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Sport

Alessio Ursitti: una mente serena aiuta il corpo a correre forte

Il mio valore dipende da tante altre cose e non solo dalla corsa

Per star bene e per far bene sarebbe opportuno che il corpo e la mente siano ottimi alleati in modo che ognuno lavora per l’altro e insieme riescono a fare grandi cose.

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Alessio Ursitti

Il mio valore dipende da tante altre cose e non solo dalla corsa

Redazione- Per star bene e per far bene sarebbe opportuno che il corpo e la mente siano ottimi alleati in modo che ognuno lavora per l’altro e insieme riescono a fare grandi cose.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Alessio (ASD Go Running) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Qual è stato il tuo percorso sportivo? Il mio percorso sportivo parte da molto basso, ho iniziato a correre nel 2019 con grande costanza, all’età di 21 anni. Sono sempre stato nel mondo dello sport, ma la corsa la usavo perlopiù in estate quando i corsi sportivi chiudevano. Ho praticato karate, nuoto e pallone, spesso anche insieme, poi nel 2019 mi sono dedicato completamente alla corsa per il benessere psicofisico, iniziando a gareggiare solo nel 2021.

 

La corsa risulta essere la base di ogni sport e anche un’ottima opportunità per scaricare tensione, svagarsi, riflettere, tenersi in forma. Poi può succedere che nasca la voglia di far meglio, di sfidare se stesso e altri, e allora ci si mette in gioco in allenamenti e gara.

Quali competenze e caratteristiche possiedi come atleta?

Se parliamo di competenze sono un ‘atleta’ che punta molto sulla costanza e il recupero, dormo tanto, mangio bene e faccio tanta prevenzione in palestra. Punto su tanto volume e poca qualità, questo mi permette di fare piccolissimi miglioramenti mese dopo mese, ma almeno rimango sempre sul pezzo senza infortuni. Alla base c’è un corpo forte per sostenere gli allenamenti, la mia caratteristica principale è il riuscire a esaltarmi tantissimo in gara, facendo ritmi impensabili in allenamento, escono bene perché riesco ad avere il giusto livello di ansia, né troppa e né troppa poca, e sopporto bene la fatica, per il resto non ho particolari doti.

 

Quando si inizia a correre si può notare che si migliora giorno dopo giorno, senza tanti accorgimenti e lavori specifici, basta continuare a correre e si riesce a correre per più tempo e sempre più veloci, basta correre.

Non si conosce il talento di una persona e non si sa fino a dove si può arrivare come crono.

Poi sarebbe opportuno fare lavori di qualità per continuare a migliorare e possibilmente affidarsi a un allenatore, e mano mano che si migliora si possono curare sempre più dettagli, dall’abbigliamento tecnico, l’alimentazione adeguata, integratori, allenamento mentale senza trascurare il recupero opportuno e indispensabile.

 

Pensi che uno psicologo sia utile nel tuo sport? In quali aspetti e fasi?

Sì tantissimo, penso che uno psicologo sia fondamentale negli sportivi anche negli amatori, vedo spesso che molte persone perdono anni potenzialmente buoni della loro carriera sportiva perché non riescono a gestire emozioni o problemi. Da quello che ho visto molti usano la corsa come soluzione ai propri problemi di vita, mentre deve essere il contrario, quando hai una buona vita e un ottimo controllo dei pensieri ed emozioni che siano anche negativi allora la corsa o lo sport ne risente in positivo,. Personalmente quando ho capito che il mio valore non dipendeva dai risultati della corsa, i risultati della corsa poi sono migliorati tantissimo, penso che lo psicologo serva ancora di più in preparazioni di gare che per l’atleta risultano importanti, come per esempio una maratona che si aspetta da tanto tempo.

L’evento sportivo in cui hai vissuto le emozioni più gratificanti?

L’evento in cui ho sentito più emozioni di tutti é stato quando ho corso la mezza maratona di Roma insieme a Giulia Cappelli, una grandissima atleta che raggiungerà grandi traguardi, abbiamo ricevuto tantissimo tifo, in più correre a Roma in una mezza così bella… mammamia sensazioni uniche, vedere da vicino un fenomeno così.

 

Il 19 ottobre 2025 Alessio ha corso la Rome Half Marathon 21,097 km insieme alla fortissima sua amica di squadra Giulia Cappelli che si è classificata 3^ italiana con il crono di 1h19’02.

La cosa che sorprende positivamente è che Alessio è un fortissimo atleta ma per lui non conta la performance ma le persone che gli stanno vicine. Preferisce fare una gara accanto a una persona che conosce piuttosto che pensare di fare una prestazione eccellente.

Alessio ricorda con tanto piacere più una gara con un’amica che una gara vinta come la prima edizione della Perugia Jazz Half Marathon in 1h16’00” precedendo Nicola Pirilli 1h16’49” e Nicola Bianco 1h19’02”.

Qual è stata la tua situazione sportiva più difficile?

La situazione sportiva più difficile… l’ho vissuta nel 2024, avvertivo parecchi dolori e nonostante le visite risultava che non avevo nulla, all’epoca avevo dei problemi con me stesso e li somatizzavo molto nella corsa, la soluzione é stata lavorare tanto su me stesso, e potenziare bene il fisico in palestra, e sopratutto lasciare andare ogni aspettativa su me stesso e vivere ogni gara e allenamento come un dono, da lì ho ottenuto bellissimi risultati personali.

Cosa c’è oltre lo sport?

Oltre lo sport c’è tantissimo, una cosa che penso é che nonostante per gli amatori evoluti prenda molto delle proprie energie fisiche e mentali per me è importante ritornare a fare cose che ci piacevano, quelle vecchie passioni che spesso facevamo prima di dedicare anima e corpo alla corsa (e lavoro ordinario), per me la corsa è gioco, attività fisica, meditazione e a volte sport, aldilà di questo sono un ragazzo che piace costruire legami profondi con la famiglia e gli amici più stretti, sono appassionato della cultura sia italiana che estera, mi piace leggere, guardare film, mi piace anche esplorare la parte più spirituale di noi, infine conto di evolvere sempre di più il mio lavoro per poter investire in viaggi e altre tante esperienze.

 

In effetti la pratica di uno sport è un dono che riceviamo ogni giorno, non è tutto scontato, bisogna stare bene in salute fisica e mentale per poter praticare sport con motivazione, passione, grinta, fiducia, consapevolezza, resilienza, osando ma senza strafare, se i risultati vengono li accogliamo, li accettiamo, siamo soddisfatti, altrimenti va bene uguale, possiamo cercare di migliorare senza stress, restando sempre con i piedi per terra e considerando anche altro oltre allo sport che ci aiuta a star meglio, a migliorare, senza ossessione.

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte e infortuni?

Ho superato il mio periodo di crisi prima con un programma studiato di potenziamento, sono laureato in scienze motorie e ho studiato in particolare la forza e il condizionamento per gli atleti e l’ho applicato su di me, inoltre quel periodo che avvertivo dolori, su consiglio di mia madre, ogni tanto facevo corse con la musica per distrarmi da eventuali fastidi immaginari, tutto questo unito al lavoro interiore sulla mia persona, riuscendo a capire che il mio valore dipende da tante altre cose e non solo dalla corsa.

 

A tutto c’è un rimedio, una soluzione, bisogna solamente applicarsi, organizzarsi, chiedere, cercando di star sempre meglio, fare sempre meglio.

Lo sport risulta essere un grande alleato per la persona per farla diventare migliore insieme ad altri aspetti altrettanto importanti quali famiglia, lavoro, relazioni, studio e altre passioni personali.

Cosa hai scoperto di te praticando sport? Praticando sport ho capito che il mio fisico è più forte di quanto possa pensare, e sopratutto in grado di fare cose straordinarie, e che tutto quello di cui ho bisogno per stare bene a livello fisico é già tutto dentro di me, difatti sono del idea che la cura alle malattie moderne sia il movimento e la forza funzionale, perché il dolore non va spento ma va accolto ascoltato e gestito.

 

In effetti, non si butta niente, si accettano e si accolgono esperienze positive e anche quelle negative, tutto serve, si accolgono podi, vittorie, personal best così come sconfitte, infortuni, dolori, tutto serve a conoscerci meglio e a far meglio lavorando sulle criticità.

Prossimi obiettivi a breve, medio, lungo termine?

Se parliamo di obiettivi a breve termine correrò la maratona di Assisi il 22 novembre, che è stata la mia prima maratona in assoluto, ho un legame speciale con quel posto, e non vedo l’ora che arrivi quel momento, Spero di far bene, mi piacerebbe ritoccare anche poco il personale e perché no arrivare a podio, sarebbe davvero bellissimo. A medio termine invece vorrei scendere sotto i 32’ sui 10km che probabilmente correrò a maggio mentre a lungo termine, vorrei prendere sempre più confidenza con le lunghe distanze e creare gli adattamenti giusti per provare a correre anche ultramaratone, però non sono ossessionato come persona se questi risultati non dovessero arrivare o se il mio fisico mi farà capire che non é il caso di correre ultra… accetterò tutto quello che la vita ha pensato per me, mi lascio sorprendere.

Sogni realizzati, da realizzare, irrealizzati?

Allora sicuramente un sogno realizzato é stato correre una maratona sotto le 2h40’ e l’ho fatto a casa mia a Roma, sogni da realizzare riguarda il mio lavoro da personal trainer, voglio diventare un trainer affermato sulla forza per i runner, e aiutarli sugli infortuni perché con me ha fatto miracoli, già ho iniziato seguendo alcuni atleti e conto di crescere nei prossimi mesi e magari seguire qualche e magari seguire qualche atleta élite. Per i sogni irrealizzati a parte qualcuno molto personale penso che la vita se ci toglie qualche sogno é perché lo fa per il nostro bene, sono un ragazzo super aperto alla vita e se qualcosa non va come spero sono sicuro sarà così perché arriverà qualcosa di molto più grande.

 

Tanti obiettivi importanti e sfidanti, dai 10 km alle ultramaratone, vedendo cosa succede e sempre pronti a rimodulare ogni obiettivo.

Il 5 novembre 2023 Alessio ha corso la maratona di Assisi in 2h58’17” e ha continuato a migliorarsi fino a correre il 22 marzo 2026 la maratona di Roma in 2h35’37”.

Alessio vanta anche ottimi crono nei 10.000 metri, il 12 aprile 2026 ha corso la Run for Autism in 32’47”, migliorando di gara in gara.

Chi ti ispira?

Se c’é qualcuno che mi ispira… devo dirti che non ho modelli da seguire, ne ho tanti che ammiro, anzi io stesso penso di essere un runner un po’ particolare, non sono ossessionato e non ho una grande testa per gli allenamenti, spesso sbaglio gli allenamenti più veloci, ma non mi giudico per questo, la corsa non deve stressarmi anche se punto in alto.

Cosa e chi ti aiuta a migliorare il tuo benessere e le tue prestazioni?

Allora devo dire che ultimamente sono circondato da tantissimo affetto e da tante persone che credono in me, in primis voglio nominare queste persone che ormai da un anno mi accompagnano in questo percorso fatto di record: Andrea, Francesco, Giulia, Simone e Danilo, sono tutti atleti fortissimi e non mancano mai di farmi complimenti o incoraggiamenti e magari anche qualche corsa lenta insieme, anche se si lamentano perché vado troppo lento, ma a me piace iper rilassarmi durante i lenti, infine devo dire che i miei genitori si stanno appassionando sempre di più e ultimamente vengono a quasi tutte le gare! Questi legami mi aiutano a dare quel qualcosa in più durante gli allenamenti e le gare, il sostegno per me fa la differenza, aver incontrato queste persone fa di me quello che sono, se non facessero parte della mia vita, sono sicuro che sarei rimasto stagnato nei miei risultati del 2024.

Quali sono gli allenamenti più importanti?

Ok forse qualche allenatore super preparato avvertirà un mancamento, ma per me l’allenamento più importante sono le corse lente e la forza in palestra, con le corse lunghe lente aumenti la base aerobica e recuperi bene, spesso esco e faccio anche 16/18km a 5’10”, e la forza mi aiuta a costruire un corpo in grado di resistere a tutto, lavoro maniacalmente su quello, dai piedi fondamentali, persino fino al dorso importante per la postura, i lavori di velocità vengono dopo, mi è capitato a volte di non farli perché mi danno fastidio e mi stressano, non mi piace l’intensità, la tollero solo in gara, faccio tanto volume e dormo tanto, la mia é una strategia che punta sulla difensiva, non mi interessa il personale tra un mese, a me interessa che possa correre tutti i giorni e farlo a lungo, di base faccio tanta corsa lenta e due lavori a settimana mai al 100%, a volte solo 1.

 

A volte il lavoro migliore è quello che fa star bene mentalmente l’atleta, poi si può in futuro decidere se continuare a proprio modo o provare qualcosa di diverso, ma ognuno può scegliere cosa è meglio per lui in base alle proprie caratteristiche fisiche e mentali.

Cosa c’è dietro una vittoria o un Personal Best?

Eh domanda difficile, a volte mi sento un po’ un impostore a ottenere dei Personal Best facendo poco sforzo, ma credo che una mente serena aiuta il corpo a correre forte, a tollerare bene la fatica e andare sempre più in là, dietro a una mente serena però ci sono gli affetti di amici e familiari, ci deve essere accettazione di sé ma anche consapevolezza della propria forza, cura della propria persona e talento, infine sono dell’idea che i Personal Besti si raggiungano con pochissimo ma fatto nel tempo, a volte non serve un allenamento specifico serve semplicemente presentarsi in pista o in strada e dare quello che si ha in quel momento, però credo fortemente che devi amare il processo.

 

In effetti più si è sereni consapevoli e in pace con se stessi e più si anno energie fisiche e mentlai a disposizione da poter utilizzare in allenamento e soprattutto in gara.

Quando una maratona sotto le 2h30’?

Mi piacerebbe tentare il colpo già a febbraio 2027 a Siviglia, so che sarà abbastanza difficile e dovrò iniziare a mettere un po’ di tigna negli allenamenti, vediamo, vediamo anche se mi piacerebbe fare quel tempo in Italia e non farlo all’estero, voglio dare valore alle gare del nostro paese, però mi rendo conto che non sarà facile come tempo ma va benissimo così, magari ispirerò qualcun altro a farlo, ma se per sbaglio dovessi farlo penso proprio che a quel punto possano farlo davvero tutti.

Credo che Alessio sia sulla strada giusta per una prestazione eccellente in maratona sotto le 2h30’ anche in Italia, in quanto migliora gara dopo gara, forse anche senza volerlo e senza impegnarsi troppo e quindi tutto arriva senza troppo volerlo, forse è il talento, forse è la serenità, buon per lui.

 

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Sport

L’Italia di Velasco all’appuntamento con la Storia Assoluta: oggi la Finalissima degli Europei nella bolgia turca. In palio c’è Los Angeles 2028

L’Italia di Velasco a caccia di un leggendario “Triplete” d’oro! Oggi la supersfida alle padrone di casa della Turchia per il Titolo Europeo e per staccare il biglietto per le Olimpiadi di Los Angeles 2028! Tutti davanti alla tv! 🏐 🥇 Tenetevi liberi stasera alle 18:00, perché le nostre ragazze meravigliose scendono in campo per scrivere una pagina immortale della Storia dello Sport Italiano! L’Italvolley femminile, guidata dal leggendario Mister Julio Velasco, affronterà la potentissima TURCHIA nella Finalissima dei Campionati Europei 2026. E lo farà proprio in casa delle avversarie, nella spaventosa “bolgia” di Istanbul! Le nostre ragazze (che sono già le clamorose Campionesse OLIMPICHE di Parigi 2024 e le Campionesse MONDIALI del 2025) andranno a caccia del quarto titolo Europeo della nostra storia, sfidando le turche (che sono le detentrici del titolo) in una rivalità pazzesca che dura da tre anni! In palio, oltre al lussuoso trofeo, c’è anche il pass matematico e diretto per le prossime OLIMPIADI di Los Angeles (LA28)! L’Italia arriva a questa finale dopo un cammino perfetto, distruggendo le avversarie a suon di schiacciate e difese spettacolari, ma stasera servirà il cuore di un’intera Nazione per espugnare Istanbul. Il match sarà visibile per tutti, in DIRETTA IN CHIARO SU RAI 1 (dalle 18:00) e sui canali di Sky Sport! Leggi tutto il cammino trionfale delle Azzurre nel nostro articolo completo! 👇 🇮🇹 E voi sarete incollati davanti al televisore stasera per tifare le nostre formidabili ragazze d’oro? Pensate che riusciranno nell’impresa sovrumana e titanica di battere le fortissime turche in casa loro? Diteci la vostra, lasciate un Cuore Tricolore nei commenti per sostenere la Nazionale e condividete questo post per ricordare a tutti l’orario della partita su Rai 1! FORZA AZZURRE!

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Nazionale italiana del Volley femminile

Istanbul – Ci sono partite che non si giocano soltanto su un campo di pallavolo largo nove metri per diciotto, ma si disputano direttamente nel grande libro della storia sportiva. E quella che andrà in scena oggi, domenica 6 settembre (alle ore 18:00 italiane), non è una semplice partita. È l’epilogo epico, maestoso e tesissimo dei Campionati Europei di pallavolo femminile 2026.
Ancora una volta, in un incrocio del destino che ha il sapore amaro e dolcissimo delle grandissime rivalità sportive, sarà Italia contro Türkiye (Turchia). Le formidabili e amatissime azzurre, guidate dal leggendario condottiero Julio Velasco, si preparano a scendere in campo per la sesta finale continentale della nostra storia, alla disperata e affamata ricerca del quarto storico trionfo europeo. Ma battere la Turchia non sarà affatto una passeggiata, perché l’ostacolo più grande sarà l’ambiente.

Il sogno del “Triplete” e il pass per le Olimpiadi

La posta in gioco questa sera è così alta da far tremare i polsi a chiunque, ma non a questo gruppo di ragazze meravigliose. L’Italia femminile della pallavolo sta infatti cavalcando un’epoca d’oro assolutamente irripetibile: le azzurre arrivano a questa finalissima con addosso la pesantissima ma gloriosa etichetta di Campionesse Olimpiche (Parigi 2024) e di Campionesse del Mondo in carica (2025).
Vincere oggi significherebbe chiudere un mostruoso e leggendario “Triplete” di ori, un’impresa titanica che proietterebbe queste ragazze nell’Olimpo assoluto dello sport mondiale. Ma non c’è in palio soltanto il luccicante trofeo continentale: la squadra che solleverà la coppa al cielo di Istanbul staccherà automaticamente e ufficialmente il pass di qualificazione diretta per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 (LA28), blindando il proprio futuro a cinque cerchi con netto anticipo.

Una rivalità infinita nella bolgia di Istanbul

Il destino ha voluto che l’ultimo atto di questi Europei andasse in scena proprio in casa delle avversarie. L’Italia sfiderà infatti le padrone di casa nelle final four continentali di Istanbul, davanti a un pubblico caldissimo, rumoroso e infernale. Le turche sono le detentrici del titolo europeo (il primo e unico della loro storia) e scenderanno in campo con il coltello tra i denti per centrare uno storico “bis” consecutivo.
Quello tra Italia e Turchia è ormai il “Clasico” della pallavolo femminile contemporanea. Le due nazionali si sono scontrate in tutte le fasi più cruciali e drammatiche di quest’ultimo clamoroso triennio, incrociando i guantoni in una indimenticabile semifinale Olimpica e in una violentissima Finale Mondiale. L’Italia è diventata il vero incubo sportivo della Turchia, e le padrone di casa cercheranno una vendetta feroce.

Il cammino trionfale delle Azzurre di Velasco

L’Italvolley arriva a questo appuntamento dopo un cammino netto e trionfale. Nella fase a gironi, le ragazze di Velasco hanno spazzato via senza pietà la Croazia, il Montenegro, la Svezia e la Slovacchia (tutte regolate con dei secchi 3-0), concedendo un solo e ininfluente set alla Francia (3-1).
Nella spietata fase a eliminazione diretta, l’Italia ha annientato la Bulgaria agli ottavi (3-0), ha sofferto superando nuovamente l’ostica Svezia ai quarti (3-1) e ha chiuso la pratica in semifinale contro l’agguerrita Polonia (3-1). Trascinate dalle bordate di un vero e proprio “jolly” come Kate Antropova e da un collettivo granitico, le azzurre sono pronte a scrivere l’ultimo capitolo. Dove vedere la partita? Tutta l’Italia potrà fermarsi davanti alla TV: il match sarà trasmesso in chiaro per tutti, in diretta su Rai 1 e su RaiPlay, oltre che sui canali a pagamento Sky Sport, NOW, DAZN ed Eurovolley TV. Forza ragazze, fateci sognare ancora!

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Sport

Miriana Dirutigliano, ciclista: Quando c’è la passione tutto si semplifica

Per praticare qualsiasi sport sperimentando sia benessere che performance ci vuole una forte passione che spinge a trovare spazi e tempi per allenamenti ed eventuali gare.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Miriana Dirutigliano (ASD MTB Club Bitritto) attraverso risposte ad alcune mie domande

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Miriana Dirutigliano

Redazione-  Per praticare qualsiasi sport sperimentando sia benessere che performance ci vuole una forte passione che spinge a trovare spazi e tempi per allenamenti ed eventuali gare.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Miriana Dirutigliano (ASD MTB Club Bitritto) attraverso risposte ad alcune mie domande-.

Qual è stato il tuo percorso nello sport?

Sono sempre stata una bambina e ragazza sportiva, sin dalla tenera età di 4 anni ho iniziato a praticare danza. Dopo 16 anni, ho lasciato e, dopo qualche anno, mi sono avvicinata al ciclismo, in particolare alla mountain bike. Sono 10 anni che pratico questo magnifico sport.

 

Si è sempre in tempo per prendere un treno dello sport non esiste un’età minima o massima, ci vuole solo buona volontà, motivazione, passione per allenarsi da soli o con amici ed eventualmente partecipare a gare per mettersi in gioco. Testarsi, cercare podi o vittorie.

L’esperienza sportiva dove hai sperimentato le emozioni più belle?

Entrambi gli sport mi hanno dato delle emozioni indescrivibili, in due epoche di età differenti.

Cosa sperimenti prima, durante, dopo un evento sportivo?

Sono una ragazza molto emotiva; prima di una gara sono in uno stato di ansia, divento silenziosa e mi concentro sulla gara che sto per affrontare. Durante la gara svuoto la mente e pedalo fino a quando sono al limite. Dopo la gara sono più rilassata e mi godo il dopo gara con gli amici.

 

La gara risulta essere un test, una grande prova, un’esperienza unica e intesa e l’atleta ha bisogno di focalizzarsi e reclutare ogni energia disponibile per affrontare, gestire ogni momento di gara per far bene, per migliorarsi, per ambire a un podio o vittoria.

Hai sperimentato il limite nelle tue gare?

Certo, quasi a ogni gara.

La tua esperienza sportiva più estrema o più difficile?

Ho affrontato delle gare belle impegnative con chilometri e dislivelli abbastanza elevati. Ho avuto delle crisi, delle volte ho pensato anche a ritirarmi, ma non ho mollato. Ho continuato e, grazie a queste esperienze/gare, oggi sono migliorata notevolmente.

 

La pratica di uno sport insegna a gestire e superare situazioni molto difficili e l’esperienza aiuta a essere più fiduciosi e ad aver coraggio nell’0andare avanti e non mollare, sviluppando sempre più resilienza.

Ritieni utile lo psicologo nello sport?

Sì, soprattutto sui giovani atleti può aiutarli.

Sogni realizzati, da realizzare e rimasti incompiuti?

Sogni realizzati, tanti: ho vinto molte gare nel corso degli anni, ho creato una scuola di ciclismo per ragazzi, ho trasmesso loro la passione per questo sport meraviglioso. Sogni da realizzare ancora tanti.

 

Interessante la scuola di ciclismo, i ragazzi hanno bisogno di persone esperte in pratiche sportive che diventano loro insegnati, educatore e trasmettono i valori della pratica sportiva.

Chi ti supporta?

Mio marito, mi segue a ogni gara, è sempre presente, i ragazzi della scuola e i loro genitori.

Cosa dicono di te familiari, amici, colleghi di lavoro, fan?

Molti mi chiedono come faccio a conciliare lavoro, allenamento, casa, famiglia. Delle volte mi prendono per pazza, ma quando c’è la passione tutto si semplifica. In tanti mi seguono e mi supportano in quello che faccio, senza questo supporto sarebbe difficile.

 

L’atleta ha bisogno di essere compreso, sostenuto, tifato, incoraggiato per continuare a trovare spazi e tempi per allenarsi tra altri impegni lavorativi, familiari.

Cosa dà e cosa toglie lo sport?

Secondo me, lo sport dà solo, non toglie nulla.

Gli allenamenti più importanti?

Non seguo allenamenti specifici, mi diverto pedalando con gli amici.

 

Insieme è molto meglio nelle esperienze sportive di allenamenti condividendo fatica e gioie.

Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa?

Ce l’hai fatta.

 

È importante ogni tanto fare il punto della situazione, comprendere da dove si è partiti e come si è partiti, il percorso fatto finora, dove si è arrivati e come si vuol procedere, cosa ancora si vuol fare in meglio.

Una parola o frase che ti aiuta nei momenti difficili?

Non mollare, ce la fai“.

Bisogna sempre crederci fino alla fine, con pazienza, un passo alla volta, apprendendo da ogni esperienza.

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Calcio

Miracolo all’Olimpico! La Roma ribalta l’Atalanta nel recupero: Soulé fa esplodere i 67mila. Gasp vola in vetta e si vendica di Sarri

Succede tutto nel recupero e lo Stadio Olimpico esplode di gioia! La Roma di Gasperini va sotto con l’Atalanta, ma la ribalta clamorosamente al 90′ e al 93′ minuto restando da sola in vetta alla classifica! Delirio Giallorosso! 💛 ❤️ Mettetevi le cinture di sicurezza, perché le partite della Roma non sono adatte ai deboli di cuore! Ieri sera, davanti ai 67mila tifosi indiavolati dello Stadio Olimpico, è andata in scena una sfida epica e pazzesca! Sulla panchina giallorossa sedeva proprio l’ex Gasperini, mentre su quella dell’ATALANTA c’era Maurizio Sarri. Nel primo tempo la “Magica” ha letteralmente dominato il campo (18 tiri contro 1 solo dei bergamaschi), ma si è andata a schiantare contro i “miracoli” del portiere Carnesecchi, che ha parato di tutto a Mancini e Cristante. Nel secondo tempo succede l’impensabile: al secondo minuto l’Atalanta passa in vantaggio con Ederson! È una doccia fredda pesantissima, ma la Roma non molla un centimetro. Dopo aver preso due legni clamorosi (un palo e una traversa con lo scatenato Castro), il Muro nerazzurro crolla nei minuti di recupero! Al 90′ minuto il difensore Hermoso svetta di testa per il pareggio, e al 93′ minuto (all’ultimo respiro disponibile) l’argentino SOULÈ estrae dal cilindro un sinistro magico che fa esplodere lo stadio firmando la rimonta per 2-1! La Roma di Gasperini vola in classifica a punteggio pieno, lasciando a bocca asciutta Sarri. Leggi le pagelle e il racconto dell’Olimpico nel nostro articolo completo! 👇 🏟️ E voi eravate allo Stadio o avete sofferto guardando la partita in Tv? Che sensazione avete provato quando il pallone calciato da Soulé al 93′ è entrato in rete ribaltando il match? Ditecelo nei commenti, gridate FORZA ROMA e condividete questa gioia pazzesca con tutti i vostri amici romanisti!

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Roma-Atalanta

Roma – Il calcio non è una scienza esatta, ma è l’unico spettacolo al mondo capace di fermare il battito cardiaco di un’intera città per novanta minuti, per poi farlo letteralmente esplodere in un grido di gioia liberatoria nei secondi di recupero. Sotto la spinta incessante, assordante e spaventosa dei 67mila tifosi innamorati dello Stadio Olimpico, la Roma si è resa protagonista di un’impresa titanica e indimenticabile, piegando un’agguerrita Atalanta per 2-1 al termine di un match giocato sul filo del rasoio.
Ma il vero romanzo di questa partita sedeva in panchina: Mister Gian Piero Gasperini (l’uomo che ha fatto la storia della Dea) si ritrova alla guida dei giallorossi, mentre a guidare i bergamaschi c’è l’ex laziale Maurizio Sarri. Una sfida scacchistica ed emotiva che ha mantenuto tutte le promesse, chiudendosi con un epilogo da brividi che proietta la Roma, a punteggio pieno, in solitaria in vetta alla classifica.

Il dominio giallorosso e il muro invalicabile di Carnesecchi

Fin dal primo fischio dell’arbitro, il copione del match è stato a senso unico. Il tridente pesante schierato da Gasp (Dybala a supporto di Mora e Malen) ha schiacciato l’Atalanta nella propria area di rigore. Il primo tempo è stato un clamoroso monologo della Magica, certificato da statistiche spaventose: ben 18 tiri verso la porta bergamasca contro uno solo degli ospiti.
Ma a tenere a galla il castello di Sarri è stato un monumentale Carnesecchi. Il portiere nerazzurro si è superato compiendo miracoli a ripetizione: prima al 14′ sventando un clamoroso colpo di testa a botta sicura del difensore-goleador Mancini (su assist col contagiri di Mora), e poi al 21′ respingendo in volo plastico un’altra violentissima incornata di Cristante. L’Atalanta (che teneva Elmas bloccato in copertura) ha faticato terribilmente a ripartire, affacciandosi timidamente dalle parti di Svilar solo alla mezz’ora con un rasoterra di Scamacca.

La doccia fredda di Ederson e la sfortuna di Castro

Il calcio, però, sa essere spietato con chi spreca. Al rientro dagli spogliatoi, Sarri toglie Scamacca per inserire Krstovic, e l’Atalanta rigenerata trova immediatamente il gol del vantaggio. Al 47′ (2′ del secondo tempo), dopo un’azione tambureggiante avviata da De Ketelaere e un duro contrasto in area tra Mancini e Samardzic, la palla finisce sul destro chirurgico di Ederson, che insacca gelando il sangue all’Olimpico.
La Roma, trafitta nel momento migliore, non si è disunita. Spinta dal calore della sua Curva, ha reagito con una veemenza impressionante, assaltando il fortino nerazzurro. Ma la sfortuna sembrava essersi accanita sui giallorossi: prima Carnesecchi si supera ancora su Koné, poi il neo-entrato Castro colpisce clamorosamente il palo esterno al 20′ e, poco dopo, va a scheggiare addirittura la traversa con un siluro micidiale su sponda di Molina (entrato al posto di Lulli).

Minuto 90 e 93: il Miracolo si tinge di Giallorosso

Quando il cronometro stava inesorabilmente esaurendo i suoi granelli di sabbia e la sconfitta sembrava scritta, il cuore pulsante della Roma ha fatto il miracolo, facendo crollare il muro costruito da Sarri. Allo scoccare esatto del 90′ minuto, il difensore spagnolo Hermoso si erge imperioso nell’area di rigore avversaria, incornando di testa un cross perfetto di Wesley e battendo l’incolpevole Carnesecchi. È l’1-1. L’Olimpico diventa una bolgia, ma il pareggio non basta.
Al 93′ minuto, all’ultimo respiro prima dei titoli di coda, ecco il capolavoro assoluto: l’argentino Matias Soulé riceve palla in area, fissa il bersaglio e lascia partire un sinistro al veleno che si infila in rete, scatenando il panico di gioia sugli spalti e il delirio dei giocatori giallorossi in campo. Roma batte Atalanta 2-1 (nel parapiglia finale espulso Gaetano per proteste). Gasperini vince il durissimo derby personale col suo passato, Sarri esce con le ossa rotte e l’Olimpico sogna ad occhi aperti il tricolore.

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