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Economia

Poste italiane promuove la cultura finanziaria con nuovi incontri digitali

📢 Poste Italiane torna con l’educazione finanziaria: una serie di webinar gratuiti per imparare a gestire risparmi, investimenti e pianificazione familiare nel segno della consapevolezza. Non perdere l’occasione di formarti al meglio.

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Webinar Poste Italiane (551 x 246)

Redazione-  Roma e l’intero territorio nazionale si preparano a una nuova serie di appuntamenti dedicati alla consapevolezza economica, organizzati da Poste Italiane per supportare i cittadini nelle scelte quotidiane e di lungo periodo. L’iniziativa, che si articolerà durante la prossima settimana, nasce per colmare quel divario di conoscenze tecniche necessario a navigare nel complesso mondo dei mercati finanziari, assicurativi e previdenziali. Attraverso una modalità di fruizione agile come quella del webinar, l’azienda intende raggiungere una platea quanto più ampia possibile, superando le barriere geografiche e offrendo strumenti pratici per una gestione oculata delle risorse personali e familiari.

Il calendario degli appuntamenti formativi

La programmazione prende il via martedì 16 giugno con un focus specifico su risparmi e dinamiche di investimento. Sono previste due sessioni, una al mattino alle ore 10.00 e una nel pomeriggio alle ore 16.00, durante le quali gli esperti illustreranno le strategie per ottimizzare il bilancio personale in un contesto economico globale spesso volatile. L’obiettivo dichiarato è fornire ai partecipanti le basi per approcciare il mondo finanziario non come un ostacolo, ma come un mezzo per costruire il proprio benessere futuro.

Le attività proseguiranno giovedì 18 giugno, giornata suddivisa in due macro-temi di grande attualità. Alle ore 10.00 l’incontro sarà incentrato sul passaggio generazionale, una questione spesso trascurata dai risparmiatori italiani ma determinante per la tutela del patrimonio e della serenità familiare nel tempo. Alle ore 16.00, invece, il focus si sposterà su “Il corso della vita”, un seminario progettato per guidare gli utenti nell’analisi dei propri bisogni reali, aiutandoli a pianificare obiettivi concreti in base alle varie tappe esistenziali. La capacità di guardare avanti, prevedendo le necessità che emergono con l’avanzare dell’età o al cambiare della composizione familiare, rappresenta una competenza fondamentale per la stabilità economica del nucleo.

Accessibilità e impegno verso l’inclusione sociale

Uno degli elementi di maggiore rilievo di questa edizione è l’attenzione dedicata all’accessibilità. Poste Italiane ha previsto che i webinar programmati per martedì alle 16.00 e giovedì alle 16.00 siano dotati di sottotitoli e della presenza di un interprete della Lingua Italiana dei Segni (LIS). Tale scelta mira a garantire la massima partecipazione possibile, eliminando le barriere comunicative e rendendo il diritto alla conoscenza finanziaria universale, in linea con gli standard di inclusione digitale promossi a livello europeo.

Questa attività si inserisce all’interno di un quadro più vasto di responsabilità sociale d’impresa, coerente con i criteri ESG (Environmental, Social and Governance) definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Per l’azienda, la diffusione del sapere economico non è una semplice attività collaterale, quanto una missione storica che si rinnova nell’era digitale. Partecipare è semplice: è sufficiente accedere alla sezione dedicata all’educazione finanziaria sul portale istituzionale di Poste Italiane, selezionare l’evento di proprio interesse e completare la registrazione gratuita. Gli strumenti messi a disposizione non si limitano ai webinar in diretta; sul portale web sono disponibili diverse risorse multimediali, tra cui la serie di podcast “Generazione EF – Al femminile”, studiata per offrire consigli pratici alle donne, aiutandole a bilanciare le sfide quotidiane con le ambizioni di natura economica. Attraverso il racconto di storie d’ispirazione, il progetto si propone come una guida pratica per una gestione finanziaria autonoma e consapevole, capace di adattarsi alle esigenze specifiche di ogni utente.

L’iniziativa conferma la volontà di Poste Italiane di porsi come punto di riferimento per il cittadino, non solo per l’erogazione di servizi postali o finanziari, ma anche come motore di crescita culturale per il Paese. In un’epoca in cui la gestione del denaro richiede competenze sempre più raffinate, il confronto costante tra istituzioni e risparmiatori diventa lo strumento principale per proteggere il risparmio privato e promuovere una crescita economica più solida e informata per tutte le fasce della popolazione.

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Economia

Terna approva i conti semestrali: investimenti record a 1,58 miliardi

🚨 TRANSIZIONE ENERGETICA: TERNA APPROVA LA SEMESTRALE 2026 CON INVESTIMENTI RECORD PER OLTRE 1,58 MILIARDI DI EUROUn pilastro fondamentale per l’indipendenza energetica e la competitività dell’Italia. Il CdA di Terna S.p.A., presieduto da Stefano Cuzzilla, ha esaminato i risultati al 30 giugno 2026 presentati dall’AD Pasqualino Monti, evidenziando una crescita eccezionale degli indicatori economico-finanziari. Nei primi sei mesi dell’anno, il gruppo ha investito oltre 1,58 miliardi di euro per modernizzare e digitalizzare la rete elettrica nazionale, con un balzo del +19,8% rispetto al 2025 e un secondo trimestre da record che ha superato il miliardo di euro (+41,3%). 📉⚡🔋I dati mostrano un mercato in ripresa, con la richiesta di energia in Italia cresciuta del 2,5%. Nei primi sei mesi del 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto ben il 43% del fabbisogno nazionale, con la capacità installata di eolico e fotovoltaico che ha toccato i 60,5 GW sulla rotta degli obiettivi europei del PNIEC per il 2030. Come sottolineato dall’Amministratore Delegato Pasqualino Monti, lo sviluppo di una rete elettrica resiliente è la chiave strategica per integrare l’energia verde, ridurre i costi delle bollette per famiglie e imprese e garantire l’elettrificazione dei consumi nazionali. 🏛️🇮🇹✨👇 Pensi che l’accelerazione degli investimenti nelle reti elettriche digitali sia la via giusta per abbattere definitivamente il costo della luce in Italia? Scrivilo nei commenti!#Terna #Semestrale2026 #PasqualinoMonti #StefanoCuzzilla #InvestimentiEnergia #RetiElettriche #FontiRinnovabili #PNIEC #TransizioneDigitale #PILItalia

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Terna

Roma – Nel pieno delle trasformazioni strutturali che interessano il mercato energetico dell’Eurozona, la resilienza e l’ammodernamento delle reti di trasmissione elettrica si impongono come asset geopolitici non negoziabili per garantire l’autonomia industriale e la sicurezza degli approvvigionamenti nazionali. Il Consiglio di Amministrazione di Terna S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza strategica di Stefano Cuzzilla, ha esaminato e approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2026 . I dati di bilancio, illustrati dettagliatamente dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Pasqualino Monti, evidenziano un’importante accelerazione finanziaria a supporto della decarbonizzazione, dell’indipendenza energetica e della competitività macroeconomica dell’Italia, in un quadro congiunturale dominato dalla volatilità delle materie prime e dalle persistenti spinte inflazionistiche strutturali nei quadranti continentali.

Il bilancio macroeconomico: la richiesta di energia e la sfida del PNIEC

Il primo semestre del 2026 ha registrato una crescita moderata dell’economia reale, accompagnata da un incremento del fabbisogno elettrico nazionale pari al +2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, a conferma del trend espansivo dei consumi industriali avviato nella seconda metà dello scorso anno. Sotto il profilo della sostenibilità ambientale e del mix energetico, le fonti rinnovabili hanno coperto circa il 43% della richiesta complessiva della penisola. Al 30 giugno 2026, la capacità installata di tipo eolico e fotovoltaico sul territorio ha raggiunto la soglia critica di 60,5 GW. Questo dato descrive un avanzamento reale ma pone l’esigenza di accelerare le connessioni alla rete di trasmissione nazionale, considerando l’obiettivo vincolante al 2030 delineato all’interno del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), fissato a circa 107 GW complessivi per i settori del green.

Investimenti record nel secondo trimestre: un balzo del 41,3%

Il dato ingegneristico e contabile di maggior rilievo all’interno della semestrale risiede nella massiccia immissione di liquidità destinata alle infrastrutture di rete nZEB e alla digitalizzazione dei nodi di smistamento. Da gennaio a giugno 2026, Terna ha erogato investimenti complessivi per oltre 1,58 miliardi di euro (1.583 milioni), registrando una progressione netta del 19,8% rispetto al corrispondente semestre del 2025. L’accelerazione industriale è stata impressa in modo particolare nel corso del secondo trimestre dell’anno corrente, segmento temporale in cui le spese in conto capitale hanno ampiamente superato il miliardo di euro, attestandosi a 1.069,6 milioni di euro e segnando un incremento geometrico del 41,3% rispetto ai 757,2 milioni contabilizzati nel medesimo trimestre dell’anno precedente.

La dottrina Monti: digitalizzazione e riduzione dei costi in bolletta

A margine del Consiglio di Amministrazione, l’Amministratore Delegato Pasqualino Monti ha tracciato le linee guida del gruppo, interpretando le evidenze finanziarie come una formale validazione della capacità del TSO di generare valore durevole per l’intero Paese attraverso l’innovazione tecnologica di secondo livello e lo sviluppo delle competenze interne dei dipendenti: «I risultati del primo semestre ribadiscono la solidità di Terna e la capacità del Gruppo di generare valore per il Paese attraverso investimenti, innovazione e competenze distintive. Stiamo realizzando una rete elettrica sempre più moderna, resiliente e digitale, capace di integrare quote crescenti di energia rinnovabile. In questo modo potremo favorire la riduzione del costo delle bollette per famiglie e imprese, sostenere l’elettrificazione dei consumi e garantire sicurezza, qualità ed efficienza del servizio di trasmissione, supportando l’indipendenza energetica, la crescita e la competitività del sistema economico del Paese».

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Economia

“Quiet Quitting”: perché i giovani lavoratori rifiutano gli straordinari

🚨 RIVOLUZIONE LAVORO: COS’È IL QUIET QUITTING E PERCHÉ I GIOVANI RIFIUTANO GLI STRAORDINARIUna rivoluzione silenziosa sta travolgendo gli uffici di tutta Italia e spiazzando i manager delle grandi aziende! Si chiama “Quiet Quitting” ed è il nuovo trend generazionale che vede Millennials e Generazione Z rifiutare categoricamente la cultura del sacrificio totale e della performance esasperata. I giovani scelgono di fare rigorosamente solo ciò che è previsto dal contratto, dicendo no a straordinari non pagati, mail nel weekend e reperibilità h24. 💼🚫Non si tratta di pigrizia, ma di una scelta consapevole per difendere la salute mentale e combattere il burnout. Di fronte al fallimento della vecchia mentalità del “vivere per lavorare”, i giovani professionisti rimettono al centro la vita reale, le passioni e il tempo libero, trasformando il bilanciamento tra vita e lavoro nel nuovo vero status symbol. Le aziende sono ora costrette a cambiare rotta, offrendo settimana corta, smart working e reale flessibilità per non perdere i propri talenti migliori. 🌍🧠✨👇 Saresti d’accordo nel fare solo il minimo indispensabile sul posto di lavoro per proteggere il tuo tempo libero? Raccontacelo nei commenti!#QuietQuitting #FuturoDelLavoro #GenerazioneZ #WelfareAziendale #SaluteMentale #SmartWorking #HustleCulture #Trend2026 #RisorseUmane

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Quiet Quitting

Milano – Nel mercato del lavoro globale, profondamente trasformato dalle dinamiche post-pandemiche e dalla digitalizzazione dei processi produttivi, si sta affermando una rivoluzione culturale silenziosa che scardina i vecchi dogmi del professionismo tradizionale. Il fenomeno del cosiddetto “Quiet Quitting” (abbandono silenzioso), ovvero la scelta consapevole dei dipendenti di svolgere esclusivamente le mansioni previste dal proprio contratto senza concedere straordinari o disponibilità fuori orario, ha cessato di essere una tendenza passeggera per trasformarsi in una precisa dottrina generazionale. La Generazione Z e i Millennials stanno riscrivendo le regole del welfare aziendale, rifiutando la cultura della performance esasperata e l’identificazione della realizzazione personale con il successo manageriale. Questa inversione di tendenza solleva interrogativi cruciali per i dipartimenti delle risorse umane delle grandi imprese, costretti a misurarsi con una forza lavoro che non risponde più agli incentivi monetari tradizionali ma esige una netta e invalicabile separazione tra la vita privata e i doveri professionali.

La crisi della Hustle Culture e il primato della salute mentale

Per decodificare le cause profonde di questo ammutinamento silenzioso, è necessario analizzare il fallimento della “Hustle Culture”, la retorica dello sforzo costante e del sacrificio totale che ha caratterizzato il mercato del lavoro nell’ultimo ventennio. La continua reperibilità garantita da smartphone e applicazioni di messaggistica aziendale ha progressivamente eroso i confini del tempo libero, determinando un incremento strutturale dei casi di sindrome da burnout, disturbi d’ansia e stress cronico tra i giovani professionisti europei. I dati clinici pubblicati dagli osservatori sociali evidenziano come il Quiet Quitting non sia un atto di pigrizia o disimpegno, bensì un fondamentale presidio di autotutela psicologica. L’adozione del distacco emotivo dalle dinamiche dell’ufficio consente ai lavoratori di preservare le proprie energie vitali, investendole nella socialità reale, nelle passioni personali e nella cura del proprio benessere biologico, ridefinendo il concetto stesso di successo esistenziale.

Il paradosso della produttività e le nuove metriche delle risorse umane

I riflessi manageriali di questo mutamento antropologico stanno ridisegnando le strategie di gestione del personale all’interno delle multinazionali e delle piccole e medie imprese. I vecchi modelli organizzativi, focalizzati sul monitoraggio quantitativo delle ore trascorse in ufficio o sulla disponibilità passiva del dipendente, si dimostrano totalmente inefficaci dinanzi a una generazione che valuta il proprio operato esclusivamente sulla base dei risultati oggettivi conseguiti. I report di settore evidenziano come le aziende più illuminate stiano abbandonando le logiche del controllo gerarchico per introdurre metriche di valutazione basate sullo smart working strutturato, sulla flessibilità oraria e sulla settimana corta a parità di salario. Questo approccio flessibile permette di disinnescare i conflitti interni e di mantenere alti i livelli di produttività aziendale, assecondando la richiesta di un ambiente lavorativo trasparente, meritocratico e rispettoso dei tempi della persona.

Il Work-Life Balance come status symbol e il futuro del mercato del lavoro

In ultima analisi, la ricerca di un perfetto equilibrio tra professione e vita privata (Work-Life Balance) si sta convertendo nel principale status symbol per le nuove generazioni di lavoratori, superando l’attrattiva del prestigio della carica o del livello retributivo. Nelle trattative di selezione e nei colloqui di assunzione, la presenza di pacchetti di welfare aziendale legati al supporto psicologico, ai congedi parentali estesi e al tempo libero garantito costituisce il fattore decisivo per l’attrazione e la ritenzione dei migliori talenti sul mercato. Questo trend lancia un monito severo alla classe dirigente e alle associazioni di categoria, dimostrando empiricamente che il futuro dello sviluppo industriale e la crescita economica del Paese passeranno inevitabilmente dalla capacità del sistema produttivo di porre un limite invalicabile all’ingerenza del lavoro nella quotidianità, edificando un mercato fondato sulla dignità della persona e sulla legalità contrattuale.

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Economia

Decreto benzina, ipotesi tassa sulle sigarette: taglio di 24,6 centesimi

🚨 CARO CARBURANTI: IL GOVERNO PRONTO AL DECRETO AD AGOSTO CON IL TAGLIO DELLE ACCISEIntervento d’urgenza a Palazzo Chigi per salvare le vacanze degli italiani e frenare l’impennata dei prezzi alla pompa causata dalla guerra in Iran e dalle tensioni sullo stretto di Hormuz. I tecnici del Mef sono al lavoro per varare già in settimana un decreto che reintrodurrà il meccanismo delle accise mobili: l’obiettivo è riportare il diesel stabilmente sotto i 2 euro (dopo il picco di 2,184 euro) ed evitare il sorpasso per la benzina. ⛽📉Lo schema prevede un super sconto nella prima decade di agosto, con un taglio di ben 24,4 centesimi sul gasolio e di 6,1 centesimi sulla benzina, che proseguirà in forma più contenuta per tutto il mese. Per finanziare la manovra da 100 milioni a settimana non basterà l’extragettito Iva sul petrolio (stimato in 130 milioni a luglio): la Ragioneria valuta così una “tassa” alternativa sui tabacchi, con un possibile aumento di 1 euro a pacchetto di sigarette. Intanto le opposizioni (PD, M5S, AVS e IV) danno battaglia al Senato chiedendo un intervento mirato tramite Isee solo per i redditi bassi, i trasporti e l’agricoltura. 💸🚬👇 Sei d’accordo con l’ipotesi di tassare le sigarette pur di ottenere uno sconto immediato sulla benzina per i viaggi estivi? Scrivilo nei commenti!#CaroBenzina #DecretoCarburanti #AcciseMobili #GovernoMeloni #Mef #TassaSigarette #PrezziBenzina #WelfareEconoimico

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Carburanti

Roma – Nel pieno della stagione estiva, con l’approssimarsi dei grandi flussi turistici e del primo grande esodo autostradale di agosto, la gestione dei prezzi energetici alla pompa si impone come la priorità assoluta dell’agenda macroeconomica nazionale. I tecnici di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) hanno lavorato senza sosta, estendendo i tavoli tecnici per definire le coperture finanziarie di un decreto d’urgenza volto a calmierare i costi dei carburanti. Su preciso input della premier Giorgia Meloni, l’esecutivo punta a varare il provvedimento entro la settimana per frenare un’escalation che ha portato il gasolio a quota 2,184 euro al litro e la benzina a 1,981 euro. L’obiettivo strutturale è ricondurre il prezzo del diesel stabilmente al di sotto della soglia psicologica dei due euro, evitando che la benzina subisca ulteriori fiammate speculative a ridosso delle partenze di milioni di famiglie italiane, tutelando così il potere d’acquisto reale e la tenuta dei consumi interni.

L’architettura del decreto: la maxi-riduzione nella prima decade di agosto

Lo schema operativo su cui si fonda l’intervento ricalca il principio compensativo delle accise mobili, un dispositivo in grado di autofinanziarsi a costo zero per l’erario attraverso la restituzione ai contribuenti dell’extragettito Iva generato dall’aumento del costo industriale del greggio. La pianificazione strategica elaborata dal governo prevede un doppio livello di intervento differenziato nel tempo per ottimizzare le risorse disponibili. Nella prima decade di agosto verrà introdotta una riduzione straordinaria e più consistente delle imposte alla pompa: il taglio dell’accisa sul gasolio si attesterà a ben 24,4 centesimi di euro al litro (con un’estensione complessiva del beneficio stimata fino a 24,6 centesimi), mentre sulla benzina lo sconto sarà più contenuto, pari a 6,1 centesimi. Superato questo primo segmento temporale di picco dei flussi stradali, l’esecutivo formalizzerà un secondo provvedimento che manterrà il calmiere per tutto il resto del mese, sebbene con una riduzione della quota di sconto, per garantire una continuità di protezione macroeconomica durante l’intero periodo delle vacanze.

La congiuntura geopolitica a Hormuz e l’ipotesi della tassa sui tabacchi

La necessità di un intervento pubblico così massiccio è legata ai pesanti contraccolpi psicologici e commerciali derivanti dal collasso delle trattative di pace e dalla conseguente escalation militare nella guerra in Iran. L’instabilità dello stretto di Hormuz, snodo nevralgico per il transito globale delle petroliere e delle navi gasiere, ha riportato il greggio di tipo Brent a toccare i 100 dollari al barile prima di assestarsi a quota 96, spingendo al contempo l’indice Wti verso i 90 dollari. Per sostenere un calmiere che richiede una copertura finanziaria stimata in circa 100 milioni di euro a settimana, i tecnici ministeriali stanno raschiando i residui dei passati incassi fiscali: ai margini di giugno si sommeranno i maggiori introiti Iva di luglio, valutati in 130 milioni. Poiché tali somme risultano insufficienti a coprire l’intera manovra di agosto, la Ragioneria Generale dello Stato valuta una copertura alternativa d’emergenza, basata su un ritocco alle accise sui tabacchi che comporterebbe l’aumento di un euro per ogni pacchetto di sigarette, andando a intaccare un comparto che già garantisce allo Stato oltre 11 miliardi di gettito annuo.

La dialettica politica: misure per l’autotrasporto e la mozione delle opposizioni

Il dibattito sulla tassazione energetica accende la dialettica tra le forze parlamentari, dividendo sia la maggioranza sia i partiti della minoranza sui criteri di ripartizione degli aiuti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha aperto alla possibilità di varare misure settoriali mirate sulla scorta dei crediti d’imposta già concessi al comparto dell’autotrasporto, ipotizzando un parallelo incremento della dotazione finanziaria per la social card a sostegno dei nuclei bisognosi, linea sostenuta anche da Luca Squeri di Forza Italia. Sul fronte opposto, i capigruppo della minoranza al Senato — Francesco Boccia per il Partito Democratico, Luca Pirondini del Movimento 5 Stelle, Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi e Sinistra e Raffaella Paita di Italia Viva — hanno depositato una risoluzione congiunta. La mozione mira a impegnare il governo ad abbandonare i tagli fiscali generalizzati per introdurre bonus d’urgenza tarati sul reddito Isee, vincolando i benefici derivanti dalle accise mobili esclusivamente alle categorie produttive più esposte alla crisi, quali la pesca, il trasporto pubblico locale, l’agricoltura e le fasce sociali a bassa capacità di spesa.

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