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A Venezia brilla “La Dolce Via Festival”: il grande cinema italiano crea un magico ponte culturale con gli Emirati Arabi

Il grande cinema italiano vola negli Emirati Arabi! Alla Mostra di Venezia viene presentata la seconda edizione de “La Dolce Via Festival” 🎬 🇦🇪 C’è un filo magico che sta unendo l’Italia e il Medio Oriente nel segno dell’arte e della cultura! Il prossimo 10 settembre, nella lussuosa e affascinante cornice dell’Hotel Excelsior a Venezia (durante l’83ª Mostra del Cinema), verrà presentato ufficialmente il programma de “La Dolce Via Festival”! Un’iniziativa pazzesca e ambiziosa, nata da un’idea di Benedetta Paravia (Vice Presidente di A.N.G.E.L.S. APS), che porterà a fine ottobre le eccellenze del cinema italiano direttamente ad Abu Dhabi e Dubai! L’obiettivo del Festival è quello di formare i giovani studenti e talenti emiratensi attraverso la genialità dei nostri registi e attori, creando un grande ponte culturale capace di generare nuove produzioni internazionali! Dopo la prima edizione, che ha visto protagonisti Gabriele Mainetti e Alessandro Preziosi, quest’anno il palco darà grandissimo spazio ai giovani talenti e ai cineasti del Lazio! Alla presentazione veneziana parteciperanno illustri nomi della politica e della cultura, come l’Assessore Regionale Simona Renata Baldassarre, l’Onorevole Federico Mollicone e il Presidente di Cinecittà Antonio Saccone. Un progetto formidabile, patrocinato dal Ministero degli Esteri e della Cultura, che usa la bellezza del cinema per dialogare con il mondo! Scopri tutti i dettagli dell’evento nel nostro articolo! 👇 📽️ Voi quale grande film italiano del passato fareste vedere in tutto il mondo per rappresentare al meglio la nostra Nazione?

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Paravia

Venezia– C’è una magia unica e irripetibile che avvolge la Laguna quando i riflettori si accendono per celebrare la settima arte. Ma il cinema non è soltanto lustrini, red carpet e passerelle per le grandi star internazionali: è soprattutto uno straordinario e formidabile strumento di dialogo, capace di abbattere confini geografici e pregiudizi culturali, unendo mondi apparentemente lontanissimi.
È esattamente questo il nobilissimo e ambizioso obiettivo che verrà celebrato nell’esclusiva ed elegante cornice dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il prossimo giovedì 10 settembre 2026, alle ore 17.00 in punto, il prestigioso Italian Pavilion situato all’interno dell’iconico Hotel Excelsior ospiterà la presentazione ufficiale del programma dellaattesissima seconda edizione de “La Dolce Via Festival”. Un’iniziativa di respiro internazionale, nata per promuovere l’immensa cultura cinematografica italiana e per garantire un’alta formazione ai giovani talenti del Medio Oriente.

Da Abu Dhabi a Dubai: ottobre negli Emirati Arabi

Dopo la vetrina lagunare, il cuore pulsante del Festival si sposterà fisicamente negli Emirati Arabi Uniti, dove si svolgerà dal 26 al 28 ottobre 2026. Il calendario prevede un’inaugurazione in grande stile presso le lussuose sale della Cultural Foundation di Abu Dhabi, per poi trasferire le successive e intense giornate di lavoro e proiezioni all’interno della modernissima American University in the Emirates di Dubai.
Il progetto, promosso instancabilmente da A.N.G.E.L.S. (Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà APS), nasce da una folgorante e preziosa idea di Benedetta Paravia, Vice Presidente dell’Associazione e vera e propria anima fondatrice del Festival. Lo scopo principale è quello di far incontrare gli studenti universitari e post-universitari emiratensi (iscritti alle Facoltà di Arti, Cinema, Media e Comunicazione) con le eccellenze indiscusse della cinematografia italiana e con il patrimonio creativo delle nostre gloriose scuole di recitazione e regia.

Il Cinema come ponte per il dialogo e la coproduzione

L’obiettivo a lungo termine de “La Dolce Via Festival” è tanto pratico quanto visionario: creare un vero e proprio hub cinematografico italo-emiratino, capace di favorire nuove e proficue collaborazioni professionali, floride joint venture e ambiziose coproduzioni internazionali, sostenendo in modo concreto la crescita lavorativa dei giovani talenti locali e stringendo rapporti solidi e duraturi con l’industria cinematografica del nostro Paese.
Dopo una strepitosa prima edizione (che ha visto come assoluti protagonisti il geniale regista e produttore Gabriele Mainetti, omaggiato con la presentazione della sua trilogia, e il celebre e amatissimo attore Alessandro Preziosi), questa attesissima seconda edizione si tingerà fortemente dei colori del centro Italia. Il focus, infatti, sarà dedicato in modo particolare ai giovanissimi e promettenti talenti della Regione Lazio, con l’obiettivo di valorizzare le loro competenze tecniche e la loro travolgente creatività, offrendo loro una vetrina e una possibilità di confronto unica al mondo con il vibrante ambiente universitario emiratino.

La diplomazia culturale e il sostegno delle Istituzioni

Non è un caso che un’iniziativa di così alto profilo strategico abbia raccolto un parterre di ospiti istituzionali di primissimo livello per la sua presentazione veneziana. Al tavolo dell’Excelsior, accanto alla fondatrice Benedetta Paravia, siederanno infatti Simona Renata Baldassarre (Assessore alla Cultura della Regione Lazio), l’Onorevole Federico Mollicone (Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati), la Senatrice Cinzia Pellegrino, l’Onorevole Annarita Patriarca e Antonio Saccone (Presidente di Cinecittà).
“La Dolce Via Festival” si inserisce a pieno titolo in un’amplissima e mirata strategia di diplomazia culturale, volta a utilizzare la pellicola cinematografica come formidabile strumento di conoscenza e di cooperazione internazionale. A testimoniare l’enorme rilevanza politica del progetto, ci sono i prestigiosissimi patrocini concessi dal Ministero degli Affari Esteri, dal Ministero della Cultura, dal Ministero del Turismo e dalla Regione Lazio. Sul fronte emiratino, l’evento si svolgerà sotto gli autorevoli auspici del Ministero degli Affari Esteri degli EAU, in stretta e fruttuosa collaborazione con l’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi. Un trionfo per il nostro Made in Italy nel mondo.

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Il miracolo nascosto nelle cose semplici: a Spoltore i talenti di Maria Jenie Rossi inaugurano la nuova Sala Liberi con “L’immagine banale”

La poesia delle piccole cose accende il cuore di Spoltore! 🎨✨ Dal 4 al 7 settembre non perdere l’inaugurazione della nuova Sala Antonino Liberi in Piazza D’Albenzio con la mostra “L’immagine banale”. 🏛️❤️ Un viaggio viscerale e gratuito, dalle 18:00 alle 20:30, tra le tele degli 11 talenti del territorio guidati dall’artista Maria Jenie Rossi in collaborazione con “I Colori del Territorio”. Un evento immenso per l’anima nato per riscoprire la bellezza nascosta nella quotidianità. Leggi qui per scoprire i dettagli del percorso espositivo, l’elenco degli artisti e come partecipare! 👇

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Locandina evento Spoltore

Spoltore – Ci sono momenti in cui l’arte decide di spogliarsi di ogni accademismo freddo o intellettualismo distante per scendere in strada e posarsi sugli oggetti più semplici e discreti della nostra quotidianità, dimostrando che la vera bellezza abita spesso dove nessuno si cura di guardare. Il comune di Spoltore, guidato con sensibilità dalla sindaca Chiara Trulli, si prepara a vivere un appuntamento culturale dal profondo valore umano, artistico e sociale. Dal 4 al 7 settembre 2026, la neonata ed elegantissima Sala Antonino Liberi, situata nella centralissima Piazza D’Albenzio, spalancherà per la prima volta i suoi battenti per ospitare la mostra collettiva intitolata significativamente “L’immagine banale”. Un’esposizione intensa, visitabile gratuitamente ogni sera dalle ore 18:00 alle 20:30, che si candida a diventare un prezioso luogo d’incontro e di riflessione intima per l’intera cittadinanza abruzzese.

L’iniziativa rappresenta il traguardo maturo e commovente di un lungo percorso di crescita espressiva e condivisione comunitaria, nato all’interno del corso libero di pittura e disegno magistralmente curato e diretto dall’artista e maestra Maria Jenie Rossi. Sotto la sua guida attenta, un gruppo eterogeneo di talenti del territorio – composto da Giulia Carabba, Michela D’Anteo, Lorenza Di Lorenzo, Anna Di Michele, Morena Ferri, Fabio Giuliani, Maria Rita Golini, Susanna La Viola, Mara Nespoli, Barbara Piermanni e Dora Zannini – si è messo in gioco affrontando un viaggio sensoriale totale. I partecipanti hanno usato tele, carboncini e pennelli non solo per riprodurre forme, ma per sviscerare le proprie fragilità e trasformare la routine in pura poesia visiva, offrendo uno specchio sincero in cui ogni visitatore potrà ritrovare un pezzo della propria storia personale.

La riscoperta del quotidiano: l’arte come presidio di cittadinanza attiva

La mostra è il frutto di una leale e trasparente sinergia di prossimità nata dalla collaborazione tra l’associazione culturale “I Colori del Territorio” e il Comune di Spoltore. Questo evento testimonia la vitalità e la lungimiranza delle politiche culturali locali, fortemente sostenute dall’assessore alla Cultura Nada Di Giandomenico, che vede nell’associazionismo e nella valorizzazione dei talenti a km zero l’unico vero antidoto contro l’isolamento sociale e la standardizzazione dei consumi digitali. Trasformare una nuova sala pubblica in un avamposto di creatività diffusa significa investire sul benessere psicofisico e sull’identità profonda di una comunità che rifiuta di dimenticare le proprie radici.

“Questo percorso nasce dalla volontà viscerale di riscoprire il valore poetico nascosto nelle cose semplici e apparentemente banali della vita, trasformando ogni singola tela in uno spazio sacro di autentica condivisione e di rigorosa ricerca interiore attraverso lo sguardo attento e mai scontato dei partecipanti”, spiega con entusiasmo la curatrice Maria Jenie Rossi. L’obiettivo didattico ed etico del corso, infatti, è andato ben oltre il mero insegnamento delle tecniche pittoriche d’avanguardia o del chiaroscuro; si è trattato di un vero e proprio esercizio di pedagogia sociale, mirato a dimostrare come l’arte sia capace di abitare la quotidianità, curando le solitudini dei nostri giorni e dando una voce fiera alle energie più pulite della nostra terra.

Un’esperienza sensoriale aperta a tutti sotto il cielo di settembre

In un’epoca in cui la velocità della comunicazione di massa rischia di anestetizzare i nostri sensi, “L’immagine banale” invita il pubblico a fermarsi, a rallentare il passo e a praticare la cultura dell’ascolto e dell’osservazione profonda. Una tazza di caffè, una sedia vuota, una finestra aperta o un’ombra sul pavimento smettono di essere dettagli invisibili per farsi portali d’accesso verso un significato più profondo della convivenza civile. La nuova Sala Antonino Liberi si offre così come un salotto culturale a cielo aperto, dove le diverse generazioni – dai bambini delle scuole agli anziani del borgo – possono incontrarsi e dialogare sul filo dell’emozione cromatica.

Partecipare alle serate espositive di Piazza D’Albenzio significa compiere un gesto d’amore verso il proprio territorio, significa sostenere con orgoglio i sogni e la determinazione di undici artisti locali che hanno scelto la via dell’onestà espressiva per raccontare il mondo. Spoltore vi aspetta a braccia aperte per questo fine settimana all’insegna della bellezza pulita, ricordandoci che finché ci saranno comunità capaci di stringersi attorno a una tela dipinta, il futuro dei nostri borghi continuerà a essere scritto con i colori della speranza. Non fatevelo raccontare dai social il giorno dopo: varcate la soglia della mostra e lasciatevi spettinare la coscienza da un’immagine che di banale ha soltanto il nome. 👇

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I fuochi d’artificio dell’anima che accendono Cava de’ Tirreni: l’abruzzese Kristine Maria Rapino finalista al Book Fest con lo spettacolari romanzo “Scialacca”

L’Abruzzo conquista il cuore della Campania nel nome della grande letteratura! 🏔️📚 Dal 4 al 6 settembre nel magico chiostro di San Francesco a Cava de’ Tirreni non perdere il Cava Book Fest: la scrittrice teatina Kristine Maria Rapino è finalista al premio nazionale con lo straordinario romanzo “Scialacca”. ✨🎸 Una storia corale e travolgente tra famiglie, colpe e rinascite segrete, giudicata da una giuria d’onore presieduta dal grandissimo Maurizio De Giovanni. Un evento immenso e gratuito che aderisce a Posto Occupato contro la violenza di genere. Leggi qui per scoprire i dettagli della trama, gli orari delle presentazioni e l’elenco completo degli ospiti! 👇

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Kristine Maria Rapino

Cava de’ Tirreni (SA) – Ci sono storie capaci di viaggiare oltre i confini geografici dei territori in cui sono nate, superando le montagne e i mari per andare a depositarsi dolcemente nel cuore di comunità lontane, parlando l’unica lingua universale che l’essere umano possiede: quella dei sentimenti puri, del perdono e della redenzione. La splendida città di Cava de’ Tirreni si prepara a spalancare le sue porte alla grande festa nazionale della lettura e dell’editoria indipendente. Dal 4 al 6 settembre 2026, la meravigliosa e mistica cornice del chiostro quattrocentesco del Convento di San Francesco e Sant’Antonio ospiterà l’attesissima nuova edizione del Cava Book Fest. Tre giornate intensissime di incontri, laboratori didattici e presentazioni che vedranno riunite oltre trenta prestigiose case editrici da ogni angolo d’Italia, trasformando le antiche arcate medievali nel fulcro pulsante del dibattito culturale contemporaneo.

Il momento di massima tensione emotiva e di assoluto spessore letterario della kermesse salernitana è rappresentato dal concorso letterario nazionale. Tra i pochissimi e selezionatissimi romanzi finalisti che si contenderanno il podio spicca con forza una gemma della narrativa abruzzese: il libro “Scialacca”, magistralmente scritto dalla penna colta, raffinata e sensibilissima di Kristine Maria Rapino e dato alle stampe dal prestigioso marchio Sperling & Kupfer. L’autrice, originaria di Chieti, stimata editor e apprezzata docente di scrittura creativa, firma un romanzo corale di immenso pathos, interamente ambientato tra le atmosfere selvagge e viscerali dell’Abruzzo interno. Un’opera potente che scava senza sconti nei meandri più oscuri delle dinamiche familiari, affrontando con straordinaria onestà intellettuale i temi dolorosi ma necessari del ritorno a casa, della colpa sommersa e della faticosa ricerca di una rinascita.

La fabbrica dei fuochi d’artificio e il Rebus di un amore enigmatico

La trama del romanzo segue le vicende umane ed esistenziali di Francesco, un uomo che rimette piede nella propria terra d’origine dopo lunghissimi anni di assenza volontaria, portando sulle spalle il bagaglio pesante e ingombrante di un passato difficile e mai digerito. Ad accompagnarlo in questo labirinto di ricordi e di omissioni c’è Aria, una ragazza enigmatica, fragile e magnetica al tempo stesso, che si farà bussola e compagna all’interno di un complesso e tortuoso cammino di rinascita spirituale. Il titolo stesso del volume, Scialacca, evoca un luogo fisico e profondamente metaforico: una storica e polverosa fabbrica di fuochi d’artificio. La struttura diventa lo specchio deformante di uno spazio dell’anima in cui i legami familiari rimasti in sospeso cercano disperatamente una nuova scintilla per esplodere e illuminare il buio, mettendo a nudo il coraggio di fare i conti con le proprie ferite interiori.

A rendere ancora più solenne e autorevole il verdetto del concorso letterario è la statura della commissione esaminatrice. La giuria di esperti, composta da autorevoli personalità del giornalismo e della critica, è presieduta da un gigante della letteratura e della sceneggiatura italiana: il Maestro Maurizio De Giovanni. Il papà del Commissario Ricciardi e de I Bastardi di Pizzofalcone valuterà con il suo consueto rigore e la sua innata sensibilità la prosa della Rapino, in un confronto generazionale sotto il segno della grande scrittura d’autore che sta già suscitando una grandissima curiosità tra i tantissimi visitatori e lettori appassionati che affolleranno il festival nel fine settimana.

L’impegno civile di Posto Occupato nel presidio della cultura diffusa

Il Cava Book Fest si consolida così come un punto di riferimento insostituibile per l’intero panorama librario del Mezzogiorno, arricchito da un cartellone che fa marciare di pari passo i grandi nomi della cultura nazionale con i progetti sociali più urgenti del nostro presente. La manifestazione si svolge sotto i nobili auspici del Centro per il libro e la lettura, e gode dei prestigiosi patrocini morali del Ministero della Cultura, del Consiglio Regionale della Campania e del Comune di Cava de’ Tirreni, supportata con forza dalla Camera di Commercio di Salerno e dalla Confesercenti. Di altissimo spessore etico è la scelta degli organizzatori di aderire attivamente alla campagna nazionale di sensibilizzazione contro la violenza di genere “Posto Occupato”, lasciando una sedia vuota in prima fila in ogni incontro per ricordare le donne vittime di femminicidio.

Partecipare alle serate del Cava Book Fest e assistere alla presentazione di “Scialacca” significa compiere un gesto d’amore verso la cultura di prossimità, significa credere che la parola scritta sia ancora l’unico balsamo capace di curare le solitudini contemporanee e di edificare ponti di solidarietà e di pace tra le persone. Kristine Maria Rapino dimostra con la sua scrittura fiera e trasparente che la provincia italiana non è un luogo isolato, ma una fucina inesauribile di talenti capaci di conquistare l’Europa. Cava de’ Tirreni vi aspetta a braccia aperte all’ombra del suo chiostro francescano per una notte di mezza estate densa di emozioni pure, dove la polvere dei ricordi lascia il posto alla luce della grande letteratura contemporanea.

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L’abbraccio del giubileo celestiniano incorona i 200 universitari: il Cammino dell’ADSU sfila trionfalmente al Corteo della Bolla

Il cammino dei sogni si chiude nel giorno più solenne dell’Abruzzo! 🕊️🥾 Emozioni indimenticabili all’Aquila per la conclusione del “Cammino dello Studente” promosso dall’ADSU per Capitale della Cultura 2026. Dopo quattro giorni di sfide e sentieri tra Fossa e la Valle Subequana, i 200 universitari hanno sfilato trionfalmente nel Corteo della Bolla fino alla Basilica di Collemaggio per l’apertura della Porta Santa. 🏛️✨ Un traguardo immenso che unisce natura, spiritualità e l’orgoglio dei nostri giovani. Leggi qui il resoconto completo dei direttori Schiavone e Suriani, le foto della sfilata e tutti i dettagli di questa giornata memorabile! 👇

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CamminoStudente_CorteoBolla

L’Aquila – Ci sono odissee dello spirito e della giovinezza che non si misurano semplicemente con la polvere accumulata sulle scarpe o con i chilometri percorsi lungo i sentieri dell’Appennino, ma con la quantità di luce, speranza e solidarietà che riescono a sprigionare quando incrociano la storia sacra di un intero popolo. L’Aquila, fiera e commossa nel giorno più solenne del suo calendario identitario, ha tributato oggi un trionfale e indimenticabile abbraccio collettivo ai circa 200 giovani universitari che hanno portato a termine il monumentale “Cammino dello Studente”. I ragazzi, visibilmente stanchi per lo sforzo fisico ma con gli occhi colmi di una gioia pura e travolgente, hanno ottenuto il prestigioso onore di sfilare ufficialmente all’interno del Corteo della Bolla, scortando il documento originale redatto da Papa Celestino V nel 1294 fino alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio per l’apertura della Porta Santa, nell’anno della 732ª Perdonanza Celestiniana.

Questo storico e riuscito pellegrinaggio laico è stato promosso dall’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari (ADSU) dell’Aquila nell’ambito della rassegna Coolture Fest 2026, un tassello d’oro nel programma ufficiale di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. L’idea di fondo, che ha guidato la carovana fin dalla partenza dello scorso 25 agosto da Pratola Peligna, si fonda sulla ferrea e trasparente convinzione che la scuola e l’università non debbano essere considerate freddi luoghi di nozioni e burocrazia, ma autentiche comunità umane da abitare, proteggere e costruire insieme. Il viaggio si è snodato per quattro giorni intensissimi lungo le tracce del Cammino Grande di Celestino, attraversando i paesaggi della Valle Subequana e le pendici del monte Morrone, offrendo ai partecipanti un’esperienza sensoriale ed emotiva capace di curare le solitudini e lasciare un segno totalmente indelebile nell’anima.

Dalla necropoli di Fossa a Porta Napoli: l’ultima tappa nella storia patria

L’ultima e decisiva frazione del Cammino è scattata questa mattina da San Demetrio ne’ Vestini, muovendosi in direzione di Sant’Eusanio Forconese, dove il gruppo ha ricevuto i saluti istituzionali del consigliere Fabrizio Ginnetti a nome del sindaco Deborah Visconti. Subito dopo, i ragazzi sono stati proiettati in un vero e proprio viaggio nel tempo grazie ai preziosi interventi culturali dei docenti dell’Ateneo aquilano, i professori Alfonso Forgione e Luca Pezzuto. La marcia ha poi toccato il territorio di Fossa: qui, accolti dal primo cittadino Fabrizio Boccabella, i camminatori hanno esplorato le meraviglie archeologiche e artistiche locali, visitando la celebre necropoli protostorica, il castello d’altura, i magnifici affreschi duecenteschi della Chiesa di Santa Maria ad Cryptas e la falesia naturale, prima di concedersi una pausa pranzo rigenerante nell’area sportiva di Monticchio.

Nel primo pomeriggio, l’emozione si è fatta carne viva quando la carovana studentesca ha raggiunto Porta Napoli, varcando le mura storiche del capoluogo abruzzese. A viale Collemaggio è avvenuto l’incontro ufficiale con una delegazione accademica dell’Università dell’Aquila, momento in cui i ragazzi si sono inseriti solennemente nel Corteo della Bolla. “Questo Cammino ha rappresentato per l’ADSU un banco di prova formidabile, sia dal punto di vista logistico sia a livello umano”, commenta commossa la presidente Marica Schiavone. “Ci siamo catapultati insieme agli studenti in un’esperienza dal forte impatto formativo. Concludere questo percorso nel giorno in cui si apre la Porta Santa ci riempie di orgoglio. Ringrazio tutto il personale dell’azienda, l’Ateneo, i docenti e le istituzioni locali che hanno sposato e difeso questo progetto meraviglioso”.

Un bilancio orario d’eccellenza tra mindfulness, geologia e impegno civile

L’eccezionale riuscita della manifestazione è il frutto maturo di una leale e strutturata collaborazione tra scienziati, amministratori e agenzie educative. Il direttore dell’ADSU, Michele Suriani, ha sottolineato come lo sforzo organizzativo sia stato ampiamente ripagato dal sorriso e dal riscatto dei ragazzi: “Abbiamo vissuto con loro momenti autentici di amicizia, condivisione e profonda spiritualità fuori dalle aule, superando insieme ogni ostacolo e la fatica del maltempo”. Il ricchissimo programma didattico delle quattro giornate ha visto alternarsi le visite guidate dei professori Marco Tallini e Maria Giulia Vinciguerra, le rigeneranti sessioni di mental mindfulness curate dalla psicologa Roberta Tommasi e i monitoraggi scientifici sul campo eseguiti dai tecnici dell’Arpa Abruzzo guidati dal direttore Maurizio Dionisio e dal dirigente Giancaterino Giammaria, accanto agli esperti dell’INGV e del Servizio Idrografico Regionale.

L’iniziativa, che ha goduto del prestigioso patrocinio dell’organizzazione umanitaria internazionale “Still I Rise”, della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila, del CAI e di numerosi ordini professionali e gruppi scout, lancia un messaggio di legalità e speranza all’Europa intera. Il Cammino dello Studente dimostra che le aree interne dell’Appennino non sono territori isolati o destinati all’oblio dello spopolamento, ma laboratori vivi di accoglienza, modernità e bellezza inclusiva. La Porta Santa che si spalanca oggi a Collemaggio non offre solo l’indulgenza celestiniana, ma simboleggia una via d’accesso sicura verso un futuro in cui i giovani sono, finalmente, i veri e unici protagonisti del cambiamento della nostra civiltà. **Leggi qui** la cronaca completa del giubileo e guarda la galleria fotografica dei ragazzi in corteo! 👇

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