Cultura
Il parto in Afghanistan: tra dolore, tradizione e restrizioni per le donne
redazione- Nelle zone rurali e nei distretti remoti dell’Afghanistan, il parto rimane ancora oggi uno dei momenti più pericolosi nella vita di una donna. In molti casi, avviene ancora tra le mura domestiche, con mezzi limitati e senza la presenza di medici o strutture adeguate.
Le donne raccontano che il travaglio può durare molte ore, a volte un’intera giornata, affrontato nel silenzio delle case, con l’aiuto di familiari o levatrici tradizionali. In molte situazioni, non c’è accesso immediato a un ospedale, né mezzi di trasporto, né la possibilità di ricevere assistenza medica qualificata.
Molte madri spiegano che le decisioni non dipendono da loro, ma dalla famiglia e dalle tradizioni ancora fortemente radicate. Fattori come la povertà, la distanza dagli ospedali e le difficoltà culturali rendono il parto in ospedale una scelta difficile o, in alcuni casi, impossibile.
Dopo il ritorno al potere dei talebani, la situazione delle donne è diventata ancora più complessa. Le restrizioni sull’istruzione femminile, in particolare la chiusura delle scuole oltre il sesto grado e la limitazione dell’accesso agli studi medici e di ostetricia, hanno ridotto drasticamente il numero di future dottoresse e ostetriche. Questo ha avuto un impatto diretto sull’accesso alle cure sanitarie per le donne.
In molte regioni, anche quando esistono ospedali o cliniche, la carenza di personale femminile e le restrizioni sociali impediscono alle donne di ricevere cure tempestive. Secondo i medici, molte di queste morti materne sarebbero evitabili con un’assistenza adeguata e tempestiva.
Le testimonianze parlano di donne che hanno affrontato dolori estremi, complicazioni gravi e situazioni di emergenza senza alcun supporto medico immediato. In alcuni casi, la vita della madre e del bambino dipende da decisioni prese tardi o dalla distanza da una struttura sanitaria.
Nel complesso, questa realtà mostra come fattori sociali, economici e politici si intreccino, trasformando il parto — che dovrebbe essere un processo naturale e sicuro — in un’esperienza rischiosa e spesso drammatica per molte donne afghane.
Cultura
Salone del libro di Torino, debutta l’opera di Danilo Altese: la poesia come cura per l’anima tra ferro e ironia
🚨 NOVITÀ LETTERARIA AL SALONE DI TORINO! Danilo Altese (in arte Habèl Sÿber) presenta il suo nuovo libro “Chiasmi, Cazzeggi e Calembours” edito da Aletti. Un’opera straordinaria che unisce la poesia d’avanguardia alla terapia dell’anima, forte di collaborazioni storiche con Gigi Proietti ed Emma Dante. I dettagli 👇#salonedellibro #torino #daniloaltese #alettieditore #poesia #libri #cultura #pagineutili
La nuova pubblicazione letteraria edita nella prestigiosa collana dei diamanti della poesia
I linguaggi della retorica e le collaborazioni storiche da Hollywood a Gigi Proietti
La prefazione del maestro Giuseppe Aletti e il valore curativo dell’espressione artistica
Cultura
Vizzini, inaugurato il progetto Cunziria 4.0 con il ministro Musumeci: venti milioni dal Pnrr per il Metaborgo Verghiano
🚨 TAGLIO DEL NASTRO AL BORGO DELLA CUNZIRIA! Nasce il metaborgo tecnologico da 20 milioni di euro finanziato dal PNRR. Il ministro Musumeci inaugura la rinascita dello storico sito di Giovanni Verga a Vizzini, che diventa un polo culturale internazionale con musei e realtà virtuale. I dettagli 👇#vizzini #cunziria #pnrr #ministerodellacultura #giovanniverga #musei #culturaitaliana #pagineutili
Il taglio del nastro alla presenza delle istituzioni nazionali e la rigenerazione del sito storico
I numeri dello sviluppo turistico e la collaborazione con le università nazionali
Il finanziamento europeo del Pnrr e gli spettacoli teatrali all’aria aperta
Cultura
L’Aquila porta il progetto di capitale della cultura 2026 al congresso nazionale della Uil a Padova
📢 L’Aquila si racconta al XIX Congresso nazionale della Uil a Padova: il progetto di Capitale della Cultura 2026 incontra le istanze del mondo del lavoro per costruire il futuro.
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Padova – La cornice del diciannovesimo congresso nazionale della Uil, che si sta tenendo in queste ore nel capoluogo veneto, diventa il palcoscenico ideale per far conoscere al Paese il percorso di rinascita del capoluogo d’Abruzzo. La delegazione istituzionale proveniente da L’Aquila, guidata dall’assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini, ha partecipato alla seconda giornata dei lavori sindacali, portando con sé il messaggio di resilienza e innovazione insito nel titolo di Capitale italiana della Cultura 2026. L’iniziativa, voluta fortemente dalla Uil Abruzzo, mira a creare un ponte tra le istanze del mondo del lavoro e le linee guida che hanno permesso alla città colpita dal sisma del 2009 di tornare a essere un punto di riferimento nazionale.
La cultura come volano per la ricostruzione sociale
L’intervento dell’assessore Tursini, in rappresentanza del sindaco Pierluigi Biondi, ha messo in luce la particolare declinazione che la cultura assume nel contesto aquilano. Non si tratta solo di esposizioni o eventi, ma di un progetto di comunità che ha saputo ripartire dalle macerie per ricostruire un’identità collettiva. Il lavoro è stato indicato come lo strumento primario di questa trasformazione, capace di coniugare il ripristino fisico della città – dai restauri dei monumenti del centro storico, come la Basilica di Santa Maria di Collemaggio o le vie attorno a Piazza Duomo, fino alla riqualificazione delle aree periferiche – con la necessità di mantenere salde le radici del capitale umano.
Secondo l’amministrazione, il modello aquilano può essere esportato come esempio virtuoso: una fusione tra coesione sociale, recupero del patrimonio storico-architettonico e sviluppo economico sostenibile. L’obiettivo è quello di mostrare come la valorizzazione del territorio passi inseparabilmente attraverso il sostegno a chi, in questi anni difficili, ha mantenuto vivo il tessuto imprenditoriale locale.
Il mondo del lavoro al centro del confronto nazionale
Il congresso di Padova non è solo una vetrina per le eccellenze regionali, ma resta il momento più alto di analisi sulle criticità che attanagliano il settore occupazionale italiano. Con sessantotto delegati abruzzesi impegnati attivamente nelle sessioni di discussione, le priorità restano quelle di sempre, ma con una veste di urgenza rinnovata. Sul tavolo dei lavori, guidati dal segretario generale Pierpaolo Bombardieri, si discute apertamente di rinnovi contrattuali, contrasto ai contratti cosiddetti “pirata” e necessità di garantire stabilità ai giovani che entrano nel mercato del lavoro.
Le proposte avanzate dai rappresentanti sindacali puntano dritto al portafoglio dei cittadini: la richiesta di una riduzione drastica della pressione fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati è il punto centrale del dibattito, insieme alla detassazione degli aumenti contrattuali. L’idea è restituire potere d’acquisto per rispondere a una crisi economica che colpisce duramente le famiglie, specialmente in regioni come l’Abruzzo, dove la ripresa è ancora legata a doppio filo ai cantieri della ricostruzione e a un terziario che ha subito duramente gli anni della pandemia.
Verso un nuovo patto per l’occupazione
Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, è intervenuto in modo netto sul significato profondo della retribuzione. Durante il suo discorso, ha ribadito che il salario non deve essere considerato un mero costo, ma il riconoscimento della dignità umana. In questo senso, la visione della sigla sindacale si sposta verso una riforma strutturale delle relazioni industriali. Si è parlato dell’importanza dell’articolo 39 della Costituzione, un obiettivo di lungo periodo che mira a garantire maggiore trasparenza e rappresentanza a chi opera nel mondo del lavoro.
Il congresso, che si chiuderà nelle prossime ore con l’elezione della rinnovata segreteria nazionale, segna un passaggio di testimone verso il futuro. L’integrazione tra la visione culturale portata dagli amministratori aquilani e le battaglie sindacali traccia una strada in cui il lavoro, la dignità della persona e il radicamento territoriale diventano i pilastri su cui poggia l’Italia del domani. La partecipazione abruzzese, immersa nel contesto padovano, conferma la volontà di non restare isolati, ma di integrare ogni singola realtà locale nel mosaico più ampio della nazione che guarda al 2026 come anno di rilancio strategico.
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