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Territorio

Arte e impegno civile a Sant’Omero per il racconto della causa palestinese

🌍 Il racconto del conflitto palestinese arriva a Sant’Omero con una doppia mostra fotografica e fumettistica di grande valore documentale. Un’occasione per riflettere e ascoltare le testimonianze dirette da Cisgiordania e Gaza.

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#Palestina #SantOmero #Teramo #MostraFotografica

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Illustrazione di Giorgos Botsos da Kufia. Matite italiane per la Palestina; Foto di Mohamad Al Baba da Qui Resteremo. Fotografie da Gaza e Cisgiordania.

Redazione-  Sant’Omero. Il cuore della Val Vibrata si prepara a ospitare un evento culturale di forte impatto sociale che unisce la sensibilità artistica alla cronaca internazionale. Nei giorni 26, 27 e 28 giugno, la Sala Polifunzionale di Sant’Omero diventerà teatro di due esposizioni documentarie e artistiche di rilievo, organizzate dalla Rete per la Palestina in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale. L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione nei territori occupati, ripercorrendo la storia delle lotte del popolo palestinese attraverso linguaggi differenti, dal fumetto al reportage fotografico.

Le mostre arrivano nel teramano dopo il successo dell’inaugurazione avvenuta lo scorso aprile a Giulianova, consolidando un percorso itinerante nato dal lavoro sinergico di Guido Piccoli, Patrizio Esposito e Alì Rashid. La proposta espositiva si articola attorno a due nuclei tematici distinti ma complementari. Il primo, intitolato “Kufia. Matite italiane per la Palestina (Prima Intifada, 1988)”, raccoglie una selezione di opere realizzate da alcuni dei più noti fumettisti nazionali e internazionali. Questo capitolo artistico, che vanta un testo introduttivo firmato dallo scrittore Stefano Benni, permette di osservare come il mondo del segno grafico abbia interpretato la drammatica stagione della Prima Intifada, trasformando la matita in un potente strumento di denuncia politica.

Fotografie dal conflitto e la voce dei testimoni

Il secondo percorso espositivo, “Qui Resteremo. Fotografie da Gaza e Cisgiordania”, sposta l’attenzione sull’attualità più bruciante. Si tratta di una raccolta di immagini scattate direttamente dai fotoreporter locali, che hanno documentato i recenti anni di violenze e le condizioni di vita sotto il regime di occupazione. La potenza visiva delle fotografie mira a colmare la distanza geografica tra i cittadini del teramano e il blocco, offrendo uno squarcio diretto su una realtà spesso filtrata dai media generalisti.

Un valore aggiunto alla mostra sarà rappresentato dall’intervento di Paolo Chiavaroli, presidente di Assopace Palestina Pescara. Reduce da un recente viaggio in Cisgiordania, Chiavaroli interverrà durante il vernissage per riportare la sua esperienza di osservatore internazionale. La sua analisi permetterà di contestualizzare le immagini in mostra attraverso il racconto di quanto accade quotidianamente nei territori, descrivendo le dinamiche sociali e le difficoltà vissute dalle popolazioni locali nell’area della Cisgiordania.

La rete dei promotori e gli orari di visita

L’evento di Sant’Omero è espressione di un ampio fronte associativo che opera nel territorio abruzzese. La Rete per la Palestina, promotrice della tre giorni, integra diverse realtà locali impegnate da tempo nella promozione dei diritti civili e della memoria storica. Tra i soggetti che hanno reso possibile l’evento figurano, oltre all’ANPI di Giulianova, il gruppo cOltura Politica Nos-Noi, l’Auser locale attiva tra Giulianova e la Val Vibrata, il Coordinamento nazionale No Triv, il gruppo liberi progressisti di Roseto degli Abruzzi e la Federazione di Teramo di AVS. Una sinergia che evidenzia come il tema del conflitto in Medio Oriente riesca a unire diverse anime della società civile teramana attorno a un messaggio comune di solidarietà.

Per chi volesse visitare le sale e approfondire la conoscenza del materiale esposto, gli organizzatori hanno predisposto un calendario di apertura flessibile ed esteso. La Sala Polifunzionale aprirà i battenti venerdì 26 giugno dalle ore 17 alle ore 20. Sabato 27 giugno sarà possibile accedere alle esposizioni nell’orario prolungato dalle ore 17 alle ore 23, permettendo così anche ai lavoratori e ai residenti dei comuni limitrofi della provincia di Teramo di partecipare alle attività culturali. La chiusura è prevista per domenica 28 giugno, con gli spazi espositivi visitabili dalle ore 17 alle ore 20. L’amministrazione comunale di Sant’Omero invita la cittadinanza a partecipare numerosa a questo momento di riflessione, auspicando che la qualità delle opere e la profondità delle tematiche trattate possano generare un dialogo costruttivo all’interno della comunità vibratiana.

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Territorio

Lfoundry ad Avezzano: tra speranze di rilancio industriale e incertezze occupazionali

🚀 Il futuro di LFoundry ad Avezzano resta appeso a un filo tra proclami aziendali e la necessità di misure concrete per proteggere i livelli occupazionali nella Marsica. Cosa accadrà nei prossimi mesi?

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#LFoundry #Avezzano #EconomiaAbruzzo #Lavoro

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Lfoundry ad Avezzano: tra speranze di rilancio industriale e incertezze occupazionali

Redazione- Avezzano, cuore pulsante dell’economia industriale della Marsica, resta in attesa di segnali definitivi sul futuro dello stabilimento LFoundry, polo tecnologico che rappresenta un pilastro per l’intera provincia dell’Aquila. La recente convocazione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riacceso il dibattito su un sito produttivo che, nonostante le difficoltà globali del settore dei semiconduttori, mantiene una valenza strategica per il tessuto occupazionale abruzzese. Il confronto romano ha visto la partecipazione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Fedele, e i rappresentanti istituzionali, tra cui l’onorevole Di Girolamo, che hanno analizzato lo stato di salute della fabbrica situata nella zona industriale della città, a ridosso della piana del Fucino.

Il piano sparc e le prospettive di produzione

Nel corso del vertice ministeriale, i vertici italiani dell’azienda hanno ribadito la volontà di proseguire con il piano industriale denominato SPARC. Si tratta di un progetto ereditato dalla precedente gestione che punta a consolidare la continuità operativa del sito di Avezzano, valorizzando le competenze tecniche delle maestranze locali. Le rassicurazioni giunte dai tavoli romani mettono in luce alcuni dati tecnici di rilievo: l’azienda ha prospettato l’ingresso in filiera di 49 nuovi prodotti entro il 2026, seguiti da un ulteriore incremento di 69 referenze nel corso del 2027. Numeri che, sulla carta, offrono una proiezione di crescita necessaria per mantenere competitiva la fonderia in un mercato internazionale complesso. Tuttavia, lo scetticismo resta alto tra le parti sociali, poiché la mera pianificazione produttiva deve scontrarsi con le dinamiche di vendita reale, ancora prive di garanzie solide su commesse certe e stabili.

Le incognite sul mercato e il ruolo del nuovo Ceo

La fase di transizione che sta attraversando l’azienda trova un punto di snodo nel prossimo arrivo del nuovo amministratore delegato all’interno del polo di via Marconi. La sua presenza ad Avezzano, prevista indicativamente per la fine di agosto, viene considerata il banco di prova per comprendere la direzione strategica della proprietà. Se da un lato il piano industriale traccia una rotta di lungo periodo, dall’altro restano irrisolti i nodi legati ai costi di produzione. Il contenimento delle spese energetiche e dei processi manifatturieri rimane una ferita aperta che limita la capacità di manovra dell’impianto. In questo contesto, le promesse di efficientamento espresse dalla proprietà dovranno tradursi in interventi radicali. Senza un abbattimento reale delle spese gestionali, la tenuta dei livelli occupazionali, oggi stimati in centinaia di addetti tra diretti e indotto, rischia di essere messa a repentaglio dalle logiche di mercato globali che non lasciano spazio a margini di errore per le realtà produttive della regione.

Il ruolo del governo e le possibili azioni future

La politica locale e nazionale non intende restare a guardare. Durante l’incontro al Ministero, è emersa con forza la necessità che lo Stato non si limiti a monitorare passivamente le fasi del confronto aziendale. Si richiede un impegno costante per la tutela del sito, che va oltre le semplici dichiarazioni di intenti. Tra le opzioni ventilate, non viene esclusa l’ipotesi che l’esecutivo nazionale possa valutare un ingresso diretto nel capitale sociale dell’impresa, qualora le condizioni di crisi dovessero aggravarsi compromettendo la stabilità sociale dell’area marsicana.

L’obiettivo condiviso da sindacati e istituzioni resta quello di trasformare le promesse in fatti concreti, evitando che la fabbrica di Avezzano scivoli verso un declino che danneggerebbe l’intera economia d’Abruzzo. La vertenza, dunque, rimane aperta e necessita di una vigilanza stringente. Nei prossimi mesi, l’attenzione sarà rivolta esclusivamente alla capacità dell’azienda di tradurre il piano SPARC in realtà tangible e alla volontà politica di proteggere uno degli asset tecnologici più rilevanti del territorio, pilastro che lega indissolubilmente il destino di numerose famiglie avezzanesi e del circondario alla competitività della tecnologia dei sensori ottici.

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Silent Walk di Nepezzano, il successo dell’iniziativa tra musica e aggregazione nel teramano

🎧 La Silent Walk di Nepezzano ha registrato un successo straordinario, unendo sport, musica e convivialità in una serata indimenticabile. Visto l’entusiasmo, è già in programma una nuova edizione per il mese di settembre.

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#Nepezzano #Teramo #SilentWalk #Territorio

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Silent Walk

Redazione-  Nepezzano si è trasformata lunedì scorso in un palcoscenico a cielo aperto dove il silenzio, interrotto solo dal ritmo della musica, è diventato il protagonista assoluto di una serata densa di significati. La frazione, situata a pochi chilometri dal centro di Teramo, ha ospitato la prima edizione della Silent Walk, una camminata immersiva che ha saputo richiamare un pubblico vasto ed eterogeneo, superando ampiamente le aspettative del comitato organizzatore. L’iniziativa rappresenta una boccata di ossigeno per la vitalità delle frazioni teramane, dimostrando come la creatività possa riaccendere il senso di comunità intorno a luoghi simbolo della vita locale.

Una passeggiata immersiva tra le strade del borgo

Il ritrovo, fissato presso l’iconica Piazza Roberto Spinozzi, ha visto una folta schiera di cittadini pronti a indossare le cuffie wireless per intraprendere un percorso ad anello di circa cinque chilometri. La formula della camminata silenziosa, un modello già sperimentato in diverse realtà urbane italiane, ha trovato a Nepezzano una dimensione ideale. Grazie a un sistema audio sincronizzato, i partecipanti hanno potuto ascoltare una playlist curata appositamente per il tragitto, trasformando una semplice passeggiata in un’esperienza sensoriale collettiva.

L’evento è stato promosso dall’Associazione culturale Comitato di Frazione Nepezzano, sodalizio attivo nel territorio fin dal 1993, presieduto da Sabina Di Giacinto. La sinergia con l’amministrazione comunale di Teramo ha permesso di garantire la massima sicurezza lungo il percorso, che ha toccato scorci suggestivi e aree poco distanti dal centro nevralgico della frazione, regalando ai presenti una visuale privilegiata al calar del sole. La luce dorata del tramonto ha contribuito a rendere l’atmosfera unica, valorizzando gli spazi del territorio teramano e creando un legame psicologico immediato tra i partecipanti e l’ambiente circostante.

Il ruolo della trainer e il supporto della comunità

A coordinare le attività fisiche e a garantire il corretto svolgimento del passo lungo l’intero itinerario è stata la personal trainer Sara Roncacè. La sua presenza è risultata fondamentale per rendere l’evento accessibile anche a chi solitamente non pratica sport in modo assiduo. La camminata, infatti, non era una competizione atletica, bensì un invito al benessere psicofisico, dove il ritmo della musica ha dettato un’andatura rilassata, capace di favorire il dialogo interno e la condivisione non verbale con gli altri camminatori.

Al termine della faticosa ma piacevole esperienza, il gruppo ha fatto tappa presso l’oratorio “All’Ombra del Campanile”. Qui, la accoglienza di don Carlo Farinelli ha trasformato la conclusione della camminata in un momento di autentica convivialità. L’aperitivo offerto ha permesso ai residenti di Nepezzano e ai numerosi visitatori giunti dai comuni limitrofi di scambiarsi opinioni, stringere nuovi legami e consolidare il tessuto sociale della zona. La partecipazione del parroco locale ha rafforzato il significato comunitario della serata, confermando come la parrocchia rimanga uno dei pilastri fondamentali per le attività aggregative del territorio.

Il futuro dell’iniziativa e il ritorno a settembre

Il bilancio estremamente positivo della serata, unito alle richieste pervenute da più parti, ha spinto il direttivo dell’associazione a pianificare immediatamente una replica. La data individuata per la prossima edizione è prevista per il mese di settembre, approfittando ancora di un clima mite che permetta di godere appieno dei percorsi esterni. L’obiettivo del comitato è quello di rendere la Silent Walk un appuntamento fisso nel calendario delle manifestazioni teramane, capace di abbinare sport, scoperta del territorio e innovazione tecnologica.

Il successo di questa manifestazione dimostra che c’è una forte domanda di eventi culturali e ricreativi che sappiano declinare la modernità con la riscoperta dei borghi minori. Il motto “Indossa le cuffie. Segui il ritmo. Condividi le emozioni” non è rimasto solo uno slogan, ma si è trasformato in una pratica reale che ha unito le generazioni, dai più giovani agli anziani. Il Comitato di Frazione Nepezzano si prepara dunque a una nuova sfida, forte del riscontro ricevuto e pronto a coinvolgere nuovamente la cittadinanza in una serata all’insegna di quella socialità sana che il territorio chiede a gran voce.

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Rocca San Giovanni si conferma meta d’eccellenza per la mobilità dolce e il cicloturismo in Italia

🚲 Rocca San Giovanni si riconferma capitale della ciclabilità sulla Costa dei Trabocchi: quattro bike-smile per un territorio che punta tutto su sostenibilità e accoglienza turistica di qualità. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#RoccaSanGiovanni #CostadeiTrabocchi #Fiab #Cicloturismo

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Rocca San Giovanni si conferma meta d’eccellenza per la mobilità dolce e il cicloturismo in Italia

Redazione-  Rocca San Giovanni, piccolo gioiello incastonato nella cornice della provincia di Chieti, ha ottenuto nuovamente il prestigioso riconoscimento della Bandiera Gialla Fiab. La consegna del vessillo è avvenuta durante la nona edizione di ComuniCiclabili, evento di rilievo nazionale celebrato nel contesto del Velo-city 2026 di Rimini. Il comune abruzzese ha conquistato ben quattro bike-smile, posizionandosi ai vertici della classifica italiana e confermandosi come la realtà più virtuosa dell’intera Costa dei Trabocchi. Questo riconoscimento premia le politiche amministrative orientate alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio che si affaccia sul medio Adriatico.

Un riconoscimento che premia la visione amministrativa

Il sindaco di Rocca San Giovanni, Fabio Caravaggio, ha ritirato il premio sottolineando il valore della costanza nell’impegno istituzionale. La conferma del titolo per il secondo anno consecutivo non è un episodio isolato, ma il frutto di una pianificazione che punta a trasformare la mobilità ciclistica in un asset trainante per l’economia locale. Non si tratta solo di piste ciclabili, ma di un approccio integrato che coinvolge l’intera area, dalle zone collinari che ospitano il borgo storico fino alla suggestiva Marina di Fossacesia, passando per gli iconici trabocchi che caratterizzano il litorale chietino. La visione del primo cittadino punta a creare un ecosistema dove il visitatore possa muoversi in libertà, godendo di percorsi sicuri che collegano i punti di interesse naturalistico e culturale.

La qualità della vita a Rocca San Giovanni è strettamente legata alla fruibilità degli spazi pubblici. La presenza di infrastrutture dedicate al cicloturismo ha permesso di destagionalizzare il flusso turistico, attirando anche nei periodi di spalla un pubblico attento alla salute e all’ambiente. In questo senso, le politiche di mobilità dolce diventano un volano per le strutture ricettive del territorio, che hanno saputo intercettare la domanda crescente di chi preferisce spostarsi sulle due ruote anziché ricorrere ai mezzi a motore, riducendo l’impatto ambientale su una costa definita da tratti di rara bellezza.

Sinergia territoriale per la costa dei trabocchi

Il successo di Rocca San Giovanni si inserisce in un contesto regionale dinamico. Con quattro bike-smile, il comune si posiziona tra le eccellenze abruzzesi, elevando lo standard di quella che è a tutti gli effetti la Via Verde della Costa dei Trabocchi. Il progetto di mobilità ciclabile non si esaurisce entro i confini comunali, ma si integra con la rete dei comuni limitrofi, formando un corridoio unico che attira ciclisti da tutta Europa. La collaborazione con gli operatori economici locali, dai ristoratori incastonati nelle palafitte tipiche ai gestori di bed and breakfast nel centro storico, è stata indicata dal sindaco Caravaggio come la chiave di volta per trasformare il territorio in un riferimento turistico di primo piano.

La valutazione della Fiab, che quest’anno ha coinvolto 171 comuni su tutto il territorio nazionale, rappresenta una certificazione di qualità oggettiva. I criteri di assegnazione dei bike-smile prendono in esame diverse variabili: dalla sicurezza dei percorsi alla presenza di ciclostazioni, fino alla qualità dei servizi rivolti a chi viaggia in bicicletta. Rocca San Giovanni ha saputo rispondere con prontezza, implementando soluzioni infrastrutturali che tengono conto della conformazione geografica, tipica del versante adriatico, dove la collina digrada rapidamente verso il mare. Il rispetto dell’ambiente e il potenziamento dei percorsi protetti rappresentano una direzione chiara per le amministrazioni locali del futuro, che vedono nella bicicletta un mezzo indispensabile per garantire la sicurezza stradale e il benessere collettivo dei residenti.

Guardando al futuro, il comune intende proseguire in questa direzione, consolidando i collegamenti ciclabili verso le contrade interne e migliorando i servizi a supporto dei cicloturisti che scelgono la costa chietina per le proprie vacanze. La scommessa di Rocca San Giovanni è quella di rimanere un modello di sostenibilità, dimostrando che anche le piccole realtà possono competere con i grandi centri europei nell’offerta di servizi per la mobilità alternativa. La sfida, ormai lanciata, punta a mantenere gli standard raggiunti e a integrare nuove tecnologie di mobilità urbana per rendere il transito tra il borgo e il mare un’esperienza sempre più fluida e rispettosa del contesto monumentale e naturale che rende unico questo tratto d’Abruzzo.

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