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Cronaca

Aereo ultraleggero disperso nel nulla: Matera con il fiato sospeso per Angela Buccico e Carlo Arnulfo. L’UGL: “Preghiamo per un miracolo”

Ore di drammatica angoscia e preghiere in tutta la Basilicata! 🚁 🙏 Il territorio di Matera sta vivendo col fiato sospeso l’incessante e disperata ricerca del piccolo aereo ultraleggero scomparso misteriosamente dai radar. A bordo del velivolo si trovano due stimatissimi avvocati del foro materano: Angela Buccico e Carlo Arnulfo. In un clima di profonda apprensione che unisce l’intera città, si alza forte la voce di Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, che ha voluto stringersi attorno al dolore delle famiglie e del noto esponente istituzionale Nicolino Buccico. “Non cediamo alla disperazione e preghiamo per un miracolo. Abbiamo totale e incondizionata fiducia nello sforzo titanico che i soccorritori stanno compiendo in queste ore, sfidando il tempo e le difficoltà del territorio”, ha dichiarato il leader sindacale. Tutta Matera prega per il loro ritorno. Leggete i dettagli e i messaggi di speranza nel nostro articolo di cronaca. 👇 🚨

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Matera – Ci sono ore, nella vita di una comunità, in cui il tempo sembra smettere improvvisamente di scorrere con la sua regolarità, trasformandosi in un imbuto di silenzio, ansia e preghiera silenziosa. Ore drammatiche in cui un’intera città, e un’intera regione, si ritrovano indissolubilmente unite dallo stesso, angosciante battito cardiaco sospeso nell’attesa di una notizia. La Basilicata e l’intero territorio materano stanno vivendo esattamente questi momenti di drammatica e profonda apprensione per le sorti dell’avvocata Angela Buccico e dell’avvocato Carlo Arnulfo. I due noti e stimati professionisti del foro materano si trovavano a bordo di un velivolo ultraleggero decollato per un volo privato e di cui, improvvisamente, si sono completamente e misteriosamente perse le tracce dai radar.

Le ore dell’angoscia e il buio sui radar

Da quando i contatti radio si sono interrotti, l’angoscia è calata come un velo scuro su tutta la comunità. In queste ore di straziante e febbrile attesa, in cui gli occhi di tutti sono disperatamente rivolti verso il cielo e incollati agli schermi in cerca dell’ultimo bollettino diramato dai soccorritori, la solidarietà cittadina ha preso il sopravvento. A far sentire immediatamente la propria voce, stringendosi attorno alle famiglie dei due dispersi, è stata in prima linea la Segreteria Provinciale dell’UGL Matera. Il sindacato sta seguendo costantemente e con il fiato sospeso l’evolversi incerto della vicenda, testimoniando un sentimento di genuina solidarietà territoriale che supera di netto il freddo distacco della cronaca per farsi puro e caldo abbraccio umano.

Il messaggio di UGL Matera e l’abbraccio a Nicolino Buccico

Il dolore, lo shock e l’incertezza per la sorte dell’ultraleggero colpiscono in modo viscerale i rappresentanti del sindacato lucano, andando a toccare corde intime e legami personali e professionali solidissimi, costruiti nel tempo sul valore del rispetto reciproco e dell’amicizia vera. A farsi portavoce istituzionale di questo moto spontaneo e viscerale del cuore è Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, che ha voluto rilasciare una nota ufficiale intrisa di forte commozione e vicinanza fraterna.

Il pensiero costante e affranto della sigla sindacale è rivolto in modo particolare e affettuoso alle famiglie dei due occupanti del velivolo. Con profonda e malcelata commozione, Giordano ha voluto rivolgere un pensiero speciale all’amico fraterno Nicolino Buccico, noto esponente delle istituzioni, uomo stimato in maniera bipartisan da tutta la politica locale e persona di straordinario e riconosciuto spessore umano, da sempre legato all’organizzazione sindacale materana da storici rapporti di stima intellettuale, leale collaborazione e affetto sincero.

La corsa contro il tempo dei soccorritori

Ma oltre alla commozione e alle lacrime trattenute a stento, c’è la realtà oggettiva dei fatti: una disperata, gigantesca corsa contro il tempo. “L’UGL rinnova la propria piena, totale e incondizionata fiducia nel lavoro incessante, coraggioso e professionale di tutte le squadre di soccorso, delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, dei piloti degli elicotteri e di tutti gli uomini e le donne che, in questo preciso momento, stanno sfidando il tempo, il buio e la fatica per setacciare palmo a palmo il nostro difficile territorio nelle ricerche”, ha dichiarato senza mezzi termini Pino Giordano nel suo accorato e speranzoso messaggio.

La complessa macchina dei soccorsi sta infatti operando senza sosta, muovendosi tra mille insidie meteorologiche, difficoltà tecniche e asperità morfologiche di un territorio affascinante ma aspro come quello lucano, spinta dall’unica grande forza che conta davvero in questi drammatici frangenti: il ferreo dovere morale di non lasciare nulla di intentato per strappare due preziose vite umane al buio glaciale dell’incertezza.

Il pianto silenzioso di una comunità in attesa del miracolo

Tutta la meravigliosa comunità materana e l’intero e vasto territorio lucano si trovano oggi idealmente uniti in un abbraccio virtuale attorno alle abitazioni dei due avvocati. È un silenzio carico di speranza, denso come l’aria prima di un temporale, che unisce i millenari vicoli dei Sassi alle fredde stanze dei tribunali dove Angela e Carlo operano brillantemente ogni singolo giorno della loro vita professionale. L’attesa di notizie ufficiali si fa sempre più pensante, quasi insopportabile a ogni ora che passa inesorabile sull’orologio, ma il cuore della città si rifiuta categoricamente di cedere alla nera disperazione.

“L’auspicio più profondo e sincero – ha concluso il Segretario Giordano con gli occhi carichi di un’ultima, tenace speranza – è che le monumentali operazioni di ricerca attualmente in corso possano presto condurre a un esito positivo, riuscendo finalmente a squarciare questo opprimente velo di angoscia per riportare sollievo, gioia e vita alle famiglie e a tutte le persone che attendono con il cuore in gola un miracolo”. Matera prega, guarda il cielo e aspetta il ritorno dei suoi figli.

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Cronaca

La banda delle “marmotte” esplosive: 12 bancomat sventrati e oltre 200mila euro di bottino. Scattano 7 arresti clamorosi a Vasto

Boati nella notte, bancomat sventrati e terrore tra i cittadini: l’incubo è finalmente finito! 🚓 💥 All’alba di oggi i Carabinieri di Vasto (Chieti) hanno arrestato 7 pericolosissimi criminali accusati di aver messo a segno la bellezza di 12 assalti esplosivi agli sportelli bancomat. La banda utilizzava la micidiale tecnica della “marmotta”: infilavano tubi pieni di polvere da sparo nelle fessure degli ATM per farli saltare in aria, rischiando di far crollare i palazzi! Il bottino stimato portato via dai malviventi? Oltre 200MILA EURO in contanti! L’operazione, coordinata dal Procuratore Seccia, sta vedendo in queste ore decine di perquisizioni con l’aiuto dei reparti speciali dello “Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia”. Leggete tutti i dettagli mozzafiato del blitz nel nostro nuovo articolo di cronaca nera! 👇 🏦

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Prelievo bancomat

Vasto – Il boato sordo nel cuore della notte, il rumore dei vetri in frantumi, l’allarme che suona all’impazzata e interi quartieri o piccoli paesi che si svegliano di soprassalto, in preda al terrore. È stato questo, per mesi, il drammatico e ricorrente copione criminale che ha sconvolto diversi comuni tra Abruzzo e regioni limitrofe. Ma all’alba di oggi, questo incubo fatto di polvere da sparo e furti audaci è finalmente e definitivamente giunto al termine. Sette persone, accusate a vario titolo di far parte di un’organizzazione criminale, sono state arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Vasto (in provincia di Chieti) al termine di una complessa e chirurgica operazione di intelligence. La pesante accusa mossa a loro carico è quella di essere i responsabili diretti di una lunghissima e seriale serie di efferati assalti armati ai danni di bancomat di svariati istituti di credito.

La fine di un incubo: l’operazione dei Carabinieri all’alba

Dalle prime luci del giorno, i militari dell’Arma stanno dando esecuzione a una durissima ordinanza di custodia cautelare in carcere (la misura più restrittiva prevista dal nostro ordinamento), emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Vasto nei confronti dei sette indagati. La lista dei reati che gli inquirenti sono riusciti a ricostruire e addebitare alla spregiudicata banda è impressionante: ai malviventi vengono contestati complessivamente ben 12 colpi portati a termine o tentati con violenza inaudita nel corso degli ultimi mesi. Una vera e propria escalation criminale che rischiava di mettere in ginocchio la sicurezza degli sportelli bancari della zona.

La tecnica criminale: le micidiali “marmotte” esplosive

Secondo quanto meticolosamente ricostruito dai formidabili investigatori dei Carabinieri, la banda non agiva in modo sprovveduto o casuale, ma si avvaleva di tecniche ormai tristemente note nel panorama della malavita specializzata: l’utilizzo delle cosiddette “marmotte”. Si tratta di artigianali ma micidiali e potentissimi dispositivi esplosivi, solitamente costituiti da lunghi e sottili parallelepipedi di metallo riempiti di polvere da sparo, progettati appositamente per essere inseriti a forza nelle feritoie (quella per l’erogazione delle banconote) delle apparecchiature ATM.

Una volta innescati, l’esplosione violentissima dall’interno faceva letteralmente saltare per aria lo sportello blindato, provocando danni strutturali gravissimi alle banche e, purtroppo, mettendo a serio e costante repentaglio l’incolumità pubblica e strutturale dei palazzi sovrastanti.

Le indagini: il ruolo della Procura e il tesoro illecito

L’operazione non si è basata su indizi fortuiti, ma su un lavoro certosino di incrocio di dati, telecamere, celle telefoniche e intercettazioni. Le indagini, coordinate magistralmente in prima persona dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia, avrebbero permesso agli inquirenti di raccogliere e blindare gravissimi e inconfutabili indizi di colpevolezza nei confronti dei sette arrestati, delineando i ruoli specifici di ciascuno all’interno del sodalizio criminale.

I risultati dei loro assalti esplosivi erano spaventosamente redditizi. Secondo le stime incrociate tra gli inquirenti e gli istituti bancari colpiti, il bottino complessivamente sottratto nel corso della dozzina di assalti ammonterebbe a oltre 200mila euro in contanti. Un vero e proprio tesoro illecito racimolato seminando il panico nel cuore della notte.

I rinforzi speciali: in campo i Cacciatori di Puglia

Per assicurare alla giustizia individui descritti come altamente pericolosi e spregiudicati, l’Arma dei Carabinieri non ha voluto correre alcun rischio, schierando i propri reparti d’eccellenza. Oltre agli arresti, in queste ore concitate sono ancora in pieno corso decine di perquisizioni domiciliari alla ricerca di ulteriori prove, esplosivo o denaro. Tali operazioni, vista la delicatezza e la pericolosità dei soggetti coinvolti, sono condotte dai militari di Vasto con il preziosissimo e spettacolare supporto operativo dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, unità speciale dell’Arma addestrata per muoversi negli scenari più impervi e rischiosi. La caccia al tesoro della banda delle marmotte è solo all’inizio.

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Cronaca

Emergenza a Noicattaro, il lupo sfugge ancora alla cattura. Il sindaco Innamorato: “È un animale intelligente, ma lo prenderemo. Evitate i parchi”

Il lupo di Noicattaro è sfuggito per un soffio alla cattura! 🐺 🚨 Dopo le tre aggressioni ai bambini (l’ultima il giorno di Ferragosto), la caccia all’esemplare prosegue senza sosta. Intervenuto in diretta a “Morning News” su Canale 5, il sindaco Raimondo Innamorato ha svelato un retroscena frustrante: “Eravamo a un passo dal prenderlo per ben due volte, ma è un animale estremamente intelligente ed è riuscito a sfuggire alle trappole”. In queste ore è in corso un nuovo vertice d’emergenza in Prefettura a Bari per intensificare la task force. Nel frattempo, scatta il severo appello a tutti i cittadini: “Non frequentate parchi, non passeggiate con i cani nelle zone di campagna e, soprattutto, NON LASCIARE CIBO ALL’APERTO!”. L’allarme lupi si sta estendendo: avvistamenti sospetti e ordinanze precauzionali anche nel comune di Bitonto. Trovate tutte le raccomandazioni per la vostra sicurezza nel nostro articolo completo! 👇 🌳

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Noicattaro – La paura continua a serpeggiare tra le strade e le campagne del Barese. La vicenda del lupo solitario che, nel giro di poche settimane, si è reso protagonista di ben tre drammatiche aggressioni ai danni di altrettanti bambini nel comune di Noicattaro (l’ultimo inquietante episodio risale proprio alla giornata di Ferragosto), sta tenendo un’intera comunità con il fiato sospeso. C’era grande attesa per l’esito delle massicce operazioni di ricerca e cattura avviate dalle autorità competenti subito dopo l’ultimo attacco, ma l’animale, spinto dall’istinto di sopravvivenza, continua a eludere abilmente le trappole e i rastrellamenti delle forze dell’ordine e dei forestali.

La caccia all’animale: due tentativi falliti di un soffio

A fare il punto della situazione, aggiornando la cittadinanza sull’evoluzione delle ricerche, è intervenuto direttamente il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato. In un collegamento in diretta televisiva nazionale durante la popolare trasmissione Morning News di Canale 5, il primo cittadino ha rivelato un retroscena frustrante ma emblematico della difficoltà delle operazioni: “Siamo andati vicini alla cattura del lupo in almeno due occasioni, ma per poco non siamo riusciti a prenderlo”.

L’animale selvatico, infatti, pur spingendosi pericolosamente a ridosso dei centri abitati per cercare nutrimento, conserva un istinto predatorio e di fuga eccezionale. “È un animale estremamente intelligente”, ha sottolineato Innamorato, confermando quanto l’esemplare sia abile a fiutare il pericolo e a dileguarsi nella fitta vegetazione al minimo rumore sospetto.

Il vertice d’emergenza in Prefettura a Bari

Nonostante i tentativi andati a vuoto, l’attenzione istituzionale resta altissima e non c’è alcuna intenzione di abbassare la guardia. “Posso assicurare a tutta la cittadinanza che le istituzioni territoriali e gli esperti forestali sono al lavoro sul campo senza sosta, giorno e notte”, ha garantito il sindaco in diretta tv. “Arriveremo alla cattura dell’esemplare per mettere in sicurezza la popolazione, ma nel frattempo è assolutamente necessario che tutti i cittadini rispettino scrupolosamente i divieti imposti”. Proprio per coordinare e intensificare ulteriormente questa colossale e complessa battuta di caccia incruenta, nella mattinata di oggi, lunedì 17 agosto, è stato indetto un nuovo e fondamentale vertice in Prefettura a Bari, dove si riunirà la speciale task force per pianificare le prossime, decisive mosse tattiche.

Il disperato appello ai cittadini: “Non lasciate cibo all’aperto”

In attesa che l’animale venga sedato e catturato dagli esperti per essere trasferito in un’area faunistica protetta, il sindaco Innamorato ha voluto lanciare un accorato e stringente appello ai propri concittadini, invitando tutti alla massima prudenza. Il primo cittadino ha raccomandato vivamente alla popolazione di non frequentare in alcun modo parchi pubblici, aree verdi attrezzate e lamie situate nelle vicinanze delle campagne interessate dalle ricerche.

Le indicazioni sono chiare e tassative: bisogna evitare categoricamente le passeggiate, soprattutto nelle ore serali o all’imbrunire, con i propri animali domestici nelle zone considerate a rischio. Ma la raccomandazione più importante riguarda i rifiuti: “Il lupo si avvicina ai centri urbani spinto dalla fame, per alimentarsi”, ha ricordato Innamorato. È dunque severamente vietato abbandonare cibo o scarti alimentari all’aperto, che potrebbero fungere da letale esca per attirare l’animale a pochi metri dalle abitazioni.

L’emergenza si allarga: allarme e ordinanze anche a Bitonto

Nel frattempo, la fobia per i predatori selvatici sta progressivamente varcando i confini di Noicattaro, investendo l’intera provincia. L’allarme lupi, infatti, non riguarda più unicamente il territorio del primo cittadino Innamorato. Nelle ultime ore, decine di segnalazioni e presunti avvistamenti fotografici di esemplari simili hanno interessato da vicino anche le aree periferiche e di campagna del limitrofo territorio di Bitonto.

La situazione ha spinto le istituzioni locali ad agire preventivamente per tutelare l’incolumità pubblica: nei giorni scorsi il sindaco bitontino, Francesco Paolo Ricci, ha tempestivamente emanato un’ordinanza ufficiale contenente rigide misure precauzionali e comportamentali rivolte alla propria popolazione, nel tentativo di scongiurare il ripetersi dei drammatici episodi registrati a Noicattaro. La caccia continua, ma la raccomandazione resta una sola: massima allerta e prudenza.

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Cronaca

Teramo – fotografava bambini in costume, denunciato

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Polizia

Teramo – Un uomo di sessant’anni, già gravato da precedenti specifici, è stato denunciato per detenzione di materiale pedopornografico dopo essere stato sorpreso a scattare di nascosto foto a minori all’interno di un camping nel Teramano.L’intervento della Squadra Mobile di Teramo è stato innescato dalla provvidenziale segnalazione di una turista in villeggiatura.
La donna, insospettita dalla prolungata e costante presenza dell’uomo nella hall della struttura e dopo aver udito inequivocabilmente il rumore dell’otturatore dello smartphone rivolto verso un gruppo di bambini, ha deciso di vederci chiaro.Appostandosi dietro una finestra esterna, è riuscita a registrare un video in cui il sessantenne veniva immortalato, mentre scorreva sul display diverse immagini di minori in costume da bagno, tra cui un bambino a lei conosciuto.Al momento del controllo di polizia, le fotografie incriminate non erano più presenti nella galleria del dispositivo, ma il sessantenne ha comunque ammesso le proprie responsabilità confessando di averle scattate e cancellate poco dopo.
L’uomo ha tentato di giustificare le proprie azioni attribuendole a un problema psichiatrico per il quale in passato avrebbe già seguito un percorso terapeutico. Le autorità hanno formalizzato la denuncia e posto immediatamente sotto sequestro il telefono cellulare, che sarà ora sottoposto a più approfonditi accertamenti tecnici informatici.

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