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Il liceo classico Delfico di Teramo celebra l’identità europea con un volume di ricerca storica

Gli studenti del Liceo Classico “Delfico” di Teramo presentano un importante volume di ricerca storica dedicato alle radici dell’Europa, consegnato ufficialmente all’ambasciatore Antonio Zanardi Landi. Un lavoro che unisce la storia locale alla visione umanistica del continente.
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Il liceo classico Delfico di Teramo celebra l'identità europea con un volume di ricerca storica

Redazione-  Teramo ha vissuto una giornata di grande spessore culturale tra le mura dello storico Liceo Classico “Melchiorre Delfico”. L’istituto ha presentato ufficialmente “Europa”, un volume di ricerca storica dal titolo completo “De Europa 1458-1461 – Radici e intrecci del nostro passato”. Il progetto rappresenta il punto di arrivo di un percorso didattico complesso, avviato originariamente dagli studenti della classe III A nell’anno scolastico 2018/2019 e portato a compimento solo di recente, dopo le inevitabili interruzioni imposte dall’emergenza sanitaria globale.

Il volume, che contiene un messaggio introduttivo di S.E. Antonio Zanardi Landi, ambasciatore del Sovrano Ordine di Malta presso la Santa Sede, è stato illustrato alla comunità scolastica dalla dirigente prof.ssa Maria Letizia Fatigati e dai docenti coordinatori, Roberto Ricci e Claudia Cutina. All’incontro ha preso parte anche il prefetto di Teramo, S.E. Fabrizio Stelo, che ha sottolineato l’alto valore formativo dell’iniziativa per le nuove generazioni.

Radici umanistiche e la riscoperta del territorio

Il cuore dell’opera risiede nel recupero dell’opera di Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II, figura centrale dell’Umanesimo italiano. Il volume non si limita alla traduzione, curata per l’occasione da Francesca Macino, ma attualizza il pensiero del pontefice analizzando il suo profondo legame con la città di Teramo, consolidato dall’amicizia con Giovanni Antonio Campano, da lui stesso nominato Vescovo Aprutino.

Il professor Ricci, che ha guidato la ricerca storica, ha posto l’accento sulla lettera inclusa nel volume in cui il Campano descrive Teramo al cardinale Jacopo Ammannati. Si tratta di un reperto di valore inestimabile: la prima descrizione storica della città abruzzese e dell’intero territorio circostante. Attraverso questo documento, gli studenti non hanno soltanto studiato il passato, ma hanno ricucito un lembo di memoria cittadina fondamentale, collegando le radici locali alla più ampia cornice europea. La dirigente Fatigati ha ribadito come il “De Europa” serva a comprendere l’antico continente non come un blocco monolitico, ma come un mosaico di diversità che trova coesione in valori comuni, quali la pace, la cooperazione internazionale e il rispetto dei diritti umani.

Il dialogo costante tra passato e presente

Oltre al volume dedicato all’Europa, durante la manifestazione è stato presentato un secondo lavoro didattico intitolato “Benedetto Croce e la tragedia di Casamicciola”, curato dallo studente Christian Carpineta. Questo elaborato, che analizza la figura del grande filosofo abruzzese, è stato presentato al concorso “Benedetto Croce l’uomo”, organizzato dall’Associazione culturale Crociana di Raiano, in provincia dell’Aquila. La partecipazione attiva degli studenti, rappresentati nell’occasione da Rocco Citerei, Rachele Malizia e dallo stesso Carpineta, ha dimostrato la vitalità di un percorso educativo che incoraggia il pensiero critico e la ricerca sul campo.

Il prefetto Fabrizio Stelo, nel suo intervento, ha tracciato un parallelo tra la visione di una “città ideale” ispirata a Pienza — città legata a Papa Pio II — e il concetto di Europa come spazio di civiltà e crescita democratica. Per gli studenti del liceo teramano, questa esperienza ha trasformato la storia da disciplina statica in una “memoria viva”, capace di orientare il presente e proiettarsi verso il futuro.

Il culmine di questo percorso è avvenuto a Roma, dove il professor Roberto Ricci ha consegnato personalmente una copia del volume all’ambasciatore Antonio Zanardi Landi. Il diplomatico ha espresso vivo apprezzamento per la qualità scientifica e didattica del lavoro, riconoscendo nel progetto del “Delfico” un esempio virtuoso di come la scuola possa farsi promotrice di una cultura consapevole, capace di onorare le radici del territorio e, al contempo, di dialogare con le istituzioni ai massimi livelli diplomatici. L’opera si pone ora come uno strumento di studio disponibile che arricchisce il patrimonio culturale di Teramo, confermando il ruolo del liceo classico come baluardo della memoria e laboratorio di idee per le sfide europee del domani.

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Tornareccio Music Camp, successo per la sesta edizione sotto la regia dei giovani

🚨 GIOVANI TALENTI SUL PODIO: GRANDE SUCCESSO PER IL TORNARECCIO MUSIC CAMP 2026Una sesta edizione straordinaria che ha visto la grande musica d’autore e i giovani musicisti conquistare il cuore dell’Abruzzo! Dal 21 al 25 luglio, lo splendido borgo di Tornareccio — celebre nel mondo per il suo miele e i suoi mosaici artistici — ha ospitato quaranta ragazzi appassionati per il camp estivo promosso dal Comune, dall’APS L’Olandese Volante e dal Centro Didattico Musicando. 🎶🐝Quest’anno il direttore scientifico, il Maestro Riccardo Rossi, ha compiuto una scelta rivoluzionaria: ha rinunciato a salire sul podio per affidare la direzione dei concerti a quattro giovanissimi musicisti cresciuti all’interno del progetto. Una scommessa vinta che ha superato ogni aspettativa, dimostrando competenza e maturità tecnica sotto la guida dei docenti Rossi, Daria Marchioli e Myriam Anzini. Gli allievi hanno incantato il pubblico con una serie di concerti itineranti nel centro storico: dalla frazione di San Giovanni alle suggestive note eseguite tra i mosaici all’aperto (in collaborazione con l’Associazione A.M.A. e l’Accademia Ars Antiqua di Atessa), fino alla sfilata in Piazza Fontana e al magico e solenne gran finale tra le antiche mura di Monte Pallano. 🏛️🎻✨👇 Quanto ritieni importante dare spazio e responsabilità reali ai giovani nelle grandi rassegne culturali? Dicci la tua nei commenti!#TornareccioMusicCamp #RiccardoRossi #GiovaniDirettori #MontePallano #MosaiciTornareccio #MusicaInsieme #AbruzzoCultura #LOlandeseVolante #FormazioneMusicale

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Nicola Iannone e Riccardo Rossi

Tornareccio – Nel panorama dei moderni modelli pedagogici applicati all’alta formazione artistica, la destrutturazione delle gerarchie tradizionali a favore di una responsabilizzazione diretta degli allievi rappresenta una strategia d’avanguardia per favorire lo sviluppo del talento e dell’autonomia intellettuale. La sesta edizione del “Tornareccio Music Camp”, svoltasi dal 21 al 25 luglio 2026, ha consacrato il borgo della provincia di Chieti — internazionalmente rinomato per l’eccellenza della produzione apistica, la pinacoteca all’aperto dei mosaici contemporanei e il patrimonio archeologico dell’ecomuseo di Monte Pallano — come un distretto d’eccellenza per la sperimentazione musicale e l’inclusione sociale. Il festival estivo ha registrato una svolta metodologica epocale, ponendo le nuove generazioni di strumentisti e interpreti al centro dei processi decisionali e organizzativi, trasformando il camp in un laboratorio di cittadinanza attiva e partecipazione culturale.

La dottrina del Maestro Rossi: il passaggio generazionale sul podio

Il vero elemento di novità e di rottura rispetto alle passate stagioni risiede nella scelta programmatica compiuta dal direttore scientifico della rassegna, il Maestro Riccardo Rossi. Il direttore d’orchestra teatino ha scelto consapevolmente di rinunciare a salire sul podio per le esecuzioni ufficiali, affidando la concertazione e la direzione dei singoli set a quattro giovani musicisti interamente formati e cresciuti all’interno dell’ecosistema didattico del camp. Come opportunamente evidenziato dal Maestro Rossi, un progetto formativo di secondo livello trova la sua validità civile e artistica quando cessa di essere una passiva trasmissione di nozioni per tramutarsi in un’opportunità reale di esercizio della leadership e della gestione della complessità d’insieme. Il riscontro dei concerti ha superato ogni stima provvisoria: i quattro giovanissimi direttori hanno dimostrato una matura sensibilità interpretativa, competenza tecnica nel gesto e una spiccata personalità nella conduzione dell’ensemble strumentale, confermando la bontà di un investimento basato sulla fiducia generazionale.

I laboratori transdisciplinari dell’Olandese Volante e i maestri del camp

L’evento, promosso dall’Amministrazione Comunale di Tornareccio e orchestrato logisticamente dall’Associazione di Promozione Sociale (APS) L’Olandese Volante in sinergia con il Centro Didattico Musicando, ha ospitato quaranta ragazzi e studenti provenienti da diversi conservatori e scuole musicali della penisola. Il programma pedagogico si è articolato attraverso laboratori intensivi multilivello focalizzati sullo studio del pianoforte, della letteratura per musica da camera, delle tecniche di canto solistico, della coralità polifonica e della pratica orchestrale. Il corpo docente, composto dai maestri Riccardo Rossi, Daria Marchioli e Myriam Anzini, ha guidato gli allievi in un percorso filologico volto a connettere il rigore dello studio esecutivo alla leggerezza dell’improvvisazione e della socialità, strutturando i programmi in perfetto equilibrio tra la formazione accademica e la valorizzazione delle inclinazioni espressive dei singoli partecipanti.

I concerti itineranti: dai mosaici storici al gran finale a Monte Pallano

La dimensione pubblica del Tornareccio Music Camp si è concretizzata in una serie di concerti serali itineranti concepiti per valorizzare l’architettura monumentale e la memoria storica del borgo, offrendo al pubblico una fruizione sinestetica del paesaggio. I ragazzi si sono esibiti in prima istanza nella frazione periferica di San Giovanni, per poi trasferirsi all’interno del nucleo centrale del museo all’aperto per l’atteso evento intitolato “Musica fra note, mosaici e bellezza”, realizzato in collaborazione con l’A.M.A. (Associazione Amici del Mosaico Artistico) e con l’Accademia Ars Antiqua di Atessa. Le successive esecuzioni hanno animato lo spazio urbano di Piazza Fontana, prima del monumentale e suggestivo concerto finale svoltosi nello scenario naturale e archeologico di Monte Pallano. Questa rassegna diffusa dimostra come la musica colta, sradicata dalle sale tradizionali, possa farsi veicolo di promozione del territorio e di coesione comunitaria, lasciando un segno indelebile nella crescita etica e civile dei giovani musicisti coinvolti.

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Atessa, inaugurata la rigenerazione del “CEA Casanatura” a Monte Pallano

🚨 PNRR ED ECOLOGIA: INAUGURATO AD ATESSA IL NUOVO CEA CASANATURA GREEN A MONTE PALLANOUno straordinario modello di rigenerazione rurale e sostenibilità applicata al territorio! Sabato 25 luglio 2026 sono stati ufficialmente inaugurati i lavori al Centro di Educazione Ambientale (CEA) Casanatura, lo storico edificio in pietra alle pendici di Monte Pallano utilizzato un tempo come presidio del guardiaboschi. Il progetto, ideato da Legambiente Circolo Geo APS, è stato interamente finanziato con i fondi europei del PNRR (NextGenerationEU) dedicati alla tutela del paesaggio rurale, con il fondamentale cofinanziamento del Comune di Atessa. 🏛️🌿Grazie a interventi ingegneristici d’avanguardia, l’edificio del secondo dopoguerra è diventato una struttura nZEB a energia quasi zero, completamente autosufficiente grazie a un impianto fotovoltaico e pompe di calore. Tra i cinque obiettivi centrati spiccano il sistema di recupero delle acque piovane per contrastare la siccità estiva, l’adeguamento sismico e l’abbattimento totale delle barriere architettoniche per garantire l’accessibilità universale. All’inaugurazione hanno preso parte la presidente di Legambiente Geo Rebecca Virtù, l’assessore Ilenia Tumini e il responsabile nazionale Aree Protette Antonio Nicoletti, che hanno rilanciato la sfida politica per l’istituzione della futura Riserva Regionale di Monte Pallano e per la tutela del Lago di Bomba. ⛰️🔋✨👇 Pensi che l’uso dei fondi PNRR per ristrutturare i vecchi edifici in pietra sia la via giusta per rilanciare le nostre aree montane? Dicci la tua nei commenti!#CeaCasanatura #Atessa #MontePallano #Legambiente #PNRR #AbruzzoGreen #SostenibilitàAmbientale #EnergieRinnovabili #WelfareTerritoriale

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CEA Casanatura

Atessa – Nel quadro dei moderni processi di pianificazione territoriale e di salvaguardia degli ecosistemi appenninici, la tutela del patrimonio naturalistico non può più prescindere da una rigorosa opera di rigenerazione architettonica e di riconversione ecologica delle infrastrutture pubbliche esistenti. Nella giornata di sabato 25 luglio 2026, la comunità di Atessa, nella provincia di Chieti, ha celebrato la formale inaugurazione dei complessi lavori di restauro, messa in sicurezza e rifunzionalizzazione sostenibile del Centro di Educazione Ambientale (CEA) Casanatura, adagiato alle pendici del suggestivo massiccio di Monte Pallano. L’intervento è stato interamente concepito e coordinato dagli specialisti di Legambiente Circolo Geo APS, beneficiando di un importante canale di finanziamento europeo erogato dalla Regione Abruzzo tramite i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – NextGenerationEU, specificamente allocati all’interno della Missione 1, Componente 3 (M1C3), Intervento 2.2, una misura finalizzata in via esclusiva alla protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale. L’opera ha visto inoltre il fondamentale cofinanziamento e il supporto amministrativo del Comune di Atessa, sancendo una virtuosa sinergia tra associazionismo ambientalista ed enti locali.

Dal presidio del guardiaboschi al polo didattico regionale

L’immobile che ospita il CEA Casanatura possiede un alto valore storico e documentale, configurandosi come un tipico esempio di edilizia rurale barocca e rurale minore, interamente edificato in pietra locale e censito ufficialmente nelle mappe catastali storiche dell’area teatina in un arco temporale compreso tra il 1948 e il 1953. La struttura, di proprietà del patrimonio indisponibile del Comune di Atessa e concessa in locazione strategica a Legambiente Geo APS, ha assolto per decenni alla funzione di presidio logistico per il guardiaboschi municipale, prima di subire una prima conversione nel 1990. Da oltre trent’anni, il centro è legalmente riconosciuto dalla Regione Abruzzo ai sensi della Legge Regionale 122/99 ed è integrato nella rete nazionale dei centri educativi di Legambiente, ponendosi come il principale punto di riferimento comprensoriale per l’erogazione di campi solari, didattica scolastica sperimentale e flussi di turismo naturalistico. Il plesso sorge all’interno di un distretto archeologico e ambientale di eccezionale caratura: i boschi perimetrali rientrano nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC) Monte Pallano e Lecceta d’Isca d’Archi, a brevissima distanza dalle monumentali Mura Paladine (o Megalitiche) risalenti al IV secolo a.C., dai resti dell’antica città italica di Pallanum e da rari esempi di architettura agro-pastorale tradizionale, quali i muretti a secco e le capanne in pietra a tholos.

I cinque pilastri ingegneristici del progetto di rigenerazione eco-sostenibile

L’intervento ingegneristico e architettonico appena concluso ha permesso di superare le storiche vulnerabilità strutturali del manufatto, trasformando un vecchio edificio rurale in un modello avanzato di edilizia sostenibile nZEB (nearly Zero Energy Building) e di accessibilità universale. I cinque obiettivi programmatici del progetto, elaborati dalla direzione tecnica del geometra e dell’architetto Davide Stefàno, ridefiniscono i parametri di gestione delle risorse in aree montane. Il primo asse riguarda la transizione energetica, attuata mediante l’installazione di un impianto fotovoltaico di ultima generazione integrato a pompe di calore ad alta efficienza per il raggiungimento della piena autosufficienza termica ed elettrica. Il secondo pilastro affronta l’emergenza climatica e la sostenibilità idrica, introducendo un sistema centralizzato di recupero e filtraggio delle acque piovane per contrastare i fenomeni di siccità estiva che colpiscono il massiccio. In terza istanza, l’inclusività e l’accessibilità sociale sono state garantite dall’abbattimento integrale delle barriere architettoniche e dalla totale ristrutturazione dei servizi igienici a beneficio dei soggetti con disabilità motoria. Completano l’opera gli interventi strutturali di miglioramento sismico delle murature portanti in pietra e il potenziamento didattico, quest’ultimo attuato tramite l’allestimento di nuovi percorsi espositivi e pannelli informativi dedicati alla biodiversità, all’archeologia italica e alla conservazione del paesaggio agrario.

La governance territoriale e la proposta della Riserva Regionale di Monte Pallano

Alla solenne cerimonia di taglio del nastro hanno preso parte i massimi vertici delle organizzazioni coinvolte e del tessuto economico della Val di Sangro, tra cui Rebecca Virtù, presidente del Circolo Legambiente Geo APS, Ilenia Tumini, assessore alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Atessa, e Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette di Legambiente, affiancati dal direttore generale della BCC Abruzzi e Molise, Fabrizio Di Marco, dal sindaco di Tornareccio Nicola Iannone, dal presidente del Circolo Green Lake Carmine De Francesco, dalla responsabile di Riexperia Patrizia Di Tondo e dal funzionario regionale DRMA Michele Scutti. Le dichiarazioni dei relatori hanno evidenziato l’unanimità di intenti nel considerare Casanatura non come un mero traguardo edilizio, ma come un presidio vivo di cittadinanza e un ecomuseo permanente a disposizione delle future generazioni. L’intervento costituisce la base logistica e politica per rilanciare un più ampio disegno geopolitico di tutela ambientale: il rafforzamento della collaborazione tra le istituzioni abruzzesi e il Terzo Settore mira infatti a formalizzare il percorso istitutivo per la nascita della futura Riserva Naturale Regionale di Monte Pallano e Lecceta d’Isca d’Archi, estendendo i vincoli di salvaguardia anche alla tutela del bacino idrico e del paesaggio del limitrofo Lago di Bomba.

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Guardiagrele, Terrazza d’Abruzzo Fest: trionfo con Ravanelli e Roncato

🚨 SUCCESSO CLAMOROSO A GUARDIAGRELE: IL TERRAZZA D’ABRUZZO FEST 2026 CONQUISTA IL PUBBLICOSi chiude tra applausi scroscianti e una straordinaria partecipazione di popolo la quinta edizione del Terrazza d’Abruzzo Fest! Per tre giorni Piazza Mercato è stata il cuore pulsante della cultura, della tradizione e dello sport abruzzese grazie all’organizzazione del Centro Studi Sport&Valori presieduto da Giampiero Davide e alla direzione artistica di Luigi Milozzi. 🏛️✨Dall’emozionante esordio dedicato alla Rassegna del Folklore Dialettale “Serpentosa” con lo storico Coro di Orsogna, al grande cinema italiano raccontato dall’attore Andrea Roncato nel dibattito con Mila Cantagallo. E ancora, le note celtiche del chitarrista Daniele Mammarella e l’energia della Notte Azzurra dello Sport, che ha visto i vicoli storici pacificamente invasi dalle associazioni del territorio. Il gran finale ha regalato un vero e proprio bagno di folla per il campione di calcio Fabrizio Ravanelli, accolto da cori e boati da centinaia di tifosi e appassionati accorsi per una foto e un autografo. Un festival che dimostra come il rilancio delle nostre aree interne passi dal merito e dalle grandi passioni popolari. ⚽🎶👇 C’eri anche tu in piazza a Guardiagrele per questa straordinaria tre giorni? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!#TerrazzaDAbruzzoFest #Guardiagrele #FabrizioRavanelli #AndreaRoncato #SportEValori #LuigiMilozzi #MilaCantagallo #FolkloreAbruzzese #NotteAzzurraSport

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Fabrizio Ravanelli

Guardiagrele – Nel variegato panorama delle manifestazioni estive volte alla valorizzazione culturale e turistica delle aree interne abruzzesi, il connubio tra le radici folkloristiche del territorio, l’intrattenimento d’autore e i valori dell’associazionismo atletico si conferma una strategia di marketing territoriale vincente. Si è conclusa registrando un eccezionale successo di critica e un’affluenza di pubblico senza precedenti la quinta edizione del “Terrazza d’Abruzzo Fest 2026”, la kermesse multidisciplinare che per tre giorni consecutivi ha trasformato la centrale Piazza Mercato a Guardiagrele in un’arena di dibattito civile e partecipazione popolare. L’evento, promosso e coordinato dal Centro Studi Sport&Valori sotto la presidenza strategica di Giampiero Davide e con la direzione artistica del giornalista Luigi Milozzi, ha dimostrato la capacità di catalizzare l’attenzione dei residenti e dei numerosi turisti della provincia teatina, consolidando il ruolo del borgo come centro nevralgico della programmazione culturale estiva della regione.

Il debutto nel segno del folklore e l’omaggio alla Notte dei Serpenti

La giornata inaugurale di venerdì 24 luglio ha radicato il festival nella più autentica tradizione etnomusicologica e letteraria abruzzese. Il palco di Piazza Mercato ha ospitato la performance del celebre Coro di Orsogna “La Figlia di Iorio”, una formazione storica che ha aperto formalmente la prima edizione della Rassegna del Folklore Dialettale denominata “Serpentosa”. La scelta di questo specifico toponimo e marchio non è stata casuale, ma si inserisce in un preciso percorso di citazione filologica ispirato dall’omonimo e celebre gioiello ufficiale della Notte dei Serpenti, l’evento concertistico regionale che sta ridefinendo la diffusione e la modernizzazione dei canti popolari locali. Attraverso questo focus dialettale, la direzione artistica di Milozzi ha inteso riaffermare l’importanza di custodire il patrimonio immateriale delle aree interne, trasformando la memoria storica in un linguaggio fruibile e attrattivo per le nuove generazioni digitali.

Il cinema d’autore con Andrea Roncato e le evoluzioni celtiche di Mammarella

Il secondo blocco del festival, andato in scena sabato 25 luglio, ha virato decisamente verso i registri dello spettacolo e della grande cinematografia italiana di costume. Ospite d’onore della serata è stato il noto e carismatico attore Andrea Roncato, il quale ha intrattenuto la gremita platea attraverso un serrato e brillante dialogo condotto dai giornalisti Mila Cantagallo e Luigi Milozzi. Roncato ha ripercorso le tappe della commedia all’italiana degli anni Ottanta e Novanta, offrendo una lucida riflessione sui mutamenti del linguaggio dello spettacolo e sull’evoluzione dei gusti del pubblico cinematografico nazionale. Il suggello estetico alla seconda serata è stato impresso dalle evoluzioni acustiche del chitarrista Daniele Mammarella; il musicista ha entusiasmato gli spettatori eseguendo una suite di accordi ed evoluzioni ritmiche ispirate alla tradizione celtica, confermando l’eclettismo di un cartellone che rifiuta l’omologazione per aprirsi a contaminazioni internazionali.

La Notte Azzurra dello Sport e il bagno di folla per Fabrizio Ravanelli

La giornata conclusiva di domenica ha visto lo svolgimento della “Notte Azzurra dello Sport”, un’iniziativa di alto valore sociale che ha trasformato i vicoli storici e i monumenti iconici di Guardiagrele in una palestra a cielo aperto. Le numerose associazioni sportive dilettantistiche del comprensorio teatino hanno pacificamente invaso il centro storico, animando la cittadinanza con dimostrazioni pratiche delle diverse discipline e promuovendo l’attività fisica come fondamentale presidio di salute pubblica e inclusione giovanile. Il momento di massimo impatto mediatico e popolarità si è verificato in serata con l’arrivo dell’ex attaccante della Juventus e della Nazionale italiana, Fabrizio Ravanelli. Accolto da un autentico boato di cori e applausi, l’atleta si è concesso lungamente al pubblico per sessioni di foto e autografi, prima di salire sul palco per un approfondimento giornalistico condotto da Milozzi e Cantagallo incentrato sui valori dell’etica sportiva, del sacrificio e della formazione nei vivai calcistici contemporanei.

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