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Territorio

Vertenza S.I.A.I. alla Asl 1 Abruzzo: bloccati 400mila euro per i lavoratori

⚖️ La FIALS ottiene un importante successo giudiziario per i lavoratori S.I.A.I. dell’Aquila: congelati 400mila euro per pagare il TFR arretrato. Un atto dovuto verso chi garantisce ogni giorno i servizi essenziali nella nostra sanità.

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Asl1

Redazione  – Un punto di svolta per i diritti dei lavoratori della sanità abruzzese arriva dal capoluogo regionale, dove la vertenza che vede coinvolta la società S.I.A.I. ha raggiunto una fase operativa di massima importanza. La FIALS, sigla sindacale attiva da anni sul territorio aquilano, ha ottenuto un risultato concreto in tribunale: il congelamento di circa 400mila euro, somme che saranno destinate a garantire il pagamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) a una trentina di dipendenti in attesa da ormai dodici mesi. Il provvedimento, scaturito da un’offensiva legale condotta con determinazione dal sindacato, mette sotto scacco le risorse dell’azienda privata che opera in appalto all’interno della ASL 1 Abruzzo.

Il ruolo strategico della S.I.A.I. nella Asl 1

La S.I.A.I. gestisce, per conto dell’azienda sanitaria provinciale, comparti nevralgici. Gli operatori coinvolti nella vertenza sono i volti meno visibili ma più necessari del sistema sanitario: si occupano del magazzino farmaceutico, della complessa macchina logistica che movimenta i presidi sanitari e del delicato servizio di emergenza 118. Questi lavoratori, dislocati nei vari presidi ospedalieri della provincia, tra cui spicca lo storico polo del San Salvatore dell’Aquila, hanno assicurato la continuità delle prestazioni sanitarie pur in assenza del dovuto riconoscimento economico. Nonostante la complessità del lavoro svolto, specialmente nelle aree del magazzino e del trasporto medicinali, la società ha accumulato un ritardo inaccettabile, negando di fatto la liquidità necessaria alle famiglie dei dipendenti.

Il segretario provinciale della FIALS, Marcello Ferretti, ha espresso una posizione dura nei confronti della gestione societaria. La battaglia legale, che ha visto il ricorso a numerosi decreti ingiuntivi, mira a bloccare le somme prima che possano essere disperse, garantendo così una corsia preferenziale per il soddisfacimento dei crediti personali. Per i lavoratori, molti dei quali risiedono nelle frazioni aquilane o nei comuni limitrofi della conca, il TFR non rappresenta un bonus extra, ma una risorsa accumulata negli anni di servizio che funge da paracadute economico per il futuro.

La battaglia legale per la tutela dei diritti dei lavoratori

Il tribunale dell’Aquila si prepara ora ad affrontare l’udienza decisiva per la ripartizione delle somme vincolate. Si tratta di un passaggio tecnico ma vitale per definire le modalità con cui i 400mila euro verranno erogati ai legittimi aventi diritto. Il sindacato FIALS, dal proprio quartier generale situato vicino al centro amministrativo del capoluogo, ha ribadito più volte che il lavoro svolto per la collettività merita una tutela prioritaria. Il fatto che siano stati necessari oltre dodici mesi di attesa e un’azione giudiziaria così incisiva per ottenere il congelamento dei fondi mette in luce le criticità del sistema degli appalti pubblici nel comparto sanitario.

La vicenda solleva interrogativi di natura politica e amministrativa sulla vigilanza applicata alle ditte in appalto. Quando una società risulta inadempiente verso i propri dipendenti, il rischio è che il malessere si rifletta sulla qualità stessa dei servizi essenziali prestati alla popolazione dell’intero territorio aquilano. La FIALS ha promesso di non abbassare la guardia fino a quando ogni singolo euro non sarà corrisposto ai lavoratori. Il vincolo apposto dal magistrato rappresenta una garanzia di solvenza in una vicenda dove, finora, la correttezza contrattuale è venuta a mancare.

La segreteria provinciale del sindacato ha sottolineato come la dignità del lavoro sia un pilastro che non può essere scalfito da gestioni aziendali opache. Per i circa trenta lavoratori, l’udienza rappresenta la chiusura di un capitolo di incertezza durato troppo a lungo. In attesa del confronto in aula, il sindacato continua a raccogliere le istanze dei dipendenti presso la propria sede, garantendo assistenza legale e supporto morale. Il presidio del 118 e del magazzino farmaceutico restano, nonostante le difficoltà, i luoghi in cui la professionalità di questi operatori continua a fare la differenza per la salute dei cittadini abruzzesi.

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Piana del Cavaliere

Il progetto “Polis” di Poste Italiane trasforma l’ufficio postale di Carsoli

📍 Il progetto Polis entra nel vivo a Carsoli: l’ufficio postale si rinnova per offrire servizi di pubblica amministrazione, passaporti e certificati direttamente allo sportello.

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Ufficio postale di Carsoli rinnovato

Carsoli – Il cuore pulsante dei servizi al cittadino nel comune aquilano si prepara a un cambiamento radicale. L’ufficio postale situato nel centro nevralgico della cittadina, punto di riferimento per l’intera area della Piana del Cavaliere, è ufficialmente interessato dai lavori del progetto “Polis”. Questa iniziativa nazionale, lanciata da Poste Italiane con l’obiettivo di modernizzare gli uffici postali nei centri sotto i 15mila abitanti, punta a trasformare le classiche sedi in centri di accesso rapido alla Pubblica Amministrazione, riducendo drasticamente le distanze tra il cittadino e le istituzioni centrali.

Una nuova veste per il servizio pubblico locale

Il cantiere aperto presso lo stabile di via Roma mira a un rifacimento completo degli spazi interni. Il design dei nuovi arredi è stato concepito per eliminare le barriere fisiche tra operatore e utente, favorendo una gestione dei flussi più fluida e meno orientata alla sola attesa in coda. Gli interventi non riguardano solo l’estetica, ma toccano parametri fondamentali di efficienza energetica e comfort ambientale, rendendo l’ambiente lavorativo e l’esperienza dell’utente più accoglienti.

Il progetto “Polis” rappresenta una risposta concreta alla sfida dello spopolamento dei piccoli centri montani. Integrando i servizi postali tradizionali – spedizioni, pagamenti e gestione del risparmio – con la possibilità di emettere certificati anagrafici, di stato civile e documenti di identità, Poste Italiane ambisce a diventare una rete di prossimità capace di sostenere i residenti di Carsoli e delle frazioni limitrofe, come Colli di Monte Bove o Tufo, anche nel disbrigo di pratiche burocratiche complesse che prima richiederebbero spostamenti verso i centri maggiori.

I servizi disponibili e la logistica durante i lavori

Con la conclusione del cantiere, prevista indicativamente nell’arco di quaranta giorni, i cittadini avranno accesso a uno sportello unico dedicato. Tra le novità più attese dai residenti figurano la possibilità di richiedere i certificati INPS, l’assistenza per gli atti di volontaria giurisdizione e la procedura per il rilascio del passaporto elettronico. La digitalizzazione dei processi, unita alla presenza fisica degli sportelli, mira a semplificare la quotidianità delle famiglie e delle imprese locali, spesso penalizzate dalla lontananza fisica dagli uffici ministeriali o regionali.

Per limitare al minimo i disagi, la dirigenza aziendale ha predisposto un piano di continuità operativa. Nonostante i lavori strutturali, l’ufficio postale continua a erogare i servizi essenziali all’interno dello stesso stabile. Un’area dedicata, non interessata dai lavori, ospita infatti una sede temporanea dotata di due sportelli attivi per ogni operazione postale e finanziaria, incluso il ritiro delle raccomandate e della corrispondenza in giacenza. Gli orari di apertura restano invariati, garantendo il servizio dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.35 e il sabato mattina fino alle 12.35.

Non mancano le soluzioni per chi ha necessità di consulenze più approfondite su prodotti di risparmio e investimento, grazie a una postazione dedicata che rimane operativa durante tutto il periodo di cantiere. Inoltre, per non vincolare l’utenza agli orari di sportello, l’ATM Postamat, situato esternamente, rimane accessibile ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, garantendo il prelevamento di contanti e altre operazioni automatizzate in totale autonomia.

Un investimento sul territorio marsicano

La scelta di includere Carsoli nel piano “Polis” sottolinea l’importanza strategica di questo comune, che funge da cerniera tra l’Abruzzo e il Lazio. L’investimento infrastrutturale non è isolato, ma si inserisce in un disegno più ampio di riconnessione dei territori interni. La vicinanza al confine regionale e la densità demografica rendono il presidio di Poste Italiane un pilastro sociale irrinunciabile.

Mentre gli operai lavorano alacremente per rispettare le tempistiche di circa quaranta giorni, l’amministrazione comunale segue con attenzione l’evoluzione del cantiere. L’obiettivo finale, al di là del restyling architettonico, è restituire alla cittadinanza una struttura all’altezza delle sfide tecnologiche contemporanee, dove la tecnologia digitale sposa la storica funzione di collante sociale che da sempre caratterizza gli uffici postali italiani. Una volta conclusi i lavori, la sede di Carsoli si candida a diventare un modello di efficienza per l’intera provincia dell’Aquila.

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Il battesimo di due detenuti nel carcere di Sulmona segna un percorso di riabilitazione spirituale

📢 Un evento significativo nel cuore del carcere di Sulmona: due detenuti hanno scelto di cambiare vita battezzandosi come Testimoni di Geova, in un percorso che punta tutto sulla riabilitazione spirituale.

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Carcere di Sulmona

Redazione-  Sulmona, la casa circondariale situata ai piedi del massiccio della Majella, è stata teatro lo scorso 26 giugno di un evento che va oltre la routine quotidiana dell’istituto penitenziario. Tra le mura di via Lamaccio, dove la detenzione rappresenta spesso una parentesi di riflessione forzata, due uomini, identificati per ragioni di riservatezza come Mario e Giovanni, hanno ufficializzato il loro percorso di conversione venendo battezzati come Testimoni di Geova. La cerimonia, svoltasi in un clima di sobrietà e partecipazione, ha visto la presenza dei vertici della struttura, di diversi rappresentanti della comunità religiosa e di un gruppo di altri detenuti che hanno voluto assistere a questo passaggio significativo per i loro compagni.

Il percorso di cambiamento all’interno dell’istituto penitenziario

Il cammino che ha portato a questa giornata è frutto di un lungo periodo di studio e introspezione. Mario, che sconta una pena detentiva per vicende giudiziarie risalenti ad alcuni anni fa, ha iniziato a interessarsi al culto durante la permanenza in un altro istituto di pena. Il suo percorso non è stato dettato dalla casualità, ma da una precisa volontà di trovare un senso nuovo alla propria esistenza nonostante le restrizioni della libertà personale. Il giovane ha trovato conforto nell’idea, centrale nella dottrina dei Testimoni di Geova, che il legame con il Creatore non sia precluso a chi ha commesso errori in passato. Questa convinzione lo ha spinto a impegnarsi attivamente: oggi, Mario dedica parte del suo tempo alla lettura e alla condivisione dei testi sacri, parlando della sua fede sia agli altri reclusi che, compatibilmente con i regolamenti interni, al personale della polizia penitenziaria che presta servizio nel complesso di Sulmona.

Diversa è stata la traiettoria di Giovanni. Carattere schivo e taciturno, nei primi tempi si era limitato a osservare da lontano le visite dei ministri di culto, ascoltando i dialoghi senza intervenire direttamente. Con il passare dei mesi, il suo interesse si è trasformato da curiosità silenziosa a partecipazione attiva. Le sessioni di studio della Bibbia, avvenute con cadenza settimanale all’interno delle sale dedicate del carcere abruzzese, hanno permesso a Giovanni di elaborare una visione differente del suo vissuto, favorendo una riflessione profonda che, come confermato dalle autorità carcerarie, ha avuto ripercussioni positive sul suo modo di interagire con l’ambiente circostante.

L’impatto del sostegno religioso nella rieducazione dei detenuti

Il Dott. Stefano Liberatore, direttore del carcere di Sulmona, ha sottolineato l’importanza di questo tipo di attività nel quadro del trattamento rieducativo previsto dal sistema penitenziario italiano. “I ministri di culto dei Testimoni di Geova frequentano i nostri istituti ormai da molti anni. Monitoriamo con attenzione il loro operato attraverso i responsabili dell’area trattamentale e abbiamo constatato come questo momento rappresenti un punto di svolta importante per i detenuti che scelgono di intraprendere tale percorso”, ha dichiarato il direttore. Secondo Liberatore, offrire spazi di riflessione religiosa non è solo un atto di libertà di culto, ma un pilastro necessario per favorire la risocializzazione di chi sta scontando una pena. In un ambiente complesso come quello di un carcere, la ricerca di una dimensione spirituale agisce da catalizzatore per un cambiamento reale, che si traduce in un rispetto maggiore delle regole e in una convivenza più pacifica all’interno delle sezioni detentive.

Enrico Di Cristofaro, uno dei 507 ministri di culto che operano regolarmente nelle carceri italiane per conto della medesima confessione religiosa, ha seguito personalmente i due detenuti. “La storia di Mario e Giovanni deve far riflettere sulla fiducia che si deve dare all’essere umano”, ha spiegato Di Cristofaro al termine della cerimonia celebrata in una zona riservata della struttura. “Durante i colloqui settimanali ho toccato con mano un mutamento nelle espressioni, nella capacità di analisi dei fatti e nell’atteggiamento quotidiano. Quando il linguaggio cambia e la rabbia lascia spazio alla riflessione, si comprendono i segnali di un recupero che non è solo esteriore, ma profondo”.

L’attività dei Testimoni di Geova, che in Abruzzo contano una presenza consolidata, si inserisce nel più ampio solco delle iniziative di volontariato e assistenza che mirano a contrastare il rischio di recidiva. Il reinserimento sociale, obiettivo primario dell’amministrazione penitenziaria di Sulmona, passa anche attraverso queste esperienze di crescita individuale. Mentre per Mario e Giovanni la detenzione continua, per entrambi questa tappa rappresenta una nuova base di partenza, un momento in cui la speranza di un futuro diverso ha iniziato a prevalere sul peso del proprio passato.

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Il ritorno a casa di una scrittrice marsicana: presentazione di “Oceani allo Specchio” ad Avezzano

🌍 Un ritorno alle origini che si fa letteratura: mercoledì ad Avezzano la presentazione di “Oceani allo specchio”, un viaggio tra le storie di chi parte e chi resta. Non mancare all’incontro con l’autrice per riscoprire il valore delle nostre radici.

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Gabriella Contestabile

Avezzano – Un ponte ideale tra la vivace realtà urbana della Marsica e le infinite rotte della migrazione globale si costruisce giovedì 2 luglio, quando il Caffè Letterario “Vieniviaconme”, situato in via Colaneri 9, diventerà il palcoscenico per un evento di spessore culturale internazionale. Alle ore 18:30, la città accoglierà la presentazione del volume intitolato “Oceani allo specchio. Voci in dialogo dalle diaspore”, pubblicato dalla casa editrice abruzzese Radici Edizioni. Protagonista indiscussa della serata sarà una delle autrici dell’antologia, nata e cresciuta tra le vie di Avezzano prima di intraprendere un lungo viaggio che l’avrebbe portata a varcare i confini nazionali per affermarsi negli Stati Uniti.

Una vita tra due mondi nata nel cuore della Marsica

La storia dell’autrice che ritorna nel capoluogo marsicano è un emblema dell’emigrazione italiana del secondo dopoguerra. Nel 1953, ancora giovanissima, lasciò Avezzano insieme ai genitori, avviandosi verso un’esperienza migratoria che ha segnato profondamente il suo percorso umano e professionale. I primi anni furono trascorsi a Ottawa, in Canada, dove iniziò a confrontarsi con una realtà multiculturale ancora agli albori della sua definizione. Successivamente, il trasferimento negli Stati Uniti la portò nel cuore pulsante di New York City, tra le strade di Astoria e la realtà del Bronx.

Il suo curriculum parla di una carriera costruita con determinazione oltreoceano: dal conseguimento del Bachelor alla Fordham University fino al Master presso la Rutgers University. I lunghi anni passati in posizioni di direzione formativa per colossi del settore moda e cosmesi non hanno però mai attenuato il filo invisibile che la lega alla sua terra natale. L’autrice, già nota al pubblico per altre opere autobiografiche e saggi dedicati all’universo italoamericano – come “La stella dell’artigiano”, “Sass, Smarts, and Stilettos” e “Quell’ora del giorno” – non ha mai smesso di interrogarsi sull’identità e sulle sfumature dell’essere migrante. Il suo ritorno ad Avezzano non rappresenta solo la presentazione di un libro, ma un momento di ricongiungimento emotivo con le radici e la comunità che l’ha vista nascere, in una piazza ideale che oggi riflette sui cicli storici della mobilità umana.

Il valore di un’antologia che unisce le sponde del mondo

Il volume oggetto dell’incontro, curato meticolosamente da Valentina Di Cesare e Michela Valmori, rappresenta un esperimento editoriale di rara intensità. “Oceani allo specchio” raccoglie ventiquattro testimonianze dirette di chi ha vissuto in prima persona la condizione di chi parte e di chi arriva. La struttura del libro non è casuale: le narrazioni di chi ha lasciato l’Italia alla ricerca di un futuro migliore in terre lontane si intrecciano con i racconti di chi, al contrario, ha scelto l’Italia come meta di approdo, portando con sé lingue diverse, retaggi culturali lontani e memorie personali che si caricano di significati nuovi nel contesto nostrano.

Questo dialogo speculare affronta questioni quanto mai pressanti nell’attuale dibattito socio-politico: lo sradicamento, la costruzione dell’identità plurale e il concetto di appartenenza che si modella col passare delle generazioni. La Marsica, terra che ha conosciuto sulla propria pelle il fenomeno dell’emigrazione storica, risulta il luogo ideale per ospitare un confronto di questo tipo. L’evento al Caffè Letterario “Vieniviaconme” non è pensato esclusivamente come un’occasione per esperti, ma si rivolge a tutta la cittadinanza, offrendo uno spazio di riflessione collettiva sul passato migratorio che appartiene alla memoria di molte famiglie avezzanesi.

La serata vedrà la partecipazione di figure di primo piano del panorama letterario locale e non solo, tra cui l’editore Gianluca Salustri e la moderatrice Sara Savina, che guiderà il dibattito stimolando l’autrice a raccontare i retroscena della scrittura e del lavoro di ricerca svolto per il libro. Al termine della presentazione, sarà aperto uno spazio dedicato alle domande del pubblico, seguito dal firmacopie, momento in cui i presenti potranno dialogare personalmente con l’autrice, celebrando una figura che, dopo aver conquistato traguardi professionali di respiro mondiale, sceglie di ritornare dove tutto è iniziato per condividere il frutto di anni di osservazione sul mondo e sulle sue dinamiche umane. L’invito a partecipare è esteso a tutta la cittadinanza e alle testate giornalistiche del territorio, chiamate a testimoniare il legame resiliente tra Avezzano e i suoi concittadini sparsi nel mondo.

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