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TORNA A MESTRE IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA GEOPOLITICA EUROPEA

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TORNA A MESTRE IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA GEOPOLITICA EUROPEA

9-10-11 aprile 2026

A M9 tre giorni di incontri su diplomazia, equilibri globali e formazione dei giovani alle relazioni internazionali

Redazione – Tre giorni per comprendere il mondo che cambia: dal 9 all’11 aprile torna a Venezia Mestre, all’Auditorium di M9 – Museo del ’900, la sesta edizione del Festival Internazionale della Geopolitica Europea, punto di riferimento nel panorama nazionale per il confronto sui grandi equilibri globali.

Da giovedì a sabato, diplomatici, rappresentanti delle istituzioni, accademici, giornalisti e protagonisti del mondo economico e della sicurezza si alterneranno in incontri, panel e dibattiti aperti al pubblico, con l’obiettivo di offrire strumenti di lettura dei principali scenari geopolitici contemporanei.

In un contesto internazionale sempre più complesso e interconnesso, il Festival si propone come spazio di analisi, dialogo e formazione, mettendo al centro il ruolo dell’Italia e dell’Europa nelle dinamiche globali.

Particolare attenzione è riservata alle nuove generazioni: anche quest’anno il Festival accoglie gli studenti delle scuole superiori provenienti da tutta Italia, coinvolti nel percorso formativo “Introduzione alla Geopolitica”, che ha visto la partecipazione di 35 istituti scolastici e si è articolato in 18 lezioni online con esperti del settore alcuni dei quali protagonisti dei dibattiti del Festival.

Il Festival Internazionale della Geopolitica Europea si conferma così un laboratorio aperto, capace di connettere formazione, informazione e dibattito pubblico, contribuendo alla costruzione di una maggiore consapevolezza sui temi globali.

L’iniziativa è realizzata su iniziativa del Comune e della Città Metropolitana di Venezia, in collaborazione con la rivista di affari internazionali Atlantis, il Consiglio d’Europa, il Circolo di Studi Diplomatici di Roma, Europe Direct, con il patrocinio, tra gli altri, del Ministero dell’Istruzione e del Merito. In un contesto globale segnato dal ritorno dei conflitti armati, dalle tensioni energetiche e dalle competizioni per le risorse strategiche, il Festival riunirà 57 personalità per offrire strumenti di analisi e comprensione delle trasformazioni dell’ordine internazionale. L’apertura è prevista giovedì 9 aprile alle ore 11:00, dopo i Saluti istituzionali, con la presentazione della giornalista Eleonora Lorusso e gli interventi di Arduino Paniccia, analista di Strategia militare e Roberto Papetti, direttore responsabile de “Il Gazzettino” che introdurranno e contestualizzeranno i lavori.

Il programma proseguirà nel pomeriggio di giovedì con tre panel di grande attualità. Il primo, “Geopolitica sui banchi di scuola”, vedrà la partecipazione di Valeria Mantovan, Assessore alla Cultura e all’Istruzione della Regione del Veneto, Veronica Guagliumi, europrogettista, Caterina Spezzano dirigente del MIM, Federico Moro, Segretario Generale della Fondazione Robert Kennedy e Francesca Vanoli Dirigente scolastico in collegamento dall’Ambasciata italiana a Washington che analizzeranno l’importanza di integrare queste competenze nei percorsi educativi delle nuove generazioni. Seguiranno i dibattiti su “Diplomazia culturale per i diritti umani” con un’intervista della Caporedattrice di Rai Veneto Elisa Billato al Sindaco Luigi Brugnaro, seguita da un dibattito tra Manfred Nowak (Segretario Generale del Global Campus of Human Rights), l’Ambasciatore Umberto Vattani (Presidente Venice International University), Rossella Vitali (Presidente del Consiglio dei Governatori del Lions International Italia) e il Prof. Fabio Finotti (già Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a New York). Seguirà poi l’approfondimento su “La politica dell’amministrazione Trump e le sue conseguenze globali”, che – dopo la trasmissione di due interviste – vedrà l’intervento del senatore canadese Tony Loffreda, profondo conoscitore delle dinamiche transatlantiche e dei nuovi equilibri di potere nel continente americano, di Matteo Legrenzi (Docente di relazioni Internazionali a Ca’ Foscari), dell’Ambasciatore Roberto Nigido e di Gianluca Pastori (Docente di Storia delle Relazioni politiche tra Nord America e Europa alla Cattolica di Milano).

La giornata di venerdì 10 aprile si aprirà con un focus su “La politica di prontezza dell’Unione Europea di fronte alle minacce esterne”. Tra i relatori attesi figurano l’ambasciatore Paolo Casardi, Alessandro Politi, direttore della NATO Defence College Foundation, Stefano Cont, direttore della divisione capacità, armamento e pianificazione dell’Agenzia europea per la Difesa, il Senatore Raffaele Speranzon (Commissione affari Esteri) e Francesco Zampieri (Centro Studi Militari Marittimi di Venezia). Eccezionale collegamento poi con la zona di guerra in Libano, per un intervento di Francesca Lazzari, responsabile di AVSI Foundation, organizzazione che opera a fini umanitari. Al successivo tavolo dei lavori a discutere su “L’Occidente e la sua identità”, siederanno l’Ambasciatore Adriano Benedetti, il filosofo Massimo Donà, il filosofo del Diritto Giuseppe Limone, lo storico Eugenio Capozzi, insieme al giornalista Andrea Scazzola.

Nel pomeriggio di venerdì 10 aprile, entreranno nel tema “Confini e Frontiere nella gestione dei conflitti” l’Ambasciatore Maurizio Melani, la costituzionalista Benedetta Liberali, il giurista e scrittore Davide Rossi e l’esperto di politiche dello Spazio, Sirio Zolea. La lente di ingrandimento si trasferirà poi sulle “Eccellenze italiane nell’industria per la Difesa Comune Europea”, protagonisti Andrea Bos (Hydrogen Park), Gabriele Cafaro (Fincantieri), il Capitano di Vascello Francesco Ruggiero (Polo Nazionale Subacquea), Angelo Giuliana (NedITech), Sabrina Zuccalà (Polo Nazionale Droni – Aerospazio – Subacquea e Difesa) con la moderazione del giornalista Maurizio Cerruti.

Venerdì si chiuderà con “Le nuove mappe dell’Economia Mondiale”, protagonisti, il Rettore Emerito di Ca’ Foscari, Carlo Carraro, l’Analista internazionale Paolo Guerrieri (collegato da Science Po Paris), il fisico Piero Martin, il vice presidente di Confindustria Vincenzo Marinese

Sabato 11 aprile il Festival propone l’incontro “Europa, un’occasione per un perfezionamento politico”, con Mario Schwetz, direttore dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa.

A seguire, alle ore 11:00, si terrà l’atteso intervento in presenza del Ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Chiusura con una riflessione complessiva dell’analista geopolitico Manlio Graziano cui farà seguito il tradizionale breve concerto per violoncello eseguito da Federico Motta

Pilastro fondamentale della manifestazione resta il progetto formativo rivolto al mondo della scuola, riconosciuto e approvato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Infatti, una rappresentanza di oltre un centinaio di studenti delle scuole superiori italiane insieme a 30 studenti del Polo di Scienze internazionali dell’Università di Gorizia, avrà l’opportunità di partecipare attivamente ai lavori e collaborare con l’ufficio stampa dell’evento, coordinato dal giornalista Domenico Letizia, mettendo in pratica le competenze acquisite durante il percorso di studi.

 

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti e saranno trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale del Festival della Geopolitica Europea: @festivalgeopolitica.

Il programma completo è consultabile sul sito ufficiale www.festivalgeopolitica.it.

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Politica

Evoluzione e Libertà scalda i motori: Quadrini guida il vertice a Roma e lancia il congresso di Fiuggi

La politica torna finalmente ad ascoltare il territorio! Si è tenuta a Roma (presso l’Hotel AH) un’importantissima Direzione Nazionale del movimento politico “Evoluzione e Libertà”. Presenti tutti i vertici: da Gianluca Quadrini a Giuseppe Basile, fino a Mirko Greco e Giovanni Petrocchi. L’obiettivo? Mettere a punto un rivoluzionario documento programmatico per aiutare concretamente le imprese, difendere le famiglie e tutelare le libertà individuali dei cittadini. “Non stiamo scrivendo un testo teorico, ma una vera mappa d’azione vicina ai bisogni della gente”, ha tuonato con entusiasmo Gianluca Quadrini. E il vertice romano è stato solo l’antipasto: venerdì 9 ottobre alle ore 18:00 (presso l’Hotel Fiuggi Terme Resort & SPA) andrà in scena la grande convention “Il successo verso il futuro”, durante la quale verrà svelato ufficialmente il nuovo simbolo del partito! Trovate tutti i dettagli e le info per seguire la diretta streaming nel nostro articolo. Siete professionisti sempre indaffarati in riunioni di lavoro? Scoprite il nostro suggerimento d’acquisto all’insegna dell’eleganza! 👇

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Evoluzione e Libertà Fiuggi

Roma – In un panorama politico nazionale e regionale spesso e volentieri caratterizzato da una fortissima disaffezione degli elettori, da una preoccupante astensione alle urne e da grandi partiti tradizionali che sembrano aver irrimediabilmente perso il fondamentale contatto con la dura realtà dei territori, c’è un gran bisogno di nuove forze in campo. In questo delicato e complesso scenario di transizione democratica, si inserisce con forza e determinazione la recente attività del movimento politico Evoluzione e Libertà, che sta muovendo passi da gigante per strutturarsi in modo capillare e professionale. Nelle scorse ore, infatti, si è svolta con successo, presso gli eleganti e riservati spazi dell’Hotel AH in zona Ottavia a Roma, la tanto attesa Direzione Nazionale del partito. Non si è trattato di una semplice passerella elettorale, bensì di un vero e proprio vertice operativo di primaria importanza, studiato a tavolino per riunire l’intera dirigenza nazionale attorno a un tavolo tecnico e definire con chirurgica precisione le linee guida e gli obiettivi politici da centrare nei prossimi, cruciali mesi. All’importante incontro capitolino hanno preso parte tutte le figure apicali del movimento: il Vice Segretario Nazionale e vulcanico Segretario Regionale ad Interim, Gianluca Quadrini; l’attuale Segretario Nazionale, Giuseppe Basile; il Presidente Mirko Greco e, non ultimo per importanza, il Delegato al prezioso dialogo interreligioso e alle politiche per la famiglia, il Dottor Giovanni Petrocchi, affiancati da numerosi e validi altri dirigenti territoriali di partito.

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Il nuovo documento programmatico e la visione di Quadrini

Durante le intense ore di lavoro a porte chiuse svoltesi nella Capitale, la dirigenza al gran completo ha tracciato con grandissima precisione i binari per la stesura definitiva del nuovo documento programmatico di Evoluzione e Libertà.
Questo delicato testo non nasce come un banale e noioso manifesto ideologico, ma con il chiaro e ambizioso obiettivo di offrire risposte immediate, rapide e soprattutto concrete alle istanze quotidiane delle famiglie italiane, delle piccole e medie imprese schiacciate dalle tasse e dei territori dimenticati dallo Stato. Al centro del dibattito, infatti, sono state poste tematiche nevralgiche per il futuro del Paese: l’assoluta e indiscutibile tutela delle libertà individuali, la necessaria sostenibilità economica delle riforme e, ovviamente, il tanto auspicato rilancio dell’azione politica sia a livello puramente locale che su scala nazionale. In questa solenne occasione, Gianluca Quadrini (da sempre politico abituato a stare tra la gente e a macinare chilometri in provincia) ha voluto esprimere pubblicamente parole di sincero e palpabile entusiasmo per la costante e inarrestabile fase di crescita del suo movimento: «La Direzione Nazionale appena conclusasi qui a Roma rappresenta una tappa di maturità fondamentale nell’intero percorso di radicamento e di profondo rinnovamento del progetto politico di Evoluzione e Libertà», ha dichiarato con orgoglio Quadrini ai margini della riunione. «Lavorando fianco a fianco e in totale sinergia con il Segretario Nazionale Giuseppe Basile, con il nostro Presidente Mirko Greco, con il Dott. Giovanni Petrocchi e con tutta la nostra straordinaria squadra dirigenziale, stiamo letteralmente costruendo, giorno dopo giorno, una proposta politica che sia solida, trasparente e, soprattutto, realmente vicina ai bisogni della gente comune. Ci tengo a precisare che il nostro nuovo documento programmatico in via di definizione non sarà assolutamente un semplice e vacuo testo teorico da biblioteca, ma una vera e propria e dettagliatissima mappa d’azione per fornire soluzioni e risposte immediate alle difficili sfide economiche, occupazionali e sociali che la nostra nazione sta faticosamente affrontando in questa fase storica».

Verso Fiuggi: il simbolo e la grande convention

L’affollato incontro di Roma costituisce però soltanto il prologo ideale, una sorta di “riscaldamento dei motori”, in vista del prossimo, imponente e attesissimo evento pubblico del partito, che promette di catalizzare l’attenzione della stampa locale e non solo.
Stiamo parlando della grande convention politica, intitolata significativamente “Evoluzione e Libertà: Il successo verso il futuro”. L’importante e cruciale raduno è stato ufficialmente messo in calendario per la giornata di venerdì 9 ottobre 2026, con fischio d’inizio fissato per le ore 18:00, e sarà ospitato negli eleganti, ampi e prestigiosi spazi dell’Hotel Fiuggi Terme Resort & SPA (situato in Via Capo I Prati, 9, nella splendida cittadina termale di Fiuggi). L’evento ciociaro, che si preannuncia particolarmente partecipato, vedrà susseguirsi sul palco gli autorevoli interventi programmatici del Presidente Mirko Greco, del Segretario Nazionale Giuseppe Basile, del Delegato Giovanni Petrocchi e dello stesso instancabile Gianluca Quadrini. Tutti i lavori congressuali saranno saggiamente moderati dalla figura di garanzia del Professor Mario Festa. Ma il vero, assoluto momento clou dell’intera serata, quello che gli addetti ai lavori attendono con maggiore trepidazione, sarà senza alcun dubbio la presentazione ufficiale al pubblico del nuovo e fiammante simbolo del partito. Per abbattere ogni distanza chilometrica e permettere un’ampia, democratica e totale partecipazione anche a distanza a chi non potrà recarsi fisicamente in Ciociaria, l’intera durata del convegno politico sarà fedelmente trasmessa in diretta streaming sulla seguitissima pagina ufficiale Facebook @evoluzioneelibertà. Proiettandosi proprio verso l’ormai imminente e decisivo appuntamento fiuggino, Quadrini ha voluto lanciare un ultimo, accorato appello: «I costruttivi e intensi lavori di Roma ci proiettano direttamente ed entusiasticamente verso la grande convention di venerdì a Fiuggi, che consideriamo un fondamentale e irrinunciabile momento di confronto aperto, schietto e leale con l’intera cittadinanza, con i nostri storici iscritti e con tutti i valorosi amministratori locali. Proprio a Fiuggi avremo l’onore di svelare per la prima volta il simbolo ufficiale del nostro nuovo partito, dimostrando plasticamente a tutti la forza, le idee e la vitalità di un progetto nato dal basso, che parte dal vero ascolto del territorio e che guarda con infinito coraggio al domani. Invito caldamente tutti i cittadini interessati, la stampa e i simpatizzanti a partecipare di persona o a seguirci comodamente in diretta streaming. Dobbiamo assolutamente costruire insieme, mattone dopo mattone, la politica del futuro».

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Politica

L’analisi di Sforzini: “Cerno è il cormorano di Vannacci, il grave errore del Generale”

Ci sono battaglie politiche che si perdono in un istante, a causa di una singola frase sbalgiata. L’ultimo, clamoroso attacco frontale del Generale Roberto Vannacci nei confronti del giornalista Tommaso Cerno (direttore de Il Giornale) si sta rivelando un boomerang disastroso per l’europarlamentare. In un lucido e spietato editoriale, Luca Sforzini (presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale) paragona questo scivolone al famoso “cormorano agonizzante” della Guerra del Golfo: un piccolo dettaglio capace di cambiare per sempre la percezione dell’opinione pubblica. L’errore fatale di Vannacci non è stato criticare Cerno politicamente, ma attaccarlo sul piano personale e intimo, riesumando termini come “gusti invertiti” per colpire la sua omosessualità. Il risultato? Basta leggere i commenti sui profili social del Generale: questa volta non sono i suoi nemici di sinistra a indignarsi, ma i suoi stessi elettori di destra! Il pubblico che lo osannava per il suo coraggio contro il “politicamente corretto”, oggi prende le distanze e lo critica aspramente. Perché esiste un confine netto tra l’avere idee forti e lo scadere nell’insulto sgradevole contro la vita privata di un’altra persona. Vannacci ha superato quel limite? Leggete la brillante analisi politica completa nel nostro articolo, e scoprite i meccanismi psicologici della propaganda nel saggio che vi consigliamo di leggere! 👇

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Luca Sforzini

Redazione-  Di Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale – Nel cinico e spietato mondo della strategia militare, così come in quello altrettanto feroce e calcolatore della comunicazione politica moderna, esistono battaglie e intere guerre che non vengono perdute sul campo, sotto il fuoco incrociato dei mortai o nei lunghi e noiosi dibattiti parlamentari. Vengono perdute in un istante infinitesimale, cristallizzate per sempre nell’impatto emotivo di una singola, potentissima immagine. La storia contemporanea ce lo insegna con una chiarezza disarmante. Durante la prima Guerra del Golfo, nei primi anni Novanta, le televisioni di tutto il mondo ci inondarono 24 ore su 24 con filmati di bombardamenti a tappeto, missili intelligenti, cieli notturni illuminati dai traccianti, pozzi petroliferi in fiamme ed esplosioni apocalittiche. Eppure, se chiudiamo gli occhi, una delle pochissime immagini rimaste indelebilmente incise nella memoria collettiva dell’umanità fu infinitamente più piccola, fragile e apparentemente marginale: quella di un povero cormorano completamente ricoperto di denso petrolio nero, agonizzante e indifeso sulla riva del mare. In mezzo a quella gigantesca, assordante e spietata macchina da guerra globale, bastò il rantolo silenzioso di un uccello morente per dare un volto concreto, tragico e comprensibile a un disastro che milioni di parole, analisi geopolitiche e comunicati stampa militari non erano minimamente riusciti a raccontare. Alla luce dei recenti e turbolenti avvenimenti politici italiani, ho la fortissima sensazione che il giornalista Tommaso Cerno possa trasformarsi, politicamente parlando, nell’esatto equivalente di quel cormorano per il Generale Roberto Vannacci.

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L’attacco personale e l’errore strategico del Generale

La sensazione che si stia assistendo a un punto di non ritorno non nasce dal fatto che questa sia la prima volta in cui l’europarlamentare Roberto Vannacci pronunci parole estreme o divisive.
Al contrario: l’ipotesi prende corpo proprio perché il Generale, nel corso dell’ultimo anno, ne ha pronunciate talmente tante, in ogni contesto e su ogni tema possibile, da aver quasi assuefatto il suo pubblico e anestetizzato l’opinione pubblica nazionale. La provocazione costante era diventata il suo marchio di fabbrica, la sua infallibile corazza mediatica. Questa volta, però, il Generale ha sbagliato completamente e clamorosamente la bracciata. Invece di ingaggiare una legittima e costruttiva battaglia dialettica, ha preso di mira il direttore di un giornale fieramente schierato a destra (Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale) e, anziché contestarne le idee, gli editoriali o le visioni politiche, ha deciso di tirare volgarmente in ballo la sua sfera più intima e privata: la sua omosessualità. Vannacci ha riesumato termini anacronistici e offensivi come i celebri «gusti invertiti», contrapponendoli arbitrariamente e in modo denigratorio alla sua personale visione di «normalità». Un attacco ad hominem gratuito e sgradevole. Ma l’errore strategico più grave, quello che in gergo politico si definisce un vero e proprio autogol, è avvenuto nei giorni successivi: accortosi del divampare dell’incendio mediatico e istituzionale attorno alle sue dichiarazioni, anziché gettare acqua sul fuoco o tentare una doverosa rettifica, Vannacci ha continuato caparbiamente ad alimentarlo sui propri canali social, convinto forse di poter replicare lo schema vittimistico che lo aveva premiato in passato.

Il confine sottile tra il “politicamente scorretto” e l’insulto

Ed è esattamente qui, spulciando il polso della Rete, che si trova il dato sociologicamente e politicamente più interessante e inaspettato di tutta questa triste vicenda.
Oggi non occorrono costosi sondaggi demoscopici o complessi panel di esperti per tastare gli umori dell’elettorato: basta mettersi comodi e leggere con attenzione i commenti sotto i post social dello stesso Generale. Il suo pubblico di riferimento, quello zoccolo duro che dovrebbe applaudirlo e difenderlo a spada tratta in nome della libertà di espressione, questa volta, in larghissima parte, non applaude affatto. Al contrario: i suoi stessi follower contestano aspramente la caduta di stile, prendono le distanze in modo netto e inequivocabile, e qualcuno scrive persino (con l’amarezza di chi si sente tradito) che pensava seriamente di votarlo alle prossime elezioni ma, dopo questa uscita, non lo farà mai più. Il motivo di questa reazione allergica della sua stessa “bolla” è molto semplice, ma fondamentale per chiunque faccia politica: esiste una differenza enorme, un abisso incolmabile, tra l’essere fieramente “politicamente scorretti” e l’essere semplicemente e banalmente sgradevoli. C’è una distanza siderale tra il coraggio di sfidare il conformismo imperante del pensiero unico e la bassezza di frugare nella vita privata e sentimentale di un uomo unicamente per poterlo insultare. E, soprattutto, c’è una differenza abissale tra lo scandalizzare i propri avversari politici (tattica che compatta i ranghi) e il disgustare i propri potenziali elettori (tattica che svuota le urne). Le guerre politiche, esattamente come quelle vere fatte di trincee e polvere da sparo, producono sempre moltissimo rumore e fumo. Ma, qualche volta, a decidere ciò che resterà davvero sul campo alla fine della battaglia non è l’assordante fragore delle bombe sganciate. A volte basta l’immagine silenziosa di un cormorano sulla riva.

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Crisi in Spagna, l’affondo di Rampelli (FdI) su Sanchez: “Toccato dal Pd, chiunque tocchino si brucia”

La crisi politica e sociale che sta travolgendo la Spagna del Primo Ministro Pedro Sanchez ha radici profonde, e dall’Italia arrivano commenti durissimi. Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati (Fratelli d’Italia), non ha usato mezzi termini ai microfoni di Radio Radicale: “Cos’è successo a Sanchez? È stato toccato dal PD… e qualunque cosa tocchino, si brucia!”. Il leader socialista spagnolo, al governo da 8 anni, si trova oggi ad affrontare l’ira di migliaia di cittadini scesi nelle piazze di Madrid per protestare contro la drammatica emergenza abitativa e il caro affitti. Rampelli ha espresso solidarietà ai manifestanti, accusando però Sanchez di grave ipocrisia per non aver risolto il problema in tutti questi anni di potere. A fare da contraltare al disastro spagnolo, l’esponente di FdI ha rivendicato con orgoglio il colossale “Piano Casa” da 10 miliardi di euro appena varato dal Governo Meloni in Italia: un progetto che prevede la costruzione di 60 mila alloggi popolari per i più poveri e un forte investimento nell’edilizia sociale per aiutare il ceto medio (coloro che non possono permettersi mutui o affitti folli). Un modello italiano che, secondo Rampelli, presto farà scuola in tutta Europa. Leggete la nostra analisi politica completa sulle imminenti elezioni di novembre in Spagna e scoprite il nostro consiglio di lettura per comprendere a fondo le attuali crisi geopolitiche europee! 👇

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Rampelli

Roma – Nel complesso e turbolento scacchiere della politica europea, le dinamiche interne delle singole Nazioni finiscono inesorabilmente per intrecciarsi, creando pericolosi effetti domino o inaspettati parallelismi ideologici. In queste ultime settimane, i riflettori della stampa internazionale sono puntati direttamente su Madrid, dove il governo socialista guidato dal Primo Ministro Pedro Sanchez sta affrontando una crisi politica e sociale di proporzioni storiche. L’epicentro del terremoto che sta scuotendo le fondamenta dell’esecutivo spagnolo (giunto ormai al suo ottavo, logorante anno di mandato) è la drammatica emergenza abitativa, che ha spinto centinaia di migliaia di cittadini esasperati a scendere in piazza per rivendicare il diritto sacrosanto a un tetto dignitoso. A commentare con estrema durezza e pungente ironia la parabola discendente del leader socialista spagnolo è intervenuto Fabio Rampelli, autorevole esponente di Fratelli d’Italia e attuale vicepresidente della Camera dei Deputati. Nel corso di una lunga e articolata intervista rilasciata ai microfoni di Radio Radicale, Rampelli ha analizzato le radici profonde del tracollo politico di Sanchez, lanciando al contempo una durissima stoccata al Partito Democratico italiano, storico alleato ideologico del governo iberico.

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La stoccata di Rampelli: “Il bacio della morte del PD”

L’incipit dell’analisi del vicepresidente della Camera è fulminante e non lascia spazio a diplomazie di facciata, evidenziando quello che, a suo dire, rappresenta un vero e proprio “bacio della morte” politico.
«Che cosa è successo a Sanchez? È stato toccato dal Pd che qualunque cosa tocchi si brucia», ha esordito Rampelli con amara ironia, tracciando un parallelo tra le difficoltà dei progressisti italiani e il tracollo dei colleghi iberici. Ma al di là della battuta sferzante, l’esponente di Fratelli d’Italia ha voluto approfondire le cause strutturali del malessere spagnolo, chiarendo come l’attuale caos nelle piazze di Madrid non sia un fenomeno improvviso. «Quella di Sanchez è una crisi molto più profonda. Oggi inciampa in modo plateale sull’emergenza abitativa, ma è un problema che ha origini molto più antiche e radicate nel tempo». La questione della casa, in effetti, rappresenta oggi una delle bombe a orologeria più pericolose dell’intera Unione Europea. L’inflazione galoppante, la speculazione immobiliare nei grandi centri urbani, l’aumento indiscriminato dei tassi dei mutui e la proliferazione incontrollata degli affitti brevi a uso turistico hanno letteralmente espulso le fasce più deboli e il ceto medio dal mercato immobiliare, trasformando il diritto all’abitare in un lusso per pochi privilegiati.

Il modello italiano: il Piano Casa da 10 miliardi del Governo Meloni

Di fronte a un’emergenza di portata continentale, Rampelli ha rivendicato con orgoglio la tempestività e la concretezza dell’azione politica portata avanti in Italia dall’esecutivo di centrodestra, ergendola a modello virtuoso per l’intera Europa.
«Il problema esiste in tutta Europa. Non a caso, prima ancora che deflagrasse in Spagna con queste proporzioni drammatiche, il governo Meloni ha varato un piano casa da 10 miliardi di euro», ha ricordato il vicepresidente della Camera. Si tratta di un intervento strutturale massiccio, progettato non per tamponare l’emergenza con bonus a pioggia (ritenuti inefficaci), ma per dare una risposta definitiva, equa e differenziata alle reali esigenze della popolazione. La strategia italiana si muove su due binari paralleli: da un lato la costruzione di 60 mila nuovi alloggi popolari destinati alle fasce sociali più deboli e fragili della società; dall’altro, lo sviluppo di una solida rete di edilizia sociale (il cosiddetto social housing) pensata esplicitamente per sostenere il ceto medio. Parliamo di quella vasta platea di cittadini, giovani coppie e lavoratori dipendenti che «non sono sufficientemente poveri per entrare nelle stringenti graduatorie pubbliche, ma non sono nemmeno abbastanza ricchi per potersi permettere i prezzi folli dell’acquisto di un alloggio sul libero mercato o l’accensione di un mutuo bancario». Una visione programmatica che, secondo Rampelli, farà scuola oltre i confini nazionali: «Sono certo che il nostro piano sarà emulato e copiato da altre nazioni europee, esattamente come è già accaduto in passato per altri provvedimenti varati dall’Italia».

La fine di un’era e l’augurio per il futuro di Madrid

Infine, l’esponente di Fratelli d’Italia ha rivolto lo sguardo al futuro immediato della Spagna, esprimendo umana vicinanza ai cittadini in difficoltà, ma condannando fermamente l’ipocrisia politica dell’attuale leadership.
«Mi sento di solidarizzare pienamente e convintamente con i manifestanti di Madrid che rivendicano nelle piazze il sacrosanto diritto alla casa, così come sono vicino ai cittadini italiani che purtroppo si trovano a vivere nelle stesse difficili condizioni», ha precisato Rampelli. Tuttavia, la responsabilità politica del disastro ricade interamente su chi ha governato fino a oggi. «Sanchez sta al potere, all’ottavo anno di governo consecutivo, e avrebbe dovuto pensare molto prima e molto meglio a come affrontare strutturalmente questa criticità. Adesso tenta disperatamente di cavalcare la protesta per salvarsi, ma mi auguro vivamente che gli spagnoli non cadano per l’ennesima volta nella trappola delle false promesse». La conclusione è un auspicio politico netto e inequivocabile in vista delle prossime, cruciali scadenze istituzionali spagnole: «Mi auguro che Sanchez, che ha giocato d’anticipo indicendo elezioni anticipate per evitare di soccombere lentamente e inesorabilmente, a novembre lasci finalmente il campo a un solido governo di centrodestra. L’Europa oggi deve cambiare radicalmente prospettiva se vuole sopravvivere alle sfide globali».

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