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Lfoundry ad Avezzano tra incertezza e futuro: l’appello di Roberto Verdecchia per la salvaguardia dei livelli occupazionali

πŸ“’ Il futuro di LFoundry Γ¨ il futuro dell’economia marsicana. Roberto Verdecchia chiede chiarezza immediata e garanzie occupazionali per i lavoratori dello stabilimento di Avezzano.

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#Avezzano #LFoundry #Marsica #Lavoro

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ROBERTO VERDECCHIA

Avezzano-Β La zona industriale di via Nobel, sede storica e nevralgica di LFoundry, torna al centro del dibattito pubblico e politico marsicano. Il futuro del sito produttivo, specializzato nella realizzazione di semiconduttori, Γ¨ di nuovo oggetto di un confronto serrato che coinvolge vertici aziendali, organizzazioni sindacali e ministero delle Imprese e del Made in Italy. A sollevare la questione con toni solleciti Γ¨ Roberto Verdecchia, consigliere comunale e figura di primo piano del Patto per Avezzano, che ha rotto il silenzio dopo gli ultimi aggiornamenti emersi dal tavolo romano.

Lo stabilimento marsicano non Γ¨ solo un complesso di edifici situato alle porte della cittΓ , ma rappresenta l’ossatura economica di un vasto comprensorio. La presenza di LFoundry garantisce, da decenni, occupazione diretta e un indotto che sostiene numerose famiglie tra Avezzano, Celano e i comuni limitrofi della piana del Fucino. Per questo motivo, ogni segnale di incertezza che giunge dai piani alti dell’azienda viene recepito come un campanello d’allarme per l’intera stabilitΓ  socio-economica dell’area.

Tra piano industriale e tutela del lavoro

Le dichiarazioni di Verdecchia arrivano dopo le recenti preoccupazioni sollevate dalla Rsu dello stabilimento. I rappresentanti dei lavoratori hanno espresso critiche decise sulla soliditΓ  delle strategie aziendali, denunciando non solo la perdita costante di competenze tecniche specialistiche, ma anche un rallentamento degli investimenti che rischia di rendere il sito meno competitivo a livello internazionale. La preoccupazione maggiore riguarda il mantenimento dei livelli occupazionali: il timore Γ¨ che una gestione poco chiara del piano industriale possa trasformarsi in un progressivo ridimensionamento del personale.

Verdecchia non usa mezzi termini nella sua analisi. La prioritΓ , sostiene, deve rimanere la tutela delle maestranze. Le figure professionali che operano all’interno della struttura hanno maturato, nel corso degli anni, un bagaglio di conoscenze tecniche che costituisce un valore aggiunto inestimabile per tutto il settore dei semiconduttori in Italia. Disperdere questa ricchezza umana non significherebbe solo un danno per i singoli dipendenti, ma un impoverimento per l’intero tessuto produttivo regionale abruzzese. Il consigliere chiede quindi che il piano industriale sia presentato in tempi brevissimi, con contenuti che permettano una verifica reale degli impegni assunti dai vertici aziendali.

Un pressing costante sulle istituzioni

Il ruolo delle istituzioni in questa partita Γ¨ visto come determinante. Il Comune di Avezzano, insieme alla Regione Abruzzo e al governo nazionale, Γ¨ chiamato a mantenere un monitoraggio costante sui movimenti societari, affinchΓ© non si verifichino sorprese che possano compromettere la continuitΓ  operativa del sito. La richiesta che arriva da parte del Patto per Avezzano Γ¨ quella di una sinergia operativa tra gli enti, per blindare il sito produttivo attraverso politiche industriali di lungo periodo.

La vicenda LFoundry si inserisce in un contesto globale dove il mercato dei microchip Γ¨ in continua evoluzione, richiedendo risposte agili e finanziamenti certi. Avezzano, attraverso il suo snodo logistico e la vicinanza strategica alle grandi vie di comunicazione come l’autostrada A25 Roma-Pescara, ha tutte le carte in regola per continuare a giocare un ruolo da protagonista, a patto che vi sia la volontΓ  politica e imprenditoriale di investire sul territorio. Verdecchia assicura che il suo impegno in consiglio comunale sarΓ  rivolto a sostenere ogni iniziativa che possa servire a fare chiarezza, mantenendo un canale di dialogo aperto con i sindacati che, quotidianamente, presidiano la tutela dei diritti dei lavoratori. L’obiettivo finale resta quello di restituire serenitΓ  a migliaia di operatori, evitando che il futuro di uno dei comparti piΓΉ innovativi dell’Abruzzo rimanga in balia dell’incertezza.

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Territorio

Abruzzo cresce nei report economici, ma la Uil avverte: salari bassi, investimenti lenti e aree interne sempre piΓΉ fragili

πŸ“Š L’Abruzzo cresce nei report di Banca d’Italia e Svimez, ma per la Uil i numeri non bastano: salari reali piΓΉ bassi, investimenti pubblici in ritardo e aree interne sempre piΓΉ esposte a spopolamento e fragilitΓ . Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡

#Abruzzo #Uil #Economia #AreeInterne

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Locandina Evento

Pescara – I numeri raccontano un Abruzzo in crescita, ma dietro gli indicatori positivi continuano a nascondersi squilibri profondi che rischiano di frenare il futuro della regione. È questa la lettura proposta dalla Uil Abruzzo dopo la pubblicazione dei piΓΉ recenti rapporti di Banca d’Italia e Svimez, documenti che mostrano segnali di sviluppo ma che, secondo il sindacato, non bastano a descrivere davvero lo stato di salute del territorio, soprattutto quando si guarda alle aree interne.

Il punto di partenza dell’analisi Γ¨ chiaro: la crescita economica non puΓ² essere l’unico parametro per valutare la condizione reale di una regione. Se aumentano alcuni indicatori macroeconomici ma restano bassi i salari, rallentano gli investimenti strutturali e si amplia il divario tra costa ed entroterra, il rischio Γ¨ quello di costruire una ripresa fragile, incapace di tradursi in benessere diffuso e duraturo.

Salari in aumento nominale, ma piΓΉ poveri in termini reali

Il primo nodo evidenziato dalla Uil riguarda il lavoro e, in particolare, il potere d’acquisto delle retribuzioni. In Abruzzo i salari nominali dei lavoratori dipendenti del settore privato sono cresciuti del 19,2%, ma l’inflazione ha di fatto assorbito gran parte di questo incremento. Il dato che pesa davvero Γ¨ quello reale: oggi i salari risultano inferiori dell’11,7% rispetto al 2008.

Anche il miglioramento sul fronte occupazionale viene letto con cautela. L’aumento degli occupati registrato nel 2025, pari al +0,9%, sarebbe legato soprattutto alla crescita del lavoro autonomo, aumentato del 4,8%. Un segnale che non viene interpretato automaticamente come sinonimo di maggiore soliditΓ  del mercato del lavoro, perchΓ© non chiarisce la qualitΓ  dell’occupazione creata nΓ© il livello di stabilitΓ  e redditivitΓ  delle nuove attivitΓ .

Abruzzo fanalino di coda sugli investimenti pubblici

Il secondo elemento critico riguarda la capacitΓ  di trasformare le risorse straordinarie del Pnrr in investimenti strutturali. I dati Svimez mostrano che tra il 2022 e il 2025 gli investimenti in opere pubbliche sono quasi raddoppiati sia nel Mezzogiorno sia nel Centro-Nord, con incrementi superiori all’88%. In questo scenario, perΓ², l’Abruzzo rappresenta un’anomalia negativa.

La regione registra infatti una crescita cumulata del 42,9%, il dato piΓΉ basso d’Italia per incremento degli investimenti nello stesso periodo. Tutte le altre regioni, con la sola eccezione del Trentino-Alto Adige, hanno superato il 60%, mentre alcune realtΓ  come Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Lazio, Puglia, Toscana e Calabria hanno piΓΉ che raddoppiato la spesa. Per la Uil si tratta di un campanello d’allarme molto serio, perchΓ© segnala una minore capacitΓ  di mettere a terra risorse decisive per infrastrutture, servizi e sviluppo locale.

Innovazione debole e capitale umano insufficiente

Il terzo punto riguarda la capacitΓ  innovativa del sistema economico regionale. Il confronto con trenta regioni europee che presentano livelli simili di reddito e occupazione colloca ancora l’Abruzzo sotto la media per innovazione complessiva. I segnali di miglioramento non mancano, ma il divario resta evidente soprattutto sul fronte del capitale umano, della qualitΓ  della ricerca e della diffusione di competenze avanzate.

È un limite che pesa direttamente sulla produttivitΓ  del territorio, sulla competitivitΓ  delle imprese e sulla possibilitΓ  di creare occupazione qualificata, con salari piΓΉ alti e prospettive professionali piΓΉ solide. In altre parole, senza una crescita dell’innovazione e delle competenze, il rischio Γ¨ che l’Abruzzo continui a muoversi sotto il proprio potenziale.

Le aree interne restano il vero banco di prova

È soprattutto guardando all’entroterra che emergono le fragilitΓ  piΓΉ profonde. Riduzione dei servizi, invecchiamento della popolazione, spopolamento e indebolimento economico delle famiglie si intrecciano con salari bassi, lavoro precario e minori opportunitΓ  di sviluppo. Un quadro che rende sempre piΓΉ difficile trattenere giovani, competenze e investimenti nei territori interni, che pure rappresentano il 62% del territorio regionale.

Il segretario della Uil Abruzzo Michele Lombardo insiste proprio su questo passaggio: la vera sfida della Regione Γ¨ invertire la rotta sul rilancio socio-economico delle aree interne, valorizzandone le potenzialitΓ  attraverso interventi integrati su servizi, lavoro di qualitΓ , innovazione tecnologica e qualitΓ  della vita. Una posizione che trova conferma anche nel Rapporto annuale Istat 2026, secondo cui nelle aree interne abruzzesi esiste un divario fino al 7,5% tra reddito pro capite atteso e reddito effettivamente disponibile, segnale di un potenziale economico ancora inespresso.

Credito, banda ultralarga, sanitΓ  e scuole: le proposte della Uil

Per Lombardo, gli strumenti esistono giΓ  e vanno messi a sistema. La programmazione 2021-2027 della Strategia nazionale aree interne, insieme ai fondi strutturali europei, puΓ² diventare la base di una nuova stagione di investimenti. Ma servono scelte precise e coordinate: dalla banda ultralarga agli spazi di coworking e telelavoro, dagli incentivi per le imprese digitali fino a una sanitΓ  di prossimitΓ  fondata su telemedicina, ambulatori mobili, personale di comunitΓ  e servizi domiciliari.

A questo si aggiunge il tema della scuola e della formazione, con l’idea di costruire campus diffusi nei borghi, laboratori dedicati ad agri-tech, digitale e artigianato, oltre a borse di studio legate al ritorno dei giovani nei territori. Non meno rilevante il fronte del credito: secondo Banca d’Italia, nel 2025 i finanziamenti alle grandi imprese sono cresciuti del 2,5%, mentre quelli alle piccole imprese sono diminuiti del 4,6%, aggravando le difficoltΓ  del tessuto produttivo locale.

La fotografia che emerge, quindi, Γ¨ quella di una regione che cresce, ma non ancora in modo equilibrato. E per la Uil il vero obiettivo non puΓ² essere soltanto registrare buoni numeri, ma trasformare quella crescita in un futuro piΓΉ solido, soprattutto per chi vive lontano dai principali assi di sviluppo.

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Le prime colonnine elettriche di Poste Italiane arrivano nel Reatino: ecco dove si trovano

⚑ Poste Italiane accelera sulla transizione ecologica in provincia di Rieti: attivate le prime colonnine di ricarica a Casaprota, Collelungo e Montasola, con altri 21 comuni in attesa di messa in rete. Un piano strategico per sostenere i borghi e lo sviluppo della mobilità elettrica nelle aree interne.

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#PosteItaliane #Rieti #MobilitΓ Elettrica #ProgettoPolis

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Le prime colonnine elettriche di Poste Italiane arrivano nel Reatino: ecco dove si trovano

Β Redazione-Β  La digitalizzazione e la transizione ecologica entrano nel cuore della provincia laziale non come un annuncio astratto, ma attraverso infrastrutture concrete e operative. Nelle ultime ore, Poste Italiane ha ufficializzato l’attivazione delle prime tre colonnine di ricarica per veicoli elettrici dedicate alla cittadinanza nel territorio reatino, segnando un passo verso l’ammodernamento della mobilitΓ  dei piccoli centri. I primi comuni a beneficiare di questa installazioni sono Casaprota, la frazione di Collelungo e Montasola, nodi che ora diventano punti di riferimento per chi sceglie di spostarsi a zero emissioni tra le colline della Sabina.

La nuova geografia della mobilitΓ  elettrica nel reatino

L’installazione delle colonnine non Γ¨ stata lasciata al caso, ma segue una pianificazione urbanistica volta a rendere i servizi accessibili 24 ore su 24. A Casaprota, la postazione Γ¨ stata collocata strategicamente in via Vigne Vecchie, un’area che permette facilitΓ  di manovra e sosta. Per quanto riguarda la frazione di Collelungo, l’infrastruttura Γ¨ stata posizionata lungo la Circonvallazione, arteria principale che garantisce il transito verso i centri vicini. Spostandosi verso Montasola, la colonnina Γ¨ stata installata nel parcheggio comunale situato nella frazione di Forcella, nei pressi del terminale ATM Postamat, facilitando cosΓ¬ un utilizzo sinergico dei servizi postali e tecnologici. Ogni postazione attivata mette a disposizione due punti di ricarica simultanei, garantendo una capacitΓ  di servizio all’avanguardia per le necessitΓ  locali.

Il piano di Poste Italiane per la provincia di Rieti non si limita a queste tre installazioni. L’azienda ha giΓ  completato il montaggio di altre 23 colonnine, raggruppate in ulteriori 21 comuni del territorio, per un totale di 46 punti di ricarica pronti a entrare in funzione. L’elenco dei comuni coinvolti Γ¨ ampio e testimonia la volontΓ  di coprire una vasta porzione della provincia: Amatrice, Cantalice, Castel di Tora, Frasso Sabino, Forano, Leonessa, Fara in Sabina, Poggio Moiano, Antrodoco, Belmonte in Sabina, Cittareale, Collevecchio, Cottanello, Monteleone Sabino, Montopoli di Sabina, Poggio Bustone, Rocca Sinibalda, Salisano, Selci, Turania e Tarano. Queste infrastrutture, una volta allacciate alla rete elettrica, permetteranno ai residenti e ai turisti che attraversano il reatino di viaggiare in autonomia, riducendo le distanze tra le aree interne e i grandi centri urbani.

Il ruolo del progetto polis per le aree interne

Questa operazione si inserisce nel piΓΉ vasto piano nazionale denominato Progetto Polis, una strategia aziendale che punta alla coesione territoriale, sociale ed economica, riservata nello specifico ai comuni sotto i 15mila abitanti. Il modello adottato Γ¨ quello della collaborazione istituzionale: le amministrazioni comunali, attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con Poste Italiane, mettono a disposizione le aree necessarie senza gravare in alcun modo sulle casse del bilancio pubblico. L’obiettivo Γ¨ chiaro: incentivare la mobilitΓ  sostenibile in zone dove, storicamente, la rete di ricarica pubblica Γ¨ stata meno capillare rispetto alle grandi metropoli.

Il progetto ha una portata nazionale ambiziosa, con oltre 3.200 colonnine giΓ  installate in Italia e una meta fissata per il 2026: raggiungere quota 5.000 stazioni di ricarica in circa 3.500 comuni. Di queste, 1.500 sono giΓ  regolarmente funzionanti e connesse alla rete. Per le amministrazioni locali del reatino che volessero richiedere ulteriori installazioni, Poste Italiane ha istituito un canale comunicativo diretto: la casella di posta elettronica dedicataΒ piccolicomuni@posteitaliane.it. Attraverso questo strumento, i sindaci possono inoltrare le proprie istanze, partecipando attivamente alla trasformazione energetica del proprio comune.

Favorire la transizione green nei piccoli centri non significa solo aggiungere un servizio tecnologico, ma contribuire a invertire la tendenza allo spopolamento. Dotare borghi montani e rurali della provincia di Rieti di infrastrutture moderne rende questi luoghi maggiormente attrattivi, non solo per chi vi risiede stabilmente, ma anche per il turismo sostenibile, che sempre piΓΉ sceglie mete di prossimitΓ  raggiungibili con veicoli a basso impatto. La trasformazione dell’accessibilitΓ  energetica di queste zone rappresenta, dunque, un tassello fondamentale per la tenuta e lo sviluppo futuro dell’economia dell’Appennino laziale.

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Edilizia scolastica, vertice all’Itis di Arpino per accelerare i lavori Pnrr

πŸŽ“ Vertice urgente all’Itis di Arpino per accelerare il completamento dei lavori Pnrr. Provincia e istituto puntano ai lavori a stralcio per riaprire subito i laboratori. Prossimo incontro fissato per martedΓ¬ 21.

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#Arpino #EdiliziaScolastica #ProvinciaDiFrosinone #Pnrr

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VERTICE ALL’ITIS DI ARPINO

Arpino – La storica sede dell’Itis Chimica e Materiali “N. Parravano”, situata nel cuore pulsante dell’istruzione tecnica del Frusinate, Γ¨ stata la cornice di un tavolo tecnico d’urgenza convocato per risolvere le criticitΓ  legate ai cantieri del Pnrr. La struttura, punto di riferimento per intere generazioni di studenti del comprensorio, sta vivendo una fase di profonda trasformazione edilizia che, tuttavia, ha fatto registrare rallentamenti nei tempi di esecuzione, destando preoccupazione tra le famiglie e il corpo docente. Per affrontare il nodo cruciale del rispetto delle tempistiche, si sono riuniti al tavolo di confronto il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini, la Dirigente Scolastica Prof.ssa Paola Materiale, il dirigente dell’Edilizia Scolastica Ing. Luca Gemma, il dirigente della Stazione Appaltante Pnrr Ing. Ivan Di Legge e il Vicesindaco di Arpino, Massimo Sera.

Strategie operative per liberare gli spazi didattici

L’obiettivo primario dell’incontro Γ¨ stato quello di definire una road map serrata per minimizzare i disagi causati dagli interventi di riqualificazione. L’Itis “N. Parravano”, situato in una posizione strategica per gli studenti che giungono da varie zone della provincia di Frosinone, non puΓ² permettersi l’inagibilitΓ  prolungata dei laboratori, spazi che costituiscono il fulcro operativo della proposta formativa dell’istituto. Il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini ha sottolineato con fermezza la necessitΓ  di invertire la rotta. La soluzione individuata dai tecnici prevede l’esecuzione dei lavori a stralcio.

Questa metodologia di cantiere permetterΓ  di procedere alla consegna parziale degli ambienti, privilegiando la messa a norma e il ripristino di quei laboratori che, durante l’ultimo anno scolastico, erano rimasti inaccessibili a causa della presenza dei ponteggi e delle attrezzature da lavoro. L’intento Γ¨ quello di restituire agli allievi la possibilitΓ  di svolgere le necessarie attivitΓ  pratiche, componente vitale per un percorso di studi focalizzato sulla chimica e sui materiali. Il supporto della Provincia di Frosinone, che sta monitorando l’evoluzione del cantiere, risulta determinante per garantire che le imprese esecutrici rispettino cronoprogrammi stringenti e compatibili con il calendario scolastico nazionale.

Coordinamento tra enti e prossimi passaggi tecnici

La gestione dei fondi del Pnrr richiede una sinergia costante tra gli uffici tecnici provinciali e l’amministrazione comunale di Arpino. Durante il sopralluogo, il Vicesindaco Massimo Sera ha ribadito la massima disponibilitΓ  dell’Ente locale nel supportare le operazioni, facilitando il coordinamento logistico necessario per far avanzare le opere senza ostacolare ulteriormente la quotidianitΓ  scolastica. La Dirigente Scolastica Paola Materiale, dal canto suo, ha ringraziato le istituzioni per l’attenzione dedicata, evidenziando il clima di collaborazione instaurato con il corpo docente e il personale Ata, che hanno dovuto gestire con pazienza i disagi logistici emersi nelle scorse settimane.

Gli ingegneri Luca Gemma e Ivan Di Legge, responsabili rispettivamente del settore edilizia e della stazione appaltante, hanno analizzato nel dettaglio le criticitΓ  riscontrate in corso d’opera. La richiesta della Provincia Γ¨ chiara: le imprese devono adeguare immediatamente la pianificazione del cantiere per rispondere all’urgenza dettata dall’imminente inizio delle attivitΓ  didattiche. Il tavolo tecnico non ha esaurito il proprio compito in questa sessione; Γ¨ stato infatti calendarizzato un nuovo incontro operativo che si terrΓ  martedΓ¬ 21 alle ore 18:00, sempre presso la sede dell’istituto.

Questo secondo appuntamento sarΓ  decisivo per esaminare le soluzioni tecniche che l’Ing. Di Legge presenterΓ  ufficialmente: si tratta di una verifica formale per accertare che gli ordini impartiti ai cantieri siano stati recepiti e tradotti in una prassi di lavoro piΓΉ celere. La volontΓ  condivisa di tutti gli attori coinvolti Γ¨ quella di superare l’impasse, proteggendo il diritto allo studio degli studenti e valorizzando l’importante investimento infrastrutturale che deve tradursi, il prima possibile, in spazi moderni, sicuri e funzionali per l’intera comunitΓ  scolastica di Arpino. La cittΓ  attende ora risposte concrete dal nuovo confronto di martedΓ¬, che segnerΓ  il destino della riapertura dei laboratori.

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