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Economia

Boom del cashback per le famiglie italiane: ScontiPoste da record, nel 2025 restituiti 12 milioni di euro ai clienti. Ecco come funziona il programma

Il modo più facile per farsi ridare soldi mentre si fa la spesa! 🛒 💸 Il programma fedeltà ScontiPoste ha chiuso un anno da vero record: nel 2025 ha restituito la bellezza di 12 MILIONI DI EURO sotto forma di cashback direttamente nelle tasche degli italiani! Più di 3 milioni e mezzo di cittadini hanno risparmiato acquistando con le loro carte Postepay o BancoPosta negli oltre 12.000 negozi fisici e online convenzionati. Il sistema è geniale e automatico: basta pagare con la carta (o tramite QR Code) e lo sconto, che può arrivare fino a un clamoroso 30%, vi viene accreditato sul conto nel giro di 5 giorni lavorativi, senza dover fare assolutamente nulla! Avete l’App di Poste Italiane? Usate la mappa interattiva per scoprire i negozi vicino a voi. Leggete la nostra guida completa nel nuovo articolo per iniziare subito a risparmiare centinaia di euro all’anno! 👇 💳

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Carta Banco Posta

Redazione – In un periodo storico in cui l’attenzione al bilancio familiare e la gestione oculata delle spese quotidiane sono diventati imperativi categorici per milioni di cittadini, c’è chi fa della fedeltà un vero e proprio motore di risparmio concreto. Il bilancio del 2025 per ScontiPoste, l’apprezzatissimo programma fedeltà ideato da Poste Italiane, si è appena chiuso registrando numeri letteralmente da record. A trionfare, in questo caso, è il caro vecchio portafoglio degli italiani: nell’ultimo anno, infatti, il programma ha restituito ai propri clienti l’incredibile cifra di ben 12 milioni di euro di cashback (ovvero di rimborso diretto delle spese effettuate).

I numeri di un successo inarrestabile: dal 2010 a oggi

A beneficiare concretamente di questi preziosi rimborsi sono stati quasi 3,5 milioni di clienti sparsi su tutto il territorio nazionale. Un bacino d’utenza sterminato, che grazie a oltre 20 milioni di singole transazioni quotidiane ha generato un volume complessivo di spesa superiore alla mostruosa soglia dei 500 milioni di euro. Questi dati vertiginosi confermano quanto gli italiani abbiano ormai compreso e interiorizzato le logiche del cashback moderno.

Si tratta di un successo clamoroso che si rinnova e cresce anno dopo anno: basti pensare che dal suo lancio ufficiale, avvenuto nell’ormai lontano 2010, il circuito ScontiPoste ha restituito agli italiani la vertiginosa somma di oltre 150 milioni di euro in rimborsi totali. Una pioggia di denaro tornata direttamente nelle tasche dei risparmiatori, consacrando l’iniziativa di Poste Italiane tra i programmi di fedeltà aziendale di maggior successo e più apprezzati a livello europeo.

Come funziona la “magia” del risparmio: sconti automatici fino al 30%

Ma qual è il segreto di questo straordinario successo popolare? Semplicemente l’immediatezza e la trasparenza. ScontiPoste è il programma fedeltà di Poste Italiane dedicato in via esclusiva a tutti i titolari di carte di pagamento Postepay e BancoPosta. Aderendo al programma, il cliente ha la straordinaria opportunità di risparmiare cifre importanti, ottenendo rimborsi che possono arrivare persino al 30% di sconto sugli acquisti di tutti i giorni.

Per ottenere questo vantaggio economico non bisogna fare trafile burocratiche complesse: basta semplicemente pagare i propri acquisti utilizzando le carte Postepay o BancoPosta all’interno del vastissimo circuito di partner. Parliamo di oltre 12.000 negozi convenzionati, sia fisici (quelli sotto casa, nei centri commerciali e nelle piazze d’Italia) che online. In alternativa alla carta fisica, per gli amanti della massima tecnologia, è perfettamente possibile usare anche il comodo “Codice Postepay”, semplicemente inquadrando e scansionando un QR Code dal proprio smartphone oppure cliccando su un apposito link fornito dal negoziante al momento del conto.

Semplicità e innovazione: l’accredito rapido in soli 5 giorni

Uno degli aspetti più amati del servizio ScontiPoste è l’estrema rapidità con cui il denaro torna materialmente a disposizione del cittadino. Il cashback accumulato facendo la spesa, comprando vestiti o prenotando servizi viene accreditato automaticamente sulla carta o sul conto che l’utente ha precedentemente selezionato come “preferito” (tramite l’App Poste Italiane o dal portale web poste.it).

Se, per distrazione, il cliente non ha preventivamente selezionato nessuno strumento preferito, nessun problema: il sistema intelligente effettua l’accredito direttamente sulla carta o sul conto legato alla carta appena usata per il pagamento. La grande comodità sta nel fatto che gli sconti sono applicati in modo del tutto automatico e i soldi vengono accreditati sul saldo entro appena 5 giorni lavorativi dalla contabilizzazione della transazione, senza dover inviare alcuna richiesta, scontrino o prova d’acquisto.

La mappa interattiva: come scovare i negozi convenzionati

Orientarsi tra migliaia di negozi per massimizzare il risparmio è facilissimo. Sul sito ufficiale Poste.it e sulla comodissima App Poste Italiane (sempre a portata di smartphone) è disponibile e costantemente aggiornato l’elenco completo di tutti gli esercenti che aderiscono all’iniziativa. La funzionalità più utile per i cittadini in movimento è senza dubbio la geolocalizzazione in tempo reale: basta aprire l’App mentre si cammina per strada e la mappa ci indicherà istantaneamente i negozi convenzionati nel raggio di pochi metri, suggerendoci dove fermarci a fare compere per ottenere sconti favolosi pagando con le nostre carte gialle o blu.

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Economia

“Elon Musk guarda all’Italia? Portiamo qui l’Intelligenza Artificiale e la robotica”. Sforzini (Rinascimento Nazionale) lancia la sfida industriale del secolo

L’Intelligenza Artificiale e il supercalcolo sono le “Acciaierie del 21esimo secolo”. E l’Italia non può restare a guardare! 🚀 🤖 Se Elon Musk è interessato al nostro Paese, è ora che la politica gli offra sul piatto d’argento un progetto industriale monumentale. È questa la straordinaria sfida lanciata da Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, con una lettera aperta indirizzata proprio al fondatore di Tesla. Due le proposte sul tavolo per attrarre gli investimenti dell’ecosistema Musk: un “Polo della Robotica” (sfruttando il genio degli ingegneri della nostra Motor Valley per costruire i robot umanoidi Optimus) e un “Hub dell’AI” nel Mezzogiorno per piazzare immensi Data Center. Sforzini non fa sconti: “Smettiamola di andare dagli investitori col cappello in mano a mendicare posti di lavoro: offriamo efficienza e partnership. La sovranità non è isolamento!”. Siete d’accordo con questa visione del futuro? Leggete il testo integrale della Lettera a Musk nel nostro articolo 👇

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Elon Musk

Redazione-  – C’è un treno che sta sfrecciando a velocità inaudita verso il futuro globale, e si chiama “Rivoluzione Tecnologica”. Un treno fatto di Intelligenza Artificiale, supercalcolatori, robotica umanoide e manifattura avanzata, il cui macchinista principale risponde al nome di Elon Musk. E l’Italia, nazione un tempo leader indiscussa nel settore automobilistico e industriale, non può e non deve limitarsi a guardare questo treno passare dal binario. È da questa fortissima consapevolezza che nasce l’ambiziosa proposta lanciata da Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, che dalla suggestiva cornice del Castello Sforzini di Castellar Ponzano ha deciso di indirizzare una vibrante lettera aperta proprio al magnate sudafricano fondatore di Tesla, SpaceX e xAI.

“Non col cappello in mano, ma con un progetto industriale”

Il cuore del messaggio di Sforzini è tanto semplice quanto rivoluzionario per la mentalità politica italiana: smetterla di elemosinare pietosamente posti di lavoro per salvare stabilimenti decotti, e iniziare a proporre un’offerta industriale di altissimo livello. «L’Italia non deve andare dai grandi investitori con il cappello in mano», tuona Sforzini. Il nostro Paese possiede talenti ingegneristici, la gloriosa filiera della Motor Valley e un know-how ineguagliabile nella meccatronica. Due le proposte concrete messe sul tavolo da Rinascimento Nazionale: un Polo della Robotica e della Manifattura Avanzata (per attrarre la filiera dei robot umanoidi “Optimus” di Musk) e un Hub della Capacità di Calcolo e dell’AI, sfruttando le agevolazioni della ZES Unica del Mezzogiorno per costruire i colossali Data Center del futuro. Perché, come ricorda Sforzini, l’Intelligenza Artificiale e i dati sono a tutti gli effetti le acciaierie del XXI secolo.

Di seguito, vi proponiamo il testo integrale della Lettera Aperta a Elon Musk, un manifesto programmatico per la rinascita industriale italiana.


Lettera aperta a Elon Musk

di Luca Sforzini
Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale

Parto da una domanda, suggerita da Nietzsche e dal suo celebre gioco di sguardi con l’abisso: se Elon Musk guarda con attenzione a ciò che accade in Italia, perché l’Italia non dovrebbe provare a guardare con altrettanta attenzione a Elon Musk? E non penso soltanto alla politica. Penso all’industria.

L’Italia è stata una grande potenza automobilistica e oggi vive una transizione complessa. Abbiamo perso volumi produttivi, stabilimenti, occupazione e quote di mercato, ma non abbiamo perduto le risorse fondamentali per l’industria del futuro: competenze ingegneristiche di altissimo livello, una filiera d’eccellenza nella robotica e nell’automazione industriale, ricerca sui materiali avanzati, meccatronica di precisione, università, tecnici e una densità di talenti che rende la nostra Motor Valley un unicum globale. Soprattutto, non abbiamo perduto una parola che nel mondo dell’automobile e della manifattura conserva ancora una forza straordinaria: Italia.

Nel frattempo l’industria globale sta attraversando una trasformazione profonda. L’elettrico e le nuove forme di mobilità continueranno a rappresentare il futuro; ma la transizione richiede pragmatismo e velocità. Elon Musk ha scommesso sulle tecnologie di frontiera quando molti altri non ci credevano, costruendo un ecosistema globale. Non avrebbe quindi senso spiegare a Musk quali scelte tecnologiche compiere. Sarebbe assai più interessante rivolgergli un’altra domanda: quale parte della prossima rivoluzione industriale e tecnologica potrebbe essere costruita e co-sviluppata in Italia?

L’universo industriale costruito da Musk non riguarda più soltanto l’automobile tradizionalmente intesa: è energia, batterie, software, intelligenza artificiale, automazione, robotica e capacità di calcolo. Ed è precisamente qui che la questione industriale incontra quella della sovranità tecnologica.

L’intelligenza artificiale e la capacità di calcolo sono le nuove acciaierie del XXI secolo. Nel Novecento una nazione priva di acciaio era condannata alla dipendenza industriale; nel nostro secolo una nazione priva di infrastrutture digitali rischia la dipendenza strategica. Ma la vera sovranità tecnologica non nasce dall’isolamento o dall’autarchia: nasce dalla capacità di stringere partnership strategiche di co-sviluppo. Integrare le competenze italiane nella manifattura avanzata con le piattaforme di calcolo dell’ecosistema Musk non significa cedere sovranità, ma ancorare l’Italia alla frontiera dell’innovazione globale.

Per questo l’Italia non deve presentarsi con un generico catalogo di buone intenzioni, ma mettere sul tavolo due proposte industriali immediatamente concrete.

Il Polo della Robotica e della Manifattura Avanzata: mettere la filiera della Motor Valley e l’eccellenza italiana nell’automazione industriale al servizio dello sviluppo della robotica, della meccatronica e dei veicoli di nuova generazione, costruendo una piattaforma produttiva capace di candidarsi a entrare anche nelle future filiere della robotica umanoide, a cominciare da Optimus.

L’Hub della Capacità di Calcolo e dell’AI: utilizzare gli strumenti di incentivazione e semplificazione territoriale disponibili, a partire dalla ZES Unica del Mezzogiorno, insieme alla posizione geografica dell’Italia al centro del Mediterraneo, per favorire l’insediamento di infrastrutture di calcolo e data center per l’intelligenza artificiale. Con piani di approvvigionamento energetico dedicati e iter autorizzativi accelerati, affrontando uno degli storici svantaggi competitivi italiani: il costo dell’energia.

Non partiamo da zero e non dobbiamo presentarci ai grandi investitori internazionali con il cappello in mano, chiedendo che qualche posto di lavoro venga pietosamente risparmiato. Dobbiamo invece proporre un progetto industriale credibile, concreto e conveniente: mostrare ciò che possiamo offrire e cambiare con coraggio ciò che oggi rende ancora troppo spesso più conveniente investire altrove.

Chi guarda davvero al futuro della Nazione deve avere questa ambizione: creare le condizioni perché tornare a produrre, ricercare e innovare in Italia sia un affare reciproco. Fiscalità competitiva, autorizzazioni veloci, certezza delle regole, formazione tecnica e libertà tecnologica.

Il capitale e i talenti internazionali non devono spaventarci quando vengono in Italia per costruire, produrre, assumere ed esportare. Essere sovrani significa essere abbastanza forti da scegliere con chi costruire il proprio futuro. Se esiste un interesse per l’Italia dall’altra parte dell’Atlantico, parliamo di progetti concreti. Parliamo di come trasformare il nostro Paese nella piattaforma europea per la manifattura intelligente e l’intelligenza artificiale applicata.

Il Centro Studi Rinascimento Nazionale è pronto a fare la propria parte: studiare territori, filiere, strumenti fiscali e contesti normativi per contribuire a mettere sul tavolo una proposta italiana seria e competitiva. Non so se Elon Musk abbia mai pensato di realizzare in Italia una parte dei suoi prossimi progetti industriali. So però che noi dovremmo pensare seriamente a convincerlo a farlo. Perché una politica seria non aspetta che gli investimenti arrivino: crea le condizioni e va a cercarli.

E se Elon Musk guarda all’Italia, è tempo che l’Italia gli dia una buona ragione per continuare a guardare.

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Economia

Il “Caro Ferragosto” svuota le tasche degli italiani: ristoranti e spiagge a prezzi folli. Ecco quanto ci costa la gita fuori porta nel 2026

Il pranzo di Ferragosto? È diventato un lusso per ricchi! 💸 🍽️ In questa estate 2026 l’inflazione e le speculazioni non danno tregua alle famiglie italiane. Tra ristoranti con menu a prezzi stellari, lettini e ombrelloni a peso d’oro e benzina alle stelle, la classica “gita fuori porta” del 15 agosto svuota letteralmente i portafogli. Moltissimi stanno rinunciando al ristorante per tornare al caro e vecchio pranzo al sacco portato da casa. È giusto speculare così tanto in questo giorno di festa? Quanto vi hanno chiesto per un ombrellone o per un pranzo? Diteci la vostra e leggete l’inchiesta nel nostro articolo! 👇 🏖️

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Bagnanti al mare

Roma– C’era una volta il Ferragosto nazionalpopolare, quello delle grandi tavolate in famiglia, delle grigliate improvvisate con gli amici e della gita fuori porta che non pesava sul bilancio mensile. Oggi, in questa torrida estate del 2026, la festa più amata dagli italiani si è trasformata in un vero e proprio lusso per pochi. L’ombra cupa dell’inflazione, speculazioni spietate e rincari generalizzati stanno infatti presentando un conto salatissimo alle famiglie italiane. Il “Caro Ferragosto” non è più uno spauracchio agitato dalle associazioni dei consumatori, ma una dura, durissima e amara realtà con cui fare i conti prima di mettere il naso fuori casa.

Pranzo al ristorante? Un salasso per le famiglie

La batosta più dolorosa arriva senza dubbio dal settore della ristorazione. I menu fissi proposti per il pranzo del 15 agosto nei ristoranti, negli agriturismi e nelle trattorie delle principali località turistiche (sia costiere che montane) hanno subito rincari stellari. I dati parlano chiaro: per un classico pranzo di Ferragosto a base di pesce, una famiglia di quattro persone si ritrova a spendere in media il 18% in più rispetto allo scorso anno, con picchi vertiginosi nelle località più blasonate di Sardegna, Puglia e Toscana. Molti ristoratori giustificano gli aumenti aggrappandosi all’incremento dei costi delle materie prime e dell’energia, ma per il consumatore finale il risultato non cambia: sedersi a tavola il 15 di agosto è diventato un salasso che costringe molti a fare dolorose rinunce.

Il business dei lidi: ombrelloni d’oro e spiagge inaccessibili

Non va certamente meglio per chi decide di trascorrere la giornata in riva al mare. Affittare un ombrellone e due lettini per la singola giornata di Ferragosto è un’impresa titanica per il portafogli. Nelle spiagge attrezzate, i prezzi giornalieri per la prima fila hanno toccato vette surreali, sfondando in alcuni stabilimenti la soglia psicologica dei 100 euro. A questo si aggiungono i rincari, spesso ingiustificati, sui servizi accessori: un gelato, una bottiglietta d’acqua gelata o un trancio di pizza consumati al bar del lido arrivano a costare quanto una vera e propria cena in un fast food. Una dinamica che sta spingendo sempre più italiani a riscoprire (volenti o nolenti) il fascino spartano ma economico delle spiagge libere, ormai prese d’assalto fin dalle prime luci dell’alba.

Benzina e pedaggi: la tassa occulta sui vacanzieri

A completare questo quadro a tinte fosche ci pensa il settore dei trasporti. Muoversi in auto verso le mete di villeggiatura significa fare i conti con i prezzi dei carburanti, che tradizionalmente subiscono la classica, insopportabile impennata proprio nei giorni a cavallo di Ferragosto. Il pieno all’autogrill è diventato una tassa occulta che pesa inesorabilmente sul budget della gita.

Il risultato di questa tempesta perfetta sui prezzi è un impoverimento delle tradizioni. Moltissime famiglie della classe media stanno rivedendo al ribasso i propri piani: addio al ristorante sul mare, bentornato al pranzo al sacco preparato in casa; addio al lido alla moda, si opta per la coperta stesa sull’erba in pineta. È la rivincita della resilienza e dell’arte dell’arrangiarsi, certo. Ma resta l’amaro in bocca nel constatare come una festa che dovrebbe unire l’Italia sotto il segno del riposo e della spensieratezza, si stia trasformando, anno dopo anno, in un lusso insostenibile per la maggioranza dei cittadini.

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Economia

Più soldi in tasca per le famiglie: via libera al Bonus Mamme 100% e ai fondi INPS per le lingue straniere. Le istruzioni

Più soldi in tasca per chi non si arrende mai! 💰 L’INPS sblocca i nuovi bonus di agosto: contributi azzerati al 100% per chi assume le mamme e agevolazioni per dare un contratto stabile ai giovani under 35. E per gli studenti? Arriva l’innovativo Bonus Lingue Straniere (fino a 800 euro a fondo perduto). Scopri come richiedere gli aiuti e difendere la tua famiglia dal caro vita. 🇮🇹 👶 📚

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Bonus Mamma

Economia e Famiglia – C’è una sacrosanta, dura verità silenziosa che si nasconde quotidianamente dietro le cartoline patinate delle vacanze estive italiane: l’ansia sorda per i conti correnti che non tornano mai. Mentre le spiagge si riempiono, le famiglie fanno veri e propri salti mortali per far quadrare il fragile bilancio domestico, schiacciate dal peso dell’inflazione persistente, dal caro vita e dallo spauracchio dell’imminente e costosissimo rientro scolastico di settembre. Essere genitori oggi, nel nostro Paese, è diventato un atto di coraggio immenso, quasi una missione eroica. Ma per fortuna, ogni tanto, le fredde e burocratiche macchine dello Stato si accendono per dare una mano concreta a chi stringe i denti ogni giorno. Proprio in queste ore, l’INPS ha reso ufficialmente operative delle misure straordinarie che rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno per l’economia delle famiglie: incentivi fortissimi per le assunzioni e fondi a fondo perduto per l’istruzione dei ragazzi. Non si tratta assolutamente di elemosina di Stato, ma di un investimento vitale sul tessuto sociale del Paese. Ecco tutto quello che c’è da sapere per non lasciarsi sfuggire nemmeno un centesimo di questi nuovi bonus.

Il Bonus Mamme: un sacrosanto atto di giustizia per le donne che non si arrendono

Tra le novità più potenti, giuste e attese spicca senza alcun dubbio l’operatività del nuovo Bonus Assunzioni dedicato esclusivamente alle donne. La nostra società impone spesso alle madri una scelta profondamente crudele: o la carriera o la famiglia. Chi ha più figli, troppo spesso, viene spietatamente e ingiustamente tagliata fuori dal mercato del lavoro, vista con sospetto dai datori come un fantomatico “problema gestionale”. Ora, finalmente, le regole del gioco cambiano radicalmente. L’INPS ha ufficializzato le istruzioni operative per l’esonero contributivo al 100% a favore delle aziende private che decideranno di assumere mamme lavoratrici con almeno tre figli minori a carico (e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi). Lo Stato, di fatto, si fa totale carico dei gravosi contributi previdenziali, rendendo l’assunzione di queste donne non solo eticamente corretta, ma anche enormemente vantaggiosa per le casse delle imprese. Il beneficio dura fino a 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato (la tanto sognata stabilità economica) e fino a 18 mesi per i contratti a termine. È un provvedimento vitale che restituisce profonda dignità alle madri, permettendo loro di tornare a sentirsi protagoniste e indipendenti.

L’incentivo giovani under 35: la mossa giusta per fermare l’emorragia dei cervelli in fuga

Ma le buone notizie non si fermano certo alle coraggiose madri di famiglia. Il Governo ha deciso di spingere forte sull’acceleratore anche per trattenere in Italia i nostri amati ragazzi. Che senso logico ha far studiare i nostri giovani, vederli faticosamente laureare con il massimo dei voti facendo immensi sacrifici economici, e poi costringerli a emigrare tristi all’estero per trovare un contratto che non sia il solito, umiliante stage gratuito o malpagato? Il nuovo pacchetto INPS include massicci incentivi economici per tutti i datori di lavoro che assumono, a tempo indeterminato, giovani sotto i 35 anni. L’obiettivo politico è chiaro e sacrosanto: trasformare i contratti a tempo determinato (e la perenne precarietà che distrugge i sogni di intere generazioni) in rapporti stabili e duraturi. Dare a un giovane un solido contratto a tempo indeterminato significa permettergli concretamente di chiedere un mutuo in banca, di comprare una prima casa, di farsi coraggio e formare una famiglia. Significa dargli, finalmente, un futuro nella sua Nazione.

Il favoloso Bonus Lingue Straniere da 800 euro: investire sul talento vero dei nostri figli

Se il mondo del lavoro è la destinazione finale, la scuola è senza dubbio il viaggio preparatorio. E l’INPS ha pensato in grande anche agli studenti, varando una misura straordinariamente innovativa, utile e inclusiva: il Bonus Lingue 2026. La fluente conoscenza delle lingue straniere (inglese in primis), oggi, fa l’assoluta differenza tra chi trova subito un buon lavoro ben retribuito e chi purtroppo resta dolorosamente indietro. Ma mandare i figli a fare preziosi corsi privati di inglese, o costosi stage linguistici all’estero, costa spesso una fortuna inarrivabile, e non tutte le famiglie italiane possono purtroppo permetterselo. Questo bonus intelligente, che prevede erogazioni cash a fondo perduto fino a ben 800 euro, serve proprio a livellare le disuguaglianze sociali del Paese. Sarà destinato direttamente agli studenti di vari ordini scolastici per rimborsare le spese effettivamente sostenute per l’apprendimento certificato delle lingue estere. Un aiuto preziosissimo che permetterà, finalmente, anche ai ragazzi più meritevoli ma provenienti da contesti economici meno agiati, di competere ad armi pari nel difficile mercato globale del lavoro.

I grandi classici che non muoiono: Assegno Unico e Asilo Nido sempre operativi ad agosto

Accanto a queste favolose e ghiotte novità estive, è bene però ricordare che la rassicurante rete di protezione statale mantiene saldi i suoi pilastri storici, che restano pienamente attivi e liberamente richiedibili anche nel caldo mese di agosto. Il collaudato Assegno Unico e Universale continua a essere erogato regolarmente, rappresentando la solida base sicura su cui milioni di famiglie poggiano l’organizzazione delle proprie spese quotidiane. Allo stesso modo, restano aperti i rubinetti finanziari del Bonus Asilo Nido (misura fondamentale per permettere a entrambi i genitori di tornare a lavorare senza svenarsi letteralmente con le salatissime rette degli asili privati) e del sempre più richiesto Bonus Psicologo, una splendida misura di civiltà che riconosce finalmente l’assoluta importanza della salute mentale, mettendola giustamente sullo stesso piano prioritario di quella fisica.

Niente più scuse, è tempo di agire in fretta: come richiedere i fondi prima che sia tardi

Le risorse economiche ci sono, le regole burocratiche sono state scritte e gli incentivi sono ufficialmente partiti e disponibili. Adesso, però, la palla infuocata passa direttamente e inesorabilmente ai cittadini. Lamentarsi sterilmente della crisi al bar, senza cogliere al volo le rare opportunità che lo Stato mette a disposizione, è un lusso pigro che non possiamo proprio più permetterci. Per accedere ai fondi dei bandi, verificare puntualmente i propri requisiti specifici ISEE o presentare formalmente le domande, l’unica strada sicura e ufficiale è consultare approfonditamente il portale web dell’INPS (www.inps.it), accedendo comodamente da casa con le proprie credenziali SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS. Informatevi bene, prendete tempo per voi stessi, chiedete aiuto ai patronati locali CAF o al vostro commercialista di fiducia, e rivendicate con orgoglio ciò che vi spetta di diritto. Perché una famiglia più serena dal punto di vista economico è il vero, instancabile motore che fa girare e prosperare l’intera nazione.

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