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Sport

OLTRE IL TRAGUARDO: PERCHÉ METTERSI IN GIOCO È L’ALLENAMENTO PIÙ BELLO DELLA VITA

Non è mai troppo tardi per scendere in campo e scoprire la versione migliore di te: lo sport è condivisione, salute e resilienza. Insieme, ogni sfida diventa possibile e ogni fatica si trasforma in vittoria!
#SportEBenessere #MettersiInGioco #Resilienza #VivereLoSport

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OLTRE IL TRAGUARDO: PERCHÉ METTERSI IN GIOCO È L’ALLENAMENTO PIÙ BELLO DELLA VITA

Redazione-  Nel mondo iper-connesso di oggi, spesso ci ritroviamo spettatori della vita altrui attraverso uno schermo. Eppure, esiste un treno pronto a partire in ogni istante: quello dello sport. Non è necessario essere campioni olimpici per salire a bordo; ciò che conta davvero è la voglia di mettersi in gioco, uscendo da quella zona di comfort che, seppur calda, ci impedisce di crescere.

Ogni scusa è buona per iniziare

C’è chi corre per perdere peso, chi per scaricare lo stress e chi, semplicemente, per non sentirsi solo. Qualunque sia la scintilla iniziale, lo sport amatoriale trasforma quel motivo in qualcosa di molto più profondo. È un’esperienza che unisce albe e tramonti, sentieri e piste, creando un legame indissolubile tra le persone. Se la fatica spaventa, la soluzione è la condivisione: soffrire in compagnia rende il traguardo più dolce e trasforma ogni sforzo in un racconto collettivo.

Lo sport come medicina e memoria

Oggi la scienza conferma ciò che gli atleti sanno da sempre: l’attività fisica è un “medicinale” senza effetti collaterali. Come sottolineato dalla Carta di Toronto del 2010, lo sport non solo previene malattie, ma migliora la salute mentale, le relazioni sociali e la qualità della vita.

In questo viaggio, anche la tecnologia gioca un ruolo bizzarro ma affascinante. Scattare una foto durante l’allenamento o registrare un video del proprio gesto atletico non è mera vanità; è un modo per metabolizzare la fatica, studiare i propri progressi e, soprattutto, imparare dall’esperienza. Rivedersi a distanza di tempo permette di ridere degli errori passati, sviluppando un’autoironia che è fondamentale per superare i momenti difficili.

Vincitori, non solo sul podio

Per i professionisti è una questione di decimi di secondo; per noi amatori, invece, la vittoria è ovunque. Vince chi organizza, chi partecipa, chi arriva ultimo ma ha superato i propri limiti. È una questione di alchimia tra mente, corpo e nutrizione. Sviluppare resilienza nello sport significa imparare a essere resilienti nella vita: cadere, analizzare l’errore e rialzarsi con più consapevolezza.

Come spiega il libro “O.R.A. Obiettivi, risorse, autoefficacia”, il segreto sta nel costruire mete a piccoli passi, alimentando l’entusiasmo e la fiducia nelle proprie potenzialità. Ricordiamocelo sempre: “Anything is possible, together is much better”. Non aspettare il momento perfetto: il momento migliore per iniziare è adesso.

Per approfondimenti è possibile consultare il libro “O.R.A. Obiettivi, risorse, autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport”.

https://www.amazon.it/Obiettivi-Autoefficacia-intervento-raggiungere-obbiettivi/dp/B0FRKSDZVX

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Sport

Al via a Penne la “41ª Notturna Pennese”, sport e tradizione per l’estate

📣 Scopri l’emozione della Notturna Pennese: sport, storia e gusto in una sola serata!
Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#NotturnaPennese #Penne #SportAbruzzo #TradizioneLocali

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Notturna Pennese 2026

Il programma della serata sportiva

Redazione-  Sabato 27 giugno 2026 la storica Penne, capoluogo della zona collinare del Pescara, si prepara a dare il via a una delle manifestazioni podistiche più consolidate dell’Abruzzo. Il punto di ritrovo è fissato per le 18:00 in Piazza San Francesco, cuore pulsante della cittadina, dove gli organizzatori dell’ASD Amatori Podisti Pennesi distribuiranno i pachetti gara ai primi 400 iscritti. Alle 19:00 avranno inizio le competizioni giovanili del Trofeo Giovanile “Città di Penne”, valida per il Campionato Regionale di Corsa su Strada nelle categorie Cadetti (under 16) e Ragazzi (under 14). Il calendario prevede il percorso da 1,5 km per le ragazze, 1,5 km per i ragazzi, 2 km per le cadette e 3 km per i cadetti, con partenza dalla stessa piazza.

La gara assoluta, più attesa, decollerà alle 21:00 con una distanza di 9 km, suddivisa in tre giri di 2,9 km ciascuno. Il tracciato abbraccia il centro storico, facendo passare per Via San Francesco, il Corso del Mattonato, le antiche mura medievali e il vicolo di Via Nuova, offrendo ai corridori una combinazione di sfide tecniche e scorci architettonici. Alle 21:10 è prevista una camminata non competitiva di 3 km, aperta a tutti i partecipanti che desiderano assaporare l’atmosfera notturna del borgo.

Le iscrizioni, chiuse entro le ore 24:00 di giovedì 25 giugno, costano 10 €, ma gli atleti provenienti da altre regioni non dovranno sostenere alcun onorario di partecipazione, un gesto voluto per incentivare la presenza di runner da tutta Italia.

Il percorso nella storia di Penne

Il circuito percorre le vie che hanno testimoniato la vita di Penne fin dal periodo dei Vestini. Partendo da Piazza San Francesco, i corridori attraversano il porticato di Via San Francesco, dove si trovano le tipiche botteghe di ceramica, per poi dirigersi verso il Castello di Penne, che domina la vallata dall’alto. Il tracciato passa poi per la Torre dell’Orologio, simbolo della cittadina, e discende lungo Via Veneto, una strada pedonale fiancheggiata da case in mattone rosso, soprannominate “città del Mattone”. Il percorso si conclude nuovamente in piazza, dove la linea di arrivo è illuminata da luci a LED che valorizzano la facciata della Chiesa di San Francesco.

Questa configurazione, scelta per la sua reperibilità e per il valore architettonico, è stata apprezzata negli anni dagli atleti, che hanno potuto combinare velocità e strategia in un contesto ricco di monumenti.

Giovani, premi e tradizioni locali

Alle squadre con il maggior numero di giovani classificati verrà consegnato il Trofeo Città di Penne, un riconoscimento ambito sia per la sua storia sia per il valore simbolico che rappresenta per la comunità sportiva. Tutti i partecipanti riceveranno una coppa ricordo e un pacchetto di prodotti tipici, tra cui il famoso Pecorino di Farindola, prodotto caseario riconosciuto a livello nazionale.

I primi tre classificati maschili e femminili della gara assoluta saranno premiati con premi in denaro, oltre a ricevute di prodotti locali per le categorie FIDAL. Per ogni vincitore di categoria è previsto un “Rimpizzo”, dolce tradizionale a base di farina, miele e vino, tipico della stagione della trebbiatura, che sarà confezionato in un sacchetto insieme a una bottiglia d’acqua, una bustina di tè e un buono pizza valido presso una pizzeria convenzionata del centro.

Il pacchetto gara, distribuito ai primi quattrocento iscritti, contiene anche un telo mare di grande dimensione, pensato come omaggio pratico per la stagione estiva che seguirà l’evento.

Il programma di premiazione si concluderà alle 22:30 nella sala comunale di Via Roma, dove saranno riconosciuti tutti i risultati e verrà offerta una cena di convivialità con piatti tipici abruzzesi, tra cui arrosticini e la famosa “pasta alla chitarra”.

Un appuntamento che valorizza il territorio

Oltre alla componente sportiva, la Notturna Pennese si configura come una vetrina per il patrimonio culturale e gastronomico di Penne. L’intera cittadina si prepara a ospitare visitatori da Pescara, L’Aquila, Teramo e dalle regioni limitrofe, creando un flusso di turisti che favorisce l’economia locale. L’evento è promosso dal Comune di Penne, dalla Pro Loco e dall’Assessorato allo Sport, che hanno garantito infrastrutture, servizi di vigilanza e assistenza medica per la buona riuscita della manifestazione.

Con più di quattro decenni di storia alle spalle, la 41ª Notturna Pennese conferma la tradizione di un appuntamento che combina sport, cultura e sapori, offrendo ai partecipanti un’esperienza completa nel cuore dell’Abruzzo.

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Sport

Hockey su Prato, le aquilane Angelica Lopardi e Chiara Frapiccini portano il talento abruzzese alle finali nazionali di Cagliari

🏑 Grande orgoglio sportivo per L’Aquila: le giovani promesse Angelica Lopardi e Chiara Frapiccini sono pronte a brillare alle finali nazionali di hockey su prato a Cagliari con la maglia della Lazio. Forza ragazze!

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#hockey #laquila #sport #cagliari

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Angelica Lopardi e Chiara Frapiccini

Redazione-  Lo sport del capoluogo abruzzese aggiunge una pagina importante al proprio libro dei successi. L’ASD Città dell’Aquila Hockey su prato, realtà che da anni coltiva la passione per questa disciplina sportiva tra i giovani del territorio, celebra oggi la convocazione di due sue atlete alle finali nazionali di categoria Under 16. Angelica Lopardi e Chiara Frapiccini, giovani promesse del vivaio locale, sono state selezionate per unirsi alla blasonata Lazio Hockey, con la quale parteciperanno alle fasi conclusive del campionato che si svolgeranno a Cagliari il 27 e il 28 giugno prossimi.

Una crescita tecnica nata tra i campi del capoluogo

Il percorso che ha portato Lopardi e Frapiccini fino al manto erboso della Sardegna trova le proprie radici nel lavoro di formazione quotidiano svolto negli impianti sportivi dell’Aquila. Sotto la guida attenta e costante degli allenatori Fabio D’Innocenzo e Andrea Talocci, le due atlete hanno saputo perfezionare i fondamentali tecnici e la visione di gioco, elementi che non sono passati inosservati agli osservatori della Lazio Hockey. La società capitolina, che da sempre rappresenta un punto di riferimento per l’hockey nazionale, ha scelto di puntare sulle ragazze aquilane proprio in vista del prestigioso appuntamento cagliaritano, riconoscendo il valore della scuola tecnica abruzzese.

Per la comunità sportiva che gravita attorno al centro sportivo cittadino, la convocazione rappresenta un momento di grande soddisfazione. Non si tratta solo di una partecipazione di prestigio, ma di un segnale concreto rivolto a tutti i giovani che si avvicinano a questa disciplina. L’impegno profuso quotidianamente nei duri allenamenti, spesso svolti in condizioni meteorologiche rigide tipiche dell’altopiano aquilano, ha permesso a queste atlete di consolidare una preparazione atletica e mentale di alto profilo, pronta per essere messa alla prova in una competizione di livello nazionale contro le migliori compagini del Paese.

L’orgoglio dei vertici societari e la visione futura

Il presidente dell’ASD Città dell’Aquila, Christian Corrado, ha espresso tutto l’orgoglio della società per questo traguardo. Secondo Corrado, veder correre le proprie atlete su un campo nazionale indossando i colori di una squadra storica come la Lazio conferma la determinazione del movimento hockeistico locale. La grinta dimostrata da Angelica e Chiara, unita alla scuola tecnica aquilana, diventa quindi un biglietto da visita importante per l’intero movimento sportivo della provincia.

Anche il vicepresidente Michele Suriani ha voluto sottolineare il valore di questo risultato. Per la dirigenza, il successo individuale delle due ragazze è la riprova che la costanza paga sempre e che, con una programmazione seria, anche una realtà non metropolitana può posizionarsi ai vertici del panorama nazionale. La società guarda dunque con fiducia alla trasferta cagliaritana, consapevole che le due atlete sapranno rappresentare non solo il club di appartenenza ma l’intera città dell’Aquila con serietà e ambizione.

Verso il weekend di Cagliari: una sfida formativa

Le date del 27 e 28 giugno sono cerchiate in rosso sul calendario dell’ASD Città dell’Aquila. Per Lopardi e Frapiccini, la trasferta cagliaritana non sarà solo una competizione agonistica, ma un’occasione di confronto con le realtà hockeistiche italiane più consolidate. Vivere un’esperienza in un contesto di finale nazionale permette alle giovani atlete di crescere sotto il profilo tattico e relazionale, arricchendo il proprio bagaglio sportivo.

L’intera struttura dell’ASD Città dell’Aquila, dai dirigenti ai compagni di squadra, segue con interesse la preparazione delle ragazze, sperando che questa esperienza possa fungere da volano per consolidare ancor di più il settore giovanile. La città, nota storicamente per la sua tradizione rugbistica e sportiva in generale, dimostra ancora una volta di saper diversificare l’offerta agonistica, portando l’hockey su prato ad alti livelli. La speranza è che questo appuntamento possa fungere da stimolo per altri giovani, invogliando i ragazzi del territorio a mettersi in gioco in una disciplina che coniuga velocità, abilità tecnica e spirito di sacrificio, elementi fondamentali per chiunque decida di fare dello sport una parte integrante della propria crescita personale.

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Calcio

Serie A, i numeri sulle presenze dell’ultima stagione

La stagione 2025/2026 di Serie A ha confermato un trend ormai consolidato nel calcio italiano: la partecipazione del pubblico negli stadi resta elevata, con alcune piazze capaci di numeri da grandi eventi internazionali e altre ancora in difficoltà nel garantire una presenza

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tifosi allo stadio

Redazione-  La stagione 2025/2026 di Serie A ha confermato un trend ormai consolidato nel calcio italiano: la partecipazione del pubblico negli stadi resta elevata, con alcune piazze capaci di numeri da grandi eventi internazionali e altre ancora in difficoltà nel garantire una presenza costante sugli spalti. Il quadro complessivo evidenzia una media spettatori in crescita rispetto alle stagioni immediatamente successive alla pandemia, con un ritorno progressivo verso livelli comparabili ai primi anni 2000 in diverse realtà.

La passione per il calcio in Italia continua a rappresentare un fenomeno sociale diffuso e trasversale. In molte città lo stadio rimane un punto di riferimento identitario, con un seguito che coinvolge più generazioni. Per molte famiglie quello di andare allo stadio insieme è un vero e proprio rito, rappresenta una specie di tradizione tramandata magari dai tempi dei nonni. Al giorno d’oggi gli amanti del pallone vivono lo sport a tutto tondo e in ogni weekend sono in migliaia a dilettarsi magari tra schedine per le scommesse e fantacalcio, senza dimenticare i tornei ai videogiochi a tema. Questo insieme di abitudini contribuisce a mantenere alto l’interesse complessivo per il campionato, anche al di là della singola giornata di gara.

A guidare la classifica delle presenze si confermano le grandi città e i club con impianti di maggiore capienza. Il Milan e l’Inter, che condividono lo stadio di San Siro, hanno registrato ancora una volta i dati più alti del campionato. La media per entrambe le squadre si è attestata intorno ai 70.000 spettatori a partita considerando le gare casalinghe complessive, con picchi vicini al tutto esaurito nelle sfide di cartello e nelle competizioni europee.

Subito dietro si colloca la Roma, che allo Stadio Olimpico ha mantenuto una media stimata intorno ai 62.000-63.000 spettatori. Anche in questo caso l’andamento è stato influenzato dalla forte risposta del pubblico nelle partite di alta classifica, mentre qualche flessione si è registrata nelle gare contro avversari di medio-bassa posizione. Numeri importanti anche per il Napoli, che allo Stadio Diego Armando Maradona ha mantenuto una media di circa 50.000 presenze, confermando un legame particolarmente solido tra squadra e tifoseria.

Tra le altre piazze si registra una buona tenuta per la Juventus, che all’Allianz Stadium ha fatto segnare una media vicina ai 40.000 spettatori, con un tasso di riempimento elevato nonostante la capienza inferiore rispetto agli impianti fino ad ora nominati. Dati positivi anche per il Genoa, che al Luigi Ferraris ha mantenuto una media intorno ai 31.000 presenti, confermando una partecipazione stabile e costante nonostante una posizione di classifica non troppo elevata.

La Lazio formalmente conta 28.000 spettatori di media dovuto agli abbonamenti, ma la protesta del tifo nei confronti della proprietà di Claudio Lotito ha visto l’Olimpico quasi deserto in più occasioni, incluso il derby della penultima giornata del campionato appena concluso. Segue con 27.000 presenze circa il Bologna, nonostante un’annata disputata al di sotto delle aspettative. Il Lecce si attesta su un buon 25.000 spettatori in media, anche in questo caso a fronte di risultati non brillanti. Segue poi l’elenco delle compagini con un pubblico di poco sopra alle 20.000 presenze come Udinese, Hellas Verona, Atalanta e Fiorentina. Al di sotto di questa soglia si trovano Parma, Torino, Cagliari, Sassuolo, Cremonese, Como e Pisa.

Nel complesso, la Serie A 2025/2026 mostra una fotografia articolata: da un lato le grandi città con stadi quasi sempre pieni, dall’altro club che faticano a superare determinate soglie di affluenza ma in ogni caso buone. Il confronto con i principali campionati europei resta comunque significativo, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione nelle gare di vertice e nei derby, che continuano a rappresentare i momenti di maggiore attrazione per il pubblico.

Le statistiche sugli spettatori evidenziano inoltre come la qualità delle infrastrutture e la capacità organizzativa dei club incidano in modo diretto sulla risposta del pubblico, con stadi moderni o rinnovati che tendono a registrare percentuali di riempimento più elevate rispetto agli impianti meno recenti o in fase di ristrutturazione.

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