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VINITALY: USO DEL RAME IN VITICOLTURA, BIO CANTINA SOCIALE ORSOGNA SVELA STUDIO SU INNOCUITÀ IN TERRENI RICCHI DI SOSTANZA ORGANICA GRAZIE A PRATICHE BIOLOGICHE E BIODINAMICHE

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VINITALY: USO DEL RAME IN VITICOLTURA, BIO CANTINA SOCIALE ORSOGNA SVELA STUDIO SU INNOCUITÀ IN TERRENI RICCHI DI SOSTANZA ORGANICA GRAZIE A PRATICHE BIOLOGICHE E BIODINAMICHE

CONVEGNO ALLA FIERA DI VERONA CON FOCUS SULLE POTENZIALI IMPLICAZIONI DEL TERMINE DELLA DEROGA CONCESSA DALLA UE FINO A GIUGNO 2029: PRESENTATA RICERCA CONDOTTA PER QUATTRO ANNI DALLE UNIVERSITÀ DI PERUGIA, TERAMO E NAPOLI. SOTTOSEGRETARIO AL MASAF D’ERAMO, “PRONTI AD APRIRE TAVOLO TECNICO SCIENTIFICO”

Redazione – L’utilizzo del rame in viticoltura biologica e biodinamica non comporta accumuli dannosi di residui nei terreni e non compromette la vitalità microbiologica. Occorre dunque aprire una riflessione, basata su evidenze scientifiche, in merito al divieto dell’Unione europea che dovrebbe scattare dopo la proroga concessa fino al giugno del 2029, tenuto conto che ad oggi non ci sono alternative valide per contrastare patologie e parassiti delle piante.

Alla presenza del sottosegretario di Stato al Masaf, con delega al Biologico, Luigi D’Eramo, questi i concetti rilanciati al Vinitaly di Verona, nel convegno “Rame in Viticoltura: strategie rigenerative, ricerche scientifiche e il futuro della difesa biologica e biodinamica”, organizzato, in partnership con Coldiretti nazionale dalla Bio Cantina Sociale Orsogna, realtà abruzzese leader in Italia nella viticoltura biologica e biodinamica, con circa 300 soci operativi su 1.500 ettari di vigneto, da anni impegnata nella tutela della biodiversità e nella riscoperta di antichi vitigni.

L’occasione per presentare l’esito di uno studio condotto dal 2022 al 2024 in partnership con le Università di Perugia, Teramo e Napoli, sui terreni della stessa Bio Cantina Sociale Orsogna.

Nell’introdurre i lavori, moderati dal giornalista del Sole 24/Agrisole Giorgio Dell’Orefice, ha subito evidenziato il sottosegretario D’Eramo: “Il biologico è oramai un settore assolutamente centrale della nostra agricoltura, l’Italia in tal senso è protagonista in Europa, con numeri davvero importanti: i consumi interni hanno registrato un aumento del 6%, arrivando a circa 5 miliardi di euro, le esportazioni hanno avuto un incremento del 7%, per un totale di circa 3,9 miliardi di euro. L’Europa prevede di raggiungere entro il 2030 l’obiettivo del 25% delle superfici coltivate biologicamente sull’intero territorio nazionale, e oggi l’Italia si attesta già intorno alla media del 20,2%. Bastino questi numeri per dire che ogni scelta che incide su questo settore, ivi compreso l’utilizzo del rame, va ben meditato e il Ministero è pienamente disponibile a convocare un tavolo dove di questo si possa discutere da un punto di vista tecnico-scientifico”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, che ha delega all’Agricoltura: “In vista del 2029 è importante favorire studi come questo che dimostrino come, nella realtà, il rame sia sostenibile, anche perché non ci sono vere alternative, e ci troviamo per di più in un contesto generale in cui il cambiamento climatico sta favorendo l’insorgere di nuove patologie e sempre più aggressive. Serve buon senso ed equilibrio, le norme europee devono essere scritte aderendo al mondo reale”.

L’impatto del rame utilizzato entro i limiti di legge di 4 kg annui per ettaro è stato studiato in terreni della Bio Cantina Sociale Orsogna, dove la fertilità e vitalità del suolo viene mantenuta attraverso letamazioni, pascolamento di greggi, sovescio, compost di letame, residui della vinificazione, senza l’uso di pesticidi, per preservare un agrosistema ricco di forme di vita vegetali, animali e microbiche.

Ha dunque evidenziato Camillo Zulli, direttore e enologo della Bio Cantina Sociale Orsogna: “Per la riduzione dell’utilizzo del rame tanto si è fatto. Nel tempo è stato ridotto di circa l’85% passando dai 25 kg di rame per ettaro annui degli anni ’60 e ’70, agli attuali 3 kg, limite per l’agricoltura biodinamica. Obiettivo di questo incontro è stato quello di presentare i risultati della ricerca condotta in collaborazione con prestigiosi atenei, con l’obiettivo di sostituire i pregiudizi con dati scientifici verificati sull’impiego del rame in viticoltura biologica e biodinamica. Il risultato dello studio quadriennale è che nei vigneti coltivati secondo i principi del biologico e del biodinamico, le analisi hanno dimostrato che non si è registrato alcun incremento nell’accumulo di rame nel suolo, smentendo uno dei timori più diffusi tra i tecnici del settore. Il segreto è dunque quello di preservare la sostanza organica del suolo”.

A confermarlo il professor Alessandro Piccolo, già ordinario di Chimica agraria dell’Università di Napoli Federico II, e presidente della Società italiana di scienze biodinamiche.

“Il rame è un elemento fitotossico e anche antifungino, utilizzato in particolare per controllare la peronospora. Il punto è che i terreni, quando sono arricchiti di sostanza organica, sono in grado di ‘rapire’ il rame e quindi renderlo per così dire meno ‘trasportabile’, ‘mobile’ nell’ambiente e quindi non pericoloso per catena alimentare – ha spiegato il docente -. Questo accade in particolare nei terreni coltivati con metodo biodinamico, dove il contributo di sostanza organica viene fornito con compost che ha maturato 6-12 mesi fuori dal terreno e che consente un duraturo aumento della fertilità chimica, fisica e biologica, a differenza del letame fresco, che in una stagione vegetativa scompare”.

Sulla non pericolosità del rame non ha dubbi nemmeno il professor Alberto Palliotti, dell’Università di Perugia.

“Non ho mai riscontrato sintomi di ecotossicità, nei vigneti di tutto il mondo che abbiamo studiato, causati dall’utilizzo del rame, entro i limiti attuali, di gran lunga inferiori rispetto al passato. Le concentrazioni che troviamo nei vigneti, anche datati, quindi sottoposti ad anni di trattamento con rame, sempre a dosi di legge, non creano alcun tipo di problema. Nei terreni della Bio Cantina Sociale Orsogna non si sono registrate differenze significative, in termini di pH e sostanza organica presente. E dunque occorre rifletterci bene sull’intenzione di bandire il rame dopo il 2029, anche perché non abbiamo alternative valide; quindi, sarebbe come andare in guerra senza armi, si rischia di causare gravi danni alla viticoltura europea”, ha assicurato Palliotti.

Per Rosanna Tofalo, docente dell’Università di Teramo, ”la sostituzione del rame è non è la soluzione. È necessario adottare un approccio diverso. I nostri studi hanno confermato che i microrganismi associati al suolo possono mettere in atto una serie di meccanismi per ‘detossificare’ il rame aggiunto, e stabilire una resilienza che è alla base di una viticoltura rigenerativa”.

Ha concluso Maria Letizia Gardoni, delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa: “l’iniziativa condotta da Bio Cantina Sociale Orsogna e dalle tre università, in una virtuosa partnership pubblico-privato è preziosa: il rame, il cui utilizzo si è comunque ridotto drasticamente negli anni, non rappresenta una minaccia, ed anzi è un elemento fondamentale per la gestione non solo delle fitopatie ma anche come nutriente per le comuni tecniche agricole, non solo non causa danni ambientali, ma può migliorare la salute e il benessere delle piante. La Commissione Europea non può dunque immaginare un futuro in agricoltura senza l’uso del rame, in assenza di alternative parimenti efficaci”.

IL LINK AL VIDEO INTEGRALE DEL CONVEGNO

https://www.youtube.com/watch?v=d-MFXnQpMLk

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Il Cammino di Santiago oltre le finzioni social, la lezione del divulgatore Valentino Pisegna

🚨 IL VERO MIRACOLO DI SANTIAGO: IL DIVULGATORE VALENTINO PISEGNA SMASCHERA LA DERIVA SOCIAL DEL CAMMINO! 🥾🎒 Nel giorno della grande festa di San Giacomo Apostolo, una riflessione profonda scuote l’Europa dei pellegrini. Il Delegato per l’Abruzzo della Confraternita di San Jacopo, Valentino Pisegna, mette il cuore e l’anima h24 in un duro atto d’accusa contro chi riduce il Cammino a una performance sportiva o a una sfilata di selfie per i social: “L’ossessione per la Compostela rischia di trasformare un pellegrinaggio in un semplice trekking”. Pisegna ci invita a riscoprire il silenzio, l’essenzialità dello zaino ed il valore dell’ascolto per sconfiggere la “santiaghite” e diventare veri pellegrini del quotidiano. Un dossier straordinario scritto con la penna del giornalismo pulito. Leggi il servizio 👇#valentinopisegna | #camminodisantiago | #santiagodecompostela | #confraternitasanjacopo | #santiaghite #pellegrini-quotidiano | #fellasanjacopo | #spiritualitàlive | #pagineutili

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CATTEDRALE BY NIGHT

I fuochi d’artificio a Plaza do Obradoiro ed il valore del pellegrinaggio cristiano

Redazione – Ci sono itinerari dello spirito nati per segnare la storia profonda di un intero continente, capaci di trasformare la fatica fisica del viaggio a piedi in un formidabile percorso di introspezione e di radicale riscatto interiore per migliaia di viandanti moderni. La città di Santiago de Compostela celebra ufficialmente il suo giorno più importante dell’anno, una ricorrenza solenne che unisce la devozione millenaria alla valorizzazione culturale dei territori della Galizia. Nel giorno dedicato a San Giacomo Apostolo, patrono della Spagna, le piazze storiche si riempiono di pellegrini provenienti da ogni angolo del mondo, mentre i fuochi d’artificio illuminano la monumentale Plaza do Obradoiro ed il maestoso incensiere Botafumeiro attraversa le navate della Cattedrale. Dietro il fascino spettacolare dei festeggiamenti pubblici si nasconde tuttavia un’eredità immateriale densa di significati, un patrimonio di relazioni umane, silenzi e condivisione che sfida i secoli.

L’afflusso dei camminatori verso la tomba dell’apostolo ridisegna le geografie del turismo spirituale europeo, i cui dati di affluenza e le cui mappe dei percorsi scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il monito del Delegato abruzzese contro la riduzione a performance sportiva

A tracciare un’analisi lucida e profonda sul significato più autentico dell’esperienza jacobea è il divulgatore Valentino Pisegna, Delegato per l’Abruzzo della Confraternita di San Jacopo ed esperto conoscitore delle vie di pellegrinaggio, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Pisegna ha lanciato un severo monito contro la deriva commerciale e l’omologazione contemporanea che rischiano di svuotare di senso il Cammino, riducendolo a una bacheca di immagini per i canali virtuali. Negli ultimi anni, l’ossessione per il raggiungimento della Compostela ha spinto molti a vivere il tragitto alla stregua di una mera performance sportiva o di un semplice trekking agonistico. Per il divulgatore abruzzese, il vero pellegrino deve invece saper rallentare i propri passi, riscoprendo inline il valore del silenzio, l’onestà del confronto con l’altro ed il rispetto profondo per la natura circostante, allontanandosi dalle illusioni digitali.

La riscoperta della dimensione comunitaria e della solidarietà tra viandanti unisce i camminatori delle diverse province, proiettando i valori dell’essenzialità sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio.

Il miracolo della santiaghite ed il ritorno alla quotidianità senza lucchetti mentali

Il dossier curato dall’esperto si sofferma sul delicato momento del rientro a casa, descrivendo quel diffuso sentimento di nostalgia e di spaesamento interiore comunemente battezzato come santiaghite, offrendo risposte veloci ai dilemmi dell’anima. La vera sfida per chi ha camminato per settimane con tutto il necessario racchiuso nel perimetro di uno zaino non si esaurisce davanti alla Cattedrale galiziana, ma comincia proprio nel momento in cui si riapre la porta della propria abitazione. Portare nella routine di ogni giorno la pazienza, l’ascolto e l’apertura verso il prossimo appresi lungo la strada costituisce il vero miracolo del Cammino, trasformando i vecchi schemi mentali in un’energia pulita e accessibile. Questa mobilitazione dello spirito insegna ad affrontare i cambiamenti della vita con maggiore consapevolezza, ponendo il rispetto reciproco e la fratellanza al centro delle usanze in piena conformità con i valori civili della convivenza.

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Il vento del Nord a Lampedusa, trionfa il corto di Fabio Vasco sulle spose bambine

🚨 TRIONFO CIVILE A LAMPEDUSA: IL PREMIO DEI RAGAZZI VA A “LA BAMBINA DI CARTA” CONTRO IL DRAMMA DELLE SPOSE BAMBINE! 🎬🏝️ Il grande cinema dei diritti umani illumina il porto degli sbarchi. Si chiude con un bilancio straordinario la 18.ma edizione del festival “Il Vento del Nord” diretto da Laura Delli Colli e Massimo Ciavarro h24. Gli studenti del Liceo Pirandello hanno premiato il commovente cortometraggio di Fabio Vasco, prodotto da Inthelfilm, che racconta la storia vera della dodicenne Aamaal e la lotta di sua madre per salvarla da un matrimonio forzato in Yemen. Una serata finale indimenticabile, scritta con il cuore e con l’anima, arricchita dalla lezione concerto sulle colonne sonore del Maestro Andrea Guerra e dal film “Gloria!” di Margherita Vicario. Il reportage completo del dossier 👇#ilventodelnord | #lampedusacinema | #labambinadicarta | #fabiovasco | #massimociavarro #lauradellicolli | #andreaguerra | #dirittiumani | #pagineutili

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La bambina di carta di Fabio Vasco

Il premio della giuria dei ragazzi a La bambina di carta nel festival senza sala

Lampedusa – Ci sono rassegne cinematografiche nate per accendere i riflettori della coscienza civile sui confini più remoti della nostra penisola, capaci di trasformare la piazza di un porto di frontiera in un grande schermo di riscatto e di profonda riflessione comunitaria. L’isola di Lampedusa ha fatto da cornice ufficiale alla serata conclusiva della diciottesima edizione de Il Vento del Nord, la storica kermesse che ogni estate porta la settima arte su uno scoglio privo di sale cinematografiche permanenti. La giuria degli studenti del Liceo Pirandello ha assegnato il premio principale al cortometraggio intitolato La bambina di carta, diretto dal regista Fabio Vasco e prodotto da Giampietro Preziosa per la casa cinematografica Inthelfilm. L’opera, già insignita di un riconoscimento speciale da parte dei Giornalisti Cinematografici, gode del fondamentale sostegno del Ministero della Cultura e della Fondazione Claudio Nobis, intervenuta come main partner della manifestazione.

I dibattiti organizzati in piazza Castello e le attività didattiche del laboratorio LampedusaLab hanno coinvolto attivamente la gioventù locale, i cui report storici e le cui schede critiche scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili sempre connessi alla rete.

Il racconto della dodicenne Aamaal ed il coraggio materno contro le leggi del patriarcato

L’ordito della pellicola si addentra con delicatezza e onestà espressiva nel dramma dei matrimoni forzati, raccontando la storia vera della piccola Aamaal, una fanciulla venduta ad appena dodici anni come sposa nello Yemen, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per mantenere intatta l’onestà della cronaca. La narrazione, ambientata nel territorio italiano, segue il coraggioso tentativo di un professore delle scuole medie, determinato a intervenire per spingere la madre della bambina a spezzare le catene della tradizione, chiedendo aiuto alle associazioni per i diritti umani. La figura materna, descritta dai ragazzi nelle motivazioni come pacata ma risoluta, incarna la forza interiore che permette alla figlia di fuggire da un destino di violenza, trasformando la pellicola in un duro atto di ascolto verso tutte le donne e le minori che nel mondo non hanno ancora la libertà di scegliere il proprio domani.

La proiezione del documentario di Valeria Solarino sulla solidarietà e l’impegno di Amnesty International arricchiscono il valore civile del festival, proiettando le immagini sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto agrigentino.

La lezione concerto di Andrea Guerra e la proiezione finale di Gloria in arena

Il gran finale della manifestazione, introdotto sul palco da Laura Delli Colli e coordinato dall’attore Massimo Ciavarro con la consulenza scientifica di Giovanni Spagnoletti, ha celebrato il legame profondo tra il grande schermo e le note musicali. Il pubblico riunito nell’arena all’aperto ha assistito a un’intensa lezione concerto tenuta dal maestro Andrea Guerra, compositore di fama internazionale che ha svelato i segreti della scrittura delle colonne sonore per il cinema e per i successi della fiction televisiva. La rassegna si è chiusa ufficialmente con la proiezione gratuita del film Gloria! firmato dalla regista Margherita Vicario, una serata speciale resa possibile grazie alla partecipazione solidale delle maggiori case di distribuzione italiane, da Rai Cinema a Medusa e Lucky Red. L’iniziativa dimostra come la settima arte sappia trasformarsi in una festa comunitaria di condivisione e impegno etico, portando cultura e storie necessarie nel cuore pulsante del Mediterraneo.

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Lanciato il logo ufficiale per il centenario di Domenico Modugno, l’Italia celebra il mito di Mister Volare

🚨 NEL BLU DIPINTO DI BLU: SVILUPPATO IL LOGO UFFICIALE DI “DOMENICO MODUGNO 100” PER IL CENTENARIO DEL MITO! 🎤🌌 L’Italia intera si prepara a celebrare l’uomo che ha insegnato alla nostra musica a volare oltre ogni confine. L’Official Team lancia oggi il marchio che aprirà h24 le celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Domenico Modugno (9 gennaio 2028) ed i 70 anni dal trionfo mondiale di “Volare”. Un logo d’autore che racchiude l’essenza dell’artista: la chitarra come voce, il mare e le braccia aperte verso il cielo. Un viaggio unico tra memoria, poesia e libertà, scritto con il cuore e con l’anima per unire le generazioni nel ricordo di un gigante della cultura. Il servizio completo del dossier 👇#domenicomodugno100 | #mistervolare | #nelbludipintodiblu | #centenariomodugno #musicaitaliana | #officialteammodugno | #polignanoamare | #storiacanone | #pagineutili

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LOGO MODUGNO

L’annuncio dell’Official Team per i cento anni dalla nascita del grande cantautore

Roma – Ci sono artisti capaci di imprimere una svolta indelebile nella storia culturale di una nazione, trasformando la propria voce in un patrimonio universale che scavalca le epoche e continua a insegnare la libertà alle future generazioni. La macchina delle grandi celebrazioni istituzionali si mette ufficialmente in moto con il lancio del logo che darà il via al cammino di Domenico Modugno cento. Il comitato organizzatore dell’Official Team ha diffuso la bacheca grafica che accompagnerà il pubblico verso un duplice e straordinario traguardo storiografico programmato per il prossimo biennio: i cento anni dalla nascita del leggendario cantautore pugliese, venuto al mondo il nove gennaio del millenovecentoventotto, ed i settant’anni dal trionfo planetario di Nel blu, dipinto di blu, la celeberrima Volare che nel millenovecentoconquantotto rivoluzionò la musica italiana al Festival di Sanremo, conquistando i mercati discografici dell’intera penisola e degli Stati Uniti.

I dettagli delle manifestazioni itineranti, dei concerti sinfonici e dei restauri d’archivio previsti nelle varie province scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

I simboli della chitarra e delle braccia aperte verso il cielo nel marchio d’autore

Il marchio d’autore, concepito per racchiudere l’essenza più autentica e viscerale dell’interprete di Polignano a Mare, sintetizza graficamente i tratti iconici del suo mito, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. L’image fonde l’azzurro del mare, descritto come un liquido amniotico primordiale, alla sagoma della chitarra acustica ed al profilo delle braccia spalancate verso l’infinito, quel gesto teatrale che divenne il simbolo della rinascita della melodia italiana nel mondo. I grafici hanno voluto strutturare un segno visivo potente per unire la memoria dei borghi rurali del Mezzogiorno all’universalità di un cantante che ha saputo fondere la poesia colta al consenso delle masse popolari, abbattendo ogni barriera linguistica o geografica della nazione.

La presentazione del brand istituzionale apre la strada alle rassegne culturali, proiettando le prime clip storiche sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio nazionale.

Un viaggio tra musica ed emozioni per celebrare l’uomo che ha insegnato a volare

Le tappe del centenario rappresenteranno un’occasione unica e preziosa per riscoprire non soltanto l’eredità artistica di un compositore e interprete straordinario, ma anche lo spessore di un uomo che ha saputo raccontare la libertà attraverso le sue scelte di vita. Il viaggio promozionale toccherà i luoghi più significativi della sua biografia, risvegliando l’entusiasmo delle vecchie generazioni e offrendo ai giovani l’opportunità di confrontarsi con una produzione musicale immensa, capace di unire la tradizione contadina a una visione artistica pionieristica. Con le braccia aperte verso il cielo e i piedi saldamente affondati nel suo mare, l’Italia si prepara a percorrere questo cammino celebrativo nel segno del buonumore e dell’emozione pura, dimostrando come le canzoni di Modugno abbiano spezzato ogni catena temporale per rimanere scritte per sempre nel cuore pulsante del patrimonio culturale internazionale.

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