Attualità
PRIMAVERA, OLTRE LA STANCHEZZA: IL BREAK PRIMAVERILE COME PROTOCOLLO DI SALUTE PSICOFISICA
Lucattini: “La Primavera? Un appello al riposo”.
Intervista di Marialuisa Roscino
Redazione- La Dott.ssa Lucattini spiega in questa intervista il valore del riposo stagionale e l’importanza di ricalibrare l’organismo. Mentre la natura esplode in un tripudio di colori e nuova vita, nel contempo, sono in molte, le persone a sperimentare proprio in primavera un disagio psico-fisico, vale a dire, la cosiddetta “stanchezza di primavera”. “Non è pigrizia, – spiega in questa intervista, Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana – ma un segnale biologico preciso. Dopo i lunghi mesi invernali, il nostro organismo affronta una transizione psicologica e metabolica profonda per allinearsi all’aumento delle ore di luce e al cambio di temperatura. Concedersi, pertanto, un break in questo periodo, non è un lusso, ma una vera rigenerazione vitale per la salute psicofisica”. La primavera, – prosegue Adelia Lucattini – “esige” una breve pausa, che non solo consente di ricalibrare il nostro orologio interno, dal momento che il passaggio dalla penombra invernale alla luce intensa, richiede un adattamento dei ritmi circadiani che solo un tempo lento può assecondare e che permette anche di svuotare il carico emotivo. Spesso, si arriva a metà anno – evidenzia – Lucattini, con le risorse mentali logorate dalla faticosa routine quotidiana; una sosta in questa stagione, può impedire invece, al burnout di sedimentarsi prima dell’estate”. Scopriamo insieme i suoi preziosi consigli.
Dott.ssa Lucattini, perché ritiene sia importante concedersi un break primaverile per rigenerare corpo e mente?
Le vacanze rappresentano uno spazio prezioso di pausa, che non coincide necessariamente con l’inattività, ma piuttosto, con un cambiamento di ritmo. È un tempo in cui la mente può alleggerirsi dalle richieste quotidiane e il corpo recuperare energie, soddisfacendo bisogni spesso trascurati. In questo senso, la vacanza è una sorta di “vuoto fertile”: una sospensione temporanea delle pressioni abituali che permette una riorganizzazione interna e favorisce nuove energie psichiche.
Dal punto di vista mentale, l’idea stessa di vacanza è profondamente associata a una dimensione di libertà e di allentamento delle costrizioni. Questo, consente una riduzione dello stress e un miglioramento del benessere generale. Studi recenti confermano che anche brevi periodi di pausa possono avere effetti importanti, una ricerca pubblicata su Open Science in Psychology (2024) ha messo in luce come le vacanze siano associate a una riduzione dello stress percepito e a un miglioramento dell’umore e della salute mentale, con benefici che possono persistere anche dopo il rientro.
Tuttavia, non per tutti le vacanze sono immediatamente rilassanti. Per alcune persone possono diventare fonte di stress. Questo accade, ad esempio, quando si fatica a “staccare” mentalmente dal lavoro, oppure quando le aspettative sono troppo elevate e si rischia di vivere la vacanza come qualcosa che “deve” essere perfetto. Anche il cambiamento di routine, che per molti è rigenerante, per altri può risultare disorientante.
In questi casi, è importante ridimensionare le aspettative e concedersi una transizione graduale: non serve fare tutto, vedere tutto o sentirsi sempre felici. Può essere utile mantenere piccoli punti di continuità (ritmi, abitudini semplici) e soprattutto accettare che il vero riposo non è una prestazione, ma un’esperienza soggettiva. Imparare a tollerare il tempo “vuoto” senza riempirlo a tutti i costi è spesso il primo passo per trasformare la vacanza in un’autentica occasione di benessere.
Eppure, per molti l’idea di organizzare un viaggio è fonte di ansia. Come può una vacanza generare stress?
Per alcune persone la vacanza, invece di rappresentare un’opportunità di benessere, può generare disagio o addirittura ansia. In questi casi è importante non forzarsi a vivere la vacanza secondo modelli idealizzati, ma costruire gradualmente un proprio modo di “staccare”.
Il primo passo è alleggerire progressivamente il carico, non solo pratico, ma anche psichico, accumulato durante l’anno. La parola “vacanza” richiama, non a caso, il concetto di “vuoto” e di “libertà”: uno spazio da cui togliere, prima ancora che aggiungere. È come se la mente avesse bisogno di essere svuotata dall’eccesso di impegni, pensieri e responsabilità per poter tornare a funzionare in modo più armonico.
Dal punto di vista psicologico, una delle difficoltà maggiori è il cosiddetto distacco mentale dal lavoro. La ricerca mostra che i benefici delle vacanze dipendono proprio dalla capacità di interrompere, almeno temporaneamente, il flusso continuo di richieste e preoccupazioni legate al lavoro. Chi fatica a “staccare” tende infatti a percepire meno i benefici del periodo di pausa (BMC Psychology, 2025).
Alcune forme di ‘fobia delle vacanze’ possono essere comprese all’interno dei disturbi d’ansia, in particolare dell’agorafobia. Studi recenti mostrano come il nucleo del problema non sia tanto il viaggio in sé, quanto il timore di allontanarsi da contesti percepiti come sicuri e di non riuscire a gestire l’ansia. Questo porta spesso a comportamenti di evitamento, che riducono progressivamente la libertà di movimento.
Per questo motivo è utile prepararsi alle vacanze con anticipo, sul posto di lavoro informare colleghi, pazienti o collaboratori, chiudere le urgenze principali e definire confini chiari e in famiglia avere un programma chiaro e mantenere delle buone routine in vacanza. La vacanza deve modulare le abitudini, non stravolgerle.
Infine, è importante procedere per gradi, iniziare con pause brevi, scegliere contesti conosciuti e non troppo lontani, concedersi momenti di riposo, in modo da non viverle come tempo “perso”. La vacanza non è una prestazione da riuscire bene, ma un’esperienza da attraversare. Ritrovare un rapporto più tollerabile con il tempo libero è spesso già, di per sé, un primo importante passo per affrontare resistenze e paure.
Numerose evidenze scientifiche dimostrano sempre di più, come il contatto con il verde acceleri la rigenerazione cellulare e mentale rispetto a una vacanza tradizionale, ce lo spiega?
Le vacanze a contatto con la natura rappresentano una delle esperienze più efficaci per favorire il benessere psicofisico lungo tutto l’arco della vita. Trascorrere tempo all’aria aperta, in ambienti naturali come parchi, boschi o coste, consente alla mente di ridurre il carico di stress e al corpo di ritrovare ritmi più equilibrati.
La ricerca scientifica più recente conferma in modo sempre più chiaro questi effetti. Un ampio studio pubblicato su F1000Research (2025) evidenzia che l’esposizione agli spazi verdi è associata a molteplici benefici per la salute, tra cui una riduzione del rischio di disturbi mentali, un miglioramento del benessere psicologico ed effetti positivi complessivi sulla salute lungo tutto il corso della vita .
Questi benefici emergono in tutte le età. Nei bambini e negli adolescenti, il contatto con la natura è associato a un migliore sviluppo emotivo e cognitivo, a una riduzione dei problemi comportamentali e a una maggiore capacità di attenzione. Negli adulti, invece, la presenza di spazi verdi è correlata a livelli più bassi di stress, a un miglioramento dell’umore e a una maggiore attività fisica . Anche nelle persone più anziane, vivere o trascorrere tempo in ambienti verdi contribuisce a mantenere un buon equilibrio psicologico, favorendo il movimento e le relazioni sociali (Social Science & Medicine, 2024). Dal punto di vista mentale, la natura offre uno spazio meno strutturato e meno “richiedente” rispetto agli ambienti quotidiani. Questo consente una sorta di recupero spontaneo dell’attenzione e una riduzione della tensione interna. Il contatto con elementi naturali, suoni, colori, ritmi facilita un’esperienza di maggiore continuità mentale, aiutando a ristabilire un equilibrio tra attività e riposo. In questo senso, le vacanze in ambienti naturali non sono solo piacevoli, ma rappresentano una vera e propria risorsa preventiva per la salute mentale e fisica, accessibile a tutte le età.
Quali sono, in particolare, i meccanismi fisiologici che si attivano quando trascorriamo del tempo immersi nella natura?
Tutti gli studi scientifici indicano che immergersi negli spazi verdi è associato in modo consistente a un’ ampia gamma di benefici per la salute fisica e mentale. Vivere in contatto con ambienti naturali è correlato a miglioramenti nella salute mentale, nelle funzioni cognitive e nella qualità della vita, oltre che a una riduzione della mortalità generale e cardiovascolare.
Tali benefici sono legati a multipli fattori interconnessi tra di loro. In primo luogo, l’esposizione al verde è associata a una riduzione dell’attivazione dei sistemi di stress, con effetti regolatori sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e sui parametri cardiovascolari. In parallelo, gli ambienti naturali favoriscono il recupero delle risorse attentive e una diminuzione della fatica cognitiva, contribuendo a una migliore regolazione emotiva.
Un ulteriore elemento rilevante riguarda il funzionamento psichico, il verde è rilassante di per sé, di solito negli spazi all’aria aperta si è portati a fare maggiore attività fisica, e l’ambiente naturale è un vero facilitatore relazionale, migliora le interazioni sociali e porta spontaneamente a stili di vita più salutari. Gli effetti benefici non si limitano alla salute mentale, ma si estendono anche a campi clinici più ampi, tra cui la riduzione del rischio di patologie croniche, grazie al movimento ed una migliore alimentazione, indicando un possibile ruolo protettivo degli ambienti naturali lungo tutto l’arco della vita. Quindi, gli spazi verdi rappresentano un determinante ambientale rilevante per la salute personale e pubblica, capace di agire simultaneamente su processi biologici, psicologici e sociali (Frontiers in Public Health, 2025).
Qual è, secondo Lei, la durata minima di una minivacanza primaverile per permettere ai più giovani di resettare lo stress scolastico senza destabilizzare la loro routine?
La durata ottimale di una vacanza, soprattutto in età evolutiva, non dipende solo dal numero di giorni, ma dal tempo necessario a ottenere un reale distacco dai ritmi scolastici e a riattivare processi di recupero psicofisico. In generale, periodi di almeno una settimana risultano necessari per una prima decompressione, mentre durate più lunghe permettono un beneficio più stabile sul piano emotivo e comportamentale.
Un elemento centrale è la qualità delle attività svolte durante il periodo di pausa. In particolare, il tempo trascorso all’aperto in contesti naturali, associato ad attività motorie spontanee e non strutturate, rappresenta un fattore determinante. Il gioco attivo all’aperto è associato a livelli più elevati di attività fisica, minore sedentarietà e migliore qualità del sonno (International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, 2025).
Le attività tipiche delle vacanze, come correre, giocare a pallone, pallavolo, esplorare l’ambiente, o anche giochi tradizionali come elastico o palla avvelenata, favoriscono un coinvolgimento del corpo e contribuiscono allo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo. La letteratura mostra, infatti, che il tempo trascorso all’aperto è associato a migliore sviluppo sociale e psicoemotivo, maggiore attività fisica e riduzione dei comportamenti sedentari.
Inoltre, gli ambienti naturali facilitano forme di gioco più libere e creative rispetto ai contesti al chiuso, aumentando la varietà dei comportamenti motori e le opportunità di apprendimento esperienziale. In questo senso, la vacanza efficace non è solo una pausa, ma uno spazio in cui il bambino o l’adolescente può riattivare dimensioni fondamentali dello sviluppo: movimento, esplorazione, socialità e gioco spontaneo. È l’integrazione tra tempo sufficiente e qualità dell’esperienza all’aria aperta a determinare il reale effetto rigenerativo.
Quali consigli si sente di dare alle persone che scelgono di fare una breve vacanza in questo periodo, immersi nel verde per beneficiare della propria salute psicofisica?
-Concedersi un tempo di pausa sufficiente per attivare il recupero psicofisico. Servono alcuni giorni per ridurre lo stress e riattivare le risorse cognitive ed emotive;
-Scegliere ambienti naturali per potenziare i benefici della vacanza. Il contatto con il verde riduce ansia, migliora l’umore e favorisce il benessere mentale come dimostrati per il “Forest Bathing o Shinrin-yoku”(Medical Science, 2026). Inoltre, aiuta ad avere una migliore alimentazione;
-Sfruttare i benefici della primavera. La luce naturale e le temperature miti migliorano il ritmo sono veglia, danno energia fisica e migliorano l’umore;
-Praticare attività fisica spontanea all’aria aperta in spazi verdi. Movimento e gioco (camminare, correre, pallone) migliorano la salute generale e favoriscono la socializzazione e nuove amicizie;
-Lasciare spazio al tempo libero non organizzato a minuto. La riduzione delle richieste aiuta il recupero dell’attenzione e la regolazione degli sbalzi d’umore;
-Vivere i rapporti in modo più semplice e in modo meno competitivo. La socialità nei contesti naturali aumenta il senso di connessione con gli altri e questo diminuisce ulteriormente lo stress;
-Affrontare gradualmente la paura di allontanarsi. Piccole esperienze progressive riducono l’ansia e contrastano l’evitamento fobico;
-Ridurre o rinunciare per qualche giorno all’uso dei dispositivi digitali. La disconnessione da internet e dai Social favoriscono il distacco mentale e amplificano i benefici di ogni periodo di vacanza, anche del week-end.
Marialuisa Roscino, Giornalista scientifica, specializzata su temi di Salute e in particolare in Educazione all’Alimentazione e nei disturbi del Comportamento Alimentare. Tra le sue precedenti e molteplici esperienze professionali di giornalista nel campo medico-scientifico, oltre alla cura di importanti Congressi scientifici per la sezione Media & Stampa, significative: l’attività di ufficio stampa e comunicazione presso l’Ufficio Stampa e il Servizio Comunicazione e Relazioni Esterne presso l’Ospedale Pediatico Bambino Gesù di Roma e presso la Croce Rossa Italiana come Coordinatore Nazionale per le Attività di visibilità e di Comunicazione

Esteri
Trump perde il controllo? I senatori YOLO complicano la sua agenda politica
L’acronimo YOLO, che sta per “You Only Live Once” (“si vive una volta sola”), è stato reso popolare dal rapper canadese Drake in una delle sue canzoni, per suggerire che una vita spericolata è completamente accettabile.
Redazione- L’acronimo YOLO, che sta per “You Only Live Once” (“si vive una volta sola”), è stato reso popolare dal rapper canadese Drake in una delle sue canzoni, per suggerire che una vita spericolata è completamente accettabile. In questi giorni i media americani hanno iniziato ad usare questo termine per definire i politici repubblicani che non hanno più nulla da temere da Donald Trump e possono dunque esprimere le loro opinioni liberamente. Questi politici includono alcuni che hanno deciso di gettare la spugna e non ricandidarsi, ma anche altri che sono stati snobbati da Trump come punizione per non essergli rimasti fedeli. Nelle ultime settimane il senatore Bill Cassidy della Louisiana e John Cornyn del Texas hanno perso le primarie per il Senato poiché Trump ha offerto il suo endorsement ai loro avversari. Altri membri del gruppo YOLO includono il senatore del North Carolina Thom Tillis e Mitch McConnell del Kentucky, che non si sono ricandidati. Questi senatori si aggiungono ad altri considerati moderati come Susan Collins del Maine, Lisa Murkowski dell’Alaska e Rand Paul del Kentucky, che con frequenza esitano a votare a favore delle politiche di Trump.
I segnali che questi senatori abbiano deciso di seguire la filosofia YOLO sono già evidenti e con ogni probabilità aumenteranno nei prossimi sei mesi di mandato. Simili segnali sono venuti a galla anche alla Camera dei Rappresentanti. I parlamentari democratici, con quattro repubblicani, hanno approvato una risoluzione che bloccherebbe la guerra statunitense con l’Iran (215 sì, 208 no). Anche il Senato, il mese scorso, ha approvato una simile risoluzione grazie al sostegno di quattro repubblicani. Le due risoluzioni sono diverse e, anche se fossero approvate alla fine da ambedue le Camere, Trump potrebbe imporre il suo veto. Da aggiungere che la Camera ha eliminato 10 miliardi dal bilancio per il 2027 che sarebbero serviti a finanziare i progetti di abbellimento del Dipartimento degli Interni fortemente voluti dal presidente.
Si intravedono altri voti contrari alle politiche di Trump perché sia alla Camera che al Senato i repubblicani hanno una maggioranza risicata. Ci vuole solo una manciata di repubblicani che votino con i democratici per silurare i piani di Trump. Il 47esimo presidente continua a proporre politiche talmente esagerate e fuori dalle norme che i repubblicani stentano a difendere, ma sono costretti a farlo temendo l’ira del loro leader. In alcuni casi, però, Trump è stato costretto a fare marcia indietro. Dopo l’annuncio del Dipartimento di Giustizia di un fondo di 1,7 miliardi di dollari per ricompensare le persone “ingiustamente” indagate dall’amministrazione di Joe Biden, i repubblicani hanno espresso il loro disappunto. Trump ha alla fine annunciato che non si procederà con quel fondo, che avrebbe avvantaggiato anche gli assalitori dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.
I repubblicani si stanno trovando a difendere politiche talmente esagerate che lo fanno con enorme difficoltà, sentendosi al contempo traditi e umiliati. Ha colpito specialmente la scelta di Trump di offrire il suo endorsement a Ken Paxton invece di John Cornyn nelle primarie per il seggio al Senato nello Stato del Texas. Trump lo ha fatto quando aveva capito che Paxton avrebbe vinto, dato che si vuole sempre associare ai vincitori. La sua scelta ha però adirato molti senatori repubblicani che vedevano di buon occhio il collega Cornyn. Un’altra ragione per la loro delusione è il fatto che l’avversario di Paxton, James Talarico, sarebbe in vantaggio secondo i sondaggi. Si stima che il Partito Repubblicano dovrà spendere quasi 100 milioni di dollari per sostenere Paxton, soldi che la leadership repubblicana al Senato vorrebbe usare altrove.
Un’altra area di specifica competenza del Senato è il potere di confermare o meno le nomine di Trump. E qui il presidente potrebbe avere seri grattacapi. Uno si è già visto quando Trump ha nominato Bill Pulte a direttore ad interim dell’intelligence nazionale dopo le dimissioni di Tulsi Gabbard. Pulte, il battagliero direttore dell’Agenzia federale per il finanziamento dell’edilizia abitativa, non ha nessuna esperienza nel campo dell’intelligence come richiede lo statuto per il posto. Quando gli fu domandato se Pulte farà un buon lavoro, Trump ha risposto che “è un tipo molto intelligente” e che imparerà rapidamente. Le pressioni di senatori democratici e repubblicani potrebbero costringere Trump a fare marcia indietro.
La conferma di altre nomine potrebbe essere più preoccupante per Trump, specialmente nel caso del Segretario di Giustizia. Dopo avere licenziato Pam Bondi, Trump ha nominato Todd Blanche, suo ex avvocato personale, a sostituirla ad interim. Adesso lo ha nominato alla carica permanente e Blanche dovrà presentarsi davanti alla Commissione Giustizia al Senato. Non si prevede un percorso facile: fra gli 11 senatori repubblicani, infatti, siedono due membri del cosiddetto gruppo YOLO, Cornyn e Tillis.
Devlin Barrett del New York Times ha scritto che con Trump il Dipartimento di Giustizia è divenuto il “Ministero della vendetta”, poiché viene strumentalizzato attualmente per colpire i nemici politici del presidente. Il Segretario di Giustizia sarà indispensabile poiché il presidente ha già dato chiari segnali che, date le previsioni burrascose per l’esito delle elezioni di midterm a novembre, la sua strategia potrebbe essere quella di gridare alla frode. Lo ha fatto recentemente con le primarie in California. Si teme che lo farebbe in altri casi usando il Dipartimento di Giustizia per scatenare indagini, ipotizzando frodi elettorali, creando confusione e potenzialmente mettendo in pericolo le elezioni americane che, secondo i sondaggi, non gli sorriderebbero.
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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.
Politica
Autonomia differenziata, la denuncia di Di Girolamo sul rischio di una sanità a due velocità in Abruzzo
📢 La sanità in Abruzzo è al collasso: la Fondazione Gimbe conferma i dati negativi sui Lea e la senatrice Di Girolamo avverte sui rischi legati all’autonomia differenziata. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Abruzzo #Sanità #AutonomiaDifferenziata #Movimento5Stelle
Redazione- Il dibattito politico attorno al progetto di autonomia differenziata raggiunge un punto di massima tensione, con pesanti ricadute sulle prospettive di sviluppo e sulla tenuta dei servizi essenziali nel Mezzogiorno e, in particolare, in Abruzzo. Le recenti audizioni tenutesi presso la Commissione Affari Costituzionali hanno portato alla luce una fotografia impietosa del sistema sanitario regionale, basata sui dati forniti dalla Fondazione Gimbe. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Gabriella Di Girolamo, ha sollevato forti dubbi sull’operato del Governo, accusandolo di voler accelerare su un processo legislativo che rischia di cristallizzare, se non di acuire, le profonde disparità già esistenti tra le diverse aree del Paese.
la fotografia dei livelli essenziali di assistenza
I dati presentati dalla Fondazione Gimbe non lasciano spazio a interpretazioni benevole: l’Abruzzo si colloca saldamente nella fascia “rossa” della mappa nazionale riguardante i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questo posizionamento indica una preoccupante incapacità, da parte dell’amministrazione regionale, di garantire ai propri cittadini la totalità delle prestazioni sanitarie minime previste dal sistema nazionale. Si tratta di un fallimento che incide direttamente sulla vita quotidiana dei residenti, alle prese con liste d’attesa che si allungano costantemente e una tenuta dei pronto soccorso ormai precaria.
Secondo la senatrice Di Girolamo, la situazione attuale è il risultato di un definanziamento strisciante e di una carenza di personale che non trova soluzione. In questo contesto, l’autonomia differenziata non viene percepita come un’opportunità di modernizzazione amministrativa, bensì come un catalizzatore di iniquità. Il timore principale è che, nel momento in cui le regioni del Nord dovessero acquisire maggiori poteri e la facoltà di trattenere risorse sul proprio territorio, si verificherebbe un drenaggio ulteriore di medici, infermieri e specialisti verso le aree economicamente più solide, lasciando la sanità abruzzese in una condizione di cronica sofferenza.
le criticità del metodo governativo sulle preintese
Il cuore della critica rivolta all’esecutivo riguarda il metodo seguito nel procedere verso la firma delle preintese con le regioni richiedenti. La legge sull’autonomia differenziata, secondo la narrazione dell’opposizione, procede in assenza di una cornice normativa solida che garantisca, innanzitutto, la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP). La Fondazione Gimbe, durante l’audizione, ha ribadito la necessità di un’istruttoria rigorosa, svolta regione per regione e basata su dati oggettivi, prima di procedere a qualsiasi trasferimento di funzioni.
Al momento, invece, il processo appare omogeneo e slegato da una valutazione specifica dei fabbisogni territoriali. La senatrice Di Girolamo sostiene che l’assenza di tale analisi preventiva sia una mancanza grave, una manovra che ignora deliberatamente i divari strutturali che già oggi separano l’Abruzzo dalle regioni settentrionali. Il rischio è che la competizione tra regioni, anziché stimolare l’efficienza, si traduca in una fuga di capitali umani e finanziari verso i contesti più competitivi, condannando di fatto le aree più fragili a un’inefficienza perenne.
L’Abruzzo, osserva l’esponente pentastellata, necessita di una visione coesa che miri a colmare le distanze, partendo proprio dal potenziamento dell’organico medico e dal reinvestimento nei territori meno serviti. L’autonomia differenziata, così come delineata nel disegno di legge in discussione, appare ai critici lontana dagli interessi dei cittadini abruzzesi. Il dibattito resta aperto e si sposta ora sul piano politico, dove la sfida principale sarà quella di bilanciare le ambizioni regionali con il mantenimento di un diritto alla salute che, per Costituzione, dovrebbe essere uniforme su tutto il territorio nazionale. La richiesta della senatrice è netta: le preintese devono essere fermate per evitare che il Paese si spacchi definitivamente in due velocità, sacrificando il benessere delle classi meno garantite sull’altare di un regionalismo che, in questa forma, appare privo di garanzie per la tenuta del servizio pubblico.
Politica
Marco Serapiglia nuovo segretario a interim per il comune di Sora
📢 Marco Serapiglia assume la guida della Segreteria di Evoluzione e Libertà per il comune di Sora. Un incarico di prestigio che mira a rafforzare il legame tra istituzioni e cittadini con competenza e pragmatismo.
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#sora #cronacalocale #politicai #frosinone
Redazione- Sora, la città volsca vive una fase di rinnovamento interno che coinvolge i quadri dirigenziali del partito Evoluzione e Libertà. Marco Serapiglia, figura di lunga data nel panorama amministrativo e organizzativo locale, è stato ufficialmente nominato Segretario a interim per il Comune di Sora. Questo incarico si inserisce in un percorso di crescita professionale che lo vede già impegnato nel ruolo di Responsabile delle organizzazioni e degli eventi per la Regione Lazio. La nomina giunge come riconoscimento diretto da parte dei vertici nazionali del movimento, nello specifico del Presidente Mirko Greco e del Segretario Nazionale Giuseppe Basile, a conferma della stima maturata per il lavoro svolto finora sul campo.
il profilo professionale e l’esperienza sul territorio
Il percorso di Serapiglia è caratterizzato da una consolidata presenza all’interno della pubblica amministrazione della provincia di Frosinone. La sua carriera non si è limitata alla gestione formale delle pratiche, ma si è estesa a una consulenza strategica che ha toccato numerosi centri nevralgici del basso Lazio. Comuni come Arpino, Cervaro e Alatri hanno beneficiato, in passato, della sua attività di direzione e supporto tecnico, un bagaglio di competenze che oggi viene messo a disposizione della città di Sora per gestire le complesse dinamiche amministrative di una realtà in costante evoluzione.
Oltre a questo, la sua figura risulta centrale nel dialogo con il mondo delle imprese. L’impegno profuso nel corso degli anni presso l’Assessorato allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione ha permesso a Serapiglia di affinare capacità di analisi e istruttoria su progetti di ampio respiro, che hanno interessato non solo il frusinate ma anche l’area di Latina. La capacità di coordinare iniziative di rilievo, tra cui si distingue il consolidato Percorso Enogastronomico del Lazio, testimonia un approccio pragmatico volto alla valorizzazione del patrimonio locale attraverso strumenti di promozione territoriale.
l’integrazione tra politica e tessuto produttivo
La nomina di Serapiglia non rappresenta solo un passaggio tecnico, ma consolida un legame profondo con le categorie economiche attive nel territorio. Il suo inserimento come membro di Confcommercio e della CNA di Frosinone garantisce una visione d’insieme che unisce l’esigenza dell’amministrazione pubblica con le priorità del settore produttivo. Partecipare regolarmente ai tavoli di lavoro istituiti dalla Provincia di Frosinone e dalla Regione Lazio, con una particolare attenzione alle politiche giovanili e allo sviluppo economico, permette al nuovo segretario di avere una visione chiara delle criticità e delle opportunità che il territorio deve affrontare per restare competitivo.
Il legame con la città di Sora è di lunga data. Già nel 2016, Serapiglia aveva misurato il proprio impegno civile candidandosi al consiglio comunale, un’esperienza che gli ha permesso di comprendere le aspettative dei cittadini e le difficoltà di chi opera ogni giorno per il bene della cosa pubblica. Questo trascorso contribuisce a definire un profilo che unisce la competenza tecnica alla consapevolezza politica, elementi ritenuti necessari per affrontare le sfide che attendono la segreteria nel prossimo futuro.
le prospettive per la segreteria comunale
Accogliendo l’incarico, Marco Serapiglia ha voluto sottolineare il senso di responsabilità richiesto dal nuovo ruolo. La gestione di una segreteria, seppur a carattere temporaneo, richiede una capacità di sintesi e di risoluzione dei conflitti che solo anni di esperienza nel settore possono garantire. Nelle sue dichiarazioni, il neo responsabile ha ringraziato i vertici di Evoluzione e Libertà, chiarendo che l’obiettivo prioritario resta quello di ascoltare le istanze che provengono dalla comunità locale. Il lavoro si concentrerà sulla ricerca di risposte concrete, puntando su una maggiore efficienza nelle risposte ai cittadini e su una gestione oculata delle risorse all’interno dell’ente.
La sfida immediata sarà quella di armonizzare le diverse attività del partito con le esigenze del Comune di Sora, cercando di trasformare le linee programmatiche in azioni amministrative leggibili e misurabili. In un momento in cui gli enti locali sono chiamati a standard di efficacia sempre più elevati, la presenza di figure con solida esperienza di coordinamento è considerata dai vertici di Evoluzione e Libertà una condizione essenziale per non disperdere le progettualità già avviate e per promuovere nuove iniziative di sviluppo.
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