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Attualità

Bancomat di Stato: l’ossessione per multe e autovelox che trasforma l’automobilista in un bersaglio da spremere

Limiti a 30 all’ora, autovelox nascosti e multe a tradimento: la crociata delle amministrazioni locali contro i guidatori per fare cassa, che sta trasformando l’Italia che lavora in un gigantesco bancomat umano. 🚗📸

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Autovelox

Roma– C’è una tassa silenziosa, spietata e quotidiana che sta progressivamente prosciugando i portafogli di milioni di famiglie italiane, colpendo con inesorabile precisione chirurgica proprio chi non può fare a meno di uscire di casa ogni mattina per guadagnarsi da vivere. Non si tratta di un’accisa dichiarata sui carburanti o di un antipatico rincaro dell’IVA, ma della sempre più asfissiante e diffusa ossessione per gli autovelox, i semafori “intelligenti” e le multe a strascico. Guidare oggi sulle strade delle nostre città o nelle nostre province non è più un semplice atto di mobilità lavorativa o familiare, ma si è tristemente trasformato in una vera e propria corsa a ostacoli in un campo minato. Un territorio ostile dove l’automobilista non viene mai visto come un cittadino da tutelare, ma come un bersaglio mobile da colpire o, peggio ancora, come un inesauribile bancomat umano da cui prelevare liquidità per tappare i buchi neri dei bilanci delle amministrazioni locali.

Sicurezza stradale o cassa facile? L’insopportabile ipocrisia delle multe a tradimento

Nessuna persona dotata di minimo buon senso oserebbe mai mettere in discussione l’importanza sacrosanta e inviolabile della sicurezza stradale. Le regole esistono per salvare le vite umane, e chi sfreccia a folle velocità nei centri abitati mettendo a repentaglio la vita dei pedoni merita di essere punito nel modo più severo possibile dalla legge. Tuttavia, quello a cui stiamo tristemente assistendo in gran parte dei Comuni del nostro Paese ha davvero ben poco a che fare con la nobile missione della prevenzione degli incidenti. Parliamo di autovelox mimetizzati subdolamente dietro i cespugli, di macchinette mobili posizionate in modo strategico alla fine di lunghi e sicurissimi rettilinei in aperta campagna, e di assurdi cartelli stradali che abbassano improvvisamente e irragionevolmente il limite da 90 a 50 chilometri orari nel giro di soli venti metri. È una vera e propria “caccia alle streghe” amministrativa, concepita palesemente non per far rallentare e ragionare chi guida in modo pericoloso, ma esclusivamente per far scattare la fotografia fatale e ingrossare il bottino delle casse comunali. Un’ipocrisia di Stato intollerabile che sta minando alla base e distruggendo il fondamentale patto di fiducia tra le istituzioni locali e i cittadini, ormai portati all’esasperazione da questa sensazione di costante e mirato accanimento.

L’accanimento contro l’Italia che lavora: artigiani e pendolari perennemente sotto scacco

A pagare il prezzo economico e psicologico più alto di questa assurda giungla sanzionatoria non sono certo i milionari pirati della strada, ma l’Italia reale che si sveglia all’alba, che lavora, fatica e produce. Le vere vittime sacrificali di questo sistema predatorio sono i pendolari, i logorati rappresentanti di commercio, i fattorini delle consegne e gli artigiani a bordo del loro furgone carico di attrezzi, cittadini comuni costretti per necessità contrattuale a macinare centinaia di chilometri al giorno per poter mantenere le proprie famiglie in modo onesto. Per un semplice operaio o un idraulico, ricevere una notifica di multa da 150 euro per aver inavvertitamente superato il limite di appena cinque o sei chilometri orari in un tratto di strada provinciale deserto, non rappresenta semplicemente una multa sgradita: significa vedersi letteralmente annullare e rubare, in un colpo di flash, il sudato guadagno netto di due intere giornate di fatica. È un colpo bassissimo alla dignità del lavoro umano, una vera e propria mazzata economica calata dall’alto che si somma violentemente all’inflazione dilagante e ai costi stellari e inarrestabili dei carburanti.

Il labirinto di asfalto dei limiti assurdi e la folle crociata contro l’automobile

A complicare ulteriormente un quadro nazionale già ampiamente critico, si è prepotentemente aggiunta nell’ultimo periodo la recente e dilagante moda ideologica delle cosiddette “Città a 30 all’ora”. Molte amministrazioni metropolitane, cavalcando ciecamente l’onda di un ambientalismo burocratico e spesso di pura facciata, stanno disseminando i grandi centri urbani di limiti di velocità oggettivamente impossibili da rispettare mantenendo la normale fluidità del traffico moderno. Mentre le automobili dei cittadini sono così costrette a procedere a passo d’uomo in lunghissime code indiane, causando ironicamente un aumento spaventoso delle polveri sottili e dello smog per via degli ingorghi perenni, le stesse strade italiane continuano purtroppo a versare in condizioni vergognose, devastate da crateri lunari, buche storiche non rattoppate e una segnaletica orizzontale scolorita e del tutto invisibile di notte. Si criminalizza ferocemente l’automobile privata accusandola di ogni male del mondo contemporaneo, ma contemporaneamente non si spende un solo euro pubblico per rifare gli asfalti ammalorati o per illuminare adeguatamente i pericolosi incroci pedonali bui, dimostrando in modo lampante come la tanto sbandierata “sicurezza” sia molto spesso soltanto una comoda e redditizia foglia di fico.

La diabolica trappola burocratica: pagare per non rischiare, ovvero la fine della Giustizia

Ma il vero e inarrivabile capolavoro giuridico di questo sistema predatorio si concretizza implacabilmente al momento della notifica cartacea della sanzione. Le tanto temute multe in busta verde arrivano a casa spesso dopo mesi esatti dall’infrazione, recapitate freddamente nella cassetta della posta quando il malcapitato cittadino non ha nemmeno la più pallida memoria di dove si trovasse esattamente quel giorno o in quell’ora. E proprio qui scatta la spietata trappola psicologica architettata dal sistema: lo Stato ti offre magnanimamente il cosiddetto “sconto” del 30% sulla sanzione, ma solo a patto che tu ti arrenda e paghi immediatamente entro cinque giorni lavorativi. Se decidi invece, in piena buona fede, di far valere con coraggio i tuoi diritti costituzionali per tentare un logorante ricorso al Giudice di Pace (dovendo oltretutto anticipare pesanti tasse e marche da bollo di tasca tua) o al Prefetto, rischi seriamente, al minimo cavillo burocratico, di veder raddoppiata matematicamente la sanzione in caso di inevitabile sconfitta. Qual è il drammatico risultato di questo ricatto di Stato? Milioni di cittadini italiani innocenti, pur essendo pienamente consapevoli di avere mille volte ragione di fronte a un verbale palesemente ingiusto, viziato da errori o oggettivamente illegittimo, preferiscono piegare la testa, pagare subito in silenzio la cifra scontata alle Poste e rinunciare con rabbia al proprio inviolabile diritto di difesa pur di evitare conseguenze peggiori, pignoramenti o infinite e costosissime beghe legali. Una vera, amara e silenziosa sconfitta per uno Stato che dovrebbe dirsi di Diritto.

Serve prevenzione reale e visibile: le pattuglie umane e la vera manutenzione stradale

È giunto il momento irrevocabile che la grande politica nazionale, troppo spesso sorda o distratta davanti alle piccole sofferenze quotidiane, metta finalmente un freno normativo drastico e definitivo a questo indecente Far West delle multe a strascico. Se l’obiettivo reale, nobile e dichiarato di un Sindaco è davvero quello di salvare vite umane sulle strade e tutelare l’incolumità dei propri pedoni, la soluzione non sarà mai nascondere di soppiatto un rilevatore ottico dietro un albero o un bidone della spazzatura in piena campagna alle porte della città. La vera prevenzione stradale, quella seria, si fa mettendo in strada le pattuglie fisiche in carne e ossa, pronte ad alzare la paletta per fermare i veicoli obiettivamente pericolosi, controllare chi guida in stato di ebbrezza e, soprattutto, educare civilmente i conducenti meno attenti. Si fa investendo fondi pesanti per asfaltare per sempre le maledette buche killer che ogni giorno mettono in serio repentaglio la vita e il futuro di decine di giovani motociclisti, e si fa posizionando dissuasori visivi e luminosi, ben chiari chilometri prima dei centri abitati. Fino al triste giorno in cui un singolo dispositivo autovelox continuerà a essere considerato comodamente dalle giunte comunali semplicemente come una preziosa, certa e inesauribile voce “in entrata” da inserire spudoratamente nei bilanci di previsione per far quadrare a tutti i costi i conti traballanti dei municipi, gli automobilisti e i contribuenti italiani continueranno inevitabilmente a sentirsi non cittadini rispettati e tutelati dallo Stato, ma deboli e indifesi limoni da spremere senza alcuna pietà logica e umana.

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Attualità

Il Mattutino dal Castello Sforzini (15 Agosto 2026): “Gli specchi hanno un difetto, non capisci mai chi inizia a guardare…”

“E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”. 🪞 🏰 Nel giorno di Ferragosto, tra tuffi al mare e grigliate, ritagliatevi un solo minuto di assoluta calma per leggere l’appuntamento odierno de IL MATTUTINO. In diretta dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano, una pillola di saggezza e filosofia (con una vertiginosa citazione di Nietzsche) per riflettere sull’anima umana. “Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio”. Buon Ferragosto a tutti i nostri lettori! 👇 📖

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Il Mattutino del 15 Agosto 2026

Redazione  – Nel giorno in cui l’Italia intera si ferma per celebrare il Ferragosto tra feste, spiagge e scampagnate, il nostro pensiero mattutino sceglie di muoversi in direzione ostinata e contraria, invitando i lettori all’introspezione. Direttamente dalle antiche mura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, l’appuntamento odierno con “Il Mattutino” è un viaggio filosofico e vertiginoso sull’identità, sulle connessioni invisibili e sui misteri dell’anima umana. Una riflessione tagliente e profonda, suggellata dalla celebre e immortale massima del filosofo Friedrich Nietzsche.


IL MATTUTINO

dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Sabato 15 agosto 2026

Due punti lontani, sulla carta, possono appartenere alla stessa linea.

Gli specchi hanno un difetto: non si riesce mai a capire chi abbia cominciato a guardare.

E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te.

Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
“Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio.”


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Attualità

Auguri di Buon Ferragosto 2026

Il Direttore e la Redazione di Cavalierenews augurano ai lettori un Buon Ferragosto 2026 . Una festività antichissima  che ha origine  nel mondo latino con le  Feriae Augusti (riposo di Augusto), una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C.  in aggiunta a quelle  già esistenti ,ricorrenti appunto nel mese d’agosto,  come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. Una giornata divenuta  poi  una festività  religiosa  della Chiesa cattolica : in origine il primo giorno del mese, in seguito il quindicesimo, nel quale la Chiesa celebra la ricorrenza dell’Assunzione di Maria Vergine al cielo (festa dell’Assunta) –

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Buon Ferragosto 2026

Redazione-  Il Direttore e la Redazione di Cavalierenews augurano ai lettori un Buon Ferragosto 2026 . Una festività antichissima  che ha origine  nel mondo latino con le  Feriae Augusti (riposo di Augusto), una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C.  in aggiunta a quelle  già esistenti ,ricorrenti appunto nel mese d’agosto,  come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. Una giornata divenuta  poi  una festività  religiosa  della Chiesa cattolica : in origine il primo giorno del mese, in seguito il quindicesimo, nel quale la Chiesa celebra la ricorrenza dell’Assunzione di Maria Vergine al cielo (festa dell’Assunta) –

Un augurio  di trascorrere la giornata di Ferragosto  in serenità  è anche un augurio  pieno  a godere  finalmente di un tempo  liberato,  dopo oltre un anno di emergenza ,dalla fatica e dallo stress  di una condizione a volte insopportabile  . Una condizione personale e sociale  che ha caratterizzato la vita di tutti noi  in questo lungo periodo di difficoltà, forse disagi, comunque di preoccupazioni. Dovute al rincaro del costo della vita, alla inflazione che aumenta, all’aumento dei costi  di luce e gas .E proprio negli ultimi mesi  la preoccupazione  per l’aumento del costo dei carbutranti a causa della guerra Stati Uniti Isreale contro Iran. Una guerra che ha provocato la chiusura dello stretto di Hormuz ,via principale per il traffico di navi che  trasportano non solo petrolio  ma anche fertilizzanti . E di conseguenza l’aumento del prezzo del petrolio e  dei derivati  di raffineria . Insomma un augurio di mettere da parte almeno per qualche  giorno   preoccupazioni materiali  .

Proprio per  riprendere in mano la propria vita  dedicandosi agli affetti  ,alla qualità delle relazioni ,alla socialità.  Che è poi almeno per qualche giorno staccare la spina per dedicarsi a quell’ozio dei latini , quello beninteso letterario , ossia  quel tempo da avere a disposizione  per la cura di se stessi in senso materiale ( la cura del corpo) e in senso spirituale, ovvero creare  qualcosa di diverso dalla routine quotidiana , dal lavoro  spesso defatigante e alienante, per affermare e riaffermare una libertà  di essere e di esserci non solo per il dover essere e il dover esserci.

Un augurio  alle singole persone e all’intera società che ci circonda  per riflettere sulle proprie convinzioni  restituendole ad una dimensione comune e collettiva  e non solo egoisticamente personale. Una riflessione che non porti,per esempio , a scambiare  i risultati della scienza con le opinioni degli scienziati .Un augurio perché si avvii finalmente  una riflessione radicale  sul senso, sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro.

L’augurio di poter  riconquistare diritti persi dopo anni di lotte  ( l’art 18 dello statuto dei lavoratori, la pensione anticipata per  malattie professionali ed incidenti sul lavoro) ,  contratti di lavoro  che si sono trasformati tutti in “flessibili”  Riconquistare  un concreto diritto alla salute  ,attraverso  un servizio sanitario nazionale che svolga  il suo compito di prevenzione , diagnosi e cura  eliminando, per esempio,  liste d’attesa di circa un anno per indagini diagnostiche ospedaliere .

L’augurio di una Italia che non abbia paura dell’immigrazione e che proprio richiamandosi ai valori della libertà  e della  convivenza  riconosca la diversità, la multi etnicità e l’integrazione per contrastare, attraverso l’apporto di nuove vite la crisi della natalità  e garantire alle esigenze di una popolazione anziana risorse e  cure  degne di  un futuro serenamente vivibile.

Un augurio in definitiva a vivere meglio ,a vivere una vita migliore  affrancata da eccessive  preoccupazioni per  il soddisfacimento di esigenze materiali . Una vita capace di innamorarsi  della bellezza  della natura  e delle cose che ci circondano . Capace di ascoltare  una brezza leggera di vento,  il respiro di un cielo stellato , il pianto di un bambino, ; di guardare un fiore  e i suoi colori; di seguire il volo di una farfalla . Una vita capace di chinarsi su se stessa  per riconoscere  determinazione, consapevolezza , autodisciplina  valori fondanti  che ci permettono  di non diventare vecchi  con gli anni ma ogni giorno più nuovi . Per affrontare le sfide del futuro ma anche per godere quelle che vegnono indicate dalla tecnica (?!) come meraviglie del futuro  che già i Fuuturisti decantavano  cento anni fa  a patto di saper governare questa risorsa che con l’intelligenza artificiale ha fatto passi da giganti verso un progressivo e chissà forse inrrestabile sviluppo.

Buon Ferragosto di nuovo a tutti i lettori, i collaboratori, i sostenitori da parte del Direttore e della redazione di Cavalierenews.

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Esteri

Trump contro i giudici: quando la Corte Suprema dice no, la Casa Bianca cerca un’altra via

“Sono il più grande piagnucolone… Piagnucolo e piagnucolo finché riesco a vincere”. Così Donald Trump, in un’intervista concessa a Chris Cuomo della Cnn durante la sua prima campagna elettorale nel 2015, descrisse la sua tenacia. Questa strategia di Trump, appresa dal suo avvocato e mentore Roy Cohn (1927-1986), consiste nel considerare la realtà malleabile e nel non accettare mai una sconfitta, concentrandosi invece sull’attacco agli avversari, senza mai riconoscere i propri errori né mostrare debolezza. Trump usa questa tenace strategia anche con la Corte Suprema, nei casi poco frequenti in cui si vede sconfitto dal supremo organo giudiziario degli Usa.

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Donald Trump

Redazione- Sono il più grande piagnucolone… Piagnucolo e piagnucolo finché riesco a vincere”. Così Donald Trump, in un’intervista concessa a Chris Cuomo della Cnn durante la sua prima campagna elettorale nel 2015, descrisse la sua tenacia. Questa strategia di Trump, appresa dal suo avvocato e mentore Roy Cohn (1927-1986), consiste nel considerare la realtà malleabile e nel non accettare mai una sconfitta, concentrandosi invece sull’attacco agli avversari, senza mai riconoscere i propri errori né mostrare debolezza. Trump usa questa tenace strategia anche con la Corte Suprema, nei casi poco frequenti in cui si vede sconfitto dal supremo organo giudiziario degli Usa.

In tempi molto recenti, la Corte Suprema ha bacchettato il presidente Usa in alcuni casi fondamentali, come i dazi, il diritto alla cittadinanza per nascita, il licenziamento di Lisa Cook dalla Federal Reserve, ecc. In queste vicende Trump non si è arreso e ha intrapreso altre strade per aggirare i limiti impostigli dalla magistratura. Nel caso dei dazi iniziali imposti in occasione di quello che lui dichiarò “Liberation Day”, la Corte Suprema li dichiarò illegali nel febbraio scorso, con una decisione di 6-3. Trump andò su tutte le furie, attaccando i giudici, ma subito dopo li ripristinò usando un’altra legge che però gli permise di mantenerli fino al 24 luglio. Subito dopo impose altri dazi usando un’altra legge, sostenendo che i prodotti che entravano negli Usa da 60 Paesi erano fabbricati con lavoro forzato. Trump non ammise la sconfitta e ha cercato, con relativo successo, di andare oltre la Corte Suprema. Ciononostante, la decisione della Corte lo ha costretto a rimborsare alle aziende che lo avevano denunciato i soldi incassati dal Tesoro americano.

Nel caso della cittadinanza per nascita, lo ius soli, che garantisce la cittadinanza americana a tutti quelli nati in America, inclusi i figli di individui senza residenza legale, Trump ha reagito in maniera simile. In questo caso ha fatto passi indietro e ha annunciato due nuovi ordini esecutivi specifici per non darla vinta alla Corte Suprema. Il primo amplia l’ineleggibilità alla cittadinanza per includere “nemici degli Stati Uniti e gruppi terroristici stranieri”, come pure i figli di rappresentanti diplomatici. La legge attuale, infatti, esclude già questi individui. Il secondo ordine esecutivo sulla cittadinanza prende di mira i figli nati in America da genitori con visti turistici, che Trump asserisce costituiscano una grande industria. In realtà, i casi che rientrano in questa categoria sono rarissimi. Le donne che possono permettersi il lusso di venire in America con un visto turistico nell’ultimo mese di gravidanza per far acquisire la cittadinanza ai neonati non si interessano necessariamente a questo diritto. In linea generale, queste donne vivono bene nei loro Paesi e la cittadinanza americana avrebbe pochissimo valore. Poco importa. I due nuovi ordini esecutivi mirano al desiderio di Trump di non accettare mai una sconfitta, ma allo stesso tempo di inviare segnali ai suoi sostenitori che lui lavora per loro, senza tregua, come il loro guerriero.

C’è poi il caso di Lisa Cook, membro della Federal Reserve, che Trump ha cercato di licenziare, ma la Corte Suprema glielo ha impedito. Adesso Trump sta provando di nuovo e le ha inviato una lettera, asserendo che ha rilasciato “dichiarazioni false su uno o più contratti per un mutuo”. La strada non sarà facile, perché dovrà dimostrare che le accuse sono veritiere e la Cook ha tutte le intenzioni di resistere.

Se Trump con frequenza cerca strade alternative quando la Corte Suprema non gli sorride, non desiste dal presentare ricorsi ai magistrati più alti del Paese. In un recentissimo caso, Trump ha chiesto che la Corte Suprema invalidi la decisione di un giudice federale sul voto per corrispondenza. In caso negativo, il 47esimo presidente con ogni probabilità cercherà di aggirare i giudici per ottenere i suoi obiettivi.

Anche altri presidenti in tempi recenti hanno seguito la stessa strada quando hanno subito decisioni sfavorevoli, ma nessuno di loro ha attaccato i membri della Corte Suprema come ha fatto l’attuale inquilino della Casa Bianca. Questi attacchi ai magistrati hanno creato un clima di alta tensione e preoccupazione per la sicurezza dei giudici. In una recente audizione al Congresso, Elena Kagan e Amy Coney Barrett, due dei nove membri della Corte Suprema, hanno chiarito che i magistrati temono per la loro sicurezza. In un esempio molto personale, Coney Barrett ha descritto lo shock dei suoi figli quando, in un’occasione, si è tolta il giubbotto antiproiettile dopo essere ritornata a casa. Gli attacchi ai giudici, però, arrivano anche dalle bocche dei membri del governo di Trump. Todd Blanche, il neo-confermato procuratore generale, nel mese di dicembre dell’anno scorso ha postato su X (già Twitter) un messaggio attaccando “i giudici canaglia” che non seguono la legge. Per questa sua affermazione si è beccato il rimprovero della New York State Bar Association sulla scorrettezza di queste asserzioni. Se Trump ha poco da temere, tenendo presente l’immunità per gli atti ufficiali concessagli proprio dalla Corte Suprema, i suoi collaboratori devono fare attenzione, specialmente gli avvocati. Le Bar Association sono molto attente ai comportamenti non etici e possono, in casi estremi, revocare la licenza professionale.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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