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Esteri

Angela Kosta intervista il delegato all’Onu (Ginevra), Dott. Renato Ongania

I diritti umani e la via per la pace: l’intervista di Angela Kosta al dottor Renato Ongania, delegato all’Onu di Ginevra. πŸ•ŠοΈ πŸ›οΈ

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Dott. Renato Ongania

Ginevra – Nel complesso scacchiere delle relazioni internazionali e della diplomazia contemporanea all’interno dell’Eurozona, la tutela dei diritti fondamentali della persona si impone come una prioritΓ  etica e civile non piΓΉ differibile. In un momento storico segnato da profonde tensioni geopolitiche globali e dal rischio di asfissia dei tradizionali canali del diritto internazionale, il dialogo interculturale e la ricerca di una via comune per la pace rappresentano gli unici argini efficaci contro la frammentazione sociale. In questa cornice densa di sfide per il futuro della comunitΓ  mondiale si colloca l’intensa intervista curata dalla giornalista Angela Kosta, che ha incontrato il dottor Renato Ongania, delegato presso gli uffici dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a Ginevra. Il colloquio si offre al pubblico come un racconto caldo, profondo e partecipato, capace di deostruire la rigiditΓ  dei labirinti burocratici per mettersi nei panni delle persone, dei lavoratori e delle minoranze che ogni giorno lottano per il riconoscimento della propria dignitΓ .

Il percorso biografico e istituzionale di Renato Ongania attraversa tappe di straordinario interesse speculativo, delineando la figura di un intellettuale che ha saputo coniugare il rigore degli studi accademici all’azione sociale sul campo. GiΓ  consigliere comunale, direttore delle pubbliche relazioni e ministro ordinato della Chiesa di Scientology, Ongania analizza in questo confronto le radici intime della sua vocazione civile, nata nell’infanzia e maturata negli anni attraverso una formazione multidisciplinare che spazia dalle relazioni pubbliche alla bioetica e agli studi sulla pace. L’intervista si articola come un vero e proprio manifesto di cittadinanza attiva, all’interno del quale vengono sviscerati progetti d’avanguardia di risonanza nazionale β€” come la Cattedra delle Donne e la Cattedra della Pace β€” nati per contrastare le disuguaglianze e promuovere un nuovo modello di sviluppo sicuro, laico ed europeo, fondato sul merito e sull’educazione all’ascolto delle future generazioni.

A. Kosta: Benvenuto Dott. Ongania. La sua carriera Γ¨ stata segnata da un impegno costante nei diritti umani e nella cultura. Com’Γ¨ arrivato a scoprire la sua passione per questi temi e in che modo la sua formazione accademica l’ha aiutato a sviluppare il suo lavoro?
Renato. O: C’è un episodio che mi svela una certa natura della mia personalitΓ  e che penso di poter condividere. Ricordo che da bambino cercavo di difendere un amico che apparteneva alla Congregazione dei Testimoni di Geova e subiva angherie da un altro mio amico, un vero e proprio β€œbullo”. Quest’altro mio amico, con cui trascorrevo buona parte del tempo di gioco peraltro, non perdeva occasione per deridere la fede religiosa e il credo di quell’altro mio amico. Stiamo parlando di bambini di otto, dieci anni. Era nato e cresciuto in una famiglia di Testimoni di Geova, e perchΓ© doveva subire questa cattiveria? Sentivo dentro di me una forza che mi faceva intervenire per difendere la vittima, e l’ho fatto in diverse occasioni, a costa di inimicarmi il bullo. Qualche anno piΓΉ tardi, verso i 14-anni, ascoltando Marco Pannella a Radio Radicale, ho avuto la possibilitΓ  di elaborare tale mia spinta interiore, e in qualche modo β€œmetterle le redini” con l’impegno politico, usarla a vantaggio di qualcosa di piΓΉ grande di me. I diritti umani, posso affermare oggi, non sono prodotti che si trovano sugli scaffali del supermercato, sono delle astrazioni complesse che vanno studiate a fondo e come dice L. Ron Hubbard: β€œI diritti umani devono essere resi una realtΓ , non un sogno idealistico”. Con gli studi universitari che spaziano dalle Relazioni Pubbliche (Iulm, universitΓ  di Milano) alla filosofia, bioetica e studi sulla pace, ho affinato gli strumenti di comunicazione, e quella spinta che mi faceva correre in soccorso alle persone oggetto di discriminazione. Oggi Γ¨ meglio valorizzata perchΓ© inserita in alcuni progetti del mio lavoro e impegno sociale…
A. Kosta: Lei ha ricoperto numerosi ruoli, tra cui: Consigliere Comunale, Direttore dell’Ufficio delle Relazioni Pubbliche di L. Ron Hubbard nonchΓ© Ministro Ordinato della Chiesa di Scientology. Come concilia queste diverse posizioni con il suo impegno nella promozione dei diritti umani e della pace?

Renato. O: Credo che questi ruoli siamo parte di un percorso di crescita non predestinato, ma fortemente voluto. Non credo di essere ancora arrivato in alcuna comfort zone, sono un β€œPellegrino della conoscenza” – per mutuare l’espressione giubilare di papa Francesco di β€œPellegrini di Speranza”. Uno dei fondamenti della mia religione Γ¨ che un incremento di conoscenza (in qualunque settore), determini un incremento di responsabilitΓ  verso quell’ambito e quindi il desiderio di produrre dei cambiamenti positivi in quell’area (questa formuletta prende il nome di Triangolo di KRC). Il mio percorso, secondo il mio punto di vista chiaramente, Γ¨ una progressione che mi porta oggi a ricoprire un ruolo molto rilevante all’interno della mia congregazione religiosa a livello nazionale. Nel Credo della Chiesa di Scientology Γ¨ incorporata una visione giusnaturalista dei diritti umani, e la meta di Scientology stessa, per semplificare, Γ¨ la creazione di una civiltΓ  senza guerre. Non potrei desiderare di meglio!
A. Kosta: La sua esperienza con vari organizzazioni Γ¨ centrale nella sua vita professionale. In che modo questa scelta ha influenzato la sua visione della cultura, dei diritti umani e della societΓ ?
Renato. O: Avere una visione olistica dell’esperienza umana richiede il doversi relazionare con istituzioni astratte, artificiali, che esemplificano la struttura delle nostre societΓ  complesse. Non si puΓ² prescindere da queste β€œstrutture” per determinare dei cambiamenti positivi nella societΓ , e vanno anche salvaguardate dall’ignoranza al potere. I diritti umani sono parte della cultura e la cultura caratterizza la societΓ . Ma cos’è la societΓ ? Beh, qui abbiamo di che riflettere. Dal mio punto di vista ognuno di noi deve assumersi la responsabilitΓ  di migliorare la societΓ  in cui vive, ma non si puΓ² prescindere da un percorso di vita che sia funzionale a tale (postulata) causativitΓ . Detto in altre parole, dobbiamo acquisire gli strumenti per interpretare le sofferenze che ci sono prossime nella societΓ , per elaborare le soluzioni e attuarle con coraggio e determinazione.
A. Kosta: PuΓ² parlarci della β€œCattedra della Donne e della Cattedra della Pace”?Β  Qual Γ¨ il suo impatto? Cosa l’ha motivato a creare questo progetto accademico e divulgativo dedicato agli studi sulla pace e al dialogo interculturale?
Renato. O: Sono entrambi progetti straordinari di cui sono particolarmente orgoglioso. Muovono dal mio desiderio profondo di Giustizia in questa societΓ  iniqua. Viviamo un tempo in cui le donne alla nascita partono svantaggiate, crescono in un ambiente pericoloso e viziato di un egemonico β€œsapere maschile” e una societΓ  antropologicamente spostata verso il sesso forte. Le donne, oggi come ieri, non hanno le stesse opportunitΓ  degli uomini. Io non sono d’accordo con questo scenario. Discorso analogo per la tematica della pace: viviamo un tempo in cui i β€œcittadini” onesti non hanno governi all’altezza delle sfide. E non Γ¨ un aspetto che riguarda un partito piuttosto che un altro, si puΓ² generalizzare, Γ¨ sotto l’occhio di tutti. Ci siamo resi conto che ha fallito la diplomazia, il diritto internazionale viene smontato pezzo per pezzo, siamo alle prese con euforie aberranti (il potere dΓ  alla testa e l’Homo sapiens non Γ¨ Dio), patriottismi strumentali a certe narrazioni propagandistiche che suono vuoti come tamburi, nazionalismi che non dividono e fanno rima con egoismi di pancia, una vergogna che ci (mi) indigna e allo stesso tempo mi responsabilizza. L’impatto di entrambi i progetti vuole essere almeno di caratura nazionale. Ho affidato la Cattedra delle Donne ad una persona splendida ed energica, la Prof.ssa Antonietta Micali. Curo personalmente la Cattedra della Pace solo perchΓ© sono un po’ egoista, ma non Γ¨ detto che prima o poi decida di affidarla a qualche attivista. Il progetto Γ¨ enorme e molto piΓΉ grande di un singolo individuo idealista. Mi faccia dire che siamo all’inizio di un cambio di paradigma, la de-globalizzazione, Γ¨ importante rimanere agganciati alla realtΓ . Considero questi progetti degli strumenti di comunicazione con la realtΓ  che permettono a una pluralitΓ  di persone meritevoli di incidere nel loro tempo e determinare degli effetti positivi. È ancora tutto in divenire, ma possiedono un gran poteziale di cambiamento.
A. Kosta: Lei ha avuto la possibilitΓ  di collaborare con enti governativi e organizzazioni internazionali. Quali sono state le sfide e le soddisfazioni principali in queste esperienze?
Renato. O: Quando trovi professionisti in azione, puoi imparare molto. Per esempio: c’è stato un membro del governo, qualche anno fa, che ad un evento in cui era invitato mi ha imposto di far suonare e cantare l’inno nazionale. LΓ¬ per lΓ¬ non sapevo che fosse la cosa corretta, mi sono fidato perchΓ© avevo percepito professionalitΓ . L’ho capito solo dopo. Quella persona sapeva cosa fosse giusto proporre al pubblico in quella circostanza, e aveva ragione! Un altro esempio che posso menzionare Γ¨ piΓΉ fresco, riguarda l’ONU, ufficio di Ginevra. Mi Γ¨ capitato di relazionarmi con un officer che opera all’interno dell’Alto Commissario per i Diritti Umani. Da lui ho imparato che Γ¨ possibile e necessario avere una visione globale delle sofferenze (nel caso di specie delle discriminazioni delle minoranze), cioΓ¨ non Γ¨ possibile ridurre l’analisi a singoli episodi prescindendole dal contesto globale. Mi ha insegnato molto! La sfida – ho compreso da quella interlocuzione – Γ¨ quella di essere competente per essere efficace, le soddisfazioni arrivano dopo il duro lavoro. Non ci sono scorciatoie, la competenza va costruita giorno dopo giorno, e non bisogna mai smettere di studiare e di restare studenti perchΓ© c’è sempre una conoscenza e una sapienza piΓΉ grande di cui possiamo beneficiare.
A. Kosta: Quali tematiche le stanno particolarmente a cuore nell’ambito divulgativo?

Renato. O: In questo momento storico sono impegnato nello studio dei Diritti Umani mediante un Corso di perfezionamento con l’UniversitΓ  statale Roma 3 e il CILD (una rete di organizzazioni che tutela e promuove le libertΓ  civili in Italia e nel mondo). Voglio poter essere capace di difendere il Diritto alla Vita nelle sedi opportune, quando minacciato dai paradossi del sistema di leggi. Ci sono tecnicismi del diritto internazionale che non padroneggio, ma il farlo determina il successo o il fallimento del mio impegno. Un successo che mi sta a cuore perchΓ© da esso dipende un miglioramento della societΓ .
A. Kosta: Lei Γ¨ membro della Consulta Nazionale del Commissario Straordinario del Governo per la Ricerca delle Persone Scomparse. Qual Γ¨ il ruolo che ricopre in questo contesto e come contribuisce concretamente a questa causa?
Renato. O: Sono stato chiamato a far parte dei questa consulta da circa un anno, per via di una tragedia che ha colpito mio fratello Alberto nell’inverno del 2022: uscito di casa e poi ritrovato morto in un dirupo, a causa di una caduta accidentale. Mentre le ricerche dei soccorritori erano sospese per mancanza di nuovi indizi, avevo chiesto alla Procura di competenza, di decretare un accesso ai dati telefonici con l’intento di fornire nuovi indizi ai soccorritori per individuare il corpo ed evitare che venisse dilaniato dagli animali selvatici, ma l’istanza era stata rigettata perchΓ© non sussistevano gli elementi previsti dalla legge tali da poter autorizzare tale violazione della privacy. Di lΓ¬ la mia indignazione e la conseguente decisione di riformare la legge sulla protezione dei dati personali. Ho scritto a tutti i parlamentari e anche al Presidente della Repubblica. Il mio attivismo Γ¨ stato notato da un dirigente di tale ufficio (Ministero dell’Interno) e ora collaboro alla Consulta per sostenere i cambiamenti legislativi necessari e fornire il mio contributo propositivo.
A. Kosta: La sua carriera accademica Γ¨ molto diversificata. Come riesce a conciliare il suo lavoro pratico con la sua formazione continua, specialmente in ambiti come la semiotica, i diritti umani e la filosofia?
Renato. O: Studio ogni giorno almeno due o tre ore. Talvolta questo vuol dire rinunciare alle distrazioni che la vita mi offre, ma la cosa non mi pesa in alcun modo. Per esempio da oltre vent’anni ho rinunciato ad avere un televisore, quindi non trascorro nemmeno un’ora alla settimana davanti alla tv. La Semiotica richiede molta applicazione e mi impegna soprattutto a studiare i libri fondamentali della disciplina, i diritti umani richiedono invece anche un approccio relazionale con diversi interlocutori, nazionale e sovranazionali. La filosofia Γ¨ un sapere che nutre e credo che permetta al sottoscritto sia lo studio della Semiotica – intesa come studio dei processi di significazione – che dei Diritti umani, forse l’oggetto filosofico piΓΉ intrigante, secondo solo allo studio della natura dello spirito umano, che per quanto mi riguarda Γ¨ ciΓ² di cui si occupa Scientology.
A. Kosta: WikiPoesia, WikiTeatro, WikiPace sono solo alcuni dei progetti da lei creati. In che modo le enciclopedie no-profit stanno aiutando a promuovere la cultura, l’arte e l’educazione sociale a livello globale?
Renato. O: Ad un certo punto sono stato chiamato a tenere una lezione all’UniversitΓ  Statale di Torino a degli studenti di un corso di laurea magistrale in comunicazione. Il professore di Semiotica che mi ha chiamato, voleva proprio che rispondessi a questa domanda, e piΓΉ nello specifico perchΓ© β€œi sistemi wiki” – quello adottato da Wikipedia per intenderci. Credo che l’aspetto piΓΉ funzionale delle enciclopedie wiki su cui ho lavorato e che continuo ad alimentare, Γ¨ l’inter-testualitΓ , vale a dire la possibilitΓ  di collegare le parole con dei link ipertestuali che se seguiti, portano ad altre voci. Sembra una banalitΓ , ma questo meccanismo pare replicare l’operativitΓ  con cui noi usiamo la nostra mente. CosΓ¬, per semplificare, trovo che avere dei β€œcontenitori” capaci di racchiudere la poesia, i poeti, e i premi di poesia – un contenitore relativamente chiuso, ma allo stesso tempo organico – possa valorizzare quel sapere (che Γ¨ enciclopedico per natura). Analogamente per il Teatro e per la Pace.
La mia tesi, soggiacente alle enciclopedie no-profit, Γ¨ che la qualitΓ  dell’educazione in un sistema sociale derivi dalla qualitΓ  di codifica dei contenuti che sono necessario al progresso della societΓ , l’ontologia della conoscenza (ossia lo studio di come Γ¨ fatta la conoscenza), Γ¨ un aspetto chiave delle β€œmie” enciclopedie no-profit. Credo che il modello, e il dato strutturato che ne esce dai sistemi wiki, sia funzionale a questa visione della conoscenza. Un giorno forse mi dedicherΓ² ad una teoria gnoseologica che sappia riprendere questi spunti, dargli un ordine, e riconoscere che sono derivati dai progetti wiki. Ma si parla di un tempo molto lontano, per ora, sperimentiamo! Faccio un esempio perchΓ© mi rendo conto dei rischi di una risposta cosΓ¬ tecnica: se voglio partecipare ad un premio di poesia che si tiene a CanicattΓ¬, voglio poter sapere chi l’ha vinto lo scorso anno, ma oltre al nome e cognome voglio sapere cos’altro ha vinto quel poeta, cenni biografici, ecc… E magari voglio poter leggere la sua poesia. Non ultimo, la composizione della giuria. Ecco, in WikiPoesia ho la possibilitΓ  di accedere a questo pacchetto di informazioni per quasi 500 premi di poesia. Con tale possibilitΓ  di farsi un’idea, ed Γ¨ questa la tesi che soggiace a queste enciclopedie no-profit, il poeta che vuole partecipare al Premio di Poesia, puΓ² partecipare alla competizione letteraria in maniera piΓΉ consapevole – e anche in maniera piΓΉ responsabile.
A. Kosta: Lei ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Cittadinanza Onoraria di Corleone. Come vivrebbe questo tipo di riconoscimento e, in che modo la sua esperienza personale si intreccia con la cultura del rispetto e della legalitΓ ?
Renato. O: Reputo che rispettare la legge sia un buon inizio per diventare cittadini di un paese, ma non basta. Occorre mettere in dubbio le leggi che non sono fondate sul buonsenso o che producono iniquitΓ , a volte bisogna lottare perchΓ© vengano riformate. La formazione che ho ricevuto all’interno dei radicali mi ha insegnato a pretendere dalla politica una manutenzione ordinaria dello Stato di Diritto (in alcuni settori, una manutenzione anche straordinaria). Analogamente, non si rispetta veramente una persona se rimaniamo neutrali quando siamo consapevoli che si sta danneggiando con le proprie mani. Cosa vuol dire rispettare una persona che assume droghe o abusa di alcool, oppure Γ¨ dipendente da psicofarmaci? Cosa vuol dire rispettarla? Dal mio punto di vista significa aiutarla.

Intervista di Angela Kosta Direttore Esecutivo delle Riviste: MIRIADE, NUANCES ON THE PANORAMIC CANVAS, BRIDGES OF LITERATURE, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, promotrice

Biografia di Renato Ongania
Renato Ongania Γ¨ nato a Milano il 22 febbraio 1978. Sposato dal 2010. In gioventΓΉ Γ¨ stato consigliere comunale e militante radicale contro la pena di morte. Dopo gli anni dell’universitΓ  ha prestato il proprio servizio come volontario presso la Chiesa di Scientology di Milano e dal 2008 ricopre il ruolo di Direttore dell’Ufficio delle Relazioni Pubbliche Personali di L. Ron Hubbard, incarico che lo vede impegnato nella divulgazione del pensiero e dell’ereditΓ  culturale dello scrittore tonico sullla lettera β€˜i’] ha una formazione interdisciplinare avendo sempre abbracciato un mindset lifelong learning. Nel 2012 diviene ministro ordinato della Chiesa di Scientology. È laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione d’Impresa presso IULM UniversitΓ  di Milano. Ha proseguito il suo percorso accademico con una serie di corsi e specializzazioni sui diritti umani, bioetica, informatica, filosofia, criminologia, hate speech, comunicazione e studi sulla pace presso prestigiose istituzioni come l’UniversitΓ  per la Pace delle Nazioni Unite (UPEACE), l’Institute for Economics and Peace (Australia), l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e l’Istituto Internazionale Jacques Maritain di Roma. Attualmente Γ¨ iscritto alla laurea magistrale in Semiotica presso l’Alma Mater Studiorum – UniversitΓ  di Bologna, ed al secondo anno del Master β€œScienza e Fede” presso l’UniversitΓ  Europea di Roma. Da qualche settimana sta seguendo un corso di perfezionamento con la facoltΓ  di Giurisprudenza di Roma3 in Diritti Umani, mentre da poco ha conseguito il Master executive di alta formazione β€œLeadership per le relazioni internazionali e il made in Italy” – Fondazione Italia USA.
Ha fondato e diretto numerose iniziative di impatto nazionale e internazionale. Tra queste spiccano:
β€’Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β  La Cattedra delle Donne;
β€’Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β  La Cattedra della Pace, un progetto accademico e divulgativo dedicato agli studi sulla pace e al dialogo interculturale;
β€’Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β  WikiPoesia, WikiTeatro, WikiPace, WikiRazzismo, WikiSolidarietΓ , WikiFilosofia – enciclopedie no-profit dedicate a vari saperi.
I progetti che ha ideato lo hanno portato a collaborare con enti governativi e organizzazioni internazionali, venendo ufficialmente accreditato nel biennio 2023-2024 dal Norwegian Nobel Institute con la facoltà di proporre candidature per il Premio Nobel per la Pace. È membro della Consulta Nazionale del Commissario Straordinario del Governo per la Ricerca delle Persone Scomparse. A livello ONU (OHCHR), nel 2024 ha rappresentato la Fondazione degli Amici di L. Ron Hubbard a Ginevra al Forum sulle questioni relative alle minoranze religiose, tematica che gli è particolarmente cara. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno nella promozione della legalità, della cultura e dei diritti umani, tra cui la Cittadinanza Onoraria della Città di Corleone.
Ha pubblicato numerosi articoli d’opinione, saggi e ricerche in ambito semiotico, filosofico e culturale.
Il suo impegno prosegue con una forte attenzione alle iniziative di impatto globale che mirano a riformare la societΓ , per una civiltΓ  piΓΉ giusta, piΓΉ equa e piΓΉ libera.

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Trump contro i giudici: quando la Corte Suprema dice no, la Casa Bianca cerca un’altra via

β€œSono il piΓΉ grande piagnucolone… Piagnucolo e piagnucolo finchΓ© riesco a vincere”. CosΓ¬ Donald Trump, in un’intervista concessa a Chris Cuomo della Cnn durante la sua prima campagna elettorale nel 2015,Β descrisseΒ la sua tenacia. Questa strategia di Trump, appresa dal suo avvocato e mentore Roy Cohn (1927-1986),Β consiste nel considerare la realtΓ  malleabile e nel non accettare mai una sconfitta, concentrandosi invece sull’attacco agli avversari, senza mai riconoscere i propri errori nΓ© mostrare debolezza. Trump usa questa tenace strategia anche con la Corte Suprema, nei casi poco frequenti in cui si vede sconfitto dal supremo organo giudiziarioΒ degliΒ Usa.

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Donald Trump

Redazione-Β  β€œSono il piΓΉ grande piagnucolone… Piagnucolo e piagnucolo finchΓ© riesco a vincere”. CosΓ¬ Donald Trump, in un’intervista concessa a Chris Cuomo della Cnn durante la sua prima campagna elettorale nel 2015,Β descrisseΒ la sua tenacia. Questa strategia di Trump, appresa dal suo avvocato e mentore Roy Cohn (1927-1986),Β consiste nel considerare la realtΓ  malleabile e nel non accettare mai una sconfitta, concentrandosi invece sull’attacco agli avversari, senza mai riconoscere i propri errori nΓ© mostrare debolezza. Trump usa questa tenace strategia anche con la Corte Suprema, nei casi poco frequenti in cui si vede sconfitto dal supremo organo giudiziarioΒ degliΒ Usa.

In tempi molto recenti,Β la Corte Suprema ha bacchettato il presidente Usa in alcuni casi fondamentali, come i dazi, il diritto alla cittadinanza per nascita, il licenziamento di Lisa Cook dalla Federal Reserve, ecc. In queste vicende Trump non si Γ¨ arreso e ha intrapresoΒ altre stradeΒ per aggirare iΒ limitiΒ impostigli dalla magistratura. Nel caso dei dazi iniziali impostiΒ in occasione di quello cheΒ lui dichiarΓ² β€œLiberation Day”, la Corte Suprema li dichiarΓ² illegaliΒ nel febbraio scorso, con una decisione di 6-3. Trump andΓ² su tutte le furie, attaccando i giudici, ma subito dopo li ripristinΓ² usando un’altra legge che perΓ² gli permise di mantenerli fino al 24 luglio. Subito dopo impose altri dazi usando un’altra legge, sostenendo che i prodotti che entravano negli Usa da 60 Paesi erano fabbricati con lavoro forzato. Trump non ammiseΒ laΒ sconfitta e ha cercato, con relativo successo, di andare oltre la Corte Suprema. Ciononostante, la decisione della Corte lo ha costretto a rimborsareΒ alle aziende che lo avevano denunciato iΒ soldi incassati dalΒ TesoroΒ americano.

Nel caso della cittadinanza per nascita, lo ius soli, che garantisceΒ laΒ cittadinanza americana a tutti quelli nati in America,Β inclusi iΒ figli di individui senza residenza legale, Trump ha reagito in maniera simile. In questo caso ha fatto passi indietroΒ eΒ ha annunciato due nuovi ordini esecutivi specifici per non darla vinta alla Corte Suprema. Il primo amplia l’ineleggibilitΓ  alla cittadinanza per includere β€œnemici degli Stati Uniti e gruppi terroristici stranieri”, come pure i figli di rappresentanti diplomatici. La legge attuale, infatti, esclude giΓ  questi individui. Il secondo ordine esecutivo sulla cittadinanza prende di mira i figli nati in America da genitori conΒ visti turistici, che Trump asserisceΒ costituiscanoΒ una grande industria. In realtΓ , i casi che rientrano in questa categoria sono rarissimi. Le donne che possono permettersi il lusso di venire in America conΒ un visto turisticoΒ nell’ultimo mese di gravidanza perΒ far acquisireΒ la cittadinanza ai neonati non si interessanoΒ necessariamenteΒ a questo diritto. In linea generale, queste donne vivono bene nei loro Paesi e la cittadinanza americana avrebbe pochissimo valore. Poco importa. I due nuovi ordini esecutivi mirano al desiderio di Trump diΒ non accettare mai una sconfitta, ma allo stesso tempo di inviare segnali ai suoi sostenitori che lui lavora per loro, senza tregua,Β comeΒ il loro guerriero.

C’è poi il caso di Lisa Cook, membro della Federal Reserve, che Trump ha cercato di licenziare, ma la Corte SupremaΒ glieloΒ ha impedito. Adesso Trump sta provando di nuovo e le ha inviato una lettera, asserendo che ha rilasciato β€œdichiarazioni false su uno o piΓΉ contratti per un mutuo”. La strada non sarΓ  facile, perchΓ© dovrΓ  dimostrare che le accuse sono veritiere e la Cook ha tutte le intenzioni di resistere.

Se Trump con frequenza cerca strade alternative quando la Corte Suprema non gli sorride,Β non desiste dal presentareΒ ricorsi ai magistrati piΓΉ alti del Paese. In un recentissimo caso, Trump ha chiesto che la Corte Suprema invalidi la decisione di un giudice federale sul voto per corrispondenza. In caso negativo, il 47esimo presidenteΒ con ogni probabilitΓ Β cercherΓ  di aggirare i giudici per ottenere i suoi obiettivi.

Anche altri presidenti in tempi recenti hanno seguito la stessa strada quando hanno subito decisioni sfavorevoli, ma nessuno di loro ha attaccato i membri della Corte Suprema come ha fatto l’attuale inquilino della Casa Bianca. Questi attacchi ai magistrati hanno creato un clima di alta tensioneΒ e preoccupazione perΒ la sicurezza dei giudici. In una recente audizione al Congresso, Elena Kagan e Amy Coney Barrett, due dei nove membri della Corte Suprema, hanno chiarito che i magistrati temono per la loro sicurezza. In un esempio molto personale, Coney BarrettΒ ha descrittoΒ lo shock dei suoi figli quando, in un’occasione, si Γ¨ tolta il giubbotto antiproiettile dopo essere ritornata a casa. Gli attacchi ai giudici, perΓ²,Β arrivanoΒ ancheΒ dalleΒ bocche dei membri del governo di Trump. Todd Blanche, il neo-confermato procuratore generale, nel mese di dicembre dell’anno scorso ha postato su X (giΓ  Twitter) un messaggio attaccando β€œi giudici canaglia” che non seguono la legge. Per questa sua affermazione si Γ¨ beccato il rimprovero dellaΒ New York State Bar AssociationΒ sulla scorrettezza di queste asserzioni. Se Trump ha poco da temere, tenendo presente l’immunitΓ  per gli atti ufficiali concessagli proprio dalla Corte Suprema, i suoi collaboratori devono fare attenzione, specialmente gli avvocati. Le Bar Association sono molto attente ai comportamenti non etici e possono, in casi estremi, revocare la licenza professionale.

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Domenico Maceri, PhD, Γ¨ professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della Β National Association of Hispanic Publications.

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Due miliardi di euro di aiuti, una condizione politica: la nuova posizione dell’Unione Europea nei confronti di Afghanistan

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Unione Europea

Redazione- A cinque anni dal ritorno dei talebani al potere, l’Unione Europea lancia un messaggio chiaro all’Afghanistan e alla comunitΓ  internazionale: continuerΓ  a sostenere il popolo afghano, ma senza riconoscere nΓ© legittimare il governo talebano.

Mentre milioni di cittadini afghani affrontano una grave crisi economica, povertΓ  e limitazioni sempre piΓΉ pesanti, Bruxelles afferma che non interromperΓ  il proprio sostegno. L’ultimo esempio concreto Γ¨ lo stanziamento di 10 milioni di euro al Fondo umanitario per l’Afghanistan, un contributo che l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha definito essenziale per garantire la continuitΓ  degli aiuti alle persone piΓΉ vulnerabili.

Dietro questi interventi umanitari, tuttavia, emerge anche un messaggio politico preciso: l’Unione Europea vuole mantenere una distinzione netta tra il sostegno alla popolazione afghana e il riconoscimento dei talebani. Secondo Bruxelles, il dialogo con il gruppo al potere serve esclusivamente a proteggere gli interessi fondamentali della popolazione e a garantire servizi essenziali, ma non rappresenta in alcun modo un atto di legittimazione politica.

Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’Unione Europea, ha dichiarato che l’UE rimane uno dei principali sostenitori dell’Afghanistan e l’unica presenza diplomatica occidentale ancora attiva nel Paese. Allo stesso tempo, ha sottolineato che qualsiasi passo verso un eventuale riconoscimento dei talebani dipenderΓ  dal rispetto di precise condizioni internazionali.

Tra queste condizioni figurano il rispetto dei diritti delle donne e delle ragazze, la creazione di un governo inclusivo, il rispetto degli impegni internazionali dell’Afghanistan e la garanzia che il territorio afghano non venga utilizzato da gruppi terroristici.

Negli ultimi cinque anni, l’Unione Europea ha destinato oltre due miliardi di euro all’Afghanistan. Questi fondi sono stati utilizzati per interventi umanitari, assistenza sanitaria, istruzione, sostegno ai mezzi di sussistenza e copertura dei bisogni fondamentali della popolazione.

Nonostante gli aiuti, l’Europa avverte che la crisi afghana Γ¨ ancora lontana dalla soluzione. Dopo il crollo dell’economia nazionale, circa metΓ  della popolazione continua ad avere bisogno di assistenza umanitaria, mentre le restrizioni sui diritti umani, in particolare quelli delle donne e delle ragazze, rimangono una delle principali preoccupazioni della comunitΓ  internazionale.

L’Unione Europea ha inoltre evidenziato i rischi regionali legati all’instabilitΓ  dell’Afghanistan, tra cui terrorismo, traffico di droga, cambiamenti climatici e flussi migratori incontrollati.

La posizione europea resta quindi sospesa tra solidarietΓ  e diplomazia: Bruxelles continua ad aiutare il popolo afghano, ma mantiene una linea politica ferma nei confronti dei talebani. Gli aiuti proseguiranno, ma un eventuale riconoscimento internazionale dipenderΓ  da cambiamenti concreti nelle politiche e nel comportamento dell’attuale governo afghano.

Il messaggio dell’Unione Europea Γ¨ dunque duplice: sostenere l’Afghanistan sΓ¬, riconoscere i talebani no, almeno finchΓ© non verranno rispettati i criteri stabiliti dalla comunitΓ  internazionale.

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Hamid Karzai: il presidente che Γ¨ rimasto in Afghanistan

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Hamid Karzai

Redazione- Hamid Karzai, ex presidente dell’Afghanistan, Γ¨ una delle figure piΓΉ importanti della storia politica recente del Paese. La sua vicenda Γ¨ legata a due momenti decisivi: la caduta dei talebani nel 2001 e il loro ritorno al potere nel 2021.

Karzai Γ¨ nato il 24 dicembre 1957 a Kandahar, in una famiglia politicamente influente. Dopo la caduta del primo regime talebano, nel 2001 fu scelto come capo dell’amministrazione ad interim dell’Afghanistan. Nel 2004 divenne il primo presidente eletto dopo la caduta dei talebani e rimase in carica fino al 2014.

Durante la sua presidenza furono ricostruite numerose istituzioni statali e aumentarono l’accesso all’istruzione e ai mezzi di comunicazione. Allo stesso tempo, il suo governo fu criticato per la corruzione, la debolezza delle istituzioni, l’influenza dei signori della guerra e la forte dipendenza dal sostegno degli Stati Uniti e dei Paesi occidentali.

Dopo aver lasciato la presidenza nel 2014, Karzai rimase in Afghanistan. La sua decisione acquistΓ² particolare importanza il 15 agosto 2021, quando i talebani entrarono a Kabul e il governo della Repubblica crollΓ². L’allora presidente Ashraf Ghani lasciΓ² il Paese, mentre Karzai rimase a Kabul.

Anche dopo il ritorno dei talebani, Karzai ha continuato a vivere in Afghanistan e a intervenire nel dibattito politico. Ha piΓΉ volte chiesto un governo inclusivo e la riapertura delle scuole e delle universitΓ  alle ragazze e alle donne.

Il rapporto con la stampa italiana

Karzai ha rilasciato diverse interviste alla stampa italiana, tra cui al quotidiano Corriere della Sera. Una delle interviste documentate fu pubblicata il 23 gennaio 2012 e realizzata dal giornalista Davide Frattini a Kabul. In quell’occasione Karzai parlΓ² soprattutto del futuro dell’Afghanistan, del ritiro delle forze della NATO e della capacitΓ  del Paese di assumersi la responsabilitΓ  della propria sicurezza.

È importante distinguere questa intervista del 2012 dalle dichiarazioni piΓΉ recenti sulla sua decisione di non lasciare l’Afghanistan dopo il ritorno dei talebani nel 2021.

Il significato della sua scelta di rimanere nel Paese Γ¨ soprattutto politico: Karzai ha sostenuto piΓΉ volte che i leader afghani dovrebbero rimanere accanto alla propria popolazione anche nei momenti di crisi.

La sua figura rimane quindi controversa. Per alcuni rappresenta il principale volto dell’Afghanistan ricostruito dopo il 2001; per altri Γ¨ anche uno dei simboli dei problemi di quel sistema politico. Dopo il ritorno dei talebani, tuttavia, Karzai ha assunto un ruolo diverso: quello di ex presidente che continua a vivere nel proprio Paese e a parlare del suo futuro.

In questo contesto va compresa la sua affermazione di essere Β«felice di non aver lasciato il suo PaeseΒ»: non significa necessariamente che approvi il governo talebano, ma che considera importante essere rimasto in Afghanistan durante uno dei momenti piΓΉ difficili della sua storia recente.

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