in sicurezza ogni singolo reperto prima che l’autunno e le piogge stagionali riportino il livello del lago alla quota originaria, sommergendo nuovamente il sito.

L’obiettivo è duplice: da un lato recuperare i materiali del corredo (monete votive, lucerne, vasellame in terracotta e piccoli oggetti personali che accompagnavano il defunto nel viaggio verso l’Aldilà) per procedere al loro restauro e alla futura esposizione museale; dall’altro studiare la paleopatologia e l’antropologia fisica dei resti ossei per ricostruire l’alimentazione, le patologie e l’aspettativa di vita di quella remota comunità sabina.

La Valle del Turano: uno scrigno di bellezze tra paesaggio e mito

Questa spettacolare scoperta archeologica aggiunge ulteriore valore e prestigio a un territorio, quello della Valle del Turano, già celebre per i suoi borghi incantati arroccati sulle rocce (come Colle di Tora e Castel di Tora, inseriti tra i borghi più belli d’Italia), le sue acque turchesi incorniciate dai monti Navegna e Cervia e le sue antiche tradizioni gastronomiche.

La riemersione della necropoli di Fontanelle ricorda a tutti noi come l’Italia sia un museo a cielo aperto diffuso, dove la bellezza del paesaggio naturale convive in modo indissolubile con le vestigia di un passato glorioso. Una meraviglia sommersa che oggi torna a risplendere sotto il sole estivo, regalandoci un’emozione profonda e un promemoria indelebile sulle nostre radici storiche.

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“FarfallAmica”, il primo asilo nido di Rocca San Giovanni apre le ali: 480mila euro del PNRR diventano un sogno reale per le famiglie

Una storia bellissima di speranza e di buona politica dall’Abruzzo! 🦋 👶 Rocca San Giovanni (Chieti) ha inaugurato il suo PRIMO asilo nido comunale nella storia del paese: si chiama “FarfallAmica” ed è stato realizzato grazie a 480.000 euro del PNRR. Un sogno che le famiglie attendevano da anni, finalmente diventato realtà! Ieri c’è stato il commosso e partecipato open day per visitare gli spazi luminosi e accoglienti del nuovo nido (24 posti disponibili), che aprirà ufficialmente in autunno 2026. “Abbiamo trasformato le risorse europee in un’opportunità concreta per la nostra comunità”, dichiara fiero il sindaco Fabio Caravaggio. Un servizio che aiuterà le famiglie monogenitoriali, sosterrà la conciliazione vita-lavoro e investirà nel futuro dei bambini più piccoli. Leggete i dettagli di questa bellissima inaugurazione nel nostro articolo! 👇 🎀

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Asilo Nido

Rocca San Giovanni – Ci sono inaugurazioni che tagliano un nastro e ci sono inaugurazioni che cambiano la vita di una comunità intera. Quella avvenuta in questi giorni a Rocca San Giovanni (in provincia di Chieti) appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il piccolo e bellissimo comune costiero abruzzese ha scritto una pagina storica e commovente per il suo territorio: per la primissima volta nella sua storia, le famiglie di Rocca San Giovanni possono contare su un servizio educativo dedicato alla prima infanzia. Si chiama “FarfallAmica”, è il nuovissimo asilo nido comunale, ed è già pronto ad aprire le sue luminose aule ai bambini più piccoli della comunità.

Un sogno lungo anni diventato realtà grazie al PNRR

La struttura è stata realizzata all’interno del plesso scolastico “Ericle D’Antonio” di via Raffaele Paolucci, nel cuore del paese, grazie a un finanziamento complessivo di 480.000 euro ottenuto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR – Missione 4, Componente 1, Investimento 1.1). Una cifra importante, intercettata con lungimiranza dall’amministrazione comunale, che si è trasformata in qualcosa di tangibile, concreto e duraturo: aule luminose, spazi sicuri e accoglienti, pensati nei minimi dettagli per rispondere ai bisogni dei bambini nei loro primissimi anni di vita.

La struttura potrà accogliere fino a 24 bambini e sarà operativa dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 18:00 (con possibilità di frequenza part-time mattutina), per undici mesi l’anno, dal 1° settembre al 31 luglio. Il servizio vero e proprio sarà avviato in autunno 2026, attraverso l’affidamento della gestione a un operatore economico qualificato, selezionato con regolare procedura negoziata. Il Consiglio Comunale ha già approvato il relativo regolamento, che disciplina criteri di accesso, graduatorie e orari, garantendo priorità assoluta alle famiglie residenti e una speciale attenzione alle situazioni di fragilità sociale.

L’open day: una comunità intera in festa per i propri bambini

Per celebrare degnamente questo storico traguardo collettivo, l’Amministrazione Comunale ha organizzato ieri un emozionante e partecipato open day, pensato per aprire le porte del nuovo nido alla cittadinanza, per far toccare con mano agli abitanti gli spazi, i colori e la qualità di ciò che è stato costruito. Genitori, nonni, bambini e semplici curiosi hanno potuto visitare le aule, i bagni a misura di bimbo, le zone ludiche e i giardini, lasciando tra quelle mura la promessa di un futuro più sereno e ricco di opportunità per i più piccoli.

La voce del sindaco Caravaggio: “Risorse trasformate in opportunità reale”

Il primo a prendere la parola è stato il sindaco Fabio Caravaggio, visibilmente orgoglioso e commosso per il risultato raggiunto. «Con l’apertura dell’asilo nido comunale diamo una risposta concreta a un bisogno che le famiglie di Rocca San Giovanni attendevano da tempo», ha dichiarato il primo cittadino. «È un servizio che nasce dalla nostra capacità di intercettare le risorse del PNRR e trasformarle in un’opportunità reale per la nostra comunità. Un risultato importante, che si aggiunge ai numerosi servizi e alle opere pubbliche realizzate in questi anni di mandato amministrativo».

Sull’importanza sociale del nuovo servizio è intervenuta l’assessore alle Politiche Sociali, Carmelita Caravaggio: «Un asilo nido comunale è un sostegno concreto alla genitorialità e alle famiglie, in particolare a quelle monogenitoriali, e uno strumento fondamentale per favorire la conciliazione tra vita e lavoro. Investire nei servizi per la prima infanzia significa investire nel futuro dei nostri bambini».

A chiudere il cerchio delle dichiarazioni istituzionali è stato il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Erminio Verì, che ha ripercorso l’intero iter amministrativo: «Dopo aver investito sull’efficientamento energetico del plesso scolastico e sulla messa in sicurezza delle aree di pertinenza, oggi possiamo dire con orgoglio di aver dato a Rocca San Giovanni un servizio educativo che prima non esisteva. Un tassello in più in quel percorso di crescita del nostro paese che portiamo avanti sin dal primo giorno di mandato».

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Il cuore di Arpino batte per l’Assunta e San Rocco: tra fede, lacrime e devozione la comunità si stringe attorno alle sue radici millenarie

La bellezza della fede che unisce un popolo intero! 🏛️🙏 Arpino si ferma per le solenni e commoventi processioni dell’Assunta e di San Rocco, in un trionfo di partecipazione, emozione e amore per le tradizioni. ✨ Il consigliere Gianluca Quadrini celebra l’evento: “Un onore immenso condividere questa altissima spiritualità con la nostra splendida comunità”. Orgoglio ciociaro puro! ❤️ Leggi qui per scoprire i momenti più toccanti di queste giornate storiche! 👇

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Festeggiamento dell'Assunta ad Arpino

Arpino – Ci sono giorni in cui il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio alla parte più autentica, intima e profonda dell’anima di un popolo. La città ciceroniana di Arpino, adagiata sulle colline della provincia di Frosinone, ha vissuto due giornate di straordinaria intensità emotiva e spirituale nei giorni del 15 e 16 agosto. Le storiche ricorrenze dedicate a Maria Santissima Assunta in Cielo e a San Rocco non sono state una semplice ripetizione di riti antichi, ma un immenso e commovente abbraccio collettivo. Le strade del borgo si sono riempite del profumo dell’incenso, del suono dei canti della tradizione e del passo lento di migliaia di fedeli, uniti da un filo invisibile ma indistruttibile di devozione e appartenenza identitaria.

A testimoniare la vicinanza profonda delle istituzioni a questo momento così viscerale per la comunità locale è stata la partecipazione attiva del Consigliere della Provincia di Frosinone, Consigliere Comunale di Arpino e Dirigente di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini. Camminare fianco a fianco con i propri cittadini, condividendo il peso e la bellezza delle statue portate a spalla, rappresenta il modo più nobile di intendere l’impegno pubblico: un servizio che non dimentica le radici e che si fa custode dei valori che tengono unita una comunità. Accanto a lui, a condividere la solennità delle funzioni e delle affollate processioni, erano presenti anche il Vicesindaco Massimo Sera e il Presidente del Comitato Festeggiamenti Franco Veglianti.

Un fiume di popolo tra le vie del borgo: la fede che si fa storia quotidiana

Il grande concorso di popolo che ha invaso ogni vicolo e ogni piazza di Arpino è la dimostrazione plastica di un territorio che rifiuta l’omologazione della modernità per proteggere la propria identità religiosa e culturale. Le statue dell’Assunta e di San Rocco, accarezzate dagli sguardi lucidi degli anziani e dalle mani tese dei bambini, hanno attraversato il paese come simboli di speranza e di protezione. “È stato per me un profondo onore partecipare alle solenni processioni per le vie di Arpino”, ha dichiarato con evidente commozione Gianluca Quadrini a margine delle celebrazioni, sottolineando l’orgoglio di poter unire il proprio ruolo istituzionale alla fede vibrante della sua splendida comunità.

Questo fine settimana d’agosto ha dimostrato che, nonostante le difficoltà del presente, il popolo arpinate sa ritrovarsi unito e solidale sotto il segno della tradizione. La condivisione di questi momenti di altissima spiritualità insieme ai tantissimi fedeli, ai turisti tornati per le vacanze e alle autorità locali ha riacceso l’orgoglio di appartenere a una terra ricca di storia e di valori umani condivisi. La fede esce così dalle mura delle chiese per farsi comunità viva, per strada, diventando un balsamo per le fatiche di ogni giorno e una promessa di futuro per le giovani generazioni.

Il miracolo organizzativo dietro le quinte della solennità

Dietro la perfetta riuscita di due giornate così complesse e ricche di appuntamenti c’è un mondo sommerso fatto di volontariato, fatica silenziosa e amore incondizionato per il proprio paese. Un plauso carico di gratitudine deve essere esteso al Presidente Franco Veglianti e a tutto l’infaticabile Comitato dei Festeggiamenti per la dedizione assoluta e l’impeccabile gestione logistica e organizzativa dell’evento. Un lavoro corale che ha visto camminare in perfetta sinergia anche il Collegio dei Presbiteri e il Consiglio Pastorale Parrocchiale, garantendo la massima solennità a ogni singola liturgia.

Le celebrazioni si sono chiuse tra gli applausi e i fuochi d’artificio che hanno illuminato la notte della Ciociaria, ma l’eco di questa grande manifestazione di fede rimarrà a lungo nel cuore dei presenti. “Viva Arpino e le nostre storiche tradizioni!”, ha concluso Quadrini nel suo messaggio carico di entusiasmo. Arpino si conferma così non solo una perla di cultura e di archeologia, ma un esempio luminoso di come un popolo sappia custodire il fuoco sacro delle proprie origini, trasformando la festa patronale in un grande inno alla vita, alla solidarietà e alla speranza collettiva.

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