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ULTIMO MESE DI PROIEZIONI ALLA CASA DEL CINEMA PER LA MOSTRA “LANTERNE MAGICHE. FOTOGRAFIE DALLA COLLEZIONE VALERIO DE PAOLIS” AL MUSEO CARLO BILOTTI A VILLA BORGHESE, IL TEMA È “THIS IS ENGLAND”

Alla Casa del Cinema si chiude la rassegna legata alla mostra

Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis

al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese.

Il tema del mese è This is England.

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ULTIMO MESE DI PROIEZIONI ALLA CASA DEL CINEMA PER LA MOSTRA “LANTERNE MAGICHE. FOTOGRAFIE DALLA COLLEZIONE VALERIO DE PAOLIS” AL MUSEO CARLO BILOTTI A VILLA BORGHESE, IL TEMA È “THIS IS ENGLAND”

 Redazione-  Ultimi appuntamenti presso la Casa del Cinema per il ciclo di proiezioni legato alla mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis (visitabile fino al 6 settembre 2026 al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese). Per l’ultimo mese di programmazione, la rassegna propone un focus dal titolo This is England, un viaggio tra racconti e atmosfere della cultura britannica contemporanea attraverso molteplici sguardi autoriali.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Casa del Cinema e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Tutte le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli, le eccezioni saranno comunicate.

Curata da Alessandra Mauro e Roberto Koch con Suleima Autore, la mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Cinema con la collaborazione di Contrasto. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.

In occasione della mostra, i possessori del biglietto di ingresso al Museo Carlo Bilotti riceveranno uno sconto sulle proiezioni che si terranno presso Casa del Cinema fino al 4 giugno 2026: per ogni biglietto del Museo presentato al botteghino di Casa del Cinema sarà applicato lo sconto del 20% su un biglietto della proiezione prescelta. I possessori del biglietto delle proiezioni tenute a Casa del Cinema fino al 4 giugno 2026 potranno acquistare il biglietto ridotto del 20% per l’ingresso alla mostra.

IL PROGRAMMA DI MAGGIO

Giovedì 15 maggio (ore 20.00) e giovedì 4 giugno (ore 17.30)

Proiezione del film The Queen di Stephen Frears

(Regno Unito, Italia, Francia, 2006, 102’)

I tormentati giorni successivi alla tragica morte di Lady Diana impongono al premier Tony Blair di confrontarsi con la regina Elisabetta (Helen Mirren, magnifica) e cercare di persuaderla ad abbandonare l’inopportuna cortina di silenzio dietro alla quale si è trincerata la famiglia reale. Affidandosi alla penna affilata dello sceneggiatore Peter Morgan, Frears racconta il delicato equilibrio tra immagine pubblica e vita privata e mette elegantemente in scena il contrasto tra l’anacronistico ritualismo dei protocolli aristocratici e le esigenze più complesse e pragmatiche della vita politica.

 

Mercoledì 6 maggio (ore 20.00) e lunedì 25 maggio (ore 20.00)

Proiezione del film The Iron Lady di Phyllida Lloyd

(Regno Unito, Francia, 2011,105’)

Malata di Alzheimer, l’anziana Margaret Thatcher si è ormai ritirata a vita privata. La sua mente, però, non riesce a liberarsi dei ricordi del passato: cresciuta in una famiglia modesta, si era appassionata alla vita politica, aveva sfidato il maschilismo imperante ed era stata eletta Primo ministro. Alla regista Phyllida Lloyd e alla sceneggiatrice Abi Morgan non interessa giudicare le scelte politico/ideologiche di una grande personalità del Novecento ma raccontare con partecipazione la vicenda esemplare di una self made woman. E permettere così a Meryl Streep di mostrare nuovamente tutta la sua grandezza.

Venerdì 22 maggio (ore 17.30)

Proiezione del film I, Daniel Blake di Ken Loach

(Regno Unito, Francia, Belgio, 2016, 100’)

Ken Loach torna ai suoi temi prediletti con un film asciutto e profondamente indignato, premiato con la Palma d’Oro a Cannes. La vicenda di un falegname costretto a misurarsi con un sistema assistenziale disumanizzato, del tutto simile a un moderno Leviatano, diventa il ritratto di un’Europa segnata da una precarietà diffusa e dal progressivo indebolimento dei diritti sociali. Senza mai cedere alle facili derive patetiche, Loach costruisce un racconto vigoroso, in cui la solidarietà tra gli ultimi diventa l’unico e fragile antidoto possibile all’indifferenza delle istituzioni.

Lunedì 11 maggio (ore 20.00) e venerdì 29 maggio (ore 17.30)

Proiezione del film Another Year di Mike Leigh

(Regno Unito, Francia, Belgio, 2016, 100’)

Attraverso il fluire delle stagioni e l’avvicendarsi delle visite di amici e conoscenti, Mike Leigh osserva con straordinaria finezza le vicende di una coppia apparentemente serena, contrapponendole alla solitudine di chi fatica a trovare un proprio posto nel mondo. Un racconto costruito sulla perfezione dei dialoghi e sulla malinconia sommersa dietro le convenzioni della normalità borghese, capace di riflettere sullo scorrere del tempo e sulle crepe invisibili che attraversano ogni relazione. Il grande regista non ha bisogno di ricorrere a drammi e scontri plateali e gira uno dei suoi film più belli, scavando nelle contraddizioni dell’animo di tutti quanti i personaggi.

Prezzo dei biglietti: 5 €.

I biglietti per le proiezioni a pagamento in programma alla Casa del Cinema si possono acquistare presso la biglietteria in largo Marcello Mastroianni 1, oppure online attraverso il sito www.casadelcinema.it o www.boxol.it/casadelcinema, esclusivamente con modalità “Biglietto digitale”: il biglietto può essere stampato o reso disponibile sul proprio dispositivo mobile. La biglietteria/infopoint sarà aperta con i seguenti orari: dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 22.00.

Eventuali eccezioni saranno comunicate sul sito www.casadelcinema.it.

Per l’acquisto dei biglietti della mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis, consultare il sito del museo www.museocarlobilotti.it alla pagina visita > biglietti.

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Il ritorno dell’aristocrazia europea in una villa segreta alle porte di Milano tra simboli e tradizione

🥂 Un incontro tra tradizione antica e visione reazionaria: tra ville patrizie e nobili esponenti, si discute del futuro dell’identità europea.

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#nobiltà #tradizione #Milano #cronacarosa

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Il giovane conte italorusso Pietro Stramezzi, la principessa rumena russa Silvia Andronikov Cantacuzene e il "barone nero" Roberto Jonghi Lavarini ad una serata aristocratico reazionaria in una villa patrizia...

Milano – In un’atmosfera sospesa tra nostalgia del passato e restaurazione di un’identità perduta, una dimora storica ai confini del capoluogo lombardo ha riaperto le sue porte per una serata che ha richiamato le cronache mondane di un tempo. Tra stucchi dorati, ritratti di antenati e il riverbero di candelabri in argento, si è tenuto un incontro che ha visto protagonisti esponenti di spicco di un’aristocrazia europea che oggi cerca di ricomporsi. L’evento ha riunito figure legate da vincoli di sangue e da una visione comune della società, in un contesto dove il protocollo e il rigore formale hanno dettato i ritmi della serata.

Il legame tra storia e nobiltà moderna

Al centro del dibattito e della convivialità si trovavano il giovane conte italorusso Pietro Stramezzi e la principessa rumena russa Silvia Andronikov Cantacuzene. Entrambi rappresentano una generazione di eredi che, pur vivendo nel ventunesimo secolo, mantiene un legame indissolubile con le radici nobiliari di Russia e d’Europa. La loro presenza non è passata inosservata, attirando l’attenzione su quella che molti osservatori definiscono una rinascita di interesse verso le antiche casate. La principessa, nota per il suo impegno nella tutela del patrimonio culturale, ha dialogato con Stramezzi su temi legati alla conservazione delle memorie familiari, in un momento in cui la storia europea attraversa una fase di profonda trasformazione e incertezza identitaria.

La presenza di Roberto Jonghi Lavarini

A completare il quadro dei partecipanti, la figura di Roberto Jonghi Lavarini, conosciuto dai più come il “barone nero”. La sua partecipazione ha conferito alla serata una connotazione marcatamente reazionaria, inserita in un filone politico e di pensiero che guarda con ammirazione alle strutture gerarchiche della vecchia Europa. In un contesto architettonico tipico delle dimore patrizie lombarde – caratterizzate da corti interne, pavimenti in marmo e vasti parchi privati che isolano la proprietà dal caos cittadino – Jonghi Lavarini ha esposto le sue tesi sulla necessità di un ritorno ai valori tradizionali. Il confronto tra il rigore formale della nobiltà e le istanze politiche contemporanee ha dato vita a un clima di intenso dibattito, lontano dai riflettori della cronaca quotidiana ma denso di significati per chi continua a credere in una società ordinata secondo i dettami della consuetudine.

Riflessioni sul futuro dell’identità europea

La villa, situata in un’area strategica tra la provincia milanese e la Brianza, ha fatto da palcoscenico a una riflessione che ha toccato il ruolo delle élite nel panorama attuale. Non si è trattato di un semplice ricevimento, bensì di un momento di aggregazione necessario per quegli ambienti che si sentono distanti dal linguaggio moderno. Mentre all’esterno il mondo corre veloce verso la digitalizzazione e la globalizzazione, all’interno delle mura protette della tenuta, gli ospiti hanno discusso di genealogie, diritto nobiliare e della difesa di un’eredità che rischia di essere dimenticata.

L’incontro si è concluso nelle ore tarde, in un silenzio tombale garantito dalla posizione isolata della villa, circondata da viali alberati che richiamano lo stile delle residenze di campagna di fine Ottocento. La scelta di non rendere pubblico il luogo esatto dell’incontro risponde a una precisa volontà di preservare l’esclusività e la riservatezza che appartengono a questo mondo. La serata si è confermata come un esperimento volto a testare la tenuta di certi circoli ideali che, pur agendo nell’ombra, continuano a tessere una tela fitta di contatti e influenze, guardando con occhio critico alle dinamiche di potere che oggi governano il continente Euroasiatico. In un mondo che cambia volto ogni giorno, i partecipanti hanno voluto ribadire che la sostanza del passato rimane, per loro, l’unica bussola affidabile per orientarsi nel futuro.

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La Fiat presenta la Quattrolino, l’erede della 600

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Quattrolino

Redazione-  Stai a vedere che alla fine una “nuova” 600 Multipla la fanno davvero. L’idea di riproporre in chiave moderna la storica monovolume, nata nel 1956 dalla matita di Dante Giacosa, è da qualche tempo un “pallino” di Olivier François, CEO di Fiat, che ne ha parlato in diverse occasioni. Un modello all’epoca rivoluzionario, capace di offrire sei posti, magari non comodissimi ma reali, in tre metri e mezzo di lunghezza. La cui eredità potrebbe essere raccolta dalla nuova Fiat Quattrolino.Il nome non è forse tra i più orecchiabili – e non è neanche detto che sia quello definitivo – ma racchiude in sé la filosofia del progetto: da un lato il richiamo alla nuova Topolino, microcar elettrica realizzata sulla base della Citroën Ami, dall’altro l’idea di un abitacolo per quattro persone. Un modello nato per ampliare la gamma di veicoli destinati alla città, pratici e accessibili, perfettamente coerente con la filosofia della Casa torinese.L’immagine pubblicata da Fiat racconta molto di come potrebbe essere la Quattrolino: carrozzeria alta, abitacolo avanzato e cofano praticamente assente, come nella Multipla del 1956, con proporzioni studiate per offrire il massimo dello spazio all’interno. Non sono da escludere, come già visto per la Topolino, future evoluzioni pensate per il trasporto commerciale in ambito urbano o varianti particolari come la Dolcevita.Come suggerisce il rendering ufficiale, l’auto sarà leggermente più lunga della Topolino (che misura 2,53 metri), mantenendo però le due portiere: per accedere alla seconda fila si ribaltano gli schienali della prima. Aria di famiglia anche nella forma del muso e dei fari, sia davanti sia dietro. Spartane le finiture, a partire dagli specchietti regolabili manualmente, mentre la maniglia incassata nel vetro rappresenta una soluzione originale che potrebbe evolvere nella versione definitiva.

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Il mistero del fiume Columbia torna a galla nel nuovo thriller di Kendra Elliot

📖 Vent’anni dopo, il passato torna a bussare alle porte del fiume Columbia. Non perdere l’ultimo, adrenalinico capitolo della serie di Kendra Elliot, “Una scia di sangue”, ora disponibile in libreria e negli store digitali per tutti gli appassionati di thriller mozzafiato.

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#KendraElliot #UnaSciaDiSangue #Thriller #IndomitusPublishing

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Kendra Elliot

Redazione-  Il mercato editoriale italiano si prepara ad accogliere una delle uscite più attese per gli amanti del genere crime. A partire dal 25 giugno, le librerie e gli store digitali ospiteranno “Una scia di sangue”, il quinto capitolo della serie “Columbia River”, firmato dalla penna di Kendra Elliot. Con un curriculum da oltre 15 milioni di copie vendute a livello globale e un seguito consolidato anche tra i lettori del Bel Paese — dove ha già superato la soglia delle 130 mila copie distribuite — l’autrice americana si conferma una delle voci più incisive nel panorama internazionale del brivido.

Un cold case che riemerge dal passato

La trama del nuovo romanzo prende le mosse da una ferita mai rimarginata, scavata vent’anni prima nelle fitte foreste dell’Oregon. La vicenda affonda le radici nella scomparsa di cinque adolescenti, un fatto di cronaca nera che sconvolse l’opinione pubblica. Di quel gruppo, solo due ragazzi furono ritrovati, abbandonati sulla sponda del fiume Columbia dopo aver subito torture fisiche. Tra loro c’era Devin Bonner, l’unico a sopravvivere, ma il cui ricordo di quegli eventi è rimasto sigillato dietro una barriera psicologica insormontabile.

Oggi, a distanza di due decenni, la tranquillità viene spezzata dal brutale omicidio di un podcaster di true crime, rinvenuto cadavere proprio nello stesso luogo dove si consumò la tragedia del passato. Il modus operandi non lascia spazio a dubbi: qualcuno ha deciso di riaprire il sipario su un dramma che in molti speravano fosse stato sepolto dal tempo. La riattivazione di questo cold case chiama in causa l’agente speciale dell’FBI Mercy Kilpatrick, affiancata dal marito Truman Daly, capo della polizia locale. La coppia si trova a dover gestire una minaccia che non guarda in faccia nessuno, trascinando nella spirale di violenza anche Ollie Smith, un giovane orfano protetto proprio da Daly.

La sfida di decifrare la memoria

Il nucleo centrale del libro, curato in Italia da Indomitus Publishing, non è soltanto la caccia a un killer seriale, ma la corsa contro il tempo per sbloccare la mente di Devin Bonner. Gli investigatori sanno bene che, finché il trauma rimarrà sepolto, il pericolo per la comunità non potrà essere neutralizzato. L’intreccio, che si sviluppa in 402 pagine serrate, gioca costantemente sul filo della tensione emotiva, alternando le indagini forensi di Kilpatrick a una introspezione psicologica dei personaggi, capaci di regalare al lettore colpi di scena distribuiti con precisione chirurgica.

Davide Radice, editore di Indomitus Publishing, sottolinea come la serie “Columbia River” riesca a mantenere alta l’asticella della qualità narrativa, riunendo figure ormai familiari al pubblico che ha imparato ad amare lo stile dell’autrice. “Si tratta di un’opera che mescola abilmente narrazione di inchiesta e oscurità dei traumi – afferma Radice –. La struttura del racconto è pensata per non concedere tregua, spingendo costantemente il lettore a voltare pagina per scoprire il prossimo tassello di un puzzle complesso”.

Un successo basato sulla cura del dettaglio

Kendra Elliot non è una neofita della suspense. La sua carriera, iniziata quasi per gioco nel 2006 dopo anni passati a divorare i classici polizieschi, è stata premiata con tre riconoscimenti Daphne du Maurier e numerose presenze nelle classifiche dei best seller del Wall Street Journal. Il suo approccio alla scrittura è pragmatico: l’obiettivo primario è sempre stato l’intrattenimento del lettore, attraverso una costruzione solida dei drammi investigativi. “Una scia di sangue” si inserisce perfettamente in questo solco, offrendo una narrazione che evita i cliché per concentrarsi sulla solidità degli indizi e sulla credibilità delle dinamiche investigative.

Per chi volesse intraprendere questa lettura, il volume è disponibile sia in formato cartaceo, al prezzo di 19,99 euro, sia in versione ebook a 7,99 euro, con inclusione nel catalogo Kindle Unlimited per gli abbonati. La pubblicazione rappresenta un tassello fondamentale per chi segue il percorso di Mercy Kilpatrick, un personaggio che negli anni è diventato un’icona del thriller contemporaneo. Mentre le indagini procedono tra i boschi dell’Oregon e le ombre del passato si allungano sul presente, il lettore è invitato a porsi una domanda semplice: è possibile sfuggire alle colpe di vent’anni prima quando la scia di sangue torna a scorrere sotto i propri occhi?

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