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MATERA CONQUISTA ROMA: AL PALAZZO DELLA CANCELLERIA VATICANA DEBUTTA LA FESTA DELLA BRUNA 2026 VERSO IL SOGNO UNESCO

Dallo “strazzo” del Carro alle ultime novità digitali: scopri come la festa più antica di Matera si prepara a conquistare l’UNESCO e il mondo intero! 🌟🕯️ Clicca per scoprire il programma in anteprima nazionale.
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MATERA CONQUISTA ROMA: AL PALAZZO DELLA CANCELLERIA VATICANA DEBUTTA LA FESTA DELLA BRUNA 2026 VERSO IL SOGNO UNESCO

Redazione-  Matera e il suo cuore pulsante si preparano a varcare i confini lucani per approdare nel centro della cristianità e della diplomazia internazionale. Mercoledì 27 maggio, alle ore 16.00, la suggestiva Sala dei 100 Giorni del Palazzo della Cancelleria Vaticana a Roma farà da cornice alla presentazione ufficiale della Festa della Bruna 2026. Non è solo un appuntamento istituzionale, ma un tassello fondamentale nel mosaico di un anno straordinario: quello che vede l’avvio delle procedure per la candidatura della festa a Patrimonio Immateriale dell’UNESCO.

Una vetrina nazionale per una tradizione millenaria

La scelta di Roma non è casuale. Per i suoi 637 anni di storia, la festa dedicata a Maria Santissima della Bruna punta a guadagnarsi l’attenzione dei media nazionali e delle massime istituzioni. Alla conferenza stampa, moderata dal giornalista Antonio Ranalli, parteciperà un parterre di altissimo profilo: dal Presidente dell’Associazione Maria SS. della Bruna, Bruno Caiella, al delegato arcivescovile Don Francesco Di Marzio, fino ai vertici istituzionali come il Sindaco di Matera Domenico Bennardi (citato come delegazione comunale), il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e il Presidente della Provincia Francesco Mancini, affiancati da esponenti del Governo e alte autorità ecclesiastiche.

Il tema: la bellezza del servizio

Il fulcro spirituale dell’edizione 2026 sarà un messaggio di profonda umanità, tratto dal Vangelo di Giovanni: “Io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, dunque anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri” (Gv 13,14). Un tema che trascende il rito religioso per farsi manifesto di solidarietà e vicinanza, valori che da secoli tengono unita la comunità materana attorno alla sua Patrona.

Tra rito e futuro digitale

Se la tradizione dello “strazzo” del Carro Trionfale – il momento catartico in cui il manufatto in cartapesta viene assaltato e diviso dalla folla – rimane il culmine emotivo del 2 luglio, l’edizione 2026 si preannuncia come la più tecnologica di sempre. Durante l’incontro romano verranno svelate innovazioni pensate per coinvolgere le nuove generazioni: una community digitale dedicata, le nuove magliette ufficiali, un’app rinnovata e il ritorno del seguitissimo Fantabruna. Grande curiosità ruota attorno al nuovo sito web, ideato da un team di giovanissimi, capace di raccontare la tradizione con un linguaggio fresco, dinamico e multimediale.

Il cammino verso il 2 luglio

Il programma presentato a Roma abbraccerà oltre un mese di eventi, tra celebrazioni religiose, momenti di riflessione e appuntamenti culturali. Dopo il debutto nella Capitale, l’entusiasmo tornerà tra i Sassi il 12 giugno, con la cerimonia pubblica di apertura presso il cine-teatro Guerrieri di Matera alle ore 20.30.

La Festa della Bruna, orchestrata dall’Associazione omonima in sinergia con l’Arcidiocesi di Matera-Irsina e con il supporto di Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio e Parco della Murgia Materana, si conferma non solo come l’evento identitario per eccellenza della Basilicata, ma come un patrimonio di bellezza e fede pronto a farsi conoscere e proteggere dal mondo intero.

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Palermo celebra Rosa Balistreri in via dei Cipressi: inaugurata la prima galleria permanente di ceramica contemporanea all’aperto

🎨 Via dei Cipressi a Palermo diventa la prima galleria permanente di ceramica contemporanea all’aperto della città, con 13 opere dedicate a Rosa Balistreri. Un progetto che unisce arte, memoria e riqualificazione urbana nel cuore del quartiere. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Palermo #RosaBalistreri #Ceramica #RigenerazioneUrbana

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Inaugurazione galleria permanente,Palermo

Palermo Via dei Cipressi cambia volto e diventa un nuovo presidio culturale della città. Dopo la recente pedonalizzazione, la strada palermitana è stata inaugurata come prima galleria permanente en plein air di ceramica palermitana contemporanea, con un progetto dedicato a Rosa Balistreri, voce simbolo della Sicilia popolare, delle donne, degli ultimi e delle ferite sociali dell’isola. Il titolo scelto per l’esposizione, “Rosa canta e cunta”, richiama una delle canzoni più rappresentative dell’artista licatese, di cui il prossimo anno ricorrerà il centenario della nascita.

L’iniziativa ha trasformato un vicolo urbano in un percorso artistico stabile, composto da 13 opere in ceramica realizzate da artisti palermitani contemporanei chiamati a offrire una lettura personale della figura e del simbolo poetico di Rosa. Ogni installazione è accompagnata da una targa con il nome dell’opera e dell’autore, rendendo la passeggiata lungo via dei Cipressi un’esperienza di scoperta, memoria e identità.

Un’inaugurazione partecipata tra artisti, musica e street art

L’esposizione è stata inaugurata mercoledì 24 giugno e presentata direttamente dagli stessi autori al pubblico intervenuto. Il risultato è stato quello di una festa di quartiere capace però di parlare a tutta la città, unendo arte contemporanea, musica, partecipazione popolare e riqualificazione urbana.

Molto apprezzato l’intervento dello street artist Giulio Rosk, già noto a Palermo per il murale dedicato a Falcone e Borsellino alla Cala. Rosk realizzerà a breve, per la Fondazione Made in Sicily, un nuovo murale dedicato proprio a Rosa Balistreri in via D’Ossuna, rafforzando ulteriormente il percorso artistico costruito attorno alla figura della cantante.

Durante la serata si sono alternate anche performance artistiche e musicali con i giovani del Centro Tau, che ha sede proprio in via dei Cipressi. Uno dei momenti più significativi è stata la riproduzione originale di “Li du siperpenti”, brano inedito di Rosa Balistreri conservato nel Fondo Liotti, raccolta di materiali audio e documentali donata di recente alla Fondazione Made in Sicily. A dare una lettura ancora più contemporanea del repertorio di Rosa è arrivata poi una versione rap ispirata a “Cu ti lu dissi”, proposta da giovani musicisti provenienti dallo Zen, segno concreto di come la sua voce continui a parlare alle periferie e alle nuove generazioni.

Due giorni di eventi per raccontare una nuova idea di città

La manifestazione è proseguita anche nella giornata di giovedì 25 giugno, con degustazioni di prodotti tipici locali inserite nella rassegna “Palermo ’90 – Identità produttiva e rigenerazione urbana”, sostenuta dall’Assessorato alle Attività produttive della Regione Siciliana nell’ambito del programma “Sicilia che Piace”. All’imbrunire, via dei Cipressi si è accesa grazie alle luminarie installate in collaborazione con l’Istituto Opera Santa Lucia, storica realtà cittadina attiva dal 1571, che ha scelto di sostenere il progetto di riqualificazione nato dal basso.

Il valore di questa iniziativa sta proprio nella sua natura condivisa. L’evento e la mostra sono infatti un progetto della Fondazione Made in Sicily in collaborazione con la Fondazione Rosa Balistreri, promosso dalla V Circoscrizione della città e costruito insieme ai residenti del quartiere. Una dimensione partecipata che fa di via dei Cipressi non soltanto una sede espositiva, ma un esempio concreto di come la rigenerazione urbana possa partire da una richiesta popolare e tradursi in un nuovo spazio pubblico vissuto, curato e riconosciuto.

Tredici ceramisti per una Palermo che riscopre la propria tradizione

La nuova galleria all’aperto si inserisce in un momento importante per la ceramica cittadina. Palermo vanta infatti una storia antichissima in questo campo e ha ottenuto il riconoscimento ufficiale di “Città di Affermata Tradizione Ceramica”. L’esposizione di via dei Cipressi mette insieme alcuni dei protagonisti più rappresentativi della scena locale, confermando come questa tradizione non sia soltanto un’eredità da custodire, ma una pratica viva e capace di dialogare con l’arte contemporanea e con il tessuto urbano.

Tra i ceramisti coinvolti figurano Francesco Consiglio di Ceramiche Artistiche Pacon, Nino Parrucca, Susanna De Simone e Vito De Simone di La Fabbrica della Ceramica, Antonio Josè Pantuso, Veronica Mancuso, Salvatore Scherma, Francesco Raffa, Elisabetta Castagnetta, Lavinia Sposito, Vincenzo Bonfante, Giuseppe Joe Manganello e Domenico Boscia. Le opere sono state posizionate con il supporto dell’Ance Palermo, già attiva in altri progetti di riqualificazione nel capoluogo.

Rosa Balistreri come simbolo di memoria e cambiamento

“Rosa canta e cunta” non è soltanto una mostra, ma un tassello di un percorso più ampio. L’installazione rappresenta infatti la quinta tappa dell’Itinerario delle Radici promosso dalla Fondazione Made in Sicily, un progetto che lega arte pubblica, identità e memoria attraverso diversi luoghi simbolici del territorio. Allo stesso tempo, il parco d’arte di via dei Cipressi entra nelle attività di “Cent’anni”, il programma con cui la Fondazione Made in Sicily e la Fondazione Rosa Balistreri stanno preparando il centenario dell’artista.

Il risultato finale è un messaggio urbano e culturale molto chiaro: anche da una strada considerata marginale può partire un processo di trasformazione profonda. E Palermo, attraverso la figura di Rosa Balistreri, prova ancora una volta a raccontarsi non solo per quello che è stata, ma per quello che può ancora diventare.

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Il Cinema d’Autore torna a illuminare il Castello Aragonese: al via la ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival

🎥 Il grande cinema torna a casa tra le mura storiche del Castello Aragonese: scopri i premiati e il programma della 24ª edizione dell’Ischia Film Festival.

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#IschiaFilmFestival #Cinema #Ischia #EventiCampania

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Barbora Bobulova_Ph. Azzurra Primavera

 Redazione-  Il borgo di Ischia si prepara a vivere una delle sue settimane più ferventi dal punto di vista culturale. Da sabato 27 giugno a venerdì 4 luglio, il suggestivo scenario del Castello Aragonese, che domina il panorama ischitano con le sue mura cariche di storia, diventa la culla della ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival. L’evento, che negli anni ha saputo costruire un ponte tra il cinema internazionale e il territorio, trasformerà ancora una volta la rocca in un centro pulsante di proiezioni, dibattiti e confronti con volti noti del grande schermo, consolidando il proprio ruolo di punto di riferimento per il settore audiovisivo in Campania.

Un programma internazionale tra le mura del Castello

La struttura storica del maniero, edificato originariamente da Alfonso V d’Aragona nel XV secolo, accoglierà il pubblico in tre location d’eccezione allestite per le proiezioni serali: la Cattedrale dell’Assunta, la classica Piazza d’Armi e l’area della Casa del Sole. La programmazione del 2026 si presenta con numeri importanti: sono state selezionate 66 opere provenienti da 33 diversi Paesi, scelte da una commissione che ha vagliato oltre 500 candidature giunte da ogni parte del mondo.

Il concorso ufficiale si articola attraverso 32 lavori, di cui ben 27 rappresentano anteprime assolute. Particolare attenzione viene riservata alla categoria “Location Negata”, una sezione che nel tempo è diventata il cuore pulsante del festival, concentrandosi sulla tutela dei diritti umani e sulla narrazione di quei territori che vivono condizioni di ferita, conflitto o rimozione storica. Parallelamente alle proiezioni fisiche, gli organizzatori hanno predisposto la piattaforma digitale “Ischia Film Festival online”, dove la sezione Confini permetterà di visionare altre 26 opere fuori concorso, garantendo un’accessibilità globale alla manifestazione.

Ospiti di prestigio e omaggi alla carriera

La serata conclusiva, fissata per il 4 luglio, vedrà protagonista Barbora Bobulova. L’attrice, icona del cinema italiano contemporaneo, ritirerà l’Ischia Film Award come riconoscimento di una carriera costruita tra rigore artistico e versatilità. Il suo percorso, che ha visto collaborazioni d’eccellenza con registi del calibro di Marco Bellocchio, tocca in questa occasione un momento di grande visibilità grazie al film “Separazioni” di Stefano Chiantini, che sarà al centro dell’attenzione mediatica durante la kermesse.

Oltre alla Bobulova, il calendario ischitano prevede la presenza di figure che hanno segnato la storia della cinematografia e dello spettacolo italiano. Il Premio alla Carriera 2026 verrà conferito a Silvio Soldini, cineasta capace di raccontare con estrema sensibilità le trasformazioni sociali. A ricevere l’Ischia Film Award sarà anche Lello Arena, figura poliedrica e colonna portante della comicità partenopea. Il parterre degli ospiti si arricchisce inoltre con la partecipazione di Isabella Ragonese, Vincenzo Marra, Maurizio Casagrande, Giovanni Esposito e Lucia Calamaro. Questi artisti si alterneranno sul palco per discutere di come i diversi linguaggi del cinema possano ancora dialogare con un pubblico variegato.

Il legame con il territorio e la visione del futuro

Michelangelo Messina, direttore artistico della rassegna, ha sottolineato come la missione del festival rimanga quella di interrogare il presente attraverso la lente della settima arte. Il Castello Aragonese, situato nel Comune di Ischia, diventa così una piazza virtuale aperta sul mondo, dove il cinema serve a mettere in discussione le distanze geografiche e culturali. La direzione artistica ha lavorato per valorizzare l’identità isolana, inserendo la manifestazione in un contesto di promozione territoriale che vede il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio e il sostegno di istituzioni come il Ministero della Cultura e la Film Commission Regione Campania.

In un periodo in cui il cinema cerca nuove strade per dialogare con i territori, il festival non intende solo proiettare film, ma creare connessioni umane. Le storie raccontate nei lungometraggi e nei corti non sono semplici astrattismi, ma specchi in cui la comunità locale e i visitatori che affollano il borgo ischitano in questa calda fine di giugno possono ritrovarsi. L’evento si conferma dunque come una realtà in grado di coniugare l’alto valore artistico con l’attrattiva turistica, proiettando Ischia verso il traguardo del venticinquesimo anno di attività, previsto per la prossima edizione.

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La Ut Factory di Unaltroteatro porta in scena Fuori posto al teatro Zambra di Ortona

🎭 Il palcoscenico del cinema Auditorium Zambra si accende per “Fuori Posto”, lo spettacolo che indaga l’identità e l’inadeguatezza attraverso il lavoro degli allievi della Ut Factory di Unaltroteatro. Un appuntamento imperdibile lunedì 29 giugno a Ortona.

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#Unaltroteatro #Ortona #TeatroAbruzzo #FuoriPosto

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Ut Factory di Unaltroteatro

Redazione-  Ortona, nel cuore vibrante della provincia di Chieti, si prepara ad accogliere un evento di rilievo per il panorama culturale locale. Lunedì 29 giugno, alle ore 20:45, il palco del Cinema Auditorium Zambra ospiterà “Fuori Posto”, la nuova produzione teatrale nata dal lavoro della Ut Factory. Questo appuntamento rappresenta il punto di arrivo di un intenso percorso formativo che ha coinvolto gli allievi del corso targato Unaltroteatro e il gruppo del laboratorio “Trame interiori” dedicato agli adulti, offrendo alla comunità una restituzione artistica di alto profilo.

Il senso di inadeguatezza raccontato sul palco

Lo spettacolo, firmato nella scrittura e nella regia da Lorenza Sorino, nasce per scavare nel vissuto quotidiano di chiunque si sia sentito, almeno una volta, estraneo al contesto circostante. Il copione indaga quel sottile e persistente disagio che attanaglia l’essere umano moderno, stretto tra la pressante necessità di adeguarsi a modelli sociali prestabiliti e la spinta interiore verso una forma di autenticità spesso incompresa. Il titolo stesso, “Fuori Posto”, richiama quella sensazione di distonia temporale e spaziale che segna le vite di chi non riesce – o non vuole – incastrarsi perfettamente negli ingranaggi della normalità.

Nei pressi di Piazza San Tommaso e lungo le vie storiche della città, la notizia dell’evento sta attirando l’attenzione non solo degli appassionati di recitazione, ma anche di un pubblico attento alla crescita culturale del territorio abruzzese. La narrazione si dipana attraverso una sequenza di quadri scenici in cui i protagonisti si muovono come pezzi di un incastro mai definitivo. La regia di Sorino sceglie una via dinamica, dove l’ironia si fonde con la poetica, trasformando la fatica della ricerca identitaria in uno spettacolo capace di coinvolgere lo spettatore su più livelli emotivi.

Un cast corale tra prosa e movimento

Il successo di questa produzione poggia le basi sulla sinergia di un gruppo folto e coeso. Sul palco dello Zambra si alterneranno attori che hanno saputo tradurre in movimento ed espressione le competenze acquisite durante i mesi di studio. Il cast vede protagonisti Luigi Di Fabio, Federico Faraone, Francesco Piccinino Camboni e Michele Sulkja, affiancati dal talento di Daniela Basti, Ludovica Iannucci, Mariapia Nervegna, Lorenzo Aquilano, Fabiola Di Sipio e Mauro Serra. Ognuno di loro porta sulla scena una tessera di quel mosaico umano che rappresenta il fulcro dell’intera pièce.

L’impatto visivo dello spettacolo è supportato da uno staff tecnico di primo livello. Il disegno luci, fondamentale per definire le atmosfere oniriche e introspettive dell’opera, è opera di Arturo Scognamiglio. La cura dei dettagli è affidata a Fabiola Di Sipio, che ha lavorato anche all’aiuto regia, e a Lorenzo Aquilano, curatore dei contributi video che arricchiscono la narrazione. Elisa Totaro ha completato il team tecnico, fornendo l’assistenza necessaria per rendere lo spettacolo un prodotto rifinito in ogni sfumatura.

Un progetto inclusivo per il territorio di Ortona

Un elemento distintivo di questa edizione è il forte impegno verso l’accessibilità sociale. La collaborazione con la Pastorale Sordi Lanciano Ortona e con la Cooperativa Segni d’Integrazione sottolinea la volontà di Unaltroteatro di rendere la cultura un terreno inclusivo, dove le barriere comunicative vengono abbattute in favore di una fruizione universale. L’auditorium di via Gaetano Bernardi si conferma così un centro di aggregazione fondamentale, capace di ospitare stimoli creativi che parlano a diverse generazioni.

Per chi desidera assistere a questa performance, è possibile richiedere informazioni e prenotare il proprio posto contattando il numero 085 8135184 o scrivendo via WhatsApp al 375 5678433. La segreteria organizzativa è inoltre raggiungibile tramite l’indirizzo email segreteria@cinemaauditoriumzambra.com. Partecipare a una serata di questo tipo significa sostenere il vivaio creativo locale e dare valore al lavoro di chi, con impegno costante, arricchisce la proposta culturale della costa abruzzese.

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