Redazione- Potenza, nella provincia di Basilicata, è nuovamente al centro di un esperimento artistico‑culturale che da quasi un decennio ridefinisce la funzione dei luoghi di detenzione. Il progetto “IN_OUT. Libertà Aumentata”, ideato e realizzato dalla Compagnia Teatrale Petra con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, entra nella sua terza fase triennale (2025‑2027) con una serie di iniziative che uniscono performance, formazione professionale e innovazione digitale.
Artisti in transito 2026 – ix edizione
Dal 18 al 21 maggio la Casa Circondariale di Potenza ha ospitato la IX edizione del ciclo “Artisti In Transito”, denominata “CARUSƏ — Danza silenziata e resistenze corporee”. Il coreografo Pierandrea Rosato ha diretto un laboratorio intensivo in cui detenuti, performer esterni e danzatori hanno sperimentato movimenti ispirati alla memoria collettiva e ai meccanismi di trasformazione personale. Rosato ha dichiarato che la selezione per il progetto gli ha permesso di mettere a disposizione “saperi importanti, legati al corpo e al movimento, in un contesto molto distante dalla realtà ordinaria”. Il risultato è stato un repertorio di sequenze coreografiche che hanno attraversato le mura carcerarie, creando momenti di condivisione temporale e spaziale.
La conclusione dell’evento ha visto la partecipazione della Garante Provinciale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, della referente lucana di Antigone e della Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Basilicata, a testimonianza dell’interesse crescente delle istituzioni verso pratiche di inclusione culturale nei contesti correzionali.
Formazione per operatori teatrali
Parallelamente alla programmazione performativa, la compagnia ha proseguito il percorso “Linguaggi del Contemporaneo in Carcere”, coordinato dalla drammaturga Eliana Rotella. Il programma ha coinvolto 54 operatori teatrali provenienti da dieci regioni italiane, offrendo una combinazione di lezioni teoriche, laboratori pratici e attività sul campo. Le sessioni online sono state condotte dalla direttrice artistica Antonella Iallorenzi e dai responsabili della Casa Circondariale di Potenza, con il supporto di referenti delle compagnie nationally riconosciute nel teatro carcerario, tra cui Cada Die Teatro e Puteca Celidonia.
Questa rete di formazione ha l’obiettivo di creare una comunità di praticanti capace di generare progetti culturali autonomi all’interno dei penitenziari, favorendo la continuità di percorsi educativi anche dopo la conclusione delle attività di Petra.
Biblioteca immersiva in realtà virtuale
Tra le innovazioni più evidenti del progetto spicca la “library VR offline”, una biblioteca digitale installata all’interno dei reparti penitenziari. Attraverso visori VR i detenuti possono accedere a tour virtuali di musei, documentari a 360° e altri contenuti culturali. Per realizzare questa collezione, Petra ha lanciato una call nazionale rivolta a musei, università, archivi e fondazioni. Tra i partner confermati figurano il Museo Egizio di Torino, il MARTA di Taranto, il MUSE di Trento, RAI Cinema, la Fondazione Potenza Futura, Noeltan Arts, Puglia Promozione e Novalab srls.
Il catalogo VR è stato progettato per funzionare offline, consentendo l’uso anche in strutture con connettività limitata. Oltre a fornire esperienze estetiche, la biblioteca mira a stimolare il pensiero critico e a offrire spunti di discussione sui temi della storia, della scienza e della società.
Collegamenti accademici e scuole
Il progetto si è ulteriormente arricchito grazie alla collaborazione con l’Università della Basilicata e l’Università Cattolica di Brescia, che hanno organizzato seminari sui linguaggi performativi nei contesti di marginalità. Per l’anno scolastico 2025‑2026, Petra continua il suo intervento nelle classi IV di alcuni istituti secondari di Potenza e Villa d’Agri, coinvolgendo gli studenti in attività pratiche di teatro e danza. A ottobre è previsto il debutto del video immersivo “HUMANA”, diretto da Matteo Maffesanti e interpretato dai detenuti del laboratorio; gli alunni potranno visionarlo mediante visori VR, sperimentando direttamente il linguaggio audiovisivo prodotto all’interno del carcere.
Infine, sarà lanciato un podcast coordinato da Serena Spanò di Theatron 2.0, pensato per raccontare, attraverso interviste e testimonianze, le esperienze di chi ha partecipato al percorso “IN_OUT”. Il formato audio offrirà un ulteriore canale di diffusione per le storie e i risultati ottenuti, rendendo più accessibili i contenuti a un pubblico nazionale.
In sintesi, “IN_OUT. Libertà Aumentata” continua a costruire legami concreti tra arte, istituzioni e comunità, trasformando il carcere da luogo di isolamento a centro di produzione culturale, ricerca e immaginazione condivisa. Il progetto dimostra come la creatività possa fungere da ponte tra mondi apparentemente inconciliabili, aprendo nuove prospettive di cittadinanza e partecipazione per chi è dietro le sbarre.