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Spettacolo

Dolcissima luna: il nuovo capitolo musicale di Rosetta per l’estate 2026

🌙 Rosetta torna con “Dolcissima luna”, un brano intenso che esplora come i ricordi e le emozioni plasmano il nostro presente. Un viaggio profondo tra vulnerabilità e desiderio di connessione.

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Redazione-  Roma accoglie con interesse il ritorno sulla scena musicale di Rosetta, l’artista palermitana che dal 19 giugno 2026 ha ufficialmente inaugurato il suo nuovo percorso discografico con il singolo “Dolcissima luna”. Pubblicato sotto l’egida di The Saifam Group, il brano segna una tappa di maturazione nel percorso dell’interprete, confermando una cifra stilistica che fonde sensibilità cantautorale e una produzione pop contemporanea, pensata per trovare spazio sia nei circuiti dello streaming digitale che nella programmazione delle emittenti radiofoniche nazionali.

La memoria emotiva nel cuore del brano

Il pezzo si inserisce in una ricerca tematica profonda, partendo da un presupposto universale: la capacità dei sentimenti di sopravvivere al tempo. Rosetta sceglie di analizzare come le emozioni, nate da incontri fugaci o relazioni giunte al termine, non svaniscano semplicemente, ma continuino a esercitare una forza gravitazionale sul presente. Attraverso le parole di “Dolcissima luna”, l’artista riflette su quanto i ricordi e i legami pregressi definiscano la struttura della nostra identità quotidiana.

La narrazione si concentra sulla natura vulnerabile dell’essere umano e sul desiderio costante di vicinanza. Rosetta riesce a tradurre in musica quelle sfumature relazionali che spesso risultano complesse da comunicare verbalmente, trasformando il vissuto personale in uno specchio in cui l’ascoltatore può ritrovare frammenti della propria storia. La scelta del titolo è evocativa: la luna, simbolo di ciclicità e mistero, diventa la custode di questi ricordi, un punto di riferimento immobile in un mondo in costante mutamento.

Evoluzione artistica sotto l’ala di grandi maestri

La carriera di Rosetta, nata nel capoluogo siciliano e oggi radicata professionalmente nel contesto romano, non è frutto del caso. La sua impostazione artistica deve molto a una formazione rigorosa e a incontri con figure di primo piano del panorama nazionale. La guida di Carlo Mazzoni, musicista e autore che ha firmato pagine significative della storia della musica leggera italiana lavorando al fianco di giganti come Adriano Celentano e Massimo Ranieri, ha permesso a Rosetta di affinare una tecnica vocale e una consapevolezza interpretativa di alto livello.

Allo stesso modo, la collaborazione con Bruno Tibaldi, una delle figure storiche dell’industria musicale italiana, ha rappresentato una svolta determinante per la sua crescita professionale. Questo percorso, alimentato da un solido impegno, ha portato l’artista a ottenere riconoscimenti di prestigio, tra cui i premi di Mogol e del Senato della Repubblica. Il successo ottenuto nel 2022 con il NokepTV Generation ha aperto le porte alla collaborazione con The Saifam Group, etichetta con la quale Rosetta ha iniziato a definire un’identità sonora e visiva sempre più nitida, distanziandosi dal passato per approdare a una proposta artistica moderna e coerente.

Uno sguardo al futuro dopo il successo di Sorpassate

Il rilascio di “Dolcissima luna” arriva a distanza di alcuni mesi dal precedente singolo, “Sorpassate”, uscito nel novembre 2025. Se con quel brano l’artista aveva mostrato una spinta verso sonorità decise, con la nuova uscita Rosetta sembra voler puntare su una maggiore introspezione, cercando un equilibrio preciso tra la sua storia personale e la volontà di parlare a un pubblico ampio.

L’artista stessa ha definito questa nuova release come il frutto di una ricerca mirata, volta a eliminare il superfluo per concentrarsi sulla sostanza del messaggio e sulla qualità dell’impatto sonoro. La transizione da interprete istintiva a cantautrice consapevole è evidente non solo nella scrittura, ma anche nella scelta di curare il comparto visivo, elemento che oggi gioca un ruolo paritetico nel successo di una proposta pop. Con una presenza scenica che ha saputo convincere sia nelle esibizioni live con la band che nelle apparizioni soliste, Rosetta si conferma una delle voci più interessanti del panorama emergente, pronta a consolidare il proprio spazio nel mercato discografico del 2026. L’invito per il pubblico è quello di lasciarsi trasportare dalle atmosfere del brano, disponibile su tutte le piattaforme e accompagnato da un progetto editoriale che punta a costruire un legame diretto e sincero con chi ascolta.

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Spettacolo

I Folkstone annunciano il ricco calendario estivo e il debutto nei teatri

🐺 I Folkstone annunciano il loro tour estivo e il debutto nei teatri: 30 e 31 ottobre al Teatro Filodrammatici di Treviglio. Un viaggio unico che unisce energia rock e suggestioni antiche.

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#Folkstone #MusicaLive #Treviglio #FolkMetal

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Redazione-  Treviglio è la meta scelta dai Folkstone per chiudere in modo solenne una stagione estiva che si preannuncia densa di appuntamenti. Dopo i primi riscontri positivi ottenuti nei mesi scorsi, la formazione bergamasca conferma la propria vocazione: il palco rimane lo spazio dove la loro proposta artistica trova la massima espressione. Il gruppo, nato nel 2004 da un’idea di Lorenzo “Lore” Marchesi, ha trasformato la dimensione dal vivo in un marchio di fabbrica, costruendo negli anni un legame solido con un pubblico trasversale, capace di apprezzare sonorità che fondono il rock metal contemporaneo con l’eredità degli strumenti acustici antichi.

Un tour estivo tra festival e rievocazioni storiche

Il calendario estivo 2026 porterà il gruppo in diverse località italiane, alternando la partecipazione a festival musicali di rilievo a presenze in contesti legati alla rievocazione storica. Il percorso inizierà il 27 giugno al Monza Folk Fest, proseguendo poi l’11 luglio presso l’Ambria Music Festival, in provincia di Bergamo. Agosto sarà un mese particolarmente intenso, con la tappa al Montelago di Macerata, dove il gruppo si esibirà per due giornate consecutive, proponendo il 7 agosto il set elettrico e l’8 agosto un particolare format acustico.

Il tour proseguirà il 9 agosto a Verbania in occasione del Festival Allegro con Brio, per poi spostarsi il 16 agosto a Borghetto di Valeggio sul Mincio per il Summer Crock Fest. Particolarmente atteso è l’impegno tra il 20 e il 23 agosto a Finale Ligure, nel corso della celebre manifestazione “Viaggio nel Medioevo”, dove la band presenterà di nuovo una rilettura acustica del proprio repertorio. La routine estiva si concluderà il 27 agosto al Beat Festival di Empoli, per poi lasciare spazio ai concerti di settembre a Vigo Cavedine, in Trentino, e a ottobre in Romagna e a Brescia, con la chiusura prevista al Castello di Brescia.

La nuova dimensione teatrale a Treviglio

Al termine di questa lunga corsa estiva, i musicisti si preparano per una sfida inedita: il debutto nei circuiti teatrali. Le date fissate per il 30 e il 31 ottobre 2026 presso il Teatro Filodrammatici di Treviglio rappresentano per la band un obiettivo inseguito da tempo. Non si tratterà di un concerto convenzionale, bensì di una rielaborazione profonda del loro materiale sonoro. Gli strumenti che solitamente dominano le scene dei festival — cornamuse, arpe, ghironde e bouzuki — verranno inseriti in un contesto acustico e spaziale differente, permettendo al pubblico di cogliere dettagli e sfumature che in un ambiente aperto tendono talvolta a perdersi.

Il frontman della band ha espresso grande entusiasmo per questa occasione: “Si tratta di un sogno che si realizza grazie al supporto dei nostri fan in tutti questi anni. Siamo pronti a farvi scoprire nuove sfumature della nostra musica, con il desiderio di ampliare l’universo creativo che abbiamo costruito dal 2004”. I biglietti per le serate di Treviglio sono già disponibili sul portale ufficiale del teatro, e l’attesa attorno a questo evento è alta, considerando la particolarità della location scelta rispetto agli standard abituali del gruppo.

L’identità artistica dopo la reunion

La parabola dei Folkstone ha vissuto una fase di rinnovamento importante dopo la reunion del 2023, ufficializzata in occasione del MetalItalia Festival al Live Club di Trezzo sull’Adda. La risposta del pubblico, che ha gremito la struttura, ha dato ai membri la certezza di dover proseguire un cammino che sembrava essersi interrotto qualche anno prima. La pubblicazione del doppio album “Natura Morta”, presentato con tre sold out al Legend Club di Milano nel marzo 2025, ha confermato la validità della scelta artistica di marciare ancora insieme.

Oltre ai nuovi brani, la band continua a curare la propria eredità discografica, come dimostra la recente operazione di rimasterizzazione dell’album “Il Confine” del 2012, ora disponibile in una versione in doppio vinile in edizione limitata e numerata. Il riconoscimento del Premio alla Carriera, ricevuto al Mei di Faenza nell’ottobre 2025, ha certificato ulteriormente il peso specifico che i Folkstone ricoprono nel panorama indipendente italiano. Con sette album all’attivo e due Dvd live, il gruppo si conferma una realtà capace di evolversi senza scendere a compromessi con la propria missione: raccontare storie attraverso un linguaggio che unisce la durezza del metallo alla tradizione popolare.

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Spettacolo

Tony Mauro riporta in scena la grande sceneggiata napoletana con Bambulina d’ ’o Rione Sanità

🎭 Tony Mauro torna sul palco del Teatro Totò per celebrare la grande sceneggiata napoletana. Non perdere la prima di “Bambulina d’ ‘o Rione Sanità”, un omaggio emozionante alla tradizione partenopea.

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#TonyMauro #TeatroTotò #Napoli #SceneggiataNapoletana

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Locandina

Redazione- Il cuore pulsante della tradizione partenopea si prepara a vibrare nuovamente sabato 20 giugno 2026. Il Teatro Totò, tempio della comicità e della cultura locale, ospiterà alle 20:00 il debutto di “Bambulina d’ ‘o Rione Sanità – ‘a figlia d’ ‘o peccato”, un’opera che non rappresenta solo uno spettacolo, ma un atto di resistenza culturale. A guidare il cast in questa avventura artistica c’è Tony Mauro, un volto che è parte integrante della storia musicale e televisiva napoletana sin dagli anni Settanta, pronto a prestare la propria voce e il proprio vissuto a un capolavoro ideato originariamente da Alfonso Gemito. La regia, affidata alla sensibilità di Savio Morelli, mira a coniugare il rigore filologico con le esigenze di un pubblico moderno, desideroso di riscoprire le radici più profonde del dramma popolare.

Un legame indissolubile con la tradizione

La scelta di mettere in scena questo specifico testo non è casuale. La sceneggiata napoletana ha attraversato epoche complesse, passando dall’essere il linguaggio primario delle classi popolari a oggetto di analisi accademica. Tony Mauro, che ha vissuto da protagonista l’evoluzione della musica partenopea, vede in questo progetto la missione di custodire un patrimonio che rischia di essere offuscato dalla frenesia del presente. La trama di “Bambulina d’ ‘o Rione Sanità” si snoda attraverso i vicoli di Napoli, dove il peccato, l’onore e il senso di giustizia si intrecciano in un vortice di emozioni. È una narrazione che richiede interpreti capaci di dosare sapientemente il tono drammatico e la prosodia tipica del teatro di tradizione. Mauro, forte di una carriera che ha toccato i vertici del successo discografico, approccia questo ruolo con la consapevolezza di chi sa che recitare in napoletano non è solo parlare una lingua, ma esprimere un’appartenenza.

Dalla canzone d’autore al palcoscenico dei grandi

La parabola artistica di Tony Mauro comincia molto lontano, in quel decennio, gli anni Settanta, che per Napoli ha rappresentato una sorta di età dell’oro per la canzone neomelodica e d’autore. Dalle prime incisioni, caratterizzate da un timbro vocale immediatamente riconoscibile, Mauro è passato rapidamente a calcare le tavole del palcoscenico. È proprio agli inizi degli anni Ottanta che il legame con il teatro si consolida, grazie alla collaborazione con figure monumentali del calibro di Tonino Apicella e Cinzia Oscar. In quella fase, Mauro ha saputo definire il proprio spazio interpretativo incarnando la figura del “malamente”. Si tratta di un ruolo tutt’altro che semplice: l’antagonista nella sceneggiata non è un cattivo bidimensionale, ma un complesso ingranaggio drammaturgico che deve scatenare nel pubblico reazioni forti, guidando la tensione fino al culmine del secondo atto. Questa capacità di gestire il conflitto scenico lo ha reso uno dei professionisti più completi della sua generazione.

L’impatto mediatico e il ritorno alle origini

La celebrità per Tony Mauro non è rimasta confinata entro le mura dei teatri. Il suo talento si è riversato con successo anche nel mezzo televisivo. Dalle emittenti regionali, che fungevano da cassa di risonanza per le voci di quartiere, Mauro è approdato alle reti nazionali. Programmi storici come “Cantagol” e il celebre “Napoli prima e dopo”, trasmesso da Rai 1, hanno contribuito a portare il suo repertorio e la sua presenza scenica in ogni casa d’Italia, sdoganando la canzone di matrice napoletana presso un pubblico vasto e variegato. Nonostante il successo mediatico, il richiamo del palcoscenico è rimasto costante nel tempo. La scelta di tornare oggi in scena al Teatro Totò assume il valore simbolico di un passaggio di testimone. In un mondo che corre velocemente verso il digitale, il teatro di prosa rimane uno degli ultimi presidi dove la parola detta in dialetto mantiene intatto il suo potere evocativo. L’impegno profuso da Mauro e da tutto il cast in questa produzione testimonia come la memoria storica sia, per Napoli, il motore principale di ogni innovazione futura. Gli spettatori che siederanno in platea il 20 giugno non assisteranno a una mera operazione nostalgica, ma all’incontro tra la sapienza degli interpreti veterani e la vitalità di un racconto che parla ancora, con una forza sconcertante, alle dinamiche umane di ogni tempo.

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Spettacolo

Lago d’Iseo Jazz 2026, sette concerti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio con i grandi nomi del jazz italiano

🎷 Dal 19 al 27 giugno torna Lago d’Iseo Jazz: sette concerti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio con Denitto, Falzone, Intra, Birro, Canale e altri protagonisti del jazz italiano. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#LagodIseoJazz #JazzFestival #Iseo #Eventi2026

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foto 2 Lago dIseo Jazz

Redazione- Sette concerti, tre comuni coinvolti, grandi maestri del jazz italiano e una nuova generazione di musicisti in piena ascesa. Dal 19 al 27 giugno torna Lago d’Iseo Jazz – La Casa del Jazz Italiano, che per la sua trentaquattresima edizione conferma una formula ormai consolidata: mettere al centro la musica dal vivo in luoghi di forte suggestione paesaggistica e architettonica, intrecciando tradizione, ricerca e dialogo tra generazioni. Il festival si svolgerà tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio, con ingresso libero a tutti gli eventi.

La rassegna mantiene il patrocinio di MIDJ, l’associazione dei musicisti italiani di jazz, e rinnova la collaborazione con Rai Radio Tre, che dedicherà al festival la consueta trasmissione antologica. Da quest’anno, alla macchina organizzativa di Sviluppo Turistico Lago d’Iseo si affianca anche l’associazione culturale Secondo Maggio, da oltre trent’anni promotrice a Milano della rassegna Atelier Musicale. Una novità che rafforza ulteriormente il profilo culturale di una manifestazione ormai stabilmente riconosciuta tra gli appuntamenti più longevi e autorevoli del jazz italiano.

Tre sedi, un solo festival tra paesaggio e ascolto

Uno degli elementi distintivi di Lago d’Iseo Jazz è da sempre il rapporto tra musica e territorio. Anche nel 2026 il festival si muove in scenari molto diversi tra loro ma accomunati da una forte identità. A Iseo i concerti si terranno sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea e nel grande prato-solarium del Sassabanek; a Predore il festival approda nell’auditorium ricavato nella Chiesa di San Giovanni Battista; a Palazzolo sull’Oglio la chiusura sarà ospitata nel Parco delle Tre Ville, ambiente naturale tra i più apprezzati del territorio bresciano.

Ogni appuntamento sarà preceduto da una guida all’ascolto, scelta che da anni caratterizza la rassegna e che accompagna il pubblico dentro i concerti con uno sguardo divulgativo ma rigoroso. Il risultato è un festival che non punta solo all’intrattenimento, ma costruisce un’esperienza culturale completa, capace di avvicinare sia gli appassionati storici sia chi si accosta al jazz per la prima volta.

Da Gianni Denitto a Giovanni Falzone, l’apertura guarda al presente

L’inaugurazione è affidata, venerdì 19 giugno a Iseo, al gruppo del sassofonista Gianni Denitto, autore del disco The Shadow Line, inserito da Jazzit tra i cento migliori album jazz del 2025. Il progetto prende ispirazione dal romanzo omonimo di Joseph Conrad e si sviluppa come un viaggio simbolico dentro l’esperienza umana, tra passaggi, crisi e trasformazioni. Denitto, musicista dalla doppia formazione classica e jazzistica, porta in scena un linguaggio aperto anche all’elettronica e alle contaminazioni internazionali, costruito insieme a giovani talenti del jazz italiano.

Il giorno dopo, sabato 20 giugno, sempre sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, salirà sul palco Giovanni Falzone con il trio Freak Machine. Trombettista tra i più riconosciuti del jazz europeo, Falzone propone un progetto che attraversa punk, funk, rock, musica contemporanea ed elettronica, con una forte componente improvvisativa. Il concerto si annuncia come uno dei momenti più audaci del festival, anche per la riflessione che porta con sé sul rapporto tra l’uomo e la tecnologia.

Omaggi a Miles Davis e John Coltrane, tra memoria e rilettura

La programmazione 2026 dedica due appuntamenti a figure decisive del Novecento musicale: Miles Davis e John Coltrane, entrambi celebrati nel centenario della nascita. Giovedì 25 giugno al lido Sassabanek di Iseo sarà protagonista il quintetto del trombettista Marco Mariani, con un progetto costruito attorno ai brani del celebre quintetto davisiano degli anni Sessanta, quello con Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams. Non un semplice tributo, ma una rilettura contemporanea di pagine decisive nella storia del jazz moderno.

La chiusura di sabato 27 giugno a Palazzolo sull’Oglio ospiterà invece uno dei momenti più attesi dell’intera edizione: il piano solo di Paolo Birro, chiamato a confrontarsi con l’universo compositivo di John Coltrane. L’idea è originale e ambiziosa: rileggere Coltrane senza sassofono, spostando l’attenzione sulla struttura delle composizioni e sull’evoluzione del suo linguaggio, dalle esplorazioni armoniche ai brani aperti alla spiritualità e alla libertà espressiva degli anni Sessanta.

Enrico Intra, Eugenia Canale e Claudio Angeleri completano il cartellone

Tra i protagonisti più attesi c’è anche Enrico Intra, che venerdì 26 giugno a Predore tornerà al festival dopo aver celebrato proprio qui, lo scorso anno, i suoi novant’anni. Il pianista milanese presenterà IN-TRA In Duo, progetto nato da un recente disco e costruito sul dialogo con giovani musicisti italiani, tra cui Lucia Filaci, Arabella Rustico, Giacomo Serino, Vittorio Cuculo e Daniel Besthorn. Una proposta che riassume bene lo spirito del festival: mettere in relazione maestri e nuove voci.

Nella stessa serata del 25 giugno al Sassabanek spazio anche al sestetto del pianista Claudio Angeleri, con il progetto From Be to Pops, che porta nel linguaggio del jazz contemporaneo brani della canzone italiana firmati da autori come Gino Paoli, Fabio Concato e Bruno Martino. La chiusura del 27 giugno sarà completata dal Rebus Quartet della pianista Eugenia Canale, che rileggerà in chiave jazz alcune arie della Turandot di Giacomo Puccini, tra bebop, improvvisazione libera e funky-blues.

Il cartellone disegna così un percorso ricco e coerente, dove convivono mainstream, ricerca, omaggi storici, aperture colte e contaminazioni. Un’identità precisa che fa di Lago d’Iseo Jazz un appuntamento unico nel panorama nazionale.

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