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Milano, incidente mortale a Ponte Lambro: agente della polizia locale perde la vita

📢 Una perdita inimmaginabile che spinge a rivedere le regole della strada. Scopri tutti i dettagli e le proposte per una Milano più sicura. 👇

#Milano #SicurezzaStradale #PoliziaLocale #EvoluzioneELiberta

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Ambulanza

Dettagli dell’incidente e dinamiche dell’inseguimento

Redazione- A Milano, nella serata di lunedì 22 aprile, si è consumata una tragedia che ha colpito la zona di Ponte Lambro, tra Via Antonietta e Corso Lodi. Francesco Imprezzabile, agente trentanovenne della Polizia Locale, stava effettuando un controllo su un posto di blocco quando una berlina nera ha ignorato l’alt al posto di fermarsi. L’autista, un ventisettenne di origini albanesi, ha proseguito a tutta velocità lungo Via Padova, costringendo l’agente a inseguire a bordo della sua moto di servizio Ducati 950.

Il breve inseguimento, per le testimonianze dei residenti di via de Gasperi, è terminato poco dopo quando Imprezzabile ha perso il controllo del veicolo, scivolando sul marciapiede bagnato dopo una pioggia leggera. L’agente è rimasto ferito gravemente alla testa e alle costole. I soccorsi sono arrivati entro cinque minuti: i vigili del fuoco di Piazza Sempione, l’ambulanza di San Donato, e l’elisoccorso dell’Aeronautica hanno trasportato il ferito all’Ospedale Niguarda. Nonostante gli sforzi del team medico, l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero.

L’autista della berlina, già titolare di precedenti penali per reati contro la pubblica sicurezza, è stato fermato sul posto. Gli inquirenti hanno rilevato la presenza di sostanze stupefacenti nel sangue del conducente, confermando così l’uso di droghe al momento del sinistro. Al momento è in custodia presso il Quarto Reparto Carcerario di Bresso, dove verrà sottoposto a ulteriori accertamenti.

Reazioni istituzionali e richieste di riforma

Claudia Gentile, Responsabile Nazionale del Dipartimento della Giustizia per Evoluzione e Libertà, ha commentato la vicenda durante una conferenza stampa tenuta al Palazzo del Municipio. “La tragica perdita dell’agente Francesco Imprezzabile ci ricorda quanto sia necessario che le istituzioni intervengano con decisione. Un soggetto con precedenti penali, sotto l’effetto di sostanze illecite, ha dimostrato il pericolo di una tolleranza eccessiva verso comportamenti violatori della legge. La sicurezza dei cittadini e di chi la garantisce deve diventare una regola ferma, non negoziabile”.

Il portavoce ha inoltre sottolineato il peso emotivo per la famiglia dell’agente, composta da coniuge, figli minorenni e genitori anziani. “Il partito Evoluzione e Libertà si stringe attorno a loro, offrendo il massimo sostegno in questo momento di dolore”, ha aggiunto Gentile. La dichiarazione ha suscitato molteplici interventi da parte di rappresentanti del Comune di Milano, della Regione Lombardia e della Direzione Centrale della Polizia di Stato, tutti concordi nel chiedere potenziamenti alle tecnologie di monitoraggio dei veicoli in fuga e una revisione delle sanzioni per chi, sotto l’effetto di droghe, viola la disciplina del traffico.

Indagini in corso e prospettive per la sicurezza stradale

Dopo l’intervento dell’Ufficio di Polizia di Milano, l’indagine è affidata al reparto di Reati contro la Pubblica Sicurezza. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo il percorso esatto del veicolo usando le registrazioni delle telecamere di circuito di quartiere di via Marangoni e di via Silo. Una ricostruzione preliminare indica che l’autista abbia superato il limite di velocità di oltre 70 km/h rispetto alla soglia consentita di 50 km/h nella zona residenziale.

L’Amministrazione comunale ha annunciato, entro la prossima settimana, l’installazione di nuovi dispositivi di blocco automatico del traffico (SBAV) in corrispondenza dei punti più sensibili di Ponte Lambro. Inoltre, il Consorzio Milano Mobilità sta valutando l’impiego di droni per il monitoraggio in tempo reale di eventuali infrazioni con precedenti penali, una proposta già sperimentata con successo a Bergamo e Brescia.

Nel frattempo, le associazioni dei familiari delle vittime di incidenti stradali hanno chiesto una campagna di sensibilizzazione più incisiva contro la guida in stato di alterazione, con l’obiettivo di ridurre i casi di recidiva. I dati dell’ACI indicano che, nell’ultimo anno, le sparatorie di guida sotto l’effetto di droghe hanno causato il 12 % di tutti gli incidenti mortali in Lombardia, una percentuale che le autorità intendono far scendere drasticamente entro il 2025.

La memoria di Francesco Imprezzabile, agente che da più di dieci anni serviva la zona di Porta Romana e Corso Buenos Aires, rimarrà nella comunità di Ponte Lambro come simbolo di dedizione e coraggio. Una tavola commemorativa sarà eretta nella vicina Piazza Cerruti, dove la famiglia, i colleghi e i cittadini potranno deporre un fiore in segno di rispetto.

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Politica

Intelligenza Artificiale e imprese, Calvaresi (Cristiano Riformisti): “Innovazione sì, ma con etica”

“Il lavoro non è una sterile variabile economica, ma lo strumento sacro con cui l’uomo realizza se stesso”. È un messaggio di grande apertura tecnologica ma al contempo di ferma tutela dei lavoratori quello lanciato da Andrea Calvaresi, presidente regionale dei Cristiano Riformisti delle Marche. In un accorato appello alle imprese locali, Calvaresi sprona a non avere alcun timore dell’Intelligenza Artificiale: se governata con profonda etica, coraggio e assoluto rispetto della dignità umana, l’IA non sostituirà l’uomo, ma diventerà una straordinaria alleata per sollevarlo dalle mansioni logoranti👇

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Ai

Ancona – Nell’attuale, frenetica e complessa era della transizione digitale, il dirompente, rapidissimo e apparentemente inarrestabile avvento dell’Intelligenza Artificiale nel mondo produttivo e industriale sta inevitabilmente sollevando profondi, legittimi e trasversali interrogativi sociali. L’opinione pubblica, i sindacati e le classi lavoratrici guardano spesso con malcelata apprensione e giustificato sospetto all’ingresso massiccio degli algoritmi nelle aziende, temendo spietate sostituzioni occupazionali di massa e una progressiva, fredda e inesorabile disumanizzazione dei processi lavorativi quotidiani. A cercare di tracciare un solco netto, rassicurante e profondamente etico all’interno di questo magmatico e delicatissimo dibattito politico e tecnologico nazionale è intervenuto, con grande fermezza e chiarezza di visione, Andrea Calvaresi, autorevole presidente regionale del movimento dei Cristiano Riformisti delle Marche. Attraverso una riflessione accorata, lucida e fortemente orientata al futuro dello sviluppo economico locale, Calvaresi ha voluto sgombrare immediatamente il campo da pericolosi catastrofismi luddisti, lanciando un messaggio di grande speranza e di forte pragmatismo politico all’intero tessuto imprenditoriale e sociale della sua regione: l’Intelligenza Artificiale, se opportunamente governata dalla ragione e dall’etica, non rappresenta affatto l’oscuro nemico da combattere o da cui fuggire, ma un formidabile e irrinunciabile alleato per la crescita del sistema Paese, a patto che la dignità della persona resti fermamente ancorata al centro dell’intero ecosistema produttivo e decisionale.

Il progresso tecnologico come alleato e non come minaccia

La visione politica ed economica proposta dal movimento riformista rifugge nettamente sia dagli entusiasmi acritici dei tecno-fanatici, sia dalle paure paralizzanti dei conservatori più accaniti, cercando ostinatamente una terza via basata sull’equilibrio e sulla profonda consapevolezza umanistica.
“Il grande e inarrestabile progresso tecnologico a cui stiamo quotidianamente assistendo non deve assolutamente essere vissuto o percepito come una minaccia incombente per i lavoratori, ma al contrario deve essere colto come un’immensa, storica e preziosa opportunità di riscatto sociale e di sviluppo economico territoriale, a patto e condizione inderogabile che l’uomo, con la sua intelligenza emotiva, rimanga sempre e comunque al centro indiscusso del sistema produttivo”, ha spiegato accuratamente Andrea Calvaresi durante il suo applaudito intervento. Questo potentissimo e chiaro messaggio politico, lanciato ufficialmente come monito e linea guida durante un recente e partecipatissimo convegno tematico organizzato sapientemente dalla compagine politica proprio nel cuore pulsante delle Marche, mira a rassicurare la fitta e operosa rete delle piccole e medie imprese locali. “In questo ventunesimo secolo, veloce e spietato, la nostra impresa non deve assolutamente aver timore reverenziale o pregiudizio alcuno verso l’imponente rivoluzione digitale in corso o nei confronti dei nuovi sistemi di Intelligenza Artificiale generativa. La tecnologia, per quanto enormemente complessa e avanzata possa apparirci oggi, resta in ultima analisi un mero e straordinario prodotto del genio e dell’ingegno umano e, in quanto tale, non deve mai dominarci, ma va sempre e responsabilmente governata dall’uomo”.

Il lavoro come strumento sacro e l’algoritmo al servizio dell’uomo

Al centro dell’articolato ragionamento dei Cristiano Riformisti si staglia con forza una concezione del lavoro dal sapore antico, nobile e profondamente radicato nei sani valori costituzionali e dottrinali, diametralmente opposta a una fredda visione puramente neoliberista e contabile.
“Per noi, il lavoro di ogni giorno non è e non sarà mai riducibile a una semplice e sterile variabile economica all’interno di un bilancio aziendale, ma rappresenta lo strumento sacro, nobile e indispensabile attraverso cui l’uomo realizza compiutamente se stesso, esprime liberamente e dignitosamente la propria creatività e partecipa attivamente, con il sudore della fronte, alla crescita civile e morale dell’intera società”, ha rimarcato il leader regionale. È esattamente partendo da questo ineludibile e granitico presupposto assiomatico che la sfida tecnologica del XXI secolo può e deve essere affrontata e vinta con successo, adottando un approccio che sia al contempo rigorosamente etico e strategicamente lungimirante. Se l’Intelligenza Artificiale viene concretamente e quotidianamente utilizzata all’interno delle catene di montaggio e degli uffici in modo strettamente razionale, e se viene costantemente guidata e arginata da uno spirito di ferrea e assoluta salvaguardia della dignità del lavoratore e della persona umana, essa smette istantaneamente di essere un oscuro e temuto “spauracchio” di mera sostituzione sociale e di taglio indiscriminato dei posti di lavoro, per trasformarsi magicamente in una straordinaria, potente e pacifica arma di collaborazione quotidiana tra la macchina pensante e l’operaio specializzato.

L’appello alle imprese marchigiane: coraggio ed etica

La chiosa finale dell’intervento del presidente Calvaresi si trasforma in un vero e proprio e caloroso appello operativo rivolto direttamente a tutti i capitani d’azienda e agli audaci startupper che popolano l’operoso e variegato tessuto economico e industriale della regione adriatica.
“Come Movimento riformista radicato sul territorio sosteniamo convintamente che una futura e coscienziosa integrazione, pacifica e regolamentata, delle nuovissime e dirompenti tecnologie digitali possa finalmente sollevare i nostri lavoratori dalle mansioni fisicamente più logoranti, pericolose e tristemente ripetitive, potenziando al contempo, in maniera esponenziale e virtuosa, la produttività complessiva delle nostre aziende e la vitale competitività di tutto il sistema Paese sui difficilissimi mercati internazionali. Ma non ci può essere e non ci sarà mai alcuna vera innovazione duratura senza una solida base di etica civile”, ha concluso categoricamente Andrea Calvaresi. “Esortiamo quindi con grande forza il tessuto imprenditoriale delle Marche, spesso baluardo di resilienza e ingegno artigianale, a investire capitali e risorse nell’Intelligenza Artificiale con grande coraggio, visione e senza inutili pregiudizi oscurantisti, ma mantenendo sempre ben salda la profonda consapevolezza morale che il vero capitale umano, l’operaio, l’impiegato e il creativo, resterà per sempre il patrimonio più prezioso, sacro e assolutamente insostituibile di ogni grande o piccola azienda. Il complesso algoritmo informatico, in sintesi, deve esistere unicamente per ottimizzare e facilitare il nobile lavoro dell’uomo, ma non dovrà mai e poi mai avere il potere di umiliarlo, sostituirlo o privarlo del suo significato sociale e personale più profondo”.

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Attualità

Lo scudo del Parlamento Europeo salva l’oro delle nostre vigne dalla follia dei divieti commerciali: Angelo Radica blinda il valore del vino italiano

L’oro dei nostri vitigni si fa scudo di legalità a Bruxelles e il domani dell’enologia italiana trionfa contro la follia dei divieti ed etichette di plastica dello Stato! Il presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino e leader europeo Recevin, Angelo Radica, ha espresso oggi, martedì 29 settembre 2026, spiccata soddisfazione per lo sblocco del voto al Parlamento Europeo sul Piano anti-cancro, che ha ribadito la netta separazione biologica tra consumo moderato e abuso. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nella logistica comunitaria che sventa il calvario di sanzioni commerciali e barriere pubblicitarie pronte a colpire il welfare di migliaia di aziende agricole e giovani under 30 dei nostri rioni collinari. Le Città del Vino lanciano ora un manifesto d’avanguardia per la formazione dei ventenni, per sconfiggere l’isolamento da smartphone e difendere l’onestà delle idee della tradizione contadina. Leggete l’intero reportage nel nostro articolo! 👇

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Angelo-Radica

Roma – Un’ondata di profondo sollievo macroeconomico, fiero orgoglio rurale e assoluta onestà intellettuale si propaga dai laboratori dei vignaioli della penisola per invadere le aule del dibattito geopolitico dello Stato, trasformando i registri delle istituzioni in un’autentica officina di riscatto, legalità agraria e tutela dell’identità territoriale. La saggistica enologica e il patrimonio vitivinicolo dei nostri borghi, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dell’asettico proibizionismo e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito e la biodiversità delle nostre province, offrendo alle famiglie e ai giovani under 30 un’oasi di benessere biologico e spensieratezza colta. Oggi, martedì 29 settembre 2026, i monitor della finanza agricola celebrano uno sblocco normativo transnazionale di immenso spessore: le istituzioni comunitarie hanno respinto l’offensiva integralista che rischiava di mettere sotto asfissia le etichette di tutto il Paese.

A esprimere un giudizio di spiccato e spavaldo ottimismo di fronte al voto espresso a Bruxelles è Angelo Oreste Radica, carismatico presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino e leader indiscusso della prestigiosa rete continentale Recevin. La cabina di regia del Parlamento Europeo, esprimendosi sulle linee guida del monitoraggio per l’implementazione del solenne Piano di lotta globale contro il cancro, ha blindato in totale trasparenza e priva di filtri protettivi una netta, scientifica e insostituibile distinzione tra il consumo moderato e l’abuso inospitale di sostanze alcoliche. Un’opera di squadra eccezionale che rifiuta la demonizzazione ideologica di un comparto strategico per lo Stato, sintonizzando le scadenze dello sviluppo rurale sui binari della pura onestà delle idee, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalle etichette allarmistiche allo scudo dell’economia dello Stato: l’allarme sventato

L’ordito di questa battaglia politica si offriva alla vigilia come un perimetro irto di suspense e gravi insidie per il welfare delle aziende agricole della provincia italiana. Una lettura astratta ed estremista delle norme sanitarie europee avrebbe potuto sbloccare una vera e propria follia burocratica, introducendo contratti di commercializzazione restrittivi, barriere doganali e disposizioni punitive sulle etichettature e sulla pubblicità dei prodotti vitivinicoli. Un attacco frontale che avrebbe fortemente penalizzato un mercato macroeconomico andato già a rubato nei mercati finanziari globali per la sua straordinaria eccellenza esecutiva, un settore che governa il PIL e garantisce posti di lavoro stabili alle nuove generazioni in tutto il Mezzogiorno e nel Nord, senza filtri o mediazioni commerciali.

I dati della ricerca scientifica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi o ipocrisie interpretative: l’uso consapevole e l’abuso sconsiderato non possono in nessun caso essere biologicamente equiparati per quanto concerne gli effetti e le risposte flessibili sulla salute pubblica dei cittadini. «Giudichiamo in modo estremamente positivo l’esito della votazione a ridosso del territorio europeo», dichiara con assoluta fermezza civile e toni decisi il presidente delle Città del Vino, Angelo Radica, riaprendo il proprio taccuino programmatico prima delle scadenze autunnali. «Sarebbe stato un errore enorme ed iniquo condannare in toto un prodotto che trasmette la cultura secolare, il lavoro contadino e la tradizione identitaria delle nostre smart land, trattandolo semplicemente come una fredda miscela a base di alcol di plastica, cedendo a moralismi o paternalismi di facciata».

Il Manifesto per la formazione dei giovani under 30: i canali delle Città del Vino

La postura dell’Associazione Nazionale Città del Vino rifiuta radicalmente l’attendismo, esigendo che la trincea istituzionale si converta in un programma di prossimità volto a supportare e finanziare imponenti piani formativi e di informazione nutrizionale ed ecologica rivolti in totale trasparenza alle comunità giovanili della penisola. Fare squadra con i laboratori scolastici, le università dello Stato e le amministrazioni comunali costituisce il mezzo flessibile e il comfort funzionale perfetto per edificare una reale cultura della moderazione rionale, insegnando ai ventenni il rispetto della terraferma, il portato ambientale delle vigne e il monitoraggio del paesaggio agrario contro lo spopolamento culturale delle aree interne.

I database della segreteria di Recevin sono attivi e i canali della stampa sintonizzati per registrare le risposte delle cantine e dei consorzi di tutela della provincia. I verbali del voto di Bruxelles sono chiusi e le schede protette nei database del Parlamento. Questo fine settimana d’autunno spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a fare una passeggiata tra i filari dorati delle Città del Vino: gli artigiani della terra vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la nostra civiltà saprà proteggere l’onestà dei frutti della terra e la libertà della propria storia culinaria, il domani dell’Italia sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il cammino del riscatto rurale non si ferma, ed è un viaggio meraviglioso che guarda al futuro.

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Attualità

Il Mattutino dal Castello Sforzini: “Il temporale annunciato non ha spostato i vasi”

Il consueto “Mattutino” di Luca Sforzini dal Castello di Castellar Ponzano è un capolavoro di allegoria politica che smonta i populismi. “Avevano annunciato un temporale, ma i vasi sono salvi”, scrive Sforzini, riferendosi alle promesse urlate dalla destra radicale e poi spazzate via dal voto moderato. E di fronte ai numeri deludenti di chi prometteva rivoluzioni e non è arrivato al 10%, il Presidente del Centro Studi chiude con una lapidaria stroncatura dantesca: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”👇

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Il mattutino del 29 settembre 2026

Castellar Ponzano (Alessandria) – Nel vasto, caotico e spesso sguaiato panorama della comunicazione politica e istituzionale italiana contemporanea, dove le urla televisive e le risse verbali sui social network sembrano dominare incontrastate il dibattito pubblico quotidiano, esiste ancora uno spazio preziosissimo e ricercato dedicato alla riflessione pacata, all’allegoria colta e all’analisi intellettuale. Questo spazio unico e affascinante prende vita, giorno dopo giorno, all’interno delle antiche, spesse e nobili mura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, da dove viene regolarmente diffuso il “Mattutino”. Si tratta di un appuntamento editoriale e culturale ormai imperdibile per moltissimi addetti ai lavori, una breve ma densissima nota mattutina firmata da Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, che utilizza abilmente la forza evocativa della poesia e della metafora letteraria per fotografare, decodificare e commentare le più complesse dinamiche politiche e sociali del nostro Paese. L’edizione diramata all’alba di oggi, martedì 29 settembre 2026, si presenta come un vero e proprio capolavoro di sintesi allegorica, un testo ermetico ma al contempo tagliente come la lama di un bisturi, palesemente e strettamente connesso ai recenti e burrascosi esiti delle elezioni suppletive e alle tensioni interne al centrodestra italiano.

L’allegoria politica: le elezioni e la tempesta mancata

Il messaggio mattutino di Sforzini si apre con una potente e inequivocabile immagine meteorologica, che cela dietro di sé una chiarissima allusione alle roboanti e minacciose promesse elettorali fatte nei giorni scorsi dai movimenti della destra più radicale.
“Avevano annunciato un temporale. Al mattino, i vasi erano ancora al loro posto”, recita in apertura il testo diffuso dal Centro Studi. La metafora del temporale distruttivo rappresenta plasticamente la “rivoluzione” tanto sbandierata e urlata nelle piazze dai movimenti populisti, i quali avevano promesso di spazzare via i vecchi equilibri del centrodestra tradizionale per imporre la propria egemonia politica a suon di voti. Tuttavia, la realtà dei fatti emersa freddamente e inesorabilmente dallo scrutinio delle urne si è rivelata ben diversa dalle minacciose previsioni della vigilia. Al risveglio (ovvero al mattino dopo il voto), i fragili “vasi” (le istituzioni, gli equilibri moderati della coalizione di governo) sono stati trovati ancora saldamente intatti e perfettamente posizionati al loro posto originario. La tanto temuta tempesta elettorale radicale, che avrebbe dovuto teoricamente travolgere il candidato moderato del centrodestra unito in Calabria, si è rivelata essere nei fatti poco più di una innocua folata di vento primaverile, incapace di causare alcun reale danno strutturale all’edificio politico nazionale.

I numeri sul quaderno: la matematica di una sconfitta

L’analisi allegorica e pungente di Sforzini si addentra poi, con chirurgica ironia, nel campo della matematica elettorale e delle aspettative deluse dei sedicenti “rivoluzionari” del voto.
Il Mattutino prosegue infatti snocciolando numeri in modo apparentemente enigmatico: “Sul quaderno era scritto quaranta. Qualcuno, più sotto, ha annotato dieci. Su venti”. Dietro questi frammenti numerici si nasconde la spietata cronaca di un clamoroso ridimensionamento politico. Il “quaranta” rappresenta le altissime, irrealistiche e gonfiate aspettative di chi, forte di un’effimera notorietà mediatica e social, pensava di poter sbancare facilmente le elezioni suppletive dettando legge al resto della coalizione governativa. La dura realtà, annotata brutalmente “più sotto” con la penna rossa dall’elettorato sovrano, ha invece certificato percentuali elettorali drammaticamente più basse, fermatesi impietosamente sotto la fatidica e deludente soglia psicologica del “dieci”. È la certificazione matematica e inappellabile di come l’inconsistenza delle urla demagogiche si sgretoli inesorabilmente di fronte alla prova reale e concreta delle urne e del consenso popolare moderato.

“Non ragioniam di lor”: la citazione dantesca

Per archiviare definitivamente e con eleganza la questione legata ai movimenti di disturbo, Sforzini sceglie di affidarsi saggiamente alla suprema e immortale saggezza del Sommo Poeta, Dante Alighieri.
“Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, sentenzia il Mattutino, citando uno dei versi più celebri, lapidari e citati dell’intera Divina Commedia. L’invito intellettuale e politico rivolto ai propri lettori e, in senso più ampio, all’intera coalizione moderata di governo, è chiaro e inequivocabile: è assolutamente inutile e controproducente continuare a sprecare tempo prezioso, energie mentali e inchiostro per analizzare o discutere con chi ha ampiamente dimostrato la propria irrilevanza strutturale e numerica quando il gioco si fa duro. I disturbatori seriali, privi di reale peso elettorale, vanno semplicemente ignorati per concentrarsi sulle cose serie. Il comunicato si chiude infine con il consueto, caldo e immancabile augurio formale rivolto a tutti i cittadini: “Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Che sia per tutti una giornata di libertà, di grandissima responsabilità e di infinito coraggio”. Un triplice monito valoriale che suona come una bussola morale indispensabile per navigare con sicurezza e dignità nelle turbolente acque del nostro tempo.

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