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Un repertorio di scene, la nuova raccolta poetica di Luigi Colagreco esplora la memoria

๐Ÿ“– Luigi Colagreco torna in libreria con una raccolta che indaga la memoria e il presente. Scopri il viaggio poetico di “Un repertorio di scene” attraverso le prossime tappe letterarie sul territorio abruzzese.
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#LuigiColagreco #PoesiaContemporanea #Editoria #CulturaAbruzzo

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Redazione- Atessaย diventa il fulcro di un importante appuntamento letterario che segna il debutto editoriale di una delle voci piรน interessanti del panorama poetico italiano attuale. Il volumeย Un repertorio di scene, pubblicato dalla prestigiosa casa editrice La Vita Felice nel 2026, si propone come un viaggio articolato tra i meandri del ricordo e la soliditร  del presente. Lโ€™opera, che si avvale di una prefazione curata dal noto poeta e scrittore Jean Portante, non รจ solo una raccolta di testi, ma una riflessione profonda sulla necessitร  della parola di colmare le assenze che definiscono l’esistenza umana.

L’idea cardine del libro ruota attorno al concetto di “scena” intesa come spazio fisico e mentale in cui la memoria sceglie di riemergere. Attraverso una tessitura linguistica che intreccia accuratamente l’esperienza autobiografica, la percezione sensoriale e una spiccata propensione per l’immaginazione, Colagreco costruisce un apparato di immagini che tentano di fissare ciรฒ che, pur non essendo piรน visibile, continua strenuamente ad abitare il quotidiano. Non si tratta di una nostalgia statica, ma di una tensione dinamica verso ciรฒ che, come scrive Portante nelle pagine introduttive, “ha sete di essere qui, ma manca incessantemente”. La capacitร  dell’autore di mescolare l’intimo con il dato circostante conferisce al volume una cifra stilistica riconoscibile, capace di trascendere i confini geografici.

un respiro internazionale per la poesia di Colagreco

La risonanza diย Un repertorio di sceneย ha varcato i confini nazionali ancor prima della sua uscita ufficiale nelle librerie. L’interesse accademico e letterario suscitato dai testi di Colagreco ha portato a una serie di traduzioni che ne confermano il valore universale. Giร  nell’aprile del 2026, una selezione dei componimenti รจ apparsa sulla rivista specialisticaย ร†rea. Revista Hispanoamericana de Poesรญa, tradotta a cura di Dafne Malvasi. Un riconoscimento ulteriore รจ giunto dalla Francia, grazie al lavoro svolto da Jean Portante, che ha curato la traduzione di alcuni brani per il numero 43 diย La Traductiรจre. Questa rivista, strettamente connessa al prestigioso Marchรฉ de la Poรฉsie di Parigi, ha permesso alla poetica di Colagreco di inserirsi in un dialogo critico globale, ponendo le basi per una circolazione ampia e diversificata del pensiero dell’autore abruzzese.

Luigi Colagreco, artista poliedrico โ€“ poeta, musicista e operatore culturale di rilievo โ€“, porta in questa opera tutto il bagaglio formativo maturato in anni di ricerca. Laureato a Pisa e con una solida preparazione accademica che spazia fino al dottorato di ricerca in co-tutela internazionale tra il Brasile e l’Universitร  degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, l’autore dimostra come la poesia non sia un esercizio isolato, ma una pratica dialogica. Il suo impegno costante, testimoniato dalla direzione del festival ChietiPoesia e dalla guida del concorso nazionale Sinestetica, trova in questa raccolta il punto di sintesi tra la gestione dell’evento culturale e la creazione letteraria pura.

il calendario degli incontri tra Atessa, bomba e Francavilla al Mare

Il lancio dell’opera รจ accompagnato da un denso calendario di presentazioni che coinvolge diverse realtร  del tessuto culturale abruzzese. Il primo appuntamento รจ fissato per domenica 14 giugno alle ore 18:00 presso il Museo Sassu di Atessa. L’evento, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con Museate e il festival Libri a Corte, sarร  moderato dalla poetessa Danila Di Croce. La peculiaritร  di questo incontro risiede nel connubio tra le arti visive del museo e la parola poetica, creando un ponte ideale tra le diverse espressioni del territorio.

Seguirร , martedรฌ 16 giugno, un momento di confronto presso la Biblioteca Comunale di Bomba, dove il tema della poesia contemporanea sarร  declinato attraverso il dialogo tra lo stesso Colagreco e Jean Portante. Partendo dalle rispettive opere โ€”ย Un repertorio di sceneย eย La pantera profumata. Variazioni Nimrodย โ€” gli autori analizzeranno le prospettive future della scrittura in versi, sotto la guida moderatrice di Claudio Caniglia. Infine, il ciclo di presentazioni si chiuderร  venerdรฌ 19 giugno a Francavilla al Mare, presso la Boutique Diana, all’interno del cartellone del festival Macondo. Sarร  ancora una volta Danila Di Croce a guidare il pubblico alla scoperta di queste scene, in un contesto, quello del festival delle narrazioni, che si conferma come incubatore di eccellenze letterarie. La serie di incontri non rappresenta soltanto una vetrina promozionale, ma un’occasione per riflettere collettivamente su come la poesia possa ancora fungere da strumento di indagine profonda sulla realtร .

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AQUARIA: apre a Venezia un nuovo hub per lโ€™arte contemporanea. Focus su identitร , memoria, resistenza nella realtร  globale

Il 3 luglio 2026 inaugura in Calle del Tentor una galleria ibrida che unisce esposizioni, eventi e dibattito culturale

Apre i battenti a Venezia AQUARIA, nuova galleria dโ€™arte contemporanea e hub culturale con sede a Calle del Tentor 1841, nel cuore della cittร  lagunare. Lo spazio inaugura il 3 luglio 2026 con un doppio programma espositivo che resterร  aperto fino al 15 gennaio 2027

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Redazione-ย  AQUARIA nasce con una vocazione precisa: essere un laboratorio di incontro e dibattito per la cittร , capace di promuovere esperienze culturali che aiutino a leggere, attraverso lโ€™arte, una contemporaneitร  sempre piรน complessa. Con un formato ibrido โ€“ galleria espositiva e programma di eventi tra lo spazio in sede e location off-site โ€“ si propone come presenza stabile nel tessuto urbano veneziano, aperta al tempo stesso a collaborazioni con realtร  esterne e a un dialogo costante tra Venezia e contesti extraurbani.

La linea curatoriale รจ trasversale e interdisciplinare: AQUARIA cerca artisti che indagano identitร , memoria e resilienza, con la consapevolezza che le fragilitร  di Venezia (il turismo di massa, lo spopolamento, la perdita di identitร  culturale) non sono un caso isolato, ma rispecchiano problematiche strutturali sempre piรน diffuse a scala globale.

Il programma inaugurale

Lโ€™apertura si articola in due mostre concepite come un dittico concettuale.

Collezione Privata โ€“ Vittorio Marella (3 luglio 2026 โ€“ 15 gennaio 2027) presenta una selezione di opere del giovane artista veneziano, tra le voci piรน interessanti della scena italiana emergente. Marella indaga il rapporto tra essere umano e ambiente attraverso un โ€˜realismo magicoโ€™ di forte intensitร  emotiva e precisione tecnica, con opere che sospendono attimi quotidiani tra realtร  e sogno. Tra i lavori esposti, il dipinto inedito Lโ€™appuntamento (2026) e Under the Weight of a Heavy Sun, 1 (2025), giร  presentato al MART di Rovereto.

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Motonave, 114×101 cm. Colori a olio su tela (2023)

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Verso il mondo nuovo 600×350 cm. Colori a olio su tela (2024)

Biblioteca dei Morti โ€“ Capitolo I & II (3 luglio โ€“ 15 ottobre 2026) รจ il progetto inedito del Collettivo Difonico La Momon (responsabile tecnico Malcom Maso). Attraverso un ciclo di stampe serigrafiche su affresco e su carta, il collettivo mette a confronto due comunitร  apparentemente distanti โ€“ i Veneziani e i Konyak del Nagaland (India nord-orientale) โ€“ accomunate dalla progressiva perdita di identitร  culturale e territoriale. Le figure emergono da superfici scure grazie a pigmenti minerali riflettenti, in unโ€™estetica che rielabora la tradizione dellโ€™icona religiosa elevando individui anonimi a simboli di memoria collettiva.

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INFORMAZIONI PRATICHE

Spazio: AQUARIA – Calle del Tentor 1841, 30135 Venezia (VE)

Apertura: 3 luglio 2026

Prima Mostra: Collezione Privata โ€“ Vittorio Marella, 3 luglio 2026 โ€“ 15 gennaio 2027

Seconda Mostra: Biblioteca dei Morti โ€“ Capitolo I & II, 3 luglio โ€“ 15 ottobre 2026

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Alessandra Della Quercia recensisce Ivan Pozzoni e il suo libro “Lo Stato Pontificio”

Intellettuale di solida formazione giuridica e filosofica, poeta dโ€™avanguardia, nonchรฉ fondatore di numerose case editrici indipendenti e autogestite, Ivan Pozzoni si distingue nel panorama culturale italiano e internazionale per la sua capacitร 

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Redazione-ย  Intellettuale di solida formazione giuridica e filosofica, poeta dโ€™avanguardia, nonchรฉ fondatore di numerose case editrici indipendenti e autogestite, Ivan Pozzoni si distingue nel panorama culturale italiano e internazionale per la sua capacitร  di far dialogare discipline apparentemente distanti. Noto per i suoi contributi sull’etica del mondo antico e per i suoi preziosi saggi, si รจ attivato per introdurre in Italia la disciplina della Law and Literature, che interseca il diritto e la letteratura, analizzando come le tematiche giuridiche vengano espresse nelle opere narrative e come i testi normativi possano essere sviscerati con gli strumenti tipici della critica letteraria.

Arguto, dissacrante, spietatamente lucido, allergico alla letargia del pensiero moderno, spesso purtroppo intriso di ovattata finzione. La provocazione di Pozzoni si esprime attraverso un atteggiamento indipendente, irriverente e insofferente a ogni dogmatismo. Nella sua corposa produzione letteraria dโ€™eccellenza e nella sua ultima opera โ€œLo Stato Pontificioโ€ egli mira a scardinare quella imperante concezione della figura del poeta al pari di un detentore di veritร  assolute o capace solo di struggenti e melensi pensieri. Non risparmia critiche mordaci al conformismo, a chi fa della meritocrazia un optional e a chi, dallโ€™alto di una cattedra, mira a sminuire lo stile rivoluzionario, di cui รจ il fiero portabandiera e che utilizza con estrema scioltezza, inanellando una serie infinita di metafore al vetriolo, ma di estrema genialitร , in grado di far arrossire e sconvolgere i perbenisti piรน accaniti. Il suo รจ un atto di profonda ribellione contro un sistema che sta degradandosi a vista dโ€™occhio, relegando allโ€™artificiale il ruolo cardine e lโ€™autenticitร  ad un mero accessorio, desueto e poco allettante.

Egli rifiuta le etichette e i clichรฉ, condanna ferocemente lโ€™assenza di meritocrazia che ormai investe gli ambiti piรน disparati e, con il suo linguaggio aulicamente sfrontato e il suo eloquio sopraffino, dice la sua con spudorata schiettezza, in barba ai moralisti. Il suo umorismo non rasenta mai lโ€™ovvietร , mira dritto al punto debole altrui con precisione chirurgica. Le sue battute sferrano stoccate letali e di rara efficacia, squarciando le apparenze e mettendo a nudo le veritร  ipocrite che gli altri cercano di omettere e nascondere, dietro facciate mendaci e buoniste. Notevole il suo acume psicologico, che come un radar intercetta ogni significato recondito con uno sguardo penetrante e lucido. Il suo viscerale amore per la Cultura e lโ€™Arte in ogni sua forma lo porta a contrapporsi ferocemente contro chi non le onora e le sfregia quotidianamente, senza alcuna pietร , relegandole ad unโ€™arena dove vince chi piรน urla e si mette in mostra, senza averne le doti necessarie e sfoggiando addirittura la propria ignoranza.

Una lettura adatta a chi non si lascia scandalizzare da una terminologia affilata e tagliente come una lama e a chi fa dellโ€™onestร  intellettuale la sua cifra.

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Ventโ€™anni di bellezza e impegno: il museo Carlo Bilotti festeggia lโ€™Aranciera di Villa Borghese

๐ŸŽ‰ Roma celebra i vent’anni del Museo Carlo Bilotti allโ€™Aranciera di Villa Borghese: un simbolo di resilienza, mecenatismo e arte contemporanea che continua a ispirare il pubblico.
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#Roma #MuseoBilotti #VillaBorghese #ArteContemporanea

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Redazione-ย  Il cuore verde di Villa Borghese si prepara a celebrare un traguardo significativo: venerdรฌ 12 giugno il Museo Carlo Bilotti allโ€™Aranciera compie ventโ€™anni. Quello che oggi รจ un punto di riferimento per l’arte contemporanea nella capitale ha vissuto una metamorfosi straordinaria. L’edificio, originariamente noto come “Casino dei giochi d’acqua”, fu la sfarzosa residenza di Paolina Bonaparte Borghese, ma la sua storia รจ stata segnata da momenti drammatici, tra cui i cannoneggiamenti durante la Repubblica Romana che lo ridussero a un rudere. Soltanto nel 2006, dopo decenni di cambi di destinazione e oblio, la struttura ha riacquistato dignitร , trasformandosi in una sede museale dedicata alla donazione di parte delle collezioni di Carlo Bilotti al Comune di Roma, inaugurando un modello di gestione pubblico-privata che si รจ rivelato lungimirante.

un polo culturale nel cuore del parco

Il bilancio di questi due decenni restituisce la cifra di unโ€™istituzione viva ed energica: centomila visitatori ogni anno, oltre cento mostre allestite, centocinquanta concerti e circa trecento eventi collaterali, inclusi laboratori didattici per le scuole. La forza del Bilotti risiede nella sua capacitร  di dialogare con il contesto circostante. Non si tratta di un museo isolato, bensรฌ di un centro propulsore di collaborazioni: dalla vicina Casina di Raffaello, con cui condivide progetti sullโ€™arte infantile, fino al Bioparco, dove lโ€™artista Manuel Felisi ha coordinato un progetto etico di sensibilizzazione ambientale.

Significativa รจ stata anche la partnership con la Casa del Cinema, che ha portato a Roma rassegne di rilievo come “Piacere Ettore Scola” e le affascinanti gigantografie di Timothy Greenfield. Il museo ha inoltre saputo tessere una rete con le accademie limitrofe e con figure di spicco del collezionismo internazionale, ospitando esposizioni firmate da nomi del calibro di Cotroneo e Luciano Benetton, fino alla recente rassegna dedicata alle opere del produttore cinematografico Valerio De Paolis.

tra mecenatismo e visione globale

L’impronta di Carlo Bilotti non si limita allo spazio fisico dell’Aranciera. Uomo dโ€™affari, filantropo e collezionista precocissimo, Bilotti ha sempre inteso l’arte come un legame indissolubile con l’imprenditoria. Celebre il suo sodalizio con Andy Warhol, da cui nacquero gli otto quadri floreali commissionati per le essenze dei profumi Pierre Cardin e la serie di interpretazioni pop delle opere metafisiche di Giorgio de Chirico. Questa visione ha trovato una declinazione territoriale radicale in Calabria: a Cosenza, Bilotti ha dato vita al MAB, un museo all’aperto che trasforma un intero chilometro pedonale in un percorso monumentale con quaranta sculture, rendendo l’arte un bene comune e accessibile.

L’attivitร  di Bilotti, perรฒ, va oltre il canone estetico. La sua Fondazione Lisa Bilotti a New York sostiene costantemente la ricerca avanzata sulle leucemie presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center, finanziando il laboratorio di trapianto midollo osseo che costituisce unโ€™eccellenza mondiale.

La programmazione di venerdรฌ 12 giugno riflette la versatilitร  del museo. Si parte alle 11.00 con la visita guidata alla mostra “Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione di Valerio De Paolis”, curata da Alessandra Mauro. Nel pomeriggio, alle 16.30, Angela Napoletano ripercorrerร  lโ€™avvincente storia dellโ€™Aranciera. La serata si chiuderร  con la musica: alle 18.30 il concerto “Singing landscapes”, con Fabrizio Corso e Furio Valitutti, seguito alle 19.15 dalle colonne sonore del cinema italiano eseguite da Sergio Colicchio e Alessio Mancini. Vent’anni dopo la sua rinascita, l’Aranciera di Villa Borghese conferma il suo ruolo di baluardo contro l’immobilitร , restando un luogo di riflessione critica e bellezza senza tempo.

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