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Ambiente

Ambiente e transizione verde: l’approccio scientifico degli studenti dell’Istituto Alessandrini di Teramo

🌲 Gli studenti dell’Istituto Alessandrini di Teramo diventano ambasciatori della sostenibilità: dai laboratori dell’ARPA ai progetti di ripristino ambientale, ecco come il futuro si costruisce tra i banchi di scuola.

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#Teramo #Ambiente #Scuola #Sostenibilità

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Ambiente e transizione verde: l'approccio scientifico degli studenti dell'Istituto Alessandrini di Teramo

Redazione-  Teramo, la sensibilità verso le tematiche ambientali trova terreno fertile tra i banchi di scuola, trasformandosi da semplice nozione teorica a impegno civile e scientifico. Si è concluso nei giorni scorsi il modulo di approfondimento dedicato all’ambiente e alla transizione verde, parte integrante del complesso progetto nazionale denominato “Non è solo sport”. Protagonisti indiscussi di questo percorso sono stati gli studenti e le studentesse della classe 2A dell’indirizzo Chimica dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Alessandrini” di Teramo, che hanno vissuto un’esperienza di crescita collettiva sotto la guida attenta dei docenti Patrizia De Amicis, Nicola Olivieri e Francesco Verrocchio.

L’iniziativa non si è limitata alle aule scolastiche, ma ha portato i ragazzi a confrontarsi direttamente con le istituzioni e le realtà che presidiano la salute del territorio abruzzese. Il calendario del progetto ha previsto tappe di grande valore didattico, tra cui le visite tecniche ai laboratori dell’ARPA Abruzzo (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) nel distretto provinciale di Teramo. Qui, i giovani allievi hanno avuto modo di osservare le metodologie di analisi chimica e biologica impiegate per il monitoraggio costante delle matrici ambientali, acquisendo consapevolezza sulla precisione necessaria per preservare gli ecosistemi locali.

Un viaggio diretto tra natura e ripristino ambientale

Il percorso formativo si è spinto ben oltre la chimica analitica, espandendosi nell’osservazione diretta del patrimonio naturalistico regionale. La visita alla Riserva Naturale Regionale Oasi WWF dei Calanchi di Atri ha permesso di analizzare una delle formazioni geologiche più tipiche del paesaggio teramano, offrendo spunti di riflessione critica sull’erosione e sulla protezione della biodiversità nel bacino mediterraneo.

Successivamente, il gruppo si è spostato a Pettorano sul Gizio, in provincia dell’Aquila, per un incontro con l’associazione Rewilding Apennines. Questa realtà è impegnata nel ripristino di habitat naturali e nella coesistenza pacifica tra le attività umane e la fauna selvatica. Per gli studenti dell’Alessandrini, questo confronto ha rappresentato un momento di sintesi tra il rigore della formazione scientifica e la visione etica della gestione del territorio. Comprendere come la tecnologia possa supportare il ripristino di ecosistemi degradati ha rappresentato il nodo centrale dell’intero modulo, permettendo ai ragazzi di collegare le nozioni apprese in classe con le sfide che le nuove generazioni dovranno affrontare nel prossimo decennio.

L’impegno sociale e la comunicazione del sapere

Il valore aggiunto di questo progetto risiede nel metodo di restituzione scelto dai partecipanti. L’apprendimento non si è concluso con una prova d’esame, ma attraverso la creazione di una serie di pannelli divulgativi ideati e realizzati direttamente dagli studenti. Questi manufatti grafici e testuali, pensati per sintetizzare le esperienze vissute, hanno lo scopo di trasformare il corridoio principale dell’Istituto in uno spazio di riflessione permanente. I pannelli raccontano la complessità dei processi naturali, le insidie della crisi climatica e le buone pratiche di sostenibilità che ognuno può adottare nel quotidiano.

Durante l’evento conclusivo, la dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati, affiancata dalla collaboratrice vicaria Amalia Savini e dai docenti responsabili, ha sottolineato l’importanza di questo traguardo per la comunità scolastica. La soddisfazione espressa dalla dirigente tocca un punto nevralgico della gestione scolastica attuale: la capacità di trasformare i fondi nazionali, spesso legati a procedure burocratiche complesse, in risultati tangibili per la formazione degli studenti. La dirigente ha evidenziato come vedere il personale docente, amministrativo e gli alunni collaborare per produrre una rendicontazione sociale del percorso rappresenti il successo più alto dell’istituzione formativa, che va a valorizzare le eccellenze del territorio teramano.

L’attività si inserisce in un quadro più ampio di potenziamento delle competenze di cittadinanza attiva. Gli studenti dell’indirizzo Chimica, solitamente focalizzati sull’analisi tecnica dei materiali, hanno dimostrato in questo progetto una spiccata propensione per la comunicazione scientifica, imparando a veicolare concetti di transizione ecologica con un linguaggio accessibile ai propri coetanei. Questo esperimento dimostra come l’integrazione tra percorsi tecnici e attenzione ambientale sia la strada maestra per formare cittadini consapevoli, pronti a contribuire a un futuro dove scoperte scientifiche e rispetto dell’ecosistema camminano di pari passo. Il lavoro svolto all’Alessandrini resta una testimonianza di come la scuola possa farsi promotrice di un cambiamento culturale profondo, partendo dai bisogni locali per guardare con competenza alle emergenze globali.

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Territorio

Rifiuti, Marinucci suona la carica: “Torniamo ai sub-ambiti nel chietino, basta con il monopolio provinciale”

Rivoluzione rifiuti in Abruzzo! Il consigliere regionale Luciano Marinucci (centrodestra) scende in campo con una proposta netta per la provincia di Chieti: stop ai mega-monopoli provinciali gestiti dall’AGIR, bisogna reintrodurre per legge i “sub-ambiti”. L’idea è dividere la gestione in due bacini (uno dedicato solo alla zona teatina da 140mila abitanti, e uno per il resto della provincia). Il motivo? Marinucci smonta il mito delle “fusioni giganti”: una società più grande non porta automaticamente costi più bassi, ma spesso allontana i servizi dai cittadini, complica la logistica e minaccia le società virtuose come la “San Giovanni Servizi”. I cittadini sono i veri protagonisti della raccolta differenziata e hanno bisogno di una gestione dei rifiuti vicina, snella e che garantisca finalmente bollette sostenibili per famiglie e imprese! Scoprite nel nostro articolo tutti i dettagli della battaglia politica in corso, e non perdetevi il nostro utilissimo consiglio d’acquisto per organizzare la spazzatura in casa in modo perfetto! 👇

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Marinucci

Chieti – La gestione pubblica dei rifiuti, da tema puramente tecnico e ambientale, si è purtroppo rapidamente trasformata in una vera e propria e accanita trincea politica. Una guerra di posizione che rischia seriamente di allontanare le istituzioni dall’obiettivo primario di ogni amministrazione: garantire servizi pubblici efficienti, puntuali e, soprattutto, economicamente sostenibili per le tasche dei cittadini. A lanciare un forte grido d’allarme e a proporre una radicale inversione di marcia organizzativa è Luciano Marinucci, autorevole consigliere regionale di centrodestra (appartenente al Gruppo Regionale “Marsilio Presidente”). Marinucci interviene a gamba tesa sull’annoso dibattito legato alla gestione del ciclo dei rifiuti nella provincia di Chieti, invitando la politica a svelenire il clima e a tornare a ragionare nell’esclusivo interesse dei contribuenti. «La questione rifiuti è stata trasformata in una banale battaglia politica che fa perdere pericolosamente di vista le motivazioni tecnico-operative per le quali, personalmente, ritengo che i singoli territori abbiano il sacrosanto diritto di scegliere in totale autonomia il modello gestionale più confacente alle proprie specifiche esigenze», esordisce il consigliere regionale. La sua proposta per il territorio teatino è tanto chiara quanto rivoluzionaria rispetto all’attuale quadro normativo: la provincia di Chieti, vista la sua estensione e conformazione, deve poter organizzare il delicato servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in almeno due “sub-ambiti”, all’interno di una pianificazione provinciale che resti comunque coordinata e vigilata. Nello specifico, Marinucci immagina un sub-ambito che comprenda esclusivamente la popolosa zona teatina (un bacino critico di quasi 140 mila abitanti), e un secondo bacino destinato a servire il resto dei comuni della provincia.

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Il modello Emilia-Romagna e la critica ai monopoli di AGIR

Questa proposta di suddivisione territoriale non è un salto nel buio, ma si baserebbe su modelli già ampiamente collaudati con successo in altre regioni italiane.
Si tratta di una soluzione che, secondo l’esponente di centrodestra, consentirebbe di coniugare tre fattori determinanti: dimensioni gestionali adeguate e controllabili, assoluta sostenibilità economica dei costi (che pesano sulle bollette) e un’indispensabile vicinanza fisica ai cittadini. Tuttavia, per rendere questa operazione legalmente e operativamente possibile, occorre un passaggio istituzionale fondamentale in Consiglio Regionale: reintrodurre formalmente nella legge regionale vigente i famosi sub-ambiti sub-provinciali, che erano stati incautamente eliminati nel 2025. «L’Emilia-Romagna dimostra quotidianamente che una pianificazione strutturale coordinata può convivere benissimo con l’esistenza di più bacini e più gestori operativi: nel vasto territorio provinciale di Modena operano infatti tre distinte gestioni, affidate al raggruppamento guidato da Hera, ad AIMAG e a Geovest. Anche l’Abruzzo deve assolutamente consentire soluzioni flessibili che tengano conto delle peculiarità dei territori», argomenta Marinucci. La critica di Marinucci si sposta poi sull’attuale impostazione verticistica dell’AGIR (l’Autorità per la Gestione Integrata dei Rifiuti urbani). Secondo il consigliere, la direzione ostinatamente intrapresa da AGIR è quella di concentrare l’intera gestione su un’unica, gigantesca e asettica scala provinciale. Una mossa che andrebbe a restringere drasticamente la possibilità vitale dei sindaci (che restano i primi responsabili della salute pubblica) di concorrere alla scelta del modello migliore (pubblico o misto), indirizzando di fatto e forzatamente le attuali e funzionanti società pubbliche verso una fusione generalizzata e totalizzante. Reintrodurre i sub-ambiti significherebbe dunque riaprire democraticamente quello spazio vitale per valutare alternative concrete sul campo, restituendo ai Comuni il loro ruolo decisionale effettivo nell’organizzazione minuziosa del servizio.

Economie di scala illusorie, tutela dei lavoratori e il cittadino protagonista

Uno degli argomenti più forti utilizzati da chi spinge per le mega-fusioni provinciali è quello del risparmio sui costi. Ma Marinucci non ci sta e smonta questa tesi.
«Una società più grande non garantisce automaticamente e magicamente costi più bassi per gli utenti. Le famose ‘economie di scala’ devono essere accuratamente dimostrate numeri alla mano, considerando variabili fondamentali come le enormi distanze geografiche da coprire, la mostruosa complessità organizzativa e la reale capacità di intervenire tempestivamente sui guasti», avverte l’esponente politico. In una provincia frammentata in 103 Comuni, con esigenze territoriali diversissime tra collina, montagna e costa, la fusione di tre società andrebbe seriamente e attentamente confrontata con un’organizzazione molto più snella e articolata in più bacini autonomi. C’è poi un aspetto sociologico e partecipativo da non sottovalutare. Il delicato servizio di raccolta dei rifiuti ha caratteristiche abissalmente diverse, ad esempio, da quello della distribuzione dell’acqua potabile. Il cittadino, in questo caso, non è affatto un utente passivo che deve limitarsi ad aprire comodamente un rubinetto in casa: è il primo, vero e indispensabile protagonista della raccolta differenziata. Dalla sua corretta separazione casalinga e dal preciso conferimento dei materiali dipendono sia la qualità finale del recupero sia la reale riuscita dell’ambiziosa economia circolare. L’informazione, l’ascolto attento dei problemi e il rapporto quotidiano e diretto con le comunità sono componenti essenziali e non rinunciabili del servizio, che solo una gestione fisicamente “vicina” al territorio può garantire e rafforzare. In questo quadro normativo, eccellenze virtuose come la “San Giovanni Servizi” (società nota per essere efficiente e con una lunga e solida storia di bilanci sempre in utile) dovrebbero essere valorizzate e premiate, magari attraverso l’ingresso nel suo capitale sociale di altri Comuni limitrofi. «Sarebbe un modo per ampliare il territorio servito, condividere investimenti tecnologici e competenze umane e consolidare una realtà che funziona già benissimo, anziché cancellarne freddamente l’autonomia attraverso una gelida fusione imposta dall’alto», rilancia Marinucci. Infine, non manca un doveroso passaggio sulla tenuta occupazionale: in ogni percorso di riorganizzazione devono essere garantiti graniticamente i livelli occupazionali e tutelati i diritti dei lavoratori, che con la loro immensa esperienza sul campo rappresentano una risorsa fondamentale. Le società pubbliche di dimensioni contenute favoriscono infatti un rapporto molto più umano e diretto tra il personale operativo sulle strade e i vertici aziendali. «Bacini più circoscritti permettono di programmare impianti proporzionati alle effettive necessità, riducendo le distanze di trasporto dei camion, i relativi costi per il carburante e le pesanti emissioni inquinanti. Tutti vantaggi che si tradurranno in servizi migliori e tariffe Tari finalmente sostenibili per famiglie e imprese», conclude fiducioso Luciano Marinucci.

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Eventi

Atlante delle migrazioni animali: a Vasto il vertice Onu per salvare la biodiversità

La grande Scienza mondiale fa tappa in Abruzzo per cercare di salvare il nostro fragile pianeta! 🌍 Dal 9 all’11 ottobre, lo storico Palazzo d’Avalos di Vasto (Chieti) ospiterà un importantissimo vertice internazionale promosso dall’ONU (Nazioni Unite) per la creazione dell'”Atlante delle migrazioni animali”! Insieme a scienziati, ricercatori e luminari provenienti da ogni angolo del globo, si discuterà di come proteggere e mappare le rotte segrete di uccelli, mammiferi, pesci e cetacei, rotte purtroppo sempre più minacciate dal letale cambiamento climatico e dall’inquinamento umano. Il progetto è guidato dal Segretariato CMS, con l’organizzazione d’eccellenza della Bio Cantina Sociale Orsogna, dell’ornitologo di fama mondiale Fernando Spina e della coop Cogecstre. Domenica 11 ottobre ci sarà anche una sessione aperta gratuitamente a tutti i cittadini e agli appassionati! Sapevate che le riserve naturali della nostra costa adriatica (come Punta Aderci) sono fondamentali per la sopravvivenza di migliaia di specie in viaggio? Scoprite tutti i dettagli del congresso (e il nostro accessorio consigliato per l’osservazione degli uccelli) nel nostro ultimo articolo! 👇

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Locandina evento Vasto

Vasto (Chieti) – Il nostro pianeta non è un insieme statico di nazioni separate da confini politici artificiali, ma un gigantesco, complesso e fragilissimo ecosistema vivente, profondamente interconnesso e tenuto in costante equilibrio dagli straordinari e instancabili spostamenti della fauna selvatica. Purtroppo, nell’epoca attuale dominata dai cambiamenti climatici estremi, dallo sviluppo industriale sfrenato e dal conseguente stravolgimento degli habitat naturali, la sopravvivenza stessa di questi delicati corridoi biologici è messa a durissima prova. Per arginare questa drammatica emergenza ecologica globale, l’Abruzzo si prepara a diventare il centro del mondo scientifico. Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre, la splendida e suggestiva cornice storica delle sale di Palazzo d’Avalos a Vasto (in provincia di Chieti) avrà l’immenso onore di ospitare un prestigioso e attesissimo congresso internazionale dedicato alla realizzazione e allo sviluppo dell’innovativo Atlante delle migrazioni animali. Si tratta di una delle azioni strategiche più importanti e ambiziose previste dalla Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici (CMS), universalmente conosciuta come Convenzione di Bonn: il fondamentale trattato internazionale siglato dalle Nazioni Unite (Onu) il 23 giugno 1979 per garantire la tutela e la sopravvivenza degli animali migratori terrestri, marini e volatili lungo il loro intero e complesso areale di distribuzione geografica.

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Il gotha mondiale della scienza in Abruzzo

L’evento abruzzese vanta un parterre di ospiti e relatori di assoluta e inarrivabile eccellenza accademica.
La tre giorni congressuale, infatti, vedrà la partecipazione attiva dei massimi esperti internazionali del settore ambientale: decine di tecnici specializzati, ricercatori di fama globale, scienziati, autorevoli docenti universitari, detentori di preziosi database, operatori sul campo della conservazione e altissimi rappresentanti di organizzazioni internazionali. Tutte figure impegnate quotidianamente nello studio minuzioso delle specie migratrici, nella complessa gestione delle infrastrutture per la raccolta dati satellitari e nell’attuazione di politiche ambientali sempre più urgenti. L’incredibile macchina organizzativa dell’evento è frutto di uno storico accordo siglato tra il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) e la rinomata Bio Cantina Sociale Orsogna (realtà leader assoluta in Italia per l’eccellenza della viticoltura biologica e biodinamica, da sempre in prima linea per la tutela della biodiversità vegetale e animale). Ad affiancare la Cantina nell’organizzazione figurano l’ornitologo abruzzese di fama mondiale Fernando Spina (consigliere CMS per la connettività e le reti) e la storica cooperativa Cogecstre di Penne (Pescara). L’elenco dei partecipanti fa tremare i polsi al mondo accademico: figurano luminari del calibro di Dagmar Zíková e Melanie Virtue (del Segretariato CMS), Francesco Ricciardi (Asian Development Bank), Christian Voigt (Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research), Nicola Crockford (BirdLife International), Franz Bairlein (Institute of Avian Research) e Tom Auer (del celebre Cornell Lab of Ornithology). E ancora, Samantha Franks (British Trust for Ornithology), Zeb Hogan (consigliere CMS per l’ecosistema dei pesci) e Nandintsetseg Dejid (consigliere CMS per i mammiferi terrestri). Le intense sessioni di lavoro tecnico si svolgeranno rigorosamente a porte chiuse per massimizzare l’efficacia dei dibattiti, ma il grande pubblico cittadino non verrà certo escluso: domenica 11 ottobre, a partire dalle ore 14:30 sempre a Palazzo d’Avalos, si terrà infatti una fondamentale sessione aperta e divulgativa intitolata “Gli animali migratori connettono il pianeta”.

Un atlante digitale contro le barriere invisibili del progresso

L’obiettivo centrale del vertice è lo sviluppo strategico e tecnologico del rivoluzionario Atlante delle migrazioni animali, uno strumento digitale all’avanguardia accessibile attraverso un portale globale CMS.
Questo strumento epocale è destinato a raccogliere, integrare e rendere immediatamente disponibili al mondo accademico e politico tutte le informazioni fondamentali sui movimenti delle specie migratrici. L’obiettivo primario è mappare con altissima precisione gli spostamenti esatti di uccelli, mammiferi terrestri e marini, cetacei, rettili e persino insetti, incrociando i delicati dati biologici sulle rotte migratorie con quelli relativi alla devastante pressione antropica presente sui territori. “La libertà degli uccelli migratori nasce esclusivamente dalla salute delle terre che sorvolano”, commenta in modo profondo e amaro il direttore della Bio Cantina sociale Orsogna, Zulli. “Oggi, quelle storiche rotte millenarie incontrano insormontabili barriere invisibili, come la perdita drammatica di habitat naturali, la riduzione di insetti dovuta ai letali diserbi e la bonifica forzata di fondamentali aree umide. Noi dimostriamo che si può fare agricoltura senza danneggiare in alcun modo la vita degli agroecosistemi”. Dello stesso avviso l’esperto Fernando Spina: “Gli animali migratori sono il simbolo più forte del fatto che il pianeta sia un ecosistema unico. La loro conservazione è estremamente complessa perché rende necessario mettere d’accordo Paesi diversissimi tra loro dal punto di vista politico e culturale”. Cruciale in questa battaglia per la sopravvivenza sarà il ruolo delle coste abruzzesi, come ricorda con orgoglio Fernando Di Fabrizio (presidente di Cogesctre, cooperativa che dal 1989 gestisce in modo impeccabile le riserve naturali vastesi di Punta Aderci e Vasto Marina): “La linea della battigia e le aree protette di cui ci prendiamo amorevolmente cura rappresentano un riferimento biologico irrinunciabile per moltissimi uccelli, che si spostano lungo la dorsale adriatica per raggiungere i climi caldi del sud in autunno. Questo Atlante globale è uno strumento fondamentale per tutelare queste millenarie rotte della vita in un’epoca spaventosamente segnata dai cambiamenti climatici”.

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Territorio

Allarme ecologico e solidarietà: in Abruzzo sbarcano le papere di gomma per salvare i fiumi

Un’invasione pacifica di papere di gomma nel Parco Sirente-Velino per salvare l’ambiente. Giovedì 8 ottobre va in scena il World Duck Race Championship, una corsa solidale sul fiume Aterno che unisce imprenditori da tutto il mondo per promuovere la tutela della natura e sconfiggere l’inquinamento da plastica nei nostri corsi d’acqua. Iscrizioni aperte fino a martedì 👇

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Papere

L’Aquila – Immaginate lo scorrere lento e limpido di un fiume di montagna che, all’improvviso, si colora dell’innocenza e della leggerezza dell’infanzia per lanciare un grido d’aiuto disperato e globale. C’è un legame profondo, viscerale e troppo spesso dimenticato che incatena la nostra salute fisica all’equilibrio biologico dei territori che calpestiamo ogni giorno. Quando un ecosistema si ammala sotto i colpi dell’indifferenza e della plastica, a soffrire non sono soltanto le piante o le specie animali, ma è l’umanità intera che perde un pezzo della propria anima e del proprio futuro, lasciando ferite aperte nel tessuto delle generazioni che verranno.

Proprio per risvegliare le coscienze assopite attraverso un linguaggio di pura gioia e partecipazione popolare, le valli abruzzesi si preparano a fare da palcoscenico a un evento senza precedenti storici. Ben 197 papere di gomma sono già sbarcate ufficialmente in Abruzzo, pronte a sfidarsi nella primissima edizione del World Duck Race Championship. Questo spettacolare e insolito cammino di solidarietà prenderà il via giovedì 8 ottobre 2026, a partire dalle ore 16:00, nei pressi della stazione ferroviaria di Beffi, un territorio di frontiera situato tra i Comuni di Tione degli Abruzzi e Acciano, nella cornice verde del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino.

Una mobilitazione globale per la terra nel cuore del Parco Sirente-Velino

La flotta di piccoli ambasciatori gialli racchiude in sé un valore simbolico potentissimo: 195 papere rappresentano altrettante nazioni del nostro pianeta, affiancate da una dedicata alle Nazioni Unite e una interamente riservata all’Europa. L’iniziativa, promossa con tenacia dal Comitato pro MuDi a sostegno del Museo Diffuso del Parco Sirente-Velino, trasformerà per un intero pomeriggio un angolo di Abruzzo interno nel centro del mondo. Sulle sponde del fiume Aterno si radunerà infatti anche una delegazione internazionale di imprenditori della fitness industry provenienti da ben 23 nazioni e cinque continenti, arrivati in Italia per il 38° REX Fitness International Gathering.

La presenza di questa delegazione mondiale inserisce l’evento in una dimensione strategica: il mondo dello sport e del benessere si unisce per lanciare un messaggio universale. Prendersi cura del proprio corpo attraverso il movimento e sani stili di vita non ha alcun senso se non ci si prende cura contemporaneamente dell’ambiente in cui viviamo. Questo concetto cardine si sposa perfettamente con l’approccio scientifico internazionale denominato One Health, che riconosce come la salute umana, quella degli animali e la salvaguardia degli ecosistemi siano strettamente interconnesse all’interno di un unico, fragile equilibrio biologico che non possiamo più permetterci di spezzare.

La pulizia del fiume prima della corsa: un gesto concreto di restituzione

I partecipanti e i visitatori saranno chiamati all’azione ben prima del fischio d’inizio della gara agonistica. A partire dalle ore 14:30 scatterà infatti The World Duck Hour, un’ora interamente dedicata al movimento all’aria aperta e a un’azione ecologica concreta: la raccolta dei rifiuti plastici lungo il percorso e sulle sponde dell’Aterno. Il primo gesto della giornata non sarà quindi immettere qualcosa nell’acqua, ma togliere il marciume lasciato dall’incuria umana. L’invito a ripulire i propri territori e a condividere lo scatto sui social con l’hashtag #1health1duck è stato esteso contemporaneamente a livello planetario da tutti i 23 Paesi partner.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di raggiungere la quota di 1.000 papere totali coinvolte entro la chiusura delle iscrizioni, tassativamente fissata per followupButton(query=”””Add the World Duck Race Championship entry deadline on October 6 to my calendar”””, label=”””martedì 6 ottobre 2026″””, variant=FOLLOWUP_BUTTON_VARIANT_DATE_DROPDOWN). La sfida si dividerà tra le 300 pronte a sfidare le correnti del fiume e le 700 che parteciperanno da ogni angolo del globo attraverso la Duck Photo Challenge. Le modalità di sostegno e adozione partono dalla formula “Porta Gioia” da 10 euro, passando per la “Supporter” da 50 euro, fino alla “Ambassador” da 500 euro. Anche chi non potrà raggiungere fisicamente l’Aquilano potrà seguire la propria papera numerata grazie alle dirette streaming sui canali social ufficiali del MuDi.

La cultura della memoria contro lo spopolamento dei borghi

Il fondatore del MuDi, Fausto Di Giulio, ha spiegato con parole cariche d’umanità lo spirito profondo che muove l’intera macchina organizzativa: l’intenzione è utilizzare la gioia e il sorriso per trattare temi di una serietà assoluta, legati alla Lifestyle Medicine e alla prevenzione quotidiana. Il ricavato economico dell’evento sarà interamente devoluto alla missione del Museo Diffuso per recuperare gli oggetti storici, custodire i ricordi e tramandare l’eredità culturale dei piccoli borghi abruzzesi che lottano quotidianamente contro lo spettro dell’abbandono e dello spopolamento.

Il traguardo finale della pazza corsa fluviale è stato fissato presso il suggestivo ponte romano sull’Aterno, un punto d’intersezione storico tra il Cammino di San Francesco e il Cammino del Perdono di Celestino V. Dopo l’arrivo, a partire dalle 16:45 si terranno le premiazioni dei 50 riconoscimenti in palio, seguite dalla visita guidata alle sale del MuDi di Goriano Valli e da una cena di beneficenza. L’organizzazione, che ha incassato il patrocinio dei Comuni di Tione degli Abruzzi e Acciano, dell’USRC e del Parco, assicura la massima sicurezza ambientale: ogni singola papera sarà tracciata e recuperata grazie all’aiuto di speciali cani labrador “salvapapere”, perché l’unica regola insindacabile della giornata è che tutto ciò che entra nel fiume deve uscirne intatto.

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