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ARF! FESTIVAL & L’INSTITUTO CERVANTES DI ROMA PRESENTANO “MAFALDA & LA PIMPA. L’ARTE DI QUINO E DI ALTAN”. INAUGURAZIONE GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 ORE 17.30 SALA DALÌ – ROMA, PIAZZA NAVONA 91

Giovedì 14 maggio 2026 ore 17.30
Instituto Cervantes di Roma – Sala Dalì – Roma, Piazza Navona 91

Il Maestro Altan incontrerà il pubblico per un talk e una sessione di firmacopie

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ARF! FESTIVAL & L'INSTITUTO CERVANTES DI ROMA PRESENTANO "MAFALDA & LA PIMPA. L’ARTE DI QUINO E DI ALTAN". INAUGURAZIONE GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 ORE 17.30 SALA DALÌ - ROMA, PIAZZA NAVONA 91

Redazione-  ARF! Festival e l’Instituto Cervantes di Roma presentano alla Sala Dalí di Piazza Navona Mafalda & La Pimpa, la mostra che dal 14 maggio all’11 luglio 2026 porta per la prima volta insieme a Roma le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali della Pimpa.
L’esposizione, realizzata da ARF! Festival e Instituto Cervantes di Roma — in collaborazione con Franco Cosimo Panini, Quipos S.r.l. e Caminito S.a.s. agenzia letteraria — rinnova l’ormai tradizionale partnership tra la prestigiosa istituzione culturale spagnola e il Festival del Fumetto di Roma.

A inaugurare la mostra, curata da Stefano Piccoli (S3Keno) e Daniele Bonomo (Gud) per ARF! Festival nell’ambito della sua XII edizione, giovedì 14 maggio alle ore 17.30, sarà il Maestro Altan, che incontrerà il pubblico per un talk e una sessione di firmacopie.

“Parlare alle bambine e ai bambini per parlare agli adulti” è il filo invisibile che attraversa l’esposizione, dove Mafalda e Pimpa, due protagoniste amatissime che hanno attraversato generazioni, generi e mode, si fronteggiano come due modi diversi e complementari di guardare il mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia.
Da un lato Mafalda, la bambina dai capelli corvini creata da Quino, osserva il quotidiano con lucidità disarmante: guerra, ingiustizia, autorità, futuro vengono passati al vaglio di uno sguardo che non accetta risposte comode. Dall’altro lato la Pimpa, nata dalla mano di Altan, abita un universo in cui la scoperta è continua ma mai minacciosa, fatto di incontro, gioco, trasformazione gentile e meraviglia.
Ne nasce un confronto tra due poetiche opposte e complementari: l’inquietudine critica e la fiducia affettiva, la domanda senza risposta e la narrazione che accoglie. Due modi diversi di usare la semplicità come forma di verità.

Come sottolinea Daniele Bonomo: “Vedere riunite le strip di Mafalda e le tavole de La Pimpa ha una doppia valenza. Da una parte l’importanza di ripercorrere insieme la storia di due personaggi simbolo del nostro immaginario; dall’altra parte rivivere più di cinquant’anni della nostra Storia attraverso gli sguardi, i segni e le parole di Quino e Altan, due grandi Maestri del nostro tempo.”

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Gossip, Principe William show in tv da Graham Norton: «Se non fossi stato Re avrei fatto il poliziotto o il dj». Le confessioni intime su figli, cinema e futuro trono

Gossip, Principe William show in tv da Graham Norton: «Se non fossi stato Re avrei fatto il poliziotto o il dj». La confessione intima sui figli, i film di Batman e il futuro trono 👇

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William

Londra – Un Principe di Galles inedito, spigliato, incredibilmente ironico e lontano anni luce dalla consueta rigidità cerimoniale di corte ha incantato il pubblico televisivo internazionale con un’apparizione a sorpresa destinata a riscrivere i canoni della comunicazione reale. William, erede diretto al trono britannico, si è accomodato sul celeberrimo divano rosso del The Graham Norton Show, il popolarissimo talk-show della BBC, regalando agli spettatori una serie di confessioni private esilaranti e rivelazioni intime sulla sua vita familiare, sui sogni di gioventù e sulla sua visione dell’istituzione monarchica.

Seduto accanto a un parterre di star del calibro dei premi Oscar Cate Blanchett, Hannah Waddingham, Robert Irwin e la cantante Jorja Smith, il futuro Sovrano si è presentato in veste di promotore dell’Earthshot Prize, il prestigioso premio ambientale globale fondato per premiare le migliori soluzioni ecologiche per il pianeta. Tuttavia, è stato il fuoco di fila delle domande pungenti e affettuose del conduttore Graham Norton a far emergere il lato più autentico e umano di William, a cominciare da un quesito che ha sempre stuzzicato la curiosità dei sudditi: quale carriera avrebbe intrapreso se il destino dinastico non lo avesse designato fin dalla nascita come erede della Corona?

La risposta del principe ha strappato risate ed applausi a scena aperta in studio: «Quando ero più giovane volevo assolutamente fare il poliziotto, ero convinto che sarei stato davvero bravo a far rispettare la legge», ha esordito William con un sorriso sornione. «Poi, crescendo, ho attraversato una fase ribelle in cui volevo fare il disc jockey, suonare la musica nei club… ma devo ammettere con totale onestà che non ero affatto bravo alla console!». Una battuta autoironica che svela la semplicità di un uomo che, prima di assumere a tempo pieno gli oneri reali, ha prestato servizio reale come pilota elicotterista di soccorso nella Royal Air Force e nelle ambulanze aeree, salvando decine di vite sul campo.

Questo straordinario bagno di popolarità e normalità si inserisce in un momento storico delicatissimo per la famiglia reale inglese e i suoi scandali, confermando come la figura del Principe di Galles rappresenti l’argine più solido e moderno per traghettare la monarchia verso il futuro, soprattutto dopo i mesi durissimi segnati dalla malattia della consorte Kate Middleton e di Re Carlo.

La passione per Batman di Christopher Nolan e la contesa del telecomando con i figli

Lontano dalle divise militari e dalle sfilate ufficiali, William ha spiegato come riesce a staccare la spina e a rigenerarsi dalle fatiche quotidiane, confessando un amore viscerale per il grande cinema d’autore e per la filmografia di Christopher Nolan: «Amo immergermi nei film profondi, che fanno riflettere. Mi piacciono i film d’azione, ma preferisco qualcosa di psicologicamente complesso. Sono un fan sfegatato di tutto ciò che realizza Christopher Nolan: la sua trilogia de Il Cavaliere Oscuro è fantastica, cupa e profonda. Prende concetti incredibilmente astratti e li trasforma in un intrattenimento magistrale».

Tuttavia, tra le mura domestiche di Adelaide Cottage a Windsor, il futuro Re deve fare i conti con la realtà di ogni padre di famiglia: la gestione del telecomando. Con tre figli scatenati – George (13 anni), Charlotte (11) e il piccolo Louis (8) – la scelta dei programmi serali è spesso oggetto di vivaci negoziati. William ha svelato divertito la passione segreta di tutta la famiglia reale per il reality show televisivo Celebrity Traitors: «Io lo adoro e tutta la famiglia ne va pazza. Charlotte e Louis ne sono letteralmente ossessionati, non si perdono una puntata. È davvero ottima televisione».

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Kate: La futura regina – Katie Nicholl

La biografia intima e dettagliata sull’ascesa di William e Kate, il patto d’acciaio della coppia reale e la visione moderna per il futuro della Corona.

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Il manifesto per il futuro trono: «Il cambiamento serve e non mi spaventa»

Dietro il sorriso radioso e la battuta pronta, William ha ribadito con straordinaria fermezza quale sarà la linea guida del suo futuro regno quando salirà al trono d’Inghilterra. Richiamando le toccanti riflessioni rilasciate ad Eugene Levy nella serie The Reluctant Traveler, il Principe di Galles ha chiarito di non temere affatto l’evoluzione dei tempi: «Credo sia corretto dire che il cambiamento è all’ordine del giorno. Un cambiamento per il meglio. Io lo accolgo e mi entusiasma l’idea di poter apportare novità: non modifiche radicali e distruttive, ma quei cambiamenti necessari che ritengo debbano compiersi».

Una vera e propria lezione di leadership e consapevolezza personale che ha colpito milioni di persone: «Puoi ricevere tutte le etichette, i titoli e i ruoli cerimoniali del mondo, ma se non sei fedele a te stesso, a ciò che rappresenti e ai tuoi valori fondanti, allora chiunque tu sia finisci per perderti. Prendo i miei doveri e le mie responsabilità con estrema serietà, ma è fondamentale non farsi possedere dal ruolo: devi essere tu a possedere il ruolo».

La performance televisiva di William ha conquistato l’opinione pubblica e la stampa di settore su tutto il territorio nazionale e internazionale. Mostrandosi vulnerabile, moderno, appassionato e capace di ridere di se stesso, l’erede al trono ha dimostrato ancora una volta perché i sudditi vedano in lui e in Kate la vera incarnazione di una monarchia viva, empatica e pronta a guidare il Paese verso il ventunesimo secolo.

A cura della Redazione Spettacolo e Gossip di Cavaliere News

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Gossip, Harry e William verso una «tregua forzata»: svelata la soluzione di Palazzo per evitare incidenti diplomatici a Londra

Gossip, Harry e William verso una «tregua forzata»: la clamorosa rivelazione del biografo reale sulla soluzione di Palazzo per evitare scontri a Londra 👇

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William e Harry

Londra – Il gelo siderale che separa il Principe William e il Principe Harry potrebbe presto essere infranto non da un moto spontaneo di affetto fraterno o da un commovente abbraccio pacificatore, bensì da una fredda, pragmatica e inevitabile necessità di protocollo. Da anni i due figli di Re Carlo e di Lady Diana non si rivolgono la parola: nessuno a corte è in grado di indicare con esattezza quando si sia consumata l’ultima conversazione privata e genuina tra i principi, un tempo inseparabili e oggi arroccati su posizioni inconciliabili. Eppure, nelle stanze del potere britannico comincia a farsi strada la consapevolezza che lo status quo non potrà reggere all’infinito, specialmente di fronte ai segnali di un progressivo e strategico riavvicinamento del Duca di Sussex al suolo britannico.

A riaprire il dossier è stata la recente e discussa intervista rilasciata da Harry al prestigioso magazine GQ, in cui il duca è tornato a parlare apertamente del proprio desiderio di riconciliarsi con il fratello maggiore, affrontando senza filtri le ferite della faida familiare e motivando le ragioni profonde che lo spingono a desiderare che i figli, il Principe Archie e la Principessa Lilibet, possano mantenere un legame identitario con il Paese d’origine del padre. Parole che hanno scatenato un vivace dibattito tra gli esperti della Corona, culminato nelle rivelazioni emerse durante l’ultima puntata del celebre talk-show d’inchiesta Palace Confidential.

A tracciare la rotta di quello che potrebbe essere il futuro scenario tra i due eredi è stato Robert Hardman, uno dei più autorevoli e rispettati biografi reali contemporanei, autore di volumi di riferimento sulla monarchia. Secondo Hardman, se da una parte è impossibile pensare a un perdono autentico fino a quando Harry continuerà a esporre i panni sporchi di famiglia davanti ai riflettori dei media, dall’altra l’istituzione monarchica sarà obbligata a trovare una via d’uscita concreta: una «soluzione pragmatica, da gentiluomini d’ufficio» (quella che gli anglosassoni definiscono una workman-like solution) per gestire la convivenza pubblica ed evitare imbarazzi catastrofici.

Questo delicatissimo equilibrio si inserisce nel contesto più vasto e tormentato della famiglia reale inglese e i suoi scandali. Come osserva acutamente Hardman: «Se Harry continua a mantenere questa postura difensiva, non vedo davvero come possa ricucire intimamente i rapporti con suo fratello. Tuttavia, sono certo che con il tempo si troverà una soluzione puramente funzionale. Voglio dire, deve esserci per forza: se Harry intende frequentare o vivere a periodi in questo Paese, prima o poi i due finiranno inevitabilmente per imbattersi l’uno nell’altro agli eventi ufficiali. Dovranno pur trovare un modo per interagire civilmente, anche se vi assicuro che non sarà affatto un clima caloroso o rilassato».

La «soluzione d’ufficio»: un patto di non belligeranza senza sorrisi finti

La formula ipotizzata da Robert Hardman e dai circoli diplomatici di corte non prevede dunque una riconciliazione da favola hollywoodiana, bensì un vero e proprio armistizio di facciata regolato da rigidi paletti comportamentali. Il Principe William, assorbito dal ruolo gravoso di erede diretto al trono, dalla tutela della salute della moglie Kate Middleton reduce dalla chemioterapia e dal sostegno al padre impegnato nella battaglia contro il tumore, non ha alcuna intenzione di concedere udienze private a cuore aperto a un fratello che ritiene inaffidabile e pronto a monetizzare ogni confidenza.

Tuttavia, la prospettiva di vedere i due principi incrociarsi casualmente a cerimonie di Stato, eventi commemorativi o iniziative benefiche senza nemmeno scambiarsi uno sguardo rischia di danneggiare l’immagine pubblica dell’intera Corona. Per questo motivo, gli sherpa di Buckingham Palace e di Kensington Palace starebbero ipotizzando un protocollo di convivenza forzata: saluti istituzionali misurati, distanze fisiche studiate a tavolino e una rigorosa tregua mediatica che impedisca fughe di notizie scandalistiche.

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Carlo III: La nuova corte dei Windsor e la successione al trono – Robert Hardman

La biografia definitiva e aggiornata firmata dal massimo esperto reale che svela i retroscena della successione e i conflitti irrisolti tra William e Harry.

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Il dilemma del ritorno di Harry: tra la nostalgia dei figli e il muro di Windsor

La vera chiave di volta risiede nelle intenzioni a lungo termine del Duca di Sussex. Nonostante il quartier generale della famiglia rimanga per ora la splendida magione di Montecito in California, Harry ha manifestato più volte il timore che Archie e Lilibet crescano come perfetti estranei rispetto alle loro radici storiche, private dei legami con i cuginetti reali George, Charlotte e Louis. Da qui il continuo tentativo di tessere tele sotterranee per riallacciare i contatti con Londra.

D’altro canto, la corte britannica non è disposta a fare sconti. La linea dettata da William è inflessibile: non ci sarà spazio per riabilitazioni pubbliche o ruoli di rappresentanza part-time. Se Harry vuole essere presente nel Regno Unito, dovrà farlo come privato cittadino, accettando la gelida indifferenza del fratello e rispettando le regole ferree di discrezione imposte dal Palazzo.

L’impatto di questa complessa partita a scacchi continua ad appassionare milioni di osservatori sul territorio globale, confermando come le vicende della monarchia inglese rappresentino il più affascinante dramma dinastico del nostro tempo. Non ci saranno abbracci calorosi né lacrime di riconciliazione: la «soluzione d’ufficio» sarà un patto d’acciaio freddo e formale, l’unico compromesso possibile per evitare che la rivalità tra i due fratelli distrugga ciò che resta della pace a Corte.

A cura della Redazione Spettacolo e Gossip di Cavaliere News

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Gossip, Principe Harry nella bufera per l’intervista bomba su William: la smentita disperata dopo un’ora e l’ira di Re Carlo per il blitz mediatico

Gossip, bufera sul Principe Harry: l’attacco choc su William nell’intervista e la smentita disperata dopo un’ora. A Londra scoppia l’ira di Re Carlo per il blitz mediatico 👇

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Harry

Londra – Una nuova, violentissima bufera mediatica si abbatte sul Principe Harry, travolto dall’ennesima gaffe comunicativa che la stampa britannica e gli analisti di corte non esitano a definire come una delle ritirate più imbarazzanti e umilianti mai compiute dal duca ribelle. A poco più di un’ora dalla messa in onda di un’intervista carica di veleno, nella quale il secondogenito di Re Carlo lanciava pesanti accuse alludendo a misteriosi sabotatori che impedirebbero la pace familiare, la macchina delle relazioni pubbliche di Montecito è stata costretta a una precipitosa e disperata retromarcia per smentire se stessa e tentare di limitare i danni di un ordigno mediatico esploso nel momento peggiore possibile.

Tutto ha avuto inizio durante un nuovo passaggio televisivo in cui a Harry veniva chiesto a bruciapelo se stesse ancora elaborando il lutto per la rottura lacerante con il fratello maggiore William. Con tono dolente e sguardi carichi di risentimento, il duca si è lasciato andare a una dichiarazione esplosiva destinata a incendiare i tabloid di mezzo mondo: «C’è qualcuno che non vuole assolutamente che io e mio fratello ci riconciliamo». Una frase calibrata al millimetro per insinuare che dietro il muro di gelo eretto tra Londra e la California non vi sia una naturale distanza emotiva, ma una deliberata congiura di palazzo ordita per tenere i due principi l’uno contro l’altro.

La reazione dei media è stata fulminea: in pochi minuti, commentatori, opinionisti e scommettitori britannici hanno puntato all’unisono il dito contro il futuro Re d’Inghilterra, interpretando le parole di Harry come un attacco frontale e velenoso proprio all’indirizzo di William e del suo entourage ristretto. Di fronte alla tempesta montante e alla prospettiva di aver bruciato definitivamente ogni residuo ponte diplomatico con la Corona, il portavoce ufficiale dei Duchi di Sussex ha diramato una nota urgente e contraddittoria, sostenendo che le dichiarazioni del principe «non erano assolutamente intese come un colpo basso contro il fratello o contro qualsiasi altro membro della famiglia reale», aggiungendo che il commento andava inteso «in un contesto generale e astratto».

Una goffa pezza a colori che ha peggiorato la situazione, svelando l’estrema fragilità della strategia comunicativa di Montecito all’interno della complessa scacchiera che regola la famiglia reale inglese e i suoi scandali. Per i corrispondenti reali, il tentativo di rimangiarsi le accuse dopo appena sessanta minuti è il sintomo lampante del panico: Harry lancia il sasso, cerca di passare per vittima designata, ma appena intuisce che l’opinione pubblica è stufa dei suoi piagnistei televisivi, arretra frettolosamente cercando di scaricare la colpa su presunti fraintendimenti giornalistici.

Il tempismo perfetto del blitz e l’ombra sulla visita di Stato a Windsor

A rendere il clima incandescente tra le mura di Buckingham Palace non sono soltanto le parole ambigue di Harry, ma il tempismo chirurgico con cui l’intervista è stata data in pasto ai media internazionali. La diffusione dello scoop è avvenuta proprio mentre Re Carlo III, la Regina Camilla e i vertici della monarchia stavano rientrando al castello di Windsor dopo aver trascorso quasi un’ora sotto un diluvio torrenziale per accogliere con tutti gli onori militari il Sultano dell’Oman, Haitham bin Tarik, giunto nel Regno Unito per una visita di Stato cruciale per gli equilibri diplomatici ed economici del Paese.

Mentre i reali anziani si asciugavano gli abiti cerimoniali fradici d’acqua e si preparavano a gestire gli incontri bilaterali, l’attenzione della stampa è stata bruscamente dirottata sul melodramma dei Sussex. Sebbene l’entourage californiano abbia subito giurato che la data di pubblicazione fosse una scelta autonoma della testata giornalistica, a Londra nessuno crede alla tesi della casualità. Non è la prima volta che si ripete questo schema: solo pochi giorni fa, l’apertura solenne del Parlamento gallese a Cardiff presieduta dal Sovrano era stata oscurata dalla ricomparsa pubblica a sorpresa di Harry e Meghan a Nottingham.

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Spare. Il minore – Principe Harry

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La sentenza di Corte: «Basta interviste e telecamere se vuole davvero il perdono»

Il commento più spietato arriva dagli storici biografi della famiglia reale, che leggono in questa mossa l’ennesima dimostrazione di immaturità politica ed etica. Se Harry desidera davvero ricostruire il legame spezzato con William e con il padre malato, la strada maestra non passa certo attraverso le copertine patinate dei magazine americani o le confessioni a favore di telecamera, ma attraverso il silenzio, la discrezione e la capacità di cospargersi il capo di cenere lontano dai riflettori.

A Windsor la porta rimane sbarrata perché manca l’elemento fondamentale su cui si regge qualsiasi convivenza: la fiducia. Il Principe William è profondamente scottato dalle rivelazioni private contenute nel libro Spare e nelle docuserie Netflix, e ogni volta che Harry rilascia una dichiarazione pubblica riaccende il sospetto che qualsiasi conversazione privata possa finire rivenduta al miglior offerente editoriale. Fino a quando Harry non dimostrerà con i fatti, e non con vuoti proclami promozionali, di saper mantenere il segreto di famiglia, nessuno a corte sarà disposto a tendergli la mano.

Questa vicenda conferma ancora una volta quanto la faglia tra la monarchia operosa e il circo mediatico dei Sussex continui a influenzare l’opinione pubblica e il dibattito culturale sul territorio globale. Il duca ribelle voleva apparire come il fratello generoso pronto a fare pace, ma la frettolosa smentita successiva ha rivelato al mondo tutta la debolezza di una strategia comunicativa ormai logora, che non convince più né i sudditi né la sua stessa famiglia.

A cura della Redazione Spettacolo e Gossip di Cavaliere News

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