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Abruzzo cresce nei report economici, ma la Uil avverte: salari bassi, investimenti lenti e aree interne sempre più fragili

📊 L’Abruzzo cresce nei report di Banca d’Italia e Svimez, ma per la Uil i numeri non bastano: salari reali più bassi, investimenti pubblici in ritardo e aree interne sempre più esposte a spopolamento e fragilità. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Abruzzo #Uil #Economia #AreeInterne

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Pescara – I numeri raccontano un Abruzzo in crescita, ma dietro gli indicatori positivi continuano a nascondersi squilibri profondi che rischiano di frenare il futuro della regione. È questa la lettura proposta dalla Uil Abruzzo dopo la pubblicazione dei più recenti rapporti di Banca d’Italia e Svimez, documenti che mostrano segnali di sviluppo ma che, secondo il sindacato, non bastano a descrivere davvero lo stato di salute del territorio, soprattutto quando si guarda alle aree interne.

Il punto di partenza dell’analisi è chiaro: la crescita economica non può essere l’unico parametro per valutare la condizione reale di una regione. Se aumentano alcuni indicatori macroeconomici ma restano bassi i salari, rallentano gli investimenti strutturali e si amplia il divario tra costa ed entroterra, il rischio è quello di costruire una ripresa fragile, incapace di tradursi in benessere diffuso e duraturo.

Salari in aumento nominale, ma più poveri in termini reali

Il primo nodo evidenziato dalla Uil riguarda il lavoro e, in particolare, il potere d’acquisto delle retribuzioni. In Abruzzo i salari nominali dei lavoratori dipendenti del settore privato sono cresciuti del 19,2%, ma l’inflazione ha di fatto assorbito gran parte di questo incremento. Il dato che pesa davvero è quello reale: oggi i salari risultano inferiori dell’11,7% rispetto al 2008.

Anche il miglioramento sul fronte occupazionale viene letto con cautela. L’aumento degli occupati registrato nel 2025, pari al +0,9%, sarebbe legato soprattutto alla crescita del lavoro autonomo, aumentato del 4,8%. Un segnale che non viene interpretato automaticamente come sinonimo di maggiore solidità del mercato del lavoro, perché non chiarisce la qualità dell’occupazione creata né il livello di stabilità e redditività delle nuove attività.

Abruzzo fanalino di coda sugli investimenti pubblici

Il secondo elemento critico riguarda la capacità di trasformare le risorse straordinarie del Pnrr in investimenti strutturali. I dati Svimez mostrano che tra il 2022 e il 2025 gli investimenti in opere pubbliche sono quasi raddoppiati sia nel Mezzogiorno sia nel Centro-Nord, con incrementi superiori all’88%. In questo scenario, però, l’Abruzzo rappresenta un’anomalia negativa.

La regione registra infatti una crescita cumulata del 42,9%, il dato più basso d’Italia per incremento degli investimenti nello stesso periodo. Tutte le altre regioni, con la sola eccezione del Trentino-Alto Adige, hanno superato il 60%, mentre alcune realtà come Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Lazio, Puglia, Toscana e Calabria hanno più che raddoppiato la spesa. Per la Uil si tratta di un campanello d’allarme molto serio, perché segnala una minore capacità di mettere a terra risorse decisive per infrastrutture, servizi e sviluppo locale.

Innovazione debole e capitale umano insufficiente

Il terzo punto riguarda la capacità innovativa del sistema economico regionale. Il confronto con trenta regioni europee che presentano livelli simili di reddito e occupazione colloca ancora l’Abruzzo sotto la media per innovazione complessiva. I segnali di miglioramento non mancano, ma il divario resta evidente soprattutto sul fronte del capitale umano, della qualità della ricerca e della diffusione di competenze avanzate.

È un limite che pesa direttamente sulla produttività del territorio, sulla competitività delle imprese e sulla possibilità di creare occupazione qualificata, con salari più alti e prospettive professionali più solide. In altre parole, senza una crescita dell’innovazione e delle competenze, il rischio è che l’Abruzzo continui a muoversi sotto il proprio potenziale.

Le aree interne restano il vero banco di prova

È soprattutto guardando all’entroterra che emergono le fragilità più profonde. Riduzione dei servizi, invecchiamento della popolazione, spopolamento e indebolimento economico delle famiglie si intrecciano con salari bassi, lavoro precario e minori opportunità di sviluppo. Un quadro che rende sempre più difficile trattenere giovani, competenze e investimenti nei territori interni, che pure rappresentano il 62% del territorio regionale.

Il segretario della Uil Abruzzo Michele Lombardo insiste proprio su questo passaggio: la vera sfida della Regione è invertire la rotta sul rilancio socio-economico delle aree interne, valorizzandone le potenzialità attraverso interventi integrati su servizi, lavoro di qualità, innovazione tecnologica e qualità della vita. Una posizione che trova conferma anche nel Rapporto annuale Istat 2026, secondo cui nelle aree interne abruzzesi esiste un divario fino al 7,5% tra reddito pro capite atteso e reddito effettivamente disponibile, segnale di un potenziale economico ancora inespresso.

Credito, banda ultralarga, sanità e scuole: le proposte della Uil

Per Lombardo, gli strumenti esistono già e vanno messi a sistema. La programmazione 2021-2027 della Strategia nazionale aree interne, insieme ai fondi strutturali europei, può diventare la base di una nuova stagione di investimenti. Ma servono scelte precise e coordinate: dalla banda ultralarga agli spazi di coworking e telelavoro, dagli incentivi per le imprese digitali fino a una sanità di prossimità fondata su telemedicina, ambulatori mobili, personale di comunità e servizi domiciliari.

A questo si aggiunge il tema della scuola e della formazione, con l’idea di costruire campus diffusi nei borghi, laboratori dedicati ad agri-tech, digitale e artigianato, oltre a borse di studio legate al ritorno dei giovani nei territori. Non meno rilevante il fronte del credito: secondo Banca d’Italia, nel 2025 i finanziamenti alle grandi imprese sono cresciuti del 2,5%, mentre quelli alle piccole imprese sono diminuiti del 4,6%, aggravando le difficoltà del tessuto produttivo locale.

La fotografia che emerge, quindi, è quella di una regione che cresce, ma non ancora in modo equilibrato. E per la Uil il vero obiettivo non può essere soltanto registrare buoni numeri, ma trasformare quella crescita in un futuro più solido, soprattutto per chi vive lontano dai principali assi di sviluppo.

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La rivoluzione dello smart working e dell’impresa 4.0 espugna il centro storico: Poste Italiane e il sindaco Daniele Sinibaldi lanciano a Rieti “Spazi per l’Italia”

I palazzi storici dello Stato rottamano la vecchia burocrazia e il domani dell’imprenditorialità laziale viaggia alla velocità della fibra ottica e del coworking d’avanguardia! Inaugurato oggi, martedì 29 settembre 2026, nel cuore di Rieti lo sfolgorante polo “Spazi per l’Italia” di Poste Italiane, situato negli storici locali di via Garibaldi a ridosso del centro storico. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor dei professionisti che vede il sindaco Daniele Sinibaldi e la referente nazionale Roberta Sacchetti sbloccare un incubatore hi-tech di 170 metri quadri composto da uffici privati, open space e aree break per studenti e giovani under 30. Un comfort funzionale perfetto integrato nel maxi-piano nazionale “Polis” per sconfiggere l’isolamento da smartphone e azzerare i costi fissi di utenze e arredi per le startup dei nostri rioni popolari. Scoprite l’applicazione e la mail ufficiale nel nostro articolo! 👇

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La presentazione del progetto 'Spazi per l'Italia' a Rieti

Rieti – Una scarica di travolgente innovazione tecnologica, connettività diffusa e spavaldo ottimismo macroeconomico si propaga dalle aule della logistica aziendale dello Stato per invadere il cuore monumentale del Lazio, trasformando gli storici palazzi postali della provincia in un’autentica officina di sviluppo rionale, risorsa terapeutica ed edicola di legalità economica. Il mondo del lavoro agile e il comparto del coworking d’avanguardia, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché degli uffici asettici di plastica e dell’asfissia dei dispositivi digitali personali, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito, i soft skill e le risposte flessibili dei professionisti locali, offrendo alle famiglie, alle startup under 35 e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dell’isolamento dei rioni periferici. Oggi, martedì 29 settembre 2026, la direzione di Poste Italiane ha ufficializzato lo sblocco di un imponente capitolo del programma pluriennale di prossimità infrastrutturale del Paese: a ridosso del territorio è stato solennemente presentato l’innovativo e attesissimo progetto di open space e uffici condivisi denominato “Spazi per l’Italia”.

Il monumentale cantiere di riqualificazione urbana, che mette a terra un investimento economico di altissimo profilo istituzionale dello Stato sul territorio reatino, ha vissuto il suo fischio d’inizio e la sua prima passerella d’onore all’interno dello storico plesso di Via Giuseppe Garibaldi. La delegazione aziendale di vertice ha scortato nei monitor e lungo i locali del cantiere il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, illustrando in totale trasparenza e priva di filtri protettivi le potenzialità ingegneristiche e contrattuali della struttura. La sede laziale si impone sui registri nazionali come uno dei 250 immobili d’élite accuratamente selezionati in tutto il Paese nell’ambito del colossale e ben più ampio Progetto “Polis”, una programmazione strategica nata per edificare la più imponente e digitalizzata rete nazionale di ambienti di coworking a tariffe accessibili, azzerando le distanze burocratiche tra la provincia e i mercati finanziari della penisola, taccuino alla mano e passioni calde.

Quattro uffici privati e postazioni hi-tech: la saggistica dell’ufficio flessibile

I Criteri di allestimento scelti da Poste Italiane blindano un comfort funzionale perfetto strutturato millimetricamente tra il piano terra e il primo piano dell’edificio monumentale di via Garibaldi, sviluppando una superficie totale e finemente attrezzata di circa 170 metri quadri complessivi. L’ordito geometrico dei locali è composto da quattro ampi uffici privati configurati per ospitare gruppi di sei persone, tre uffici privati protetti ideati per team di quattro professionisti e un luminoso openspace centrale dotato di sei postazioni di lavoro meccatroniche. Gli arredi moderni e privi di ipocrisie commerciali sono accoppiati a cablaggi strutturati ad alta velocità, scanner di rete 3D, stampanti condivise e accoglienti aree break rionali concepite come incubatori di socializzazione spontanea e coesione sociale per scacciare le nevrosi quotidiane degli smartphone.

I dati della logistica d’impresa parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: l’offerta commerciale di “Spazi per l’Italia” si presenta come un mezzo flessibile ed un pacchetto “tutto incluso” che azzera i costi fissi di gestione delle microimprese e dei giovani under 30 della provincia, coprendo interamente le utenze elettriche dello Stato, la climatizzazione biologica degli ambienti, le pulizie quotidiane dei locali e la manutenzione ordinaria. «L’inaugurazione di questa sede costituisce una straordinaria e spavalda novità a ridosso della nostra comunità, dimostrando nei fatti come la Città di Rieti stia cavalcando con decisione le autostrade della modernità contemporanea», dichiara visibilmente soddisfatto ed entusiasta il sindaco Daniele Sinibaldi, firmando il registro delle presenze prima delle scadenze d’ottobre. «Ringrazio Poste Italiane per questa preziosa opportunità ingegneristica, capace di erogare risposte flessibili e ambienti digitali per studenti e società che vogliono scommettere, produrre e investire in Irpinia e nel Lazio, generando valore reale».

I prezzi accessibili di Roberta Sacchetti e l’app ufficiale per blindare le postazioni

Sulla medesima lunghezza d’onda metodologica e saggistica si inserisce il verbale programmatico elargito da Roberta Sacchetti, referente nazionale e visual anchor del progetto di Poste. La Sacchetti ha evidenziato come Rieti sia destinata a mutare in un punto di riferimento stanziale per l’imprenditorialità locale, limitando al massimo il doloroso esodo delle migliori intelligenze dei nostri quartieri popolari verso le grandi metropoli affollate. «Offriamo a cittadini e professionisti luoghi fisici, sicuri, moderni e protetti da utilizzare con contratti flessibili per un solo giorno o per periodi pluriennali», confessa la manager Roberta Sacchetti, sbloccando i listini della rete. «I prezzi accessibili e la location centrale costituiscono uno scudo impenetrabile contro la crisi e una rampa di lancio per il Terzo Settore, all’interno del network di uffici più diffuso e digitalizzato d’Europa», escludendo i moralismi e valorizzando il merito del talento di vicinato.

I database informatici di Poste Italiane sono pronti, i server attivi e i controlli sulla sicurezza degli accessi completati per il fine settimana. Per richiedere informazioni dettagliate, visionare i portfolio delle stanze disponibili o procedere alla prenotazione immediata delle postazioni di lavoro di via Garibaldi, la cittadinanza può navigare in totale trasparenza sul portale ufficiale della rete www.spaziperlitalia.it, scaricare sui monitor dei propri dispositivi mobili l’innovativa **App Spazi per l’Italia** o interfacciarsi con la segreteria tramite la casella di posta elettronica istituzionale *spaziperlitalia@posteitaliane.it*. Questo fine settimana spegnete i telefoni personali, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a camminare in via Garibaldi a Rieti: le porte dell’ufficio del futuro vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la nostra terra saprà fare squadra per offrire ai propri giovani gli strumenti per connettersi al mondo restando stanziali nei propri rioni, il domani dell’Italia sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Materia e Futuro: AIDIA Pescara ripensa le città tra terra cruda e sostenibilità

La terra cruda come materiale edile del futuro e l’acqua come infrastruttura vitale per la città: sono questi i grandi temi del convegno nazionale “Materia e Futuro” organizzato a Pescara da AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti). Due giornate imperdibili (2 e 3 ottobre): si parte con un grande dibattito tecnico-scientifico all’Aurum di Pescara alla presenza delle massime istituzioni, per poi passare sabato a un affascinante workshop pratico alla scoperta delle antiche “case di terra” di Casalincontrada👇

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AIDIA-Logo-Pescara

Pescara – La terra cruda intesa non più come semplice e anacronistico reperto del passato contadino, ma rielaborata concettualmente come materiale da costruzione vivo, estremamente contemporaneo e altamente sostenibile. E poi ancora l’acqua dolce, concepita e studiata come vera e propria infrastruttura territoriale strategica; la fondamentale e imprescindibile energia ingegneristica incorporata nei complessi processi costruttivi moderni e, infine, la necessaria e urgente riscoperta di antichi saperi artigiani capaci di connettere indissolubilmente l’architettura, l’ambiente naturale e la comunità cittadina. Sono esattamente questi i grandi, affascinanti e attualissimi temi di dibattito accademico e pratico posti saldamente al centro di “MATERIA E FUTURO – Terra, acqua ed energia per rigenerare la città”, l’ambiziosa e ricchissima iniziativa culturale e tecnica promossa e organizzata sul territorio abruzzese da AIDIA (la storica e attivissima Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti), nello specifico dalla sua operosa sezione provinciale di Pescara, con appuntamenti in programma per le intense giornate di venerdì 2 e sabato 3 ottobre 2026. L’importante e atteso appuntamento tecnico e divulgativo rientra organicamente all’interno del più vasto e prestigioso percorso nazionale intitolato “TrasformAzioni Urbane”, il collaudato format istituzionale con cui l’AIDIA da moltissimi anni porta coraggiosamente al centro del confronto professionale e politico le indispensabili trasformazioni strutturali della città e del delicato territorio italiano, passando concretamente attraverso virtuose esperienze progettuali, pratiche innovative di rigenerazione urbana e nuovi modi di interpretare e vivere lo spazio pubblico e le sue multiformi comunità.

All’Aurum il convegno “TrasformAzioni Urbane”: il programma

La primissima, densa e istituzionale giornata di lavori, fissata sul calendario per venerdì 2 ottobre, si svolgerà nel corso dell’intero pomeriggio (dalle ore 15:00 alle ore 19:00) all’interno dell’elegante e storica cornice della Sala D’Annunzio, situata presso il polo culturale dell’Aurum di Pescara.
L’atteso e affollato convegno nazionale sarà aperto e introdotto formalmente dai saluti di Antonella Pallotta, brillante ingegnera e attuale presidente in carica di AIDIA Pescara. Ad accompagnarla in questo importante momento di accoglienza ci saranno i prestigiosi e immancabili saluti istituzionali portati dalle massime autorità locali e nazionali di settore, tra cui: Carlo Masci, sindaco della città di Pescara; Anna Vella, presidente nazionale di AIDIA; Ilaria Bertini, direttrice della struttura ENEA; Dante Pallotta, presidente dell’Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori di Pescara; e Maurizio Vicaretti, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Pescara. Questo parterre de rois certifica, senza alcuna ombra di dubbio, l’altissimo livello accademico, tecnico e istituzionale raggiunto dall’evento abruzzese e la grande attenzione rivolta dalle istituzioni pubbliche verso le tematiche della rigenerazione urbana sostenibile e dell’impatto ambientale delle costruzioni civili.

“Dialoghi con la terra” e “Fiume come racconto”: i temi centrali

Il cuore pulsante del dibattito pomeridiano sarà suddiviso in due specifiche e interessantissime sessioni tematiche, pensate per analizzare il territorio sotto diverse lenti di ingrandimento.
La prima sessione tecnica, poeticamente intitolata “Dialoghi con la terra”, affronterà in maniera frontale, tecnica e filosofica il delicato tema della “terra cruda”, vista e analizzata come materiale edile vivo e prepotentemente attuale, mettendo sapientemente a confronto le basi dell’architettura tradizionale, la più moderna tecnologia dei materiali, la manualità artigiana, la forte identità storica dei territori e il calcolo dell’energia incorporata negli edifici. Tra i tantissimi e qualificati interventi in scaletta, spicca indubbiamente quello di Stefania Giardinelli, referente di CED Terra, che dialogherà a viso aperto con Alessio Battistella sulle prospettive della terra cruda tra sfide del presente e visioni del futuro. A seguire, si alterneranno sul palco esperte di caratura nazionale come Virginia Stammitti (progettista e artigiana specializzata in biocostruzione), l’architetta Anna Paola Conti e Ilaria Sergi di ENEA, le quali dialogheranno costruttivamente con le attivissime socie di AIDIA Pescara: Stefania De Gregorio, Clara Verazzo e Luciana Mastrolonardo. Successivamente, la seconda e attesissima sessione, intitolata “Fiume come racconto”, sposterà invece strategicamente l’attenzione dei presenti dalla materia solida e geologica alle infrastrutture liquide del territorio pescarese. Interverranno Ester Zazzero (in rappresentanza del Comune di Pescara) relazionando sul complesso rapporto infrastrutturale tra il fiume, i territori interni e la fascia della costa; Cristiano Del Toro, noto paesaggista, discuterà invece sugli assi fluviali per l’adattamento climatico dei territori; infine, Susanna Ferrini presenterà l’interessante e premiato lavoro accademico “Percorsi tra fiume e città”.

Il workshop a Casalincontrada: l’architettura nelle case di terra

Se la prima giornata si concentrerà squisitamente sulla fondamentale ed essenziale teoria accademica e urbanistica, la giornata di sabato 3 ottobre vedrà invece un drastico e affascinante cambio di passo, passando dalla cattedra alla pratica pura.
Il percorso formativo promosso dall’associazione uscirà infatti fisicamente dalla sala convegni pescarese per immergersi letteralmente, e in prima persona, direttamente nei luoghi fisici e nella materia primordiale del nostro entroterra. La mattinata e il pomeriggio del sabato saranno interamente e appassionatamente dedicati a una suggestiva visita guidata sul campo e a un utilissimo workshop tecnico-pratico organizzato nel pittoresco borgo di Casalincontrada (in provincia di Chieti). Questo specifico fazzoletto di territorio collinare risulta storicamente, culturalmente e architettonicamente vitale e particolarmente significativo per l’Abruzzo, in quanto custode geloso e depositario indiscusso della secolare e preziosissima tradizione rurale legata alle costruzioni e alle celebri “case di terra cruda”. Le attività sul campo, curate minuziosamente in ogni dettaglio tecnico da Stefania Giardinelli e Gianfranco Conti, permetteranno ai tantissimi partecipanti iscritti all’evento di toccare materialmente con mano le antiche e sapienti tecniche di edificazione sostenibile, comprendendo a fondo e in maniera empirica come la terra battuta, se correttamente lavorata e ingegnerizzata, possa garantire altissime e insospettabili performance di isolamento termico, traspirabilità muraria e assoluta ecocompatibilità ambientale, candidandosi di fatto a diventare uno dei materiali da costruzione più interessanti e duttili per l’edilizia e l’architettura green del prossimo futuro.

Le parole di Pallotta, Vasile e D’Orazio: “Sinergie per l’Abruzzo”

L’organizzazione di un evento di tale e imponente respiro nazionale ha richiesto mesi di duro lavoro relazionale, logistico e scientifico da parte di tutto il direttivo femminile dell’associazione.
“Siamo tutte particolarmente soddisfatte, felici e profondamente orgogliose di essere riuscite a portare fisicamente qui in Abruzzo un appuntamento congressuale di respiro e importanza nazionale così ambizioso e, al tempo stesso, così intellettualmente sfidante”, sottolinea e rivendica con forza l’ingegnera Antonella Pallotta, presidente di AIDIA Pescara. “Il nostro evento ‘Materia e Futuro’ nasce dalla forte volontà di affrontare temi ingegneristici e sociali altamente complessi con uno sguardo aperto e multidisciplinare, creando un vero dialogo concreto tra le varie professioniste, le istituzioni politiche, i poli di ricerca, il nostro territorio e le comunità locali. La precisa scelta di unire il confronto puramente teorico e normativo all’esperienza pratica e diretta all’interno delle antiche case di terra e alla pratica manuale dell’autocostruzione, rende questo specifico appuntamento abruzzese particolarmente significativo, centrato e totalmente coerente con il modo dinamico e attivo in cui intendiamo vivere quotidianamente il ruolo della nostra associazione”. Sulla stessa identica e appassionata lunghezza d’onda si sintonizzano anche le altre figure apicali e dirigenziali del gruppo pescarese: “Ringraziamo sentitamente e di vero cuore tutte le singole persone e le tante realtà istituzionali che hanno contribuito alla complessa costruzione del programma”, aggiungono all’unisono la Consigliera Segretaria Roberta Vasile e la brillante Vice Presidente di Aidia Pescara, Lorenza D’Orazio. “Siamo fermamente convinte che proprio e unicamente dalla reale capacità di mettersi in rete e di affrontare insieme, con competenze tecniche trasversali, le durissime sfide ambientali della contemporaneità, possano concretamente nascere occasioni lavorative e progettuali del tutto nuove per la nostra amata professione e per il futuro e la messa in sicurezza dei nostri splendidi territori”.

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Anagni, al via l’anno scolastico del Bonifacio VIII: i complimenti di Gianluca Quadrini

Festa grande e riflessioni profonde ad Anagni per l’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico 2026/2027 dell’Istituto Bonifacio VIII! Nella bellissima Sala della Ragione, il Consigliere Provinciale e Dirigente ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, ha esaltato il valore dell’istituto come vera “comunità educante”, sottolineando l’importanza di garantire alle famiglie la totale libertà di scelta formativa. Grandi complimenti per l’eccellente offerta didattica sono stati rivolti direttamente alla Presidente della Fondazione, Anna Marsili, e al Preside Francesco Arganelli👇

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Anagni, al via l'anno scolastico del Bonifacio VIII

Anagni (Frosinone) – Il delicatissimo e fondamentale momento del ritorno tra i banchi di scuola non rappresenta mai un evento puramente e strettamente didattico, ma si configura come un vero e proprio e importantissimo rito di passaggio sociale, umano e formativo che coinvolge in maniera profonda e trasversale l’intero tessuto cittadino e le sue massime espressioni istituzionali. Proprio con questo nobile, partecipato e alto spirito comunitario si è svolta, nella suggestiva giornata di lunedì 28 settembre, la solenne e attesissima cerimonia di inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico 2026/2027 dell’Istituto Bonifacio VIII, un fiore all’occhiello dell’istruzione locale. La prestigiosa e affollata manifestazione inaugurale ha trovato la sua perfetta e suggestiva cornice all’interno degli storici e meravigliosi ambienti della Sala della Ragione del Comune di Anagni, trasformandosi in una formidabile vetrina per celebrare l’eccellenza pedagogica. Tra le numerosissime personalità di spicco accorse per l’evento, si è distinta in modo particolare l’autorevole e convinta presenza di Gianluca Quadrini, stimato Consigliere Provinciale e importante Dirigente della sezione regionale di ANCI Lazio (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Durante il suo intervento pubblico, Quadrini ha voluto esprimere a gran voce e davanti a un’ampia platea il proprio vivo, sincero e profondo apprezzamento per l’inestimabile valore educativo, culturale e prettamente sociale che questo storico istituto rappresenta quotidianamente all’interno della vasta e vitale comunità del territorio ciociaro.

Il tema del dibattito: la libertà di scelta educativa

L’intero, ricchissimo programma della kermesse inaugurale non si è limitato a un semplice e formale scambio di saluti istituzionali, ma ha voluto offrire ai presenti preziosi spunti di profonda riflessione pedagogica e filosofica.
L’evento è stato infatti interamente e attentamente incentrato sull’affascinante e attualissimo tema intitolato “Abitare la scuola. Libertà di scelta educativa, comunità, futuro”. Questo specifico e calzante filo conduttore ha rappresentato un importantissimo e utilissimo momento di confronto dialettico e di vera festa per l’intera cittadinanza anagnina, vedendo la felice, sentita e massiccia partecipazione non solo degli studenti e delle loro famiglie, ma anche di svariate autorità civili, vertici religiosi ed esponenti della politica regionale. Discutere apertamente di “libertà di scelta educativa” in un’epoca storica caratterizzata da forti cambiamenti sociali e normativi significa, a tutti gli effetti, porre prepotentemente l’accento sul sacrosanto e inalienabile diritto dei genitori di poter individuare e selezionare con serenità il percorso formativo ed etico ritenuto più affine e idoneo per la crescita psicofisica dei propri figli. In questo vasto panorama, l’Istituto Bonifacio VIII si erge come un solido faro di competenza, proponendosi non come un semplice edificio in cui erogare fredde nozioni, ma come una vera e propria e pulsante comunità di vita, dove si impara letteralmente ad “abitare” il mondo con grande consapevolezza civile.

L’omaggio all’eccellenza: i ringraziamenti a Marsili e Arganelli

Nel corso della lunga e applauditissima manifestazione, il rappresentante istituzionale ha voluto ritagliare uno spazio speciale per ringraziare doverosamente chi, con fatica quotidiana e immense responsabilità, guida questa eccellente macchina educativa.
Gianluca Quadrini si è rivolto direttamente ai vertici direttivi della scuola, rivolgendo pubblicamente i suoi complimenti più sinceri e sentiti alla Professoressa Anna Marsili, attuale e instancabile Presidente della Fondazione Bonifacio VIII, ed al sapiente Preside dell’istituto, il Professor Francesco Arganelli. Ai due dirigenti è stato ampiamente riconosciuto il merito di un costante, inesauribile e proficuo impegno lavorativo, affiancato da una moderna e lungimirante visione pedagogica. È unicamente grazie alla loro straordinaria, silenziosa e infaticabile dedizione organizzativa, infatti, che l’istituto riesce a garantire anno dopo anno un’elevatissima, costante e certificata qualità dell’offerta formativa, fornendo ai giovani studenti non solo le indispensabili nozioni accademiche e scolastiche, ma anche quegli insostituibili strumenti critici e umani necessari per affrontare a testa alta e con successo le insidiose sfide del mercato del lavoro e le complessità della moderna società globale.

Le parole di Quadrini (ANCI): “Investire sui nostri ragazzi”

Il momento culminante della giornata è stato segnato dal discorso del Dirigente di ANCI Lazio, un intervento denso di significato politico e istituzionale, focalizzato sull’assoluta necessità di fare rete sul territorio per non disperdere i giovani talenti.
«Sento che è un dovere assoluto e un grandissimo privilegio per le istituzioni pubbliche poter essere fisicamente e moralmente al fianco di realtà scolastiche ed educative di così grande, evidente e comprovato spessore umano e accademico», ha dichiarato con orgoglio il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini davanti alla platea attenta. «L’Istituto Bonifacio VIII di Anagni rappresenta a tutti gli effetti un’autentica e inestimabile eccellenza e un punto di riferimento fondamentale, solido e imprescindibile per la crescita umana, culturale e civile delle nostre giovani e preziose generazioni. Garantire la totale libertà di scelta educativa alle famiglie e costruire pazientemente una scuola che sia prima di tutto e in ogni istante una vera comunità solidale, significa investire in modo estremamente concreto e tangibile sul futuro lavorativo dei nostri ragazzi e, di riflesso, su quello dell’intero territorio provinciale». Il politico ha poi concluso il suo appassionato intervento augurale con un pensiero rivolto a tutti i protagonisti dell’ecosistema didattico: «Desidero rivolgere i miei più profondi e sentiti complimenti alla Presidente Anna Marsili ed al Preside Francesco Arganelli per la passione e la visione istituzionale dimostrate. A tutti gli studenti, all’intero corpo docente, al personale scolastico e alle famiglie, auguro un anno 2026/2027 ricco di enormi soddisfazioni, di crescita personale e di grandi traguardi raggiunti».

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