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Cultura

“RITMI IN SPIRITO” | NELLA POESIA UN RIFUGIO DI LIBERTÀ

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Redazione-  In un mondo che corre verso l’uniformità di pensiero, Carlo Parducci emerge con la sua nuova opera dal titolo “Ritmi in spirito”, rivendicando il ruolo del poeta come coscienza inespressa della società. «Durante la mia vita – rivela l’autore che vive a Treviso – ho sempre cercato, nei momenti più significativi, di fermare in versi le sensazioni che provavo». Scrivere diventa, così, un atto di coraggiosa resistenza: è la scelta del “diverso” che accetta il rischio dell’isolamento pur di non piegarsi al pensiero unico. Contro il rumore assordante della collettività indistinta, l’autore innalza il sano individualismo come un baluardo, trasformando la sofferenza e l’esperienza vissuta in una limpida testimonianza di libertà interiore. «Il ritmo – afferma – è la cifra distintiva di ogni poeta. Ciò che rende immortali i versi è la risonanza che essi hanno con il sentire della creatura umana in ogni luogo ed ogni epoca».

Il libro – pubblicato nella collana “Altre Frontiere – Arabo” dell’Aletti Editore – non è una semplice antologia, ma un pellegrinaggio dell’anima in cui la parola si fa carne e spirito. Il poeta qui non è un semplice letterato, ma la coscienza inespressa della società: una figura scomoda che rifiuta di allinearsi agli altri, preferendo la profondità del pensiero critico all’apatia della massa. «La voce del poeta – scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore – è consapevole: chi scrive ha vissuto, sofferto, amato, perduto e restituisce tutto con parole nitide, a volte severe, ma sempre sincere». La silloge raccoglie una serie di testi che esplorano gli stati d’animo dell’autore nei vari momenti in cui sono stati fermati su carta, e ne sottolineano l’universalità: il rapporto con il padre creatore, l’amore come dedizione, la natura, l’incapacità di liberarsi da catene immaginarie o reali, l’ansia dell’abbandono, l’odio per la sopraffazione, i dubbi esistenziali, la paura della morte, la luna. La sua scrittura è nitida, icastica, sempre intrisa di una sincerità disarmante, poiché dettata dal “fanciullino” che è in lui e dalla linearità di pensiero. È il frutto di chi ha vissuto, amato e sofferto, riuscendo a scorgere la bellezza e la verità laddove l’occhio si ferma. L’ispirazione nasce dallo stupore: quello sguardo dell’anima che sa cogliere l’essenza invisibile delle cose: «È ciò che sta dentro alle cose che va portato alla luce e tradotto in immagini suggerite da parole con ritmo». Contro ogni barriera culturale, l’opera – disponibile anche nella versione e-book – è stata tradotta in lingua araba dal celebre accademico e scrittore Hafez Haidar, pluricandidato al Premio Nobel.

La voce poetica di Parducci è un atto di verità interiore che difende la dignità umana contro ogni sopruso. «Voglio trasmettere il ribrezzo per la prevaricazione dell’uomo sull’uomo in tutte le sue forme chiare o subdole. Inoltre, la certezza che ciascun essere umano è unico e speciale». L’opera “Ritmi in spirito” sarà presentata negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Rappresenta per me un grande onore – commenta il poeta – che non è solo “vanitas”, ma è consapevole contributo, seppur piccolo, alla multiforme complessità e internazionalità della manifestazione».

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Cultura

PRESENTAZIONE VOLUME “RICORDANDO MARIO FRATTI, VOCI E MEMORIE”, DI GOFFREDO PALMERINI

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Redazione-  Sarà presentato giovedì 30 aprile alle 17:30, a L’Aquila, presso la storica Libreria Colacchi (Corso Vittorio Emanuele II, 5) il volume Ricordando Mario Fratti, voci e memorie – Testimonianze ed interviste al grande drammaturgo aquilano” (One Group Edizioni), a cura di Goffredo Palmerini. Il volume propone 36 testimonianze di altrettante personalità del mondo teatrale, accademico, culturale ed istituzionale, raccolte in Italia e negli Stati Uniti, che hanno incontrato e conosciuto Mario Fratti da vicino.

La presentazione del nuovo libro di Palmerini su Mario Fratti avviene nel mese del terzo anniversario della sua scomparsa (New York, 15 aprile 2023) ed intende essere non solo un evento significativo, ma un vero e proprio tributo verso il grande drammaturgo aquilano quando la sua città natale è Capitale italiana della Cultura. Non sarà quindi una presentazione abituale, ma un’occasione per farne memoria attraverso brevi ricordi di alcuni degli Autori/Autrici delle testimonianze contenute nel libro.

Dopo il saluto della Municipalità portato dal Vicesindaco Raffaele Daniele, a presentare il volume, oltre il curatore Goffredo Palmerini e Francesca Pompa, presidente One Group, interverranno nell’ordine: Stefania Pezzopane, Gabriele Lucci, Giuseppe Di Pangrazio, Monia Manzo, Milena Petrarca, Margherita Peluso, Pasqualina Petrarca, Massimo Cialente, Liliana Biondi, Mino Sferra, Franco Narducci, Roberta Gargano, Emanuela Medoro, Laura Lamberti, Biagio Tempesta.

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Il volume – 232 pagine in bella composizione grafica arricchite da diverse immagini – reca in apertura la Prefazione del Prof. Anthony J. Tamburri, Preside del Calandra Institute di New York, tra i centri di ricerca più prestigiosi nello studio della diaspora italiana negli Stati Uniti, la pagina di Presentazione del curatore Goffredo Palmerini e una breve biografia di Mario Fratti scritta nel 2022 proprio da Fratti stesso. C’è poi una bellissima intervista all’insigne drammaturgo, raccolta pochi anni fa a New York dalla Prof. Rosemary Serra (Università di Trieste) e rimasta finora inedita, seguita da 36 testimonianze fornite delle seguenti Personalità: Paola Inverardi (Rettrice del Gran Sasso Science Institute), Pierluigi Biondi (Sindaco dell’Aquila), Biagio Tempesta (ex Sindaco dell’Aquila), Massimo Cialente (ex Sindaco dell’Aquila), Liliana Biondi (saggista e critica letteraria), Giuseppe Di Pangrazio (ex Presidente Consiglio Regionale d’Abruzzo), Stefania Pezzopane (ex Presidente Provincia dell’Aquila e Teatro Stabile d’Abruzzo), Letizia Airos Soria (New York – giornalista), Gabriele Lucci (scrittore, direttore artistico), Laura Benedetti (Washington – docente Georgetown University), Franco Narducci (attore e regista teatrale), Josephine Buscaglia Maietta (New York – docente), Mino Sferra (attore e regista), Mariza Bafile (New York – giornalista e scrittrice), Lucilla Sergiacomo (scrittrice e critica letteraria), Roberta Gargano (Teatro Stabile d’Abruzzo, giornalista), Stefano Vaccara (New York – giornalista), Valentina Fratti (New York – regista teatrale), Tiziano Bedetti (compositore), Giovanna Chiarilli (giornalista e scrittrice), Emanuela Medoro (già docente e traduttrice), Maria Fosco (New York – dirigente Queens College), Monia Manzo (attrice e saggista), Silvia Giampaola (addetta culturale Maeci, attrice), Marisa Mastracci (attrice e regista teatrale), Milena Petrarca (artista), Joseph Sciame (New York – già docente St. John’s University), Pasqualina Petrarca (docente e giornalista), Giulia Bisinella (New York – attrice), Lucia Patrizio Gunning (Londra – docente), Laura Caparrotti (New York – regista e attrice), Laura Lamberti (New York – attrice), Margherita Peluso (attrice), Piero Picozzi (New York – promoter), Sara Morante (Berlino – attrice).

 

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Cultura

L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA: DOMANI PALAZZO CICCOZZI RIAPRE CON LE OPERE DI SPAGNUOLO

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IN OCCASIONE DI “PALAZZI APERTI”, DOMENICA 26 APRILE, A SPAZIO INDIPENDENZA TORNANO LE OPERE DEL PITTORE E SCULTORE IRPINO; PROSEGUONO INIZIATIVE HUB FORMAZIONE E INNOVAZIONE DEL GRUPPO ABIVET DI ROMA

Redazione – Riaprono le porte delle dimore storiche e all’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, Palazzo Ciccozzi torna ad ospitare il cantiere artistico del pittore e scultore irpino Generoso Spagnuolo.

In occasione di “Palazzi Aperti”, la mostra sarà visitabile domani, domenica 26 aprile, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30, su iniziativa di Spazio Indipendenza, hub per la formazione e l’innovazione, società del gruppo Abivet di Roma, di cui è presidente Maurizio Albano. Una realtà sbarcata all’Aquila per dare un contributo culturale valorizzando, con numerosi eventi, il palazzo acquistato negli anni scorsi, in via Indipendenza, nei pressi di piazza Duomo.

Le opere di Spagnuolo, in esposizione dallo scorso 29 marzo, sono frutto di una intensa attività di ricerca e sperimentazione, elementi che si rintracciano nelle tele che esaltano i misteri cosmici, lo spazio-tempo, la forza di gravità, i buchi neri.

Per lo stesso artista si tratta di “una ricerca molto personale, di difficile collocazione all’interno di quelle che sono le varie correnti.  Ad ispirarmi sono comunque il mistero che custodisce l’archeologia e il cosmo, di cui sono appassionato studioso”.

A fare da cornice, ancora una volta, il settecentesco Palazzo Ciccozzi, sempre più laboratorio culturale e artistico della città.

GENEROSO SPAGNUOLO

Nasce ad Avellino nel 1977, oggi vive e lavora a Grottaminarda. Diplomatosi all’istituto tecnico commerciale, e dopo alcuni anni di studio presso la Facoltà di Giurisprudenza “Federico II” di Napoli, nei primi anni del 2000 decide di dedicarsi completamente all’Arte.

Pittore autodidatta, perfeziona il suo talento seguendo dei corsi di figura dal vero e di pittura.

L’inizio della sua attività artistica è caratterizzato dalla realizzazione di miniature e da acquerelli che ritraevano paesaggi e scorci della sua terra, l’Irpinia. Nel 2006 inizia ufficialmente il periodo metafisico, di matrice surreale, che si conclude nei primi mesi del 2012.

Dopo un periodo di transizione, nel 2014 inizia quello che Spagnuolo chiamerà “nuovo periodo”. Questa nuova fase sarà caratterizzata da una intensa attività di ricerca e sperimentazione.

L’utilizzo di supporti e materiali diversi, associati allo sviluppo di nuove tecniche pittoriche, consentono a Spagnuolo di svincolarsi da correnti precostituite e di maturare un proprio linguaggio, postespressionista, spesso minimalista e parametrico, fondato sia sulla pittura che sulla scultura, spesso realizzata con materiali di “scarto”, fino ad arrivare alle più recenti installazioni. Oggi, la difficoltà di racchiudere l’operato artistico in una determinata corrente artistica testimonia l’unicità dello stile maturato.

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Cultura

DA HUBBLE ALLE SINAPSI: L’ARTISTA ITALIANO ALBERTO DI FABIO, A NEW YORK CON FONDAZIONE AVEDON E YOURBAN2030. UN EVENTO SPECIALE DI 3 GIORNI DOVE LA FISICA CONTEMPORANEA DIVENTA ARTE

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Astral journey into the timeless borders di Alberto Di Fabio IRAE Yourban2030 Courtesy of the Artist

Redazione-  Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, in un movimento che attraversa il cosmo e torna alluomo, arriva a New York dall’8 al 10 maggio, con il patrocinio della Fondazione Avedon e il progetto editoriale IRAE di Yourban 2030, Astral journey into the timeless borders, evento speciale dell’artista italiano Alberto Di Fabio che per l’occasione trasforma le immagini del telescopio spaziale Hubble in sinapsi, traducendo gli studi della fisica contemporanea in arte. Trame neuronali che riscrivono visivamente la complessità dell’universo: galassie che diventano reti, stelle che si fanno impulsi, fino a restituire l’idea di un sistema vivo in cui il cosmo trova corrispondenza nel corpo umano.

Negli spazi di GR Gallery, a Tribeca – realtà attiva nella scena dell’arte contemporanea newyorkese – questa ricerca si traduce in una vera e propria costellazione” pittorica: un ambiente in cui lo spettatore attraversa un campo di connessioni, dove macrocosmo e microcosmo collassano luno nellaltro, restituendo una visione unitaria e profondamente contemporanea.

La mostra accompagna il lancio del nuovo numero di IRAE, progetto editoriale promosso da Yourban 2030 e HF4, sotto la direzione creativa di Angelo Cricchi e la cura della visual editor Valeria Ribaldi, che arriva nella grande mela come un libro d’arte pensato per raccontare il presente. Non una semplice pubblicazione, ma un affaccio sul mondo.

IRAE è una serie editoriale e di visual storytelling dedicata all’ambiente, costruita per guardare oltre il visibile e immaginare scenari possibili, documentando al tempo stesso le tensioni del nostro tempo. Oltre 200 pagine in cui convergono grandi firme del contemporaneo artistico, critico e fotografico, con contenuti visivi ed estetici forti, capaci di attivare una riflessione condivisa. Ogni numero diventa una piattaforma aperta: poeti, scienziati, visionari, fotografi, illustratori e pensatori sono chiamati a scandagliare il presente, costruendo una comunità attorno ai temi della sostenibilità e della responsabilità collettiva.

È in questo contesto che il progetto assume a New York una dimensione ulteriore: un artista italiano come Alberto Di Fabio approda sulla scena internazionale all’interno di una cordata che vede due capofila italiani – Yourban 2030 e HF4 – farsi promotori di una visione condivisa. Non si tratta solo di una presenza espositiva, ma di una presa di parola: portare nel cuore della scena culturale globale una riflessione che tiene insieme cosmo e attualità, ricerca scientifica e crisi contemporanee.

La dimensione internazionale del progetto amplifica questo passaggio: New York diventa il luogo in cui linguaggi, discipline e provenienze diverse convergono per interrogare il presente. Le guerre, le fratture geopolitiche, le emergenze ambientali e le scommesse perse dellessere umano entrano in questo racconto come parti di un sistema complesso, che larte – insieme alleditoria e al pensiero critico – prova a leggere, attraversare e ricomporre. Dopo aver attivato progetti nello spazio pubblico – dai mosaici in bioresina agli ecomurales fotocatalitici, fino agli interventi nelle metropolitane – IRAE, promosso da Yourban2030 di Veronica De Angelis con Maura Crudeli, compie così un passaggio ulteriore: l’editoria si fa spazio, si traduce in esperienza.

Linaugurazione si terrà alla GC Gallery l’8 maggio alle ore 18.00.

Yourban 2030. Fondata nel 2018 a Roma da Veronica De Angelis, imprenditrice attiva nel campo dell’edilizia e della rigenerazione urbana, Yourban 2030 è una organizzazione no-profit italiana che lavora per la sostenibilità ambientale e sociale attraverso progetti di arte pubblica, innovazione e tecnologia green. Partendo dalla realizzazione del più grande eco-murale d’Europa (Hunting Pollution a Roma), ha promosso in Italia e all’estero interventi artistici con vernici fotocatalitiche e opere dedicate ai temi ambientali e sociali: dalla biodiversità marina alla salute, dall’inclusione LGBTQ+ alla lotta ai cambiamenti climatici. Tra i suoi progetti internazionali: Hunting Pollution e Outside In a RomaDiversity in Bureaucracy ad Amsterdam, fino al primo green smart wall sonoro d’Italia a Noto. A New York ha già firmato un intervento presso la High School of Art and Design e dal 2025 prosegue la sua missione con Walls of Tomorrow e l’opera “Botanic Pulse” a Hell’s Kitchen.

Alberto Di Fabio (Roma, 1966) è un artista contemporaneo italiano noto a livello internazionale per una ricerca pittorica che unisce arte, scienza e spiritualità. La sua pratica si sviluppa attorno a una visione cosmica dell’esistenza, in cui l’essere umano è parte di un sistema universale fatto di energie, connessioni e vibrazioni. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, Di Fabio ha costruito un linguaggio visivo unico, riconoscibile per le sue trame fitte e luminose che richiamano strutture organiche e cosmiche: neuroni, costellazioni, galassie, reti invisibili. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private e sono state esposte in musei e gallerie internazionali. Uno degli elementi più iconici del suo lavoro sono le cosiddette mappe stellari: grandi superfici pittoriche in cui segni, punti e linee si intrecciano creando vere e proprie cartografie dell’universo. Queste mappe non rappresentano il cosmo in senso scientifico, ma evocano una dimensione interiore e universale allo stesso tempo. Il risultato è un’esperienza immersiva: lo spettatore non osserva semplicemente l’opera, ma viene “assorbito” in un campo visivo che suggerisce espansione, profondità e interconnessione.

La Richard Avedon Foundation è un’istituzione dedicata alla tutela, allo studio e alla valorizzazione dell’opera di Richard Avedon (1923–2004), uno dei più influenti fotografi del XX secolo. Fondata dopo la sua scomparsa, la Foundation ha il compito di preservare l’integrità del suo vasto archivio – che comprende fotografie, negativi, stampe, pubblicazioni e materiali editoriali – e di promuoverne la diffusione a livello internazionale attraverso mostre, pubblicazioni e collaborazioni con musei e istituzioni culturali. Il lavoro di Avedon ha rivoluzionato la fotografia di moda e il ritratto, portando una forte carica narrativa ed emotiva all’interno dell’immagine.

Nel corso della storia della scienza, strumenti rivoluzionari hanno segnato avanzamenti decisivi nella comprensione del mondo. Il telescopio spaziale Hubble ne è una delle espressioni più emblematiche: per progettazione, tecnologia e capacità operativa, si è affermato come uno degli osservatori più trasformativi mai realizzati. Dall’analisi della composizione atmosferica dei pianeti extrasolari fino alla scoperta dell’energia oscura, Hubble ha profondamente ridefinito lo sguardo dell’umanità sull’universo.

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