Rimani in contatto con noi
#

Lifestyle

L’INGEGNERIA DEL CUORE: SIMONA BISILLO E IL VIAGGIO POETICO ATTRAVERSO LE STAGIONI DELL’ANIMO

Scopri “In viaggio attraverso le stagioni dell’animo”, la nuova raccolta di Simona Bisillo: un cammino poetico essenziale per trasformare ogni inverno interiore in una nuova primavera di consapevolezza. 🍂🌸 Un’opera profonda che insegna il coraggio di ascoltarsi e rinascere. 📖✨
#SimonaBisillo #AlettiEditore #PoesiaContemporanea #SezioniDellAnimo

Pubblicato

a

Copertina In viaggio attraverso le stagioni dellanimo

Redazione-  Esiste una geografia invisibile che appartiene a ognuno di noi: una mappa fatta di picchi di gioia, abissi di incertezza e distese di silenzio. Per orientarsi in questo territorio spesso selvaggio, serve una bussola capace di segnare non il Nord, ma il senso del nostro divenire. Questa bussola è oggi racchiusa in “In viaggio attraverso le stagioni dell’animo”, la nuova silloge poetica di Simona Bisillo, pubblicata nella prestigiosa collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore.

L’opera non è una semplice raccolta di versi, ma un invito a rallentare e osservare il ciclo metamorfico che ci abita. Simona Bisillo, ingegnere di professione residente a Cisterna di Latina, porta nella sua scrittura una precisione quasi strutturale che, paradossalmente, si scioglie in una sensibilità lirica profonda. Per l’autrice, le stagioni non sono solo fenomeni meteorologici, ma potenti metafore del cambiamento interiore: inevitabile, ciclico e necessario.

Un itinerario tra fragilità e rinascita

Il viaggio proposto dalla Bisillo segue un ritmo ancestrale. Si parte dall’Autunno, il tempo dei dubbi e del “lasciar andare”, dove le foglie cadute liberano spazio per ciò che verrà. Si attraversa l’Inverno, definito dall’autrice come la tappa più complessa: una stagione di silenzio meditativo che sfida il frastuono della società contemporanea e l’obbligo costante di apparire. È qui, nel gelo apparente, che l’animo impara a stare con se stesso, scoprendo una fecondità insospettabile.

Il percorso prosegue poi verso la Primavera, con i suoi primi timidi germogli di trasformazione, per approdare infine all’Estate, simbolo di piena consapevolezza e maturità. «Le stagioni sono qualcosa che tutti noi conosciamo – spiega Simona Bisillo – ma che spesso non osserviamo davvero. È un modo per dare voce a ciò che spesso resta inespresso, per riconoscersi e forse sentirsi meno soli».

La poetica della sottrazione

La cifra stilistica della Bisillo è la purezza. L’autrice opera una costante “pulizia del superfluo”, lavorando per sottrazione. I suoi versi sono brevi, incisivi, spogliati di orpelli e sovrastrutture. Questa ricerca dell’essenziale riflette l’equilibrio tra le sue due anime: quella razionale dell’ingegnere e quella vibrante della poetessa. Invece di scontrarsi, queste due forze si intrecciano, permettendo alla Bisillo di “ripulire” l’emozione fino a trovarne il nucleo universale, quel frammento di verità in cui ogni lettore può rispecchiarsi.

Come sottolinea il maestro Giuseppe Aletti nella prefazione, il libro non segue una narrazione lineare, ma propone un percorso emotivo fatto di esitazioni e metamorfosi. È un elogio della fragilità intesa come forza motrice della vita.

Dalla solitudine al Salone del Libro

L’opera, disponibile anche in formato e-book, ha già varcato confini importanti, venendo esposta negli spazi di Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino (maggio 2026). Un traguardo significativo per un libro nato in un momento di intima riflessione. «Portarlo in un contesto così importante significa dargli voce, condividerlo, lasciarlo andare verso gli altri. È il passaggio più difficile, ma anche il più bello», confessa l’autrice.

“In viaggio attraverso le stagioni dell’animo” si rivolge a chi non teme il cambiamento e a chi sa che, per fiorire, bisogna prima avere il coraggio di attraversare il proprio inverno. È un monito a non aver fretta: anche nell’incertezza dell’autunno è già custodito, silenzioso, il seme del nuovo che avanza.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lifestyle

CORPI PERMEABILI E DESTINI COSMICI: L’ARTE DI ARAMINTA BLUE DIALOGA CON IL MITO A PALAZZO DELLA PENNA

Il corpo come soglia e il destino come forza invisibile: Araminta Blue porta a Perugia una mostra intensa dove la pittura dialoga con il mito e l’architettura. Un viaggio unico tra luce, notte e vento che trasforma Palazzo della Penna in un’esperienza sensoriale da non perdere. 🌬️🖼️
#AramintaBlue #PalazzoDellaPenna #ArteContemporanea #PerugiaEventi

Pubblicato

a

Heat of the day Aramita Blu Foto via Gallery Rosenfeld

Redazione-  Perugia si prepara a un evento artistico di rara intensità. Dal 13 giugno al 26 luglio, le sale di Palazzo della Penna – Centro per le arti contemporanee diventano il palcoscenico di Venti Trasversali, la mostra personale dell’artista britannica Araminta Blue. Curata da Riccardo Freddo, l’esposizione non è una semplice rassegna pittorica, ma un profondo esercizio di risonanza tra l’arte contemporanea internazionale e il prezioso patrimonio storico del museo umbro.

Un dialogo tra secoli

Situato sopra i resti di un antico anfiteatro romano, Palazzo della Penna è un luogo dove il tempo è stratificato. Qui, le opere di Araminta Blue – oli intensi, materici, capaci di vibrare come visioni – si inseriscono tra gli affreschi ottocenteschi di Antonio Castelletti. È un confronto serrato tra il mito classico, incarnato dalle figure di Elena, Paride e Apollo, e la sensibilità contemporanea che indaga il corpo come territorio di confine.

La rassegna, realizzata in collaborazione con la Rosenfeld Gallery e Le Macchine Celibi, trasforma il palazzo in un dispositivo narrativo. L’artista, nata nel 1990 e formatasi alla Slade School of Art di Londra, utilizza la pittura a olio con una fluidità sperimentale: la tela diventa un campo di forze dove il colore viene diluito fino a sembrare acquerello, oppure addensato in strati quasi geologici, che ricordano l’argilla o il cemento.

La maternità come soglia

Al centro della ricerca di Blue vi è il corpo, inteso non come entità chiusa, ma come membrana permeabile. La maternità viene esplorata come condizione simbolica e ambigua: “il ventre si fa materia densa, quasi geologica”, spiega il curatore Riccardo Freddo, sottolineando come la pittura dell’artista renda visibile l’esposizione continua dell’essere umano alle forze invisibili – emotive e naturali – che oggi, al posto degli antichi dei, modellano il nostro destino.

Il percorso espositivo si articola come un crescendo emotivo, diviso in tre momenti chiave: la luce, la notte e il vento.

Nella prima sezione, la luce è una soglia percettiva, che svela corpi sospesi tra realtà e desiderio. Con il calare della notte, l’atmosfera si fa introspettiva: nei lavori dell’artista, il torso umano si trasforma in un portale verso l’invisibile, un luogo in cui le memorie personali incontrano le grandi proiezioni universali. Infine, la sala del vento rappresenta la sintesi suprema: qui le figure lottano tra radicamento e slancio, trovando nella vulnerabilità estrema – come nell’opera Verità di burrasca – una forma radicale di adesione alla vita.

Un’esperienza immersiva

Venti Trasversali è un invito a guardare oltre la superficie delle cose. Araminta Blue, attraverso una tecnica che rende visibile il processo creativo – tra segni cancellati e stratificazioni traslucide – ci ricorda che l’identità è un equilibrio precario, costantemente modellato da correnti invisibili.

Per gli amanti dell’arte e per chi cerca nel museo non solo memoria, ma una sfida intellettuale e visiva, l’appuntamento di Palazzo della Penna è imperdibile. È l’occasione per osservare come il contemporaneo riesca a dialogare con la storia, infondendo nuova energia alle pareti antiche e restituendo al visitatore una riflessione lucida, coraggiosa e profondamente umana sulla libertà e sulla nostra presenza nel mondo.

Continua a Leggere

Lifestyle

UN GIOVANE INGEGNERE A KABUL SI È TOLTO LA VITA A CAUSA DELLA POVERTÀ E DELLA DISOCCUPAZIONE

Pubblicato

a

photo 2026 05 25 12 41 12

Redazione-  Dopo i cambiamenti politici in Afghanistan e il ritorno dei talebani al potere, la situazione economica del Paese è peggiorata in modo drastico, portando con sé un’ondata crescente di povertà, disoccupazione e disperazione che ha colpito gran parte della popolazione.

In questo contesto, Shams, un giovane ingegnere afghano di 27 anni, è diventato uno dei tanti volti silenziosi di questa crisi. Dopo anni di studi e di lavoro per costruire un futuro migliore, è stato sopraffatto dalla mancanza di opportunità e dalle difficoltà economiche.

Secondo quanto riferito, il giovane si è dato fuoco nei pressi della strada dell’aeroporto di Kabul. È stato trasportato d’urgenza all’ospedale Esteqlal con gravi ustioni, ma è morto il giorno successivo.

I familiari raccontano che Shams aveva due lauree in ingegneria e informatica e, prima dei cambiamenti politici nel Paese, lavorava presso una delle ambasciate straniere in Afghanistan. Dopo la perdita del lavoro, nonostante ripetuti tentativi, non era più riuscito a trovare un’occupazione stabile.

Originario della provincia di Kapisa, aveva anche valutato più volte l’idea di lasciare il Paese in cerca di lavoro attraverso percorsi migratori irregolari, senza però riuscire a partire.

Era sposato e padre di tre bambine. La moglie ha parlato delle gravi difficoltà economiche e della costante preoccupazione per il futuro delle figlie.

Secondo le Nazioni Unite, negli ultimi anni una larga parte della popolazione afghana non è in grado di soddisfare i bisogni essenziali della vita quotidiana, in un contesto di profonda crisi economica e sociale che continua a colpire duramente le famiglie del Paese.

Continua a Leggere

Lifestyle

ZAKIA AHMADI: DALLA CRISI PERSONALE ALLE VETTE DELL’EVEREST

Pubblicato

a

WhatsApp Image 2026 05 24 at 11.21.36

Redazione-  Zakia Ahmadi, alpinista afghana, ha vissuto una vita segnata da profondi cambiamenti, passando da un’esistenza ordinaria a un percorso ricco di crisi e trasformazioni interiori.Ha iniziato la sua attività alpinistica in Afghanistan, dove ha compiuto i primi passi tra le montagne del suo Paese. Questo primo contatto con la montagna ha rappresentato l’inizio di un legame che avrebbe segnato tutta la sua vita.In seguito si è trasferita in Australia, dove ha dovuto affrontare le difficoltà dell’emigrazione: lo sradicamento culturale, la distanza dalla propria terra e una forte pressione psicologica legata all’adattamento a una nuova realtà.In questo periodo, la sua vita è stata colpita da un evento tragico: il suicidio del fratello, Ahmadwali. Questo dolore l’ha portata a un periodo di isolamento e profonda crisi personale.Tuttavia, proprio da questa fase difficile è iniziato un cambiamento decisivo. Attraverso la sofferenza, Zakia ha ritrovato nell’alpinismo una direzione e un significato più profondo per la sua esistenza.Il percorso iniziato in Afghanistan è così proseguito fino alle vette più alte del mondo, culminando nella conquista dell’Everest. Questo traguardo l’ha resa una figura simbolica per molte ragazze afghane e una delle alpiniste più rappresentative del suo Paese.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza