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“Se non lo Vedi non ci Credi”: la nuova stagione di Unaltroteatro al cinema auditorium Zambra

🎭 La nuova stagione teatrale di Ortona sta per iniziare. Unaltroteatro presenta “Se non lo vedi non ci credi”, una rassegna imperdibile presso il Cinema Auditorium Zambra. Non perdere l’evento di lancio il 1 luglio con l’aperitivo firmato Cantinà.

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#Ortona #Unaltroteatro #TeatroAbruzzo #EventiChieti

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Locandina

Ortona – La cultura torna ad abitare il cuore pulsante della città con l’annuncio ufficiale della nuova programmazione artistica che animerà l’autunno e l’inverno del litorale teatino. La compagnia Unaltroteatro ha rotto gli indugi, svelando il titolo del cartellone 2026-2027: “Se non lo vedi non ci credi”. Un nome che suona come una sfida rivolta al pubblico, un invito a tornare a sedersi tra le poltrone del Cinema Auditorium Zambra, storico presidio culturale situato in via dei Frentani, a pochi passi dal centro storico di Ortona e dalla suggestiva passeggiata orientale che si affaccia sul mare Adriatico.

Il ciclo di spettacoli prenderà il via ufficialmente il 19 settembre 2026, protraendosi fino al 3 aprile 2027. Si tratta di un arco temporale di sette mesi che promette di trasformare il polo teatrale di Ortona in una fucina di idee, drammaturgia contemporanea e intrattenimento. La direzione artistica ha lavorato per mesi alla selezione dei titoli, puntando su una proposta capace di coniugare il divertimento puro con la riflessione profonda, consolidando il legame che la compagnia intrattiene con i residenti della provincia di Chieti e non solo.

I dettagli della presentazione ufficiale in programma

L’attesa per conoscere i nomi degli attori e le trame degli spettacoli sta per terminare. Mercoledì 1 luglio, a partire dalle ore 20:30, gli spazi del Cinema Auditorium Zambra ospiteranno la presentazione ufficiale della rassegna. Sarà un momento pensato per accogliere la stampa locale, i critici, gli addetti ai lavori e soprattutto gli spettatori storici della compagnia.

La serata non si limiterà alla mera elencazione dei titoli in cartellone. Dopo la conferenza stampa iniziale, durante la quale verranno illustrati i criteri di selezione e le collaborazioni strette per la stagione, il pubblico sarà protagonista di un momento fuori programma. È infatti prevista la proiezione esclusiva di un film a sorpresa, un omaggio gratuito offerto da Unaltroteatro per celebrare il legame tra il cinema e il teatro, due arti che proprio nella struttura ortonese trovano una casa comune. La scelta di integrare il cinema nel lancio della rassegna teatrale sottolinea la volontà di rendere lo Zambra un hub culturale polivalente nel territorio abruzzese.

Un momento di convivialità nel cuore di Ortona

L’evento inaugurale del 1 luglio non sarà solo una parentesi culturale, ma anche un’occasione di socialità. A prendersi cura dell’aspetto enogastronomico sarà Cantinà, realtà locale che curerà l’aperitivo offerto agli ospiti in chiusura della presentazione. L’obiettivo è mantenere viva la tradizione dei salotti culturali, dove l’arte si discute davanti a un calice di vino del territorio, creando una rete relazionale tra artisti e spettatori che spesso si perde nelle grandi metropoli.

Data la natura itinerante e l’alta richiesta di partecipazione prevista, gli organizzatori hanno predisposto un sistema di prenotazione obbligatoria per garantire l’accesso al momento conviviale. È possibile assicurarsi un posto contattando il numero 375 5678433. La prenotazione risulta necessaria per gestire correttamente i flussi di persone all’interno della struttura, garantendo standard di accoglienza elevati.

La programmazione 2026-2027 si inserisce in un momento di grande fermento per la città di Ortona. Il teatro, situato in una posizione strategica, continua a rappresentare un punto di riferimento non solo per i cittadini residenti, ma anche per i visitatori che arrivano dai centri vicini, come Francavilla al Mare o Vasto, attratti dalla qualità delle proposte messe in campo da Unaltroteatro. Con il titolo “Se non lo vedi non ci credi”, la compagnia lancia un guanto di sfida culturale, promettendo performance che supereranno le aspettative della platea, puntando su un mix di testi classici rivisitati e nuove produzioni originali. La curiosità è alta e la corsa al biglietto per i primi spettacoli di settembre si prospetta già competitiva. La stagione è pronta a decollare, portando con sé l’energia e la professionalità che da tempo caratterizzano il lavoro di questo gruppo teatrale sul palcoscenico abruzzese.

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Territorio

Il giorno più bello trasformato in un incubo: furto in casa durante il matrimonio a Castellafiume

💔 Un giorno di festa si trasforma in un incubo: sposi derubati a Castellafiume durante il matrimonio. I ladri hanno svaligiato anche una vicina di casa, portando via contanti e ricordi. La comunità è sotto shock per la violazione della privacy domestica.

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#Castellafiume #CronacaNera #Abruzzo #Sicurezza

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Bouquet sposa

Castellafiume – La giornata che avrebbe dovuto rappresentare l’apice della felicità per una giovane coppia del territorio si è trasformata, nel giro di poche ore, in un trauma difficile da superare. Sabato 20 giugno, il matrimonio di due genitori di Castellafiume, caratterizzato dalla gioia dei festeggiamenti insieme ai propri figli e ai cari, è stato bruscamente interrotto da una notizia che nessuno vorrebbe mai ricevere al rientro dal ricevimento. Una volta varcata la soglia della propria abitazione, la coppia si è trovata davanti a uno scenario desolante: una finestra forzata, mobili spostati, cassetti rovesciati e un disordine che lasciava presagire il peggio.

Un’intrusione che non risparmia nulla

L’abitazione, situata in un’area residenziale del comune marsicano, è stata oggetto di una perquisizione meticolosa da parte di malviventi che hanno agito indisturbati, approfittando dell’assenza dei proprietari. L’entità del furto conta diverse centinaia di euro in contanti, una selezione di oggetti di valore affettivo e ingenti quantità di bigiotteria professionale. Tuttavia, ciò che sta suscitando maggiore indignazione tra i residenti è la modalità con cui è avvenuto il reato. Secondo le prime ricostruzioni, gli autori del furto si sarebbero trattenuti all’interno delle mura domestiche consumando cibi e bevande trovati sul posto, quasi a voler marcare il territorio dopo aver violato la privacy della famiglia.

Il raggio d’azione dei criminali non si è limitato alla sola abitazione degli sposi. Poco distante, anche la casa di una vicina di casa, legata alla coppia da un profondo rapporto di amicizia, è finita nel mirino. In questo secondo episodio, il bottino è apparso ancora più consistente: si parla di una cifra vicina ai 9mila euro in contanti, oltre a diversi beni materiali che sono stati sottratti con estrema rapidità. La notizia ha scosso profondamente la comunità di Castellafiume, in provincia dell’Aquila, zona in cui la percezione di sicurezza viene vissuta quotidianamente come un pilastro della vita sociale.

Il trauma dell’inviolabilità domestica

“Non è soltanto una questione legata all’economia o alla perdita di oggetti materiali”, hanno dichiarato i due sposi, ancora visibilmente scossi. Per loro, il danno più profondo è di natura psicologica. La casa rappresenta il rifugio primario, il luogo in cui crescono i figli e dove ogni genitore punta a garantire protezione e stabilità. Sapere che estranei hanno frugato negli effetti personali, toccato gli spazi privati e violato la tranquillità familiare ha lasciato una ferita che, col passare dei giorni, non accenna a rimarginarsi. “Ci hanno tolto la serenità, quella sensazione di sicurezza che ogni nucleo familiare dovrebbe poter vivere tra le proprie quattro mura”, hanno aggiunto.

La scelta di rendere pubblica questa vicenda non nasce dalla volontà di cercare compassione, ma da un senso di responsabilità verso il vicinato. La coppia spera che, condividendo il proprio dolore, si possa accendere un faro sull’attività criminale che periodicamente colpisce il territorio della Marsica. L’obiettivo è sensibilizzare i concittadini, invitando a una maggiore vigilanza e segnalando come, anche in contesti apparentemente tranquilli, il rischio di intrusioni sia sempre presente.

Le indagini in corso tra Cappadocia e Tagliacozzo

Sull’accaduto sono state tempestivamente avviate le indagini. I carabinieri della stazione di Cappadocia, in collaborazione con il comando di Tagliacozzo, stanno analizzando le dinamiche dell’intrusione per risalire all’identità degli autori. Gli inquirenti stanno vagliando la possibilità che si tratti di una banda organizzata, esperta in furti seriali, che studia in anticipo le abitudini delle vittime, focalizzandosi in particolare su eventi pubblici come compleanni o matrimoni, momenti in cui le case rimangono sguarnite per diverse ore.

La coppia, pur nel dolore, ripone piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine locali, che da tempo operano costantemente per monitorare le aree periferiche e i comuni dell’entroterra aquilano. Mentre l’inchiesta prosegue, i cittadini di Castellafiume si stringono attorno ai due sposi, chiedendo a gran voce un rafforzamento dei controlli notturni e una presenza più capillare delle pattuglie su tutto il territorio comunale, per evitare che la quiete della Marsica venga ulteriormente compromessa.

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Uil: la mappa della povertà in Abruzzo tra precariato e crisi del sistema sanitario

📉 L’Abruzzo registra un aumento costante della povertà con un residente su cinque a rischio. La crisi lavorativa e le difficoltà di accesso alla sanità pubblica colpiscono pesantemente le famiglie e gli anziani.

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#Abruzzo #Povertà #UilAbruzzo #Sociale

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Massimo Longaretti foto

 Redazione-  L’ultimo rapporto Caritas sulle politiche di contrasto alla povertà disegna per l’Abruzzo un quadro sociale inquietante, trasformando in cifre il disagio silente che attraversa le province di Pescara, Chieti, L’Aquila e Teramo. La fotografia scattata dall’istituto conferma che l’impoverimento non è più un’emergenza temporanea, bensì un fenomeno strutturale che colpisce un cittadino su cinque. Con il 20% della popolazione regionale a rischio di indigenza, l’Abruzzo si allontana dai parametri di benessere del Centro-Nord per allinearsi tragicamente agli indicatori del Mezzogiorno.

I numeri della vulnerabilità nel territorio abruzzese

La rete dei centri di ascolto, presidi fondamentali situati nelle parrocchie e nei quartieri più complessi, funge da megafono per un malessere diffuso che le istituzioni faticano a intercettare. Dal 2024 al 2025, il numero dei centri di supporto attivi in Abruzzo e Molise è passato da 65 a 75 unità. Questo incremento di strutture risponde a un bisogno crescente: sono 6.656 le persone che nell’ultimo anno hanno chiesto aiuto per colmare vuoti alimentari, lavorativi o abitativi, contro le 6.453 dell’anno precedente.

Se analizziamo i dati Istat incrociati con le assistenze dirette, emerge che 3.807 famiglie abruzzesi sono oggi sostenute costantemente dal terzo settore. Massimo Longaretti, esponente della segreteria Uil Abruzzo ed esperto di politiche migratorie, avverte però che questa cifra rappresenta solo la punta di un iceberg. Esiste una vasta area di “povertà invisibile”, composta da nuclei che non figurano nelle statistiche ufficiali ma che vivono ai margini, schiacciati dalla precarietà lavorativa — che interessa il 44,2% degli assistiti — e dalla vulnerabilità abitativa, un problema denunciato dal 34,9% degli utenti che bussano alle porte della solidarietà.

Il fallimento del diritto alla salute per i meno abbienti

Un nodo critico su cui la Uil concentra le proprie rimostranze riguarda il nesso tra indigenza e cura. Nell’area Abruzzo-Molise, il 17,1% di chi riceve sostegno soffre di fragilità sanitarie, una percentuale che supera la media nazionale del 16,1%. La combinazione di lunghissime liste d’attesa negli ospedali regionali, come quelli del capoluogo adriatico o dei poli di Chieti e Teramo, e l’impossibilità economica di accedere alla medicina privata, sta svuotando il diritto alla salute di qualsiasi sostanza.

Longaretti sottolinea come la condizione economica sia diventata il determinante principale del benessere fisico dei residenti. La rinuncia alle terapie non è più una scelta, ma una necessità per famiglie che faticano a pagare le bollette, figurarsi le prestazioni specialistiche. Il sistema pubblico, nel frattempo, arranca: solo l’8% delle persone seguite dalla Caritas risulta effettivamente preso in carico dai servizi sociali del Comune o degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS). Questo dato evidenzia un cortocircuito tra la rete di solidarietà privata e il sistema di welfare pubblico, che spesso delega al volontariato compiti di responsabilità istituzionale.

Prospettive per un cambio di rotta regionale

Il rapporto solleva anche una questione generazionale. Da un lato, il 52% delle famiglie assistite ha figli piccoli, il che significa condannare le nuove leve abruzzesi a una trasmissione ereditaria del disagio. Dall’altro, si registra una crescita esponenziale degli over 65 in povertà, che oggi rappresentano il 15,4% dei casi. Le pensioni minime, un tempo pilastro della stabilità familiare, non riescono più a garantire la dignità quotidiana di fronte al rincaro dei costi energetici e dei farmaci.

La richiesta della Uil alla Giunta Regionale è perentoria: è necessario un piano sociale regionale straordinario che superi l’ottica del semplice sussidio. L’obiettivo deve essere l’integrazione reale tra i centri per l’impiego e i servizi sociali, creando percorsi personalizzati che restituiscano autonomia ai cittadini. Senza un intervento deciso sulla qualità del lavoro e sull’accesso universale alle cure, si rischia di assistere a una frattura sociale insanabile. La sfida per la politica abruzzese è smettere di guardare ai dati come mere percentuali e iniziare a considerare il grido di aiuto di migliaia di famiglie che, ogni giorno, devono scegliere tra mangiare e curarsi. La coesione sociale della regione dipende, ora più che mai, dalla capacità di rimuovere questi ostacoli, nel pieno rispetto dei princìpi costituzionali di uguaglianza.

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Splendore a Poggio Moiano: la 55ª infiorata artistica chiude tra petali, majorette e i sapori della pizzeria “Incontro” di Ester Angeloni

🌸 Grande successo a Poggio Moiano per la 55ª Infiorata del Sacro Cuore! Oltre 300 metri di meravigliosi tappeti floreali hanno trasformato il borgo in un museo a cielo aperto. Serata finale indimenticabile in viale Umberto I, con lo spettacolo della banda, delle majorette e l’eccellente accoglienza della Pizzeria “Incontro” di Ester Angeloni. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇#poggiomoiano #infiorata2026 #pizzeriaincontro #esterangeloni #sabina #cronacalocale

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Infiorata a Poggio Moiano

Pizzeria "Incontro" di Ester Angeloni

Un museo a cielo aperto lungo le vie del borgo sabino

Poggio Moiano – Lo storico borgo in provincia di Rieti ha vissuto un fine settimana di straordinaria partecipazione e intensità emotiva, ospitando l’attesissima cinquantacinquesima edizione dell’Infiorata Artistica del Sacro Cuore. La storica manifestazione floreale, considerata all’unanimità una delle tradizioni più celebri e longeve dell’intera regione Lazio, ha trasformato l’intero centro storico sabino in un affascinante museo a cielo aperto. I maestri infioratori hanno coperto oltre 300 metri di manto stradale con spettacolari tappeti realizzati interamente attraverso l’uso sapiente di petali freschi, foglie e polveri di fiori essiccati all’ombra per preservare la brillantezza dei colori naturali. L’evento ha richiamato una grandissima affluenza di turisti, accorsi per ammirare da vicino quadri religiosi e motivi geometrici di straordinaria precisione artigianale distribuiti tra via Garibaldi e il viale principale del paese.

Il momento più suggestivo ed emozionante dell’intera kermesse si è sviluppato durante la celebre Notte dei Fiori, la lunga sessione notturna in cui i cittadini di tutte le età hanno lavorato instancabilmente, fianco a fianco, per comporre le monumentali opere visibili alla popolazione fin dalle prime luci del mattino. Accanto alla meraviglia visiva dei tappeti floreali, la manifestazione ha offerto un ricco cartellone di eventi collaterali, tra cui spiccano mostre d’arte, la tradizionale sagra dell’olio d’oliva con degustazioni guidate di bruschette locali e le visite approfondite al Museo dell’Infiorata, lo spazio cittadino permanente dedicato alla conservazione della memoria storica, degli strumenti tecnici e degli archivi fotografici di questa antica tradizione.

L’eccellenza della pizzeria “Incontro” al centro della festa in viale Umberto

I festeggiamenti e le sfilate hanno vissuto il loro culmine ideale in viale Umberto I, l’arteria stradale principale dove ieri sera si è conclusa ufficialmente la manifestazione. In questa magnifica cornice, il punto di riferimento assoluto per l’accoglienza e la ristorazione è stato rappresentato dalla storica pizzeria “Incontro” di Piero Angeloni, situata proprio nel cuore pulsante dell’itinerario dell’infiorata. Il locale ha registrato il tutto esaurito, offrendo ai tantissimi clienti presenti un servizio ai tavoli semplicemente magnifico, caratterizzato da una rapidità impeccabile, estrema cortesia e una cura del dettaglio che ha permesso a tutti di godersi la serata in totale relax e spensieratezza.

I numerosi ospiti seduti all’aperto hanno potuto degustare una pizza eccellente, preparata secondo i canoni della migliore tradizione artigianale, caratterizzata da materie prime di altissima qualità e da un impasto leggerissimo e fragrante. Oltre alle pizze tonde e al taglio, la cucina ha proposto una selezione di fritti dorati e piatti tipici sabini che hanno deliziato i palati dei presenti. La posizione strategica della pizzeria Incontro ha trasformato i suoi tavoli esterni in una vera e propria tribuna d’onore, permettendo ai commensali di vivere un’esperienza sensoriale completa che ha unito i sabini sapori autentici della buona tavola con lo spettacolo visivo e sonoro della tradizione popolare che sfilava a pochi metri di distanza.

Infiorata Poggio Moiano

La solenne processione religiosa e lo spettacolo delle majorette

Mentre i clienti assaporavano le specialità gastronomiche della pizzeria, l’atmosfera del borgo è stata accesa dal passaggio della solenne e tradizionale processione del Sacro Cuore, un momento di profonda devozione che ha visto sfilare le autorità cittadine sopra i meravigliosi tappeti di petali realizzati con mesi di lavoro. Il corteo religioso è stato accompagnato dalle note della banda musicale, che ha eseguito brani del repertorio classico solennizzando il percorso tra i vicoli in pietra e le piazze del paese.

A portare un’ondata di colore, ritmo e moderna vivacità è stata inoltre la spettacolare sfilata delle majorette, che hanno entusiasmato il pubblico di tutte le età con le loro coreografie precise, i costumi tradizionali e i volteggi acrobatici a tempo di musica. L’unione perfetta tra l’arte effimera dei fiori, l’impeccabile accoglienza culinaria offerta da Piero Angeloni in viale Umberto I e la bellezza delle sfilate popolari ha decretato il successo di questa storica edizione, che lancia Poggio Moiano verso traguardi turistici sempre più importanti per il futuro.

Passaggio della processione a Poggio Moiano

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