Politica
“IL POPOLO SCELGA IL PREMIER”: SFORZINI RILANCIA LA RIFORMA ELETTORALE PER LA PIENA SOVRANITÀ POPOLARE
Redazione- In un momento di acceso dibattito sulla futura legge elettorale italiana, un’eco forte si leva dal Centro Studi Rinascimento Nazionale, che chiede una riforma radicale per restituire agli italiani il pieno diritto di scelta. Luca Sforzini, presidente del think tank legato a Futuro Nazionale, lancia una proposta decisa e trasparente: il nome del candidato Presidente del Consiglio deve figurare esplicitamente sulla scheda elettorale, affiancato dal ritorno del voto di preferenza per i parlamentari. Un duplice colpo all’opacità e ai “giochi di palazzo” che, a suo dire, hanno eroso la sovranità popolare.
Dalla suggestiva sede del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, Sforzini non usa mezzi termini: «Se davvero si vuole discutere seriamente di riforma della legge elettorale, allora si abbia il coraggio di restituire agli italiani il diritto di scegliere davvero. Non solo i parlamentari attraverso il ritorno del voto di preferenza, che abbiamo già proposto con forza nei giorni scorsi, ma anche il candidato Presidente del Consiglio di ogni coalizione o schieramento».
La proposta di Sforzini mira a superare un sistema che, secondo il Centro Studi Rinascimento Nazionale, ha allontanato i cittadini dalle decisioni cruciali, relegandoli al ruolo di spettatori passivi. L’idea è semplice ma rivoluzionaria nel contesto italiano: esigere che l’identità del potenziale capo del governo sia chiara e univoca al momento del voto. «Il nome del candidato premier deve essere scritto chiaramente sulla scheda elettorale», ribadisce Sforzini. «Basta leader decisi dopo il voto nei vertici di partito, nelle segreterie o nei soliti opachi circoli di potere. Se si chiede un mandato agli italiani, gli italiani devono sapere chi stanno scegliendo e devono poterlo indicare direttamente con il proprio voto».
Questa visione si contrappone nettamente all’attuale prassi, dove spesso la designazione del Presidente del Consiglio avviene attraverso complesse trattative post-elettorali, lontane dall’indicazione diretta dei votanti. Un meccanismo che, per Sforzini, mina la fiducia e la trasparenza, trasformando il momento elettorale in una sorta di delega in bianco senza un volto chiaro alla guida del Paese.
A completare il quadro di questa “riforma per la sovranità”, vi è l’irrinunciabile richiesta del ritorno al voto di preferenza per l’elezione dei parlamentari. Un punto su cui il Centro Studi Rinascimento Nazionale ha già battuto nei giorni scorsi, considerandolo essenziale per ripristinare il legame diretto tra eletto ed elettore. L’eliminazione delle preferenze, attuata con diverse leggi elettorali negli anni, ha trasformato, a detta di Sforzini, il Parlamento in «un’assemblea di nominati», dove la scelta dei candidati è appannaggio esclusivo delle segreterie di partito, svuotando di significato la volontà popolare.
«Per troppi anni — prosegue Sforzini — la politica italiana ha sottratto sovranità popolare reale ai cittadini. Prima eliminando le preferenze, trasformando il Parlamento in un’assemblea di nominati. Poi rendendo ambiguo persino il nome di chi governa il Paese». Per il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, è giunto il momento di invertire la rotta con decisione. «Noi chiediamo l’esatto contrario: più popolo, meno oligarchie di partito. Più trasparenza, meno giochi di palazzo».
Il messaggio è un chiaro invito a un cambio di paradigma: la democrazia, per essere tale, deve essere espressione autentica della volontà popolare, non una sceneggiatura preconfezionata. «La democrazia o è scelta reale oppure diventa una rappresentazione teatrale già scritta altrove. E gli italiani ne hanno abbastanza», chiosa Sforzini con un monito che risuona come un appello diretto alla classe politica. La sua proposta si inserisce nel più ampio dibattito sulla stabilità e la governabilità, sostenendo che solo una democrazia più diretta e trasparente possa davvero riconciliare i cittadini con le istituzioni e garantire un futuro politico più solido e partecipato.
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“Vannacci grandioso, ha sfidato Draghi e Monti nella tana del lupo e li ha scioccati!”. Roberto Jonghi Lavarini esalta il trionfo a Cernobbio
“Vannacci a Cernobbio è stato grandioso: ha scioccato i saccenti professoroni Draghi e Monti affrontandoli nella tana del lupo!”. 🐺 ⚔️ L’incredibile retroscena svelato dal “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini: “Il Generale ha conquistato in segreto il 25% degli imprenditori presenti!”. Ma vi ricordate quando i moderati dicevano che l’intervento di Roberto Vannacci al Forum di Cernobbio era stato un “Flop”? Beh, dimenticate tutto! Roberto Jonghi Lavarini (figura di spicco della Destra milanese e grandissimo estimatore di “Futuro Nazionale”) ha ribaltato completamente la storia con un comunicato vulcanico che svela i retrosceni clamorosi di quel giorno! Secondo Jonghi Lavarini, Vannacci è stato un eroe epico: “Ha sfidato i poteri forti e l’ipocrita plutocrazia mondialista proprio a casa loro, sbattendo in faccia ai banchieri la necessità di difendere la Sovranità Nazionale e l’Identità Italiana!”. L’impatto delle parole del Generale sarebbe stato devastante: “Ha letteralmente scioccato l’ex premier Mario Monti, che spiazzato non ha saputo far altro che balbettare per l’ennesima volta del finto ‘pericolo fascista’ a cui nessuno crede più!”. La vera bomba? Secondo il Barone Nero, almeno il 25% dei ricchissimi imprenditori in sala (tra cui un suo parente diretto) avrebbe segretamente approvato e applaudito le parole di Vannacci! “Lui non parla solo alla pancia del popolo, ma al cervello di chi produce! Alle prossime elezioni Futuro Nazionale volerà al 15%!”. Leggi tutti i succosissimi retrosceni di questa guerra politica nel nostro articolo! 👇 🏛️ Voi a chi credete? Vannacci ha fatto davvero “tremare e balbettare” i grandi professori come Mario Monti difendendo orgogliosamente l’Italia davanti ai banchieri, o pensate che quelle di Jonghi Lavarini siano solo esagerazioni politiche? Diteci la vostra nei commenti e accendete il dibattito!
Cernobbio (CO) – Nella politica italiana, la verità assoluta non esiste: ogni evento dipende dagli occhi (e dal credo politico) di chi lo guarda. E se per l’area più moderata del Centrodestra l’intervento del Generale a Cernobbio è stato un autentico flop, per la fazione più radicale e orgogliosamente sovranista si è trattato di un trionfo epico, degno dei libri di storia. A riscrivere completamente e in modo clamoroso la narrazione di quanto accaduto nelle lussuose sale del Forum Ambrosetti sul Lago di Como è intervenuto Roberto Jonghi Lavarini (storica figura della Destra radicale milanese, noto come il “Barone Nero”), che ha dipinto l’intervento di Roberto Vannacci come una vera e propria e gloriosa rivoluzione culturale contro l’Establishment.
«Il generale Roberto Vannacci oggi è stato letteralmente grandioso», ha esordito Jonghi Lavarini con un entusiasmo travolgente. «Ha avuto l’immenso coraggio di sfidare a viso aperto gli intoccabili, i “saccenti professoroni” come Mario Draghi e Mario Monti, andandoli a colpire proprio nella loro tana del lupo!». Per il Barone Nero, il Generale ha compiuto un miracolo politico: portare prepotentemente al centro del dibattito dell’alta finanza temi considerati “scomodi” e tabù, come la sacra sovranità nazionale, l’orgoglio dell’identità italiana e la necessaria giustizia sociale.
La sfida ai poteri forti e alla “plutocrazia mondialista”
Le parole usate da Jonghi Lavarini per descrivere l’impatto di Vannacci a Cernobbio grondano di fiera retorica sovranista. L’intervento del Generale viene descritto come l’assalto di un leone in un covo di lupi affamati.
«Non solo Vannacci ha difeso l’Italia, ma è stato il primissimo politico ad avere gli attributi per sfidare apertamente il pensiero unico e i poteri forti della plutocrazia mondialista, e per di più lo ha fatto giocando a “casa loro”», esulta Jonghi Lavarini. Il Forum di Cernobbio è notoriamente il salotto buono dei grandi banchieri europei e dei tecnocrati, l’ambiente più lontano e ostile in assoluto per le teorie populiste e patriottiche del Generale. Andare lì e sbattere i pugni sul tavolo per difendere i confini e la sovranità economica dell’Italia ha richiesto, secondo Lavarini, una dose di audacia politica che nessuno aveva mai mostrato prima.
Il balbettio di Monti e l’applauso segreto del 25% della sala
Ma il passaggio più gustoso e retroscenistico dell’intera dichiarazione di Jonghi Lavarini riguarda la reazione fisica dei “professoroni” e degli imprenditori presenti in platea. Secondo il Barone Nero, infatti, Vannacci ha ottenuto l’insperata e segreta «approvazione di almeno un quarto degli imprenditori e dei potentissimi finanzieri presenti in sala» (e a conferma di ciò, Lavarini svela persino di aver ricevuto la testimonianza diretta di un suo cugino di primo grado, presente fisicamente al Forum).
La visione di una classe dirigente spaccata a metà avrebbe mandato in confusione l’ala più tecnocrate. «Si è trattato di una vera e propria rivoluzione culturale che ha letteralmente scioccato l’ex premier Mario Monti», affonda il colpo Jonghi Lavarini. «Un Monti talmente spiazzato e in difficoltà che non ha potuto fare altro che replicare balbettando in modo confuso dei soliti e inesistenti “pericoli fascisti”, una vecchia e noiosa favoletta alla quale gli italiani non credono più da tempo».
Obiettivo 15% alle urne: l’ultimo, severo monito sulla squadra
La conclusione del vulcanico intervento di Jonghi Lavarini è un mix di pura esaltazione elettorale e pragmatismo organizzativo. «Vannacci ha ampiamente dimostrato che non parla più soltanto alla pancia arrabbiata del popolo, ma sa parlare in modo eccellente anche al cervello e al portafoglio della classe dirigente e della parte produttiva del Paese».
Le previsioni per le prossime scadenze elettorali sono a dir poco esplosive: secondo l’esponente milanese, il partito Futuro Nazionale ha oggi tutte le carte in regola per sfondare clamorosamente la mostruosa e fantascientifica soglia del 15% dei consensi alle urne. Ma per centrare questo obiettivo storico serve un’ultima condizione vitale, un monito che ricalca esattamente la polemica interna sollevata nei giorni scorsi da altri dirigenti del partito: «Per arrivare a quel traguardo, Vannacci deve necessariamente rafforzare la squadra, smettendola di imbarcare chiunque e iniziando a selezionare una vera classe dirigente pensante». La guerra (politica) è appena iniziata.
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“Vannacci a Cernobbio è stato un flop e un gigantesco bluff”. L’urlo di Mazzocchi (Cristiano Riformisti) asfalta il Generale: “Idee distruttive”
“È stato un Flop pazzesco, un vero e proprio buco nell’acqua! La sua politica filo-putiniana e anti-europea rischia di distruggere l’Italia!”. L’Onorevole Mazzocchi asfalta il Generale Vannacci dopo il discorso di Cernobbio! ❌ 🇮🇹 Nella Destra italiana è scoppiato un vero e proprio uragano politico, e questa volta le critiche feroci a Roberto Vannacci non arrivano dalla Sinistra, ma dal cuore dell’area cattolica e conservatrice! Dopo l’attesissimo intervento del Generale al prestigioso “Forum Ambrosetti” di Cernobbio (dove si riuniscono i più grandi economisti e politici d’Europa), il Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti, l’Onorevole Antonio Mazzocchi, ha diramato un comunicato infuocato per stroncare il leader di “Futuro Nazionale”! Secondo Mazzocchi, il discorso di Vannacci è stato “un grande bluff”, accolto dalla sala con “timidi e gelidi applausi di circostanza”. Le accuse politiche mosse da Mazzocchi fanno tremare i polsi: “Le sue parole hanno confermato la sua natura anti-europea e filo-putiniana! Ipotizzare di far uscire l’Italia dall’Europa o di abbandonare l’Euro è una follia che ignora la geopolitica mondiale. L’alternativa che ci propone il Generale non è competitiva, è puramente distruttiva contro tutto ciò che l’Europa ha costruito fino a oggi!”. L’Onorevole ha quindi ribadito i sacri valori Cristiani ed Europeisti del suo movimento, prendendo nettamente e duramente le distanze dal populismo estremo di Vannacci. Leggi tutti i dettagli di questo durissimo attacco frontale nel nostro articolo completo! 👇 🇪🇺 Voi da che parte state in questa furente litigata politica? Credete che l’On. Mazzocchi abbia ragione a dire che le idee di Vannacci sull’Europa siano una “follia distruttiva” che rischia di far fallire l’Italia? O siete d’accordo con il Generale? Diteci la vostra opinione nei commenti e accendete il dibattito condividendo il post!
Roma – Ci sono palcoscenici politici in cui non basta saper urlare gli slogan giusti per strappare un applauso, ma serve una reale e profonda visione geopolitica ed economica del mondo. Il celebre Forum Ambrosetti di Cernobbio (l’esclusivo ritrovo annuale sulle sponde del Lago di Como dove si riunisce la vera élite dell’imprenditoria, dell’alta finanza e della politica internazionale) è da sempre il banco di prova più duro per qualsiasi leader. E, a giudicare dalle reazioni durissime emerse in queste ore, l’attesissimo intervento del Generale Roberto Vannacci si è trasformato in un clamoroso autogol politico.
A lanciare un vero e proprio missile terra-aria contro il leader di Futuro Nazionale non è stata la solita opposizione di Sinistra, bensì una costola importantissima del mondo conservatore: l’Onorevole Antonio Mazzocchi, combattivo Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti. E le parole usate per stroncare la performance del Generale sono di una durezza politica senza precedenti.
Applausi gelidi a Cernobbio: “Il suo discorso è stato un buco nell’acqua”
L’attacco dell’Onorevole Mazzocchi parte proprio dall’analisi fisica e tangibile della reazione che il pubblico di Cernobbio (formato da industriali e grandissimi investitori) ha riservato alle idee “fuori dagli schemi” di Vannacci. «Il suo discorso pronunciato a Cernobbio non fa che confermare, ancora una volta di più, il grande bluff della sua proposta politica», tuona senza mezzi termini il Presidente dei Cristiano Riformisti.
Mazzocchi dipinge una scena quasi umiliante per il leader sovranista: «A Cernobbio, Vannacci ha fatto un vero e proprio buco nell’acqua, come hanno ampiamente sottolineato i timidi, freddi e molto tiepidi applausi di circostanza che ha ricevuto alla fine». Un giudizio tranciante che svela come, al di fuori dei propri comizi di piazza, le tesi estremiste del Generale fatichino terribilmente a trovare sponda in chi deve concretamente gestire l’economia del Paese.
Le accuse pesantissime: “Linea politica anti-europea e filo-putiniana”
Ma qual è il punto di rottura che ha fatto infuriare così tanto i Riformisti? È la totale mancanza di una bussola occidentale. Mazzocchi spara ad alzo zero sull’ideologia che muove i fili di Futuro Nazionale: «Come Movimento riteniamo che le dichiarazioni del Generale abbiano dimostrato ancora una volta la netta natura anti-europea e apertamente filo-putiniana della sua linea politica».
Essere etichettati come “amici di Putin” in un consesso internazionale prestigioso come Cernobbio equivale a una vera e propria condanna all’isolamento diplomatico. Ma l’Onorevole va oltre, attaccando la follia economica paventata (o lasciata intuire) da Vannacci nei suoi discorsi sulla sovranità nazionale. «Ipotizzare anche solo lontanamente l’uscita dall’Europa o, peggio ancora, l’abbandono della moneta unica (l’Euro), significa ignorare totalmente le dinamiche della geografia e della geopolitica contemporanea. Dinamiche che oggi impongono, al contrario, di essere uniti sotto le insegne dei valori comuni europei per poter fronteggiare le minacce globali».
La difesa dei valori cristiani e la fine del “Bluff”
Il durissimo comunicato si chiude con una orgogliosa e identitaria difesa dei principi cattolici, che non possono essere barattati con il populismo sfrenato. «Come Movimento dei Cristiano Riformisti ribadiamo con forza i nostri sacri valori fondanti, legati a una chiara e profonda identità cristiana europea, e condanniamo con piena convinzione e senza alcun dubbio l’intervento di Roberto Vannacci», dichiara fiero Mazzocchi.
La stoccata finale è un monito rivolto direttamente agli elettori moderati della Destra italiana, spesso ammaliati dalle promesse facili di Futuro Nazionale: «L’alternativa proposta da Vannacci non è affatto competitiva come lui cerca di sostenere e raccontare ai suoi elettori, ma si rivela al contrario fortemente distruttiva rispetto a tutto quanto di buono e di solido è stato costruito e realizzato fino ad oggi in Europa». Il grande bluff sembra essere stato definitivamente svelato, e la luna di miele tra il Generale e il mondo cattolico moderato si è schiantata contro le severe mura del Forum di Cernobbio.
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Futuro Nazionale lancia l’assalto a Milano: il Generale Burgio per fare il Sindaco e un “Piano Casa” per gli italiani. Parla l’Avvocato Maturo
“Basta criminalità, riprendiamoci la nostra città! Mille nuove Case Popolari solo per gli Italiani e tolleranza zero sui mezzi pubblici!”. 🇮🇹 🦅 La “Destra Sociale” si compatta e lancia l’assalto al Comune di Milano in vista del 2027: ecco il clamoroso piano di “Futuro Nazionale”! Ormai vivere a Milano sta diventando un incubo: scippi, degrado, immigrazione fuori controllo e aggressioni quotidiane su bus e metropolitane. Ma c’è chi ha deciso di dire BASTA e di scendere in campo per sconfiggere la Sinistra! In queste ore si è riunito il Comitato milanese di “Futuro Nazionale” (il partito di stampo sovranista) per lanciare ufficialmente la candidatura a Sindaco del Generale CARMELO BURGIO! A guidare questa truppa di patrioti è lo storico Avvocato Renato MATURO, figura di spicco assoluto della Destra, che ha suonato la carica per una Milano “finalmente sicura, pulita e ordinata!”. Durante la riunione è intervenuto anche il “vulcanico” ex assessore Piergianni PROSPERINI, che ha lanciato una proposta bomba: serve un “Piano Casa” immediato per costruire 1.000 nuove case popolari destinate SOLTANTO AGLI ITALIANI che da anni marciscono dimenticati nelle liste d’attesa! Spazio anche alla battaglia sulla sicurezza sui mezzi ATM, portata avanti dai fratelli Ettore e Nunzia Vairo. “Dobbiamo difendere gli autisti e i passeggeri italiani dalla criminalità!”, hanno tuonato. Leggi tutti i dettagli di questa potente riunione politica (a cui ha partecipato anche il “Barone Nero” Jonghi Lavarini) nel nostro articolo completo! 👇 🚔 Voi cosa ne pensate di questo programma elettorale? Siete d’accordo con Prosperini sul fatto che le case popolari andrebbero assegnate “Prima agli Italiani”? O siete stufi delle promesse dei politici e volete vedere i fatti? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post con i vostri amici milanesi!
Milano – In una metropoli sempre più piegata dall’emergenza criminalità, dove la microdelinquenza dilaga nelle piazze e la qualità della vita sembra peggiorare mese dopo mese sotto il peso dell’insicurezza diffusa, c’è una nuova e arrembante forza politica che ha deciso di scendere in campo per lanciare una clamorosa sfida elettorale in vista del 2027. Stiamo parlando di Futuro Nazionale, il movimento politico di chiara ispirazione sovranista, che in queste ore ha serrato i ranghi sotto la Madonnina, organizzando una potentissima riunione operativa del Comitato Costituente Milano 421.
La visione dell’Avvocato Maturo: riprenderci Milano
L’obiettivo è chiaro e ambizioso: strappare Palazzo Marino alla Sinistra e candidare alla poltrona di Sindaco il Generale Carmelo Burgio. A tirare le fila di questo ambizioso progetto politico è l’Avvocato Renato Maturo, Presidente del comitato costituente e figura storica, amatissima e di enorme spessore della Destra sociale milanese (già dirigente di altissimo profilo in MSI, Alleanza Nazionale e Fratelli d’Italia).
«Noi lavoriamo sodo per una Milano più sicura, pulita, ordinata, accogliente e vivibile per tutti i milanesi, ma anche per i tantissimi pendolari e turisti che ogni giorno vengono nella nostra storica e laboriosa città», ha sintetizzato con pragmatismo l’Avvocato Maturo davanti a una platea affollata da militanti, iscritti, ex consiglieri di zona e moltissimi rappresentanti delle associazioni culturali e di volontariato dei quartieri periferici.
Il ritorno di Prosperini: identità ambrosiana e “Case agli italiani”
Ad infiammare l’incontro è stata anche la presenza del “vulcanico” Dottor Piergianni Prosperini, già noto e indimenticato Assessore Regionale. Con la sua consueta e inimitabile energia politica, Prosperini ha dettato la linea su due temi che fanno letteralmente ribollire il sangue ai cittadini: la difesa totale dell’identità ambrosiana (sempre più minacciata dalla globalizzazione) e il dramma insopportabile dell’emergenza abitativa.
Prosperini ha lanciato una proposta che farà sicuramente discutere: serve un massiccio e gigantesco “Piano Casa” per la metropoli. Un progetto che passi inevitabilmente per il recupero immediato dell’immenso e malandato patrimonio edilizio attuale, affiancato dalla costruzione ex novo di «almeno mille nuove case destinate esclusivamente agli italiani che marciscono da anni in lista di attesa».
Terrore sui mezzi pubblici: la battaglia dei fratelli Vairo
Un altro tema caldissimo affrontato durante la riunione è stato quello della sicurezza sui mezzi di trasporto. Ormai prendere la metro o un autobus di sera a Milano è diventato un atto di coraggio estremo. A dare voce all’esasperazione dei lavoratori ci hanno pensato Ettore e Nunzia Vairo, fratelli militanti della destra sociale e storici operatori ATM. Il loro obiettivo è tanto chiaro quanto urgente: portare la ferrea linea politica securitaria e sovranista di Futuro Nazionale direttamente nel cuore del trasporto pubblico locale, alzando un muro in difesa sia dei terrorizzati utenti, sia dei lavoratori italiani, ormai quotidianamente vittime di aggressioni incontrollate.
La rete provinciale e l’esercito dei patrioti
A chiudere il cerchio della strategia politica è stato Luca Brandolini (Presidente del comitato di Peschiera Borromeo ed ex consigliere comunale), che ha proposto la creazione di un coordinamento d’acciaio fra Milano e i tanti comuni della provincia che andranno al voto contemporaneamente nel 2027, per creare una vera e propria morsa elettorale contro le sinistre.
La riunione ha visto la partecipazione di tantissime personalità di spicco dell’ambiente della destra extra-parlamentare e culturale: da Antonio Imperatore (del circolo culturale Amici della Russia) a Giovanni Trombetta (Centro studi multipolari), passando per il noto “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini, fino a Felice Piscitelli (dei Centri di Assistenza Fiscale). A suggellare l’inizio formale della grande corsa elettorale verso il 2027 è stata la nomina ufficiale di Carmine Pirrotta, scelto per ricoprire l’importantissimo ruolo di Vice Presidente del Comitato 421. La corazzata della Destra milanese ha scaldato i motori: la Sinistra a Palazzo Marino è ufficialmente avvisata.
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